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Ansa: Onu: quali sono i 9 ‘paesi’ che hanno detto no alla Palestina? NEW YORK – I nove no alla risoluzione dell’Onu sullo stato di osservatore non membro delle Nazioni Unite non hanno riservato sorprese. Hanno votato contro Stati Uniti, Israele, Panama, Palau, Canada, Isole Marshall, Narau, Repubblica Ceca e Micronesia. La Germania si è astenuta.

Articolo di Claudio Moffa * Link

Non sarà stata proprio una sonora mazzata, ma una sconfitta sì, e non solo simbolica. Per accorgersene – per capire che gli ultimi eroici 160 palestinesi assassinati dalla furia israeliana non sono morti invano, perché hanno avuto un effetto boomerang sulle pretese del governo di Tel Aviv – si può iniziare con un dato: non sono 9 gli Stati che hanno detto no alla risoluzione propalestinese approvata ieri alle Nazioni Unite con 138 voti a favore e  41 astenuti, ma nei fatti solo 5: Israele, Stati Uniti, Canada, Repubblica ceca, Panama. Gli altri 4 Stati sono delle microbiche isole dell’arcipelago della Micronesia, chi diventato “indipendente” nel 1994 dagli Stati Uniti, chi un decennio prima, tutti poi con un territorio nazionale composto o da una sola isoletta o da un arcipelago per una superficie complessiva -  per tutti e quattro gli “Stati” – che non raggiunge i 1400 chilometri quadrati – meno di Rodi, isola lunga 87 chilometri e larga 37 – e con una popolazione totale di meno di 200 mila abitanti.

Il composito ‘fronte’ dietro la vittoria diplomatica della Palestina: 
da Morsi a Assad, da Hamas al VaticanoUna débacle sia pure solo diplomatica. Più di Durban agosto-settembre 2001. Forse solo in occasione del voto del 1975 dell’Assemblea generale sul sionismo come movimento razzista, lo Stato ebraico era rimasto così isolato: tale anche rispetto a una Europa divenuta negli ultimi decenni un cavalier servente di tutto quello che esce dalla bocca dei dirigenti israeliani, immemore della Dichiarazione di Venezia del 1980, e per quel che riguarda l’Italia, dell’abbraccio tra Pertini e Arafat nel 1982 e del discorso alla Camera di Craxi  del novembre 1985: “la lotta armata dei palestinesi è legittima”.
Una vittoria dunque della Palestina e di chi nel mondo arabo e islamico la sostiene, in una catena-domino composta al suo interno da diverse spinte, opzioni, governi, raggruppamenti, spesso poco in sintonia tra loro. Nelle retrovie, la grande rete diplomatica tessuta incessantemente dall’Iran,  che nell’agosto scorso è stato ospite di un vertice dei Non Allineati che passerà alla storia nonostante il silenzio-censura della stampa italiana, e che pochi giorni dopo ha rinsaldato i legami anche con Hamas. Poi per l’appunto Hamas, notoriamente conflittuale con la moderata AP ma dichiaratasi alla fine in modo favorevole al voto ONU. Poi l’Egitto di Morsi, protagonista di una tela diplomatica passata anche per Roma – sede del governo più filoisraeliano della storia della Repubblica – avversario, Morsi, della Siria di Assad che pure ha sostenuto con fermezza la giusta causa palestinese nel Palazzo di Vetro. E lui stesso – il presidente egiziano – paradossalmente protagonista in questi giorni di una stretta autoritaria al Cairo che forse potrebbe essergli utile per capire che anche Damasco ha le sue ragioni nel contrastare con fermezza un assalto al suo regime in cui larga parte hanno avuto e hanno i servizi segreti stranieri, e il cui motivo vero è la resistenza pluridecennale della Siria alla pretesa di Israele di tenersi il Golan occupato.Tutto questo lavorio incessante ha ottenuto un risultato concreto: la Palestina è diventato Stato osservatore delle Nazioni Unite, avrà cioè diritto a intervenire nei dibattiti nell’Assemblea generale e – visti il riconoscimento non ancora dello Stato palestinese, ma della statualità della Palestina – attivare anche dei procedimenti di incriminazione presso la Corte Penale Internazionale. Potenzialità quest’ultima da verificare fattivamente, ma già adesso punto dolente per Israele e dei suoi alleati: non a caso uno dei motivi addotti dal governo prosionista di Cameron per l’astensione della Gran Bretagna, è stato proprio il nodo della CPI. La stampa israeliana, per finire, ha sottolineato l’esito negativo per lo Stato ebraico del voto ONU anche per quel che riguarda la rivitalizzazione da parte del Vaticano dell’antico progetto di uno status internazionale di Gerusalemme come città delle tre religioni della Bibbia. Non è pocoMa la strada non è in discesa: i rapporti complessi tra sionismo territoriale e a-territorialeMa tutto questo non vuol dire certo che  la strada dei diritti palestinesi e della pace è d’ora in poi in discesa. Primo, la reazione di Israele si è fatta subito sentire: Nethanyau ha già annunciato la ripresa degli insediamenti ebraici nei territori, un atto di ribellione tipico dello Stato sionista la cui politica estera non è mai stata guidata dal diritto internazionale, ma dalla Bibbia del dio Jahve, quello che avrebbe stabilito che gli Ebrei sarebbero il suo “popolo eletto”. Una politica estera che dal 1948 ad oggi ha sempre costitituito una mina vagante nelle relazioni internazionali regionali e mondiali.

