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“La mia speranza, affinché questo Mondo di menzogne possa venir esposto alla gente, deve far riflettere e capire che la situazione impone presa di coscienza e solidarietà. Non possiamo consegnare un Mondo come questo ai nostri figli.”

Franco Caddeo


Franco Caddeo, ricercatore della verità ed esperto in scie chimiche, noto ai lettori di luogocomune, di comedonchisciotte, e di altri siti d’informazione, è disperso in mare dal 29 agosto scorso.

Egli ha preso il canotto per andare a pescare, nella sua amata Sardegna, e non è piu tornato. E’ stato ritrovato il canotto con il motore acceso, lui è sparito con tutte le sue cose, tranne gli occhiali da sole e la crema solare.

Si può dire che è scomparso nella più pura tradizione massonica, senza lasciare traccia, svanito nel nulla, in una scomparsa così sospetta da fare pensare alle modalità dei rapimenti UFO. I quali si stanno dando molto da fare ultimamente (cfr.http://www.affaritaliani.it/cronache/estate-ufo-inchiesta40909.html) da far pensare alla preparazione del maggiore false flags della storia dell’umanità, mentre i soliti (ig)noti ci scippano il mondo. Sempre che la loro presenza in Terra non sia vera.

Scomparse, per incidente, rapimento “alieno”, cancro, infarto o finto suicido, che si ripetono sempre – guarda caso – in concomitanza della necessità di abbassare del tutto i riflettori su foschi disegni criminali di controllo totale del mondo. E le scie chimiche, i connotati di quel disegno, ce li hanno tutti. Come diceva qualcuno, per rendere invisibile ai più qualcosa, il migliore modo è mettercelo sotto il naso. Solo i più sensibili, gli animi fanciulleschi, riusciranno a vedere. E Franco Caddeo era uno di loro.

E così come a volte “spariscono” i grossi criminali in colletto bianco al momento  della dovuta gogna mediatica, che stranamente puntualmente viene soffocata dal fragore mediatico premeditato su inezie (cfr. Jean Paul Juguet della Total, arrestato contumace), così anche le sue tracce su internet si stanno affievolendo, si fanno scarse, rare, saltuarie – che sia sulle circostanze della sua scomparsa o sulle sue argomentatissime disquisizioni in materia di scie chimiche e altro.

Ad esempio, con una rapida ricerca sul net, non ho ritrovato alcuno dei suoi documenti più corposi, come ad esempio questo http://www.mydatabus.com/5z/gva.vg/shotgun61/Scie_chimiche_di_Franco_Caddeo.pdf . Sparito nel nulla.

Questo è il risultato della ricerca a suo nome su youtube:

Nessun video trovato per “”franco caddeo””

Risultati per: caddeo

Faccio quindi un appello a tutti voi per ricuperare i suoi documenti più probanti, salvarli velocemente prima che ai piani alti di Google decidano di farli sparire tutti.

Ripubblico – per dare un’idea di chi sia Franco Caddeo – la lettera della sua famiglia diffusa in questi giorni nei commenti del sito Luogocomune (http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3313&com_id=144535&com_rootid=144531&com_mode=flat&com_order=0#comment144535), e ci stringiamo attorno ad essa nella speranza e nel dolore.

Perché siamo tutti dei Franco Caddeo.

Nicoletta Forcheri


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Re: Un ricordo di Franco Caddeo
Dopo il mio contributo di ieri vengo oggi la seconda volta qui in questo blog. La famiglia di Franco mi ha chiesto di pubbliccare una lettera da parte di loro per voi. Con il loro consenso pubblico tutta la lettera che mi hanno mandato.

Lui ci vorebbe forti quindi forza a tutti.

Lucia

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Ciao Lucia,

Abbiamo letto il tuo bellissimo intervento su Luogocomune e ci siamo molto commossi.

Nostra madre ha chiesto che le stampassimo tutti i commenti pubblicati dal sito su Franco.

Con mio fratello Paolo e le figlie di Franco, Stefania e Valeria, avevamo già deciso di scrivere qualche riga di ringraziamento per tutti gli amici di LC che hanno manifestato il loro affetto.

Ma non pensavamo di farlo immediatamente perché non è facile in questo momento trovare lo stato d’animo e le parole giuste per parlare di nostro fratello, figlio e padre.

Oggi leggendo le tue parole non abbiamo trattenuto l’impulso di dare subito in qualche modo il nostro contributo, affinché chi ha il desiderio di sapere qualcosa di più su di lui possa avere una testimonianza della sua famiglia tanto amata.

