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Occorre tornare ai biglietti di stato, lo spauracchio del rischio inflazione è stato smontato  dal vecchio Chicago plan rivalutato negli USA persino dal  FMI (vedi articoli sotto)

Non è una manifestazione esattamente organizzata dagli indignados, sembra non portare alcuna etichetta la protesta che dopo le 21, ora prestabilita per la fine del corteo, si è estesa attorno al Parlamento a Madrid, fino a dopo la mezzanotte, ieri 25 settembre 2012.

La piazza era gremita, dicono 6000 persone, ma dalle immagini si direbbe molte di più, e in questo assomiglia alle tante altre piazze del Mediterraneo dove ultimamente la gente senza voce urla regolarmente, sulla sponda settentrionale contro la democratura dell’usura (Spagna, Grecia, Portogallo, i Forconi in Italia), sulla sponda meridionale a favore del “dittatore” designato di turno dall’usurocrazia internazionale, designato per farlo fuori, quella stessa che ci ha imposto in puro stile dittatoriale la Monti-nomics. Bombe ai derivati, bombe tout court, o proiettili di gomma come ieri sera a Madrid, aggressioni sono,  violenza, prepotenza, in poche parole la democratura all’attacco dei popoli, in particolare del Mediterraneo.

 

Non è degli indignados, avrebbe avuto la ribalta sulla nostra stampa, è invece la manifestazione dei desesperados, quella di ieri sera a Madrid, del popolo disperato che scende in piazza contro le misure di austerità del governo, e che ne chiede le dimissioni.

Massimo dei paradossi, il popolo spagnolo chiede le dimissioni del suo governo eletto, mentre il popolo italiano cui è stata imposta direttamente la  dittatura dal Bilderberg/Goldman Sachs, se ne sta all’ignaro di quello che sta succedendo in un popolo compagno di sventura di Spread e PIIGS, fratello per latinità e ubicazione geografica. Neanche abbiamo più la forza di chiedere niente. Non per niente ci nascondono la notizia, la minimizzano – 3  paragrafi sul Giornale a pag. 21 e 2 paragrafi sul Corriere, qualche paragrafo sulla Stampa, in una paginetta in fondo: per evitare l’effetto contagio. Ma sulla rassegna stampa della Camera, solo l’articoletto del Giornale… I deputati soprattutto non devono sapere?

Numerosi scontri con la polizia, si parla di 26 arresti, ma forse di più, decine di feriti: un uomo in mutande si aggira con una scritta davanti ai poliziotti inebetiti, “questa è la Madrid disperata”. Un cartello dice: “Spagna in svendita”. Un altro dice: “Banchieri e politici al fresco: rubano i nostri soldi”.

 Poi verso le 21 un uomo prende il microfono e dice testuale: “Da dove vengono i soldi?? Niente, se li inventano e poi ce li prestano, con gli interessi.” (L’ho sentito con le mie orecche, meno male che ho studiato lo spagnolo).

Il segreto di pulcinella apparentemente è oramai di dominio pubblico, come un virus è uscito dal net e infuoca le folle. Solo alcuni, impediti?, ci sono o ci fanno?, si chiedono ancora cos’è che non vada nel pacchetto/soluzione Barnard/MMT e continua imperterrito a chiedermi: ma non c’è rischio di inflazione in caso di stampa moneta popolare?

No, non c’è rischio, lo dice persino l’FMI rispolverando il vecchio Piano Chicago degli anni 30, che doveva servire a risolvere la Grande Depressione e che alcune forze politiche vogliono applicare oggi (vedi articolo sotto).

E si, la soluzione c’è: ritornare ai biglietti di Stato, come dice così bene Marco Saba in questo articolo (vedi sotto). Applicando il Piano Chicago, si sarebbe evitata la Grande Depressione, altro che la politica rooseveltiana della spesa dello Stato senza specificare chi e come si emette la moneta!!

Quegli imbroglioni della MMT, la chiamano sovranità monetaria, ma non lo è: è semplicemente una BC privata che compra direttamente i titoli di Stato senza necessità del mercato/monopolio delle banche dealer. Ma fino a quando ci sarà scambio di moneta e titoli di Stato nell’emissione stessa della moneta, per lo Stato ci sarà rendita da pagare ai privati banchieri e indebitamento del popolo.

Perché la sovranità monetaria vera è quella per cui Moro e Kennedy furono uccisi, altro che mafia, fu bankenstein: emissione di biglietti di Stato alla stregua delle monete metalliche, con rendita monetaria senza interessi direttamente allo Stato, senza scambio con i titoli del debito, che come indica la parola, indebitano, e non solo per gli interessi, come affermano imperterriti i negazionisti, ma per l’intero valore nominale della moneta emessa, visto che la BC – per mezzo delle banche dealer – ce la presta tutta…

Nicoletta Forcheri

Altri link: http://rt.com/news/spain-protests-parliament-crisis-942/ 

 

