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Con l’occasione ricordo che a Rovigo centro, in Piazza Vittorio Emanuele, Sabato 8 e Domenica 9 Dicembre si raccolgono firme contro le aperture domenicali!

Articolo di Alberto Laggia

In negozio tutte le sante domeniche dell’anno? Dopo che, per tutta la settimana, una è uscita di casa alle otto del mattino per rientrarvi alle otto di sera? No, grazie: è troppo. E a luglio ha smesso di lavorare. Per riprendere a vivere. Metà dei suoi 42 anni, Tiziana D’Andrea, trevigiana, figlia di commercianti, li ha trascorsi dietro un bancone o una cassa, da commessa. Nel settore, non s’è fatta mancare nulla, lavorando sia in un grande centro commerciale che in un call center. Ultimamente era assunta in una boutique del centro, a Treviso.

«Poi è arrivato il decreto Salva Italia», spiega, «che in nome della liberalizzazione stabilisce l’apertura degli esercizi commerciali 24 ore su 24, sette giorni su sette, e ho detto basta: scelgo di stare con mio figlio, che oggi ha 14 anni, e con mio marito. Battendomi contro le domeniche lavorate, che distruggono la famiglia». Non le importa molto se con uno stipendio in meno in casa, s’è stretta la cinghia: «Abbiamo messo in pratica la cosiddetta decrescita felice: meno consumi, più relazioni. Al posto dell’ultimo modello di cellulare, mi prendo più tempo per stare assieme ai miei».

L’ex commessa in pochi mesi è diventata, senza volerlo, la leader veneta della protesta contro le domeniche lavorate. «Se, come capita a me, hai un marito anch’egli costretto a lavorare di domenica, non hai più vita familiare. E non basta certo il giorno di riposo compensativo, che spesso resta un diritto solo sulla carta, specie se si è dipendenti di piccole attività commerciali: che te ne fai, infatti, del lunedì mattina quando i tuoi figli sono a scuola e il marito in ufficio? La domenica è da sempre l’unico giorno in cui possiamo dedicarci ai nostri affetti e al riposo. Con la liberalizzazione che ne resta del valore civile della festa? Che importanza diamo al nostro essere genitori?».

Grazie a Internet, Tiziana ha scoperto che erano in molti a pensarla come lei. E non solo tra dipendenti e commesse, ma anche tra gli stessi titolari di negozi ed esercizi pubblici. È entrata nel gruppo Facebook Domenica NO grazie, fondato in Toscana, e ha aperto quello veneto, che oggi conta 550 aderenti. «Qualcuno, solo per essersi iscritto, rischia ritorsioni o addirittura il posto. Ed è costretto a mantenere l’anonimato». Tiziana tira dritto e mette davanti la sua di faccia, tanto adesso non ha padroni a cui rispondere ed è «mamma a tempo pieno», come indica nel suo profilo Facebook. «Questa battaglia, che vede per la prima volta protagoniste le commesse, categoria ritenuta da sempre poco incline a scendere in piazza, è completamente autogestita, nata fuori dalle sedi di partito o del sindacato che, peraltro, non scommetteva nulla su di noi». Solo la Chiesa appoggia le rivendicazioni dei movimenti spontanei sorti contro le liberalizzazioni selvagge, ma senza imporre etichette confessionali alle manifestazioni, come quella svoltasi il 7 ottobre scorso a Treviso.

Due sono le “bugie” su questo tema che disturbano Tiziana D’Andrea: l’affermazione che le domeniche aperte aiutino l’economia a risollevarsi, contribuendo a creare posti di lavoro, e che il non stop dei negozi sia una realtà ormai accettata e praticata in tutt’Europa. «Non lo dico io, ma i dati presentati da Confesercenti e Regione Veneto: le vendite della domenica non alzano i fatturati perché non si compera di più. La crisi ha decretato la fine dei cosiddetti acquisti emozionali: non ce li possiamo più permettere. Nuovi occupati? Pare proprio di no. Quello che aumenta è la precarizzazione del lavoro e il “nero”. Rispetto all’Europa, poi, sono molti i Paesi che rispettano la chiusura domenicale. Nella stessa Germania, ad esempio, le domeniche aperte sono solo una manciata, dieci, in tutto l’anno. E mentre sul tema c’è chi sta facendo marcia indietro, l’Italia si scopre liberalizzatrice a oltranza».

