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Riceviamo dal collega bologger portoghese Massimo De Maria che ringraziamo e postiamo.

Il Portogallo, con Grecia e Irlanda, é uno dei Paesi che ha richiesto l’intervento del Fondo Salva-Stati dell’Unione Europea.
A dire il vero, di “salvamento” se n’é visto poco: in Grecia, per esempio, la situazione é notevolmente peggiorata dall’arrivo della pattuglia FMI-BCE-Banca Mundiale. Le banche sono state salvate, questo é vero: ed é stato evitato il default, il fallimento dello Stato. Anche questo é vero. Ma tutto il resto? Perché la Grecia é molto piú di semplici bilanci.

Diamo un’occhiata al Portogallo.
Lisbona ha richiesto l’intervento della cosí chiamata “troika” (i cui componenti sono gli stessi del caso-Grecia) nel corso del 2010. Piú o meno nello stesso periodo le elezioni legislative sono state vinte da una maggioranza formata da PSD (socialdemocratici) e CDS-PP (Destra). Il nuovo Primo Ministro ha quindi promesso che avrebbe seguito il programma della troika affinché il Paese potesse uscire dalla difficile situazione nel giro di uno o due anni. E per “uscire dalla difficile situazione” si deve intendere il ritorno sui mercati, dove i Titoli di Stato portoghesi non erano piú disponibili a causa degli stratosferici tassi di interesse richiesti dagli investitori.
Tutto ció, naturalmente, implicava sacrifici e i Portoghesi ne erano coscienti. Ma non erano preparati a ció che stava per arrivare.

Il governo ha quindi presentato il piano (che é in realtá appartiene alla troika), fra i cui  punti possiamo ricordare:

  • Soppressione di tredicesima e quattordicesima per tutti i dipendenti pubblici i cui stipendi superavano i 1.000 Euro.
  • 5% di taglio allo stipendio degli stessi dipendenti con una retribuzione superiore a 1.500 Euro.
  • Allargamento dell’orario di lavoro nel settore privato per i prossimi due anni, a discrezione del datore di lavoro.
  • Taglio fra 25 e 50% per le ore di lavoro straordinario.
  • Taglio di 50% per i lavoratori in “mobilidade especial”, una specie di cassa integrazione.
  • Soppressione di alcuni giorni festivi nazionali.
  • Soppressione di tredicesima e quattordicesima per i pensionati del settore pubblico.
  • IVA al 23% per numerosi prodotti, fra cui molti alimentari che anteriormente erano tassati al 6 o 13%.
  • Tagli ai finanziamenti nei settori della Salute, dell’Educazione, della Previdenza Sociale, delle amministrazioni locali.
  • 10% di aumento nel prezzo dei trasporti pubblici.
  • Aumenti di gas, luce e acqua.

Questi i punti principali del bilancio statale 2012.
Quali i risultati? Principalmente due: drastica diminuzione del consumo privato e economia in recessione.
Nello scorso mese di Luglio, lo stesso governo si é detto sorpreso per la diminuzione delle entrate fiscali. Infatti, in questo strano Paese, sembra che quando si diminuiscono gli stipendi le persone comprino meno.

Ma ció che importa é evidenziare che gli obiettivi tracciati dalla troika (e conseguentemente dal governo) sono stati mancati: perché se é vero che le spese dello Stato sono diminuite, é anche vero che il PIL é calato (l’economia é in coma): pertanto il rapporto debito/PIL é rimasto sostanzialmente lo stesso.

Con tali risultati, quale la scelta del governo? Semplice: piú austeritá. Visto che non ha funzionato una volta, perché non dovrebbe deludere anche una seconda?
Il bilancio statale 2013 scommette per l’80 % sulle entrate per risanare il Paese. Per questo, il governo ha rivisto le aliquote della tasssazione sui redditi. E, naturalmente, tutti il prossimo anno pagheranno di piú.

Nel mezzo (lo scorso Settembre), c’era anche stato un tentativo di tagliare 7% di tutti gli stipendi (pubblici e privati) e diminuire le imposte delle imprese. In pratica, una trasferenza di denaro dai lavoratori alle imprese. Mas 600 mila persone nelle strade e addirittura la bocciatura degli impenditori (che i conti li fanno e sanno bene che se i cittadini non spendono l’economia chiude una volta per tutte) hanno obbligato il governo a fare marcia indietro. Naturalmente un collaboratore del primo ministro ha definito como “ignoranti” gli imprenditori, ma questi sono dettagli.

