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IL MOSTRO (non è l'inflazione ma il bilancio delle banche)
Andrea Cavalleri | 14-12-2012 Categoria: Mondialismo Stampa

IL MOSTRO (Andrea Cavalleri)
-non è l'inflazione, ma il bilancio delle banche-

Immaginiamo un azienda che produce etichette. Quando fabbrica i suoi autoadesivi, il diligente amministratore annota al passivo le spese sostenute per approntarli: materie prime, ore di lavoro, competenze di eventuali subfornitori e terzisti, spese generali. Tutte le spese sostenute per la produzione vengono computate nel costo totale dell'etichetta e saranno scritte al passivo nel bilancio.
Finché il rotolo nuovo di etichette resta in magazzino, il suo valore è calcolato a prezzo di costo. Quando finalmente viene venduto, il fabbricante ottiene il suo ricavo, che verrà scritto negli attivi di bilancio. La parte di ricavo che eccede le spese è l'utile, che, se si sarà mantenuto per tutto l'anno, risulterà in bilancio e verrà tassato.

Avviene però che il cliente di questa azienda sia una catena di supermercati che richiede le etichette con il prezzo dei prodotti. Allora l'amministratore dell'etichettificio comincia a fatturare al supermercato la cifra scritta sulle etichette: 1.000 etichette con scritto il prezzo “2 euro”, costo 2.000 euro, 10.000 etichette con scritto il prezzo “10 euro”, costo 100.000 euro. Si tratta di cifre complessive favolose ed è strano che l'amministratore del supermercato le paghi senza richiedere la prova dell'etilometro al suo fornitore (alcune male lingue parlano di un co-interessamento dei vertici del supermercato con il giro di soldi). Comunque le paga e l'etichettificio si trova con degli utili astronomici. Come fare a giustificarli mentre il supermercato va in rovina e i suoi dipendenti sono inferociti? E come ridurre le salatissime tasse?



Ecco che il padrone dell'etichettificio ha una bella idea: con qualche spicciolo finanzia dei convegni di studi coinvolgendo anche grossi nomi e università e fa elaborare gli ILS (International Labelling Standard) dei criteri standard per la contabilizzazione delle etichette.
In base a queste norme compila il bilancio a fine anno, scrivendo nei passivi i prezzi a cui ha venduto le etichette, e negli attivi l'identica quantità di soldi ricevuta dal supermercato. Poi, siccome ha concesso al supermercato di pagare con dilazioni importanti (12, 24 mesi e più) aggiunge agli attivi gli interessi su queste dilazioni, interessi che verrebbero a costituire l'utile dell'etichettificio.

Naturalmente, dopo la presentazione del bilancio, gli azionisti e gli amministratori della società vengono immediatamente incriminati per truffa, falso in bilancio ed evasione fiscale.

La banca fa la stessa identica cosa, ma per lei, inaudita eccezione, è perfettamente legale.
Perché gli IAS (Account International Standard), le regole contabili (scritte dai banchieri stessi), sono recepite nelle legislazioni nazionali.
E così, il denaro nuovo, stampato di fresco, viene ceduto allo Stato, non al costo tipografico ed eventuali utili commisurati, ma al valore scritto sulle banconote e tale valore nominale viene iscritto nel bilancio della banca al passivo.

Molti commentatori hanno già messo in luce l'anomalia per cui la banca compare come proprietaria del denaro che crea dal nulla. Molti hanno insistito su come questo fatto generi sfruttamento del lavoro, parassitismo, ingiustizia.
Però, a mio parere, non si insiste abbastanza nel sottolineare che questo metodo non funziona e non potrà mai funzionare, anzi racchiude in sé il fallimento del sistema, ineluttabilmente sancito da poche regolette di aritmetica elementare.

Se la banca è l'unico ente autorizzato ad emettere denaro (la Banca Centrale creandolo e le banche commerciali moltiplicandolo grazie alla riserva frazionaria), significa che tutto il denaro che esiste è emesso dalla banca. Non esistono altre fonti di denaro, (si badi bene che diciamo “di denaro”, non “di ricchezza”). Quindi tutto il denaro che circola è gravato di interesse.
Certamente, al momento in cui il sistema si è avviato, esisteva del denaro di proprietà, ottenuto in precedenza senza interesse. Ma con la maturazione del sistema, quindi col passaggio di mano dei soldi, con l'aumento della massa monetaria, e con l'erosione continua dovuta agli interessi, questa quota di denaro “libero” è svanita o si è ridotta ad una percentuale insignificante. Dunque tutto il denaro che esiste, esiste in forma di debito su cui si paga un interesse.
Ma lo stipendio che si percepisce, la vendita di un immobile, gli affari dei commercianti...come è possibile dire che sono soggetti a interesse? L'interesse si paga senza vederlo, sotto forma di tasse, oppure nascosto nei prezzi al consumo (NOTA 1)

Perciò, globalmente, il sistema funziona così: la banca emette tutto il denaro, lo chiamiamo 100.
E vuole l'interesse (supponiamo) del 5%. Se tutto il denaro che esiste è 100, come fa la società a restituire 105? Semplicemente non può.
Se la banca accettasse come quota interessi un chilo di pane, un cesto di fragole, due schiavi nubiani che arieggiano l'ufficio del direttore con i loro larghi flabelli, allora si potrebbe. Ma la banca non li accetta, no, no, la banca vuole proprio e solo il denaro, che è l'unica cosa che, per legge, nessun membro della società civile può produrre. Se un cittadino stampasse un po' di denaro da gettare come offa agli insaziabili trangugiatori di interessi, sarebbe un falsario, perché il denaro è l'unica cosa che può produrre la banca e può produrlo soltanto lei.

Per questa ragione si crea il paradosso che persino la crescita economica aumenta il debito.
Infatti, se aumentano i beni prodotti, per scambiarli occorre più denaro e questo sarà emesso dalla banca solo dietro emissione di cambiali (pubbliche o private) a interesse.

“Ma che discorsi!” Dirà l'uomo della strada “Se un'azienda o uno stato guadagnano bene, possono pagare gli interessi e resterà ancora un utile nelle loro mani”. Questa reazione emotiva, basata sull'abitudine, descrive solo un evento locale.
Guadagnare soldi significa acquisire la proprietà di soldi che aveva qualcun altro, non crearne.
Se tutto il denaro esistente è 100, qualcuno guadagna e qualcuno perde, ma 100 resta.
E se alla banca deve tornare 105, la società, nel suo complesso, resterà insolvente verso la banca.

Se dunque non è possibile restituire alla banca il denaro dovuto, la società nel suo complesso o si dichiara insolvente, oppure prende a prestito la somma per pagare gli interessi, indebitandosi sempre di più. Prende 100 in prestito e, l'anno seguente, prenderà 105, per pagare capitale e interessi, l'anno successivo105 più il 5% e così via. E' uno “schema Ponzi”, volgarmente detto “catena di sant'Antonio”, che cresce costantemente, finché si sta al gioco, e poi crolla.

E i costumi finanziari moderni, soprattutto per l'Euro, hanno accentuato la criticità del sistema, accelerando il momento dell'insolvenza, tramite la valutazione del debito in base agli indicatori (rapporto debito/PIL e valutazioni varie), trattando il debito come se fosse reale.
Per l'Euro la situazione è doppiamente grave, in quanto l'assoluta indipendenza della BCE dalle istituzioni politiche (quindi dai ministeri dell'economia e delle finanze) priva la moneta europea di un qualunque governo sensato e la abbandona alla speculazione.

Questa impostazione della finanza basata sul debito è dunque fallimentare in se stessa e sta svelando, ogni giorno di più, la sua inadeguatezza. Ma il punto nevralgico del meccanismo è l'apposizione al passivo nel bilancio della Banca Centrale del denaro circolante, perciò è opportuno fare alcune attente osservazioni al riguardo.

1) Questa pratica è ingiustificata. Non esiste nessun motivo concreto o plausibile per cui il costo di una banconota da 100 euro debba essere conteggiato 100 euro, quando la sua stampa costa circa
3 centesimi.

2) Questa pratica è contraddittoria. Infatti, per ragioni inspiegabili, il conio delle monete metalliche
è di competenza degli Stati e risulta all'attivo in bilancio. Dunque, la stessa operazione di creazione del denaro, viene contabilizzata al passivo o all'attivo a seconda di chi la compie, realizzando così un capolavoro di illogicità.