Si può a questo punto pensare ottimisticamente (molto, troppo ottimisticamente) a una qualche controreazione anche in Occidente, tranne che lo scenario israelo-palestinese è, more solito, capace di trasbordare con molta ‘naturalezza’ su piani più ampli e più alti: da un punto di vista geopolitico la guerra all’Iran è sempre all’ordine del giorno per gli Stranamore israeliani, con il ‘valore aggiunto’, oggi , di possibile pendant-vendetta del sionismo alla sconfitta in sede ONU; sul piano economico, ci potranno essere rivalse indirette sul terreno finanziario, soprattutto nel caso di quei paesi europei – tra cui la Grecia – attanagliati dai ricatti della BCE e dei cosiddetti “mercati”, i cui nomi e cognomi comprendono tra le tante ‘famiglie’ bancarie e speculative anche quelle sioniste: è risultato evidente l’intreccio collaborativo tra il sionismo territoriale centrato sulle priorità espansioniste di Israele e il sionismo a-territoriale dei grandi poteri bancari e mediatici, “laici” occidentali, nella guerra di Libia, scatenata contro l’antisionista Gheddafi dal criminale di guerra Sarkozy – il capo di stato più filoisraeliano di tutta la storia dell’Europa postbellica, che appena assassinato il leader libico ebbe a dichiarare ‘ora tocca all’Iran’ – e finalizzata alla distruzione del sistema bancario statale della Jamahirya, ivi compreso il progetto gheddafiano di una moneta unica panafricana, il dinaro d’oro. Bisognerà vedere se queste due anime del sionismo – entrambe pericolose per l’indipendenza dei popoli (vedi tra l’altro i rigurgiti antinegazionisti anche in italia) ma con dinamiche e progettualità non sempre in sintonia tra loro – si muoveranno insieme dopo il voto di ieri, o se si attesteranno su posizioni differenziate.
Infine, last but not least, c’è il rischio di una svolta improvvisa, di un qualche brutto fatto che possa riportare indietro, di nuovo, l’orologio della storia del Medio Oriente.
Un ministato, ma attenti a ‘Al Qaeda’Questa terribile ipotesi non viene quasi mai considerata da una parte dell’opinione pubblica propalestinese, che pensa che il riconoscimento della Palestina come “stato osservatore” – ben poca cosa rispetto al sensato obbiettivo proposto da diversi intellettuali israeliani: uno stato bietnico di cittadini ebrei e palestinesi con eguali diritti e doveri – sia percepito come ‘robetta da nulla’ anche da tutti gli altri israeliani. Non è affatto così: nella percezione dell’estremismo sionista, una pur piccola inversione di tendenza è vista come un pericolo mortale.
Rabin era un sionista convinto, e venne assassinato per aver realisticamente accettato – certo, con il calcolo dei mutati equilibri mondiali dopo il crollo della pro-araba URSS – il dialogo con Arafat; a Sharon, già corresponsabile della strage di Sabra e Shatila, pensò il destino, un ictus che gli impedì di consolidare lo smantellamento delle colonie selvagge in territorio palestinese; e Colin Powell, pochi giorni dopo la già ricordata conferenza di Durban del 2001, mai poté svolgere il previsto discorso nel Palazzo di Vetro di New York che avrebbe annunciato il sì degli Stati Uniti allo Stato palestinese. Un ‘ministato’, un’entità insignificante e senza alcun pericolo per lo Stato ebraico (a meno che non si entri nella logica biblica della “terra promessa” da “liberare”) e che il segretario di stato americano non poté perorare in sede ONU quell’11 settembre 2011. Ci fu l’attentato che avrebbe cambiato la storia del mondo.
Non è questa certo la situazione odierna, ma non è nemmeno da escludere che dopo il voto di due giorni fa alle Nazioni Unite, torni alla ribalta delle cronache la solita Al Qaeda con qualche fattaccio, e ci sia un qualche colpo di coda. da parte degli stessi Soliti Noti, quelli che da decenni ostacolano una pace giusta in Medio Oriente.

