Anche questi sapientoni, che sembrano voler prendere le distanze dalla politica estera degli Stati Uniti rispetto alle esigenze di Tel Aviv, e iniziano a trattare Israele come un qualsiasi altro paese, a volte si sentono in dovere di cercare tutte le giustificazioni possibili prima di arrivare al nocciolo della questione.
I prologhi auto-laceranti generalmente partono con la dichiarazione di come questi scrittori abbiano davvero un sacco di amici ebrei e come ritengano che gli Israeliani siano grandi persone e Israele un paese meraviglioso, prima di lanciarsi in quella che di solito è una critica abbastanza mite.
Beh, io non mi sento così. Israele, non mi piace proprio! Che io abbia o no amici ebrei, non influisce sul mio modo di considerare Israele, ed è irrilevante per la questione.
E per quanto riguarda gli Israeliani, quando ero agente della CIA all’estero, sicuramente ne ho incontrato molti. Alcuni erano brave persone e alcuni non lo erano così tanto, come per la generalità delle persone in qualsiasi altro luogo nel mondo. Ma anche l’esistenza di Israeliani onesti e leali non cambia il fatto che i governi che anche costoro hanno eletto fanno parte integrante di una impresa criminale che va avanti da tanto tempo, a giudicare dalle periodiche condanne di ex presidenti e primi ministri. Non è molto tempo che l’ex presidente Moshe Katsav è stato giudicato colpevole di stupro, mentre quasi ogni recente capo di governo, compreso quello attuale, è stato indagato per corruzione. Inoltre, il governo israeliano è un governo di un regime ‘canaglia’ secondo i principi e le norme internazionali, impegnato com’è nell’esercitare la tortura, la detenzione arbitraria, e la continua occupazione dei territori sequestrati dalle sue forze armate. Peggio ancora, ha manipolato con successo il mio paese, gli Stati Uniti, e ha recato danni terribili sia al nostro sistema politico sia al popolo degli Stati Uniti, un crimine che non riesco proprio a perdonare, tollerare, o giustificare.
Interferenze nelle politiche elettorali statunitensi
Desta indignazione la diretta ingerenza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu negli affari politici interni degli Stati Uniti durante la sua più recente apparizione in una trasmissione di una rete televisiva della Florida, in cui Netanyahu ha espresso tutta la sua approvazione nei confronti del candidato repubblicano Mitt Romney.
Le dichiarazioni di Netanyahu e la sua ingerenza nelle elezioni sono state ampiamente riportate dai media e sono state anche stigmatizzate da numerosi importanti membri del Congresso ebrei, ma non hanno suscitato alcuna risposta da Obama o da Romney.
Entrambi avrebbero dovuto condannare con la massima fermezza l’intervento assolutamente senza precedenti in una elezione usamericana da parte di un capo di governo straniero. Che non abbiano niente da dire è una testimonianza del potere che Israele e i suoi amici nel Congresso e nei media esercitano sulla dirigenza politica degli Stati Uniti.
Comunque, Romney potrebbe anche privatamente approvare queste dichiarazioni, visto che ha sostanzialmente promesso di cedere a Netanyahu il diritto di fissare i limiti di intervento per la politica degli Stati Uniti in Medio Oriente.
Ci trascinano verso la guerra
E perché Benjamin Netanyahu è tanto in agitazione? Lo è perché il presidente Barack Obama non gli concede una “linea rossa”, che potrebbe automaticamente scatenare un attacco statunitense contro l’Iran. Consideriamo per un momento l’arroganza di Netanyahu nell’esigere che Washington soddisfi le sue condizioni per lanciare un conflitto contro l’Iran, una nazione che con tutti i suoi difetti spesso descritti non ha attaccato nessuno, non ha minacciato di attaccare nessuno, e non ha assunto la decisione politica di acquisire un’arma nucleare, a dispetto di ciò che si legge sulla stampa statunitense.
Netanyahu e il suo schema di bomba all’ONU: I stadio, II stadio, stadio finale
Alle Nazioni Unite, il grafico di Netanyahu rappresentante una caricatura di bomba con una miccia crepitante, ricordo di qualcosa che avrebbe potuto essere stato impiegato da un anarchico nel 1870, non è riuscito a superare una qualsiasi prova di credibilità anche per gli inevitabili capi-tifoserie dei media USA. Se gli Stati Uniti entrassero in guerra sulla base di un cartone animato di Netanyahu, allora andrebbero a meritarsi tutto quello che comporta un’impresa rischiosa che volge all’aspro, molto probabilmente un “Iraq Redux”, una riedizione della vicenda irachena, solo 10 volte peggiore.
