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Eravamo tutti avviliti, domenica scorsa a Fiume Veneto. Non tanto perché è nostro destino, come quello di tutti i comuni mortali, terminare i nostri giorni secondo il volere delle Moire, quanto perché ci siamo accorti che il desiderio di migliorare il mondo è prerogativa di pochi – troppo pochi – esseri umani, mentre la maggioranza non fa nulla per contribuire a tale giusta causa.

Perché la gente non fa niente per rendere la vita non dico più felice, ma almeno più facile ai propri simili? Lasciamo stare le altre culture, asiatiche, africane o di altri lidi, ma qui in Occidente, con duemila anni di cristianesimo alle spalle, basato sull’amore fraterno, perché la società è così egoistica e ostile con chiunque? Perché la più nobile delle enunciazioni non ha sortito l’effetto voluto?

Ci sono passati davanti fiumi di persone paganti, clienti delle Moire che andavano ad arricchire Moira. Posso capire la pigrizia, la facilità di seguire la corrente del fiume della vita. Posso capire la disparità delle forze in campo e l’atteggiamento di base che ci porta, come specie, a curare solo i nostri interessi. Ma qui si è esagerato!

Non è possibile che dopo quarant’anni di divulgazione, di banchetti informativi, di volantinaggi e di cortei, non si ottenga un minimo risultato e tutto debba essere lasciato moirescamente al caso, alla nascita spontanea e misteriosa di pochi sensibili eletti.

Non è possibile fare la fine del cristianesimo, che non ce l’ha fatta in duemila anni, quando noi siamo solo da quaranta, o al massimo cinquant’anni, che diciamo alla gente di non andare al circo. Non è possibile!

A questo punto, conviene fermarsi a riflettere, perché ci dev’essere una falla da qualche parte, una fallacia di ragionamento. Squadra che vince non si cambia, ma metodo che non funziona si lascia perdere e fare i bravi, mettersi con un cartello al collo davanti alla biglietteria del circo, come facciamo da quaranta e passa anni, non serve a niente!

Ma il bravo cattolico e il bravo animalista, giunti a questo punto si chiedono: “Che altro possiamo fare?”

Il cattolico si chiede: “Oltre ad andare a messa, che altro serve?” e non si rende conto che il male è dentro di lui, che anche lui rientra nello squallido contesto generale. Per fortuna per il Sistema, sono pochi i cattolici a chiederselo e sono i migliori.

L’animalista si chiede: “Oltre a fare manifestazioni davanti ai circhi, che altro serve?”. Qui invece è la maggioranza a chiederselo. Almeno a Fiume Veneto, domenica scorsa, ce lo chiedevamo tutti. La rabbia e il pianto, fratelli gemelli, erano ben presenti, la prima in quasi tutti noi e il secondo in almeno due ragazze.

Una è Samira Awad, che avevo già visto versare lacrime a Tolmezzo durante un presidio davanti al circo di Mosca. Quanto male morale spargono i persecutori di animali alla gente sensibile come Samira!

Con un padre palestinese, arrivato in Italia dopo aver lavorato in Iran e sposato con una donna italiana, Samira ha 32 anni, lavora saltuariamente come pet sitter e suo papà divorziato ora è in Cina sposato con un’altra donna. Dopo la diaspora degli ebrei, quella dei palestinesi.

Samira non ha avuto reticenze a farsi fotografare e intervistare. Sul circo come fenomeno di barbarie camuffata mi ha detto tutto quello che sapeva, ma le sue lacrime, che a un certo punto non hanno potuto fare a meno di sgorgare dal suo bel viso, mi hanno detto molto di più.

Alcune informazioni le ho spiluzzicate da altri partecipanti al presidio, saltabeccando qua e là.  Per esempio, il circo di Moira Orfei, davanti al quale ci trovavamo, riceve 300.000 euro all’anno di denaro pubblico, somma facente parte dei 6.000.000 che ogni anno lo Stato versa all’Ente Nazionale Circhi, spartiti poi fra i 130 circhi italiani.

