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Di Salvatore Tamburro – Fonte: http://salvatoretamburro.blogspot.it/2012/11/la-kfw-la-banca-nazionale-segreta-ma.html

La Germania e, di recente, anche la Francia di Hollande sono dei “furbetti internazionali“, poiché si sono dotati di una banca pubblica che finanzia apparati industriali fondamentali per la crescita delle PMI dei loro Paesi, e allo stesso tempo truccano i bilanci statali per far apparire il debito pubblico meno elevato di quello degli altri Stati.
Partiamo prima con una premessa fondamentale. Come tutti sanno nell’Unione europea c’è la Banca Centrale Europea che ha l’obiettivo di gestire la politica monetaria (controllando la base monetaria o fissando i tassi di interesse a breve) e di controllare il tasso di inflazione. La banca centrale di ciascun paese europeo, detta anche BCN, Banca Centrale Nazionale, forma, insieme alla Banca centrale europea (BCE), il Sistema europeo delle banche centrali (SEBC).
Quanto all’indipendenza della BCE e e delle BCN dai governi nazionali essa è chiarita già citando alcuni articoli che si rivelano fondamentali nella politica monetaria della zona euro:
  • l’art.105 del trattato di Maastricht, infatti, prevede che “la BCE ha il diritto esclusivo di autorizzare l’emissione di banconote all’interno della Comunità.”;
  • l’art.107 aggiunge che “nell’esercizio dei poteri e nell’assolvimento dei compiti loro attribuiti… né la BCE, né una BCN, né un membro dei rispettivi organi decisionali possono sollecitare o accettare istruzioni dalle istituzioni o dagli organi comunitari, dai governi degli Stati membri, né da qualsiasi altro organismo. Le istituzioni e gli organi comunitari, nonché i Governi degli Stati membri, si impegnano a rispettare questo principio e a non cercare di influenzare i membri degli organi decisionali della BCE o delle Banche centrali nazionali nell’assolvimento dei loro compiti.” ;
  • all’art.108 A.1, si legge che “ la decisione (della BCE, n.d.r.) è obbligatoria in tutti i suoi elementi per i destinatari da essa designati” (ossia noi cittadini europei).
Sembra essere un vero e proprio potere assoluto, in materia di politica monetaria, nelle mani della BCE che è un ente privato sovranazionale, espressione del totalitarismo della grande finanza.
 
