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Libertà e rispetto
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Sapete cosa fa la volpe presa nella tagliola : si rode la zampa intrappolata coi denti, la lascia nella morsa e se ne va sanguinante e monca, ma viva e libera. Così è l’Italia, anche se non lo sa. E’ una volpe presa nella trappola e per liberarsi sta pensando di disfarsi della parte di dove viene il male, quella serrata dalle ganasce : il Sud. E’ questo il razionale del sentimento secessionista diffuso nel Nord.

La gente percepisce arrivare dal Sud una specie di morte, una morte civile fatta di degrado materiale e morale ; è portata dal “ governo di Roma “ con la sua inefficienza burocratica, il suo banditismo politico, la sua censura mediale, la sua persecuzione giudiziaria, la sua repressione poliziesca, la sua iniquità fiscale, le sue svendite di patrimoni nazionali agli stranieri, anche con la sua dichiarata ostilità al Nord, praticata con metodi mafiosi e fra gli sberleffi ( come la scenata dei quattro ministri di Roma andati a usurpare la ribalta alla commemorazione di Verdi alla Scala, una guapperia cui è seguito il boicottaggio in stile mafioso dell’abbinamento delle elezioni politiche del 13 maggio con il referendum lombardo ). Percepisce tutto questo, intuisce che il Sud è già condannato, e se ne vuole distaccare, lo vuole tagliare via. Le contrapposizioni etniche, culturali e storiche – che pure esistono – vengono dopo ; sono una tradizione di mugugni e maldicenze rispolverata per issare la protesta : se non ci fosse quell’aria di cancrena, se il governo di Roma fosse migliore, all’altezza, di secessione non si parlerebbe.
Il Sud è davvero marcio : perché lì stringe la tagliola.