Per il mantenimento dell’esercito lo Stato italiano versa molto di più, ma nel caso dei circhi c’è l’introito costituito dai biglietti d’ingresso, mentre i soldi dati ai militari non fruttano un bel niente, se vogliamo ragionare come bottegai.

Schifo, fanno schifo entrambi: militari e circensi. Sapendolo, le due categorie hanno un continuo bisogno di camuffarsi dietro falsi pretesti: la difesa della patria gli uni, il divertimento di grandi e piccini gli altri.

Tutti loro addetti ai lavori sono ben inseriti nella Matrix, nel regno illusorio di Maja, con nemici inesistenti che se non ci sono li s’inventa e spettacoli a luci abbaglianti con animali sfruttati e maltrattati, ma ufficialmente coccolati e vezzeggiati.

Il pubblico applaude, scambiando luci, colori, suoni e movimenti per qualcosa di simile alla felicità, pensando che ingannare i propri figli sia necessario per la loro corretta crescita e maturazione.

Che cosa imparano i bambini in realtà? Che di tigri, cammelli e orsi si può fare ciò che si vuole. Che sono nostri burattini da usare a nostro piacimento, come i giocattoli di plastica che si tirano fuori dal baule, ci si gioca un po’ e li si sparpaglia sul pavimento di casa, con successiva disperazione di mamma che li deve rimettere a posto.

Animali come giocattoli.

Il mondo è nostro. Cammelli e dromedari sono nostri. Elefanti e zebre sono nostre. E pure il leone Artù, albino verace quanto veracemente malvagia è la circe col parruccone, Moira, che una volta si faceva chiamare “degli elefanti”.

Troppo lungo il filo che le sue colleghe Moire le hanno assegnato. Era meglio se moriva da piccola, nella culla del carrozzone parcheggiato a Codroipo, in quel lontano inverno del 1931.

E invece le Moire non badano alla qualità morale dei comuni mortali. A tutti, buoni e cattivi, danno fili della stessa lunghezza, brevi o lunghi a seconda del volere capriccioso di Atropo.

Eppure, per ingentilire gli animi degli occidentali, ne è stato fatto di lavoro! Nessuno ha mai fatto il calcolo delle ore passate a manifestare, a volantinare e a distribuire materiale educativo con gazebo e banchetti, compiendo quella che si chiama sensibilizzazione dell’opinione pubblica. Nel 1983 è nato Le cirque du Soleil, che non usa animali, ma non so se possiamo attribuircene il merito. Comuni come Alessandria hanno vietato l’attendamento dei circhi con animali, ma poi cambiava la giunta e tutto ricominciava daccapo.

Centocinquanta parlamentari della repubblica hanno firmato una proposta di legge per proibire l’utilizzo di animali nei circhi, ma poi il governo cadeva e tutto ricominciava daccapo.

Centocinquanta amministrazioni comunali hanno messo all’ordine del giorno la richiesta di interdire l’attendamento dei famigerati sfruttatori di animali, ma poi i partiti d’opposizione, stanchi e annoiati, votavano contro e tutto ricominciava daccapo.

Noi animalisti è da quarant’anni che ricominciamo daccapo e se non siamo ancora caduti in depressione o sprofondati nella frustrazione è perché, come le tigri bastonate, vogliamo vivere.

Il domatore deve spezzare ogni sentimento di rivolta contro l’uomo aguzzino, deve far capire ai grossi felini chi comanda e l’unico modo che ha è quello di riempirli di botte al minimo accenno di ribellione. Ne va della vita del domatore stesso, se ragionassimo come lui. Ma noi stiamo dalla parte delle vittime, sempre, e ragioniamo come gli animali, con quello strumento di cui siamo dotati chiamato empatia.

Se centinaia di persone ci sono passate davanti per andare – gregge assuefatto al male – a pagare il biglietto d’ingresso, è forse perché di empatia ce n’è pochina in giro.

Mi chiedo se ce n’è mai stata nella nostra società e in che quantità. Mi chiedo se in passato c’era più partecipazione emotiva verso le ingiustizie, se le cose sono migliorate e se in futuro ce ne sarà di più o di meno.