3) Questa pratica non è rappresentativa della realtà. La realtà infatti, il mondo in cui viviamo, costituisce nel suo insieme un grande attivo che è la bontà dell'esistenza. E tale attivo presuppone dei crediti gratuiti iniziali, costituiti dalla nostra stessa vita e dalla natura, che contiene tutto ciò che ci consente di vivere. Dunque se il bilancio di un'attività vuole rispecchiare la realtà, tale bilancio deve essere in attivo. Il bilancio a somma zero appiattisce l'economia all'atto della transazione, escludendo la natura, il lavoro, il numero di persone coinvolte...in poche parole, la vita.

4) Questa pratica riflette una mentalità nichilista. Si deve questa brillante osservazione a Giovanni Passali, economista leader del sito “moneta complementare”, che traduce in un linguaggio filosofico l'osservazione del punto precedente.
In effetti la contabilità bancaria considera la vita un passivo e il numero un attivo.
Perché passivo viene considerato il denaro circolante, che assolve, nell'organismo economico, la stessa funzione del sangue che circola in un organismo vivente. Ovvero trasporta il nutrimento
e tutte le sostanze che occorrono alla vita materiale. Ed è adempiendo questa funzione che acquista il suo valore, un valore del tutto “spirituale”, che consiste nella fiducia di una comunità nell'accettarlo in pagamento, al fine di scambiare i frutti del proprio lavoro.
Mentre attivo, per il bilancio bancario, sono i pezzi di carta che non circolano, ma ritornano all'immobilità della cassaforte.
Immobilità che è la morte del denaro e la perdita del suo valore: se non è speso, si riduce a essere un pezzo di carta, neppure buono per accendere il fuoco perché, per l'appunto, è chiuso in cassaforte.

Eppure i banchieri e i loro servitori in livrea (ve ne sono tra i politici, i giornalisti, gli economisti,
i professori e financo fra ben noti rettori universitari) ci terrorizzano raccontando che loro sono lì,
in quella smisurata e illecita posizione di potere che proviene dalla creazione e dal controllo della moneta, per proteggerci dalla catastrofe dell'inflazione, autentico spauracchio sventolato come deterrente per chi volesse obiettare qualcosa alle loro politiche di schiavizzazione delle nazioni.

“L'inflazione eroderà il vostro stipendio, consumerà i vostri beni come il fuoco, vi ridurrà in miseria” (peraltro tutte cose che costoro fanno attivamente, positivamente e pertinacemente,
a nostro danno e a proprio vantaggio) così ci dicono, ma si guardano bene dal lasciar trapelare che
il buco nero che inghiotte il PIL di intere nazioni è lì nel loro bilancio.
Non solo, ma quelle poche crisi da iperinflazione che hanno fatto storia, non sono mai state causate dal denaro di Stato, ma sempre dalla speculazione al ribasso che loro stessi, banchieri e finanzieri internazionali, hanno condotto contro tali monete sovrane.
I casi della repubblica di Weimar e di alcuni Stati africani sono tutti identici: nazioni con un forte debito estero, a cui si faceva fronte con stampa di moneta per pagamenti internazionali.
Furono tutti vittime di vendita allo scoperto della propria divisa, che, causando svalutazione, richiedeva nuova stampa per coprire il debito estero, calcolato in oro (Weimar) o in dollari americani (Zimbabwe e altri Stati). (NOTA 2)
Si innescava così un circolo vizioso senza fondo, in cui l'inflazione era figlia della svalutazione e non dell'eccesso di stampa di moneta.

Infine ci tocca registrare che quel passivo artificioso che la banca scrive nella propria contabilità
(la Banca Centrale scrive al passivo il denaro che crea dal dal nulla, le comuni Aziende bancarie scrivono al passivo i crediti che erogano sulla base del quasi-nulla) non fa bene neppure al bilancio della banca.
Infatti quell'enorme passivo, se da una parte permette di eludere le tasse, dall'altra espone gli istituti bancari all'incertezza: basta qualche insolvenza per mandare i conti in rosso. E la totale mancanza di vincoli che ha la banca nell'erogazione dei prestiti (NOTA 3) invita gli istituti di credito a prestare irresponsabilmente a più non posso: si sa, l'occasione fa l'uomo ladro.

Il risultato finale del passivo artificiale, con cui è contabilizzato il denaro, è duplice: da una parte abbiamo gli immani debiti pubblici, che mai potranno essere ripagati, dall'altra un bilancio bancario che oscilla pericolosamente sulla linea di galleggiamento.

E fin ora si è ovviato a questa disfunzione strutturale con trucchi ed escamotage. Da una parte sta apparendo chiaramente che i bilanci degli Stati sono falsati: una grossa fetta dei passivi sono occultati deviandoli nelle “casse depositi e prestiti” o loro omologhe. Anche la virtuosa Germania nasconde il 20% del suo debito nella pancia della KfW e, insieme a Francia Italia e Portogallo,
si rifiuta di fornire i dati reali alla Commissione economica del Parlamento europeo (Econ), come denunciato nel giugno di quest'anno dalle istituzioni di Bruxelles.

Dall'altra parte si sussurra nei corridoi che anche i bilanci delle banche sono truccati. Del resto, anche se non lo fossero, tutti i salvataggi invocati dalle banche negli ultimi anni dimostrano un malessere che non può essere occasionale o frutto di una crisi passeggera. Si tratta ovviamente di un problema sistemico, anzi, come abbiamo visto sopra, matematico.

Perciò, concludendo, non è più il momento di aggiungere una pezza a una struttura tarlata, bisogna cambiare l'architrave del nostro sistema finanziario, prima che tutta la nostra casa economica ci crolli in testa. Tra le priorità di qualsivoglia governo riformatore, deve esserci la revisione dei criteri contabili (gli IAS) che porti all'eliminazione di quel passivo nichilista che inghiotte senza sosta le nostre ricchezze, la nostra libertà, la nostra vita.

____________________________________________________

NOTA 1) Margrit Kennedy, negli anni '80 in Germania calcolò la quota interessi presente nei prezzi al dettaglio dei più comuni beni di consumo, che la gente si compra per vivere. Tra alti e bassi risultò una media del 45%, cioè su 100 Marchi di spesa al supermercato, 45 erano destinati al pagamento di interessi. Per quanto riguarda le tasse, in Italia la quota interessi corrisponde quasi al 20% dell'intero gettito fiscale.

NOTA 2) Ellen Brown ha condotto degli studi magistrali su questi temi, documentandoli adeguatamente e pubblicando degli articoli reperibili anche in lingua italiana.

NOTA 3) Le norme di Basilea 3, permettendo di calcolare nella riserva della banca i crediti che vanta verso terzi, fanno dipendere la quantità totale del credito erogabile dalla capacità dei clienti di indebitarsi, quindi non esiste più formalmente nessun legame tra il vero capitale depositato e la quantità di denaro che la banca può prestare.

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Commenti (31)

Scritto da gastone
03-01-2013 16:01

preferisco leggere un libro di storia o di economia politica per imparare qualcosa pittosto che farmela insegnare dal film di un regista e il suo lussuoso cast. la liberta che intendo non è un concetto negoziabile attraverso gli attrezzi della semantica, e corrisponde ad una indicazione generale valida per tutti: la libertà dalla costrizione altrui nel rispetto della vita e della altrui proprietà. non abbiamo in comune forse neanche l'aria che respiriamo ma se lei non mi sarà di ostacolo nel mio intento, ne vanterà alcun titolo sulla mia vita, sulla mia proprietà e sui frutti del mio lavoro, lei non sarà mai un mio problema. buona fortuna

Scritto da gastone
03-01-2013 11:01

christian le faccio i migliori auguri per le sue aspirazioni alla redenzione di uno stato che secondo lei è l'espressione della volontà e della partecipazione v o lo n t a r i a del popolo, in contrasto e a difesa della devastante potenza e arroganza del mercato e dei suoi attori. tagliando tutte le riflessioni, che senza riguardo ai contributi storici dei maggiori pensatori liberali ai quali mi rifaccio, sembrano perfettamente inutili, così come le convinzioni poggiate semplicemente sulle opinioni che lei esprime, non avendo altra aspirazione che non sia quella di riappropriarmi della mia libertà economica e con essa di tutte le altre libertà individuali dalla quale discendono inestricabilmente, sono convinto che l'ultimo baluardo a guardia delle nostre azioni espresso dalla coscienza, sarà in grado di orientare al meglio queste azioni individuali , che da sole produrranno la nostra volontà a dispetto di qualsiasi rigurgito morale o sedicente sentimento comune che spesso ingombra la nosrta bocca.

