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Libertà e rispetto
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Leggo, dissento e pubblico. 

La favola del poliziotto che si unisce ai manifestanti

Di Marco Cedolin * marcocedolin.blogspot.com

Le parole pronunciate ieri da Beppe Grillo, che richiamandosi ai nobili sentimenti esortava i poliziotti a svestire i caschi, abbracciando una protesta che avrebbe dovuto essere anche la loro, hanno fatto prepotentemente breccia nell’immaginario collettivo, portando su questa posizione non solo i cittadini abituati a rimanere a casa, ma anche una cospicua parte di coloro che abitualmente lottano e dalle forze dell’ordine sono abituati a ricevere un po’ di tutto, senza avere mai sperimentato un abbraccio di sorta.
Se da un lato la logica di Grillo e di coloro che sperano accada quanto da lui auspicato non fa una piega, dall’altro non si può evitare di prendere atto del fatto che la stessa finirebbe per andare in cortocircuito non appena venuta a contatto con la realtà.
Le forze dell’ordine non sono certo composte da una marea di mostri abbrutiti e sadici che vivono nell’attesa di poter bastonare cittadini inermi….
Ci mancherebbe altro, sono persone come tutti noi, che hanno scelto questo mestiere per le più svariate ragioni, prima fra tutte quella di trovare un lavoro remunerato decentemente (se confrontato con i salari attuali degli italiani) e potenzialmente a tempo indeterminato. Qualcuno fra loro magari proverà anche gusto nell’alzare il manganello o sparare il lacrimogeno addoso allo studente, alla vecchietta NO TAV o all’operaio dell’Alcoa, ma la maggior parte ne farebbe sicuramente a meno.
Ciò non toglie che il loro mestiere consista nell’obbedire agli ordini impartiti dal governo attraverso tutta la linea gerarchica e non certo nel valutare la correttezza degli stessi in base alla propria sensibilità.
Se verrà ordinato di non reagire, per evitare tensioni, il poliziotto starà buono, se verrà ordinato di reagire con pacatezza caricherà evitando di far male, se verrà ordinato di reagire con durezza picchierà il manganello sulla testa e sparerà i lacrimogeni ad altezza uomo. Se sarà al servizio di un governo che ha necessità di presentarsi “umano” di fronte all’opinione pubblica interpreterà il ruolo di poliziotto arrendevole, se sarà al servizio di un governo che vuole mostrare i muscoli (tutti i regimi ne hanno necessità) picchierà duramente e spesso a sproposito, come accaduto in questo ultimo anno.
Il problema di base è comunque sempre costituito dal governo e dalle sue direttive, non certo dai poliziotti che pur rappresentandone il braccio non hanno assolutamente alcun grado di autonomia, ma sono il reale veicolo che manda la gente all’ospedale.
Se criminalizzare le forze dell’ordine aldilà di quelle che sono le loro responsabilità sarebbe un esercizio privo di costrutto, altrettanto privo di costrutto si rivela il fantasticare intorno alla loro sensibilità, fino ad auspicare che mordano la mano che paga loro lo stipendio a fine mese.
Sarebbe come auspicare che gli impiegati di banca abbandonino gli sportelli e gli uffici fidi ripudiando il regime usuraio, gli impegati di Equitalia si rivoltino contro Befera, gli operai dell’Ilva chiudano la fabbrica e quelli di Finmecanica smettano di produrre armi.
Sognare qualche volta può anche sortire un qualche effetto terapeutico e nel peggiore dei casi aiuta a riacquistare il buonumore, ma chiunque manifesti per il proprio diritto ad avere un futuro credo debba essere cosciente del fatto che le forze dell’ordine saranno sempre dall’altra parte della barricata, almeno fino a quando non esisterà un governo disposto a garantirglielo lui il futuro, ma allora non avrebbe più senso contestare e non esisterebbero più barricate.

“STUDENTI, FIGLI DI PAPA’,
IO STO CON I POLIZIOTTI…”

di Pier Paolo Pasolini
E’ Triste. La polemica contro il Pci andava fatta nella prima metà del decennio passato. Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati.
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi quelli delle televisioni) vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
delle Università) il culo. lo no, amici.
Avete facce di figli di papà. Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo. Siete paurosi, incerti, disperati (benissimo!) ma sapete anche come essere prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccolo-borghesi, amici.

Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene, il loro modo di esser stati bambini e ragazzi le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità. La madre incallita come un facchino, o tenera, per qualche malattia, come un uccellino; i tanti fratelli; la casupola tra gli orti con la salvia rossa (in terreni altrui, lottizzati); i bassi sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come si vestono: come pagliacci, con quella stoffa ruvida che puzza di rancio fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente è lo stato psicologico cui sono ridotti (per una quarantina di mille lire al mese): senza più sorriso, senza più amicizia col mondo,separati, esclusi (in una esclusione che non ha uguali); umiliati dalla perdita della qualità di uomini per quella di poliziotti (l’essere odiati fa odiare).
Hanno vent’anni, la vostra età, cari e care. Siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete! I ragazzi poliziotti che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione risorgimentale)
di figli di papà avete bastonato, appartengono all’altra classe sociale.
A Valle Giulia, si é così avuto un frammento di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate, i ricchi, mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque, la vostra! in questi casi, ai poliziotti si danno i fiori, amici/
“Popolo” e “Corriere della sera”, “Newsweek” e “Monde” vi leccano il culo. Siete i loro figlila loro speranza, il loro futuro: se vi rimproverano non si preparano certo a una lotta di classe contro di voi! Se mai, alla vecchia lotta intestina.
Per chi, intellettuale o operaio, è fuori da questa vostra lotta, è molto divertente l’idea che un giovane borghese riempia di botte un vecchio
borghese, e che un vecchio borghese mandi in galera un giovane borghese.
Blandamente i tempi di Hitler ritornano: la borghesia ama punirsi con le sue proprie mani. Chiedo perdono a quei mille o duemila giovani miei fratelli che operano a Trento o a Torino, a Pavia o a Pisa, a Firenze e anche un po’ a Roma, ma devo dire: il Movimento Studentesco
non frequenta i vangeli la cui lettura i suoi adulatori di mezza età gli attribuiscono, per sentirsi giovani e crearsi verginità ricattatrici:
una sola cosa gli studenti realmente conoscono: il moralismo del padre magistrato o professionista, la violenza conformista del fratello maggiore (naturalmente avviato per la strada del padre) l’odio per la cultura che ha la loro madre, di origini contadine, anche se già lontane.
Questo, cari figli, sapete.
E lo applicate attraverso inderogabili sentimenti: la coscienza dei vostri diritti (si sa, la democrazia prende in considerazione solo voi) e l’aspirazione al potere.
Sì, i vostri slogan vertono sempre la presa di potere.
Leggo nelle vostre barbe ambizioni impotenti nei vostri pallori snobismi disperati, nei vostri occhi sfuggenti dissociazioni sessuali,
nella troppa salute prepotenza, nella poca salute disprezzo (solo per quei pochi di voi che vengono dalla borghesia infima, o da qualche famiglia operaia questi difetti hanno qualche nobiltà: conosci te stesso e la scuola di Barbiana!)
Occupate le università ma dite che la stessa idea venga a dei giovani operai.
E allora: “Corriere della Sera” e “Popolo”, “Newsweek” e “Monde”
avranno tanta sollecitudine nel cercar di comprendere i loro problemi.
La polizia si limiterà a prendere un po’ di botte dentro una fabbrica occupata?
E’ un’osservazione banale; e ricattatoria. Ma soprattutto vana: perché voi siete borghesi e quindi anticomunisti. Gli operai, loro,
sono rimasti al 1950 e più indietro.
Un’idea antica come quella della Resistenza (che andava contestata venti anni fa, e peggio per voi se non eravate ancora nati) alligna ancora nei petti popolari in periferia. Sarà che gli operai non parlano né il francese né l’inglese, e solo qualcuno, poveretto, la sera, in cellula,
si è dato da fare per imparare un po’ di russo. Smettetela di pensare ai vostri diritti, smettetela di chiedere il potere.
Un borghese redento deve rinunciare a tutti i suoi diritti e bandire dalla sua anima, una volta per sempre, l’idea del potere. Tutto ciò è liberalismo: lasciatelo a Bob Kennedy.
I Maestri si fanno occupando le fabbriche non le università: i vostri adulatori ( anche comunisti) non vi dicono la banale verità che siete una nuova specie idealista di qualunquisti come i vostri padri, come i vostri padri, ancora, figli.
Ecco, gli Americani, vostri adorabili coetanei,coi loro sciocchi fiori, si stanno inventando, loro, un linguaggio rivoluzionario “nuovo”!
Se lo inventano giorno per giorno! Ma voi non potete farlo perché in Europa ce n’e già uno: potreste ignorarlo?
Sì, voi volete ignorarlo (con grande soddisfazionedel “Times” e del “Tempo”).
Lo ignorate andando, col moralismo delle profonde province, “più a sinistra”. Strano, abbandonando il linguaggio rivoluzionario
del povero, vecchio, togliattiano, ufficiale Partito Comunista, ne avete adottato una variante eretica ma sulla base del più basso gergo dei sociologi senza ideologia (o dei babbi burocrati).
Così parlando, chiedete tutto a parole, mentre, coi fatti, chiedete solo ciò a cui avete diritto (da bravi figli borghesi):
una serie di improrogabili riforme, l’applicazione di nuovi metodi pedagogici e il rinnovamento di un organismo statale.
Bravi! Santi sentimenti! Che la buona stella della borghesia vi assista! Innebriati dalla vittoria contro i giovanotti della polizia costretti dalla povertà a essere servi, (e ubriacati dall’interesse dell’opinione pubblica borghese con cui voi vi comportate come donne non innamorate, che ignorano e maltrattano lo spasimante ricco) mettete da parte l’unico strumento davvero pericoloso per combattere contro i vostri padri: ossia il comunismo.
Spero che l’abbiate capito che fare del Puritanesimo è un modo per impedirsi un’azione rivoluzionaria vera.
Ma andate, piuttosto, figli, ad assalire le Federazioni!Andate a invadere cellule! Andate ad occupare gli uffici del Comitato Centrale! Andate, andate ad accamparvi in Via delle Botteghe Oscure! Se volete il Potere, impadronitevi, almeno, del potere di un partito che è tuttavia all’opposizione (anche se malconcio, per l’autorità di signori in modesto doppiopetto, bocciofili, amanti della litote, borghesi coetanei dei vostri stupidi padri) ed ha come obiettivo teorico la distruzione del Potere. Che esso si decida a distruggere, intanto, ciò che di borghese ha in sé, dubito molto, anche se col vostro apporto, se, come dicevo, buona razza non mente…Ad ogni modo: il Pci ai giovani!Ma, ahi, cosa vi
sto suggerendo? cosa vi sto consigliando? A cosa vi sto sospingendo?
Mi pento, mi pento Ho preso la strada che porta al minor male, che Dio mi maledica. Non ascoltatemiAhi, ahi, ahi, ricattato ricattatore,
davo fiato alle trombe del buon senso! Mi son fermnato appena in ternpo, salvando insieme, il dualismo fanatico e l’ambiguità…Ma son giunto sull’orlo della vergogna…(oh Dio! Che debba prendere in considerazione l’eventualità di fare al vostro fianco la Guerra Civile
accantonando la mia vecchia idea di Rivoluzione?)

