Il tuo contributo
Categorie
Archivi
VISITE
Ti ringraziamo per essere passato sul nostro blog! Torna a trovarci presto!
Contatta Stampa Libera
Problemi tecnici?
Banner StampaLibera
Preleva il logo di StampaLibera
Libertà e rispetto
Questo sito sostiene i diritti dell'uomo, dei popoli, degli animali e tutti gli organismi viventi.

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

Salvatore Quasimodo

di Sergio Di Cori Modigliani

Va presa molto alla lontana, perché noi italiani veniamo da lontano.
La novità geo-politica del momento viene dal continente americano, dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, soprattutto dal Sudamerica.
Noi europei, e soprattutto noi italiani, siamo in netto ritardo con gli appuntamenti della Storia. Gli americani (dal Canada al polo sud) hanno un grande vantaggio su di noi: sono giovani, dinamici, vivono proiettati nel futuro. Sono più leggeri, e quindi più coraggiosi, sfrontati, azzardano di più, cercano meno sicurezze, perché vogliono crescere in maniera spensierata. Noi, invece, ci portiamo appresso l’inevitabile peso del fardello dei millenni che ci hanno preceduto. Ma abbiamo un unico grandioso vantaggio, ed è su quello che dobbiamo puntare: il grandioso rovescio dovizioso di quella pesante medaglia. Perché dalla Storia, o ci si fa travolgere dal suo impietoso peso, oppure se ne traggono delle succose verità, esperienze, precedenti, suggestioni, bussole, mappe psico-geografiche collaudate nei lungi secoli che ci hanno preceduto.
Su questa prospettiva, ancora una volta, la Storia d’Europa si ripresenta fedele a se stessa. Parliamo qui dell’esito delle elezioni regionali in Sicilia il 28 ottobre.
Perché tutto ciò che ha determinato il destino dell’Italia è nato sempre prima in Sicilia.

