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Le mani delle mafie sulle foreste del pianeta
Redazione | 03-10-2012 Categoria: Mondialismo Stampa




Il traffico illegale di legname tropicale indicde fino al 30% della deforestazione, quindi è responsabile del 6% delle emissioni di CO2 dell'intera umanità. E' anche una minaccia per gli ecosistemi e per i popoli indigeni


Il taglio illegale delle foreste in Amazzonia, Africa Centrale e Asia Sudorientale è responsabile del 15-30% della deforestazione; sono cifre che naturalmente devono aggiungersi alle statistiche ufficiali. Il giro di affari potrebbe raggiungere i 100 miliardi di $; è una cifra impressionante, perchè è più del fatturato dell'intera industria della pesca.

Queste cifre sono contenute in un rapporto delle Nazioni Unite, uscito la scorsa settimana.

C'è sempre domanda per legno pregiato o da costruzione; anche se meno profittevole del traffico di armi o di droga, questo business illegale ha il vantaggio di nascondersi in mezzo alla nornale produzione: dopo tutto non è illegale esportare legname. Una volta caricato su un autocarro, il legno illegale non è più distinguibile da quello legale e può anche essere mischiato.

In che modo agiscono le organizzazioni criminali?

  • si tagliano le foreste protette (attività documentata in 37 delle 41 riserve indonesiane) con gruppi armati contro cui i guardaparco disarmati sono del tutto impotenti;

  • si taglia in zone di conflitto (come la regione dei grandi laghi in Africa), dove non c'è un controllo statale del territorio;

  • si taglia in eccesso alle quote permesse, oppure riusando permessi scaduti;

  • si corrompono i funzionari;

  • si taglia intorno alle piantagioni, in particolare di palma da olio;

  • si taglia per fare spazio alla soia e agli allevamenti bovini.


La deforestazione è responsabile del 17% delle emissioni totali di CO2, quindi la deforestazione illegale conta per un 3-6 % sulle emissioni di tutta l'umanità.

Oltre a distruggere ecosistemi fragili, essa è responsabile del genocidio delle popolazioni indigene locali: «a differenza dei cittadini, che possono comprare le cose con il denaro, noi moriremo se perderemo ciò che la foresta ci dà», a dichiarato un uomo della comunità di Ba Lai dell'etnia dei Penan di Sarawak. Il popolo Akuntsu è ormai ridotto a sole cinque persone.

L'INTERPOL ha lanciato il progetto LEAF per combattere il traffico illegale, ma in ultima analisi, il potere di rallentare la deforestazione sta nelle nostre mani.

Nell'etica globale del 21° secolo, occorre infatti capire che mangiare meno carne e non consumare olio di palam non è solo benefico per la nostra salute, ma è un gesto di amore verso le foreste, i popoli e il pianeta tutto.

Link utili

Stop all'olio di palma nel nostro cibo!

Amazzonia, il 70% della deforestazione è causato dalla carne, è anche colpa nostra

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Commenti (2)

Scritto da Marco Pagani
04-10-2012 13:10

I residenti a Molano sono 1 milione e 345 mila. Se non vogliamo considerare gli stranieri (che per quanto mi riguarda sono pure milanesi visto che ci risiedono) che sono 237 mila, restano pur sempre un milioni e cento ottomila "meneghini purosangue", che ad una prima sommaria valutazione mi sembrano un po' di più degli Akuntsu...

Scritto da gibuizza
04-10-2012 12:10

"Il popolo Akuntsu è ormai ridotto a sole cinque persone"! E quanti milanesi ci sono a Milano? Il popolo milanese può scomparire e il popolo Akuntsu no?

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