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(Tito Pulsinelli, facebook)

3 milioni di venezuelani supportano a Caracas il presidente Chavez

Il Fatto Quotidiano fiancheggia il magnate neoliberista nella sporca campagna mediatica anti-Chavez.
“Quale che sia il risultato finale” il perdente sarà Chavez, dice l’inviato Cavallini. Alibi preventivo d’un fazioso tifoso globalista. Indietro tutta, il sistema elettorale venezuelano è “libero ma non equo”. E’ l’avvincente tesi esposta sul Fatto quotidiano da Massimo Cavallini. E’ la nuova formula in voga dopo che Jimmy Carter ne ha ribadito l’assoluta affidabilità. Non sarebbe “equo” perchè il presidente Chávez fa uso della facoltà legale di fare trasmissioni a rete unificate. Si tratterebbe di uno sproporzionato ed autoritario favoritismo, dice il nostro, condensato in due cifre. Il gioco di Chavez è truccato nella misura di 16 a 1 contro il candidato Capriles, che soffrirebbe per ben 1359 ore contro le 84 del povero neoliberista. Parola dell’Università Cattolica Andres Bello, cioè di una Bocconi al cubo, però finanziata dallo Stato!

E’ struggente, ma degna di miglior causa, la difesa del diritto alla libertà d’espressione del giovane rampollo d’una casata che, tra i 14 gruppi industriali che ha in suo avere, possiede anche la multimediatica Catena Capriles, che pubblica vari quotidiani e numerose riviste. E’ come dire che Debenedetti è ridotto a parlare nei parchi pubblici, vicino ai vespasiani. Per ristabilire la deflorata “equità”, gli unici informanti che Cavallini Zorro ha consultato dispongono di una ricetta unica: “regolamentare” la televisione pubblica. Non quella privata, non quelle regionali, non il circuito di radio FM interamante in mano private, non la carta stampata. Insomma, si dovrebbe controllare solo la RAI, non Mediaset e gli altri media finanziati dai golpisti statunitensi.
Sarebbe una inqualificabile eresia regolamentare le risorse finanziarie convogliate dai banchieri fuggiaschi, dalla grande rendita parassitaria, dal narcocartello di Uribe e gli “aiuti alla democrazia” elargiti dal Dipartimento di Stato al signor Capriles. I media privati sono liberi e sovrani, vanno controllati solo quelli pubblici , dice il Cavallini rilanciando a bischero sciolto gli arroganti argomenti delle selezionate fonti a lui care. Invece, ben fa Chavez a ristabilire l’equilibrio informativo con i suoi messaggi a reti unificate. Esiste un totale sblilanciamento a favore dei media privati nel corso dell’intero anno solare, non solo in periodo elettorale.
L’inviato del Fatto non ha resistito dal dissotterrare l’argomento paspartout della rete RCTV che, allo scadere della concessione, tornò allo Stato. In Venezuela le frequenze sono un bene pubblico regolamentato, il governo le dà in concessione a terzi per un periodo prestabilito. Evidentemente, per lui il modello valido è Mediaset, cioè l’omaggio perpetuo elargito a Berlusconi e discendenti. In Argentina ed Ecuador, laddove il totalitarismo mediatico è improntato alla guerra psicologica, i legislatori hanno approntato normative per garantire la diversificazione dello spettro informativo. Per limitare lo straripante monopolismo privato e prendere in considerazione anche il diritto degli utenti all’informazione diversificata. Non solo il sistema elettorale è censurato, ma pure il sistema sociale venezuelano che secondo l’analisi Cavalliniana sarebbe, tenetevi forte, “metà democrazia e metà autocrazia”, in cui l’unica luce che brilla con fulgore è quella d’una sola parte politica. Tenebre rischiarate, per fortuna, dalle virtù cristalline d’un solo candidato presidenziale, che ha riconosciuto la legittimitá solo delle elezioni che ha vinto come sindaco o governatore regionale.
Sentite questa prodigiosa veggenza: “quale che sia il risultato finale” Chavez ne uscirà come perdente. Ohibò, sembra un alibi prefabbricato, una giustificazione preventiva a bocce ancora in movimento. Se Chavez vince con un vantaggio del 16% come nel 1998 è dittatura; se finisce con +22% come nel 2006, è una cosa sospetta di tipo “bulgaro”. Bisogna decidersi: troppo o troppo poco?
Se Obama o Hollande, o chiunque altro, vincono con il 2% è OK, etico ed esemplare! A Chavez invece non basta un +10% perchè “quale che sia il risultato finale”, i tifosi neoliberisti alla Cavallini non si danno mai pace, preoccupati da Chavez e dalla sua politica che ha dimostrato di essere una alternativa vincente contro i dogmi d’un sistema d’importazione americana in piena dissolvenza. Con buona pace del faziosetto scrivano, il sistema deve soddisfare i venezuelani, e questi hanno molte ragioni per scegliere la continuità d’una politica che alla crescita abbina la redistribuzione sociale. Lui, quelli che gli somigliano o che gli reggono il bordone, non è proprio in condizione di dare lezioni a nessuno. Almeno per salvare le apparenze, farebbe bene a diversificare, equilibrare e comparare le sue fonti.
(Tito Pulsinelli, facebook) 