Davvero un affascinante destino. Forse questo è il “Senso di essere un’isola”.
Come la Gran Bretagna per ciò che riguarda l’Europa continentale del settentrione.
La Sicilia è stata sempre l’avanguardia dei più importanti sommovimenti politici e culturali non soltanto negli ultimi 50 anni, bensì negli ultimi 2500 anni.
Quando l’Europa era ancora semi abitata, nel V. secolo avanti Cristo, e le popolazioni erano per lo più composte da piccole tribù locali la cui attività principale consisteva nel sopravvivere alla meglio, nell’isola siciliana, gli abitanti, il giovedì sera, si radunavano a Segesta e Selinunte per andare a godersi lo spettacolo colto della rappresentazione teatrale delle tragedie scritte da Eschilo e Sofocle. Dopo essersi sfogati in disperati pianti collettivi, ritornavano nelle piazze affollate a mangiare e ballare insieme, dove rimanevano alzati fino a notte fonda a discutere sul Senso dell’esistenza. E da lì, poco a poco, famiglie dinamiche con il gusto del viaggio e dell’esplorazione, cominciarono a risalire la penisola, portandosi appresso i primi germi del dna culturale depositato in quella terra feconda che gli storici chiamano, da sempre, Magna Grecia.
La Sicilia, dopo l’affermazione dell’impero romano, divenne il centro propulsivo dell’incontro e scambio, sia commerciale che culturale, delle etnie e mercanti che provenivano dall’Africa, dall’Asia Minore e dagli imperi persiani e indiani. La Sicilia fu l’avamposto strategico, sia militare che culturale, dell’imperialismo romano. E fu la prima zona d’Europa a essere contaminata dal cristianesimo, già intorno al 50 dopo Cristo. Lì avvennero le prime grandi rivolte contro l’impero centrale di Roma per la ribellione e rivolta degli esattori locali che intorno alla fine del III secolo cominciarono a protestare con sempre maggiore virulenza. E quando crollò l’impero, nel 476, la Sicilia fu l’unica a non essere invasa dai barbari che provenivano dall’Europa dell’est, mantenendo la propria autonomia e indipendenza, posizionandosi come una delle zone più ricche e dinamiche dell’intero bacino del Mediterraneo. Per centinaia di anni, l’Europa venne attraversata da orde di barbari aggressivi che distrussero e devastarono tutto ciò che trovavano. A Roma, intorno all’anno mille, abitavano non più di 20.000 persone, per lo più pastori di greggi, piccoli contadini, e non esisteva nessun tipo di attività, nessun rapporto con il mondo esterno, mentre in Sicilia il fermento dei nuovi tempi produceva già i primi cambiamenti di una nuova epoca e di lì a breve avrebbe prodotto quella che i sociologi e gli antropologi inglesi definiscono “la più grande rivoluzione culturale mai verificatisi in Europa negli ultimi 1000 anni” prodotta e guidata da una poderosa nuova classe intellettuale siciliana. E’ stato in Sicilia che è nato l’Umanesimo, poi diffuso in Toscana. E’ stato in Sicilia, intorno al 1260, che è stato gettato il germe del “dolce stil novo” che ha completamente capovolto l’immaginario collettivo dell’epoca, dando vita alla costruzione di una civiltà europea evoluta e colta. Lo stesso Dante Alighieri riconobbe la paternità siciliana del movimento, piazzando il suo leader e fondatore nel Purgatorio, dove ne parla in maniera davvero eccelsa. Fu un siciliano a gestire e cambiare completamente la prospettiva dell’idea del mondo in quell’epoca. Si chiamava Jacopo da Lentini e di professione faceva il notaio, ma in Sicilia era stato “formalmente” eletto come responsabile rappresentante di Federico II di Svevia, l’unica personalità che allora contava, in un’Europa spenta e addormentata. Grande viaggiatore curioso, aveva portato in Sicilia la tradizione del canto provenzale, e aveva introdotto tra i nobili dell’epoca il ritorno all’esercizio della cultura e delle arti lanciando il primo programma mai inventato sulla Terra di istruzione di massa. Cambiò la coscienza collettiva perché modificò gli status symbol: il più nobile e rispettato non era più colui che aveva più terre e più ricchezze, bensì colui che riusciva a diffondere il più alto grado di istruzione tra i propri schiavi dipendenti, i quali avevano la possibilità di guadagnarsi la promozione sociale sulla base di un merito culturale e scientifico acquisito. Se andate a Stratford on Avon, all’ingresso del museo locale destinato al Grande Bardo, trovate una curiosa placca accanto a un foglio originale dell’epoca “A Jacopo da Lentini, con eterna gratitudine, per avere inventato il sonetto d’amore”, firmato William Shakespeare. Risale a quei tempi l’amore per la Sicilia da parte degli inglesi.
Jacopo da Lentini inventò la poesia moderna, il sonetto, la ballata, la canzone d’amore, e codificò il concetto di galanteria “inventando” la seduzione tra maschio e femmina e quindi penalizzando lo stupro –in una lettera al Papa lo definì un attributo del diavolo e un insulto all’umanità di ogni cristiano- denunciando l’applicazione dello jus primae noctis, e l’imposizione del matrimonio come norma giuridica che non presupponeva l’approvazione da parte della femmina, considerata priva di anima e di capacità legale di comprendonio. Essendo il notaio del Papa e di Federico II di Svevia, era il custode della Norma: cambiò i contratti di matrimonio istituendo l’attribuzione di facoltà sentimentali alle donne, creando un nuovo modello d’immaginario collettivo maschile: la donna andava conquistata con la poesia e non con la forza. Tutte le accademie europee sono d’accordo già da molto tempo nell’aver identificato in lui il più importante “rivoluzionario mediatico” (tanto per capirsi) dell’epoca, vera e propria avanguardia di un movimento di pensiero che avrebbe prodotto i primi germi dell’Italia. Non è azzardato sostenere oggi che “L’Italia è nata nel 1265 in Sicilia”. Jacopo scriveva in siculo (i sonetti e le canzoni) e in latino la corrispondenza con papi e re. Ma ben presto “inventò” una nuova lingua di comunicazione per aumentare la relazionalità tra popolo e aristocrazia: la vulgata, cioè la lingua italiana. La prima sintassi della nostra lingua è nata lì, sulle spiagge siciliane, 747 anni fa. Dante Alighieri e le corti toscane furono i grandi raccoglitori, i divulgatori di quel preziosissimo seme che il grande fiorentino ebbe la geniale intuizione, e l’indubitabile talento, di raccogliere e farlo proprio..