Da quando non lavora più, mamma Tiziana ha dovuto tagliare su ristoranti e abiti, ma ha ripreso a fare volontariato e riesce ad andare ai colloqui con gli insegnanti del figlio. Potrà perfino dedicarsi nuovamente a una sua vecchia, trascurata passione: la corsa. «Mi piace troppo la maratona», afferma sorridendo. E, come si sa, le maratone si disputano di domenica.

Fonte: famigliacristiana.it

27 Commenti a “Tiziana, la commessa che ha detto basta”

  • Mauro Bena:

    Brava e complimenti a Tiziana. Speriamo che il tuo gesto trovi altri adepti. Io sono una partita IVA e comunque di Domenica non lavoro e non lavorerò mai, ma il mio gesto resta non valutabile, mentre il Tuo, sicuramente ti penalizza economicamente, ma ti permette di recuperare ben altre dimensioni che il delirio di oggi ci fanno mettere in secondo piano, o dimenticare proprio. Fene che: speron.
    Ciao.
    Mauro Bena

  • Michele:

    Ma guarda un po’, la riscossa per un ritorno alla sacralità del riposo domenicale, arriva quando i demoni del consumismo e del materialismo sfrenati, sembrava l’avessero fatta franca.
    Avanti così Tiziana, i valori non negoziabili, valgono molto di più di uno stipendio destinato in larga parte ai consumi voluttuari.

  • free:

    vogliono inaridire ,brutalizzare,oscurare ,banalizzare , opprimere e sopprimere l’unica cosa importante che abbiamo veramente e cioe’ la vita.Lottiamo e liberiamoci da queste catene e sbarre invisibili in cui ci vogliono costringere

  • ermanno:

    Per motivi molto simili sto lavorando da 2 anni a part-time. 600 euro in meno ma 2 giorni ilberi in piu’ oltre il w.e. In molti settori e in particolare nel commercio, sia per i dipendenti che per i proprietari gli orari sono infernali. In generale il problema degli spazi di vita e’ magari sentito ma quasi mai oggetto di discussione. Da anni ormai la riduzione di orario e’ assente dalle piattaforme rivendicative sindacali. Fare il salto non e’ facile, tanti sono i blocchi mentali che frenano , ma a volte si arriva al limite, e allora….

  • luca:

    stanno “semplicemente” giocando con le nostre vite. RESTIAMO UMANI

  • luigi:

    a rovigo centro in piazza vittorio emanuele, sabato 8 e domenica 9 dicembre prossimi si raccolgono firme contro le aperture domenicali!!!! vi aspettiamo numerosi!!!! grazie!!!!

  • Riprendersi la vita è un diritto sacro santo, un dovere verso la propria dignità.

  • Jakob:

    Non illudiamoci. E’ la plebe schiavizzata dal lavoro e dall’analfabetismo la più energica fautrice del lavoro domenicale che ritiene addirittura segno di progresso e irride ai pochi preti e vescovi che ancora tentano di sventare la perdità irreparabile della dignità della creatura umana.
    D’altro canto la plutocrazia mercatista sa che ha buone carte da giocare, la plutocrazia è infallibile, perchè negli USA questa è una prassi corrente e collaudata. La plebe ormai abbruttita non sa che negli USA la gran parte della gente presenta una obesità oscena e patologica, costretta a trascinarsi dietro lombi come quelli di un bue e un deretano che s’incastra al passaggio attraverso una porta ampia 70 cm. A tali mostruosità somatiche non ci sono limiti dimensionali e fa apparire evidente come un castigo divino per la legge del contrappasso si stia abbattendo da decenni contro la popolazione della nazione più predona e genocida della storia dell’umanità.
    Gli yankee per questo ed altro sono fottuti.

    • William:

      Azzzz …. sono talmente antiamericano che credevo addirittura di avere una specie di ossessione , ma vedo che tu mi batti alla grande !
      Comunque sottoscrivo tutto quello che hai messo, hai dato uno spaccato reale di questa società – fiction , demenziale e parassita … ma , come hai evidenziato, farlo capire alle masse cloroformizzate è un’impresa ciclopica.