Le impressioni dei settentrionali sono esatte, e il paragone è più calzante di quanto non si sospetti : il Sud è davvero marcio, e proprio perché è la parte su cui è stretta la tagliola di una trappola : la trappola americana. Torniamo alla Seconda Guerra Mondiale, quando gli USA sicuri della presa dell’Italia già pensavano a come tenerla sotto il tallone DOPO.
Venivano da una lunga esperienza neo coloniale, iniziata nell’Ottocento in America Latina ed Estremo Oriente. Si trattava di fare nello stesso modo : trovare un’intesa con i grandi ricchi locali e spartirsi con loro le ricchezze del luogo a danno di tutto il resto della popolazione, la grande maggioranza. I grandi ricchi – potenti perché possono corrompere in molti modi e soprattutto perché possiedono i media – manovrano in modo da formare dei governi fantoccio, ma nominalmente locali, così sono salve le apparenze e non sono da mantenere costose truppe di occupazione. Naturalmente bisogna aiutarli e all’uopo c’è la CIA e il Pentagono, quest’ultimo specie quando si ha la scusa di collaborazioni militari o addirittura una alleanza : si fa public relations, propaganda, corruzioni, infiltrazioni, approcci di quadri militari e di polizia, inquinamenti di campagne elettorali, anche brogli ; all’occorrenza possono essere eseguiti omicidi eccellenti, attentati provocatori, anche colpi di Stato. Il Clero locale, qualunque sia il tipo di religione, va portato ad accettare la situazione tramite vantaggi economici e di altro genere. Se è presente una criminalità organizzata locale essa è da proteggere e coltivare, perché naturale alleata di un sistema fatto, nella sostanza, di rapine individuali interne ed estere. Va attentamente considerata da specialisti la psicologia, la cultura, dei locali : si tratta all’ultimo di trovare a più livelli collaborazionismo, cioè tradimento, e la predisposizione è importante ; ed è meglio se i locali tendono all’ingenuità, perché così li si inganna più facilmente, e se poi si credono anche furbi ecco un’altra leva.
Perché gli USA hanno puntato sul sud.
Gli americani con l’Italia decisero questa strategia, una strategia di ampio respiro, lungimirante, in verità brillante assai, acuta. Per quanto mi risulta essa viene esposta qui da me per la prima volta, dopo 58 anni ; ne ho fatto accenni in alcuni articoli pubblicati nel 2000 sul mensile Orion, mentre la base del ragionamento si trova nel mio libro “ Vecchi Trucchi “ ( Ed. Il Cerchio, Rimini, 1991 ) al capitolo “ La strategia della droga “. Era pacifica la collusione coi grandi ricchi italiani, che sono persone e dinastie in carne e ossa ma che qui sono chiamate anonimamente “ grande capitale “ o “ poteri forti “. Era pacifica anche l’intesa col Vaticano, che stava girando loro tramite il monsignor Montini della Segreteria di Stato informazioni e mappe provenienti dalla nunziatura di Tokio che sarebbero servite per i bombardamenti al Napalm della città del febbraio-marzo 1945, esitati in 300.000 morti bruciati. Poi stabilirono – ecco l’idea davvero brillante – che il Paese andava controllato facendo leva sul Sud, perché psicologicamente e culturalmente adatto, anzi adattissimo. Il Nord si prestava molto meno – al di fuori dei suoi grandi ricchi intendo – ma appunto poteva essere impastoiato dal Sud. Bisognava però prima controllare con sicurezza il Sud: l’influenza politica ed economica che si poteva esercitare qui una volta presa militarmente l’Italia poteva non bastare, quantomeno sarebbe sbiadita col tempo ; occorreva un elemento locale stabile su cui contare. C’era la Mafia siciliana. Era stata quasi annientata dal Fascismo, ma poteva essere rivitalizzata e portata dalla propria parte. Come?
Droga e politica estera.
Per capirlo bisogna fare un passo indietro. Riguarda l’uso della droga in politica estera.
Cominciarono gli inglesi nell’Ottocento, con la Cina. Controllavano l’India, volevano le merci cinesi per niente ( il tè, le stoffe, le “ cineserie “ ), conoscevano la debolezza dei cinesi verso l’oppio. Allora piantarono il papavero nel Bengala e girarono l’oppio ai cinesi in cambio delle loro merci : risultato netto, merci cinesi gratis. L’importazione e il concomitante contrabbando di oppio in Cina era curato da alcune società commerciali fra cui spiccavano la Jardine & Matheson, ancora esistente, e la Dent & Co. Le missioni Protestanti e Cattoliche in Cina favorivano il traffico, anche abbastanza apertamente : la demolizione del vecchio serviva per l’edificazione del nuovo, dicevano. Il governo imperiale cinese cercò di opporsi alle importazioni di oppio, che sfasciavano la sua società ( gli eroinomani si moltiplicavano, sarebbero arrivati a 40 milioni nel 1946 ; uscivano fiumi di buone merci in cambio di fumo; dilagava la corruzione, l’immoralità, l’ottundimento psichico ), ma la Corona inglese le impose con le armi attraverso due guerre di aggressione, appunto dette le Guerre dell’Oppio ( 1839-1842 e 1856-1860 ). Bene, il fatto è che gli americani impararono il sistema : assieme alle società commerciali inglesi che smerciavano oppio in Cina ve ne erano anche alcune americane, come la Russell & Co., le quali escluse dal Bengala reperivano l’oppio in Turchia ( tanto che i cinesi credevano che la Turchia fosse uno Stato USA, come la Virginia ; non erano tanto lontani dal vero, e oggi si vede ). Arrivato il loro momento in Cina, anch’essi usarono la leva della droga : il massimo finanziatore locale del governo fantoccio degli USA in Cina, cioè del governo di Chang Kai-shek, era la Mafia di Shangai, che smerciava oppio o eroina dello Yunnan, e loro la protessero da altre concorrenze in patria e la inserirono nel grande circuito internazionale. Fecero questa ultima cosa attraverso Cosa Nostra, la Mafia americana di origini siciliane : Cosa Nostra infatti distribuiva negli USA eroina del Shangai Cartel. I grandi vertici degli organismi interessati – Chang Kai-shek, Shangai Cartel, Cosa Nostra, Washington – erano al corrente dell’accomodamento, che così funzionava sul piano strategico al di là del normale gioco di guardie e ladri che doveva andare avanti, andare avanti solo ai livelli più bassi si intende, giusto colpendo ogni tanto anche qualche boss ( ma non “ il “ boss, persona difatti che di volta in volta è sempre rimasta sconosciuta ).
Resurrezione e aggancio della Mafia.