Pensare a un’Italia senza la Sicilia è inconcepibile: è la nostra patria legittima.
Siamo tutti figli della Sicilia, in quanto italiani.
Lì è nato militarmente il Risorgimento verso l’unità d’Italia, lì è nato il primo nucleo originario del movimento fascista, nel 1919, attraverso la costituzione dei primi nuclei di contadini che combattevano contro la prepotenza dei latifondisti sotto la sigla “fasci siciliani di combattimento”, e lì è nato anche il primo nucleo di resistenza contro i nazisti; lì è nato l’attuale mondo moderno governato dalla cupola planetaria, quando nel 1943 Franklin Delano Roosevelt, raccogliendo le pressioni del generale Eisenhower, chiuse un accordo strategico con Lucky Luciano per garantirsi la copertura territoriale da parte della mafia locale nello sbarco dei marines, per liberare l’Europa dai nazisti. Lì si misero le fondamenta dell’accordo Stato-Mafie, e la criminalità organizzata venne promossa e accolta all’interno del mondo finanziario globale delle banche. Tutto ciò che oggi succede, e a noi sembra una novità, è semplicemente una logica conseguenza di scelte strategiche planetarie condotte e realizzate allora. Da lì, dalla Sicilia, a metà degli anni ’40 si posero le prime pietre del nuovo ordine mondiale che si sarebbe dovuto costruire sulle ceneri dell’impero tedesco hitleriano: un mondo suddiviso in zone di influenza e di competenza, gestito da un’oligarchia nascosta e clandestina che avrebbe potuto usare la criminalità organizzata come proprio braccio armato, vero e proprio esercito consolidato nel territorio, in rappresentanza dei colossi finanziari appartenenti alle grandi dinastie del privilegio. Ma già nel1946, i siciliani, tutto ciò l’avevano capito. Così come avevano capito che l’avanguardia della lotta passava attraverso la lotta cruenta contro il latifondo e lo sfruttamento da parte dei padroni agrari. E lì, il nuovo potere democristiano al servizio dell’America business che investiva sull’Italia serva (il piano Marshall) usò subito la mafia come proprio braccio armato anti-sindacale. La strage di Portella delle Ginestre rimarrà sempre impressa nella memoria collettiva della nazione Italia, come la punta dell’iceberg delle intenzioni dei nuovi custodi dello status quo. Eppure, quelle vittime innocenti, autentici martiri di una lotta appena agli albori, non fu vana. Perché partì proprio dalla Sicilia l’inizio istituzionale del miracolo economico italiano. Fu nel febbraio del 1951, dopo un lunghissimo e franco colloquio tra Alcide De Gasperi e il sindacalista Giuseppe Di Vittorio, che il leader democristiano si rese conto che l’Italia non sarebbe mai potuta entrare nella modernità se prima non fosse stata varata una gigantesca (e autentica) riforma agraria. E decise di accogliere il piano prospettato dai siciliani. Furono le lotte dei contadini siciliani e dei lavoratori edili a Gela, nel siracusano, nel messinese, che protestavano contro lo strapotere della nuova industria del cemento e del mattone, a dare il via alle grandi rivolte sindacali che poi infiammarono il paese, portando la nazione alla conquista di evoluti risultati nel campo del sacrosanto Diritto del Lavoro e Diritto al Lavoro. E fu sempre in Sicilia che iniziò la denuncia del consociativismo tra classe politica e mafia, di cui Pio La Torre prima, e Claudio Fava poi, divennero gli emblemi, entrambi assassinati. E fu lì, in Sicilia, il luogo in cui il nuovo ordine mondiale chiarì subito agli albori degli anni’70 –come mònito alla classe degli intellettuali e ai professionisti dei media- che i giornalisti ficcanaso che invece di aderire alle consegne dei partiti intendevano denunciarne la complicità con la mafia, sarebbero tutti finiti come Mauro de Mauro e nel decennio susseguente come Mauro Rostagno. Lì avvenne la prima rivolta contro la dittatura del partitismo, già a metà degli anni’80, e per l’ennesima volta fu la mafia a prestare il proprio braccio militare per soffocare la rivolta nel sangue. E in Sicilia nacque l’humus che avrebbe poi determinato l’esplosione di tangentopoli, perché lì si inceppò il sistema, grazie alla centinaia di inchieste aperte dai siculi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che dal 1982 cominciarono a pestare senza tregua la corruzione locale, di cui scoprirono i tentacoli nelle affluenze derivate del settentrione, e ancora oltre. Senza i faldoni e i dossier delle loro precedenti inchieste, la Procura della Repubblica di Milano avrebbe potuto fare poco o nulla. Non è certo un caso fortuito che per Licio Gelli e la mala pianta dei piduisti fosse di strategica rilevanza promuovere subito ai più alti livelli “certi siciliani”.
Perché la Sicilia deve essere sempre “bonificata” prima, e i siciliani devono stare sotto il tallone di ferro proprio per impedire che germoglino, che prolifichino, che producano Cultura: è troppo forte la ricchezza del dna culturale locale, viene troppo da lontano e non può più essere sradicata, va semplicemente repressa e addormentata. E così, si sono susseguiti negli ultimi venti anni dei semplici ragionieri caporali, veri e propri “comandamenti” il cui compito consisteva nell’espoliare l’isola di ogni risorsa, promuovere la nuova generazione criminale dentro al polmone finanziario settentrionale ed entrare in parlamento con gli avvocati siciliani per disossarlo di ogni funzione, in pratica abolendo ogni attività utile alla collettività.
Fino alla primavera del 2012.
Lì è di nuovo cambiato tutto.
Quando Mario Draghi ha ricevuto –in strettissimo riserbo- il rapporto confidenziale di Fitch e Standard & Poor’s in cui gli spiegavano che la Sicilia stava fallendo e la dichiarazione ufficiale del suo default avrebbe comportato una immediata reazione a catena sui mercati finanziari, prima quelli italiani, la settimana dopo sarebbe toccato all’intera Europa. In poche settimane avrebbe finito per travolgere il continente: un buco di ben 9 miliardi di euro non sanabile.
Non sono riusciti a metterci una pezza.