Scritto da gastone
02-01-2013 12:01

sei sicuro di "precisare" partendo da una non meglio identificata "regola base"??? la regola base chi l'ha stabilita ?? quali criteri ci sono per stabilire la differenza tra una sedicente autorità monetaria qual'e' la banca centrale, e una cricca autoreferente di burocrati che si dilettano a produrre a una serie di regole, in grado di favorire se stessi in igni loro decisione? c'è un modo di trovare una qualche differenza tra i consessi più o meno segreti ed ammantati da una aura di sapienza, che discutono di produzione di moneta e saggio di interesse attraverso astrusi calcoli e improbabili motivazioni, e una riunione esoterica di maghi e chiromanti che discutono di alchemie più o meno incomprensibili? questa sedicente autorità monetaria centrale in grado di stabilire con "certezza" che per far fronte alla maggiore disponibilità di beni e servizi sia necessaria una maggiore quantità di denaro, conoscendone l'esatta quantità necessaria in ogni istante, è forse in contatto con DIO ?? quali sono i criteri per poter stabilire che il denaro elletto dal popolo durante millenni di tentativi che sancivano lo stesso come una merce ( la più preziosa ) e una riserrva di valore sia meno efficiente di quello creato dal nulla, nulla rappresentante, inconvertibile e imposto per legge da una "sedicente" istituzione imposta a sua volta con la coercizione?? "la sana economia" non ha bisogno di "padrini" ne tantomeno di "padroni" ancora meno di "sacerdoti" la banca centrale và eliminata..e và fatto prima che lei riesca a eliminare tutte le ricchezze che l'economia a stento ancora riesce a generare prima di morire dissanguata.

Scritto da giuseppe
30-12-2012 16:12

Vorrei precisare alcune cose riguardante l'emissione di nuova carta moneta; la regola base è che si può creare moneta se vi è un aumento della ricchezza, ad esempio un pastore che possedeva 100 pecore l'anno scorso si ritrova dopo un anno ad avere un gregge di 120 pecore, è innegabile che la sua ricchezza sia aumentata del 20% e quando venderà il gregge ricaverà 120 moltiplicato un valore ics. Quindi è aumentata la ricchezza nazionale e vi sarà un maggiore fabbisogno di denaro che la banca centrale provvederà ad immettere sul mercato. Fin qui abbiamo spiegato la sana economia, ma se la banca centrale (comandata dai governi) mette in circolazione nuova moneta che non corrisponde alla ricchezza prodotta allora si ha l'inflazione per eccesso di moneta.

Scritto da gastone
28-12-2012 11:12

sono contento della vostra pronta "guarigione" il bounty killer non è stato letale. buon natale e felice anno nuovo

Scritto da gastone
28-12-2012 11:12

Christian lei è veramente incredibile. non si capisce bene se lei sia un figlio legittimo di quella puttana dell’italia tricolore o piuttosto un’orfanello preso in affidamento e sotto tutela dello stato . ho espresso con una buona proprietà di linguaggio ( almeno secondo la sua osservazione fatta nella sua prima risposta) concetti ostici come denaro e stato , che normalmente sono indigesti per la loro complessità. mi dice “continui a citare testi di qua e di là in modo poco produttivo” “però ti prego non citare altri testi, perché altrimenti perdiamo tempo,” “. Dimostrami, e ti prego non citare testi sennò davvero perdiamo tempo…” sembra quasi che lei abbia timore di confrontarsi con i testi storici, devo ricordarle che è grazie al contributo di grandi pensatori, filosofi e scienziati che con il loro genio hanno reso disponibile, attraverso il sedimento secolare, gran parte delle conoscenze di cui oggi disponiamo . mentre lei non ha nessun ritegno a citare “ Da Garzanti definizione di Stato: “entità giuridica e politica che è frutto dell’organizzazione della vita collettiva di un gruppo sociale nell’ambito di un territorio, sul quale essa esercita la sua sovranità” cioè lo stato che definisce se stesso.. ..ma mi faccia il piacere e poi.. “Volendo entrare nel dettaglio del gomitolo sintattico che hai messo in piedi, lo stato non deriva le sue funzioni dalle “singole parti che lo compongono” questo lo dici tu o lo scuola austriaca, non lo so, ma è un’affermazione priva di fondamento, e che devi fondare su qualcosa di più concreto.” se si và a leggere bene quanto ho detto, troverà che ho espresso l’esatto contrario, dunque devo desumere che non ha capito affatto il concetto. glielo ripeto: lo stato in nessun modo può essere considerato superpartes in quanto deriva le sue funzioni e la sua volonta dai singoli che lo compongono, ma lo stato và ben oltre, arrogandosi un potere che i singoli componenti non possono trasferirgli perché non hanno, dunque il suo essere sopra le parti è una condizione che lo stato stesso impone con la forza ai singoli arrogandosi poteri assoluti. sui meccanismi della democrazia , sorvoliamo, perché c’è di che andare in guerra. ormai l’esecutivo ha asservito completamente al suo vantaggio il legislativo per farne un giocattolo per gli interessi dei suoi componenti , dunque legiferando in spregio alle norme generali del diritto e producendo norme particolari a proprio beneficio.. ma come si fa a mettere il gatto a guardia del bricco del latte? Christian a questo punto ho capito che le sue conoscenze sono fatte di opinioni e quello che lei cerca è esattamente un’altra opinione, se melo diceva prima risparmiavo la fatica di rifarmi alla storia e gliela fornivo prima. devo avvertirla però che le mie sono altrettanto “forti “ e poco digeribili per un individuo cresciuto sotto le attenzioni amorevoli dello stato. 1 la concorrenza è un meccanismo naturale che consente la giusta allocazione delle risorse naturali, scarse per definizione. attraverso di essa l’imprenditore e costretto a sviluppare costantemente un corretto calcolo economico con l’aiuto del sistema dei prezzi. Il profitto eventualmente ricavato attraverso un corretto servizio dei bisogni dei consumatori è la ricompensa che viene come remunerazione per l’efficienza di quel servizio reso. naturalmente il mandato viene revocato in qualsiasi momento vengano meno i suddetti requisiti, dalla concorrenza, che provvederà a sostituire l’imprenditore (fallimento) inefficiente con uno più efficiente. nell’intero processo il beneficiario ultimo è il consumatore finale che godrà costantemente di qualità sempre migliore a prezzi sempre più bassi ,consentendogli per contro di accumulare uno stock di risparmi da rimettere a disposizione del ciclo di produzione, in una incessante sequenza di cicli in grado di avanzare il benessere e il tenore di vita proprio sulla base di quanto domandato realmente dai consumatori. naturalmente con l’ingresso “indebito” di un attore con una potenza dispari, come lo stato, in grado di finanziarsi attraverso il debito in maniera pressochè illimitata, capace di allocare enormi risorse senza la possibilità del calcolo economico se non attraverso la “sintesi” di un burocrate, per di più in grado di produrre arbitrariamente regolamentazioni ,restrizioni, dazi , concessioni, protezioni, M O N O P O L I, gli attori del mercato avranno un un incentivo costante ad essere aiutati, finanziati, protetti , sottraendosi al processo di selezione della concorrenza. diventa del tutto evidente che la capacita del mercato di funzionare attraverso i suoi meccanismi verrà meno in parte ,dove non del tutto. i processi di produzione saranno distorti canalizzando capitali la dove vengono remunerati di più per l’effetto delle protezioni ,aiuti, incentivi, sgravi, monopoli,ecc. generando un continuo ciclo di bolle speculative che nel tempo diverranno sempre più grandi e dolorosi i loro bust 2 “Se il mercato (negalo se puoi) è prima o poi governato sostanzialmente dalle sue posizioni dominanti, come può essere una guida “imparziale” del processo di creazione e distribuzione della moneta?” se il mercato funziona correttamente senza interferenze da parte dell’attore che si è arrogato la posizione dominante (lo stato) il processo di creazione della moneta segue le stesse regole alle quali sono sottoposti tutti gli imprenditori , che in questo caso saranno banche , perfettamente in competizione tra loro senza gli aiuti di un organo come la banca centrale che interviene come prestatore di ultima istanza, impedendo all’azzardo della banca insolvente di andare in bancarotta, attraverso la creazione illimitata di denaro contraffatto. 3 il gold standard ha funzionato egregiamente per quasi un secolo , purtroppo non posso fornirgli documenti storici ne tantomeno testi in cui viene storicamente riportato , cene sono a iosa, ma la sua alllergia mi vieta di fornirglieli. L’oro è una risorsa scarsa come le altre, anzi la più scarsa , esattamente per questo la più preziosa ed eletta nei millenni in quel famoso procedimento organico come rappresentante di quel risultato perfettamente irreflesso e dunque non voluto da una volonta’ specifica. I suoi timori circa la scarsità dell’oro sono del tutto infondati , perché l’estrazione mineraria in regime di libero mercato fornirebbe tutto l’oro necessario al mercato in regime di concorrenza e l’accaparramento caratteristico di organismi inclinati al monopolio , non ci sarebbe in un mercato in cui gli stati non si arrogassero con la forza il diritto di distribuire la moneta. Il timore di restare senza oro non è giustificato in quanto attraverso le nuove estrazioni , i dati storici dimostrano una media nuova disponibilità annua ( a partire dalla disponibilità storica dei dati) di circa il 4% . questa disponibilità giustifica una corrispondente crescita della economia della stessa percentuale , quanto basta per una crescita basata sulla domanda reale del mercato e dei i suoi attori, al riparo dai tumultuosi cicli di crescita esponenziale, generati da una offerta monetaria eccessiva , ai quali inevitabilmente seguirebbero periodi depressivi profondi causati dai normali processi di aggiustamento dei malinvestimenti. Naturalmente non c’è ragione di puntualizzare che l’oro non dovrebbe necessariamente circolare ma restare a copertura interamente delle promesse bancarie private circolanti, e la sua apparente scarsità non sarebbe in nessun modo un problema , consentendo alle merci in eccesso , o sottoposte a eccessiva capacita produttiva pe r il loro alto contenuto tecnologico, di scendere costantemente di prezzo aggiustando il loro valore in conformita con la disponibilità annua di denaro (oro). Io come antonino sto chiudendo una micro impresa per gli stessi motivi e preferisco diventare nulla facente e nullatenente piuttosto che continuare a dare da mangiare a una massa di parassiti di cui benigni ne è degno rappresentante essendo l’orgoglio di quel carrozzone di saltimbanchi a committenza statale (finanziati al 90%) che il mondo dello spettacolo in toto (che spettacolo) rappresenta. a differenza di antonino lei non mi sta simpatico dunque non gli prometto ne caffè ne pacche sulle spalle, ma questo non mi impedisce di cercare di comprendere le sue opinioni e dargli le risposte che mi chiede. in tutta sincerità avrei desiderio , non che lei condividesse le mie idee, ma che realizzasse una maggiore coscienza che le consentisse una visione un po’ più disincantata della realtà, guardando con più attenzione e rispetto alla sovranità dell’individuo e delle sue necessità, scostandosi un tantino da quell’ossessione del bene comune , incessantemente promossa dallo stato con la ferma convinzione che esso possa essere conseguito attraverso il frutto di una volontà deliberata ancorchè collettiva. saluti e Buon natale questa è con le scuse per il sig. proietti e con la promessa che non ne farò più di così lunghi