Con ciò siamo al periodo della Seconda Guerra Mondiale ed è pronta la soluzione al problema della rivitalizzazione e della cooptazione della Mafia siciliana : approfittare delle operazioni belliche per portarla nell’orbita di Cosa Nostra. Anche per questo, oltre che perché bisognava COMINCIARE DAL SUD, fu scelto di SBARCARE IN SICILIA : si poteva anche sbarcare a Ostia, e fare prima. Il boss di secondo piano di Cosa Nostra Lucky Luciano ( Salvatore Lucania o Luciania ), che smerciava eroina del Shangai Cartel e che allora si trovava in carcere per sfruttamento della prostituzione, fu fatto comunicare prima dello sbarco con uno degli ultimi boss mafiosi siciliani di spicco rimasti, don Calò ( Calogero Vizzini ); il messaggio era: i “ liberatori “ metteranno la Mafia sul trono. Quindi dopo lo sbarco capitarono le cose che sanno tutti : gli americani piazzarono mafiosi e aspiranti mafiosi in tutte le amministrazioni civili provvisorie ( don Calò e Genco Russo furono nominati sindaci delle città capoluogo dei loro “ territori “ ), di dove quelli potevano gestire gli aiuti alla popolazione civile ; ai mafiosi fu anche permesso di “ rubare “ merci dai magazzini militari in modo che si impadronissero del mercato nero e del contrabbando delle sigarette americane, che erano additivate per accelerare la dipendenza ; comparve per iniziativa degli americani l’eroina, che poi fu propinata gratis agli scugnizzi napoletani, dei ragazzini e dei bambini, allo scopo di renderli dipendenti e farne degli spacciatori. L’AVANZATA ANGLOAMERICANA DAL SUD AL NORD FU COSI’ LENTA PER PERMETTERE IL CONSOLIDAMENTO DELLA MAFIA TRAMITE SITUAZIONI IMPOSSIBILI A GUERRA CONCLUSA. Poi, con la scusa della espulsione di elementi indesiderati, gli USA dal 1946 al 1948 trapiantarono in Italia 200 elementi di Cosa Nostra, tutti di buona caratura, fra i quali difatti anche Lucky Luciano, liberato anzitempo per “ meriti resi agli Stati Uniti “ recita il certificato. Gli americani dissero di aver ricercato la collaborazione della Mafia per ottenere un aiuto da dietro le linee per lo sbarco : quale aiuto, erano quattro topi di campagna con la doppietta, quattro scassapagghiari, e c’era già tutta la popolazione siciliana ansiosa di passare sotto gli Stati Uniti, e vedi per questo l’attività di Finocchiaro Aprile. Invece, la Mafia era ricostituita, potenziata e resa dipendente da Cosa Nostra. La dipendenza era assicurata dal traffico di eroina, cui la Mafia era inserita da Cosa Nostra ; in sé e per sé non rappresentava un giro di affari enorme, ma bisogna considerare che era la porta per tutte le altre attività, traffico di armi, contrabbando, prostituzione, edilizia, racket, usura, eccetera. E dietro Cosa Nostra c’era – c’è – il governo degli Stati Uniti.
Creazione della Regione Autonoma Sicilia.
Non bastava. Per garantire la Mafia siciliana da persecuzioni dello Stato italiano gli USA nel dopoguerra imposero di creare la “ Regione Autonoma Sicilia “. Una regione autonoma con uno statuto strano : la Sicilia non versa una lira nelle casse dello Stato italiano, ma questo deve pagare per la sua presenza nell’isola, per l’ordine pubblico, il funzionamento della giustizia, la burocrazia, le spese per la sanità pubblica ( queste sostenute dallo Stato italiano per il 63% e non per il 100% come negli altri casi ) e così via. Quale era lo scopo?
Creare un surplus finanziario per la classe dirigente siciliana, pagato all’ultimo da tutti gli altri contribuenti italiani, la quale nel suo complesso – e cioè fatte salve le solite eccezioni – in cambio avrebbe lasciato prosperare la Mafia. Così avvenne, così avviene. Ecco perché la Mafia è invincibile : la Mafia è una questione di politica internazionale, che ci sarà in Italia sinchè ci saranno gli Stati Uniti ; è come se la sua esistenza fosse stata prevista in una delle clausole segrete allegate al trattato di resa dell’Italia, una di quelle clausole mai rivelate.
Eroici, sì davvero, ma anche ingenui quegli uomini – poliziotti, carabinieri, magistrati – che muoiono lottando contro la Mafia, o che anche solo si rovinano la carriera ( come, pare, il capitano Ultimo che catturò Riina ).
Estensione della Mafia in tutto il Sud.
La posizione di leadership del governo statunitense nel traffico internazionale di eroina si rafforzò enormemente, divenendo assolutamente dominante, a partire dal 1949. Allora finì la guerra civile cinese fra Chang Kai-shek e Mao Tze-tung. Finì con la vittoria di Mao, ma gli USA nella immensa sconfitta ( la perdita della Cina, niente meno ) ebbero i riflessi per un’idea – al solito – brillante : il grosso dell’esercito battuto di Chang – il Kuomintang Army – lo fecero riparare a Formosa ( ora la famigerata Taiwan ), ma dei reparti, per un totale sembra di 2.500 uomini, ma forse 5.000, li fecero espatriare in una zona montagnosa e oltremodo impervia nel nord dell’Indocina, zona che orograficamente occupa gli angoli di tre nazioni diverse, la Birmania, la Thailandia e il Laos : era il Triangolo d’Oro, dove assieme allo Yunnan era coltivato il papavero per il mercato cinese. Lo scopo era di appropriarsi delle piantagioni e di potenziarle. Come accadde : gli uomini del Kuomintang, sempre assistiti da CIA e Pentagono, sottomisero facilmente le selvatiche tribù locali – gli Shan, i Meo, i Mong, altre – e portarono il Triangolo d’Oro ad essere quello che è da alcune decine d’anni: il massimo produttore mondiale di oppio, cioè di eroina ( nel frattempo il governo cinese aveva distrutto interamente le piantagioni dello Yunnan ; quelle inglesi del Bengala sono state distrutte dal governo indiano : non sono come quello americano, loro sono dei governi onesti ). Il Triangolo d’Oro è ancora controllato dal Kuomintang, che ha fatto etnia con i locali e che ancora prende ordini da Washington ; sino a qualche anno fa il suo capo era certo Kun Sha, che con la scusa dell’indipendenza degli Shan compiva azioni terroristiche contro la Birmania, che ha un governo inviso agli USA ( perché non gli fa sfruttare il suo Paese ).
Quindi negli anni Sessanta, e a partire esattamente dalla presidenza Kennedy, gli USA estesero il loro controllo politico a tutta l’America del Sud la quale è – chi non lo sa – l’unica produttrice di cocaina. Era fatto l’en plein : gli USA controllavano il massimo produttore mondiale di eroina, il Triangolo d’Oro, e l’unico produttore mondiale di cocaina, l’America del Sud. Inoltre, e non a caso, come altri produttori di eroina nel tempo sono rimasti solo Paesi controllati politicamente dagli USA : Turchia, Pakistan, Afghanistan. Un monopolio.
Controllando la produzione gli USA controllano la distribuzione primaria, che avviene difatti tramite Cosa Nostra, e questa controlla la distribuzione secondaria, affidandola a varie organizzazioni criminali qua e là nel mondo, quelle scelte dal governo USA fra chi gli fa comodo. Al solito, i veri vertici delle varie organizzazioni interessate sono al corrente della situazione, e così la catena di comando, a livello strategico, è stabilita. Il riciclaggio del danaro della droga è effettuato da banche e istituti finanziari americani, ed esteri collegati, in modo che il grosso dei proventi finanziari dell’intero traffico mondiale vada negli USA ( vedi Penny Lernoux, “ In Banks We Trust “, Anchor Press-Doubleday, New York 1984 ). Il tutto è protetto da CIA ed FBI. La Piovra è Washington.
In Italia la Mafia siciliana ha fatto nel tempo il suo dovere. Protetta, ha prosperato ed ha coinvolto uomini politici, anche nazionali (perché ha denaro e il denaro conquista il politico).
Quando il governo USA ha ottenuto il controllo anche della cocaina il giro di Cosa Nostra è aumentato enormemente, e di conseguenza è aumentato anche quello della Mafia, la quale a sua volta a partire dagli anni Settanta ha coinvolto le altre organizzazioni criminali del Sud, la Camorra, la Ndrangheta, la Sacra Corona Unita, col risultato di controllare tutta la politica del Sud ( salvo le eccezioni che non si negano a nessuno ) e da lì di influenzare, di inquinare, di degradare quella nazionale, che così si presenta nel Nord con la faccia del “ governo di Roma “. Ecco la tagliola americana: stringe al Sud.