 

28 Commenti a “Onu: i 9 paesi che hanno detto no alla Palestina”

  • barabba:

    Aggiungo le ultime notizie in merito alla vicenda mediorientale.
    Netanyahu ha dichiarato che se ne infischia della decisione dell’Assemblea Generale dell’ONU e che continuerà nella sua politica di insediamenti.
    Per tutta risposta, la Siria, per facilitare la riconquista delle alture del Golan, ha cominciato a caricare i suoi missili con armi chimiche da utilizzare contro i contractors che la vogliono devastare.
    Sono seguiti scambi di moniti dell’occidente contro la Siria e dei BRICS contro l’occidente.
    Mi pare che le cose stiano prendendo una brutta piega.

  • Arati:

    Finalmente !

  • Artos:

    Salve, secondo me adesso incominceremo a vedere come stanno i fatti. In Italia quando si è votato la sinistra filo-francese naturalmente e giustamente era pro palestina invece la destra con il suo portavoce ex radicale era contrario al voto favorevole per la palestina. In europa stessa cosa. In ambito nato stesso discorso. Se si incomincia a spaccare il fronte dei massoni in Italia i cavalieri di malta filo nato a favore dell’altro ordine il priorato di sion con la chiesa cattolica che appoggia questa tesi l’occidente si spaccherà io dico per fortuna. E poi non è detto che appoggiano israele tanto anche israele fra qualche mese vanno al voto. Non vorrei che la politica del presidente israeliano sia quella di far paura alla gente per prendersi i voti. Non è detto che questa volta ce la faccia. Bisogna comunque tenere presente che Usa e UK stanno drasticamente riducendo le spese per gli armamenti ci sarà un motivo. Staremo a vedere. Un saluto.

  • barabba:

    USA e UK stanno drasticamente riducendo le spese per gli armamenti per il semplice motivo che le loro economie stanno letteralmente collassando.
    I BRICS al contrario stanno aumentando le spese per i loro armamenti del 40% perché la loro economia si va rafforzando giorno dopo giorno.
    C’è da dire poi che la Turchia a corto di petrolio lo sta comprando dall’Iran e lo sta pagando in oro (altro che sanzioni economiche!), che la Giordania si sta rivoltando a favore dei palestinesi e che il Nord Korea, che ha appenna testato con successo un nuovo missile a lunga gittata, si è offerta di regalarne diversi esemplari ai combattenti palestinesi.
    Questi ultimi eventi mi rafforzano nella convinzione che USA e Israele, a corto di petrolio, armi e denaro, si siano ridotti al ruolo di guappi di cartone.

  • massimo messina:

    …finalmente CLAUDIO MOFFA anche qui…grazie REDAZIONE….!!!