Occorre tornare ai biglietti di Stato

Pubblicato il 15 Marzo  2012 * Articolo di Marco Saba

Se recuperassimo l’idea di Aldo Moro di emettere biglietti di stato a corso legale senza bisogno di chiedere banconote in prestito via Bankitalia-Bce, potremmo non soltanto assolvere i vari bisogni del popolo italiano, ma anche varare un bel corso gratuito di criminologia monetaria e bancaria.
Fu infatti così che i governi Moro finanziarono le spese statali, per circa 500 miliardi di lire degli anni ‘60 e ‘70, attraverso l’emissione di cartamoneta da 500 lire “biglietto di stato a corso legale” (emissioni “Aretusa” e “Mercurio”). La prima emissione fu normata con i DPR 20-06-1966 e 20-10-1967 del presidente Giuseppe Saragat per le 500 lire cartacee biglietto di Stato serie Aretusa, (Legge 31-05-1966). La seconda emissione fu regolata con il DPR 14-02-1974, del Presidente Giovanni Leone per le 500 lire cartacee biglietto di stato serie Mercurio, DM 2 aprile 1979.

Questa moneta di stato tra l’altro aveva l’importante funzione di immettere denaro senza debito che rendeva solvibile – almeno in parte – il sistema usuraio poiché serviva per pagare gli interessi per i quali il sistema bancario NON emetteva moneta e strozzava il paese (come invece ora fa). L’idea era stata copiata dal periodo fascista in cui tante opere pubbliche vennero finanziate a questo modo. Mentre l’analoga operazione di emettere Am-Lire da parte degli occupanti alleati fu una vera e propria opera di falsari che imposero la loro moneta a suon di bombardamenti addebitandola per lo più a debito pubblico (una perdita di circa 300 miliardi di lire dell’epoca 1943-1952, oltre a tutti i beni di cui si erano appropriati con questo denaro falso). Fu Giovanni Leone a firmare l’ultimo DPR con cui si emettevano le 500 lire. Sia Moro che Leone non ebbero gran fortuna e sappiamo come vennero ringraziati da Bankenstein… Ma ora c’è internet, ora sarebbe molto più facile impedire la reazione della bancocrazia totalitaria diffondendo la conoscenza della materia. Infatti, col senno di poi, non è difficile capire a cosa doveva portare il disegno del terrorismo nel nostro paese: gli anni di piombo si chiusero con due stragi nell’anno del Trattato di Maastricht, il 1992… Questo trattato è un papello tra “Stati” e banchieri mannari, il cui risultato oggi è sotto gli occhi di tutti. Ci ha portato al golpe morbido del governo Monti…
Comunque, in seguito all’assassinio di Moro e alle dimissioni anticipate di Leone, l’Italia smise di emettere cartamoneta di Stato. La bancocrazia ci aveva anche provato prima a ricattare lo Stato, emettendo i famosi miniassegni per erodere il signoraggio che lo stato guadagnava con la propria moneta, ma poi, non essendo la “misura” sufficiente, ricorsero ai mitra e bombe. Ricordatevi che il terrorismo in Italia inizia con due attentati dinamitardi negli anni ‘60 contro due banche di Stato (all’epoca): Banca Nazionale dell’Agricoltura a Milano e BNL a Roma… Oggi lo Stato guadagna decisamente spiccioli con il conio delle monetine, dove i margini e la quantità di signoraggio sono niente rispetto all’emissione di cartamoneta e denaro virtuale, proprio una mancia per salvare le apparenze. Dobbiamo proporre di introdurre con vigore una cartamoneta complementare nazionale chiamata Biglietto di stato, con cui soddisfare i bisogni interni del paese. Questa cartamoneta non influirebbe sui parametri di Francoforte, non creerebbe debito e darebbe la libertà al paese di soddisfare tutte le esigenze di base della cittadinanza. La Moro-nomics è un’alternativa degna di essere seriamente presa in considerazione.
Marco Saba, marzo 2012

FMI SMONTA LO SPAURACCHIO DEL RISCHIO INFLAZIONE IN CASO DI STAMPA MONETA IN MANO ALLO STATO

Fonte: http://leconomistamascherato.blogspot.it

Traduzione a cura di Nicoletta Forcheri http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com 

Il Chicago Plan era stato previsto e promosso dai nostri migliori economisti negli anni ’30 (Henry Simons, Irvin Fischer, Doulas et al) per tirar fuori la nazione dalla Grande Depressione. Prevedeva di nazionalizzare il sistema privato della Federal Reserve; di attribuire la facoltà di creare l’offerta monetaria unicamente al governo e di eliminare definitivamente la cosiddetta riserva frazionaria. E’ il modello del deputato attuale Dennis Kucinich NEED Act (National Emergency Employment Defense Act – Atto di emergenza nazionale per la tutela del lavoro) introdotto attualmente al Congresso con il nome “HR 2990.”

Kumhof presenta i risultati dello studio all’8° Conferenza dell’Istituto Monetario americano, presso il centro dell’Università di Chicago alle 9,30 venerdì 21 settembre 2012.

