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Recensione dell’ultimo libro di Gianni Lannes

IL GRANDE FRATELLO. Strategie del dominio
di Gianni Lannes

Trama:
La fantascienza ha intuito che l’essenza dei totalitarismi è il controllo tecnologico delle informazioni personali. La realtà si è spinta oltre. Viviamo in un’epoca in cui all’eccesso di informazione corrisponde un difetto di sapere: sovente l’extra occulta. Ma basta scalfire le apparenze per comprendere la realtà. E il lavoro di ricerca sul campo che un giornalista freelance, di chiara fama, come Gianni Lannes ha condotto in prima linea. Il testo spazia, prove alla mano, dall’attività di spionaggio Echelon sulla popolazione italiana e occidentale, alla democrazia totalitaria che ormai imperversa nel Belpaese, solcando in mare le bombe amare e la terapia bellica che oscura i cieli. Il futuro sembra militare, mentre la democrazia si restringe sempre più. Ci sarà un’altra guerra mondiale? Consumatori sempre più imbalsamati, telespettatori lobotomizzati e utenti imbambolati, avanti, fate il nostro gioco. Trivellano il cuore della Terra, oscurano il Sole, mentre la Luna l’hanno già bombardata. E noi?

Commento:
Quanti di noi hanno mai sentito parlare di Echelon, il sistema di sorveglianza mondiale ideato nel 1947 e realizzato successivamente da alcuni Stati durante la guerra fredda, nel quale l’Italia svolge per altro un ruolo di primo piano? Sapevate che, entro il 2012, la Eurogendfor, una sorta di gendarmeria europea, soppianterà la Polizia di Stato? Schedati e costantemente monitorati, la nostra vita è ormai diventata un libro aperto di cui si conosce tutto: salute, opinioni politiche, orientamento sessuale, fede religiosa, idee.
Nulla sfugge al Grande Fratello, che è sempre più organizzato, sempre più presente: sistemi di sorveglianza sovranazionale che vedono tutto e tutto controllano, e che vengono costruiti senza nessun controllo né regolamentazione democratica… Ma con un grave pericolo aggiunto, questo controllo è esercitato al di fuori degli Stati, con la partecipazione di aziende private, con l’aggravante che la maggior parte di esse sono militari.


Il quadro che ci dipinge Gianni Lannes non è certo dei più rassicuranti e non fa sconti a nessuno. Notizie e persone volutamente oscurate, mentre in Italia si continua a morire di leucemia a causa delle bombe – anche non convenzionali all’iprite e al fosforo – che giacciono da anni sui fondali dell’Adriatico e del Tirreno, mentre pesci malati e mutageni continuano a finire sulle nostre tavole come se niente fosse e mentre qualche povero pescatore ogni tanto ci rimette la vita, sempre tutto nel silenzio assoluto dei media. Segreto di Stato che uccide. Radar (come quelli del sistema HAARP, Programma di Ricerca Attiva Aurorale con alta Frequenza) che ormai tappezzano ogni fazzoletto della nostra Terra, che tutto controllano e che nuocciono alla nostra salute, in maniera spesso mortale.
Scie chimiche, controllo del tempo meteorologico e degli elementi naturali, crisi finanziarie ed economiche studiate a tavolino per mettere in ginocchio interi paesi, una pericolosa deriva militarista che preannuncia una terza guerra mondiale purtroppo non così lontana, una classe politica sempre più colpevole di insabbiare la verità ed anzi di essere collusa con i poteri – neanche più tanto occulti – che governano le sorti del mondo; questo nel silenzio assoluto dei media, mentre i familiari di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin attendono ancora che sia fatta giustizia.
Nelle democrazie compiute, la stampa è il cane da guardia del funzionamento istituzionale. Nella democrazia italiana, se abbaia è una seccatura e basta. Meglio il chiacchiericcio della notizia. Meglio il commento. Il commento divide, ma non fa male. La notizia si. Figuriamoci un approfondimento. Figuriamoci se un giornalista comincia a scavare, indagare, porre quesiti, pretendere risposte. Nella migliore delle ipotesi vieni deriso, oppure oscurato e dipinto come un pazzo visionario e complottista. Allora forse aveva ragione chi scriveva che “solo i piccoli segreti vanno protetti. Per quelli grandi sarà sempre sufficiente l’incredulità della gente”. Continuiamo a vivere le nostre vite precarie, incapaci ormai di indignarci, vivendo nel torpore, deambulando come anestetizzati, privati del nostro senso critico, relegando al mondo della fantascienza quella che purtroppo è la triste realtà.
(Raffaella Galluzzi)

3 Commenti a “IL GRANDE FRATELLO- Strategie del dominio”

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