Scritto da gastone
19-12-2012 12:12

gentile christian mi dia gentilmente la sua mail che le risponderò volentieri. la risposta peraltro faticosamente messa insieme questa mattina mi è sparita sotto il naso , forse sfiorando ctrl o non so cosa, ma stia li che non nvoglio perdermi la opportunità di risponderle ora che ho capito quello che voleva sapere gastone

Scritto da Antonino Trunfio
19-12-2012 08:12

Egregio Christian, le è possibile considerare l'ipotesi, che tutte le sue interessanti divagazioni e proclami cozzino con una questione ? a gente come me, Gastone e qualche centinaio di migliaia di individui non interessano una beata mazza. Del suo adorato stato, di quello che dice il dizionario garzanti, dell'imparzialità di tizio, e del planetarismo di caio, interessa ZERO. Il che vuol dire tradotto in termini concreti, che da qui in avanti lei si terrà il sistema che le aggrada così tanto, che difende e di cui non riesce a vedere alcuna possibile evoluzione o distruzione, insieme a decine di milioni, in questo caso di brave persone come lei. Noi invece che siamo incapaci di compredere le cose che lei dice, e i proclami che enuncia, e ci limitiamo a difendere solo le nostre idee e il senso di libertà che possediamo, NON VERSEREMO PIU' UN EURO DI TASSE PER LEI E I SUOI SIMILI. CHIARO ? Così lei avrà da qui in avanti tutta la soddisfazione di mantenersi da solo il carrozzone. Sgarbi diceva alcuni anni fa che lo sport più amato dagli italiani non è il calcio, ma fare il pederasta con il sedere degli altri. Come se aveva ragione !! Io chiudo per questo la partita iva dopo 22 anni al 31.12 di quest'anno e per l'italia e gli italiani come lei divento : NULLAFACENTE. Provvederò quindi a farmi dichiarare anche NULLATENENTE e per finire SENZA FISSA DIMORA. L'itaglia è il posto giusto per chi appartiene a queste tre categorie. Vedete dunque di organizzarvi meglio con il vostro stato e i suoi apparati per il prossimo futuro, perchè il sangue per i parassiti e per chi resta è agli sgoccioli ormai. Vado in un altro paese caro Christian, mi saluti l'itaglia, lo stato, le sue liturgie, le sue maggioranze e anche le sue minoranze, i suoi editti e le sue indimenticabili costituzioni che solo un comico può dare a bere ormai al popolo beota, i suoi esimi rappresentanti a partire dal dinosauro del colle per finire al sindaco e agli assessori della città dove lei abita. Non dimentichi la magistratura democratica e superpartes e e le eroiche armate di carabinieri, polizia e fiamme gialle fino ai forestali di calabria. E consideri che rimango italiano, perchè parlo italiano, provengo da generazioni e generazioni da italiani, mi piace mangiare italiano e continuerò a farlo anche da un altro paese, i miei figli sono italiani e ritornerò in quest'area del mondo chiamata ITALIA, quando mi pare e piace, con un bel passaporto straniero e con una carta di identità italiana dove alla riga PROFESSIONE sarà scritto : NULLA FACENTE, NULLA TENENTE E SENZA FISSA DIMORA. Amen. Le prometto che se la incontro le offrirò un caffè senza chiederle come se la passa. Lo so che lei se la passerà sempre bene qui in itaglia.