Non è stato possibile registrare un nuovo utente sul sito, quindi ti chiediamo di pubblicare questa lettera da parte nostra.

Inizieremo col dire che Franco è prima di tutto un guerriero. Non a caso ha nella spalla sinistra e nel braccio destro due bellissimi tatuaggi maori. Sono la sua dichiarazione di guerra. Contro la menzogna di questa marcia società occidentale. Contro il cinismo, l’avidità, la cecità e la disumanità della sua miserabile “classe dirigente” e contro la viltà e l’ottusità del gregge da quella manipolato.

Lui ha fatto la sua scelta, difficile e pericolosa ma da guerriero: “..non dalla parte di chi opprime e sfrutta ma nemmeno da quella di chi si lascia opprimere e sfruttare. Sarò libero e pagherò se necessario qualunque prezzo per questa libertà.” Questo dice. E’ innamorato della cultura dell’antico Giappone, dove il concetto di onore aveva un senso. Conosce a memoria tutti i film di Kurosawa. Ed è anche innamorato del sogno di un popolo sardo libero, indomito e coraggioso dove il concetto di onore ritorni ad avere un senso. Franco: idealista, a volte ingenuo, spesso arrabbiato, sempre umano.

Da ragazzo giocava a calcio, da stopper. E’ difficile immaginare un ruolo più adatto a lui: al centro della difesa, davanti al libero, a fermare il centravanti avversario. Non è mai stato dotato di un fisico imponente ma ha sempre avuto una grinta ed un coraggio impressionanti. C’è un aggettivo che viene subito in mente ricordandolo in maglietta e calzoncini a confrontarsi con i centravanti delle squadre dei paesi di tutta la Sardegna: coriaceo. Chi ha giocato ai nostri tempi a calcio lo sa: i centravanti dei paesi sardi, in particolare dell’entroterra nuorese, ma in genere di tutta l’isola dovevano essere scelti tra gli elementi più grossi e duri del paese e dintorni. In pratica dei cinghiali sardi a due gambe, decisi a sfondare tutto quello che si trovava davanti alle loro zanne. Tutti hanno imparato a rispettarlo e persino a temerlo. C’è un episodio con un centravanti, credo di Orani, grande, grosso e prepotente con il quale se l’erano date di santa ragione tutto il tempo. Alla fine della partita, mentre rientravano negli spogliatoi, il centravanti, insoddisfatto di non aver prevalso, gli andò incontro minaccioso per decidere la cosa a cazzotti. Purtroppo per lui si ritrovò a terra senza nemmeno accorgersene. I sardi possono immaginare un classico colpo da ko tipico dell’isola. Questo episodio solo per farvi sapere che Franco non ha mai avuto paura di nessuno. Ma vogliamo anche ricordare che diversi anni più tardi i due si incontrarono casualmente, fuori dai campi di calcio, e diventarono amici.

Perché Franco è un Uomo. Con tutte le sue debolezze, il suo carattere difficile, la sua anima tormentata, la sua sensibilità esagerata ma sempre pronto a dare la sua amicizia, senza pregiudizi, a chiunque gli dimostri lealtà e umanità. Sempre pronto a buttarsi anima e corpo senza risparmio nei progetti e nelle lotte in cui crede.

Franco ha sempre rifiutato la strisciante, subdola omologazione che questa società insinua nelle nostre teste sin da bambini innocenti. Da parecchi anni aveva eliminato dalla sua vita persino la presenza dello strumento principe di questa omologazione la TV. Ma il sistema, ottuso e insistente, continua a pretendergli il pagamento del canone della “RAITV”, che nemmeno sotto tortura accetterebbe mai di guardare.

E’ sempre dura uscire dal gregge e camminare da soli, il sistema non ci vuole. Ma alle volte incontri nel cammino qualche altro splendido dissidente solitario che ti da animo e forza per pensare di far parte di qualcosa di buono e di non essere completamente solo e pazzo. Lui ne ha trovati tanti, uomini e donne, molti su questo bel sito di persone non-omologate. Altri ovunque sia stato, in giro per il mondo. Perché è difficile non innamorarsi della sua voce profonda, della sua schiettezza e della sua simpatia, in qualunque lingua parli.

Franco, ovunque sia siamo sempre insieme.

Un abbraccio a tutti quelli che gli vogliono bene.

Lella, Stefania, Valeria, Paolo e Marco.

P.S. Un bacetto dalla piccola Lavinia che ancora non capisce che lo zio non si trova.

13 Commenti a “Franco Caddeo, una scomparsa sospetta”

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