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Piergiorgio Odifreddi, matematico che fino a oggi scriveva opinioni sul blog e sul quotidiano stampato di La Repubblica. Nel giornale La Repubblica, schierato a fianco del sionismo, Oddifreddi faceva comodo fintanto che da matematico demoliva la religione cristiana, ma non appena ha dimostrato di essere un essere umano e si è schierato con i perseguitati di Gaza è stato censurato dallo stesso organo sionista.  Se c’era bisogno di una ennesima conferma circa la sudditanza dei nostri organi di stampa verso Israele eccola! ndr

di: WSI Pubblicato il 20 novembre 2012| Ora 17:18
Accuse dure del matematico a Israele: il suo intervento scompare dopo 24 ore e lui se ne va, LEGGI L’ARTICOLO CANCELLATO. Il saluto ai lettori: “Continuare sarebbe un problema. D’ora in poi dovrei ogni volta domandarmi se ciò che penso può non essere gradito”.

Piergiorgio Odifreddi, matematico che fino a oggi scriveva opinioni sul blog e sul quotidiano stampato di La Repubblica.

Il contenuto di questo articolo, pubblicato da Il Fatto Quotidiano – che ringraziamo – esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.
Ieri sera, infatti, il suo post nel blog “Il non senso della vita” non c’era più. Tanto è bastato, comunque, perché Odifreddi decidesse di scrivere un ultimo intervento, di commiato, per salutare i numerosi lettori che lo hanno seguito fin qui. D’altronde l’intervento in un blog non riflette la linea editoriale del giornale, che del resto nei casi più controversi – come potrebbe essere questo – può scegliere di pubblicare due interventi in antitesi (l’uno che intende confutare l’altro), davanti ai quali i lettori possono confrontarsi.

“Per 809 giorni Repubblica.it ha generosamente ospitato le mie riflessioni – scrive Odifreddi nel suo saluto – che spesso non coincidevano con la linea editoriale del giornale, e ha offerto loro l’invidiabile visibilità non solo del suo sito, ma anche di un richiamo speciale nella sezione Pubblico. Da parte mia, ho approfittato di questa ospitalità per parlare in libertà anche di temi scabrosi e non politically correct, che vertevano spesso su questioni controverse di scienza, filosofia, religione e politica”.

“Naturalmente, sapevo bene che toccare temi sensibili poteva provocare la reazione pavloviana delle persone ipersensibili. Puntualmente, vari post hanno stimolato valanghe (centinaia, e a volte migliaia) di commenti, e aperto discussioni che hanno fatto di questo blog un gradito spazio di libertà. Altrettanto naturalmente, sapevo bene che la sponsorizzazione di Repubblica.it poteva riversare sul sito e sul giornale proteste direttamente proporzionali alla cattiva coscienza di chi si sentiva messo in discussione o criticato”.

“Immagino che il direttore del giornale e i curatori del sito abbiano spesso ricevuto lagnanze, molte delle quali probabilmente in latino – ammette – Ma devo riconoscere loro di non averne mai lasciato trasparire più che un vago sentore, e di aver sempre sposato la massima di Voltaire: ‘Detesto ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo’. Mai e sempre, fino a ieri, quando anche loro hanno dovuto soccombere di fronte ad altre lagnanze, questa volta sicuramente in ebraico”.

Ma poi, ieri, ecco la cancellazione del post che “non è, di per sé, un grande problema: soprattutto nell’era dell’informatica, quando tutto ciò che si mette in rete viene clonato e continua comunque a esistere e circolare. Non è neppure un grande problema il fatto che una parte della comunità ebraica italiana non condivida le opinioni su Israele espresse non soltanto da José Saramago e Noam Chomsky, al cui insegnamento immodestamente mi ispiro, ma anche e soprattutto dai molti cittadini israeliani democratici che non approvano la politica del loro governo, ai quali vanno la mia ammirazione e la mia solidarietà”.