Scritto da gastone
18-12-2012 18:12

eccomi qua signor christian. la mia risposta , è un modo per tagliare corto. la mia impressione, che peraltro non gli ho manifestato, è quella di aver pestato una scatoletta di petardi, come quando si parla con i bambini irrequieti che vogliono ribattere qualsiasi cosa pur di non lasciarti l’ultima parola, o di quelli che ti tirano per i capelli per discutere, magari mi accorgo che la mia era una valutazione sbagliata e ne sarò contento. visto che insiste gentilmente, provo a ribadire quanto penso io, attraverso gli enunciati scientifici e storici di cui condivido le affermazioni. dopo la prima risposta , (non richiesta in quanto faccio solo riflessioni relative gli argomenti dell’autore e mai mi lancio in giudizi degli stessi , tonto meno sui commenti altrui) “credo che il tuo commento sia fuorviante e pericoloso” ( fuorviante da che? sei il depositario di verità solo a te manifeste? Pericoloso per chi? forse per chi non le sposa con le buone?) e poi “A occhio e croce mi sembri uno dei fans del cosiddetto “Free banking” ( una persona che conosco a occhio e croce ha preso un palo mentre faceva una manovra) e poi “ Se mi sono sbagliato nell’”inquadrarti” me ne scuso fin da ora e ti saluto cordialmente” (non le ho chiesto un istantanea, o ha la fregola di catalogare in fretta chiunque?) e poi “non confondiamo la confutazione delle opinioni altrui con il diritto ad esprimerle” ( ecco appunto io di solito sono nel secondo in quanto faccio riflessioni e non mi interessa di confutare le opinioni altrui se non chiamato in causa) sorvolo altrimenti facciamo uno zibaldone. tornando alla sua ultima risposta “Mi sono letto qualcosa riguardo alla cosiddetta “regressività della moneta” ma francamente non capisco cosa c’entri con quello che si stava dicendo” ha forse letto solo il significato del termine nell’enciclopedia wikipedia ? perché risponde giusto a “ mi sono letto qualcosa”. io ho impiegato un po’ di più perché leggere testi esaustivi come “sul metodo delle scienze sociali” di carl menger , “teoria della moneta e dei mezzi di circolazione” di ludwig von mises e altri testi , l’ho trovato impegnativo, dunque mancando di quella capacità fulminea di comprensione, con una letta veloce non sarei stato in grado. forse gli è sfuggito che parlando di moneta, almeno una riflessione sulla sua probabile origine ci stava tutta, dal momento che lei asseriva che la stessa( oro) non fosse una merce , mentre le teorie regressive comprese alcune non austriache partendo da assunti diversi sono poi convenute sulla origine spontanea della sua comparsa in forma di merce di scambio. (oro) esattamente come il frutto di quel lungo procedimento organico che ne ha rappresentato un risultato perfettamente irriflesso di milioni di attori. dunque alla indagine storica non interessa l’ uso conseguente del denaro e le sue manipolazione che ne hanno fatto i regnanti e i suoi successori (stati) ma soltanto stabilire i fatti con i quali elaborare delle teorie attendibili . poi “Allora, io inviterei tutti a svestire i pani della permalosità e dello snobismo: non confondiamo la confutazione delle ecc…” di nuovo qui mi trova senza strumenti per risponderle in quanto mi è difficile interpretare quello che dice in mezzo a questo groviglio di considerazioni, dunque tento di rimanere ai 2 argomenti principali oggetto del suo dissenso, e il secondo era ,l’origine dello stato. Poi “Che lo stato sia emerso “successivamente” è un’affermazione insensata, e tradisce appunto la tua sfiducia nell’organizzazione democratica dei cittadini” complimenti , i suoi giudizi non finiscono mai,( non hai per caso una toga dentro l’armadio?) la mia affermazione sulla natura e l’origine dello stato è una semplice constatazione dopo approfondiment i attraverso testi che ne tracciano la sua parabola oltre che la natura. In questo ti può servire di sapere che lo stato che origina nel tardo medioevo , epoca, che fece da incubatore all’incipiente economia di mercato, si affermò grazie alla spinta della nascente classe mercantile che costituì, con le sue ricchezze , “il mezzo” con cui costituire una organizzazione grezza per lo sviluppo di interessi particolari a spese della collettività. Testi come “difesa della società naturale” di edmund burke, “ men versus state” di herbert spencer , filosofi antecedenti la scuola austriaca per tralasciare tutte le indagini storiche di quest’ultima con rothbard hoppe ed altri. Poi “: lo Stato non può che avere uno scopo “super partes” e cioè quello di emettere la moneta come strumento per far girare l’economia, questa affermazione è talmente “carica” che sembra un assioma , ma scientificamente un assioma ribadisce una concetto relativo ad una realtà apodittica dinque per se stessa evidente, e naturalmente non sembra per nulla autoevidente che uno stato sia superpartes , quando deriva “presumibilmente” la sua funzione e la sua autorità dalle singole parti che lo compongono, come volesse affermare che queste funzioni e autorità, una volta delegate, sublimino in qualche cosa di diverso da cui derivano ,arrogandosi un potere che nel passaggio diventa assoluto. Tantomeno una presunta “istituzione” può trarre qualche giustificazione di poter distribuire nell’economia il denaro in maniera assolutamente monopolistica. Signor christian continuo ad essere convinto che le sue convinzioni e opinioni poggino fondamentalmente su teorie e saggi di tipo giornalistico e televisivo che poco hanno da spartire con la storia e la filosofia delle scienze morali (sociali) trattate nei testi dei grandi filosofi, storici, e d economisti. spero vivamente di sbagliarmi perché il mio ultimo desiderio è quello di creare delle frizioni che non giovano a nessuno, mentre l’intento principale resta quello di condividere riflessioni in merito a questioni importanti come appunto le due oggetto della discussione, per contribuire ad una migliore comprensione piuttosto che confutare le altrui opinioni. sono stato sincero e con altrettanta sincerità le offrò un libro in lettura in segno di buona volontà, si chiama “Oltre la democrazia “ di Frank Karsten, Karel Beckman un libro introduttivo sulla capacità di distruggere l’intero ordine spontanea da parte della democrazia moderna e il potenziale intrinseco di generare un sistema totalitario in maniera silenziosa. La prego di capire perché ho fatto una cosa che non faccio mai di solito , giudicare ed esprimere “giudizi di valore” sulle opinioni e l’operato altrui che invariabilmente preparano la strada verso incomprensioni ancora più profonde. se vuole può chiedere la mia mail alla redazione e sarò a sua disposizione per l’offerta che le ho fatto e fornirle le informazioni sui testi di riferimento degli argomenti che le interessano. mi stia bene e buon natale gastone questo è il secondo post perchè il primo non c''è più speriamo tenga

Scritto da Andrea Cavalleri
18-12-2012 12:12

Vorrei fare un po' di chiarezza sul rapporto tra Stato e denaro, inserendomi nella discussione sorta in proposito. 1) Lo Stato è un organismo collettivo e serve a superare la legge della jungla da parte di quella comunità umana entro un certo territorio che formula il progetto di una legge "civile" come strumento per vivere meglio. Il progetto si protrae nel futuro in quanto i nuovi nati seguiranno gli ordinamenti e beneficeranno delle istituzioni dello Stato stesso. Che lo si voglia o non lo si voglia, lo Stato perdura grazie alla tradizione, cioè la consegna alle generazioni successive di un patrimonio culturale, che comprende patti (obbedienza alle leggi in cambio di sicurezza e benessere) e presuppone in qualche modo una comune visione della vita. E lo sto dicendo in astratto senza specificare quali siano le leggi e le istituzioni nè quale sia la visione della vita sottostante. 2) Il denaro è analogo allo Stato nell'ambito economico, cioè è uno strumento ad azione collettiva, che vive del tacito accordo, per cui entro una comunità tutti lo accettano. Il denaro non ha nessuna funzione individuale (parlando dell'individuo senza relazioni, quello su un'isola deserta), ma ha l'importante funzione collettiva di scambiare ricchezza. Senza scambio di ricchezza (= beni e servizi) la vita sarebbe grama e ciascuno vivrebbe come su un'isola deserta: dovendo procurarsi da sè tutto il necessario per vivere. Il fatto che il denaro sia gestito dallo Stato non è una necessità stringente, ma è di gran lunga la cosa più comoda e più logica, perché nel caso opposto (denaro gestito da altre entità o altre comunità) avremmo una serie di conseguenze spiacevoli. a) denaro gestito da altre comunità: avremmo degli "Stati economici" entro uno Stato legale, con problemi di conflittualità fra le parti e applicabilità delle leggi in particolare quelle a sfondo economico. b) denaro gestito da molte comunità in concorrenza: frammentazione della divisa e perdita del valore del denaro. E' chiaro che i soldi valgono tanto più quante più cose possono comprare, se i soldi valgono per i prodotti di aree ristrette, compreranno pochi prodotti e varranno poco c) denaro gestito da altri enti: lo Stato perdendo autonomia di spesa perde autonomia decisionale, contemporaneamente gli enti che gestiscono il denaro acquisiscono un potere occulto di governo. Per finire, il fatto che all'origine storica del denaro si siano usate delle merci in quella funzione, non significa che il denaro sia una merce, al massimo significa che può essere ANCHE una merce. La funzione del denaro è una funzione di scambio, ad esempio gli interruttori della luce svolgono una funzione di scambio. La ricchezza è come l'insieme di rete, energia elettrica e lampadine, gli interruttori sono come il denaro. Chi controlla l'interruttore può accendere e spegnere la luce (e chi il denaro può controllare la distribuzione della ricchezza), ma come la luce non ci sarebbe senza energia rete e lampadine (grande complesso di enti e di eventi) così la ricchezza non ci sarebbe senza il lavoro di tutta la società (grande complesso di enti ed eventi). Perciò il controllo dell'interruttore deve essere pubblico, altrimenti tutti coloro che lavorano per l'energia, per la rete e per le lampadine, diventano succubi di chi fa l'interruttore (che oltretutto costa molto meno di energia rete e lampadine).