  • William:

    La vita è fatta di bivi, si prende una strada piuttosto che un’altra … negli anni 80 si teorizzavano le 35 ore settimanali, erano gli ultimi fuochi della spinta del 68 dove uguaglianza e solidarietà erano le parole d’ordine , materialmente non si stava meglio di adesso,anzi, ma avevamo dei sogni e la speranza di realizzarli, direi che i 20 anni intercorsi fra il 69 e l’89 sono stati i migliori sotto il profilo della giustizia sociale, quelli dove gli ultimi, rimasti ultimi e schiavi per millenni sono riusciti ad avere identità e potere contrattuale.
    Si saranno commessi sicuramente degli errori, chi non ne fa, ma nessuno può negare che mai come in quel periodo c’era la percezione concreta di dare una svolta storica e definitiva nel rapporto fra i “signori padroni” e la plebe sottomessa.
    Poi è caduto il muro di Berlino, è crollato l’impero sovietico che ha vanificato una giusta ideologia applicandola in modo criminale comportandosi ancora peggio del regime che aveva scalzato.
    Il capitalismo , il liberismo senza regole ha trovato davanti un’autostrada che ha potuto percorrere senza nessun ostacolo : ci siamo caduti tutti , dobbiamo fare tutti un mea culpa per aver accettato l’ubriacatura di massa della Milano da bere , degli yuppies , della competizione a colpi bassi , dei segnali che ci venivano dagli States di liberalizzare tutto al ribasso a scapito di dignità , sicurezza , decenza.
    Adesso eccoci qui , a forza di non ostacolarlo il sistema vorace della finanza creativa succhia quei pochi soldi reali che ancora riusciamo a produrre e ci gioca come a monopoli, solo che in questo gioco perverso i pochi ricchi lo diventano sempre di più e si amplia la povertà livellandosi sempre più in basso.
    In pochi anni abbiamo fatto un regresso sociale che ci ha portato come agli albori dell’industrializzazione in Inghilterra quando è nato il luddismo , fenomeno che prende il nome da Ned Ludd che cominciò a distruggere i telai delle fabbriche tessili per protesta contro gli orari impossibili di lavoro e lo sfruttamento.
    Siamo tornati daccapo, e la vita insegna che c’è sempre qualcuno che tira fuori la dignità ed esce dal coro … sono i nuovi eroi, che si spera facciano da traino per nuovi movimenti che diano speranza di cambiamento.
    Solo che stavolta la storia deve per forza essere diversa , adesso i nuovi eroi saranno quelli che riusciranno a far capire che occorre un nuovo modello di sviluppo, fatto di più rispetto per la terra che ci ospita, meno spreco, meno crescita, meno soldi, meno tutto … sarà dura, durissima , perchè siamo intossicati fino all’osso di questa dipendenza dal Dio denaro, ma da qualche parte bisogna pure cominciare.

  • Luca:

    finalmente, la vera ricchezza consiste nel poter disporre del proprio tempo libero.

  • http://www.youtube.com/watch?gl=IT&hl=it&client=mv-google&rl=yes&feature=related&v=Q7wHV0r256A Ogniuno dovrebbe realizzare il proprio sogno di UMANO.( la creatura creata, e’ sempre piu’ importante di ogni schema prestabilito.cit.BRUCE LEE) A chi sa d’ aver le capacita’ X VOLARE, (come un falco) non puoi tappar le ALI. ( …… NATURA &’ UMANA) (nostri amici animali, ecc…ecc…) Visto ad es. gli uccelli, cosa son capaci di fare,moltissime Volte. LA storia di BILLY ELLIOT (billy jean) ne’ un esempio Stupendo ,che quel C’abbiam nel Cuor SI REaLIzzA …

  • AL Cuor, non si Comanda

  • Antonio Pani:

    Brava Tiziana, lucida e concreta!

    Io la chiamo “descrescita controllata”.

    Anche qui, in uno dei commenti a un mio articolo “passato” anche qui su Stampa Libera:
    santaruina.it

  • Alex:

    E poi troviamo gente ignorante che dice: “ben vengano i negozi aperti 24 ore su 24, io che lavoro tutto il giorno quando posso andare per negozi? In questo modo riesco pure io ad andarci”.
    Oppure “anche negli Usa i negozi sono sempre aperti, ben venga anche qui”.
    O ancora “beh, se uno non ha voglia di lavorare perchè deve fare le domeniche può licenziarsi tanto ce ne sono molti altri che cercano lavoro e prenderebbero il suo posto”..