“Il problema, piccolo e puramente individuale, è che se continuassi a tenere il blog, d’ora in poi dovrei ogni volta domandarmi se ciò che penso o scrivo può non essere gradito a coloro che lo leggono: qualunque lingua, viva o morta, essi usino per protestare – Dovrei, cioè, diventare ‘passivamente responsabile’, per evitare di non procurare guai. Ma poiché per natura io mi sento ‘attivamente irresponsabile’, nel senso in cui Richard Feynman dichiarava di sentirsi in Il piacere di trovare le cose, preferisco fermarmi qui”.

“Tenere questo blog è stata una bella esperienza, di pensiero e di vita, e ringrazio non solo coloro che l’hanno ospitato e difeso, ma anche e soprattutto coloro che vi hanno partecipato – conclude Odifreddi – La vita, con o senza senso, continua. Ma ci sono momenti in cui, candidamente, bisogna ritirarsi a coltivare il proprio giardino”.

Ma la scomparsa improvvisa del post aveva scatenato proprio i frequentatori più assidui del blog di Odifreddi che, utilizzando lo spazio del suo articolo precedente, non solo hanno chiesto insistentemente al matematico come mai quel testo fosse stato rimosso, ma lo hanno copiato e incollato a beneficio di chi non l’avesse letto. A quel punto, certo, si è sviluppato il dibattito tra chi è d’accordo con la tesi di Odifreddi e chi non lo è. “Non c’era nessun delirio antisemita, filoislamico, comunista. Solo una condanna alla violenza” scriveva B.dg.

“Il post – secondo Giulioru – è un minkiata se l’ha o gliel’hanno tolto hanno fatto bene, non per i contenuti che sono aleatori come tutte le informazioni che ci imboccano, ma per l’uso di paragoni matematici che sono infantili e inopportuni. Uno, 10, 100 non è questione di moltipliche ma di follia umana che non ha formule né tempo né luoghi”.

I lettori del blog ora commentano invece l’addio del matematico al blog: “Con l’ultimo thread non ero d’accordo, come ho scritto – interviene Nivadi – Ciò non toglie che desidero continuare a leggere osservazioni non convenzionali e stimolanti facci sapere dove potremo leggerti. Smetterò di leggere il sito di Repubblica”. “Che gran peccato, il suo blog mi ha sempre offerto dei grossi spunti di riflessione – dice lucajeck_01 – A volte mi sono trovato in disaccordo con le sue vedute, ma è stato un piacere anche quello, poter testare il mio senso critico su argomenti complessi o comunque su punti di vista particolari è stato stimolante”.

Di seguito il post di Odifreddi cancellato dal blog:

Dieci volte peggio dei nazisti (18)

Uno dei crimini più efferati dell’occupazione nazista in Italia fu la strage delle Fosse Ardeatine. Il 24 maggio 1944 i tedeschi “giustiziarono”, secondo il loro rudimentale concetto di giustizia, 335 italiani in rappresaglia per l’attentato di via Rasella compiuto dalla resistenza partigiana il 23 maggio, nel quale avevano perso la vita 32 militari delle truppe di occupazione.

A istituire la versione moderna della “legge del taglione”, che sostituiva la proporzione uno a uno del motto “occhio per occhio, dente per dente” con una proporzione di dieci a uno, fu Hitler in persona.

Il feldmaresciallo Albert Kesselring trasmise l’ordine a Herbert Kappler, l’ufficiale delle SS che si era già messo in luce l’anno prima, nell’ottobre del 1943, con il rastrellamento del ghetto di Roma. E quest’ultimo lo eseguì con un eccesso di zelo, aggiungendo di sua sponte 15 vittime al numero di 320 stabilito dal Fuehrer. Dopo la guerra Kesselring fu condannato a morte per l’eccidio, ma la pena fu commutata in ergastolo e scontata fino al 1952, quando il detenuto fu scarcerato per “motivi di salute” (tra virgolette, perché sopravvisse altri otto anni).