Scritto da gastone
18-12-2012 11:12

Gastone Mi sono letto qualcosa riguardo alla cosiddetta “regressività della moneta” ma francamente non capisco cosa c’entri con quello che si stava dicendo. Spiegamelo, se ne hai voglia. A parte questo, certo che esiste la Scuola Austriaca, con le sue teorie, così come esistono altre scuole che portano avanti le loro… E’ proprio per quello che si discute. Non capisco nemmeno cosa vuoi dire scrivendo che “lo stato come istituzione ha avuto una gestazione ed un’evoluzione”… Certo che è così, ma è un’ovvietà, che c’entra con quel che si diceva? A parte questo mi sembra poco corretto sostenere che io avrei l’abitudine “di giudicare” quando tu hai appena scritto che le cose che ho detto sono basate “su luoghi comuni” o un “guazzabuglio senza radici”, e dopo aver scritto questo: “una organizzazzione così storicamente sanguinaria e distruttrice possa essere eletta quale mezzo di promozione e sviluppo economico” Abbi pazienza… Non è forse questo un giudizio? E direi molto pesante… Allora, io inviterei tutti a svestire i pani della permalosità e dello snobismo: non confondiamo la confutazione delle opinioni altrui con il diritto ad esprimerle, e soprattutto non nascondiamoci dietro la bandiera dei libri scritti da qualcun altro. Se hai qualche argomento basato sulle teorie della scuola austriaca che sia attinente a ciò di cui parliamo, esprimilo. Ciò detto sono contrario alla scuola austriaca, e mi sembra evidente, ma soprattutto esprimo delle opinioni sugli altri commentatori di questo sito sulla base di quello che scrivono, non di quello che non scrivono… Io ti ho risposto in modo tutto sommato abbastanza preciso, e in più non ho fatto altro che interpretare diversamente cose dette da te, riguardo alla storia della moneta e così via. Peraltro dici che mi baserei su luoghi comuni, quando nella tua mail a mio parere era scritta una lunga serie di inesattezze o imprecisioni, che non ti sei peritato di spiegare o sostenere con argomenti un po’ più convincenti. D’altro canto mi consentirai che non è questa la sede per sviscerare trattati di economia, considerando che io non sono economista, e credo nemmeno tu, ma non penso che questo ci impedisca di formarci delle opinioni sensate a prescindere da ciò, non trovi? Perdonami ma la tua risposta assomiglia molto ad un modo per tagliare corto non avendo un granchè da dire. Le polemiche personali non mi sembrano interessanti, per cui se hai qualcosa da aggiungere nel merito di quel che si diceva, fallo se può essere utile, altrimenti chiudiamola qui. Rispondi eccomi qua signor christian. la mia risposta , è un modo per tagliare corto. la mia impressione, che peraltro non gli ho manifestato, è quella di aver pestato una scatoletta di petardi, come quando si parla con i bambini irrequieti che vogliono ribattere qualsiasi cosa pur di non lasciarti l’ultima parola, o di quelli che ti tirano per i capelli per discutere, magari mi accorgo che la mia era una valutazione sbagliata e ne sarò contento. visto che insiste gentilmente, provo a ribadire quanto penso io, attraverso gli enunciati scientifici e storici di cui condivido le affermazioni. dopo la prima risposta , (non richiesta in quanto faccio solo riflessioni relative gli argomenti dell’autore e mai mi lancio in giudizi degli stessi , tonto meno sui commenti altrui) “credo che il tuo commento sia fuorviante e pericoloso” ( fuorviante da che? sei il depositario di verità solo a te manifeste? Pericoloso per chi? forse per chi non le sposa con le buone?) e poi “A occhio e croce mi sembri uno dei fans del cosiddetto “Free banking” ( una persona che conosco a occhio e croce ha preso un palo mentre faceva una manovra) e poi “ Se mi sono sbagliato nell’”inquadrarti” me ne scuso fin da ora e ti saluto cordialmente” (non le ho chiesto un istantanea, o ha la fregola di catalogare in fretta chiunque?) e poi “non confondiamo la confutazione delle opinioni altrui con il diritto ad esprimerle” ( ecco appunto io di solito sono nel secondo in quanto faccio riflessioni e non mi interessa di confutare le opinioni altrui se non chiamato in causa) sorvolo altrimenti facciamo uno zibaldone. tornando alla sua ultima risposta “Mi sono letto qualcosa riguardo alla cosiddetta “regressività della moneta” ma francamente non capisco cosa c’entri con quello che si stava dicendo” ha forse letto solo il significato del termine nell’enciclopedia wikipedia ? perché risponde giusto a “ mi sono letto qualcosa”. io ho impiegato un po’ di più perché leggere testi esaustivi come “sul metodo delle scienze sociali” di carl menger , “teoria della moneta e dei mezzi di circolazione” di ludwig von mises e altri testi , l’ho trovato impegnativo, dunque mancando di quella capacità fulminea di comprensione, con una letta veloce non sarei stato in grado. forse gli è sfuggito che parlando di moneta, almeno una riflessione sulla sua probabile origine ci stava tutta, dal momento che lei asseriva che la stessa( oro) non fosse una merce , mentre le teorie regressive comprese alcune non austriache partendo da assunti diversi sono poi convenute sulla origine spontanea della sua comparsa in forma di merce di scambio. (oro) esattamente come il frutto di quel lungo procedimento organico che ne ha rappresentato un risultato perfettamente irriflesso di milioni di attori. dunque alla indagine storica non interessa l’ uso conseguente del denaro e le sue manipolazione che ne hanno fatto i regnanti e i suoi successori (stati) ma soltanto stabilire i fatti con i quali elaborare delle teorie attendibili . poi “Allora, io inviterei tutti a svestire i pani della permalosità e dello snobismo: non confondiamo la confutazione delle ecc…” di nuovo qui mi trova senza strumenti per risponderle in quanto mi è difficile interpretare quello che dice in mezzo a questo groviglio di considerazioni, dunque tento di rimanere ai 2 argomenti principali oggetto del suo dissenso, e il secondo era ,l’origine dello stato. Poi “Che lo stato sia emerso “successivamente” è un’affermazione insensata, e tradisce appunto la tua sfiducia nell’organizzazione democratica dei cittadini” complimenti , i suoi giudizi non finiscono mai,( non hai per caso una toga dentro l’armadio?) la mia affermazione sulla natura e l’origine dello stato è una semplice constatazione dopo approfondiment i attraverso testi che ne tracciano la sua parabola oltre che la natura. In questo ti può servire di sapere che lo stato che origina nel tardo medioevo , epoca, che fece da incubatore all’incipiente economia di mercato, si affermò grazie alla spinta della nascente classe mercantile che costituì, con le sue ricchezze , “il mezzo” con cui costituire una organizzazione grezza per lo sviluppo di interessi particolari a spese della collettività. Testi come “difesa della società naturale” di edmund burke, “ men versus state” di herbert spencer , filosofi antecedenti la scuola austriaca per tralasciare tutte le indagini storiche di quest’ultima con rothbard hoppe ed altri. Poi “: lo Stato non può che avere uno scopo “super partes” e cioè quello di emettere la moneta come strumento per far girare l’economia, questa affermazione è talmente “carica” che sembra un assioma , ma scientificamente un assioma ribadisce una concetto relativo ad una realtà apodittica dinque per se stessa evidente, e naturalmente non sembra per nulla autoevidente che uno stato sia superpartes , quando deriva “presumibilmente” la sua funzione e la sua autorità dalle singole parti che lo compongono, come volesse affermare che queste funzioni e autorità, una volta delegate, sublimino in qualche cosa di diverso da cui derivano ,arrogandosi un potere che nel passaggio diventa assoluto. Tantomeno una presunta “istituzione” può trarre qualche giustificazione di poter distribuire nell’economia il denaro in maniera assolutamente monopolistica. Signor christian continuo ad essere convinto che le sue convinzioni e opinioni poggino fondamentalmente su teorie e saggi di tipo giornalistico e televisivo che poco hanno da spartire con la storia e la filosofia delle scienze morali (sociali) trattate nei testi dei grandi filosofi, storici, e d economisti. spero vivamente di sbagliarmi perché il mio ultimo desiderio è quello di creare delle frizioni che non giovano a nessuno, mentre l’intento principale resta quello di condividere riflessioni in merito a questioni importanti come appunto le due oggetto della discussione, per contribuire ad una migliore comprensione piuttosto che confutare le altrui opinioni. sono stato sincero e con altrettanta sincerità le offrò un libro in lettura in segno di buona volontà, si chiama “Oltre la democrazia “ di Frank Karsten, Karel Beckman un libro introduttivo sulla capacità di distruggere l’intero ordine spontanea da parte della democrazia moderna e il potenziale intrinseco di generare un sistema totalitario in maniera silenziosa. La prego di capire perché ho fatto una cosa che non faccio mai di solito , giudicare ed esprimere “giudizi di valore” sulle opinioni e l’operato altrui che invariabilmente preparano la strada verso incomprensioni ancora più profonde. se vuole può chiedere la mia mail alla redazione e sarò a sua disposizione per l’offerta che le ho fatto e fornirle le informazioni sui testi di riferimento degli argomenti che le interessano. mi stia bene e buon natale gastone