Il secessionismo del Nord.
Ora può essere affrontato con cognizione di causa il tema del secessionismo del Nord.
Condannarlo d’acchito, d’istinto, è poco intelligente : ha dei motivi oggettivi, quelli visti. Il Nord sta pensando di scegliere se fare la fine del Sud, farsi contaminare dalla cancrena, o cercare una via d’uscita, per quanto dolorosa come quella della volpe. Questo sta pensando, nella mia interpretazione delle cose. Il secessionismo settentrionale non è che una reazione alla presa americana sull’Italia, una sua conseguenza. Le rimostranze del Sud, che rinfaccia al Nord di volersi separare solo perché lui è ricco e il Sud è povero, sono fuori luogo. E’ il Sud ad avere la responsabilità oggettiva della situazione e nell’ambito, in particolare, la Sicilia. Il Sud si lascia manipolare, non reagisce all’inquinamento e anche alla miseria portate dalla Mafia e dalle altre criminalità organizzate locali, tollera qualunque incapacità e illegalità dei suoi politici e dei suoi amministratori locali, manda a Roma e nella burocrazia statale, a tutti i livelli, degli elementi troppo, troppo spesso negativi, che remano contro il vero interesse nazionale, che inceppano e degradano tutto. Accetta una situazione che danneggia lui per primo e più di tutti, vedi la sua miseria, il suo tasso di disoccupazione anche al 30%. La parte sana e capace del Sud, che pure esiste con non irrilevante consistenza numerica, non trova le motivazioni per ribellarsi alla situazione, non riesce a imporre la decenza civile. E così la Nazione affonda.
Era forse meglio perdere subito la Sicilia?
C’è da chiedersi se non fosse stato meglio che a suo tempo il Movimento Separatista Siciliano avesse avuto successo, e la Sicilia fosse diventata effettivamente il 49° Stato americano ( precedendo Alaska e Hawaii, fatti Stati nel 1959 ) ; il resto del Paese, senza Mafia e protetto da un confine sullo Stretto, sarebbe stato meno permeabile alle influenze dell’occupante, sarebbe stato come Germania e Giappone adesso. Ma gli americani non furono così sciocchi da accontentare i Separatisti : loro volevano tutto il Paese. E ora il dilemma è diventato se lasciare al suo destino – non solo la Sicilia – ma tutta quanta la parte peninsulare del Paese, dalla linea Magra-Rubicone in giù. Il problema dell’Italia sono gli americani in casa. Non ci fossero, e ci fosse così un governo nazionale genuino, dove emergono le forze e gli uomini che fisiologicamente nel Paese devono emergere, ogni cosa sarebbe risolta in sei mesi : tanto occorre, ad un governo che lo voglia, eliminare Mafia e collegati, e quindi sanare il Sud e rimettere tutto il Paese in carreggiata. Ma ci sono, e il Paese tutto intero, e cioè configurato così com’è adesso, non riesce a difendersene.