Anche Kappler e il suo aiutante Erich Priebke furono condannati all’ergastolo. Il primo riuscì a evadere nel 1977, e morì pochi mesi dopo in Germania. Il secondo, catturato ed estradato solo nel 1995 in Argentina, è tuttora detenuto in semilibertà a Roma, nonostante sia ormai quasi centenario.

In questi giorni si sta compiendo in Israele l’ennesima replica della logica nazista delle Fosse Ardeatine. Con la scusa di contrastare gli “atti terroristici” della resistenza palestinese contro gli occupanti israeliani, il governo Netanyahu sta bombardando la striscia di Gaza e si appresta a invaderla con decine di migliaia di truppe.

Il che d’altronde aveva già minacciato e deciso di fare a freddo, per punire l’Autorità Nazionale Palestinese di un crimine terribile: aver chiesto alle Nazioni Unite di esservi ammessa come membro osservatore! Cosa succederà durante l’invasione, è facilmente prevedibile. Durante l’operazione Piombo Fuso di fine 2008 e inizio 2009, infatti, compiuta con le stesse scuse e gli stessi fini, sono stati uccisi almeno 1400 palestinesi, secondo il rapporto delle Nazioni Unite, a fronte dei 15 morti israeliani provocati in otto anni (!) dai razzi di Hamas.

Un rapporto di circa 241 cento a uno, dunque: dieci volte superiore a quello della strage delle Fosse Ardeatine. Naturalmente, l’eccidio di quattro anni fa non è che uno dei tanti perpetrati dal governo e dall’esercito di occupazione israeliani nei territori palestinesi.

Ma a far condannare all’ergastolo Kesserling, Kappler e Priebke ne è bastato uno solo, e molto meno efferato: a quando dunque un tribunale internazionale per processare e condannare anche Netanyahu e i suoi generali?

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10 Commenti a “Israele: Odifreddi parla di “logica nazista”. Repubblica lo censura, lui se ne va”

  • andreaa:

    Ho piacere di vedere questo articolo su Odifreddi che ha dimostrato essere un uomo libero
    e che nella sua argomentazione contro l’azione disumana d’Israele mi rappresenta pienamente.
    Bisogna cominciare ad alzare la testa e non accettare tutto il male che ci viene proposto senza protestare, solo così ci sarà una speranza.

  • Stefano:

    E’ impressionante di quanto potere abbia questo popolo ormai nel mondo.
    E quello che fa più impressione è la protezione del quale gode.
    Comunque vada a finire in Palestina,la guerra moralmente l’hanno vinta i palestinesi anche se dovessero essere trucidati tutti dalle armi di Israele.

  • SDEI:

    @Lino BOTTARO,

    penso & credo che un giornalista così “coraggioso” NON debba ESSERE mai lasciato SOLO anzi DEVE poter DARE il suo prezioso contributo SEMPRE;
    pertanto Ti suggerisco di contattarlo e di offrirgli uno spazio su STAMPA LIBERA per poter così esprimere le sue IDEE giornalistiche probabilmente SIMILI alle nostre,
    questo lo dovremmo FARE con TUTTI/TUTTE quelli/quelle che il SISTEMA cerca di “emarginare-denigrare-ostacolare” in quanto questa è la funzione & la ricchezza di STAMPA LIBERA !!!

    HASTA SIEMPRE la VIDA & la VICTORIA
    SDEI/Sergio

  • Panhandle:

    Quante cose dovrebbe spiegare, “La Repubblica”. A cominciare dagli ‘anni di piombo’, per finire con la crisi economica odierna, passando per Tangentopoli…
    Un giornale che è la più grande, insopportabile onta sul suolo italico.