Fonte: “Il Pci ai giovani!”, pubblicato
su Nuovi Argomenti, n.10, aprile-giugno 1968

IDIOZIE DIREZIONALI di un popolo soggiogato.

Bene, adesso che avete letto tutto, mi permetto di far notare che difficilmente il popolo da solo si libera del giogo dei burattinai. Le forze armate sono e resteranno l’ago della bilancia, anzi sono la bilancia stessa. Quindi è bene approntare e quantomeno cercare una collaborazione con costoro, per il bene comune. Marco Cedolin evidenzia un dato di fatto a cui però dobbiamo dare una risposta diversa da quanto la logica apparentemente ci porta, ci induce a pensare.

Con StampaLibera cerchiamo di produrre un livello più elevato di consapevolezza e spirito critico andando oltre gli schieramenti. E’ stato facile farlo, è naturale capire che contrapporre odio ad odio non si va da nessuna parte, eppure proprio fra le schiere di quanti sembra lottino per la giusta causa  esistono le più razziste barricatecontrapposizioni.
Se provate a criticare  il  comportamento inquisitorio dei barricaderi, da sinistra vi sputeranno addosso qualche loro preconfezionato epiteto. Vi daranno in qualche caso del comunista, inteso come filorusso, ovvero filo regime “antidemocratico”, ma molto più spesso se non siete allineati vi daranno del fascista, come tempo fa si dava del democristiano, come si fa con i credenti di tutte le religioni a cui danno dei creduloni, come si fa con i poliziotti che sono sempre bastardi e figli di puttana, come si inizia a fare con i veri pacifisti che vengono additati come provocatori e sabotatori dell’ordine pubblico, come si fa con gli storici critici del cosidetto olocausto definiti ormai automaticamente antisemiti quando non nazisti dagli idioti di sinistra, (nel senso che si reputano di sx ) in prevalenza, ma anche di destra.