Scritto da giovanni
18-12-2012 06:12

Sig Antonino Trunfio La ringrazio per la fiducia che mi accorda e sto valutando la sua offerta. Le faccio presente che io non ho un computer, non ho telefono, utilizzo il computer dove lavoro essendone autorizzato, non sono pratico di e.mail (quella che ho mi e' stata fatta da altra persona). Autorizzo con il presente scritto la redazione a comunicarlela mia e-mail. Saluti Giovanni

Scritto da Antonino Trunfio
17-12-2012 17:12

Lei crede che le persone in genere sono in cerca di guai ? Per fortuna sono solo una ristretta minoranza, a differenza di quanto vogliono far crederci i poteri di ogni era, per sostituirsi alla nostra libertà. E in miliardi credono a questa colossale bugia e si sentono liberati dal dover essere quello che il buondio ha stabilito dalla creazione : creature che cercano la pace per se stessi e per gli altri. Quindi l'ultima frase che lei scrive mi basta. Io voglio solo badare a me stesso, ai miei cari e a quelli che mi scelgo e che mi scelgono, senza nuocere a nessuno, anzi per quanto possibile ed è in mia facoltà di provvedere a chi ne ha bisogno e non solo del mio cerchio Ma provengo da quel deserto, dove la carità è ancora una parola sacra, e dove non la si sbandiera a colpi di decreto salva qui e salva là ma dove la destra non sa quello che fa la sinistra. E non mi arrenderò mai a dover essere altruista e generoso per legge. Gli egoisti, i malvagi, gli avari, gli evasori e tutte le categorie, fino all'ultimo individuo, hanno diritto di cittadinanza a questo mondo.

Scritto da Antonino Trunfio
17-12-2012 12:12

Egregio Christian, la ringrazio per aver scritto qualcosa a riguardo delle domande che le avevo posto. Non posso che rimanere ammirato e al contempo terrorizzato del suo garbatissimo moralismo.

Scritto da Christian
16-12-2012 23:12

@ Antonino 1) Dipende dal contesto. Una pietra generica posata a terra in un luogo imprecisato del mondo, senza contatti con una società umana sicuramente non ha alcun valore intrinseco, in termini economici. 1a) In termini economici, no. 1b) Potenzialmente sì. 1c) In termini economici, no. 2) Le parti di una società sono le organizzazioni, spontanee o istituzionali/istituzionalizzate, che operano all’interno di quella società con scopi derivanti dalla natura stessa di quelle parti, oppure una qualunque suddivisione culturale, intellettuale o statistica che si voglia fare di quella società. 2a) Sono senz’altro parti di una società. 2b) Non istituzionalizzate come quelle da lei citate al punto precedente, ma sì. 2c) Sì 2d) Sì 3.1 Se io mi nutro oltre il necessario, molti altri nel mio consesso sociale lo fanno e ciò comporta sottrazione di terre coltivabili a popolazioni situate in altre parti del mondo, non avrò danneggiato il salumiere, ma avrò danneggiato molto più gravemente altre persone, che nemmeno conosco. Ed è esattamente ciò che succede. 3.2 Facile… Se la promozione è meritata no, se non è meritata molto sì. 3.3 Quasi sempre sì, poiché penso sia molto difficile trovare fondi di investimento o altri oggetti finanziari che siano scevri dallo sfruttamento di qualcuno, che è praticamente sempre ciò che succede in una economia globale in mano alle multinazionali. Ciò non toglie che lo si faccia comunque, ma non è meno vero quel che ho detto, e parlo anche per me. D’altro canto, per usare un linguaggio che forse le è caro, stare all’interno di una società rimanendo completamente “puri” rispetto alle sue distorsioni è praticamente impossibile, a meno di abbandonare fisicamente quella società. 4. Non c’è nulla da spiegare, lei ha capito benissimo ed è perfettamente chiaro, a meno che lei non capisca l’italiano. Due persone che vivono su un’isola deserta e hanno deciso che per non disturbarsi se la dividono in due stabilendo un confine, hanno già creato uno stato. 4a) I cittadini come individui in un sistema democratico non decidono arbitrariamente, ma possono contribuire a determinare le decisioni attraverso il voto, o ad influenzare tali decisioni attraverso la formazione di gruppi di opinione, movimenti culturali o intellettuali, ecc. 4b) Domanda senza senso, ma la risposta è ovviamente sì. 4c) Come sopra 4d) Sì 5.1) Sofisma un po’ goffo e maldestro, io ho detto l’esatto contrario: il materialismo insito nell’idea di voler attribuire per forza un valore intrinseco a ciò che non ce l’ha poiché è solo un’idea, è una visione miope. Naturalmente dal mio punto di vista. 5.2) Sì, possono. 5.3) No, se mi tolgo gli occhiali, ho una forte miopia… Ecco fatto. Contento? Non so se ho fatto lo sforzo di fantasia da lei richiesto (non so perché), ma semplicemente ho cercato di restare aderente alle opinioni che avevo precedentemente espresso. Non le dirò di non aver capito che la sua sequela di domande bislacche costituiva una provocazione, ma la sostanza rimane e ora le faccio io qualche domanda: 1) Lei ha mai provato a mangiarsi delle banconote o dell’oro? 2) Ha mai provato ad utilizzarli per costruire una casa? 3) Conosce quell’utilizzo delle banconote come merce combustibile che ne determina però l’immediata estinzione? E se sì qual è? Per quanto lei si sforzi di inventarsi calembour o aforismi, o domandine buffe, non troverà una soluzione al dilemma: se lei vuole vivere di regole sue, dovrà farlo per conto suo, se vuole stare in una società, dovrà accettare l’idea che certe regole di quella società non le piaceranno, ma se è una persona adulta e non un bambino non credo che punterà i piedi frignando per questo. Concludo non potendo non notare con un certo rammarico che le cose da lei scritte in particolare al punto 3 tradiscono un certo egoismo e una apparente incapacità di vedere al di là del proprio ombelico, e se le cose stanno così non posso dire di apprezzarlo, ma d’altronde questo è un giudizio, e come dice Gastone, è improprio. La saluto notando non proprio con piacere leggendo il suo Post Scriptum che sembra essere un tipo piuttosto narcisista… Ma d’altronde, in questo caso cognomen omen! La prego non si arrabbi e mi perdoni la battuta, in questo caso calzava a pennello!

Scritto da Christian
16-12-2012 22:12

@ Gastone Mi sono letto qualcosa riguardo alla cosiddetta "regressività della moneta" ma francamente non capisco cosa c'entri con quello che si stava dicendo. Spiegamelo, se ne hai voglia. A parte questo, certo che esiste la Scuola Austriaca, con le sue teorie, così come esistono altre scuole che portano avanti le loro... E' proprio per quello che si discute. Non capisco nemmeno cosa vuoi dire scrivendo che "lo stato come istituzione ha avuto una gestazione ed un'evoluzione"... Certo che è così, ma è un'ovvietà, che c'entra con quel che si diceva? A parte questo mi sembra poco corretto sostenere che io avrei l'abitudine "di giudicare" quando tu hai appena scritto che le cose che ho detto sono basate "su luoghi comuni" o un “guazzabuglio senza radici”, e dopo aver scritto questo: "una organizzazzione così storicamente sanguinaria e distruttrice possa essere eletta quale mezzo di promozione e sviluppo economico" Abbi pazienza... Non è forse questo un giudizio? E direi molto pesante... Allora, io inviterei tutti a svestire i pani della permalosità e dello snobismo: non confondiamo la confutazione delle opinioni altrui con il diritto ad esprimerle, e soprattutto non nascondiamoci dietro la bandiera dei libri scritti da qualcun altro. Se hai qualche argomento basato sulle teorie della scuola austriaca che sia attinente a ciò di cui parliamo, esprimilo. Ciò detto sono contrario alla scuola austriaca, e mi sembra evidente, ma soprattutto esprimo delle opinioni sugli altri commentatori di questo sito sulla base di quello che scrivono, non di quello che non scrivono… Io ti ho risposto in modo tutto sommato abbastanza preciso, e in più non ho fatto altro che interpretare diversamente cose dette da te, riguardo alla storia della moneta e così via. Peraltro dici che mi baserei su luoghi comuni, quando nella tua mail a mio parere era scritta una lunga serie di inesattezze o imprecisioni, che non ti sei peritato di spiegare o sostenere con argomenti un po’ più convincenti. D’altro canto mi consentirai che non è questa la sede per sviscerare trattati di economia, considerando che io non sono economista, e credo nemmeno tu, ma non penso che questo ci impedisca di formarci delle opinioni sensate a prescindere da ciò, non trovi? Perdonami ma la tua risposta assomiglia molto ad un modo per tagliare corto non avendo un granchè da dire. Le polemiche personali non mi sembrano interessanti, per cui se hai qualcosa da aggiungere nel merito di quel che si diceva, fallo se può essere utile, altrimenti chiudiamola qui.