    Ignoranti ce ne son tanti, per primo è contro di loro che dobbiamo combattere..

  • Oana:

    Colpevole è sempre la gente poco empatica, menefreghista ed egoista. Io non ho mai fatto acquisti di domenica oppure in giornate che i commercianti avessero dovuto tenere chiuso.
    Mi collego a questo messaggio per ringraziare alla redazione per il “rispetto” di non rispondere alle e-mail che riceve. Una volta c’era una certa sig.ra Laura se ricordo bene, molto gentile, attenta e dolce, ora non so chi stia leggendo la corrispondenza. Ho l’impressione che da stampa libera sia diventata più una casta chiusa pubblicando solo le cose che condividete voi.

  • ………LA Creatura Creata, LA NATURA, non ha, MAI , conosciuto LA Liberta’, EPPURE non SOGNA altro. TUTTO IL Tempo !!!!!!!!!

  • Oana:

    @Luigi
    A che pro firmare?
    Io penso che Noi abbiamo un’arma più potente di una firma, quella di prenderci ciascuno le proprie responsabilità ed aggire di conseguenza. Grazie a noi che i negozi rimangono aperti. Se fosse per me falirebbero tutti e con esso il sistema. Ma il problema vero non sono le banche, gli illuminati etc, il marcio è dentro di noi.

  • barabba:

    Il precariato finirà quando i 300 euro che si guadagnano lavorando in un call center non basteranno nemmeno per regalare un pacchetto di caramelle ai figli.
    Ci dobbiamo convincere che lavorare per gli altri significa offrirsi come schiavi, perché non si ha più un attimo di tempo libero e ci si stressa cento volte di più che lavorare per procurarsi il cibo che basta a se stessi e alla propria famiglia.
    Dobbiamo rigettare il ciclo produrre-consumare-lavorare per gli altri, che ci ha ridotto a tanti robot, nevrotici, sofferenti di insonnia e chusi in se stessi.
    Il bene più grande dell’uomo è il tempo libero, che aumenta la creatività dei singoli, il loro benessere spirituale, il senso di solidarietà, la socialità e la serenità dell’anima.
    Non occorre preoccuparsi per quelli che non ci arrivano. Torneremo a vivere come un tempo quando sarà raggiunta la massa critica, ovvero quando il 70% degli italiani non avranno più niente da perdere.

  • white wolf:

    questo articolo è un ottimo auspicio e indica la vera ribbelione che sta prendendo piede sempre di più nelle genti.Bisogna cominciare a capire che questi maiali ci hanno rubato la vita,la felicità e ora tentano di prenderci la nostra essenza l’anima.Questa crisi economica creata a tavolino serve anche a frenare una evoluzione spirituale in atto,una grande sollevazione contro questa becera cultura schiavista e demoniaca spacciata per società e definita dagli idioti civile,ma dobbiamo cominciare a proporre nuovi modelli di società,nn solo disertare le loro strutture schiaviste,una società senza denaro,senza banche,senza governi ecc.,dove si metta al primo posto la felicita,la spiritualita,la natura l’amore e la fratellanza,se tutti invece di lavorare come schiavi per sopravvivere,divisi uno con l’altro mentre il potere si rafforza e sottomette tutti le genti sempre più,ognuno contribuisse alla società con 2-4 ore alla settimana ocn la sua passioen lavoro esperienza ecc.,e poi tutti accedono a tutto,non esisterebe disoccupazione(tra l’altro creata ad arte)criminalita non esisterebbe ingiustizia sociale,nessuno potrebbe essere ricattato o corrotto,il loro potere dato dai soldi svanirebbe all’istante,e i putridi esseri che li servono cadrebbero all’istante.Questo modello di società è solo un esempio di tanti,per fare capire che c’è sempre la soluzione,c’è sempre la risposta basta porsi le domande giuste,e non è un modello di società socialista o comunista,futurista o detto da molti pura utopia,parole sensa senso usate per infamare la verità,per reprimere una realta sconcertante e cioe che la gente vive in una commedia melodrammattica,dovel’irreale e i paradossi sono in tutti i campi,e l’unica differenza con un opera teatrale vera è che la gente crede che tutto questo sia vero mentre sta assistendo ad un operetta pure squallida.Dobbiamo attacare la bestia frontalmente e non accontentarci di eventuali rimasugli se mai ci saranno,dobbiamo distruggere il sistema totalitario attuale una volta per sempre e non scendere a nessun compromesso,essi sono destinati alla sconfitta per molti motivi ma tra questi perchè il potere stesso non esiste è una illusione come tutte le altre illusioni del sistema,se domani tutte le persone non risponderanno più alle loro leggi,diranno che essi non contano nulla,bruceranno i loro soldi,non pagheranno le tasse cosa potranno fare?niente percchè il loro potere è una illusione,in realta non esiste il potere.