Va ricordato che lo Stato per finanziare quindi la sua spesa pubblica (ossia garantire beni e servizi ai cittadini) NON è libero di stampare moneta, bensì è costretto a chiedere denaro in prestito alle banche: emette Titoli di Stato gravati di interesse che finiranno in pasto ai mercati finanziari ed in cambio riceve liquidità dalle banche. Questo meccanismo genera debito pubblico poiché, nonostante ci siano Stati che riescano ad ottenere degli avanzi di bilancio (entrate > uscite), accade che tale avanzo sia eroso dagli interessi che lo Stato sia costretto a pagare alle banche: parliamo di 80-100 miliardi di euro all’anno. Ovviamente se lo Stato provvedesse a realizzare un’emissione monetaria statale, senza passare per il circolo vizioso delle banche, vien da sé che non si genererebbe alcun debito, ma in virtù del diktat imposto da organizzazioni sovranazionali private (BCE-FMI-FED) tutto ciò non sarebbe praticabile.
Da questa premessa vorrei spostare la questione sulla crisi dei debiti pubblici che riguardano i Paesi membri Ue: perchè se l’euro riguarda tutti gli Stati membri ed il processo di emissione monetaria è lo stesso per tutti, allora abbiamo paesi come la Germania che fanno da locomotiva europea mentre gli altri, tra cui l’Italia, seguono arrancando? C’è qualcosa che non torna.
Ad una prima analisi si direbbe che tutto sia connesso agli interessi sul debito: siccome per i mercati finanziari l’Italia non è un paese affidabile visto la sua economia in recessione, ecco che lo Stato è costretto a concedere ai mercati degli interessi elevati su Bot e Btp pur di renderli “appetibili” alle voraci bocche degli speculatori finanziari. La leggenda che gli italiani abbiano vissuto al di sopra delle loro possibilità è appunto una leggenda ed è falsa, anche perché la spesa statale dagli anni ’80 si è rivelata inferiore a ciò che lo Stato ha incassato con le tasse e, quindi, risulterebbe che il debito sia aumentato solo per effetto della speculazione internazionale. In gran parte è così, ma non è questa l’unica vera ragione.
L’altra valida ragione è che mentre noi dichiariamo tutto in bilancio, un paese come la Germania, che pretende di darci lezioni di “economia virtuosa”, trucca, invece, i conti sul debito pubblico e gode di una banca “nazionale” interna (che opera parallelamente alla Bundesbank) che finanzia la sua economia e si chiamaKreditanstalt fuer Wiederaufbau (KfW), oggi ribattezzata KfW Bankengruppe.
La KfW è nata nell’immediato dopoguerra, definendosi una “banca della ricostruzione”, col compito di amministrare i fondi del piano Marshall. Essa è posseduta all’80% della Repubblica federale e al 20% dai Lander (ossia i 16 stati federati della Germania, sempre soggetti pubblici) e svolge molti compiti di finanziamento del settore pubblico e finanziando le piccole-medie imprese, sostenendo dei costi che restano al di fuori del perimetro del bilancio federale e che quindi non figurano nel debito pubblico tedesco. E’ una banca solida e non è un caso che il magazine “Global Finance” nella classifica annuale dei 50 istituti più sicuri del mondo abbia messo al primo posto proprio la KfW.
Dal punto di vista legislativo la KfW è disciplinata dalla “Legge sulla KfW” ed è soggetta alla supervisione congiunta del Ministero Federale Tedesco delle Finanze e del Ministero Federale Tedesco dell’Economia e della Tecnologia.
(Bilancio KfW Bankengruppe – anno 2011)
Attraverso la KfW, il Governo tedesco trasferisce tutta una serie di operazioni che altrimenti figurerebbero nei conti dello Stato per cifre enormi e farebbero schizzare il debito tedesco verso l’alto. Il patrimonio della KfW partì da una cifra di 1,4 miliardi di dollari del piano Marshall fino ad arrivare agli attuali 500 miliardi di euro al 2011 (per l’esattezza sono stati dichiarati in bilancio 494,8 miliardi - dati di bilancio 2011), gode inoltre di una tripla A dalle agenzie di rating (e ciò le permette una raccolta a prezzi bassissimi) e detiene alcune delle più importanti partecipazioni pubbliche, in particolare il 30% di Deutsche Post e il 17% di Deutsche Telekom.
Se quindi volessimo sommare tutti i prestiti fatti dalla KfW al settore pubblico tedesco nel 2011, ossia 436,7 miliardi di euro, cifra non conteggiata nel debito pubblico della Germania (pari a 2.076 miliardi nel 2011), allora secondo le regole del Trattato di Maastricht il vero debito tedesco dovrebbe essere di 2.512 miliardi di euro, quindi ben superiore del debito italiano che resta sotto la soglia dei 2.000 miliardi.
Di recente, il giochetto della banca nazionale “segreta” (che poi tanto segreta non è, ma lo diventa perchè nessuno ne parla qui da noi) che finanzia il settore pubblico è stato applicato di recente anche da Hollande, in Francia, creando la Banca Pubblica d’Investimento (BPI), nata dalla fusione di tre enti: la filiale “aziende” della Caisse des Dépôts; Oséo, una banca per le start up creata dal governo Fillon; l’Fsi, il Fondo strategico d’investimento.
La Bpi raggrupperà tutte le funzioni di questi tre organismi: finanzierà, inciterà alla creazione di nuovi progetti, proteggerà, interverrà direttamente nel capitale di certe aziende per aumentare i fondi propri. L’istituto finanziario è dotato di ingenti capitali pubblici e potrà aprirsi in futuro a operazioni sui mercati. I fondi a disposizione della BPI saranno di 20 miliardi di euro, mentre la capacità di intervento sarà di 40 miliardi di euro.
Quando ci decideremo a creare in Italia una “banca pubblica” sulla copia della Kfw tedesca e della BPI francese, affinché l’Italia non continui ad essere vittima dei mercati speculativi dei titoli di Stato e del diktat imposto dall’Ue sui vincoli del pareggio di bilancio? La nostra Cassa depositi e prestiti che potrebbe fungere per questo compito, ma mi sembra sia ancora strutturalmente lontana dall’esserlo, visto che dal 2003 è diventata una S.p.A., sempre più autonoma, svincolandola almeno in parte dai legami connessi alla forma di Ente pubblico, in cui il 30% del capitale sociale è in mano a fondazioni bancarie, quali su tutte “Fondazione Monte dei Paschi di Siena” e “Compagnia di San Paolo“. Dai dati ISTAT mi risulta che siamo in piena recessione economica, abbiamo i più elevati livelli europei di disoccupazione e tassazione, consumi bloccati e crescita economica nulla. Ancora non basta per darci una mossa come hanno già fatto tedeschi e francesi, o dobbiamo venderci anche il Colosseo e il Maschio Angioino per continuare a finanziare la spesa pubblica?
Salvatore Tamburro