Non è più possibile metterla, la pezza.
Hanno semplicemente rimandato la data.
La Sicilia, dallo scorso marzo, è già “tecnicamente” andata in default molto più profondamente della stessa Grecia, e gli analisti finanziari ne sono ben consapevoli.

E’ per questo che hanno indetto le elezioni: sono un referendum per cercare di capire “quanto” e “come” e “fino a dove” il popolo che vota ha capito il reale stato della situazione reale. Per sapere fino a dove possono arrivare impunemente.

Chiunque vinca tra Miccichè, Musumeci e Crocetta, sarà irrilevante, sono intercambiabili. Vincerà sempre e comunque Lombardo, il Grande Tessitore di sintesi in grado di saper interpretare e gestire gli interessi della BCE, dei grandi colossi finanziari, dell’attuale governo, dell’oligarchia fondiaria, dei rentier parassitari siciliani e la criminalità organizzata delle grandi famiglie mafiose.

Ma se vince Grillo, l’onda d’urto la si sentirà fino alla Marmolada e fino alla cima del Monte Bianco.
Non perché Grillo, nel caso vincesse, abbia la benché minima possibilità di risolvere subito gli irrisolvibili problemi della Sicilia attuale, quanto piuttosto per il fatto che farà da diga, e l’ennesima emorragia sarà evitata, ai siciliani prima, e dopo qualche mese al resto del paese.
Non tanto per ciò che c’è nel programma di Beppe Grillo, quanto piuttosto per ciò che non c’è. Quello, davvero conta, e fa la differenza. Perché è la prima volta nella storia della Sicilia moderna che un leader politico e il movimento che lui rappresenta non offrono nulla. Perché sanno che non c’è nulla da offrire.
Chi vota per Grillo non otterrà mai neppure uno straccio di lavoro, nessun grillino, infatti, ha proposto lo scambio attraverso i suoi clientes. Ma se vincono gli altri, non ci sarà comunque uno straccio di lavoro per nessuno, perché nessuno tra Musumerci, Miccichè e Crocetta è in grado di mantenere neppure una delle promesse fatte in campagna elettorale, e niente di ciò che loro dicono ha un qualsivoglia legame con l’autentica realtà siciliana.
Da questo punto di vista, la crisi economica gioca a favore di un clamoroso esito elettorale. A Roma, e a Bruxelles, i soliti soldi a perdere, in cambio di voti, non ci sono più.
Non solo.
Inizieranno i licenziamenti a raffica, pena l’ufficiale commissariamento da parte dell’Europa, nel caso non lo voglia fare il governo nazionale.
E’ un’occasione storica da non perdere.
Chi pensa che votando per un certo candidato riuscirà comunque a ottenere anche un esiguo profitto o qualche vantaggio di posizione o un lavoro, ha fatto molto male i suoi conti. Nessuno avrà nulla.
I candidati, ad esclusione di Beppe Grillo, sono semplici esecutori fallimentari che devono esercitare una loro precisa e specifica competenza ai danni della popolazione siciliana.

Se il popolo siciliano avrà questa consapevolezza, potrà godere di una libertà che non ha mai potuto esercitare dal 1946, sempre ricattati nel nome del bisogno, sempre illusi nel nome di una prospettiva, sempre ammaliati con il ricatto di una possibilità, di una speranza, di un forse domani. Non c’è nessun domani.
Lo scorso giugno Lombardo ha ottenuto 456 milioni di euro che sono serviti soltanto a pagare il 56% degli interessi passivi aggiunti e garantire la tenuta degli stipendi.
I conti veri (e su questo la BCE è molto attenta) son ben altri. E li dovranno trovare a Roma, dove useranno il solito giochino dell’odio anti-meridionalista per giustificare una necessaria manovra suppletiva per scadenze inderogabili, dato che ci sono almeno dieci colossi finanziari che vantano crediti per miliardi di euro e non intendono certo rinunciarci.