Infine, mi chiedo se per caso questa mancanza d’empatia nel pubblico sia voluta da chi detiene il potere, in quanto funzionale alla perpetuazione del medesimo. Vuoi vedere che se la gente sapesse come vengono addestrati gli animali nei circhi, verrebbe a sapere anche la verità sugli attentati false flag, sul perché delle scie chimiche, sugli alieni, sugli Illuminati e su tante altre cosette rigorosamente occultate!

Non può essere l’ignoranza a giustificare tanta complicità con i sadici domatori dei circhi. Non dopo quarant’anni di divulgazione da parte nostra. Che fine hanno fatto quei milioni di volantini distribuiti? Usati per accendere il fuoco nella stufa?

Neutralizzati da RAI 3 con il suo Festival del circo di Montecarlo, con quell’ochetta svedese a fare la sua parte come presentatrice?

Pordenone nei giorni scorsi era tappezzata di locandine gialle e blu, con il faccione serio e simpatico del leone Artù e quello rivoltante e odioso di Moira. Invece che mettersi davanti ai cancelli con i cartelli, avremmo dovuto ripulire la città, alla maniera del sindaco Giuliani, strappando via tutti i manifesti, i cartelloni e i volantini del circo.

Io lo faccio nel mio paese, anche sotto gli occhi della gente che passa, la quale, sospettando la consumazione del reato di danneggiamento aggravato, se per caso dovesse chiedermene ragione, riceverebbe risposta pertinente e ragionata.

Finora nessun compaesano si è permesso d’interrompere con obiezioni  la mia sacrosanta opera di pulizia dei muri, forse perché la mia fama d’animalista “cattivo” glielo sconsiglia. O forse per la stessa ragione per cui vanno in gregge a vedere uno spettacolo che sanno essere diseducativo. Amorfi, passivi e apatici, cioè bravi cittadini.

Almeno un paio di nuclei familiari, di quelli che mi sono passati davanti domenica, hanno dato risposte rassegnate del tipo: “Lo so, avete ragione, ma…..”.

Oppure, più stupidamente: “Avete ragione, ma come facciamo vedere gli animali ai nostri figli? Se non li portiamo al circo ci tocca portarli allo zoo”.

Strano che non abbiano mai sentito parlare dei documentari della BBC, di Geo&Geo, di Licia Colò, di Piero Angela e del compianto Giorgio Celli. Vabbé, quel genitore sarà vissuto in una grotta, o forse l’URAR gli ha confiscato la televisione.

La verità è che la gente è intimamente cattiva e se può far del male senza averne conseguenze penali, lo fa. Ne approfitta. Da’ soddisfazione vedere la prepotenza umana all’opera, sapere che la nostra specie è ancora saldamente al comando su questo pianeta. A volte, la prepotenza offerta da telegiornali e talk show non basta. Bisogna vederla dal vivo sugli animali. Finché la legge lo permette.

Insomma, pubblico ottuso e pagante da una parte, istituzioni ottuse e corrotte dall’altra, con l’aggiunta dei dirigenti ottusi di RAI 3 ex comunista, a fare da altoparlante mediatico, ottengono il risultato che migliaia di animali selvatici vengono catturati nelle savane e nelle foreste, trasferiti in climi diversi, a disdoro del ministro Clini, e avviati sulla strada della prostituzione spettacolare, con guardoni paganti che godono della loro umiliazione e con operatori assassini che li punzecchiano, li martellano e li bastonano a più riprese, in fase preparatoria.

Questo è il più bello spettacolo del mondo, diceva Barnum. Entrino, siori e siore! Benvenuti al circo! Benvenuti all’inferno!