24 Commenti a “LA KfW, la BANCA NAZIONALE “SEGRETA” (ma mica tanto) DELLA GERMANIA”

  • Giorgio:

    I Tedeschi hanno sempre saputo gestire bene la loro economia, nell’articolo è stato scritto che la Kfw nata ” Nell’Immediato Dopo Guerra” è nata per gestire i fondi del piano marshall ed ancora gestisce fondi pubblici che elargisce ai privati. Questo non lo trovo scandaloso ma previdente. A differenza dell’Italia che non ha mai saputo gestire l’economia trastullandosi nell’improvvisazione. Non è furberia ma capacità di gestione ed organizzazione cose che sono sempre mancate all’Italia.

    • cristiano1970:

      Noi avevamo l’ IRI che, seppur era diventato un carrozzone lottizzato dai partiti, era un Istituto che doveva salvaguardare e rilanciare l’economia della Nazione.
      Prodi, uno dei più grandi criminali emissari dell’alta finanza, liquidò l’ Istituto tra il 1982 ed il 1992.
      Questo Paese, così come vanno le cose, tornerà ad essere povero come alla fine del 1800.

    • Pasquino:

      Giorgio, devi capire una cosa fondamentale, per comprendere l’attuale. La tua critica, fondamentalmente di “vulgata popolare”, passami il termine senza offenderti, te ne prego, è quanto meno fuori luogo. Cristiano 1970, ti parla dell’IRI, istituto che è stato fondamentale per il miracolo economico Italiano. Io ti dico che fino al 1992 (anche se con sempre maggiori interferenze, e intromissioni, che hanno generato via via lo sconquasso del paese) vigeva nel nostro paese, la gestione dello stato nella terza via, e cioè: lo stato imprenditore, quello creato da Mussolini durante il Fascismo. Lo stesso metodo, guarda caso, venne utilizzato nel dopo guerra, con accordi tra il cattolicissimo La Pira e, guarda guarda, lo stesso Togliatti! escludendo il metodo comunista e quello liberale.Un’accodo di governo, quello dell’epoca, raggiunto trasversalmente, dalle forze politiche maggiori in gioco, appunto nell’immediato dopo guerra. Ciò ha creato lo sviluppo, sensazionale, Italiano e non, i soldi Americani, come qualche stolto pensa. Quelli hanno contribuito, ma non sono stati decisivi. Le politiche di Mattei, sostenute da Fanfani ti dicono qualcosa? L’Imprenditore Adriano Olivetti? Il fatto che avevamo una banca d’Italia pubblica? una moneta sovrana? ecc. ecc. non ci dilunghiamo…
      In ultima battuta, ti informo che il progetto di una Germania al vertice Europeo, non è assolutamente del “dopo guerra”, come tu asserisci, ma proviene da molto più lontano, molto…Facendo un solo esempio che risale al 1923 (ma ve ne sono altri più datati), basta leggersi “Pan-Europa” scritto dal massone e conte, Richard Coudenhove Kalergi, per comprendere quale futuro intendessero dare alla Germania.
      Il tuo ragionamento, quello dell’Italia mediocre, guarda caso è stato impiantato in Italia, nel dopo guerra da una nutrita schiera di bibliografia, guarda caso anglofila…Ma è solo un caso vero?