Nel frattempo, il governo continua a ricevere gli ordini della troika con lo scopo di “ridisegnare” il Portogallo. Fra le misure considerate, ma non ancora ufficializzate, la vendita di tutte le emittenti televisive statali (ma é possibile un ripensamento), la concessione ai privati del partimonio naturale statale (boschi, foreste, riserve), piú altre misure che non sono ancora state rivelate tanto per non rovinare l’effetto sorpresa. La sostanza é che quello che avrebbe dovuto essere un periodo di assestamento (“tutto bene, qualche sacrifico ma dopo tutto sará migliore”) é stato trasformato in un incubo del quale non si vede la fine: adesso anche il governo non parla piú del 2013 come “punto di svolta” (nel 2011 il punto era il 2012…) ma avanza com timidi 2014 oppure 2015. Date alle quali non crede piú nessuno, soprattutto senza un cambio di rotta politico-economica.

Uno Stato in crisi che necessita di denaro, si potrebbe pensare. Senza dubbio. Tuttavia i conti non tornano. Perché se il governo desiderasse realmente aumentare le entrate dello stato per risanare i conti pubblici non venderebbe le imprese pubbliche che generano profitti. Un caso fra i molti: la TAP, la compagni aerea nazionale. Ma non possiamo dimenticare la REN (energia elettica), la Galp (di cui l’ENI detiene una quota), la Portugal Telecom (comunicazioni), la EDP (nuovamente eletricitá). Queste sono imprese in buona salute, che alla fine dell’anno apportano utili alle casse dello Stato e la cui vendita evidenzia il vero fine del programma troika-governo portoghese: la privatizzazione.

Con il mantra “Stato piú leggero” si svende tutto, compresi anche alcuni settori della Salute.
Certo, poi capita che le piazze si riempano di 600 mila dimostranti convocati non dai partiti o dai sindacati ma da un semplice appelo via internet. Oppure che le forze armate siano ogni volta piú inquiete, con tanto di cappellano militare che afferma che “l’esercito non rimarrá ad assistere alla distruzione del Paese”. E che le statistiche ufficiali parlino di una disoccupazione al 16% (ma il dato reale é superiore) e in costante crescita.

Ma sono rischi previsti, giá calcolati. Ed il gioco vale la candela: in palio c’é la distruzione di uno Stato e la svendita delle sue rovine.

Massimo De Maria

16 Commenti a “La situazione in Portogallo vista dall’interno”

  • Proflupi:

    Se le cose continuano ad andare come vanno, ciò che De Maria descrive per il Portogallo, toccherà a breve anche all’Italia. Dove la tragedia assumerà il tono della farsa.