Ancora più scandalose, e molto meno presenti nei mezzi di comunicazione, sono state le osservazioni formulate da Patrick Clawson, direttore delle ricerche per l’Istituto di Washington per le Politiche nel Vicino Oriente (WINEP), un’organizzazione finanziata dal Comitato Americano per gli Affari Pubblici di Israele (AIPAC).
WINEP è generalmente considerato come una componente importante della lobby israeliana a Washington ed è strettamente collegato al governo israeliano, con cui comunica in maniera regolare. Clawson dirige l’Iniziativa per la Protezione dall’Iran di WINEP.
In una conferenza del 24 settembre, ha affermato:
“Io francamente penso che l’inizio della crisi possa essere davvero difficile, violento e brutale, ed è molto duro per me vedere come gli Stati Uniti … uh … il presidente può portarci in guerra contro l’Iran …. Il modo tradizionale con cui gli Stati Uniti entrano in guerra è quello che dovrebbe corrispondere al meglio agli interessi degli Stati Uniti.”
Si noti che Clawson sottolinea la sua convinzione che avviare una crisi per ottenere che gli Stati Uniti vengano coinvolti in una guerra con l’Iran, e quindi ingannando il popolo usamericano portandolo a pensare che questa sia la cosa giusta da fare, è in realtà un “interesse per gli Stati Uniti.”
Egli cita Pearl Harbor, Fort Sumter, il Lusitania, e il Golfo del Tonchino come modelli per come riuscire a coinvolgere gli Stati Uniti. Il che porta inevitabilmente alla soluzione di Clawson:
“Se gli Iraniani non accettano una situazione di compromesso, sarebbe meglio se qualcun altro iniziasse la guerra … sottomarini iraniani periodicamente si immergono. Un qualche giorno, uno di loro potrebbe non affiorare …. Noi siamo in grado di utilizzare mezzi segreti contro gli Iraniani. Siamo potuti arrivare a cose più sgradevoli di questo.”
Clawson sta chiaramente approvando la messa in scena da parte di Israele di un incidente che potrebbe portare alla guerra, forse anche un’operazione “false-flag” condotta da Israele con l’implicazione diretta degli Stati Uniti, o addirittura sta sollecitando la stessa Casa Bianca a portare avanti questa operazione.
Non a caso Clawson non ha mai servito nell’esercito degli Stati Uniti, e ha un dottorato di ricerca in scienze economiche presso la Nuova Scuola per le Ricerche Sociali, fattori che a ben vedere dovrebbero indicare come lui non sia il più qualificato ad impostare un’operazione segreta per affondare un sottomarino e, quindi, scatenare un conflitto.
Potrebbe essere considerato come moderatamente ridicolo, ma come molti dei suoi colleghi neo-conservatori è ben inserito nel sistema. Egli scrive regolarmente per The Washington Post, The New York Times e The Wall Street Journal; appare in televisione come “esperto”, e in WINEP è sodale con l’onnipresente Dennis Ross, a volte chiamato l’“avvocato di Israele”, che fino a poco tempo fa è stato l’uomo di punta del presidente Obama sulle questioni del Medio Oriente.
Clawson è un utile idiota, che dovrebbe essere registrato come “agente del governo israeliano” se il Dipartimento di Giustizia facesse bene il suo lavoro, ma invece viene portato in palmo di mano come un uomo che dice le cose come sono, nei termini degli interessi usamericani.
La distorsione del processo decisionale nella politica estera in questo paese è qualcosa che può essere attribuito a Clawson e al suo esercito di compagni di viaggio, i quali promuovono palesemente gli interessi di Israele a spese degli Stati Uniti. E fanno questo con gli occhi ben aperti, in piena consapevolezza.
Incitamento all’odio spacciato per libertà di parola
Io volutamente eviterò di dilungarmi nell’attaccare la fanatica filo-israeliana Pamela Geller e i suoi manifesti nella metropolitana di New York che definiscono selvaggi i Palestinesi e civili gli Israeliani, e sono certo che è stata già puntualizzata la questione su come qualsiasi menzogna che possa servire alla causa di Israele sarà aggressivamente difesa come “libertà di parola”.
Un manifesto che similmente avesse appioppato agli Ebrei o ai neri il termine di “selvaggi” non avrebbe visto la luce del giorno a New York City, un’altra indicazione del potere della Lobby e dei suoi amici nel controllare il dibattito sul Medio Oriente e nella gestione del sistema.
Rete di spie
E allora esistono buone ragioni per non amare Israele e ciò che rappresenta, anche attraverso uno sguardo retrospettivo. È del 1952 l’“affare Lavon”: gli Israeliani erano pronti a far saltare in aria un centro informazioni degli Stati Uniti ad Alessandria di Egitto e addossarne la colpa agli Egiziani.