Questo per evidenziare la perversa e suicida deviazione sedimentata nel profondo del carattere del popolo italiano, ormai addestrato da mezzo secolo al suicidio sociale, indottrinato com’è dalla logica della contrapposizione politica, ideologica, razziale e supino ai desiderata dei loro padrini anglousraeliani  e nei quali il germoglio della ragione fatica ad attecchire.

Sveglia Italia che è già tardi!

LB

29 Commenti a “Da Pasolini a Cedolin”

  • andreaa:

    Condivido in parte l’articolo. Ho visto numerose volte cariche della cellere senza motivo o per impaurire i manifestanti e disperderli. Penso che non si voglia far manifestare in realtà.

    C’è pertanto talvolta un’azione preordinata contro le libere manifestazioni.

  • Paola:

    Credo che Grillo abbia colto nel segno anche questa volta : il ragazzo che abbraccia un poliziotto in tenuta “antisommossa ” è un’immagine che sintetizza magnificamente la realtà e apre un grande spazio per il nuovo sogno di un mondo diverso.
    Ho scritto nel mio commento a “ La versione della Reuters sui fatti di ieri in Italia “ che l’unico modo per sconfiggere questi avversari del genere umano che si sono impadroniti del mondo è : non sognare il loro sogno.
    Le parole di Grillo, il suo immaginario, la sua spinta a vedere come stanno realmente le cose e fornire una nuova soluzione mi piacciono proprio.
    Sono stanca degli intellettualismi che finiscono il discorso nell’autodistruzione come soluzione finale ( vedi Pasolini) e del liberismo che porta alla dissoluzione per mancanza di energia.
    Grillo mi piace anche per la sua storia personale. Si potrà dire : il pubblico col privato non c’entra e non deve entrarci. Sbagliato ; per me pubblico e privato sono la stessa cosa, devono formare la stessa persona altrimenti si ha davanti solo un bugiardo.
    Grillo era un comico, poi ho letto sui giornali che gli è morto un figlio e per lungo tempo è sparito dalle tv e dai giornali. Poi è tornato arrabbiato come non mai ed ha preso a fare comizi nelle piazze. Non so cosa gli abbia tirato fuori la rabbia e credo persino che sia un sentimento distruttivo, ma non posso fare a meno di pensare che sia genuina.
    La morte di un figlio ti fa crollare il mondo addosso e niente è più come prima : o cambi modo di vivere e vedere la realtà o smetti di vivere anche tu e rinneghi l’intero universo.
    Credo che alla base del pensiero di Grillo ci sia un’onestà viscerale. Credo che ci sia il desiderio di cambiare in meglio la realtà che gli ha sconvolto la vita e la sconvolge a milioni di persone e… sovente le sue uscite sono azzeccate. Questa che ci fa vedere come il nostro quotidiano sia uguale a quello dei poliziotti e ci mostra il sogno da sognare ( vedi mio post menzionato sopra )
    Bravo Grillo.

    • Jacopo Castellini:

      non sognare il loro sogno.
      Ha proprio ragione, condivido appieno. Proponiamo sogni diversi o saremmo sempre vittime di quelli altrui (incubi per noi).

  • maya:

    - il poliziotto e’ un mestiere che si fa per soldi, quindi il denaro (che serve per soddisfare l’ego) viene prima degli altri uomini.

    - chi manifesta lo fa per sfogare la rabbia che gli viene da non sa dove perche’ non sa nemmeno perche’ manifesta.
    anche qui l’ego e’ protagonista, chi manifesta non gliene frega un tubo degli altri, lavora per se’. che poi trovi altri come lui che fanno la stessa cosa e’ un effetto collaterale.

    per questo le proteste non hanno mai cambiato niente, perche’ gonuno lavora per se’. per costruire qualcosa di nuovo occorre invece lavorare insieme, cosa che chi protesta non sa fare altrimenti non sarebbe li’ a protestare e a cercare di costruire qualcosa con la forza, con la forza si distrugge solo.

    e’ il momento odierno che e’ caratterizzato da questo ego, vorremmo tutto per noi e subito, senza capire che le cose che abbiamo sono venute fuori per collaborazione tra tanti.

    fra questi tanti, chi ha capito che la collaborazione porta a costruire, ne ha tratto vantaggio. il somaro non lo capisce, anzi e’ invidioso. li ha chiamati con vari nomi (elites, illuminati, banchieri, religione, ecc) e cerca di combatterli, la competizione fa parte della natura.

    l’unica arma che ha il somaro per andare contro quelli piu’ in gamba di lui e’ la forza bruta, non sa fare altro. una parte di questi somari, essendo apputo somari, viene reclutata da quelli in gamba in modo che se la suonino tra di loro.

    alla fine ognuno ha sempre quello che vuole e quello che si merita.