  • barabba:

    L’ultima rodomontata di Nietaniahu gli si è ritorta contro.
    Francia e Inghilterra ritireranno immediatamente i loro ambasciatori da Tel Aviv e adotteranno tute le misure necessarie per impedirgli di contavvenire alle risoluzioni dell’Assemblea Generale dell’ONU.
    Nello stesso tempo tempo l’Italia cosa fa?
    Le primarie.

    • Artos:

      Salve Barabba, anche la Spagna ritira il suo ambasciatore. Il problema è il discorso della Siria che tutto l’Occidente, certi musulmani sono daccordo a far fuori Il Presidente siriano. Non vorrei che usano le armi chimiche e poi danno la colpa al Presidente siriano e si ricompattano di nuovo tutti. O magari trovano un altro stratagemma per farci capire quello che vogliono loro. Comunque il ritiro degli ambasciatori non l’hanno detto per tg. Un saluto

      • barabba:

        Grazie dell’informazione, Artos. Vedrai che poco per volta ritireranno i loro ambasciatori da Tel Aviv tutti i popoli europei, salvo l’Italia, troppo impegnata a commentare le primarie e raccontare fandonie alla TV.
        In quanto alla Siria, sono convinto che ricorreranno a qualsiasi stratagemma per mettere sottosopra quel Paese, ma non penso che arriveranno allo scontro diretto. Se Assad, che è un fedele alleato di Putin, fosse costretto alla fuga, sarebbe uno smacco troppo grande per la Russia.

  • teir:

    Se kissenger prevede che entro 10anni israel sparira. Io dico che e gia tropo.
    Il conto alla rovescia e cominciato dal’estate 2006.quando un unita del’esercito iraniano(hizbuallah) l’ha umiliato.
    Da 4anni sento le menace al’iran,
    Pero sono sicuro che non osera ad attaccare, e se ce sara un attaco sara l’ultima guerra per israel.
    Questo stato canaglia e debole ,solo la propaganda sionista lo fa apparire potente. E un tigre di carta.

    • barabba:

      Sono perfettamente d’accordo con te, teir, e mi piacere constatare che quelli che la pensano come me continuano ad aumentare.
      L’unica differenza sta nel fatto che tu chiami Nietanyahu “una tigre di carta”, mentre io, che sono napoletano, lo chiamo “un guappo di cartone”.

  • Alvaro:

    Il voto all’assemblea dell’ONU è una ripetitiva sceneggiata con precise finalità propagandistiche. Abu Mazen è un non eletto fantoccio di Israele il quale ha schierato, come Hamas del resto, i palestinesi a fianco di Qatar, Arabia Saudita e Turchia per aggredire la Libia e ormai anche la Siria. Anche Vittorio Arrigoni residente a Gaza era a favore dell’aggressione NATO alla Libia.

    Perfino Bush Jr. nel 2003 nell’imminenza dell’aggressione all’Iraq in un lungo discorso si impegnò per la formazione di uno Stato palestinese ed io sto ancora aspettando il seguito di tale solenne impegno.

    Che l’Italia all’ONU abbia votato apparentemente a sfavore di Israele per il riconoscimento dell’Autorità palestinese, dopo l’inspiegabile ultimo bombardamento di gaza, è un puro gioco di ripartizione dei ruoli per obnubilare le menti del gregge umano.

  • Per iniziare una guerra devono creare il caos, le loro menti desiderano il caos, dire si o no, votare si o no, è indifferente, se il si genererà il caos, sarà si, se il no genererà il caos sarà no. Noi analizziamo il mondo in modo lineare, è più semplice, al contrario loro lo analizzano in modo irrazionale concentrandosi sull’obiettivo, i nostri obiettivi sono umani e finiti, il loro obiettivo è extraumano ed infinito. Noi non pensiamo di raggiungere un obiettivo a tutti i costi a costo di uccidere, loro sono pronti a sterminare uomini pur di non cambiare l’agenda. La maggioranza degli uomini non crede a Satana, loro lo adorano. Non è possibile capire loro. Avere votato si o no, non significa niente, il loro obiettivo adesso è preparare le alleanze che dichiareranno guerra al Medio Oriente, alla Russia e alla Cina.

  • finalmente anche qui…grazie !!!