 

 

 

20 Commenti a “Albini si nasce, Moire si diventa”

  • freak70:

    Bravo Roberto continua a seminare amore prima o poi qualcosa succederà.
    A pugno chiuso

  • Maksimiljan Kodžak:

    Come per gli zoo, anche per i circhi nutro una repulsione particolare. E’ una forma squallida di esibizione e spettacolo, che veramente non capivo (per esempio, si dice, che ai bambini piace il circo… mai avuto il desiderio di vederlo). Adesso almeno capisco: e’ una proiezione sugli altri -in questo caso gli animali- della nostra condizione esistenziale di prigionieri ammaestrati; l’inconscio lo capisce e lo proietta al di fuori per “esorcizzare” gli effeti sulla nostra mente… insomma, ci piace (anche se il termine “piace” non e’ adatto) vedere soffrire gli altri al posto nostro. Anche culturalmente parlando il circo e’ una forma di bassezza penosa, come si potrebbe aspettare da ogni cosa che derivi dalla “cultura” zingara.

  • Zingaro:

    “…La verità è che la gente è intimamente cattiva e se può far del male senza averne conseguenze penali, lo fa….”
    Piuttosto direi “ipnotizzata”, basta infatti che il pensiero si volga al “tanto a me non mi riguarda” (cosa non vera, si sa, ma senza conseguenze dirette non è sempre comprensibile) che qualsiasi argomento venga lasciato cadere nel dimenticatoio del “chissenefrega”
    Mancano sani principi e sani valori, quei valori espressi nei vangeli. Dimenticati quelli si resta in balia del vantaggio immediato e personale, sia questo sociale o finanziario.

  • ale:

    “Anche culturalmente parlando il circo e’ una forma di bassezza penosa, come si potrebbe aspettare da ogni cosa che derivi dalla “cultura” zingara”…che dire, se incominciasse a non sputare addosso alla cultura altrui e a differenziarsi dalle persone che non rispettano nulla se non loro stessi e la loro “cultura”, magari i circhi neanche esisterebbero. Questo sito mi sorprende sempre di più, è una fucina di omofobi, razzisti e probabilmente anche finti animalisti che fanno la manifestazione davanti al circo ma poi, per esempio, vanno al supermercato a riempirsi il carrello di pesce pur sapendo quale sia lo stato di salute dei nostri mari e come la pesca e altro li stiano compromettendo. Cominciate a portare rispetto invece di insultare e di elevarvi quali superuomini dotati di immensa inteligenza e sensibilità e forse il mondo cambia davvero.

    • Elyah:

      @ale
      lei dice:

      “Questo sito mi sorprende sempre di più, è una fucina di omofobi, razzisti e probabilmente anche finti animalisti che fanno la manifestazione davanti al circo ma poi, per esempio, vanno al supermercato a riempirsi il carrello di pesce pur sapendo quale sia lo stato di salute dei nostri mari e come la pesca e altro li stiano compromettendo.” Queste sono sue supposizioni e oltretutto generalizzate a tutti quelli che frequentano il sito… Non è che anche lei ha qualche problema con gli “altri”?

    • Ale, tu sei venuto/a mai a sbirciare dentro il mio carrello della spesa?

      Maksimjlian è libero di esprimere le sue opinioni e per quanto riguarda il rapporto che Rom e Sinti hanno storicamente avuto con gli animali, posso confermare che è sempre stato di tipo predatorio, basato sullo sfruttamento, in questo non differenziandosi dai cristiani presso cui sono sempre vissuti come paria e ospiti poco graditi.

      Anticamente, l’abitudine di sfruttare gli animali, li portava a sfruttare i “Gagi”, cioè noi, anche al punto di rubare bambini. E’ una verità storica.
      Oppure a sfregiarli per avviarli al mestiere del buffone di corte o del pagliaccio. Vedi al riguardo “L’uomo che ride”, di Victor Hugo.
      Ciao

  • Francesca antispecista:

    ma nessuno nota il nonsense assoluto di chi è d’accordo con il contenuto dell’articolo e quindi è contro lo sfruttamento degli animali, che è palesemente una forma di discriminazione del diverso, ma poi mette in atto egli stesso una discriminazione del diverso scrivendo “culturalmente parlando il circo e’ una forma di bassezza penosa, come si potrebbe aspettare da ogni cosa che derivi dalla “cultura” zingara”?? io credo che sia necessaria una riflessione più ampia.