  • Ghilgamesh:

    La violenza è come la pietra cieca e sorda. La violenza non ha mai ragione ne pretende di averla. La violenza è solamente l’ultimo ultimo atto prima della sconfitta.

  • Marco:

    Ma secondo te Grillo non lo sa che la polizia ubbidisce agli ordini del governo? Mica è scemo. Con quel suo discorso cercava solo di far capire ai poliziotti di scostarsi un po’ dagli ordini impartiti e di usare la propria testa. Non capisco tutta questa propaganda contro Grillo, come fosse stato lui in questi ultimi 20 a sfasciare l’Italia! Prendetevela con il PD e il PDL piuttosto e guardate dove ci hanno portato con la loro miserabile e incompetente politica. Siamo sotto un regime che ci sta portando a fare la fine dell’ Argentina e continuiamo a denigrare Grillo. Almeno lui qualcosa cerca di fare.

  • giuseppe sartori:

    nell’agire puoi essere PER o CONTRO .
    se sei PER i nemici non ti mancheranno e ti verranno a cercare ma, comunque, l’iniziativa ce l’hai in mano tu.
    se sei CONTRO attacchi sempre qualcuno che ha l’iniziativa in mano lui e che ti porta a tua insaputa dove vuole lui.

  • Dante:

    Quote “Sveglia Italia che è già tardi!” Unquote

    Ma si è mai visto un gregge di pecore ribellarsi al pastore e ai suoi cani? L’unica speranza è che il pastore si renda conto che anche la sua è una vita di merda

    • Dante i poliziotti non sono un gregge e gli altri non sono cani!! sono proprio frasi come la sua che aizzano la violenza… questo è un bell’articolo e lino bottaro si merita i complimenti per averlo pubblicato non si può sempre vedere il male in tutto e in tutti.

  • bell’articoolo,
    dalle considerazioni, passando per l’attualissimo pasolini.
    infondo credo che a fregarci spesso siano le “interiorizzazioni degli stereotipi”.
    buon lavoro

  • Simone:

    I più grandi crimini contro l’umanità sono stati attuati da militari o forze dell’ordine che ubbidivano a degli ordini. Questa giustificazione è stata usata come paravento per ogni genere di nefandezza. Per cui posso anche concordare sul fatto che difficilmente i poliziotti seguiranno il consiglio di Grillo, d’altra parte però bisogna riconoscere che la logica dell’ubbidienza “cieca, pronta e assoluta” è demenziale. Chi esegue ordini criminali è, ipso facto, un criminale.
    Credo pertanto che sia più che mai attuale la lettera che nel 1965 don Lorenzo Milani inviò ai cappellani militari toscani:

    http://www.panarchy.org/donmilani/obbedienza.html

    L’obbedienza non è più una virtù. Teniamolo sempre presente.

  • jo:

    Deve essere per legge possibile l’ identificazione del cellerino, riportata chiara e in grande sul casco e sulla divisa, da un codice. Ogni manifestazione deve avere sempre un seguito di persone che riprendono i fatti.

    Lo stesso vale per le forze dell’ ordine. Pensiamo siano dediti a un servizio, ma quando hai da relazionare o da subire, ti puoi trovare davanti una persona come te con gli stessi limiti e deviazioni culturali, ma con un potere occulto (non identificabile) che viene usato per imporsi. Certo che c’e’ modo e modo e persona persona, ma deve essere chiara una cosa, pari all’ identificazione di chi e’ coperto da casco e ha il manganello:

    Ogni forza dell’ ordine statale, militare, privata o locale, deve esibire un documento di identificazione alla persona fermata, riportante nome cognome foto e caserma dove svolge il suo lavoro.

    Queste due regole devono diventare legge e prassi.