24 Commenti a “John Kleeves – Italia, una volpe nella tagliola”

  • geppi:

    Eccezionale disamina dei fatti.Purtroppo il sig.Anelli non potrà più deliziarci con i suoi scritti sempre pieni di analisi attente e supportate dai fatti

  • archimede:

    Ottimo Luca, hai descritto come stanno le cose al Sud, ma hai dimenticato una cosa, magari perchè non sei presente al Sud ovvero in Sicilia, il tempo della Cocaina come negli anni 80 è quasi finito, adesso c’è l’Antidepressivo, il calmante , il medicinale della felicità , i giovani di oggi sono all’80% IMBOTTITI di questa DROGA, gli spacciatori sono una buona parte dei medici che li prescrivono su richiesta delle case Farmaceutiche USA e Svizzere, con questo sistema non possono andare incontro a pene severe se vengono beccati, con la Coca son cavoli amari (non sempre) , riguardo i mafiosi catturati negli ultimi anni, da Riina a Provenzano & Co. , l’ho detto e lo ribadisco, non sono stati catturati ma li hanno messi al sicuro ,facendo credere alle forze dell’Ordine di aver fatto un ottimo lavoro, come scrivi tu molti di quelle persone che ci hanno lasciato la pelle per convinzione di servire lo Stato , erano ignari di quello che si svolgeva alle loro spalle , oggi ci sono persone che fanno parte delle forze dell’Ordine consapevoli che stanno rischiando e preferiscono manganellare i dimostranti per le strade invece di mettersi a fare da scorta a chissà quale Giudice o Magistrato, il Sud è corrotto (incosapevolmente) fino al midollo e questo grazie ai Media e alla TV RAI -Mediaset, al Sud ognuno riconosce i suoi diritti ,ma i diritti degli altri non esistono …nemmeno di vivere in santa pace, lo ripeto, le vecchie generazioni stanno dirigendo i giovani verso lo sfacelo totale impedendo loro di prendere qualsiasi iniziativa per potersi liberare dalla morsa USA e dalla Mafia, nel 70% delle famiglie siciliane si fà abuso di metodi mafiosi per zittire figli e parenti ,vicini e conoscenti che vogliono sapere il perchè di tutto ciò, sai cosa rispondono?, …cosa ne sai tu..io ho fatto la guerra e ho visto la fame e la morte con gli occhi miei…discorso chiuso, ciò vuol dire che stanno dicendo ….fai anche tu una guerra ,prova a vedere con gli occhi tuoi la fame e la morte, tutto il resto al Sud è un Bluff messo all’impiedi come dici tu dagli USA e consorti , la Sicilia è il 53esimo stato Americano , un pò lontano ma a portata di mano-

    questo te lo scrive un Siciliano con lontane radici Venete e Bosniache -

    saluti

  • Ezio:

    Nulla da dire su quanto affermate, solo una piccola aggiunta su quello che l’america ha fatto al Nord. A Ivrea, prov. di Torino c’era un’azienda, la Olivetti e C. Spa, che è stata la prima azienda a livello mondiale a creare i computer, rammento la famosa “Programma 101″detta anche la “Perottina” in quanto creata dall’ing.Perotto, negli anni 60″ . Parlo per conoscenza diretta in quanto sono stato dipendente della medesima in qualità di tecnico elettronico, non informatico, fino alla fine dell’azienda. Questa azienda è stata fatta fallire dall’america quando è partita la concorrenza commerciale su questi prodotti con la compiacenza del governo italiano e l’aiuto dei sindacati della triplice nonchè la disinformazione dei giornali locali i quali hanno creato nella gente l’idea che la medesima sia fallita per colpa dei dipendenti pelandroni . In effetti, vista dall’interno , la tattica era questa : i dipendenti incapaci ma servi del padrone hanno assunto posizioni di potere, quelli capaci e corretti sono stati messi in un angolo. Cito un paio di casi, tanto per non essere accusato di pregiudizi politici/sindacali : un delegato sindacale corretto della CGL è stato messo in un angolo con un camice nero a raddrizzare col martello degli alberi meccanici storti che poi venivano rottamati, un’operaio famoso per la sue assenze e l’assoluta inefficienza nelle poche presenze, quando, a momento opportuno, ha preso la tessera sindacale giusta è diventato impiegato e successivamente caporeparto, un progettista elettronico laureato incapace ha fatto una carriera strepitosa, assumeva la direzione di un reparto e lo mandava in rovina, cambiava reparto e ripeteva la stessa manovra fino a diventare responsabile di tutta la produzione della ditta, esaurita la sua funzione il demaledetti lo ha licenziato in quanto aveva assolto il compito pienamente. Si mormorava che dietro a certe manovre c’era la CIA addirittura, questo mi è stato riferito, ma non sono in grado di poterlo affermare con sicurezza.

  • io:

    Il fumo fa danni seri|

  • archimede:

    Tu….si vede che hai danni ormai irreparabili a causa degli antidepressivi che consumi o prescrivi, non verrei essere al tuo posto tra un pò di mesi quando partirà la caccia nei confronti di chi ha collaborato con la Pfizer-Novartis & J & J , meglio ancora se fai parte di un reparto della Sapienza di Roma o del Centro Tu–mori di Milano e chi porta !”CERTI NOMI” sia nel settore “Salute ” che giornalistico, ti conviene bere un bidone di Red Bull e rimanere sopra le nuvole -

  • Fabry:

    la rovina del Sud è stata l’Unità d’Italia fatta dai piemontesi e inglesi , ormai lo sanno pure i sassi.

    Basta leggersi gli scritti di Pino Aprile, Denis Mack Smith, Giordano Bruno Guerri e Nicola Zitara, ma a Gaeta e in altri posti hanno comunque buona memoria

  • LungaVitaAlPiccioneCagatore:

    Grande onore a Stefano Anelli alias John Kleeves assassinato perchè cercava la verità, e dopo averla trovata non ha saputo trattenersi dal divulgarla. Un martire.
    I suoi articoli più famosi e attualissimi sono raccolti qui: http://www.escogitur.com

  • Perdonami Archimede (per il Tu e per quello che stò per scrivere) e mi perdoni anche Luca Martinelli l’artefice del Post.
    Non è mia intenzione disconoscere le tesi dell’articolo che in gran parte sposo. Altresì vorrei richiamare l’attenzione sull’onnipresenza del “macchinista..professionista” dell’opinione pubblica. Ritengo non sia necessaria la padronanza ineccepibile di una scienza per capire i dietrologismi sull’occupazione americana del suolo italico e sulla nascità, espansione e conseguente propaganda mediatica delle “mafie”. Oggetto di innumerevoli pellicole cinematografiche e televisive o più propriamente giornalistiche.
    Ciò che ho colto dall’articolo…è purtroppo un ennesima deviazione!
    Dall’oggetto al soggetto del biasimo.
    Cianciare di Us/Servizi/Malavità/Politica… porta costantemente fuori tema per me!
    Ed allora qual’è il tema?
    La responsabilità personale!
    Troppo facile addebitare le colpe ad entità estranee ai ns comportamenti quotidiani per giustificare il ns pressappochismo nell’affrontare quelle stesse entità!
    In tal modo esse prendono potere e più si nutriranno della ns ignoranza più saranno capaci, potenti ed insormontabili nella loro presenza ed imposizione di volere…nei confronti del comportamento altrui!
    Siamo noi stessi artefici della Mafia, della criminalità organizzata come della burocrazia tecnocrate…nel momento stesso in cui accettiamo la realtà per ciò che più ci aggrada e non per ciò che potrebbe altrimenti e per la “comunità” meglio essere!