E’ una occasione unica per i siciliani per dare una spallata e regalare al resto d’Italia il “la” al paese continentale. Perché la Sicilia è sempre avanguardia in Italia. Perché la Sicilia ci ha regalato nel secolo scorso, certamente non a caso, tre giganti del pensiero e della Cultura, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo e Leonardo Sciascia. La poesia e la narrativa esistenziale è nata in Sicilia, prima con la tragedia greca, poi attraverso Jacopo nel medioevo e infine attraverso la rifondazione del romanzo e della poesia. La Sicilia è inoltre l’unica regione italiana dove c’è stato un imprenditore indipendente nel campo editoriale che ha messo su (dal nulla) un’impresa autonoma con i propri soldi e ha sfondato sul mercato senza mai cedere: Elvira Sellerio. In tutte le altre regioni, quelli che hanno avuto successo, dopo un po’ hanno ceduto, mantenendo soltanto il marchio ma vendendo le quote a Rizzoli o a Mondadori, la grande industria culturale responsabile della narcolessia massificata omologata.

E’ l’argomentazione sloganistica usata da Beppe Grillo nel corso della sua campagna elettorale, che fa la differenza.

Se n’è andato in giro per l’isola a dire a tutti “votate per voi”, ricordando che chi vota per lui non otterrà un bel nulla, se non la soddisfazione di aver recuperato la propria autonomia e sapere che sta facendo tremare il quartiere generale di chi gestisce il privilegio.
I siciliani hanno sempre votato per qualcuno che non faceva i loro interessi perché si sono ammalati di amnesia, dimenticando di essere sempre stati l’avanguardia della nazione, vittime della paura, della rassegnazione, dimèntichi di sé. E’ sulla paura che vince l’oligarchia. E’ su questa paura che investono, speculano e lucrano passando all’incasso.
Se in Sicilia vince uno dei soliti, il risultato verrà interpretato, gestito, e usato come semaforo verde per seguitare a organizzare un sistema scientifico di espoliazione di ogni minima risorsa rimasta ancora disponibile. E verrà considerato come un grande applauso nei confronti della classe “superiore” (così pensano di essere) da parte della classe “inferiore” (così pensano che i siciliani siano).

I siciliani hanno la possibilità di lanciare un segnale forte.
Di regalare un’utopia e un progetto al resto dell’Italia, di illuminare la strada per il resto degli italiani, come hanno sempre fatto.

Siciliani, voi sapete come si fa, visto che fa parte della vostra Cultura.

E illuminateci a tutti.

L’Italia sta veramente nel buio pesto.
Si ascoltano voci delle più strane categorie urlare dentro un tunnel oscuro, ammaliati e ipnotizzati dal miraggio di una luce in fondo, che sanno tutti non è mai esistita e non c’è.

Abbiamo bisogno di un terremoto culturale, come quello che ci avete regalato a suo tempo con Luigi, Salvatore e Leonardo.

Restiamo in attesa.

Ne abbiamo davvero bisogno tutti, come nazione e come Stato.

Fonte: sergiodicorimodiglianji.blogspot.it

22 Commenti a “Siciliani! Nel nome di Luigi, Salvatore e Leonardo: regalateci un’utopia.”

  • Luca:

    Noi europei e noi italiani siamo in netto ritardo con gli appuntamenti con la storia
    Questo e’ falso e quindi l’articolo può non essere letto
    Lucap

    • Domenico Proietti:

      Se é un falso lo argomenti con prove, non bastando proprie convinzioni per affermare poi, che l’articolo può non essere letto.

    • sauro:

      Di la verita, ti e’ sembrato troppo lungo e faticoso leggerlo, allora hai sentenziato dall’ alto della tua grande saggezza: ti saremmo grati se potessi condividerla con noi comuni mortali!

  • Giampi:

    Bellissimo :D
    Mi auguro con tutto il cuore che questa speranza possa prendere forma reale…

  • oracolo:

    La Trinacria e’ sempre stata la terra delle brillanti menti, un ovulo saturo di intuitismo perspicace, il fatalismo geniale che trae regole dal caos, l’anteprima del pensiero che che diviene materia, il sole della Sicilia illumina un mondo che nel bene o nel male risorge sempre di nuovi orizzonti, tutti vogliono criticare la Sicilia e Le sue genti, ma il perche’ e’ dovuto, che di loro non se ne puo’ fare a meno. Grazie Sicilia terra dei Giganti e grazie a te Proietti per questa doccia di vigore.

  • mimmo:

    i dati citati nell’articolo sono storia, punto.
    Il fatto é che, chi si é crogiolato nella falsa idea che il sud abbia “rovinato” l’Italia, deve fare “ora” i conti con le proprie responsabilitá.
    È dura scoprire che non ci sono piú capri espiatorii…

  • NEO:

    Cmq volevo precisare che la luce in fondo al tunnel esiste veramente.
    Solo che non ci hanno detto che è un EUROSTAR in contromano….

