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Dean Henderson, Counterpsyops 11 ottobre 2012

Il 9 luglio 2011 il Sud Sudan è diventato la 193.ma nazione del mondo. Meno di una settimana dopo  violenze sono scoppiate nel Sud Kordofan, una zona alla nuova frontiera tra Sudan e Sud Sudan,  controllata dal Sudan e ricca di petrolio. Non contenti del sequestro di giacimenti di petrolio del Sud Sudan, il cartello delle otto famiglie di banchieri guidato dai Rothschild, sembra voler spostare la nuova frontiera più a nord, strappando ancora più petrolio greggio al popolo del Sudan. Per decenni i servizi segreti occidentali hanno sostenuto l’Esercito di Liberazione del Popolo Sudanese (SPLA), nel tentativo di consegnare la parte meridionale del Sudan ai quattro cavalieri del petrolio. La regione possiede il 75% delle riserve petrolifere del Sudan.
Ciò che è stata la più lunga guerra civile dell’Africa, alla fine terminò quando il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir, sotto pressione, cedette la parte meridionale del suo paese ai vampiri bancari del FMI/Banca Mondiale, dopo un conflitto che ha lasciato più di 2 milioni di morti. [1] Pochi giorni dopo essersi dichiarata nazione sovrana, la società petrolifera statale del Sud Sudan, la Nilepet, costituiva una joint venture con la Glencore International Plc., per commercializzare il suo petrolio. Glencore è controllata dai Rothschild. La joint venture sarà la PetroNile, con il 51 per cento controllato da Nilepet e il 49 per cento dalla Glencore. [2]
Il nuovo presidente del Sud Sudan, Salva Kiir Mayardit, ha firmato una legge che istituisce formalmente la Banca Centrale del Sud Sudan. Il Sudan è uno dei cinque paesi – insieme a Cuba, Corea del Nord, Siria e Iran – la cui banca centrale non è sotto il controllo del cartello delle otto famiglie di banchieri guidate dai Rothschild. Non è dunque un caso che la moneta di questo nuovo feudo petrolifero dei Rothschild, si chiami sterlina del Sud Sudan. [3] Già nel 1993 il presidente sudanese al-Bashir aveva accusato l’Arabia Saudita di fornire armi all’Esercito di Liberazione del Popolo Sudanese (SPLA) di Johnny Garang. Il Mossad israeliano ha anch’esso rifornito lo SPLA per anni attraverso il Kenya, con l’approvazione della CIA.


Nel 1996 l’amministrazione Clinton annunciava che l’aiuto militare a Etiopia, Eritrea e Uganda doveva essere utilizzato per aiutare l’SPLA per un’offensiva contro Khartoum. [4] Quando questo sforzo sanguinoso fallì, gli scagnozzi delle otto famiglie iniziarono ad armare i ribelli in Ciad. Il Ciad è stato a lungo un paese importante per gli schemi produttivi in Nord Africa dell’Exxon-Mobil e della Chevron-Texaco. Il presidente del Ciad, Idriss Deby, che salì al potere nel 1991, era condiscendente con Big Oil. Fu anche classificato 16.mo nella lista dei peggiori dittatori del mondo, nel 2009, sulla rivista Parade. [5]
I ribelli in Ciad  avevano due obiettivi. Gli ufficiali pagatori della casa dei Saud della CIA, fornirono il supporto al Fronte Nazionale per la Salvezza (NFS), che aveva tentato di rovesciare il Presidente libico Muammar Gheddafi. Nel 1990, a seguito del successo del contro-colpo di stato  supportato dai libici contro il governo del Ciad che sponsorizzava la NFS, gli Stati Uniti evacuarono 350 capi del NFS con il finanziamento saudita. Gli Stati Uniti consegnarono 5 milioni di dollari in aiuti al governo dittatoriale del Kenya di Daniel Arap Moi, in modo che il Kenya ospitasse i leader del NFS, che gli altri governi africani si rifiutarono di accogliere. Arap Moi poi figurò nelle operazioni segrete della CIA in Somalia, dove i sauditi avevano finanziato anche la controinsurrezione. [6]
Le agenzie di intelligence occidentali poi utilizzarono il governo del Ciad per finanziare il Movimento Giustizia e Uguaglianza (JEM). Dalle basi in Ciad, questi terroristi lanciavano incursioni nella regione sudanese del Darfur, creando la grave crisi dei rifugiati, durante l’apertura del secondo fronte settentrionale della guerra condotta contro il Sudan sul fianco meridionale, dall’SPLA di Big Oil. [7]
I media occidentali, ovviamente, accusarono del conflitto in Darfur soltanto il governo sudanese e l’idiocrazia liberale seguì presa per il suo stupido naso, come in Jugoslavia. Nel marzo 2009 il tribunale farsa preferito dalle otto famiglie, la Corte penale internazionale (CPI), accusò il presidente sudanese al-Bashir di crimini di guerra. Non vi fu alcuna menzione del JEM nelle accuse del CPI. Nell’agosto 2006, il presidente del Ciad Deby aveva fatto una svolta a sinistra, chiedendo che il Ciad ottenesse la quota del 60% della sua produzione petrolifera nazionale, dopo aver ricevuto per decenni solo le “briciole” dalle società straniere che gestivano il settore. Aveva accusato Chevron e Petronas di rifiuarsi di pagare le tasse, per un totale di 486,2 milioni dollari. [8]
Nel 2008, il presidente sudanese al-Bashir partecipò all’inaugurazione della rielezione di Déby, segnalando la ripresa delle relazioni che posero fine al conflitto nel Darfur. Con al-Bashir ancora seduto in cima a enormi giacimenti di petrolio, le otto famiglie idearono il piano per la secessione del Sud Sudan dal Sudan. Estenuato dai continui attacchi al suo popolo, che avevano lasciato due milioni di morti, al-Bashir è stato costretto all’accordo sulla divisione. Con le violenze che già esplodono nel Sud Kordofan, controllato dal Sudan e ricco di petrolio, sembra che l’SPLA e il suo sponsor Glencore/Rothschild non si accontentino di aver rubato la maggior parte dei giacimenti petroliferi del Sudan. I vampiri li vogliono tutti.