    Un saluto,
    Elmoamf

    • luca martinelli:

      E’ interessante quella che a mio avviso non è un’analisi ma una tua conclusione, caro Elmoamf. D’altra parte sfondi una porta aperta. Spesso su Stampa Libera è stato sostenuto che la responsabilità personale è la chiave per qualsiasi cambiamento. Quello che vorrei sottolineare è che in gioco ci sono anche i rapporti di forza: cosa possono tante persone consapevoli a fronte del potere più o meno forte o illuminato? A un potere che detiene il controllo dell’informazione e che è armato? Saluti

  • nome(obbligatorio):

    Ezio, grazie per la testimonianza diretta che hai condiviso con noi; vorrei aggiungere in tema di Olivetti che il braccio destro di Adriano Olivetti era Mario Tchou, un geniale ingegnere di origine cinese cui si deve nel ’59 l’invenzione di ELEA 9003, il primo calcolatore a transistor commerciale della storia (disegnato da Ettore Sottsass).
    Il computer l’hanno inventato gli italiani.
    Tchou morì in uno strano incidente d’auto la cui dinamica non è mai stata chiarita fino in fondo. Il goverso eternamente assente quando si trattava (ieri come oggi) di difendere le eccellenze nazionali non diede corso alle voci di attentato omicida dei servizi esteri.

    Un’altra cosa, nella sezioni “libri proibiti” del sito BLOGGHETE di Gianluca Freda potete trovare due dei quattro libri di John Kleeves, così da farsi una idea corretta di chi siano questi americani… e poi ricordarselo quando si compra qualcosa di straniero.

    Resistere, resistere, resistere.

    • michy:

      rapinando la tecnologia dei pc dalla olivetti………è partita a diventare leder nel settore la ibm………..ora girata ai cinesi col marchio lenovo………..
      è da 30 anni che sento sempre dire che le menti e geni italiani devono andare all’estero x avere delle chance,e in modo particolare, in certi settori, vanno in usa……
      è logico ritenere che, un sistema che a spese della collettività ti istruisce, e i + preparati devono emigrare,è un sistema assurdo,non ha alcun senso………..
      ma siamo sicuri che sia veramente assurdo?
      dal padrone lavorano i migliori ricercatori,specialmente in certi settori.

      • nome(obbligatorio):

        per michy:

        Il fatto è che se non vai a lavorare dal “padrone”, come dici tu, questi ti ammazzano. Forse dovresti leggerti gli altri articoli di Kleeves o i suoi libri.

        Sai che fine fece Otto Diesel, l’inventore del ciclo otto, che prometteva la rivoluzione nei motori endotermici e metteva a rischio la neonata industria inglese dei motori a scoppio?

        Di uomini con menti eccelse ammazzati dagli anglosassoni è piena la storia, dacci un’occhiata dai.

        • michy:

          non hai capito il senso del mio discorso………..
          conosco ed ho tutti gli scritti di anelli,i primi da 8 anni fa.

  • stefano:

    @fabry.
    Parla il piemontese: a spingere verso il disastro del sud è stato anche un mio concittadino, tal Quintino Sella. Che, guarda caso, avendo ricoperto l’incarico di ministro delle finanze (Quel ministro che ha imposto, ad esempio la tassa sul macinato, distruttiva per la economia meridionale), ha agevolato la costituzione postuma (due anni dopo la sua morte) dell’allora Banca Gaudenzio Sella & C. Sas, oggi Banca Sella Spa il cui attuale presidente è stato presidente ABI ed è attuale datore di lavoro del marito della ministra piagnona. Come vedi una bella continuità storica per il mantenimento dell’influenza sul potere. Non uso i nomi delle persone politicamente impegnate perchè mi sono imposto di non dargli alcuna visibilità, ma con una googlata verifichi tutto, se vuoi.

    Vero che dal Piemonte sono nati i primi complotti massonici di “unificazione”(perchè di questo secondo me si tratta) ma anche a Sud, Fabry, troppi personaggi pubblici non sono certo stati immuni da enormi responsabilità oggettive.
    Soggettivamente non vedo in noi, normali cittadini, delle responsabilità direttamente imputabili. Risulta inaccettabile, pertanto, una minaccia velata del tipo da te esposto “A Gaeta e in altri posti hanno comunque buona memoria”. Che significa? Che fra un po’ non potrò più andare a Soverato in ferie, perchè dalle parti di Cassino qualcuno me lo impedirà, in quanto sono mezzo piemontese?
    Io pensavo che pure i sassi sapessero che è ora che la persone di buon senso si debbano riconoscere ed iniziare ad attuare un cambiamento inanzitutto spirituale che certo non passa attraverso promesse di vendetta!