  • Anais:

    Splendido articolo ricco di memorie storiche che andrebbero più spesso ricordate, per rispetto verso questa bellissima Isola, la Sicilia, ed i suoi abitanti che possiedono simili glorie culturali.
    Quando c’è profonda cultura, che viene da lontano, i predatori commerciali e mercantili si accaniscono con maggiore furia perché sanno bene che non potrebbero contrastare – senza violenze e uso di armi e cospirazioni – e fermare il legittimo riconoscimento di diritti sacrosanti, ed il dovuto rispetto per beni, risorse, libertà e garanzie.
    La Sicilia è terra antica e ricca di cultura.
    La Sicilia è stata depredata e mutilata molte volte per invidia, per rapinare le sue risorse, per annichilire l’anima dei suoi abitanti, per mettere all’angolo le “pretese” democratiche della sua popolazione.
    La floridezza finanziaria fu rubata dai Savoia per riempire le sue vuote casseforti.
    Gli “alleati” inglesi e americani dopo la seconda guerra mondiale hanno puntato sulla sua strategica posizione geografica per ridurla a base militare e piattaforma di lancio di attacchi guerreschi altrove, oltre che depredarla di risorse e installarvi mostruose apparecchiature militari.
    Ho conosciuto molti siciliani dalla mente aperta e la fatica quotidiana del vivere sulle spalle, assuefatti da anni di violenze e soprusi, ma orgogliosi profondamente della propria Terra;rassegnati alla situazione ma con uno scintillìo negli occhi di autentica ribellione subito repressa: per paura, certo, si sa che la paura instillata costantemente con attentati o intimidazioni verso chi tenta di cambiare le cose o semplicemente non si allinea con il “pensiero dominante”, è un deterrente straordinario.
    Eppure…stavolta credo che tanti siciliani lasceranno uscire quella scintilla di ribellione mentre voteranno. Forse sarà un piccolo segno, forse sarà grande: non lo so, ma sarà comunque un INIZIO.

  • bruno:

    Analisi politica corretta ,analisi storica un po’ megalomane, comunque saggiamente ottimista,speriamo che ti ascoltino.

  • Arati:

    L’ ho letto con estremo piacere. Chiaro e sintetico.
    Grazie

  • per nulla megalomane l’analisi, anzi! Mi é piaciuta assai…
    sogno utopico fattibilissimo: intervenire subito sull’agricoltura, liberalizzare la canapa, dalle quali qualitá si possono estrarre molte cose, compreso il combustibile, aprire imprese atte a favorire il turismo, la pesca e la salvaguardia e crezione delle arti… abbiamo paesaggi che possono essere luoghi adatti alle produzioni cinematografiche, posti che ci invidiano tutti i registi del mondo, organizzare festival della cultura, aprire centri di formazione all’arte del fare le cose, é un artista quel contadino che trasforma zolle di terra arida in giardini fioriti, é un artista chi conosce i segreti dell’arte dei gessari, é un artista il conoscitore dei nostri mari… la Sicilia é un giardino ricco di risorse, ce n’é per tutti, se si cominciasse ad indirizzarsi verso le risorse naturali che abbiamo, compreso il clima straordinario che ci permette due raccolti all’anno, e con un po di ingegno anche tre… mandare giovani nel mondo a conoscere per esempio come si estrae gas dagli escrementi, come fanno in Vietnam, tornare con idee fresche e coraggiose, non é mica difficile, basta cominciare a crederci, tanto che cavolo si ha da perdere????

  • é una questione di praticitá, se si é potuto verificare che tenere in piedi Gela provoca Tumori, e che permettere a Niscemi che una impresa nord americana piazzi delle antenne che provocano il cancro, cosa si aspetta a smantellare queste oscenitá che non servono piu? Si é potuto constatare che il petrolio non é l’unica risorsa della natura, cosa si aspetta a verificarlo? eppure vi sono molti esempi di societá che hanno iniziato il processo di smantellamento delle fonti di energia obsolete… in Sicilia siamo circondati da acqua e vento e sole, potremmo tranquillamente essere indipendenti … persino gli americani e i latinoamericani ricercano sempre fonti di energia sostenibile…. hanno il senso della salvaguardia dei loro territori piu di noi che siamo cosí tanto ‘eruditi’…..
    E una cosa che si puo fare, per quanto riguarda i poteri delle banche, e che é sotto gli occhi di tutti, é quello che hanno fatto in Islanda…. chi non lo sa, si informi…. basta con i lamenti, qua ci vogliono idee e fatti…

  • gabriella:

    Che spremitura di meningi…e Grillo che passa lo stretto a nuoto e perde la voce sgolandosi nelle piazze siciliane…e loro, per il 52 % se ne sono rimasti comodamente a casa invece di andare a votare…complimenti.