Note:
[1] “South Sudan: The World’s Newest Fragile Oil-Rich Petrostate” John Daly. 11.7.11
[2] “South Sudan’s Oil Company Forms Joint Venture With Glencore to Sell Oil” Matt Richmond. 12.7.11.
[3] “South Sudan Establishes Central Bank As It Receives Its New CurrencyBNO News. 15.7.11
[4] “US to Aid Regimes to Oust Government”, David B. Ottaway. Washington Post. 10.11.96
[5] “The World’s Ten Worst Dictators” Parade Magazine. 23.3.09
[6] “Mercenary Mischief in Zaire”, Jane Hunter. Covert Action Information Bulletin. Spring 1991.
[7] “Sudanese Warplanes Hit Darfur Rebels Inside Chad” Sudan Tribune. 3.6.09
[8] “Petronas Disputes Chad’s Tax Claims” Aljazeera. 30.8.06

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

3 Commenti a “I Rothschild mettono le mani sul petrolio del Sud Sudan”

  • massimo messina:

    ….beh…se escludiamo il sovrano del MALI…indovinate chi sono i più ricchi mai esistiti….NON AVETE INDOVINATO….?……ecco un aiutino….
    repubblica.it

  • La realtà evidentemente non è mai pura figlia dei fatti ma astuta conseguenza di disegni ben congegnati. Tra l’altro questi disegni vengono, spesso in anticipo, ben raccontati attraverso la patina delle pellicole cinematografiche. Come se produttori, sceneggiatori e registi si fossero trasformati in novelli Nostradamus! Mi riferisco in particolare ai messaggi subliminali trasmessi e non alle storie di per se filmate. Per meglio lasciarmi intendere citerò alcuni titoli in cui il sacrificale martirio e le fiamme dell’inferno (come simbolo di peccato, condanna e redenzione al tempo stesso) sono i concreti protagonisti delle vicende narrate:
    “L’avvocato del Diavolo” – “Angel Heart – Ascensore per l’inferno” – “Cape Fear – Il promontorio della paura”.
    Titoli in cui la regressione animale dell’uomo (…per ego, per avidità, per paura, per rabbia, per delirio di onnipotenza…) esplode ed invade in negativo ogni azione, reazione ed emozione umana!
    Forse sembrerò andare fuori tema…ma le citazioni esposte forse tornerebbero utili per riflettere almeno un secondo sulle “saghe familiari” dei potenti: futuri o presenti, passati o trapassati remoti. O, se non addirittura che furono nei tempi al di là della ns immediata portata, in epoche per noi ancora non del tutto chiare e conosciute.
    Come quella della famiglia qui direttamente citata e delle sue presunte e probabili consorelle.
    Quale delirio d’onnipotenza pervade loro? Ed attraverso tale “potere”, come influisce silenziosamente ma inevitabilmente e fatalmente sui ns destini? Quelli di ignare comunità africane come quelli di beate e “superficiali” comunità occidentali ed orientali?
    Non è solo questione di lotte intestine, geopolitiche, finanziarie o…
    Qui è questione, per me, di delirio di onnipotenza!
    Un delirio che scaturisce dal fatto di sentirsi superiori in tutto e per tutto alla miseria e miserabilità umana.
    Un concetto, anzi e più concretamente e profondamente, un atteggiamento che si esprime nel piccolo come nel grande, nel quotidiano come nello storico, nel sociale come nel professionale, nel nazionale come nell’internazionale!
    Per concludere con un episodio cinematografico…spesso avviene…nelle pellicole apocalittiche…che l’arcangelo di turno condanni l’uomo per la sua natura abominevole non degna dell’amore incondizionato di Dio…per questo scatena le forze antagoniste dell’inferno affinché vi sia una lotta estrema, all’ultimo sangue, ove l’uomo possa riscattare se stesso e meritare, infine, puramente e sinceramente, quell’amore incondizionato…che da Dio, nella Sua infinità bontà, gli viene concesso quale figlio dell’Eterno!
    Ebbene, nelle pellicole citate come in molte altre…la risposta è chiara e sottintesa:
    Non v’è redenzione per l’uomo ma solo martirio: Eterno!
    Condito da sprazzi di presunta Salvezza…come quella luce in fondo al Tunnel cui si auspica arrivare ma a cui mai sostanzialmente si giungerà!

    Un saluto,
    Elmoamf

  • archimede:

    La solite minkiate della “La Repubblica”, solo l’1 % di quello scritto costituisce la verità il resto è fuffa, poi tanto per non mancare la solita buffonata per screditare Gheddafi ..” non del tutto ancora recuperati..” ,tirano la pietra per fare danno, ma non citano coloro che nel fondello glielo danno-

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