  • Un ottimo articolo per capire:

    Il 23 novembre, invece, come annunciato pochi giorni prima, sono giunte al largo della Striscia di Gaza alcune delle più importanti unità della flotta russa del Mar Nero, che comprendono l’incrociatore lanciamissili Moskva, il caccia Smetlivy, le unità da sbarco Novocherkassk e Saratov, oltre al rifornitore di squadra Ivan Bubnov e al rimorchiatore MB-304, in attuazione di una decisione assunta dal governo russo l’11 novembre.

    clarissa.it

    • barabba:

      Non conoscevo il fatto nei particolari, ma mi risulta che la Russia, ovviamente appoggiata dai suoi alleati, è pronta a giocare le sue carte per rispondere adeguatamente alle continue provocazioni dell’occidente.
      La Russia tiene un profilo basso, che può ingannare le persone che non sono addentro a queste cose, perché, a differenza degli USA, che minacciano e commettono continui crimini di guerra, parla poco e fa i fatti.

  • antioppressione88:

    nessuno ipotizza che questa “vittoria” sia un inganno per accendere nuovi fuochi?
    attendo delucidazioni

  • vale:

    @Idea3online (primo commento)
    Ottimo spunto per riflettere

    @antioppressione88
    Mooolto probabile

  • fedro:

    Gerusalemme sarà la Capitale nel NWO.

  • Maksimiljan Kodžak:

    LEGGETE ATTENTAMENTE! la “visione” di uno che di sionismo ed Israele se ne inrendeva e tutto vi diventera’ piu’ chiaro.

    Ben Gurion:

    “L’immagine del mondo nel 1987 come da me immaginato: la guerra fredda sarà un ricordo del passato. La pressione interna per una maggiore libertà e un migliore tenore di vita, come anche per una graduale democratizzazione dell’Unione Sovietica, sarà in aumento. D’altra parte, la crescente influenza degli operai e dei contadini e la crescente importanza politica degli uomini di scienza, può trasformare gli Stati Uniti in uno stato ricco e benestante, con una economia pianificata. L’Europa occidentale e orientale diventeranno una federazione di stati autonomi con un regime socialista e democratico. Fatta eccezione per l’URSS, che sarà uno stato federale eurasiatico, tutti gli altri continenti saranno uniti in un’alleanza mondiale, a cui capo vi sarà una forza di polizia internazionale. Tutti gli eserciti saranno aboliti e non ci saranno più guerre. A Gerusalemme verrà costruito un santuario dei profeti che servirà l’unione federata di tutti i continenti, questa sarà la scena della corte suprema del genere umano, in cui i problemi e le controversie tra i continenti verranno risolti, come profetizzato da Isaia”

    (Gurion, David Ben & Duchovny, Amram David Ben-Gurion, In His Own Words Fleet Press Corp., 1969, pag 116;… anche citato in Look Magazine, 16 gennaio, 1962, p 20.).

    C’e’ altro da aggiungere?

    • barabba:

      Non credo ai complotti, le false flag e le profezie.
      Ho letto i commenti di persone convinte che l’uragano Sandy, che ha provocato decine di migliaia di miliardi di dollari di danni, sia stato pianificato dagli stessi americani.
      Sono cose che fanno cadere le braccia. Per me è ovvio che le persone dotate di intelletto procurano danni ai loro nemici e non a se stessi.

    • Maksimiljan Kodžak:

      Che c’entra l’uragano Sandy con cio’? Ma roba da matti. Anche quando ce lo dicono in faccia noi facciamo finta di niente o peggio non gli crediamo.

      Scusa, ma sai chi e’ Ben Gurion? Non parla di profezie, ma di una visione politica sionista, che “casualmente” coincide con la situazione odierna.

      Barabba, se vuoi capire come gira il mondo oggi, ti consiglierei ti aprofondire la questione ebraica, sia in maniera storica, politica e religiosa… e vedrai come i tasselli si uniranno da soli. Certo, sarai considerato “anti-semita”, ma e’ il minimo se si vuole scoprire la verita’.