Nel 1967, gli Israeliani hanno attaccato e quasi affondato la USS Liberty, uccidendo 34 membri dell’equipaggio, e poi hanno usato il loro potere sul presidente Lyndon Johnson per bloccare un’inchiesta su ciò che era accaduto.
Nel corso degli anni ‘60, gli Israeliani hanno trafugato uranio da un laboratorio in Pennsylvania per costruirsi un arsenale nucleare segreto. E lo spionaggio e il furto di tecnologia statunitense continua!
Israele è la più fervente “nazione amica”, mentre arriva a rubare i segreti agli Stati Uniti, e quando le sue spie vengono catturate, o vengono rimandate a casa o, se sono Statunitensi, ricevono solo buffetti sulle mani.
Uccidono cittadini statunitensi
Non dimentichiamo il trattamento di Israele nei confronti dei Palestinesi, che ha reso gli Stati Uniti complici di un crimine contro l’umanità. Tel Aviv ha anche giocato un ruolo chiave nell’entrata in guerra di Washington contro l’Iraq, nel promulgare una guerra globale al terrorismo condotta dagli Stati Uniti contro il mondo musulmano, e nel gridare al lupo contro l’Iran, e tutto questo non è assolutamente servito agli interessi degli Stati Uniti. E in mezzo a questo marasma, il Congresso e i media sembrano inconsapevoli ed immemori di ciò che sta avvenendo. Israele ha beneficiato di più di 123 miliardi dollari di aiuti dagli Stati Uniti, e continua ad ottenere 3 miliardi di dollari ogni anno, anche se il suo reddito pro capite è superiore a quello della Spagna o dell’Italia.
Nessuno si pone una qualsiasi domanda su cosa abbiamo a che fare con Israele, mentre il Congresso approva senza sollevare obiezioni risoluzione dopo risoluzione, praticamente assicurando l’entrata in guerra per conto di Israele. Devo ammettere che non mi piace quello che il mio governo sta facendo in questi giorni, ma mi piace ancora meno Israele, ed è giunta l’ora di fare qualcosa al riguardo. Non più soldi, non più sostegno politico, nessuna tolleranza più nei casi di spionaggio, non più dover ascoltare richieste di “linee rosse” per entrare in guerra, basta con la stampa favorevole quando il demente Benjamin Netanyahu regge un cartone alle Nazioni Unite.
Il governo degli Stati Uniti esiste per servire il popolo americano, né più né meno, ed è tempo che i nostri rappresentanti eletti comincino a ricordarsi di questo fatto.
Ottimo e ben detto.
a me non piace l’iraq che vorrebbe distruggere milioni di persone solo perchè non gli piacciono. potremmo continuare così all’infinito
La tua affermazione potrebbe sembrare ridicola, però in fondo è esatta, infatti l’Iraq ha un governo USA…che in effetti…vorrebbe distruggere milioni di persone! Finora ha già ucciso 1,5 milioni di iracheni!


Ma lo sai che nemmeno a me piace?
http://www.justforeignpolicy.org/iraq
Pensa come ci piaceranno dopo questa “proposta”:
● romaebraica.it
@Lucas
cit:
“a me non piace l’iraq che vorrebbe distruggere milioni di persone solo perchè non gli piacciono.”
E questa da dove l’hai presa? Da topolino?
E poi stai parlando dell’Irak, paese con sovranita’ nulla.
Lo so che vuoi essere buono e rispettoso di tutti, pero’ e’ arrivato il momento di dire le cose come stanno e’ indicare direttamente col dito. Infondo, quel sudice essere di un Netenyahu, lo fa ogni volta.
Ciao.
Maksimiljan non mi dica che uno come Lei trema!
Perché basta un avvocato che instauri il discorso sul fatto che – tu non sei colui che nega, ma da riscontri fatti da storici e non pusillanimi e che solo per questo gli ebrei eliminano o minacciano, é col loro fare ad essere tra i primi di coloro che negano. Ci hai pensato quanto stupido sia, chi crede d’essere onnipotente? il mondo é una composizione di jing e jiang, quindi tutto compensa l’altro.
Per logica perde chi parte primo, se il secondo gioca bene le sue carte.
Non tremo, stia tranquillo.
Anzi, sono sempre piu’ convinto che serva una Resistenza… a cominciare da quella intelettuale. E poi non sono nemmeno un cittadino italiano, che non vive neanche in Italia. Per tanto sarei ben disposto ad offrire asilo politico ed informatico a tutti i perseguitati presenti e futuri. Qui il revisionismo non e’ ancora una patata bollente, quindi non necessita’ di particolari attenZIONi degli Occupanti.