Lo studio conclude che :
“Il Piano Chicago potrebbe notevolmente ridurre il ciclo di volatilità del business causato dai rapidi mutamenti negli atteggiamenti bancari nei confronti del rischio al credito, eliminerebbe rischi di corse agli sportelli e provocherebbe la riduzione immediata ed estesa dei livelli di indebitamento sia nel pubblico che nel privato. Nel privato, emettendo moneta statale, che rappresenti valore nel commonwealth [o una determinata comunità, Ndtr] e non debito, che è il principale valore liquido dell’economia attuale, mentre le banche si concentrerebbero sulla loro forza, sull’ampliamento del credito ai progetti di investimento che richiedono un controllo e una perizia nella gestione del rischio… Questa abilità a generare e a vivere con un tasso stabile di inflazione pari a zero è un grosso risultato perché risponde alla dichiarazione confusa degli oppositori della stampa moneta in monopolio pubblico esclusivo, cioè che tale sistema causerebbe alti tassi d’inflazione. Non vi è nulla nel nostro contesto teorico che possa dimostrare tale affermazione e, come visto alla Sezione II, anche nella storia monetaria delle società antiche e delle nazioni occidentali vi sono pochissimi elementi per avvalorarla.”

 

Madrid: assedio del parlamento in diretta.

Non vi preoccupate e non spaventatevi, siamo in Spagna, mica in Italia. Continuate a stare comodamente seduti dietro la tastiera, lamentatevi sempre, sbraitate comunque, imprecate ” piove: governo ladro” ma, mi raccomando, non muovetevi dai vostri rifugi.

Potrebbero cambiare le cose, in Italia.

Articolo di Claudio Marconi

Segui la diretta. Madrid invasa dai manifestanti. Vogliono le dimissioni del governo, lo scioglimento del Parlamento e la creazione di un’assemblea costituente con una legge elettorale proporzionale. Media e classe politica li accusano di golpismo. Città blindata.

17:00: Prosegue l’assemblea in Piazza del Nettuno. Megafono alla mano un attivista ha gridato: “abbiamo molta più paura del mondo che ci aspetta che della strategia della Polizia”.

16.40: In tutte le piazze del centro di Madrid sono in svolgimento assemblee popolari con la partecipazione di migliaia di persone. Molto grande quella in atto in Plaza de España de Madrid, un’altra è in corso nel paseo del Prado.

16.35: Riferisce il quotidiano Publico che la Polizia sta identificando vari manifestanti nella stazione di Atocha. Un gruppo di attivisti del movimento ’15 M’ di Malaga sono stati fermati e identificati addirittura due volte, la prima volta sono stati fatti scendere da un autobus e la seconda volta bloccati in piazza.

16.30: Durante un suo intervento all’interno del Parlamento, la portavoce del Partito Socialista (“l’opposizione”) Soraya Rodríguez ha detto: “Non ci piace vedere il Congresso come sta oggi. Capiamo il malessere di molti cittadini (…). Sono molte le ragioni che li animano. Ma il Congresso è il luogo dove lavorano i rappresentanti del popolo legittimamente eletti”.

16.20: Otto attivisti che partecipavano a un’assemblea di preparazione della mobilitazione, sono stati fermati venerdì scorsi e denunciati per un reato ”contro alti organismi della nazione”, punibile fino a un anno di carcere. La delegata del governo (il prefetto) di Madrid, l’esponente del Partito Popolare Cristina Cifuentes, ha avvertito che non sarà consentito in nessun modo ai manifestanti di circondare il Parlamento, perchè ”sarebbe un reato”, anche se ha ‘generosamente’ autorizzato vari concentramenti e marce, oltre a un’assemblea generale, distante della Camera Bassa.

16.15 – Il delegato del governo a Madrid, Cristina Cifuentes, ha affermato ieri che tra i manifestanti ci sono gruppi neonazisti. Una sua collega di partito, la segretaria del PP María Dolores de Cospedal, è tornata a paragonare la protesta odierna con il tentativo di colpo di stato militare del 23 Febbraio del 1981, quando i militari fecero irruzione in Parlamento per imporre una svolta a destra delle nuove istituzioni spagnole uscite dalla dittatura franchista (e ci riuscirono…).

16.10: Mentre i manifestanti affluiscono a Madrid contro i nuovi tagli previsti da Rajoy – 40 miliardi di euro – l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha aumentato di otto decimi di punto le previsioni di recessione per la Spagna per il prossimo anno. Ciò significa che è previsto che nel 2013 il Pil cadrà dell’1,4% invece che dello 0,6% finora pronosticato.

Per molti oggi, in Spagna, è il 25S ( che sta semplicemente per 25 settembre), una giornata campale.
Avevano denominato la manifestazione di oggi a Madrid ‘Occupa il Congresso’. Poi media e destra spagnola avevano accusato gli organizzatori di minacciare le istituzioni democratiche e di avere nientemeno che intenti golpisti. E quindi, dopo giorni di dibattito anche aspro all’interno del vasto coordinamento che ha lanciato l’iniziativa di oggi pomeriggio nella capitale spagnola, lo slogan è diventato “Circonda il Parlamento”.

Mentre migliaia di cittadini sono già scesi in strada in diversi punti della città ed altrettanti stanno arrivando a Madrid dagli altri territori dello Stato Spagnolo, il governo di Rajoy ha promesso che forse aumenterà un po’ le pensioni ma intanto ha mobilitato almeno 1350 poliziotti per circondare e difendere il Congresso, la Camera Bassa del Parlamento, ‘protetta’ da chilometri di transenne e di reti metalliche che impediscano ai manifestanti di avvicinarsi.

