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Quattro salti in Padellaro
Pubblicato il 5 ottobre 2012

Travaglio e Ingroia…..

Anni fa sul blog Voglioscendere, proposi alla redazione questo titolo per una video rubrica settimanale condotta da Antonio Padellaro. Non so perchè, ma il titolo non piacque. Eppure mi sembrava buono, adatto per un appuntamento settimanale brioso e vivace: il punto della situazione politica da parte del direttore di un nuovo quotidiano che prometteva di fare le pulci a tutti i partiti, nessuno escluso. Poi però ho capito dov’ era l’ errore, e devo ammettere che avevo torto.

Antonio Padellaro è per me un personaggio curioso. Non ha uno stile giornalistico, almeno a me non piace proprio come scrive. Rammentare un suo memorabile articolo è arduo, ammesso ne abbia mai scritto uno tale. Il mestiere di direttore dicono lo sappia fare, però al Fatto Quotidiano sta facendo un percorso inverso: è partito da 100 mila e adesso è a 50 mila copie. Poi, quando l’ ho visto in televisione, allora ho capito perchè il titolo era completamente sbagliato.

Padellaro, una vitalità contagiosa

 

 

Già da questa foto si intuisce che Padellaro in tv è come un cammello al polo nord: fuoriluogo. La sola utilità per mandarcelo è che può essere un buon sostituto del Valium: basta registrare un paio di minuti di una sua apparizione televisiva e somministrarli all’ orario giusto al paziente. L’ effetto soporifero è praticamente istantaneo, senza effetti collaterali, se si esclude la possibilità che al risveglio si ricordi di averlo visto. Altrimenti si può tentare di restare svegli e ascoltare ciò che dice, di solito in linea con l’ espressione facciale. E quella di Padellaro non si può certo dire che “buca lo schermo“, semmai lo spegne. E’ prova ardua, ma talvolta ci sono riuscito, anche se ne sono venuto fuori molto provato fisicamente.

Che le cose al Fatto Quotidiano non vadano bene bene lo si sa dai numeri delle vendite, ed è per questo che il povero direttore prova a ricicciare i vecchi slogan, quelli che hanno abbindolato i fan della prima ora – ormai rari come il gorilla albino – solo che per farlo deve ricorrere a mezzucci da piazzista, come quello che ha offerto nella presentazione degli ospiti da Gad Lerner a “L’ infedele” lunedì 24 settembre scorso.

Nella stessa puntata ha poi confermato che il suo giornalozzo è amico delle Procure – direi una in particolare – e che lui non ci trova nulla di male, anzi, meglio amico di Procura che amico di ladri. Non che questa perla sia una clamorosa novità, chi legge il Fatto Quotidiano anche saltuariamente si è accorto da tempo che abbiano una lievissima propensione ad essere il megafono di alcuni magistrati, appena accenata, quasi impercettibile. Oppure era pleonastico rimarcarlo. D’altronde, se tolgono le soffiate lecite e illecite, non è che rimane molto da leggere, a meno che non mettano Scanzi agli oroscopi, ipotesi non priva di fondamento. Infatti il suo socio Travaglio, quando non riceve papelli di procura per un po’ di tempo, sembra soffrirne parecchio, non sa più cosa riscrivere. Prova a fare il comico, ma i risultati sono pessimi.

L’ indomito Padellaro è stato anche recentemente intervistato per Linkiesta da Michele Fusco, e lì sì che se ne leggono delle belle. A partire dalla metafora del vascello pirata un po’ ribaldo che mette la freccia alle corazzate dell’ informazione, solo che, leggendo i numeri delle vendite, non è certo la freccia del sorpasso, semmai stanno accostando in avaria.

E proprio da lì Padellaro parte con tutta una serie di supercazzole, destinate ai corti di memoria, senza il timore che qualcuno possa ricordare e smentire le pagliacciate che dice nel più classico stile da solone autoreferenziale, quello che parla oggi dimenticandosi cosa ha scritto ieri, o forse solo 5 minuti prima.

Il poveruomo inizia infatti dalla Costituzione, il loro faro, dimenticandosi che pubblicò la Soffici, quella del memorabile “…è preferibile che un presunto stupratore con precedenti di molestie e notorio puttaniere finisca dietro le sbarre per un errore giudiziario piuttosto che un presunto reato di stupro rimanga per errore impunito.” per poi passare alla negazione del giustizialismo sfrenato, tanto caro al suo socio Travaglio: ma non lo sfiora il dubbio che ci sia una lieve contraddizione?

Lui invece continua regalandoci poi la più classica perla dei pirla: “…noi cerchiamo solo le notizie, le verifichiamo e poi le pubblichiamo…”. E’ talmente vero, che ho perso il conto delle bufale scritte negli anni sul Tossico. Indimenticabili però le statistiche della Borromeo e la figuraccia con Striscia la Notizia di Marco Lillo, quelle restano dei must.