  • Carlotta:

    I miei complimenti a Tiziana, e provo a dare il mio contributo alla discussione. Una volta si diceva: lavorare meno, lavorare tutti. Io penso che una soluzione interessante ci sia, e sono i contratti part-time. Curioso che in Italia, dove l’età pensionabile è appena stata innalzata dai Soliti Noti e dove manco i settantenni sono disposti a mollare la carega, motivi che non favoriscono certo nuove assunzioni, i contratti part-time siano al 14% del totale contratti di lavoro, contro il 26% della Germania, il 27 della Svezia e l’addirittura 48% dell’Olanda. Paese dove, detto en passant ma non troppo visto che sono una donna come lo è Tiziana, i part-time contrattualizzano tre donne su quattro (e un uomo su quattro), riguardano più del 90% delle imprese e vengono ritenuti “soluzione normale”, dunque regola e non eccezione da almeno la metà di esse.
    Domanda: e perchè in Italia no? Anni fa chiesi io stessa il part-time all’azienda dove lavoro. La risposta è stata ovviamente no per tre motivi: 1) per pseudo-ragioni tecniche sull’organizzazione del lavoro (balle: oltretutto io ero stata inizialmente assunta dall’azienda proprio come part-time!); 2) per le rigidità sindacal-contrattuali a cui accennava un post precedente; 3) perchè, diceva l’azienda, “due contratti part-time mi costano di più di un contratto normale”.
    Me la sono messa in tasca, però in capa dopo tanti anni continua a frullarmi lo stesso pensiero: è tanto difficile fare in maniera che due part-time costino lo stesso, se non di meno? Defiscalizziamo un po’ di qua, e in cambio avremo due occupati al posto di uno. Non mi pare una cazzata, specie con i chiari di luna che ci sono oggi, eppure è una ricetta di cui non rintraccio nulla nè nelle agende di partito o dei sindacati, nè nei temi dei talk show, nè nelle ricette anticrisi dei vari Giavazzi, Giannino e compagnia bella. Domandarlo alla Fornero, che ha dimostrato di conoscere il mercato del lavoro come Pelè la pallacanestro, non mi pare il caso, dunque lo chiedo a voi di SL: qual è il problema?

  • CLAUDIO:

    Complimenti Tiziana ti sei presa la ricchezza più importante, il tempo!!!!!!!

  • nAncora:

    Ti rubano il tempo.
    youtube.com

  • gibuizza:

    Sono d’accordo con Tiziana e chi la pensa come lei. Non è vero che si vende di più ma si distribuisce la spesa su più giorni, infatti nessuno si sogna di comprare più cose perchè aumentano i giorni di apertura. Bisognerebbe che molti avessero anche il coraggio di dire che, essendo cristiani, vogliono dedicare la domenica al Signore e altri, come Tiziana, dichiarassero senza timore che i figli e il marito/moglie sono le cose più importanti che hanno al mondo. Senza essere “talebani” si può anche riconoscere che molti servizi sono necessari anche la domenica ma bisogna riuscire a definirli correttamente e soprattutto definire correttamente anche le vere necessità!

  • Aprendo LA finestra MAgica QUI, si puo’ ntuir cio’ di cui si accennav’ a sopra. singring.virgilio.it ALbano & ROMINa ON AB LA & AN I (A)MO R

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Gianni Lannes
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