Ma i manifestanti sono determinati.
Alcuni gruppi politici e sociali hanno accettato malvolentieri il cambiamento di parola d’ordine e caldeggiano ancora un’occupazione, per quanto temporanea e simbolica, di un’istituzione considerata non l’organo che rappresenta la volontà popolare ma che esegue gli ordini delle banche e dei poteri forti spagnoli e dell’Unione Europea, scaricando i costi della crisi sulla povera gente, sulle masse popolari. Altri hanno intenti meno bellicosi e puntano ad una grande mobilitazione di massa pacifica e simbolica.

I manifestanti, chiamati in piazza dal movimento ’15M’ (i cosiddetti ‘indignados’), dalla piattaforma ‘En Pie!’ (in piedi) e da altri coordinamenti creati ad hoc, puntano il dito contro “un sistema condizionato e costretto dai mercati, chiaramente insostenibile” e chiedono al Governo di dimettersi, al Parlamento di sciogliersi e l’avvio di un processo Costituente con una legge elettorale proporzionale. Parole d’ordine radicali al di là di quali saranno i comportamenti concreti dei manifestanti, che hanno messo in serio allarme l’establishment e la stampa, che continuano ad accusare gli organizzatori di ‘golpismo’.
Tre cortei prenderanno il via da diversi punti della città nel pomeriggio e si dirigeranno verso il Parlamento mentre è in corso una seduta plenaria sull’approvazione del bilancio statale preventivo per l’anno 2013. Essendo la Spagna paese altamente democratico, la legge vieta esplicitamente di manifestare vicino alla sede del Congresso quando vi sono riuniti i deputati. E così l’atteggiamento della Polizia mobilitata in forze è stato da subito assai duro: strade chiuse al traffico, blocchi improvvisi di autobus pieni di manifestanti con perquisizioni e sequestri di materiali (soprattutto telecamere e fotocamere), qualche fermo preventivo.
Ma la gente – giovani, lavoratori, immigrati, sindacalisti e attivisti di alcuni partiti della sinistra radicale – continua ad affluire nelle stazioni di Atocha e di Plaza de Espana, con l’intenzione di formare almeno una lunga e fitta catena umana intorno al Congresso a partire dalle 18. A quell’ora i tre cortei cominceranno a muoversi da Puerta del Sol e dalle Piazze Neptuno e Cibeles.
Le forze di sicurezza hanno stabilito vari filtri – a volte veri e propri check point – per evitare l’infiltrazione dei manifestanti in una enorme zona rossa attorno al palazzo del parlamento.

 

Fonte: lospecchiodelpensiero.wordpress.com

Tratto da: contropiano.org

37 Commenti a “Il democrazismo, in difesa della banco-crazia, spara sulla folla a Madrid”

  • Enrico Scattolin:

    Come al solito, 10-15 “tutori dell’ ordine” che bastonano migliaia di persone pavide, senza onore, senza dignità, senza coraggio, senza c……i, addirittura 2-3 poliziotti che catturano una ragazza, nessuno che la difenda, nessuno che la strappi dagli artigli di quella feccia umana,( perchè solo così si può definire un uomo che aggredisce in quel modo un ragazza disarmata) travestita da polizziotti, i quali dovrebbero difendere il Popolo Sovrano, che paga i loro stipendi, invece di servire l’oligarchia bancaria che lo vuole rendere schiavo e ordina di bastonarlo. Manifestanti, fate schifo!

    • peppino:

      Sono sbirri o sgherri, chiamali come vuoi, non c’è da meravigliarsi, è gente che per un pezzo di pane fa battere la madre.

      • Ronnie:

        Mi vergognom per loro di essere un uomo o meglio un maschio. Perchè io somo un uomo, questi sono solo maschi.
        Vergognarsi di essere al mondo, no eh??? Altrochè, lavoro! Non sarà un lavoro quello di andare in piazza a massacrare gente inerme?
        Ribelli di tutto il mondo: Vi amo!!!!!

  • Da notare la divisa usata di colore nero, così come il colore in uso Spagna , in Francia, e in Italia che dal primo gennaio 2010 l’Eurogendfor ha avuto la presidenza annuale, e a Vicenza come base operativa per tutta Europa.

    “Nata sulla base dell’esperienza acquisita dai Carabinieri nelle missioni internazionali, la EGF è, in sintesi, una struttura multinazionale composta da forze di polizia ad ordinamento militare dell’UE (Arma dei Carabinieri, Gendarmeria Nazionale francese, Guardia Civil spagnola, Guarda Nacional Republicana portoghese, Marechaussée olandese e Jandarmeria romena), in grado di intervenire in aree di crisi, sotto egida NATO, ONU, UE o di coalizioni costituite fra diversi paesi, in sostituzione o in affiancamento alle forze di polizia locali, quando queste non siano in grado, in tutto o in parte, di assolvere i propri compiti.”

    Giusto per sapere:

    “La decisione di creare la EGF fu assunta l’8 ottobre 2003 dai Ministri della Difesa francese ed italiano, (Françoise Alliot Marie e Antonio Martino) nel corso della riunione informale dei Ministri della Difesa dell’Unione Europea.”