    In una democrazia devi rendere conto alla gente e al giusto, principalmente, e piu’ sei in alto piu’ ti devi abassare, altrimenti tutto si logora iniquamente dal basso fino all’ alto e dall’ alto fino al basso, e fra esseri umani tra di loro. Non saremmo arrivati ai giorni d’ oggi a queste condizioni misere di sistema, di vita, e sopratutto di cultura inerme e soprafazione della misera intelligenza umana, se si sarebbero applicate le elementari norme di verita’ e di rispetto.

    Il contatto di forza fra stato e popolazione e’ il contatto fra forze dell’ ordine e citadini.
    Per cui, sapere con chi hai a che fare, rendi ragione alla coscienza della singola persona, tua e dell’ altro, nei confronti di un operare di sistema.

    FORZATE E INFORMATE IN INTERNET, AFFINCHE’ SIA MESSA PER LEGGE L’ OBBLIGO DI IDENTIFICAZIONE DI CHI SI COPRE CON IL CASCO E USA OGGETTI DA LEDERE, E L’ ESIBIZIONE DI IDENTITA’ TRAMITE DOCUMENTO, DELLE FORZE DELL’ ORDINE DI OGNI CATEGORIA.

    Lo scambio di documenti rendono le persone civili e paritarie, e chi svolge una funzione, solo allora svolge un servizio.

    • silvio:

      Che per caso deve anche mostrare il suo recapito telefonico,ma cosa dice,ma lei ha mai indossato una divisa?e ne sa a quante grane e responsabilità va in contro per 1200€ al mese?ma chi manifesta è munito di quanto lei pretenda?

      • boris:

        “Dante i poliziotti non sono un gregge” e vero,semai sono cani.
        Da bravo cellerino non riesci nemeno a capire cio che leggi.
        “Che per caso deve anche mostrare il suo recapito telefonico” -me pare anche giusto,visto che tu in perfetto annonimato mi puoi chiedere i documenti ,rompere le palle senza nessun motivo e alla fine prendere a calci se ti girano, e a me cosa rimane?
        O ingoio il rospo e abasso la testa(99,9% dei casi)o mela prendo con tutti gli stronzi in divisa,magari a fucilate (mica male come idea)
        “ne sa a quante grane e responsabilità va in contro per 1200€ al mese?”-quest’affermazione non’e una atenuante ma al contrario un AGRAVANTE paragonabile al agravante dei futili motivi.

      • jo:

        x silvio. Comunque sia il numero identificativo lo devono avere i cellerini, Stop.Tutte le altre forze dell’ ordine esibire un documento. Stop. I manifestanti hanno il diritto di manifestare civilmente, e i vandal essere arrestati. Stop.

        Qui, non e’ in gioco una disputa fra tifoserie, qui si scalgia da una e dall’ altra parte, il diritto di far finire una frode legalizzata, e la risposta tramite la foza, di chi tramite loro vuole imporre tutto questo. E l’ azione dei cellerini e’ descriminante ( vedi tav, genova ecc), e di conseguenza trova e travera’ sempre una risposta anticipata ai medesimi modi e maniere. In spagna si sono tifiutati di proibire una manifestazione e di manganellare, essendo loro stessi cittadini e vittime del medesimo sistema che non da’ furuto ne a loro ne ai loro figli. In spagna, agiscono cellerini con divisa non spagnola, dell’ Euro Gen Force. Se sotto le divise, ci fossero delle persone culturate e civili, che sanno cosa sia una frode, la costituzione, la giustizia ecc ecc, non manganellerebbero e non proibirebbero alcun percorso, e se la disputa e’ diretta fra cittadino e governante, siano loro a scendere in piazza a spiegare i tanti perche’ che non volgiono spiegare e continuano nella loro strada e distruzione sulla spalle della gente.

        Vediamo di guardare le cose un po’ piu’ in grande e piu’ profondamente, altrimenti, mettiamo la sedia elettrica all’ istante, e avremmo un mondo civile per forza, mentre gli altri useranno ancora melgio di te della tua vita e dei tuoi soldi. Anche gli schiavi si sono ribellati, e anche lo schiavismo e’ scomparso ( dove si sono rpogrediti), ( anche se altre forme di schiavismo hanno preso il posto ).