  • barabba:

    La sto approfondendo a tal punto, Kodzac, che sto diffondendo notizie di cui non tutti i nostri interlocutori sono a conoscenza.
    Questa è l’ultima. L’ONU ha intimato a Netanyahu di aprire i siti nucleari israeliani alle ispezioni dell’AIEA.
    Ben Gurion appartiene al passato e nessuno possiede la verità. Preferisco giudicare gli eventi odierni con il metro dell’informazione costante, della logica e del senso critico.
    Quello dell’uragano Sandy era solo un esempio per dimostrare che, a mio avviso, sbagliano quelli che non seguono questo modo di approcciarsi alla realtà.

  • Ho solo capito che Gerusalemme è nei piani del Dio del bene, ed è pure nei piani del dio del male. Entrambi desiderano Gerusalemme. Il Dio del bene ha benedetto la discendenza dei 12 figli di Israele o Giacobbe includendo Manasse tra i 12. Manasse era figlio di Giuseppe, il figlio nacque in Egitto, ma fu adottato da Giacobbe e benedetto tra i 12. Dai 12 figli iniziarono 12 tribù. Ma la storia vuole che il dio del male adora Gerusalemme. Ci sono segreti che noi non capiremo mai, se solo dovessimo conoscerli ci renderemo conto che la vita è tutta basata sul divino e su uno scontro tra il bene ed il male. Se domani dovessero raccontarci i veri motivi perchè tutto questo odio esiste la nostra mente ricorderà il giorno che Erode voleva uccidere il piccolo Re Gesù che diventerà Re e vorrebbero adesso uccidere la struttura futura del suo Regno.

  • Artos:

    Salve, Giacobbe ebbe 2 figli da Rachele la Moglie che Lui amava. Giuseppe e Beniamino. Rachele morì dando alla luce Beniamino e morì proprio nelle vicinanze di Betlemme (il significato di Betlemme è casa del pane e secondo un’altra terminologia casa della carne) Betlemme è una delle colline di Gerusalemme e Gerusalemme apparteneva proprio alla tribù di Giuda da cui è nato il re Davide. Il Simbolo della Tribù di Giuda è proprio il Leone che quella casa della carne capitava proprio a fagiolo. Le cose non sono mai nate a caso. Secondo un’altra terminologia Betlemme significa casa del pane che si identifica proprio con la Costellazione della Vergine e la Stella Spiga. Carne per la Costellazione del Leone di Davide. Sion è un’altra collina di Gerusalemme. Quando si analizza l’elemento Terra questo si suddivide in Terra Fertile che viene identificato nella Costellazione del Toro, Collina che si identifica con la Costellazione della Vergine e Montagna che si identifica con la Costellazione del Toro. Ecco perchè in un’altra terminologia Betlemme sta ad indicare Casa del Pane per via della Stella Spiga. Anticamente su questo Pianeta Terra le Costellazioni erano 11 ed la Costellazione del Leone e quella della Vergine erano fuse.La parola in ebraico Bet Lehem significa casa del pane e in aramaico Bayt Lahm casa della carne. Gerusalemme sta proprio a significare proprio citta della Pace. E la pace è sempre fatta fra due schieramenti opposti Bene e Male appunto. Se interessa si può approfondire il discorso tra le Tribù di Beniamino che il Priorat di Sion dice di discendere e la visione di una chiesa protestante di Manasse ed Efraim figli di Giuseppe che vengono identificati proprio il più piccolo Efraim negli Usa ed Manasse nella UK. Un saluto.

    • Artos, ho ammirazione per le tue spiegazioni.
      Aggiungiamo anche questo: Gesù è Eucaristia (Transustanziazione del Pane in Carne e del Vino in Sangue) i prodotti della terra e della mezzaluna fertile, da sempre.
      Gesù è nato nella Casa del Pane (Betlemme), fra le rovine del castello di Re Davide che era una eredità ricevuta dal padre putativo Giuseppe, discendente di quella stirpe reale. Poi, le chiamarono Grotte, Capanna di Legno o Presepe. Giuseppe era lì per il censimento romano delle terre conquistate dall’Impero, per volontà dell’augusto Ottaviano, nuovo Cesare, nonchè patrono della Pax Augustea, che per la Bibbia coincide con la “maturazione dei tempi“.
      Giuseppe, Maria e Gesù scappano in Egitto sotto la persecuzione di Re Erode (strage degli Innocenti) per andare in una comunità essena che viveva dove erano le Piramidi (cintura di Orione) e dove era la Sfinge (allora forse ancora con la testa di Leone).
      GESU’ E’ LA SINTESI DI TUTTO CIO’ CHE STAI DICENDO
      Questo anche è dire Pane al Pane, Vino al Vino.
      Ti saluto nella fede universale (cattolica)