Buono a sapersi Maksimiljan, mi riservi un posto, non ho alcuna intenzione di cedere quel che bramo di più, la LIBERTA’
ho sbagliato volevo scrivere iran caro paperinik
Ti consiglio di non credere a quello che scrivono i media occidentali, abbiamo già visto di cosa sono capaci con la storiella delle bombe (inesistenti) batteriologiche di Saddam Hussein o con l’11 settembre…
I discorsi di Ahmadinejad sono volutamente tradotti a c…o (cavolo) di cane!
Se tu ascoltassi quello che dice veramente ne condivideresti il 99%!
● luogocomune.net
sembra che l’umanità ha per sua natura la tendenza al’autodistruzione a questa pazzia collettiva si useranno armi sempre più potenti e malvagie e poi in nome di che cosa? Per causa di una minoranza guerrafondaia ci potranno rimettere milioni se non miliardi di vite e chi avrà causato tutto questo in quel frangente si sarà nascosto dentro bunker a prova di atomica e quando tutto sarà finito dove tutti noi staremo a piangere i nostri cari e amici andati perduti vedremo questi personaggi che hanno causato tutto questo disastro riusciranno fuori come i topi (senza offendere questa specie animale) dalle loro tane naturalmente sani e senza contaminazioni radioattive visto che ce ne saranno molte in giro verranno di nuovo a governarci per la ricostruzione di un mondo devastato e tutto ricomincerà come in passato sempre alle loro condizioni. E’ questo il mondo futuro per i nostri figli?
cè un video sulla pagina we di casaleggio ..cosi come se niente fosse presenta in 7 minuti credo i prossimi 40 anni..dagli un occhiata e dimmi cosa ne pensi
ciao
● youtube.com
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Angelo333xy-@-..e chi lo dice se il giorno in cui usciranno dai loro Bunker non avranno proprio le sembianze di Ratti? in tutto il periodo che dovranno rimanerci avranno l’occasione di accoppiarsi proprio con i ratti per non fare scomparire la loro specie/razza, immaginati tu dei Ratti di 1 metro e passa con vestito e cravatta-
Gli USA é il Paese degli zombi, dove ben trecento milioni di persone sono totalmente parassitati da una piccola minoranza costituita da 6 milioni di giudei.
Questi 6 milioni si trovano ai vertici di TUTTE le istituzioni americane che contano.
Gli immensi capitali accumulati da questo 2% della popolazione totale, sono superiori a quelli del restante 98%.
Dominando tutti i centri nevralgici del Paese, questa minoranza lo sfrutta fino al midollo e lo dirige a suo piacimento decidendone presidenti, guerre e catastrofi economiche come quella del `29 e quella attuale oltre che ingannarlo con colossali mistificazioni, come Pearl Harbour e l´11 settembre…….
Il fatto piú sconvolgente é che tutta questa moltitudine di zombi non sembra ancora rendersi conto di assolvere alla funzione di carne da macello e di vacca da mungere ad oltranza, fino al totale annichilimento ormai prossimo. Tutte le altre nazioni europee presentano grossomodo lo stesso schema, cosicché il sionismo ha, di fatto, colonizzato tutto il mondo occidentale in attesa di assestargli il definitivo colpo di grazia. Amen.
Eppure noi sciocchi gentili, anziché identificare nella stella di david il vero nemico mortale dell´umanitá, lasciamo spazio ai bisticci tra neri e rossi, tra guelfi e ghibellini, oppure ce la prendiamo con le masse di straccioni del terzo mondo inviateci dai nostri sapienti padroni.
Esattamente,quoto in tutto e per tutto!Loro sono il RAZZISMO !
@Ma.Ko.,
Ti ringrazio per l’ offerta di ASILO “politico & informatico” in SLOVENIA che però da quanto leggo & sento, vivo in FRIULI V.G., è economicamente & finanziariamente messa molto male anche lei come lo è o forse di più dell’ ITALIA;
in ITALIA usiamo spesso questa frase storica che probabilmente conosci anche Tu “Se ATENE piange, SPARTA non ride”,
oggi potremmo aggiornarla così “Se l’ ITALIA piange, la SLOVENIA non ride” o pensi che stia un pò esagerando !!!???
HASTA SIEMPRE la VIDA & la VICTORIA
SDEI
Un appello ai lettori di SL sul sito wwww.romaebraica.it ho lasciato una serie di post contro il sionismo fate altrettanto e arrivato il momento di dire a queste false vittime ( le vere vittime sono quelle della shoah )che sono loro il nuovo pericolo nazista per il mondo.