  • francesca:

    Grazie Lino, grazie a SL che davvero cerca di scuotere le menti irrigidite e i pensieri intorpiditi di chi ragiona sempre per schemi di contrapposizione, senza voler vedere la grande complessità degli eventi, la loro “biodiversità”. Sono figlia di un carabiniere, arruolatosi nell’immediato dopoguerra, mi sono riconosciuta, ho riconosciuto mio padre, la mia famiglia nelle parole di Pasolini. Dobbiamo provare a ragionare con il cuore, imparare ad intrecciare pensieri e sentimenti, guardare agli eventi senza sperare di trovare uno schema per incasellarli, potremmo perdere troppo tempo in un’attività che ci distoglie dalla ricerca del vero. Siamo bombardati da notizie che ci frastornano, ci tolgono tranquillità e sono mirate a renderci sempre più insicuri e bisognosi di guide. Non lasciamo i nostri cervelli e i nostri cuori in balia di chi sicuramente non vuole il nostro bene.

  • Luca:

    E quindi, quale soluzione si propone qui? La violenza porta violenza, lo sappiamo da sempre. Subire le botte e i ricatti dei padroni? Poi non sono molto convinto che i poliziotti siano solo sempre dei poveracci che non hanno trovato di meglio per sfamare la famiglia. Molti sembrano convinti del ruolo che hanno, che si sono comunque cercati, di braccio armato di una giustizia falsa e parziale. Se avessero un minimo di etica e di rispetto degli altri, avrebbero cercato un altro lavoro per portare a casa il pezzo di pane. Detto questo, non ci rimane che sperare in qualche masaniello che dalle barricate porti a casa qualche punto a favor degli oppressi. E che questi non smettano mai di lottare per ottenere un po’ di dignità e giustizia da questi governi telecomandati dalle banche e dalle multinazionali. Rimane vero il vecchio slogan: el pueblo unido, jamas sera’ vencido. Revolucion !

  • Carlo:

    Mi dispiace ma non condivido pienamente, i poliziotti hanno fatto un giuramento nei confronti della costituzione, e non del presidente del consiglio, non eletto neppure in parlamento, perchè il Sig. Monti è stato eletto senatore dal Capo dello stato.

  • Giorgio:

    Al contrario di ciò che affermate, esiste nel vostro. sito un’articolo a cura di Jacopo Castellini in data 25 Maggio 2012 “La polizia tedesca solidarizza con i manifestanti”. Vi mettete d’accordo?.

    • Jacopo Castellini:

      L’articolo da me postato a cui lei si riferisce è frutto di un equivoco. Ciò nonostante propone alla coscienza collettiva un evento auspicabile, anche in Italia. L’articolo di Lino Bottaro che commentiamo mi sembra esprimere questo stesso sentire.
      A rileggerla.

  • Oh bella, il potere altro non è che questo, ossia la leva indiretta, il poter agire per interposta persona, l’ essere aldisopra …

    Ecco che, in ottica “sociale” e non solo economica, torna a rivalutarsi appieno la proposta di un salario di sussistenza: Il poliziotto sarebbe un mero braccio inerte e non pensante se il suo “lavoro” fosse scollegato dalla sua sopravvivenza fisica” ??

    … Se un salario di cittadinanza comunque garantito non lo relegasse per forza a livello di automa ??

    E come sarebbe “altro” tutto il discorso sul potere, e la “regolazione automatica” dello stesso, n’ est-ce pas ?!

  • DarksideOfAquarius:

    A parte che ce ne sono diversi che a manganellare si divertono eccome. “Non c’è nulla di più eccitante che pestare una persona disarmata e immobilizzata!” si vantavano certi miei conoscenti non molto tempo fa. Forse questi onesti lavoratori dovrebbero starsene in un recinto e grufolare nella mangiatoia, e i suini girare in divisa. In pochi noterebbero la differenza; comunque, la polizia dovrebbe proteggere il cittadino, la costituzione e cose così. Non sono mercenari, sono poliziotti il che sulla carta sarebbe un tantino diverso… eh, ma tengono famiglia, devono obbedire al governo, fanno solo il loro mestiere. Tutte scuse. Rinunciare a quei due spiccioli che chiamano stipendio? Sarebbe il MINIMO. Se fossero veri Uomini. Invece sono perlopiù dei poveri ominicchi e quaqquaraqquà, e soprattutto traditori della costituzione, traditori della patria e traditori dei cittadini. Solo VERGOGNA per queste forze dell’ordine, di cui non riconoscerò più l’autorità fino a quando non faranno una bella retata in parlamento. Non la faranno, giusto? Bene, allora sono semplicemente dei CRIMINALI esattamente come i loro datori di lavoro.