    ● cybernaua.it

  • peppino:

    Dopo le varie primavere arabe arrivano finalmente le priamavere dell’europa, chiamate la nato per vedere chi bombarda

  • Giorgio:

    E’ da pochi minuti che ho letto sulla home page di Repubblica che le manifestazioni sono in corso anche ad Atene. Quando sarà il turno di Roma?. Penso mai!.

    • Ronnie:

      Hai proprio ragione.
      A.C.A.B. e non piangerò mai sulla morte o le disgrazie di nessuno di queste feccie umane, senza onore, patria, gloria, valori. Soltanto bestie ammaestrate.
      Aggrediscono una donna disarmata con in mano soltanto un rosario?
      A Milano tanti anni fa, quando furono “scontrati” con quelli del Leoncavallo, ben organizzati e disciplinati, li ho visti scappare dietro agli angoli come vecchiette beccate al supermercato dall’antitaccheggio. soltanto bestie che non meritano nulla dalla vita. Altrochè stipendi. Gente fallita, nulla più, che invece che avere le palle di diventare veri delinquenti, hanno preferito accanirsi contro gente inerme. Che schifo di uomini!!! Ed è così in tutto il mondo. Pensate alla Diaz! E io sono una di destra.

  • Fabrizio:

    Anche se dimezzassero gli stipendi da noi o portassero la benzina a 5 euro al litro in italia non avverrà mai ciò che è avvenuto ieri a madrid, persino maurizio crozza al termine del suo sublime intervento satirico riguardante la regione lazio di ieri sera a ballarò (guardatelo su you tube) alla fine si è arreso a chiedersi e a chiedere a tutti sul perchè da noi nemmeno l’ombra di una protesta si è mai affacciata, facendo poi una parodia del commercio di vari tipi di forcone da utilizzare poi.. Alla fine penso che in italia non succederà mai nessuna viva protesta perchè la maggioranza del popolo italiano sotto sotto anzichè condannare i politici aprofittatori e spreconi del denaro pubblico in verità li invidia, li cerca, li stima perchè spera che in un domani di poterne far scaturire dei favori personali, delle raccomandazioni, delle spinte, delle scorciatoie; basti pensare che mediaticamente il popolo italiano è attratto unicamente dai reality, dalle veline, dai calciatori, dalle miss, tutti vogliono e cercano la bella vita a basso costo (accennato anche da crozza rieri sera); c’è chi dice ancora che gli italiani hanno i politici magnoni che si meritano, vuoi vedere che hanno ragione?

    • ws:

      chiedersi e a chiedere a tutti sul perchè da noi nemmeno l’ombra di una protesta si è mai affacciata,

      il signor crozza la risposta la trova facile guardando le faccie del suo partito di riferimento. Se quella e’ ” la sinistra” dio ci liberi da ogni ” rivoluzione ” !

      • Ronnie:

        Questa è una cosa che mi chiedono tanto anche all’estero. Come mai qui da noi neanche l’ombra di una protesta? Una piccola rivolta o un minimo di ribellione?
        E chi lo sa? rispondo io. Noi siamo il paese dei balocchi, quindi burattini siamo. Nulla di più. Un popolo senza palle, senza onere e gloria. Abbiamo perso tutto quel famoso 25 luglio 1943 per finire poi davanti agli occhi di tutto il mondo a piazzale Loreto nel 1945. Quelli siamo noi. Non si può pretendere nulla da codardi e traditori.

    • Ermengardo:

      Condivido il pensiero di Fabrizio, anche per la tanto sbandierata resistenza occorsero 21 anni di regime fascista affinchè si organizasse in maniera capillare una ribellione.
      I poveri martiri che combatterono il regime prima degli eventi che ne decretarono la fine furono solo pochi eroi.
      E se questo accadeva 60/70 anni fà oggi aggiungiamo pure un decadimento della civiltà, e un rammollimento generalizzato l’italiano medio non si schioderà mai dalla poltrona, abbiamo assisstito inermi alla salita al trono di Monti (grottesca la sua nomina a senatore a vita) alla svendita di questo paese allo sfascio di quella ricchezza industriale che fino ad un decennio fà ci faceva rientrare nel cosiddetto g8.
      Paesi come la Corea del Sud, il Brasile, probabilmente anche l’Argentina ci hanno già superato da un pezzo.
      Ma una soluzione sembra prospettarsi all’orizzonte una tirannide europea a guida tedesca, saremo sempre più instupiditi da telefonini e scie chimiche e probabilmente lobotomizzati da qualche microchip, scomparirà il denaro contante a favore del credito elettronico, questo è il futuro.

  • ws:

    vorrei sottolineare che non se ne esce finche ‘non sara’ riservata solo lo stato la potesta’ di emettere moneta e credito ,e che quindi le eventuali banche ” private” debbano prestare SOLO i soldi che hanno realmente in cassa.

    Come conseguenza la MMT e’ fuffa perche’ lascia ancora al loro posto gli usurai ai quali verrebbe solo imposto di sottoscrivere illimitatamente il “debito” dello stato, cosa che a loro non costerebbe nulla visto che gli rimarrebbe il previlegio di “creare” credito e di incassarne gli interessi.