      • Artos:

        Salve Parusia, grazie per quello che dici. Correggo elemento Terra riferita alla Montagna è il Segno Zodiacale del Capricorno e non Toro come ho scritto sopra. Qualche minuto fa stavo leggendo apocrifi dell’A.T. della Utet e al testamento di Giuseppe capitolo XIX a detta di chi a scritto il libro questo si riferisce a un contenuto apocalittico e si parla di 12 cervi che pascolano e nelle spiegazioni cita che in una visione appiono proprio come un’agnello, leone e vergine. E’ probabile che a Betlemme c’è anche la Casa dell’Agnello come segno Zodiacale dell’Ariete. Il libro che ho citato è una Fonte dei Primi Cristiani scritto in greco. Dici bene che Gesù Simbolicamente si riferisce a quello che ho citato. Ho fatto caso che quando un Paese o Citta viene distrutta a distanza di centinaia di anni o migliaia di anni dopo un’altra società ricostruisce sulle stesse rovine una civiltà nuova. Questo l’ho appreso dopo anni di studio studiando Isaia 58 (il vero digiuno) che proprio Is58,12 recita che i tuoi riedificheranno le antiche ruine, tu rialzerai le fondamenta gettate da molte età e sarai chiamato il riparatore delle brecce , il restauratore dei sentieri per rendere abitabile il paese etc.etc. Parusia, anch’io sono tanti anni che cerco Gesù senza filtri, io Gesù lo vedo da tutte le parti in tutte le tradizioni di tutte le religioni, come i buddisti, musulmani, induisti etc. vedono i loro credi e Simboli anche nel cristianesimo. Un saluto.

  • barabba:

    La sivione politica di Ben Gurion non corrispomde affatto alla situazione odierna.
    Infatti, la guerra fredda è ripresa più forte di prima, gli USA non sono uno Stato ricco e benestante e il numero delle guerre aumente giorno dopo giorno.
    Come vedi, si apprende molto di più dall’analisi della realtà attuale che dalla visione politica di uno statista vissuto in un altro contesto storico.

  • Artos:

    Salve, come ho detto qualche commento prima vorrei parlare del Priorato di Sion. Il Priorato di Sion è un Ordine Massonico che parte dalla Francia come Nazione. La loro storia la fanno partire dalla dinastia dei Merovingi popolo dell’attuale Francia. Si ricollegano a un fatto biblico in cui la discendenza di Beniamino i beniaminiti andarono contro la Legge che diceva che le tribù di israele non si potevano accoppiare con donne dei popoli occupati pena lo sterminio. I beniaminiti si accoppiarono e quasi tutti furono sterminati dalle altri 11 tribù di israele. I sopravvissuti scapparono nell’attuale Francia. I discendenti di questa tribù si accoppiarono con il popolo franco. Da loro è nata una dinastia. Questa dinastia la fanno collegare anche alla Maddalena che dopo la morte di Gesù scappo in Francia. Si dice ebbe dei figli dal Maestro Gesù. Questi figli si accoppiarono alla discendenza beniaminita-franchi.
    Da circa 2000 anni stanno perseguendo un loro piano diciamo massonico. A seguito di questa diceria loro (non si sà se vero o no) volevano che Gerusalemme doveva essere la capitale di Israele e della Palestina (cosa giusta da parte mia in quanto anche la palestina ha diritto ad evere uno stato e ad esistere) a seguito di quello che è successo all’Onu sembra che ci sono riusciti. Consiglio di leggere il libro il Santo Graal di M. Baigent, R. Leigh e H. Lindon. Un saluto.

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