  • Roberto Santi:

    Ma, secondo me ho dei forti dubbi che i picchiatori si ravvedano, li dovevi vedere con quanto sadismo picchiavano tutti indistintamente se erano ragazzine o le loro madri, sembravano dei cani arrabbiati senza più nessuna ragione. Di una cosa si sono dimenticati che sono al servizio di noi cittadino e no dei politici, che anche i politici si sono dimenticati del perché sono al potere, ho hanno paura di quei ragazzini che protestano con i loro genitori ? una bella novità in questo buio secolo di corrotti e di golpisti globalizati.

    • jo:

      I cellerini sono principalmente persone abilitati e formati per contenere e attaccare con la forza. Non devono ne pensare ne far valere idee. Hanno delle regole, ma quando le applicano, sono determinati oltre il dovuto uso della forza. E loro hanno come mentalita’, che la gente che devono menare, sono bastardi e teppisti, e che chi mantiene loro cellerini e’ rispettabile e gli da’ da lavorare. Inutile dire che molti sono formati come istruzione, ma i piu’ sono teste calde che anziche’ essere peggio nella societa’ o a casa, trovano il loro realizzarsi li. Sono operai del manganello. Di acculturati ne ho sentito uno in una trasmissione. Diceva: Si, non ci devono essere eccessi da parte dei cellerini, ma la violenza che si subisce poi la si scarica. E, davanti ad una violenza per contestare lo stato, noi non possiamo permettere che uno stato sia sovvertito, venendo meno un ‘istituzione che garantisce un paese.
      C’e’ un potere con i suoi mezzzi tramite una rete di sistema che si e’ formata e non lascia spazio, e c’e’ invece una societa’ che reclama la giustizia e la vita. Gli uni vedono in un modo gli altri in un altro, ma i soldi e il di dietro di chi esono ? E loro ci marciano, e te devi marciare a suon di manganelli. Il limite ultimo del dialogo.

  • Maciknight:

    Quando non arriveranno gli stipendi ai poliziotti e carabinieri per alcuni mesi di seguito, vedrete che solo allora si porranno il problema se continuare a manganellare o no. Altrimenti continueranno ipocritamente a comportarsi come quel poliziotto ambiguo e dalla faccetta candida e furbetta intervistato blandamente in studio da Formigli all’ultima puntata di PIAZZA PULITA su La7

  • barabba:

    Le proposte di Jo sono le migliori, ma si potrebbero realizzare solo in una democrazia.
    Ci dobbiamo convincere, tuttavia, che in Italia e in tutta Europa è al potere la dittatura più crudele della storia umana.
    Il denaro di cui veniamo rapinati, infatti, serve a salvare le banche, perché, se queste falliscono, il liberismo crolla.
    Insoma o vinciamo noi ritirando i soldi dalle banche o vinceranno loro e ci schiavizzeranno definitivamente.
    Fortunamente per noi però i fondamentali del Sistema stanno crollando, perché non si può imporre a centinaia di milioni di persone di morire di fame per la gioia di poche migliaia di satanisti.
    I poliziotti passeranno dalla nostra parte quando, tra non molto, il loro stipendio, come il nostro, servirà a malapena ad acquistare un litro di latte e un chilo di pane al giorno.
    Non c’è altra soluzione che ritirare i soldi dalle banche.

    • boris:

      “I poliziotti passeranno dalla nostra parte quando, tra non molto, il loro stipendio, come il nostro, servirà a malapena ad acquistare un litro di latte e un chilo di pane al giorno.”-Sbagliato e di bruto.
      Passerano dalla nostra parte soltanto quando in parecchi perderano la sporca pellaccia e gli altri capirano che e arrivato il loro turno.
      Prima in nessun caso e la storia lo ha ampiamente dimostrato,o forse sbaglio?

  • NEO:

    Tutto ciò che dite sarebbe giusto se noi vivessimo in una vera Democrazia, ma tanto a noi che cazzo ci frega, non sappiamo nemmeno cosa sia…

    http://www.megachip.info/tematiche/fondata-sul-lavoro/9306-elsa-fornero-ammette-il-golpe-finanziario-ora-si-apra-un-fascicolo-dinchiesta.html

  • Sergio:

    Ma come si fa a difendere della gente che ha SCELTO di vestire una divisa e abdicare alle proprie responsabilità per trasformarsi in automa? Ma dai, va! Chiedete ai genitori di Cucchi e Aldrovandi cosa ne pensano! Per me articolo rispedito al mittente!

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