  • @ Lino
    tu sai che vivo tra Roma e Fatima.
    Conosco la situazione del Portogallo. Posso confermare quanto da te riportato.
    Ma la situazione forse è in parte anche ben peggiore.
    Anni fa hanno proibito ai contadini e ai pastori di continuare a produrre olio e latte. Fra l’altro il Portogallo non è produttore particolare di formaggi.
    E’ questa la ragione per cui le olive preferiscono venderle in contenitori di 10 kg (a 10 euro) piuttosto che l’olio (che da quelle parti è buonissimo) a 2,5 euro al litro (per i quali occorrono 5 kg di olive).
    Lo stipendio medio è di 500 euro e sono già schiavizzati al massimo perchè in quasi tutti i settore del terziario e secondario avanzato sono previsti giorni di lavoro con turnazioni notturne. La domenica come giorno di fesività in famiglia non esiste più da molto tempo.
    I governanti se da una parte tagliano le spese primarie (ospedali, scuole, giustizie) ed i salari, dall’altra costruiscono maestose e faraoniche infrastrutture e si sono indebitati con 2 sommergibili nucleari che oltre a non saper usare, non servono nell’Oceano, in quel lato della costa.
    Il Portogallo inoltre è un Paese in cui la gente non è informata. Non sanno praticamente nulla di nulla sui complotti, sulla geopolitica ed i massimi sistemi. Per cui il loro parlare è solo esclusivamente inerente il Governo: quello prima era migliore, quello di adesso è il peggiore; quello di prima era socialista (Socrates) e ha fatto i suoi porci comodi, quello di adesso ha ereditato una situazione disastrosa. Insomma, come i capponi di Renzo.
    Sedotti e abbandonati!
    Inoltre in Portogallo esiste un sottobosco di lestofanti che gioca con la povera gente facendo il gioco delle Carte di Credito. La Benca Centrale, infatti, ha combinato un sistema che chiunque può disporre in automantico nel proprio conto di 30mila euro. Praticamente se li usi scattano gli interessi. Se non gli usi non ha per te alcun costo. Ma siccome la gente questo non lo sà, quando usa la Carta di Credito, spende senza mai sfondare il tetto, mentre invece lo ha già più che sfondato andando a prendersi il credito non richiesto e per questo dando fondo ai desideri in maniera incontrollata. Alla fine della fiera sono quasi tutti indebitati da mettere paura. E’ la ragione per cui poi si accontentano di lavorare per 500 euro al mese: per pagare il debito! Ma loro non sanno niente di niente e quindi come beoti, continuano ad andare nella direzione dell’abisso senza saperlo.
    Le reazioni di questi giorni non sono per queste cose che ho provato ad elencare, ma solo per il caro vita e per le misure economiche prese da questo Governo, mentre i veri danni sono stati portati dal Governo precedente, contro cui nessuno era mai sceso in piazza (il Portogallo non esistono veri e propri Sindacati, ma perchè da noi esistono?)

  • Rosberg:

    Ecco quello che succederà anche qui. È solo questione di tempo non abbiate fretta, uno alla volta please!
    O forse è già cominciata……

  • antioppressione88:

    se la gente avesse il cervello acceso lincerebbe all’istante chiunque parli di più europa, ce lo chiede l’europa, dobbiamo fare i sacrifici, abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, gli stranieri fanno i lavori che gli italiani non vogliono fare ecc ecc…

  • Giovanna:

    Occorre reagire a tutto questo.. non possiamo chiuderci in uno sterile attendismo. Leggo sempre più spesso sul web di come piccoli gruppi si stanno organizzando per sopravvivere al tracollo finale. Informatevi sulla decrescita felice e sui gruppi solidali.. ne va della vita nostra e dei nostri figli.

  • siouxsie:

    Ho ho molti amici portoghesi e x questo motivo ho visitato spesso il paese, da Lisbona all’Alentejo fino all’Algarve, a partire dal 1997. Ho visto il volto di Lisbona cambiare, il quartiere della Baixa svuotarsi dai residenti, e l’orgoglio della gente aumentare mentre pensavano che i tempi della dittatura di Salazar erano definitivamente passati e che ad attenderli ci sarebbe stata prosperita’ e modernita’. Ho un grande amore x i portoghesi, ruvidi senz’altro ma umani senza affettazioni. Pensavo che fossero come eravamo noi nel dopo guerra, con la stessa energia grezza. Gli stessi amici che prima pensavano, con la loro gioventu’ e le loro lauree, di avere un bel da fare a cambiare il loro paese in meglio, li sento da qualche anno come imbolsiti precocemente. C’e’ chi pensa di scappare nelle ex colonie, Angola e Mozambico, con i loro giacimenti, in testa. Ma avere il permesso di residenza e’ una lotteria per pochi. C’e'chi e’ gia’ in Brasile. Chi e’ solo arrivato a Madeira. C’e’ un gelo mortale nelle loro voci. Un amico non sapeva come affrontare la spesa per cambiare le lenti degli occhiali a sua figlia, ed e’ dirigente di Tap air Portugal.
    La vita costa come da noi ma le paghe sono gia’ la meta’ – parlo di amici che hanno incarichi di responsabilita’ per enti pubblici e universita’, un altro giornalista per il grande quotidiano “Publico” che guadagna ormai solo 800 euro al mese. Confermo che le tradizionali colture alentejane di olio e cereali sono praticamente dismesse a causa di ingenti sovvenzioni della UE, come ha gia’ riportato l’amico Marco Turi Daniele poc’anzi. Le tariffe di gas, luce, acqua e medicinali veleggiano verso aumenti sostenuti e costanti. Non c’e’ nulla di felice in questa decrescita impastata di lacrime.