      • Giorgio:

        Non voglio dilungarmi sul processo storico sociale dell’Italia, per questo sarò molto breve:”L’albero si riconosce dai frutti”.

        • Shanti:

          non vuoi soffermarti sul processo storico e industriale dell’ italia, giorgio, perchè non lo sai fare- perchè ti hanno stroncato.

          e poichè l’ albero si vede dai frutti, nel tuo caso si vede l’ otuusa mancanza di conoscenza delle vicende italiane dal dopoguerra a oggi.

  • luca:

    Aldilà di tutto ciò il comune cittadino dovrebbe incominciare prima di tutto dalla spesa,comprando solo ed esclusavamente prodotti fabbricati in Italia e da aziende “Italiane”non quelle taroccate con partecipazioni di Nestle,Kraft e compagnia bella..

  • Joseph:

    grande Nicoletta ! Grazie per i tuoi articoli, sempre interessanti.

  • alboino:

    I virtuosi teutonici hanno taroccato i conti come e peggio di altri paesi, ed il post analizza uno dei tanti aspetti.
    Ad esempio l’ammontare del PIL a livello europeo per tutti i paesi, comprende anche il sommerso. Non potendo conoscere quanto realmente vale la quota di quest’ultimo, viene “stimato” in maniera statistica, cioè presunta.
    Questo significa che i dati non sono quelli reali, ed allora tutti i parametri più importanti, sui quali si valuta l’economia di una nazione, Germania compresa, sono costruiti ad arte.
    Il rigore è pura illusione dispensata dai burocarti Ue ad uso delle masse, per fare in modo che i popoli accettino le misure draconiane e le cessioni di sovranità operate dai vari governi fantoccio.

  • Guglielmo:

    Questo argomento è stato trattato su Il Giornale l’11 nov 2012 da Gianluca Garbi

  • gibuizza:

    MA cosa fanno i nostri deputi al Parlamento Europeo? Perché non denunciano queste cose? O non le sanno e allora inviate loro questa mail oppure non le vogliono evidenziare e allora non dobbiamo più votarli noi.

    • Jakob:

      Lo ha parzialmente denunciato Berlusconi qualche anno fa davanti al Parlamento di Bruxelles o di Strasbourg (ha due sedi benchè non conti nulla se non ad ingannarci e a produrre emolumenti per i deputati).
      Berlusconi raccomandava davanti al Parlamento europeo che i denari dello Stato italiano assegnati agli investimenti non fossero conteggiati come debito pubblico. Avrebbe dovuto denunciare quel che già accadeva a questo proposito nella contabilità tedesca e palesare chi fosse il suo nume ispiratore (in economia) dato che Berlusconi è culturalmente al livello di Maroni.