    • Non vedo alcun nonsenso. Il fatto che si tratti di una minoranza non significa che non se ne possa parlar male se merita.

      Minoranze o maggioranze etniche non fanno distinzioni quando si tratta di sfruttare gli animali e tu, con quel nick name, dovresti saperlo.

      Forse, l’unica differenza è che Sinti e Rom lo fanno artigianalmente, mentre i Gagi industrialmente.

      Per esempio, fauna selvatica esotica viene importata sia per i circhi che per gli zoo (come sai), solo che gli zoo sono meglio organizzati e in grado di dare ampi spazi ai grossi animali importati, mentre i circhi li fanno viaggiare e li detengono in spazi angusti.

      Gli zoo hanno aumentato, negli anni, lo spazio messo a disposizione dei loro “ospiti”, mentre le gabbie dei carrozzoni sono rimaste sempre uguali.

      Con questo non voglio difendere gli zoo, ma farti notare che gli spettacoli viaggianti sono sempre stati privilegiati, sia finanziariamente, sia non applicando le leggi che valgono per tutti gli altri.

      Forse ciò è dipeso dall’atteggiamento di cautela che traspare anche dalle tue parole.
      Ciao

  • Moreno:

    Aiutatemi!
    Non sono così buono come pensavo di essere!
    Premetto: della questione mi sono sempre approcciato con una convinzione personalistica.
    Ho sempre vissuto in campagna. Parenti e amici come me, ne hanno preso lo stile di vita.
    Diversamente dai puri e duri pero’ soffrivo il giorno in cui a casa si facevano “salami”. Piangevo per quei maiali che poi sarebbero divenuti alimento per tutta la famiglia me compreso. Mi incupisco quando vedo pesci e uccelli rinchiusi nelle loro piccole prigioni. Non parliamo degli animali in catena. Eppure mi piacciono le fiere degli animali, come ogni tanto andare al circo. Che ci posso fare, contraddizione e retaggio culturale + probabilmente pigrizia, pessimismo e menefreghismo… Fate voi.
    Ho letto dei vostri sit-in di protesta e mi sa Che i nostri sguardi si sono incrociati qualche volta, eppure la reazione che ho avuto e’ la stessa che mi capita quando ho di fronte qualcuno che mi chiede l’elemosina. Divento sospettoso e spesso mi spazientisco, troppe volte sono rimasto fregato. Io mi definirei il perfetto bonaccione nordico, ingenuo e benpensante per natura. Poi arrivano con il tempo le fregature ed alla fine ti convinci che comunque anche volendo non puoi dare così tanto come ti viene richiesto altrimenti non ti resterà nulla per te e la tua famiglia.
    Ecco il percorso mentale e’ lo stesso, se aggiungiamo poi che in campagna l’informazione non passa come ne parlate voi ma anzi… “che ne sanno quelli del lavorare per sopravvivere ecc.”
    Si signori, fate la guerra ai circhi, nei centri, ma non passate a vedere che ci sta in campagna!
    Vi porto un altro esempio. Mia moglie e’ vissuta prevalentemente in un centro urbano provinciale e lei quando vedeva dei falò accesi vicino alla strada statale locale si arrabbiava parecchio in quando lo considerava dannoso all’ambiente, pericoloso per le auto e passibile di sanzione amministrativa… Nei campi vicino a dove stavo io tutto ciò e’ normale, in quanto le ramaglie bisogna smaltirle, i canali idrici vanno ripuliti e l’accendere il falò e’ naturale tanto quanto lavarsi i denti al mattino e se solo qualcuno osasse privarlo si scatenerebbe il putiferio!
    Lei non ci credeva ma quando la constatato di persona la ritenuto assurdo… Guarda caso lo stesso termine che avrei usato io per quel che lei asseriva.
    Ancora adesso lo trovo limitante nella migliore delle ipotesi.
    So che sarò criticato, la mia e’ una causa persa per i più, ma forse e’ pure indice che certe prese di posizione sono il frutto della civilizzazione che viaggia a velocità non standard.
    Altro argomento che vi potrei raccontare e’ quello delle diverse priorità che un cittadino segue rispetto ad un campagnalo per la scelta della propria abitazione.
    Il primo tenderà a non voler il giardino, a vivere in appartamento possibilmente non troppo spazioso in quanto difficile poi da mantenere plinto ed ordinato e possibilmente a vivere vicino al centro, ai negozi, alla piazza… Il secondo prediligerà una casa a schiera se non indipendente, con verde attorno, lontano dai rumori e dal traffico, spaziosa e di proprietà, senza che debba discutere con qualcuno per l’altezza della propria siepe…
    Noto e vivo la contraddizione del campagnolo che si sposta al centro ed in tutto questo, il mio unico metro di misura e’ il buonsenso personale, non estremista nelle posizioni da assumere ma rigido nei propri principi.
    Le vostre argomentazioni le comprendo ma a volte sono troppo pure per me. Io nel mio piccolo faccio quel che posso con l’esempio e la passione, aiutando gli altri, anche a mio discapito e mia moglie spesso mi rinfaccia il fatto di pensare a me stesso ed ai miei sogni invece che alla nostra famiglia… Ditemi voi!
    Non si riesce a star dietro a tutto, per me e’ un po’ come la tecnologia, un eterna rincorsa al nuovo ma alla fine mandi tutto a quel paese perché ti accorgi che non ne saprai mai abbastanza!
    Nell’argomento in questione ti sentirai di non fare, non sapere, non potere… Mai abbastanza.
    E’ frustrante, snervante e continuamente deludente tutto ciò!
    Voi che ne dite? Sono un tipico caso emblematico della miseria umana oppure che altro?
    Ps. Non mi interessano le critiche fine a se stesse… Chiedo lumi per davvero. Grazie saluti