Poteva farci mancare un altro degli slogan preferiti? Certo che no, ed infatti ecco la solita pagliacciata: “Vuoi sapere qual è da sempre il nostro giustizialismo? Portare in prima pagina ciò che altri giornali o nascondono o non pubblicano. Ecco il nostro giustizialismo!” E’ talmente fasullo che non riesco a credere possa averlo detto senza scoppiare a ridere, perchè sa benissimo che si sono persi un sacco di notizie che invece altri hanno dato. Ma è solo perchè hanno poche pagine, altrimenti vedreste!

Tralasciando la questione firme con Repubblica, un classico e puerile giochino adolescenziale da spogliatoio su chi ce l’ ha più lungo, ed è patetico lo faccia un vecchietto come lui, è nel finale che scoppiano i mortaretti, come si conviene per la festa delle baggianate. Intanto Travaglio è un talento assoluto, una rockstar, uno che ha cose che solo lui ha: tipo la faccia di bronzo? E’ forse la rockstar dei papelli fasulli? Ha il talento di fare le ferie con una talpa della mafia? Se questi sono i suoi meriti, allora confermo pure io: Crapa Pelada è proprio così.

Il gran finale però lo riserva a Beppe Grillo, nel perfetto stile del pietoso accattone col cappello in mano, mentre cerca di vender copie. Tenetevi forte, perchè è una tripletta che nemmeno Messi…!

[l' intervista a Grillo di Crapa Pelada-ndr] “E quella non era un’intervista, ma una conversazione fatta a pranzo, proprio da Grillo che forse serviva tra loro come momento di pace da quel giorno. C’erano un sacco di notizie e gli fece le domande del caso. Ma poi scusa, parlano i nostri colleghi giornalisti di come si fanno le interviste? Ma per favore!” Speriamo che Travaglio si sia pulito la lingua, dopo. E poi, in fondo, era zerbinato come gli altri colleghi, per favore, finiamola!
Domanda Fusco: “E il giornale farà endorsement per qualche candidato?” Padellaro:“Questo lo escludo. Non è nel dna del Fatto.” :D
Domanda Fusco: “Direttore, ma Grillo ti sta simpatico?” Padellaro: “Io non ho grandi rapporti con lui, lui non ha grandi rapporti con me. E certe sue uscite, certi suoi linguaggi, non mi piacciono. Come non mi piace Bersani quando tira fuori la parola fascisti. Ma 5 Stelle è l’unico, vero, rinnovamento del Paese, che tra l’altro non ha precedenti.”

Purtroppo anche Linkiesta ha sbagliato il titolo, troppo lungo. Bastava: “Non ho mai conosciuto un nostro lettore“, è perfetto.

Io invece un ex-lettore del Fatto Quotidiano l’ ho incontrato: eccolo

Elkann fa visita a Padellaro

<p>Elkann fa visita a Padellaro</p>

 

Solo una visita di cortesia nella capatina che John Elkann ha fatto nella redazione romana del Fatto Quotidiano per salutare il direttore Antonio Padellaro? Il presidente di Exor e della Editrice La Stampa, vicepresidente Fiat nonché consigliere di amministrazione di Rcs MediaGroup, si è complimentato per il successo del giornale. E ha salutato Beatrice Borromeo, sorella da parte di padre di sua moglie Lavinia.

 

PHOTO GETTY IMAGES

7 Commenti a “Quattro salti in Padellaro, (ovvero Cronache dal Pacco Quotidiano)”

  • No al _signoraggio_:

    “sorella da parte di padre di sua moglie” …Che vuol dire?!

    • GxGinevra:

      Ora, io non conosco la storia dei Borromeo, ma Beatrice è “figlia naturale (da genitori non sposati) del conte Carlo Ferdinando Borromeo, appartenente alla nobile e potente famiglia milanese, e di Paola dei conti Marzotto.”, mentre Lavinia è “figlia del conte Carlo Ferdinando (Milano 8 dicembre 1935) e della modella Marion Sibylle Gabriele Zota (tedesca di Lubecca)”… Penso che intenda che sebbene Beatrice arrivi da un’altra donna, rimane “sorella da parte di padre” di Lavinia.

      • Pasquino:

        Che poi sarebbe la sorella, dello zio della nonna, del cognato del fratello illegittimo, del nonno del cognato, che poi ebbe un’incesto con la sorella dello zio del cardinale, che poi ebbe tre figli illegittimi…ecc. ecc. Mi pare, ma non vorrei sbagliarmi, che questa sia la condizione naturale di questi “sangue blu”…è ovvio…riprodotti fra consanguinei, e quindi guasti, folli, razza REALMENTE inferiore…come i cani, se manipolati, in tal senso, negli anni poi sviluppano tare ereditarie, è ovvio!

      • Ciccio:

        Che cosa è successo nel 1789 in Francia? E’ stata solo una finzione storica se tutta questa gente è ancora in giro?

  • travaglio? Cialtrone!!!!!!!!!!!!!!!!

  • archimede:

    Carini i due, ma le coccole se le danno in spiaggia o quando nessuno li vede?

  • lino:

    altro che sito di informazione alternativa! E’ la quintessenza del potere.

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