  • archimede:

    ..e perchè dovremmo votare? per chi…Grillo e le sue 5 Stelle? 5 son le stelle che rappresentano le punte di un stella che invece di illuminare stà oscurando la vita a milioni di persone e a breve oscurerà la vita di noi Italiani/Siciliani , gli altri li lasciamo cuocere nel loro brodo, siamo in Sicilia e non in Francia dove i Grilli li mangiano impanati-

  • Tidivic:

    Siciliani popolo senza spina dorsale! Apparte il presentarsi supinamente alle urne nella misura del vergognoso 47% quando c’è una regione ormai in default, scelgono ancora più supinamente il loro ufficiale giudiziario tale Crocetta pincopallo. Un tizio di nessuna entità del pd, confermando la loro insana propensione a guardare non più in la del loro naso. Non più in la dell’ottuso, ad uso e consumo del popolino, bipolarismo. Continua quindi il valzerino di noi poveri mortali falliti tra destra e sinistra. Un balletto che ci piace tanto e che ci ha ridotti come siamo. Tra poco busseranno alle nostre porte per prendersi l’argenteria e i braccialetti della prima comunione dei bambini. Ma noi mica ci pensiamo all’Europa, alle banche, a Monti e a Draghi! Quelle min..ate sono! A noi interessa il compare che ci sistema i figli e che fa stazionare i suoi parenti davanti alla porta della scuola perchè deve controllare che tutti gli “amici” si siano comportati per come si deve. Noi siamo gente pratica! Fuori dalla nostra casa il mondo non esiste. Peccato che molti di noi una casa ed una futuro non lo hanno più

  • johnny:

    Articolo molto bello!
    E’ vero, lo dice all’inizio, la Sicilia è il nostro Sudamerica,il seme del cambiamento sta germogliando in quella terra soleggiata, forse noi dal resto della penisola potremmo annaffiarlo un pò…

  • archimede:

    se,,e come lo si vuole annaffiarlo? con i droni di cumpari Obama? forse non si è ancora capito che in Sicilia ci vuole un DUCE ma uno con i “Lampioni” che luccicano e fanno scintille,abbiamo le generazioni degli anni 70/80/90 nati peggio degli yankee ,ovvero rincojoniti, drogati e abbuffati di Antidepressivi ,capaci solo di chiedere il consumismo e se i genitori non glielo permettono perchè non ci sono soldi in casa ,li vanno a denunciare per maltrattamenti (udito e visto con i miei occhi) , ora mi chiedo,come volete che si sveglino i siciliani se schifano pure i Ficodindia come alimento essenziale e culturale, ditegli che Mc Donald offre i suoi Hamburger con le patatine a prezzi stracciati, vedi le file a KM con mamme e papà vestiti a Festa e il SUV nuovo di zecca comprato per FAR VEDERE che anche loro vanno a mangiare al MC Donald con il SUV mentre le mosche muoiono di fame dentro i Frigo perchè non c’è nulla da racimolare, signori miei , un comandante dei Vigili Urbani che prende 14.000 euro al mese e decine di cittadini che la sera (ora anche di giorno) vanno a cercare qualcosa da masticare nei cassettoni dell’immondizia e a breve gli faranno pure la Multa per atti “Osceni” in Pubblico dato che molti non hanno nemmeno acqua in casa e si cambiano gli indumenti proprio davanti ai cassonetti ..come scrive Johnny, la Sicilia è il nostro Sud America ,certo ma quello della Favela Brasiliana, a munnizza porta ricchizza-

    • Ciccio:

      Bravo Archimede,quello che racconti è la realtà siciliana,Il 47% dei votanti togliendo la percentuale di Grillo,rappresenta la classe parassitaria che vive sulle spalle della maggiornaza dei siciliani.
      E’ sarà dura espirpare questi malavitosi.Sino ad oggi hanno usato la mafia collusa con lo Stato per eliminare i dissidenti o i funzionari onesti dell Stato,ad esempio Falcone e Borsellino ed altre vittime.

  • oracolo:

    L’astensione al voto in Sicilia e’ un positivo et inconsapevole risultato di efficienza pseudo nazionale dove la comunità siciliana nella sua apparente ottusita’ incarna il pensiero del popolo tutto italico che ha cosi espresso che per la politica la pacchia e’ finita, ribadendo nel pratico che nessuno e’ piu’ rappresentato da nessuno, se il resto della nazione imitera’ questi siciliani l’attuale politica e’ morta.