  • roberto d'iseppi:

    Paragonare l’Italia alla Germania è come paragonare la luce spenta di una bicicletta rotta condotta da un novantenne…al Sole…Anche perchè, tra l’altro, il debito pubblico italiano è solo servito ad arricchire i vari “governanti” ed è andato sprecato in infinite spese parassitarie a loro collegate. Mentre il debito pubblico tedesco è andato in perfette infrastrutture ed ottimi servizi e gestioni ottimizzate e molto virtuose. E…questo ottenuto nonostante i cittadini produttivi italiani siano molto più produttivi di quelli tedeschi. Il fatto che questa KfW sia considerata una banca tra le migliori al mondo e tra le più solvibili avvalora ulteriormente la superiorità tedesca. Da quanto leggo questa banca presta a enti pubblici e a piccoli imprenditori. Bisognerebbe pertanto distinguere e considerare solamente quanto del totale va ad enti pubblici. Inoltre si tratta solamente praticamente di “di partite di giro”. La Germania infatti dispone di questi fondi, appunto essendo la patrimonializzazione dell’Istituto circa 500 MLD ed una parte la concede in finanziamento ad enti statali. Potrebbe assegnarli loro direttamente e le due partite sparirebbero. Tutto perfettamente regolarissimo e perfettissimo. Per quanto riguarda invece il fatto che i mercati, gli investitori, prestano denari al 5% all’Italia ed al1% alla Germania, non è perchè l’Italia sia in recessione, che potrebbe anche essere situazione transitoria…è proprio per la mancanza di credibilità internazionale del sistema Italia, fatto di enorme squilibrio tra privati produttivi che chiudono o delocalizzano ed enormi spese parassitarie dello Stato che non si riesce in nessun modo a decurtare.

  • luca:

    Ma scusate, perché esistono ancora la Germania e l’Italia? Signori, sveglia. Questi sono nomi dati a strutture private ancor più potenti della privata BCE. Se non si capiscono queste cose basilari, significa essere indietro di almeno…un paio di centinaia di anni! Buona vita a tutti.

  • Luca:

    Il pesce puzza sempre dalla testarecita un detto popolare,quindi…..cominciamo col tagliare la testa,saremmo gia’ un bel pezzo avanti!

  • Giancarlo:

    Mi pare che l’idea di una banca tipo la KfW sia nei programmi di Tremonti e della sua lista.

  • archimede:

    Non crediate che il trucco non c’è, questa kfW è la fotocopia della Bertelsman, è da un mese che ha fondato una “Stiftung” in italiano “Onlus” nonostante questa Banca fà affari è incassa quattrini , ha la facoltà di incassare tramite lo Stato le offerte che i cittadini fanno a Organizzazioni di Caritas e senza pagare manco un centesimo di tasse, la direttrice era prima alla Banca Regionale Bavarese e grande amica di Ackerman “il Monti tedesco” quello che vuole a tutti i costi un commissario speciale a Brussel che controlli anche il fondello dei cittadini se hanno proprietà o doppia casa, ha sempre ribadito che i cittadini devono avere un tetto sulla testa ma che non sia di loro proprietà, non sò se rendo l’idea-

    kfw.de

    bfna.org

    La Merkel è di casa in queste due Organizzazioni ,anche i Bilderberg fanno spesso le loro visitine veloci nei loro quartieri-

  • Nicholas:

    Salve,
    Mi chiedo, come mai chi tira i fili permette alla germania,ed adesso alla francia, di avere una banca statale?
    Perchè, il nostro predidente del consiglio, che è un massone di alto rango, non fà andare avanti l’Italia(che peraltro è il suo paese natale) ed ostacola la germania?
    Credo, che la germania ricadrà per la terza volta nello stesso errore del passato.
    Ci sarà una guerra contro la dittatura tedesca.

    Voi che ne pensate?

  • archimede:

    Come la pensi tu, hai azzeccato ma la gente non ci crede perchè in demenza ha fedeù

  • daniele:

    domanda: non è che da noi stanno tentando di creare qualcosa di simile alla KfW con la Cassa Depositi e Prestiti? Io ho questa impressione

  • Giorgio:

    Per governare un paese occorre:Istruzione, preparazione,capacità e coscienza del proprio ruolo. Ed i cittadini devono COLLABORARE.

  • Giorgio:

    Dimenticavo un’altra condizione:”L’Auto Disciplina” che porta al”Organizzazione”.Quando i Governanti ed i Cittadini non no avranno la Consapevolezza di queste condizioni, questo paese andrà sempre più alla deriva.

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