    Jhon Kleeves ha fatto una disanima del problema meridionale in modo alquanto perspicace ed ha, di fatto, messo il dito nella piaga nei problemi più devastanti. Fra questi, Fabry, l’incapacità di ribellarsi. Umanamente comprensibile ma, concedimelo, i corrotti ed i corruttori hanno spazio perchè supportati da un silenzioso consenso. Lo stesso che permette a rigor Mortis di togliere le ultime goccie di sangue anche a ciechi e disabili. Oltre al silenzioso consenso, moralmente deprecabile, siamo anche vittime di un accecamento mediatico guidato; pertanto fino a che non ci si “sveglia”, siamo tutti più o meno giustificabili. Ma aprire gli occhi, VEDERE cosa è accaduto e cosa di conseguenza accade, è la cosa più importante. Sopratutto quando è’ scritto bene come in questo articolo, vale la pena leggere bene tutto, prima di commentare.

  • andreaa:

    Tutto vero e chiaro.

  • giuseppe sartori:

    invito tutti i lettori di stampa libera a s t u d i a r e la storia di hezbollah. un caro saluto

  • Giampi:

    Ottima analisi che condivido appieno, solo che, nonostante io capisca le “ragioni” del nord, possiamo evincere dalle ultime inchieste giudiziarie (ma non solo), che ormai anche il nord è diventato, in buona parte, territorio controllato dalla criminalità organizzata!!! Quindi non penso che “tagliarsi la zampa” possa essere una soluzione, ormai l’infezione si è estesa al resto del corpo e, se non proviamo a curarla, si trasformerà in una cancrena irreversibile, che ci porterà alla morte…… Forza ragazzi, proviamo a cambiare tutti insieme ‘sto schifo di mondo, mettiamo da parte i nostri credo personali, cerchiamo di vivere gli uni per gl’altri, solo così potremo provare a sconfiggere questo lercio sistema che ci vuole far diventare degli schiavi robotizzati al servizio del NWO……….

  • massimo messina:

    …a proposito di “tagliare la zampa”….meridionale….MAURIZIO BLONDET…meglio di BORGHEZIO al “punto 4″ …..leggete…..leggete….PUNTO 4
    comedonchisciotte.org

    • luganega:

      tutte cose condivisibili, quelle di Borghezio un po meno anche se in linea di massima..
      è ora che la finiate di ciarlare e lacrimare per ogni foglia che cade
      al nord non c’è più spazio per i vostri piagnistei avete prosciugato tutto
      adesso sono i sudamericani a sfornare dozzine di figli per poter avere il loro personale esercito di schiavi familiari, è diventata loro l’egemonia dell’ assistenza gratuita basta fare la coda in comune per voi non c’è più niente il vento è girato
      imparate a rispettarvi tra di voi prima di pretendere il rispetto dagli altri e a edificare famiglie degne del genere umano e non famigghie degne di film scarsi.

  • Fabry:

    Ciao Stefano, quello che ho scritto non alludeva ad alcuna minaccia, parlavo di memoria storica. Mi spiace che tu abbia intravisto vendette o cose di questo genere, perché ripeto, parlavo di pura cultura storica.

    E per piemontesi parlo della massoneria massonica(anche se il grosso l’han fatto gli inglesi – ovvero massoneria inglese-) dell’epoca, e non di te cittadino piemontese del 2012, mi sembrava quasi banale doverlo sottolineare

  • Georg:

    Il problema dell’ italia è l’ italia medesima; uno stato Frankenstein, un mostro creato a tavolino e contro natura.

    Occorre tagliare, subito. Sulla Linea Gotica.

  • Stefano:

    @ fabry.
    Malinteso risolto. Ti aspetto per una bagna cauda :-)

  • michy:

    riguardo alla storia d’italia e non solo………consiglio di scaricare il libro (78 pagine) in pdf gratisss del bravissimo paolo de bernardi: la storia governata dai banchieri e mistificata da molti storici.
    materiale storico che i media e le scuole non fanno circolare……….
    dl.dropbox.com

  • alberto:

    Gli USA sono la causa del 90% dei problemi del mondo intero, non solo dell’Italia.
    Consiglio a tutti di leggere questo fumetto di 8 pagine che parla di questo:

    http://www.incorreggibili2012.blogspot.com

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