  • gastone:

    la perdita della sovranità popolare della moneta (il popolo rappresenta il mercato nell’unica reale entità individuabile in miliardi di attori) è indubbiamente la radice di tutti i mali economici, che a cascata generano il deterioramento di ogni altro ambito, ma il fatto ancorchè apparentemente riconosciuto non sembra essere garanzia della comprensione del concetto.

    la sovranità popolare della moneta equivale alla proprietà privata della stessa, che rappresenta il frutto del proprio lavoro espresso con una unità monetaria scelta dal popolo in un lungo processo durato 5000 anni. questa moneta incorpora tre requisiti fondamentali che gli hanno consentito nel tempo di funzionare in maniera perfetta: essere una merce, la più preziosa , essere una riserva di valore nel tempo, essere un mezzo di cambio altamente divisibile e trasportabile.
    la sovranità statale della moneta equivale alla proprietà della stessa da parte dello stato che ne obbliga al suo utilizzo il popolo mediante la legge (arbitrio puro) . dopo qualche secolo di continue malversazioni , di svilimenti monetari (inflazione), e default, finalmente esausto e incapace la cede al sistema bancario attraverso un monopolio perfettamente blindato e assoluto, in cambio della possibilità di spendere in deficit ( eufemismo keinesiano per andare a puttane con i soldi altrui attraverso la promessa dello “stato sociale”)
    i due concetti , vogliate convenire signori, se pur perfettamente sovrapponibili , differiscono fondamentalmente nell’esercizio della proprietà che inevitabilmente connota la frode nel tentativo di sovrapporli, regolarmente perpetrata dalla propaganda statale e da tutti quanti a “vario titolo” ne estendono la sua voce.
    signori miei immagino saremo tutti d’accordo nel concedere a ciascuno la possibilità di immaginare e di perseguire il funzionamento di un ordine sociale, altrimenti spontaneo, attraverso l’uso della pianificazione statale e finanziaria. possiamo indubbiamente concedere anche l’ignoranza che le inevitabili conseguenze di una corretta distinzione delle due forme di proprietà del denaro portano con sé.
    purtroppo sono mortificato nel dovervi rimarcare che nel voler coincidere le due proprietà (sovranità) della moneta , quella del popolo e quella dello stato , si avranno inevitabilmente due scomode alternative, che vanno nella migliore delle ipotesi dall’inganno e la truffa promossi legalmente e moralmente derubricati, al socialismo conclamato che vuole la proprietà del popolo coincidente con quella dello stato..
    probabilmente l’ultima alternativa è quella che stiamo abbracciando con passione ed abbandono , che se pur lasciando intatta la inconsapevolezza della strada intrapresa, potrebbe negare presto qualsiasi tentativo di tornare indietro legato ad un improbabile rigurgito di coscienza .

  • gastone:

    ho il sospetto che un terribile equivoco di fondo accomuni in linea trasversale una discreta quantità di siti dalle presunte buone intenzioni, che a differenza dei mattoni che lastricano la strada verso l’inferno , ne rappresenti fatalmente soltanto la direzione verso di esso.

    la perdita della sovranità popolare della moneta (il popolo rappresenta il mercato nell’unica reale entità individuabile in miliardi di attori) è indubbiamente la radice di tutti i mali economici, che a cascata generano il deterioramento di ogni altro ambito, ma il fatto ancorchè apparentemente riconosciuto non sembra essere garanzia della comprensione del concetto.

    la sovranità popolare della moneta equivale alla proprietà privata della stessa, che rappresenta il frutto del proprio lavoro espresso con una unità monetaria scelta dal popolo in un lungo processo durato 5000 anni. questa moneta incorpora tre requisiti fondamentali che gli hanno consentito nel tempo di funzionare in maniera perfetta: essere una merce, la più preziosa , essere una riserva di valore nel tempo, essere un mezzo di cambio altamente divisibile e trasportabile.
    la sovranità statale della moneta equivale alla proprietà della stessa da parte dello stato che ne obbliga al suo utilizzo il popolo mediante la legge (arbitrio puro) . dopo qualche secolo di continue malversazioni , di svilimenti monetari (inflazione), e default, finalmente esausto e incapace la cede al sistema bancario attraverso un monopolio perfettamente blindato e assoluto, in cambio della possibilità di spendere in deficit ( eufemismo keinesiano per andare a puttane con i soldi altrui attraverso la promessa dello “stato sociale”)
    i due concetti , vogliate convenire signori, se pur perfettamente sovrapponibili , differiscono fondamentalmente nell’esercizio della proprietà che inevitabilmente connota la frode nel tentativo di sovrapporli, regolarmente perpetrata dalla propaganda statale e da tutti quanti a “vario titolo” ne estendono la sua voce.
    signori miei immagino saremo tutti d’accordo nel concedere a ciascuno la possibilità di immaginare e di perseguire il funzionamento di un ordine sociale, altrimenti spontaneo, attraverso l’uso della pianificazione statale e finanziaria. possiamo indubbiamente concedere anche l’ignoranza che le inevitabili conseguenze di una corretta distinzione delle due forme di proprietà del denaro portano con sé.
    purtroppo sono mortificato nel dovervi rimarcare che nel voler coincidere le due proprietà (sovranità) della moneta , quella del popolo e quella dello stato , si avranno inevitabilmente due scomode alternative, che vanno nella migliore delle ipotesi dall’inganno e la truffa promossi legalmente e moralmente derubricati, al socialismo conclamato che vuole la proprietà del popolo coincidente con quella dello stato..
    probabilmente l’ultima alternativa è quella che stiamo abbracciando con passione ed abbandono , che se pur lasciando intatta la inconsapevolezza della strada intrapresa, potrebbe negare presto qualsiasi tentativo di tornare indietro legato ad un improbabile rigurgito di coscienza .