    • Lungi da me l’idea di criticarti, ma non sono in grado di rispondere alle tue aspettative. Mi sembra che avresti più bisogno di una “sponda”, termine usato da uno psicologo anni fa, con me, quando attraversavo un periodo di depressione.
      Qui dovremmo mettere a fuoco la questione se sia moralmente lecito per l’essere umano prelevare altre specie dal loro ambiente e ridurle in schivitù.
      Di tutto il resto, differenze tra vita cittadina e rurale, metodi di coltivazione che prevedono la bruciatura delle stoppie, non interessa in questa sede.
      Circa la sensazione che gli animalisti a volte ti provocano, cioè come se tu ti trovassi di fronte a qualcuno che ti chiede l’elemosina, è la prima volta che lo sento.
      Cosa ti chiedono gli animalisti che protestano davanti a un circo? Soldi?
      No, ti chiedono di non spenderli, semmai!
      Di non farti accalappiare dal….più grande spettacolo del mondo.
      Se RAI 3 ti mostra il circo, puoi cambiare canale, ma tu hai preso la macchina, hai caricato moglie e figli e ti sei diretto verso il parcheggio del tendone.
      E’ stata una tua scelta sciagurata e, all’ultimo momento, ti chiediamo di ripensarci.
      Finora nessuno ci ha mai ripensato ed è tornato indietro.
      Nemmeno tu, a quanto leggo.

  • spyna:

    C’è un mezzo molto potente che può cambiare il modo in cui vive l’umanità. gli animali e la terra, ma non viene considerato perchè non porta frutti a brevissimo termine.E’ la preghiera ma indipendente dalle religioni e fatta con il cuore, senza formule ma con richieste al Dio unico della creazione e proveniente dalla parte più animica dell’uomo. Se venisse fatta da migliaia di uomini e focalizzata su qualcosa di specifico avrebbe un potere di cambiamento enorme, perchè la materia della realtà olografica che ci sta di fronte vibra e tramite il nostro pensiero e la parte più spirituale di noi stessi può venire modificata.
    Il tono rabbioso e frustrato dell’autore dell’articolo,non fa altro che creare negatività e va contro quello in cui lotta.Crea forme pensiero negative che si sommano per attrazione a quelle delle altre persone che sono su una lunghezza d’onda simile. Una stanza buia non si rischiara con l’oscurità, ma con la luce.Ai suoi sforzi sul campo molto lodevoli dovrebbe unire le preghiere e concentrarsi sulla sua anima per elevare l’umanità. Noi uomini abbiamo un potere creativo ( che impieghiamo inconsciamente) verso il bene o verso il male inimmaginabile, perchè facciamo parte dell’Uno, ma dobbiamo usarlo sempre a favore della collettività planetaria non per i nostri scopi egoistici.