  • catwalk:

    Purtroppo ha ragione Archimede , sono riusciti a cambiare i siciliani , soprattutto in citta’ e nei paesi sopra i 10.000 abitanti , nei nostri paesi ancora si sta bene e c’e’ la cultura piu’antica ,diciamo cosi’ , io abito in un paese di 5.500 abitanti e nonostante in lontananza ci siano le sirene dei centri commerciali ancora c’e’ una dimensione piu’ umana .
    Ma purtroppo cio’ non basta , le poche fabbriche tessili hanno gia’ chiuso , e i ragazzi mi sembrano molto rassegnati .
    Maria

  • silvana:

    @Domenico Proietti,
    Complimenti per il sio bellissimo articolo, mi è piaciuto molto,molto interessante davvero, mi ha permesso di scoprire una miriade di cose che non ne sapevo davvero niente, una ricerca approfondita di cose molto interessanti che molte volte con il tempo rischiano di scomparire e quindi anche difficile a risalire un dato di fatto accaduto nei secoli scorsi.
    Io non sono siciliana quindi non posso giudicare, non conosco la sicilia, sicuramente una regione bellissima, certo con i suoi pregi e difetti del resto, un pò come il resto d’Italia e del mondo, ognuno ha i suoi pregi e le sue magagne!
    Comunque credo che i siciliani tutto sommato, ne possono essere ogrogliosi! a parte la mafia che certo ormai non è + solo siciliana come nei decenni passati, ormai si è internazionalizzata, purtroppo!

Lascia un Commento

FREEPC
FREEPC
Nuove Opportunità
FREEPC
Vacanze nel Chianti
SCIE CHIMICHE
  • Video mostra forze speciali israeliane in Siria
    Washington - Un video che mostra le forze speciali israeliane impegnate in una missione all'interno del territorio siriano. Lo ha pubblicato la Fox News secondo la quale "un gruppo di commando israeliani e' penetrato per qualche centinaio di metri al di la' del confine delle Alture del Golan siriane gia' occupate da decenni e sono en […]
  • Hong Kong: tram deragliato: oltre 60 feriti
    PECHINO-Più di 60 persone sono rimaste ferrite dopo che un tram è deragliato a Hong Kong. Lo ha riferito la polizia locale, mentre alcuni testimoni hanno affermato che il treno correva a una velocità eccessiva al momento dell'incidente.   "C'è stato un deragliamento sulla linea del tram, nel nord della città", ha dichiarato un portavoce d […]
  • Francia, il Consiglio Costituzionale ha dato il via libera alla legge sul matrimonio gay
    PARIGI-l Consiglio Costituzionale francese ha definitivamente approvato la legge relativa alla legalizzazione del matrimonio omosessuale e all'adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, in sintonia con le decisioni del Parlamento.   Si prevede che la legge entrerà in vigore all'inizio dell'estate, quando sarà firmata dal presidente fr […]
  • Germania: materiale radioattivo a bordo della nava bruciata "Atlantic Cartier"
    BERLINO-A bordo della nave da carico "Atlantic Cartier", bruciata il primo maggio scorso nel porto di Amburgo c'era del materiale radioattivo, riferiscono i media tedeschi.   L'incendio era cosi' esteso che ci vollero sedici ore per spegnerlo. I giornalisti hanno fatto luce sul fatto che la nave trasportava esafluoruro di uranio e al […]
  • Usa/ Scandalo IRS, i vertici del dipartimento del Tesoro al corrente
    WASHINGTON-I vertici del dipartimento del Tesoro americano sapevano già dal giugno 2012 che l'ispettore generale del dipartimento stesso stava conducendo indagini sull'Internal Revenue Service (IRS) - l'agenzia delle entrate americana - in merito a quelle che all'epoca erano solo presunte attività volte a prendere di mira gruppi politici […]
Antonella Randazzo
  • Grillo, governo ridicolo, non basta spostare Imu di 3 mesi
    (AGI) - Roma - "Tutto e' ridicolo e niente lo e' piu'. L'unica misura di cui sono stati capaci gli interdetti al governo e' lo spostamento dell'IMU di tre mesi". Lo scrive su twitter Beppe Grillo. Vai sul sito di AGI.it […]
  • Immigrati: la Lega raccoglie firme contro lo "ius soli"
    (AGI) - Milano - Una raccolta firme contro loius soli "a Milano e in mille altre piazze in tutto il Nord". L'iniziativa promossa dalla Lega Nord per oggi e domani. "E' il weekend della gente per bene con la testa alta", ha sostenuto il segretario della Lega lombarda, Matteo Salvini, conversando con i giornalisti, vicino a un gaz […]
  • Fiom in piazza per il lavoro "Non possiamo piu' aspettare"
    (AGI) - Roma, 18 mag. - Al via la manifestazione nazionale della Fiom-Cgil per chiedere che sia messo al centro delle priorita' il lavoro. Il corteo sta partendo da piazza della Repubblica a Roma, in testa lo striscione con lo slogan 'Non possiamo piu' aspettare'. I partecipanti hanno gia' riempito piazza Esedra, che sembra un tappet […]
CONTANTE LIBERO!
ContanteLibero.it