    • Ciao Siouxsie,
      ma ti rendi conto?! (sono certo che condividerai), che in un Paese dove lo stipendio medio è di 500 euro, un computer costa più che in Italia, la benzina come in Italia, un’automobile, come in Italia. E se compri l’auto all’estero, poi sei obbligato ad immatricolarla con costi da mettere paura in Portogallo?

      L’unica cosa che conviene comprare è il cibo…. ovviamente rigorosamente OGM.
      “Pingo Doce” che è il supermercato di qualità, viene regolarmente boicottato perchè il rapporto qualità/prezzo non piace al Governo.

      In compenso un pensionato italiano che vada a vivere in Portogallo sta da nababbo.

      • siouxsie:

        Altro che fare la spesa al Pingo Doce o nel bel centro commerciale di Amoreiras o dell’ex Expo! Quelli che conosco io e’ gia’ tanto se riescono a mettere insieme un carrellino di spesa al Mini Preco (equivalente della Lidl), possibilmente vicino casa x non spendere nei trasporti, anche questi raddoppiati nel prezzo in 1 mese soltanto.

  • compriamo solo permangiare.laprossimamanifeswtazione tutti seduti per terra senza muoversi,cosi la polizi ,pagata con le nostre tasse soldi nostri non rubati ma sudati,non avra nessun movente.

  • cristiano1970:

    Ritengo che le manifestazioni con slogan, bandierine e striscioni da stadio non servano più a nulla, anzi, credo che sia proprio quello che vogliono le Elitès.
    Il concetto è questo : Urla, strilla, blatera quello che cazzo ti pare, sventola pure le tue bandierine e stendi i tuoi striscioni ma, non andare oltre perché sarai malmenato ed arrestato dalla polizia che tu stesso paghi 1200 euro al mese con le tue tasse.
    C’è da fare i Partigiani e cominciare a far tremare i criminali del potere politico. Senza una vera rivoluzione ARMATA non cambierà nulla.
    C’è bisogno di un’intifada permanente che faccia pulizia ai vertici della mafiopolitica italiana ed europea.
    C’è bisogno di rimettere una ghigliottina in piazza.

  • andreaa:

    Basta con L’Europa e basta con la Banca D’Italia privata e basta anche con le mafie al Sud ma tutti uniti a contrastare i corrotti e i traditori che sono tutti al potere, ora non so se Grillo sia l’uomo giusto ma ip referendo contro l’euro si.
    Bisogna assolutamente cacciare lo straniero o facciamo la fine dei greci prima e poi dei Palestinesi sotto le bombe

  • siouxsie:

    Anche in Portogallo, sembra di vedere un mondo che va alla rovescia. L’ex colonia Angola si sta comprando il piccolo paese lusitano ai saldi:

    comedonchisciotte.org

  • Gino:

    Non avete capito che stiamo facendo la fine del Portogallo e Grecia.
    Se vuole il sig.Monti in una notte fa schizzare i prezzi dei beni alle stelle.
    Con l’aumento dell’Iva il professorone sta cercano di attivare un’inflazione interna per creare disordine e miseria.

  • antonio:

    Buongiorno, volevo rispondere a Francesco. Caro Francesco, Le faccio presente che anche il personale delle Forze di Polizia paga regolarmente le tasse come la stragrande maggioranza degli Italiani. Tasse che vengono detratte a monte. Dagli stipendi degli appartenenti alle Forze dell’Ordine, vengono detratte fra l’altro, tasse per le pensioni, per l’acquisto di mezzi e materiale necessario per lo svolgimento dei servizi finalizzati alla sicurezza dei cittadini. Pertanto non è esatto quando Lei afferma testualmente “la polizia ,pagata con le nostre tasse soldi nostri non rubati ma sudati,non avra’ nessun movente. Inoltre alle Forze di Polizia (e stia tranquillo che neanche loro rubano ma se li sudano i soldi, in particolar modo quando prendono botte nei servizi di ordine pubblico mentre la gente si diverte, vedasi negli stadi o rischiano durante la notte quando la maggior parte della gente si riposa). Inoltre Le dico che alle Forze di Polizia non occorre alcun movente, semmai spesso vengono provocate. Ma il discorso è ben più ampio e non mi pare il caso di affrontarle in questa sede. Le Porgo Cordiali Saluti

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