Tratto da: Chavez e la malafede dell’antiberlusconismo italiano.| Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/10/07/chavez-e-la-malafede-dellantiberlusconismo-italiano/#ixzz28jO3vYlQ
- Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

18 Commenti a “Chavez e la malafede dell’antiberlusconismo italiano”

  • Simone Tretti:

    Insomma. Gli USA han fallito un’altra volta. Bruciano risorse a non finire per far simili magre figure:

    Golpe a Chavez: fallito.
    Cancro omicida: poco efficace visto che tutt’ora vive.
    Il candidato ricchione: fallito.
    I media corrotti: Ecco forse funzionano, ma non in maniera utile.

  • archimede:

    Insomma. Gli USA han fallito un’altra volta. Bruciano risorse a non finire per far simili magre figure:

    Golpe a Chavez: fallito.
    Cancro omicida: poco efficace visto che tutt’ora vive.
    Il candidato ricchione: fallito.
    I media corrotti: Ecco forse funzionano, ma non in maniera utile.

    …fallito il Golpe gli USA rimangono con le loro colpe

    …cancro omicida, chi l’ha voluto adesso si suicida

    …candidato ricchione , invece di portare i suoi elettori alle urne se li ha portati nel lettone ,(starà ancora festeggiando con Bill Gates e Bloomberg)

    …i media corrotti cercheranno di coprire le ferite con tonnellate di cerotti-

    …a breve su questo schermo il “Massacro dell’Elite Europea”-

  • michy:

    …a breve su questo schermo il “Massacro dell’Elite Europea”-

    mah………….speriamo!
    vedremo

    • ws:

      la ” punizione” vorrai dire ….
      ma su questo stanne certo,la storia ce lo insegna , le elites che tradiscono il loro popolo fanno sempre una brutta fine, anche se il ” presto o tardi” puo’ durare anche secoli :-(

  • nicola77:

    Divulghiamo!!divulghiamo la vittoria di chavez e questo bellissimo articolo!complimenti all’autore!

  • johnny:

    Stasera ho sentito alla radio della vittoria di Chavez ed ho gioito per il popolo venezuelano, l’ultimo lumicino di speranza per noi occidentali resta ancora acceso.
    Dobbiamo guardare al sudamerica per trovare la forza di ribellarci al nostro sistema semre più dittatoriale.

  • Luca:

    Appare sempre piu’ chiaro che il fatto era nato come giusto sfogo contro il nano di Arcore e la sua banda criminale. Ma che adesso si dimostra per quello che e’, un portavoce del potere bancario e delle multinazionali. La notizia della bella vittoria del comandante Chávez ieri sul fatto era al nono posto in apertura al mattino, e dopo qualche ora al diciannovesimo. Pur avendo ricevuto oltre cinquecento commenti, moltissimi di soddisfazione, cosa che dimostra quanto la gente abbia imparato a riconoscere le verità che questi scribacchini fanno di tutto per nascondere e distorcere. Lunga vita al comandante Chávez! Gringos go home !

  • Eliogabalo:

    Ma Cavallini da buon ex PCI è riuscito pure gettare luce sospetta su Correa che da’ asilo politico ad Assange. Invece di delirare sulla presunta mancanza di pluralismo in Equador ha perso l’occasione di imparare una cosa che tenta invano di fare da decenni da uno che ci mette la faccia e anche il culo: il giornalismo.
    Ma ti meravigli? Tolta la foglia di fico dell’antiberlusconi non rimane che superliberismo peloso. Apparte Scacciavillani che sembra più un fenomeno da baraccone che un economista, adesso hanno imbarcato Zingales, direttamente da Chicago, che nel 2003 scrivava papers sull’infallibilità dei mercati e adesso si accoppia agli avanzi della destra italiota di ‘Fermiamo il declino’. Per non parlare dei talebani degli OGM… da far rabbrividire…

  • sauro:

    La storia dell’Itlaia mostra fondalmentamente due cose:
    1) la capàcita dei nostri politici di avere sempre “un piede in due scarpe” pronti a qualsiasi cambio di giacca/partito.
    2) La grande capacita di andare ad analizzare (la dico alla gesu crsito) la pagliuzza nell’occhio del interlocutore ma non della trave nel proprio occhio.

    Sistema elettorale non equo dice il servo Travaglio (o uno dei suoi vassalli):
    E’ meglio un sitema elettorale iniquo o eleggere qualcuno senza che il POLOPO lo abbia votato?

    Pvero paese mio

  • Laqualunque:

    provate a legervi Gianni Riota la stampa vomitevole e un articolo passibile per diffamazione
    e terrorismo informativo,venduti!
    viva Chavez hasta la victoria siempre

  • Norska222:

    Io ADORO Chavez!

  • marco:

    L’articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano ha di buono che la stragrande maggioranza dei commenti sono dalla parte di Chavez e della sua politica.