    chiedo scusa per il pezzo mancante nel commento precedente che mi ha portato ad abusare dello spazio disponibile.grazie

  • Giorgio:

    In Italia una manifestazione del genere non verrebbe mai attuata. Per il semplice motivo che l’italiano non possiede la cultura della collaborazione. “Vai avanti Te che a me mi viene tanto da ridere”. E’ questa la risposta che darebbero gli italiani. Se non anche le scusanti, ho famiglia, devo andare a lavorare, ho la mamma che mi aspetta, ho la partita da vedere in televisione etc. Così non si può costruire assolutamente niente.

  • archimede:

    ..ma state tranquilli che arriverà anche qui da noi, stanno preparando tutte le modalità per far scoppiare una rivoluzione congiunta e in tutta l’Europa, come finirà non è dato a sapere dato che le forze contrarie dovranno prima decidere a chi lasciare il comando efino al quel momento sarà solo KAOS e bagni di sangue , non demordere e andare sempre avanti questo è il motto da usare e non la frase che disse quel fetente di Nino Bixio “..si fa l’Italia o si muore ” i morti ammazzati ci sono stati e l’Italia non si è fatta ,caso mai l’hanno venduta-

  • caterina:

    gli italiani stanno dimostrando di avere i “governanti” che si meritano. io mi vergogno di far parte di questa popolazione.

  • antioppressione88:

    per ovvie ragioni non posso descrivere le mie sensazioni quando ho visto gli sbirri presi a calci da tutte le parti…

    forza Spagna!!! ribellati all’europa massonica

  • antioppressione88:

    youtube.com

    al primo minuto e sedici secondi PURO GODIMENTO

    • Ronnie:

      L’ho visto! E tu pensa contro quattro ragazzotti armati solo di scarpe da tennis, senza neppure i guanti di lana, non i “tirapugni” come si usava ai miei tempi in P.zza S. Babila (ho quasi 60 anni). Altrimenti vedresti che scappare come femminucce che farebbero questi A.C.A.B.

  • Fabio:

    DEMOCRAZISMO E’ STUPENDO!!!

    C’è tutto il problema di quello che stiamo vivendo:
    -I potenti che ci hanno ingannato facendoci credere che democrazia volesse dire libertà, eleggendo i loro cani politici.
    -Noi che ce la siamo scusata delegando e lasciando fare in cambio di uno stipendiuccio barattato con una crocetta su una scheda elettorale.

    Da oggi per me siamo in DEMOCRAZISMO un regime bugiardo ed usurpatore come e quanto gli altri. Uno dei tanti della storia, ognuno coi propri slogan e con le proprie finte promesse e falsi principi.

    • Lino Bottaro:

      Condivido e invito i lettori a parlare di democrazismo, di usare questo termine. Con questo neologismo saremo in grado di identificare e far comprendere bene il fine di questa democrazia dell’orrore e della prevaricazione.

    • Alan:

      DEMOCRAZISMO!!! perfetto ne parlerò più che posso

  • gliese:

    Già…quanta frenesia…la rivoluzione…bla bla bla…ma, le pecore che abbaiano..volete il sangue della libertà…bene..ma le pecore restano pecore..e chi istiga le pecore è una capra..peggio del peggio…avvisati…

  • oracolo:

    Non abbiamo pienamente compreso come stanno le cose, molti credono che l’immobilita’ del popolo italiano e’ sinonimo di vigliaccheria di ignoranza ect ect, ma in realta’ non e’ cosi’,quello che e’ accaduto ad Atene e in Spagna e’ un test un banco di prova, e’ vero che esiste un piano di dittatura da parte di un gruppo affidato all’Europa ed esso sta’ gia’ elaborando varie provocazioni per provocare reazioni, ma l’ostacolo piu’ arduo, lo zoccolo duro in assoluto per intenderci e’ proprio l’Italia, il timore maggiore per questa cricca di letame e’ rappresentato dal popolo italiano, abbiamo assistito alle proteste di spagnoli e greci con tumulti e scontri a seguito di decisioni governative che erano indirizzate su tagli a stipendi e pensioni, sebbene sia un significativo impulso di reazione popolare abbiamo visto come e’ stato piuttosto semplice sopprimerlo, Monti e’ stato piazzato al governo per provocare reazioni ma allo stesso tempo si ha timore di estremi zare la provocazione in virtu’ dell’imprevedibilita’ degli italiani,, la nostra filosofia e’ legata alla teoria di Orietta Berti e cioe’ fin che la barca va’ lascia la andare, siamo un po’ tutti fatalisti, volubili e la maggioranza ama vivere alla giornata, insomma siamo specializzati sulla sopravvivenza e il motto e’ vivi e lascia vivere, quante volte abbiamo visto persone per bene diventare dei mostri, ecco noi siamo cosi’ e loro lo sanno, karmicamente siamo i legionari dell’impero romano, vili, addormentati, lasci vi e menefreghisti, ma se qualcuno tocca fisicamente i pilastri del nostro essere costringendoci a soffrire un po’ piu’ del dovuto non ci sara’ euogendorf che tenga facciamo una strage, ecco perche’ con noi ci vanno piano piano, con l’italiano incazzato non si scherza.