  • freak70:

    Complimenti vivissimi per l’onestà. Da qua bisogna ripartire.
    Un abbraccio

  • white wolf:

    la cosa piu assurda secondo me,è questa logica di pensare di essere liberi e di poter scrivere verità scomode senza tenere conto dei padroni,quando mai potra essere libera la stampa e i media in genere,se chi scrive e lavora prende lo stipendio ed è pagato dal padrone?come puo essere libero un uomo essendo ricatato dal lavoro e quindi dai soldi e dalla sopravvivenza che ne deriva?quando si capira questo semplice concetto?questo bisogna tenerlo a mente in ogni campo di questa corrotta società,e capire che non esiste democrazia,non esiste nessuna libertà nessun libero pensiero nessun libero arbitrio,finche ci saranno i soldi a dettare legge,siamo immersi nella madre delle dittature la dittatura del denaro.E questa nobilta si basa sui soldi come ben descritto dai protocolli dei savi di sion,il resto francamente è stupida retorica di chi ha sempre sostenuto questo schifoso sistema e ora pretende di essere il baluardo della libertà,vi è solo una cosa da fare con urgenza,annientare i soldi e questa elite satanica che si erge su di essi,se non si fa questo non vi sara scampo per l’umanità.

  • luis:

    per molto meno l’onu, l’alleanza atlantica, stati uniti e europa si sono messi d’accordo per dare un territorio agli albanesi del kosovo e allora perchè non ai palestinesi, a la fine dei conti abitano quella terra da diversi centinaie di anni e i sionisti, belli come il sole sono arrivati verso la fine del 19° secolo comprando terreni agli ottomani che controllavano allora la palestina, il resto se lo sono presi di forza con l’aiuto delle lobby da loro gestite. o risolviamo il problema o andiamo dritto a sbattere contro un muro ad alta velocita co tutte le consequenze disastrose del caso. diamoci una regolata. oddifreddi non simpatico, ma logico si, ne ha per tutti a lo stesso modo e questo gli va detto.

    • Michael:

      Assisto e constato la libertà incontrastata di dire cose che mancano di fondamenta. Chi scrive queste cose è vittima della non conoscenza che i fatti storici ossia il tutto non è cominciato 20 anni fa, e neanche 30 anni fa, ma ha radici poco più in la. Se qualcuno qui partecipasse a un quiz su temi storici o geopolitici sicuramente perderebbe al 100% se le domande fossero fuori dalla sua regione.
      Io stesso sono disponibile per domande ma solo fatte da gruppi di almeno 10 convinti di queste verità che elogiano qui. Questo per aumentare il potenziale delle domande.
      La mie email è a_team@libero.it e la pubblico perché la riservatezza è ambito di chi si nasconde.
      L’articolo che non ho avuto modo di leggere è stato probabilmente censurato per non incorrere nelle facili sentenze di difamazione, facili probabilmente perché a giudizio del editore, (sempre che non conosco il contenuto), dico forse erano difficilmente difendibili.
      Saluti da una mente libera di pregiudizi, liberatevi prure, leggete i fatti storici e abbandonate odio e passioni.

  • Marco:

    Io so solo una cosa, che a Gaza, ci sono famiglie che vengono ammazzate.
    E come sempre chi va di mezzo a tutto, sono i bambini.

    Ma vogliono far credere che uno stato superarmato come quello D’Israele ha paura di due missili???

    Ma andassero a fanculo loro e tutti i governi occidentali che non fanno mai un cavolo e stanno portando alla rovina pure noi.

    Ha ragione chi ha detto che ” comunque vada a finire in Palestina,la guerra moralmente l’hanno vinta i palestinesi ”

    So che non bisogna mai generalizzare o fare di tutta l’erba un fascio, ma popolo più merdoso di quello ebraico mai visto!!!

  • dave:

    Colpire le basi da cui i palestinesi lanciano missili sui civili e i bambini israeliani (Gaza) non è sparare uno a uno su innocenti con le mani legate (Fosse Ardeatine). Odifreddi ha sbagliato

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