Il nobel per la letteratura tedesco critica di nuovo Gerusalemme. Non poter criticare il Paese è “una nuova forma di antisemitismo”
Articolo di Luca Romano * Link
“Una potenza nucleare incontrollata”, una “forza di occupazione”.
Il Nobel per la letteratura tedesco, Gunter Grass, torna a scagliarsi contro Israele e lancia accuse molto precise contro Gerusalemme, in un’intervista alla radio pubblica Ndr.
Non è la prima volta che il romanziere si scaglia contro Israele. Lo aveva già fatto la primavera scorsa. E come risultato era stato dichiarato persona non gradita. Ma ancora una volta torna a sottolineare il furto di terre di un Paese che “ha sfrattato i residenti e li ha trattati come cittadini di seconda classe”.
Lo scrittore, che comunque si ritiene “amico di Israele”, ritiene che si “dovrebbe poterlo dire ad alta voce” e che doversi astenere dal criticare un Paese è “una nuova forma di antisemitismo”.





























Totalmente daccordo con l´illustre letterato tedesco. Per fortuna la Germania non genera solo le Merkel ed i Fischer ma anche personaggi intellettualmente onesti come Gunter Grass. Invece noi abbiamo quel circonciso rimbambito del terzi che é corso a prendere gli ordini dai suoi padroni e vuole trascinare l´Italia in una guerra assurda a fianco di Israele.
Speriamo solo che gli iraniani sappiano che il popolo italiano, in questa disputa, sta dalla loro parte, fatta eccezione solo per quelli con doppio passaporto italo-israeliano di cui non ci frega proprio niente e qualche decerebrato fanatico loro ammiratore.
Ma forse conviene lasciare che questi criminali continuino con le loro smargiassate belliche.
Se, come sembra, la tecnologia magnetica in possesso dell´Iran é cosí poderosa(Keshe), Israele verrebbe annichilito pochi attimi dopo l´aggressione all´Iran.
Io non sono nessuno e certo non posso paragonarmi a Gunter GraSS. ma lo stato di Isdraele deve difendersi dalla superstizione medioevale degli arabi e dalle bombe che stanno preparando in Iran la fatwa di distruggere Israele è stata fatto dal capo iraniano