  • leopardo:

    Per fare la rivolte ci vogliono i popoli con i xxxxxxx. E noi siamo delle xxxxxxx. Lo abbiamo visto anche nell´ultima guerra dove raramente ci siamo fatti onore. Adesso abbiamo l´occasione per riscattarci. Occorre predisporre un contro esercito civile che difenda i cittadini dalle brutalitá dei figli di xxxxxx che difendono i criminali politici. Qualche migliaio di giovani armati e pronti a tutto, anche a rimetterci la vita. Quando gli sbirri vigliacchi aggrediscono vecchi e donne, é il momento di reagire contro questi fetenti che sono l´unico ostacolo alla nostra libertá. Se li si contrasta con energia, questi rambo pagati per aggredire e umiliare il popolo, verranno subito sommersi dal popolo inferocito che allora potrá entrare nei centri del potere ed appendere le prime forche, seduta stante. Ormai é giá guerra aperta. O il popolo o i criminali che l´hanno derubato e reso schiavo. Non c´é piú posto per entrambi .

  • Maksimiljan Kodžak:

    Non succedera’ niente di che e gia’ dagli slogan si capsice il perche’. La Spagna e l’Europa sono sotto ostaggio, con un’arma puntata contro. Possono dimenarsela quanto vogliono, ma e’ tutto inutile. Dobbiamo invertire i ruoli: prendere letteralmente in ostaggio i banchieri per poi far cadere i governi occupati d’occidente dalla cricca giudaica. Serve preparazione, organizzazione e disciplina: un esercito, insomma. Purtroppo anche esso e’ tutto infestato da massoni e non possiamo piu’ contarci tanto. Che fare? Mah… forse la Russia prima o poi potrebbe iniziare un’infiltrazione, con finanziamenti ai gruppi d’opposizione nazionalisti che si stanno intensificando in certi paesi europei, sopratutto dell’est (anche la Grecia). Insomma potrebbe portare la “primavera araba” in Europa (e mi piace anche per l’ironia della cosa :D ). Non so cosa stia aspettando Putin o forse anche lui non e’ quello che sembra.

    Prospettando un dopo, quando l’Europa riconquisterebbe un’autonomia vera, dovremmo immediatamente sospendere tutti i patti militari NATO, chiudere le basi USA e vietare agli ebrei ogni ruolo pubblico dal punto di vista sociale, politico ed economico. Quindi, banche e Hollywood chiusi! Eh… ragazzi, le rivoluzioni son cosi’, eh…

    • Gozer:

      Per Putin ritengo sia corretta la seconda che hai detto. Per quanto riguarda i populismi attuali e il riaffacciarsi dei totalitarismi di estrema destra per me sono un film già visto. Nn hanno molta fantasia questi guardiani, sudditi di YHWH. Nn escludo che per il 2015\18 possano organizzare i festeggiamenti per il centenario della Grande Guerra, stupendoci con effetti veramente speciali.

  • Gozer:

    «Sarà guerra per le risorse»
    Il sociologo Bauman sugli effetti della crisi.

    ● lettera43.it

  • Gozer:

    Credo che prima o poi giungerà il momento in cui ci si dovrà preoccupare dell’approvvigionamento di scorte e viveri per almeno trenta giorni ed organizzarsi per un’azione passiva e nn violenta per bloccare quest’incubo chiamato europa e globalizzazione. Questa crisi, che nn è solo economica, è una grossa occasione per poter cambiare lo status quo, risorgeremo dalle ceneri come un’Araba Fenice. Scendere in piazza e farsi manganellare nn ha alcun senso, se nn quello di fare gli utili idioti e pupazzi nelle mani di questi assassini dei banchieri illuminati. Adesso siamo difronte ad un bivio, da una parte la via che ci condurrà verso la schiavitù del NWO e l’autodistruzione, mentre l’altra via sarà quella del risveglio delle coscienze, dove rivedremo totalmente il nostro modo di condurre la vita su questa Terra. Siamo vicini al punto di nn ritorno.

  • Dani:

    Scusate l’OT.

    Ma solo io in questo articolo ed in quello su Marra vedo problemi nell’incolonnamento?

    I primi 10-12 commenti tutto ok, sono centrati nella normale poszione…i successivi invece li vedo in piccoli riquadri al posto delle pubblicità a dx e dei banner del sito a sx. Inoltre hanno il testo non in colore nero classico ma alcuni sono in verdino altri blu e azzurrino.

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