    • Forse frustrato sì, ma il tono rabbioso di cui parli proprio non riesco a vederlo.
      A te lascio volentieri il compito di pregare che i malvagi si redimano e ti lascio pure il rosario e le candele. A me lasciami le tronchesi e il piede di porco. Se il lavoro è preghiera, il sabotaggio lo è ancora di più.

  • Nessuno di importante:

    Questo scempio finchè l’uomo continuerà a considerare gli animali come degli oggetti di cui disporre a proprio piacimento.
    Ossia, finchè l’uomo non si renderà conto della sua arretratezza e bassezza d’animo.

  • Moreno:

    Grazie Roberto… Forse avrei bisogno di essere seguito. Questa situazione mi paralizza… A parole seguo il discorso animalista ma nei fatti… E’ come se avessi l’interruttore on e off accesi contemporaneamente… Sedimenterò il tutto per prendere posizione definitiva. Scusa gli errori ma spesso volutamente tralascio mirando al senso del discorso e non alla forma. Altra leggerezza da correggere forse.
    Aloha

  • sandra:

    ciao Roberto, tanto tempo fa organizzammo una protesta davanti al circo di Moira che si era accampato in città. Avevamo appena cominciato che dal circo escono “i lavoranti”, esseri mostruosi che sembravano usciti da un film gotico! Facce da trogloditi, armati di bastoni e di ceca servile violenza. Al confronto i centurioni romani che sghignazzavano sotto la croce erano dei dandy. Basterebbe chiedersi perchè nei circhi lavora questa feccia sub-umana, peraltro pagati caramente dalle nostre tasse. I lavoranti si sono scagliati su noi manifestanti, tra i quali molte ragazze e signore di una certa età e solo i carabinieri hanno impedito il peggio. Ma come sempre nessuna punizione per i violenti, la violenza è considerata ormai una ragazzata, roba quotidiana. Un buffetto e via. E splendidi, nobili animali son prigionieri di questa gente schifosa!!

    • Ma non puoi parlar male di quei bifolchi extracomunitari altrimenti passi per razzista.
      Non puoi parlare male neanche di Moira Orfei, di etnia Sinti, sennò ti guardano male.
      Non so se mi danno più fastidio i trogloditi che vengono aizzati contro di noi o i benpensanti pronti a schierarsi dalla loro parte se solo ci permettiamo di definirli per quello che sono: gente cattiva e stupida.
      Grazie per la tua testimonianza.
      Ciao

  • sandra:

    A proposito di circhi, è di ieri la notizia della giraffa scappata dal circo a Imola, che dopo una breve fuga verso la libertà è stata ripresa e riportata al circo dove è morta poco dopo per lo stress subìto…
    Le parole del sindaco di Imola:
    “La vicenda della giraffa fuggita dal circo, purtroppo conclusasi drammaticamente, scuote le coscienze di tutti gli imolesi e di chiunque abbia a cuore la vita di questi animali, il cui habitat naturale non è certo Imola.”…”«L’evento sollecita nuove riflessioni interrogativi: è ancora utile uno spettacolo circense che prevede l’utilizzo di animali?»
    «Pur consapevoli dell’esistenza di un ente nazionale circhi e di una legislazione che tutela l’attività circense, d’ora in avanti faremo in modo – ha continuato – che questi spettacoli non si svolgano più ad Imola e siamo pronti a fare una battaglia nazionale in ogni sede e luogo.”
    Proprio in gamba questo sindaco, Daniele Manca…
    link della notizia:
    http://corrieredibologna.corriere.it

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