    Questo particolare è molto importante perché misura la consapevolezza dei lettori rispetto all’argomento trattato.

  • Gino:

    Niente paura con i soldi pubblici l’emerito giornalista forse fonderà un nuovo giornale oppure,gli daranno una trasmissione televisiva da condurre per farsi “amare” dal pubblico e dopo fonderà un nuovo giornale “democratico”.
    Altro che regime!!!!!

  • Maksimiljan Kodžak:

    Henrique Capriles ha discendenza ebraiche sefardite. Infatti si e’ aprestato subito a propagandare la triste storia dei genitori vittime sopravissute dell’olocazz… causto. Ma guarda tu che coincidentuzza…uzzauzza.
    Pero’ ha perso, ma di meno quanto si pensasse. Anche li’ il monopolio mediatico e’ quasi esclusivamente in mano a Sion. Ottimo Chavez a resistergli, pero’… non durera’ ancora per molto.

    • Laqualunque:

      “Ottimo Chavez a resistergli, pero’… non durera’ ancora per molto.”

      di te Kodžak non mi fido molto!
      cosa vuol dire questa tua ultima frase e un tuo auspicio un tuo pronostico??
      se non e tutto questo allora sei daccordo con me aspetiamo tutti il ritorno del piccolo padre!

    • Maksimiljan Kodžak:

      Chavez e’ accerchiato da ogni parte. Sta ancora su perche’ ha l’esercito dalla sua parte, dal quale proviene lui stesso. Penso che la tattica sara’ quella di isolarlo pian piano, per poi buttarlo giu’, con una presa di potere stile Egitto di Mubarak o l’ancora piu’ violento metodo usato per Gheddafi.
      Penso che ci sia anche un piano piu’ sottile di usare Chavez e altri leader sudamericani per accentrare i paesi del sudamerica in una struttura continetale piu’ ampia, per ampliare la struttura globalista. Anche in Europa per intraprendere un percorso di integrazione verso l’UE dovevano permettere agli stati di sviluppare politiche autonome e sovrane… almeno nel senso piu’ finanziario ed economico del termine. Finita’ questa restrutturazione, usufrusicono di trattati internaZIONali, per prenderne il controllo. E’ bolscevismo finanziario…

  • La “COPERTA TROPPO CORTA” e il Mondo migliore.
    Grande plauso a Stampa Libera per aver “sbertucciato” il giornalista de “Il Fatto Quotidiano” nell’articolo in oggetto.
    La vergogna di certi articoli dovrebbe essere più grande e proporzionale al fatto subdolo di sapere di essere letti da un “popolo web”; quest’ultimo alla continua ricerca di alternative al “pianeta capitalista di vertice”; un “pianeta capitalista di vertice” che adotta ogni sistema illecito pur di insinuarsi nelle “larghe maglie delle mappe del mondo” delle Masse.
    Ma una riflessione sul nuovo modo di vedere il Mondo – in estrema umiltà – mi permetto di postarla anch’io:
    a – siamo arrivati al fatidico vertice della torre di babele (tutti crediamo di poter dire la nostra… convinti assertori del Verbo)
    b- molti dimentichiamo che il Mondo delle tecnologie e dei trasporti veloci degli ultimi vent’anni (e non secoli o millenni) ha fatto salti epocali. Salti (qualcuno direbbe quantici) che impongono una visione glo-cale dei sistemi economico-politico-finanziari (e Chavez ed altri non ne sono esenti).
    c- in conseguenza ai due punti precedenti, pochi al Mondo hanno immaginato di lanciare una innovazione della politica, il cui senso sia soprattutto legato a creatività e bene comune. Un bene comune che parte dalla consapevolezza dell’individualismo quale valore, e dell’egoismo quale sua snaturata e negativa conseguenza all’inverso del bene comune (e proprio).

    La tradizionale “coperta è troppo corta” per tutti (leggi concezioni del rapporto di scambio fra Nazioni e popoli stanziali) e quindi, per non rimanere scoperti a svantaggio di altri simili (che però oggi si arrabbiano subito perchè telefonini e sateliti sono ovunque), va immaginata un’altra forma di copertura: moderna, efficiente, complessiva nel suo essere risposta positiva, aldilà di un PIL e di regole davvero vecchie e insostenibili.

    Oggi tale risposta innovativa è possibile. Partendo da Sovranità Popolare, Monetaria e da politiche completamente diverse rispetto a quelle viste sino ad oggi.
    Non si tratta di comunismi e/o altre forme catalogate e storicamente perdenti. Ma di azioni concrete per il bene sociale e prospero, le quali, oggi, sono possibilissime e attuabili in breve tempo. Ma di questo ne parlermo in altra eventuale “puntata”.

    Buon tutto di meglio a Voi e a noi.
    Maurizio

  • Pasquino Orsini:

    “Chavez e la malafede dell’antiberlusconismo italiano”
    Mah??? comunque non ho neanche finito di leggerlo il pindarico articolo…sarà…

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