Scritto da Antonino Trunfio
16-12-2012 19:12

lei mi sta pure simpatico !! sarà perchè si ostina a non rispondere !! Lei è un inguaribile evasore !!! No !!! cosa ha capito ? non dicevo delle tasse, che immagino lei le paghi fino all'ultimo centesimo contento. Lei è solo un evasore alle domande. La invito a rileggere le mie domande precise. Di solito a domande precise si può rispondere con un SI o con un NO. Oppure con un "mi astengo". Tenga conto, che le categorie di maggioranza, sistema sociale, debito pubblico ecc.... mi sono estranee. Io riconosco la persona e il suo essre, non so cosa siano le maggioranze le minorante e il loro stato. Riconosco la famiglia e la proprià comunità liberamente scelta e non so cosa sia il sistema sociale. Riconosco i debiti miei e li pago, e non so cosa sia il debito degli altri, tanto meno il pubblico.

Scritto da Christian
16-12-2012 13:12

@ Antonino Trunfio Gentile Antonino, francamente non capisco l'incipit della sua risposta: è implicito (e ovvio) che qui chiunque esprima la sua opinione, quindi sarebbe un controsenso "impedire" a qualcuno di farlo, le chiederei per cui di dirmi dove avrei impedito o sollecitato impedimento alle opinioni di qualcuno. Il fatto che noi non si sia d'accordo è esattamente il motivo per cui discutiamo, quindi non capisco proprio. Detto questo, io ho risposto a lei sul tema del tipo di sistema monetario che lei sostiene come adeguato per la convivenza civile, come si evince dai suoi post, semplicemente dicendo che non mi convince e non mi pare adeguato. questo non significa assolutamente che lei non deve portare avanti le sue idee e compagnia bella, questa mi sembra totale coda di paglia da parte sua, e non mi metto su questo piano. La invito anzi a sostenere le sue idee nella maniera più sincera e appassionata possibile, qualsiasi esse siano. Detto questo non so esattamente cosa rispondere alla sua domanda perchè mi sembra posta in un modo molto strano che francamente non capisco. Cosa significa che io dovrei "pagarmi il sistema che più che mi piace?", e cosa significa "tirarsi fuori"? Mi concederà che in un sistema sociale "tirarsi fuori" è un concetto che va spiegato, e se si convive c'è bisogno, in determinati casi, di darsi delle regole comuni, nel rispetto degli spazi comuni. Con questo voglio dire che lei in casa sua è perfettamente padrone di fare quello che vuole, ma quando sale sull'automobile e si mette per strada immagino rispetti (spero...) il codice della strada, o se ne è fatto uno per conto suo? La vita in comune richiede delle regole che si cercherà di far attagliare al meglio a tutti ma che probabilmente non si adattano perfettamente a nessuno, come è normale che sia... Quindi ciascuno rinuncia a qualcosina di sè stesso, in nome di una vita sociale rispettosa degli altri e non affidata all'arbitrio, non trova? Attenzione, tengo a precisare, (anche se ritengo che non dovrebbe esserci bisogno di farlo...) che io non sostengo alcuna fazione politica con queste affermazioni e non mi riferisco ad alcun status quo nella gestione della cosa pubblica, parlo in termini assolutamente ideali, per come li vorrei applicati sul campo e a prescindere dal fatto che oggiogiorno o in passato siano stati applicati in maniera sbagliata, disonesta o altro. Ciò detto e volendole comunque dare una risposta, potrei dirle che se il sistema monetario da lei proposto fosse compatibile con un sistema privo di debito e soprattutto privo di interesse, non avrei difficoltà a dirle che non avrei nulla in contrario alla convivenza dei due sistemi. Siccome però non credo che questo sia possibile, la invito a continuare a sostenere le sue idee, cercando di fare in modo che diventino maggioranza e che quindi siano adottate dalla società intera. Se ritiene che questo obiettivo sia troppo lontano o questa società non pronta e questo per lei come persona fosse un problema insopportabile, forse esistono altre società in cui questo potrà essere più realizzabile. Magari era questo il pensiero che il suo villano commensale voleva esprimere, e spero di non averla offesa a mia volta, perché è del tutto lungi da me il volerlo fare.

Scritto da giovanni
15-12-2012 23:12

signor Antonino Trunfio, la ringrazio per l'attenzione e per i consigli. cerchero' di farne tesoro. Da inguaribile sognatore, continuo a pensare che sara' un Granello di Sabbia a far inceppare la macchina Satanica che sta stritolando il mondo intero tramite la Globalizzazione. Nel mio piccolo cerco di mettere in atto tutti quegli accorgimenti che possano aiutare la macchina ad andare o in fuorigiro o in apnea. (provi a pensare se noi italiani semplicemente cominciassimo a RISPETTARE tutte le leggi, pedestremente, che ogni giorno ci vengono sfornate!!! Gia' solo questo fatto provocherebbe la paralisi del sistema! Cito, tanto per buttarla, i limiti di velocita' per le auto, i posteggi in divieto di sosta...solo questo sarebbe stremamente salutare... se poi gli addetti di polizia dovessero fare multe applicando pedestramente le leggi.... Sciopero Bianco infinito.. Vogliamo magari dire qualcosa sulle revisioni delle auto?!?!?!.... Su tutta la CERTIFICATOCRAZIA IMPERANTE?! Provi a pensare all'I.M.U., se i cittadini anziche' correre dal commercialista per poter pagare (!!!!) avessero inviato una raccomandata R/R al proprio comune, fornendo i dati della propria abitazione e chiedendo che lo stesso emettesse fattura a carico, come del resto fa per i rifiuti e l'acqua, cosa sarebbe successo? Legalmente e' il cittadino che deve AUTOFATTURARSI? Si puo' denunciare i Comuni per mancata emissione di fattura? Oppure posso io AUTOFATTURARMI la tassa rifiuti? Vogliono piu' Europa...personalmente sono ORA contrario, ma supponiamo di essere d'accordo, dovremmo arrivare ad una legge fiscale unica. Useremmo le leggi fiscali italiane? per tutti gli europei? o quelle tedesche?... Noi italiani saremmo ben contenti di essere armonizzati ABOLENDO le nostre leggi fiscali ed ADOTTANDO quelle tedesche!!!(magari i dottori commercialisti un po' meno...) Suggerisco una forma di sciopero bianco che si potrebbe attuare alle prossime votazioni, semplicemente pretendere che i Presidenti di Seggio facciano rispettare i regolamento alla lettera!!(le garantisco, per lunga esperienza personale, che dopo una settimana non avremmo ancora il risultato dello scrutinio!!!! Basterebbe che i Verbali delle Votazioni venissero firmati alla fine di tutte le operazioni di voto... Se poi si seguisse la regola che si DEVE ESTRARRE dall'urna UNA SCHEDA ALLA VOLTA, controllarla, registrarla e DEPORLA come da regolamento, forse ci vorrebbero 15 giorni per avere il risultato. Se poi il presidente di seggio, anziche' MEDIARE con i Rappresentanti di Lista, si limitasse a Verbalizzare le loro osservazioni e rimettere il giudizio all'organo superiore competente, ci vorrebbero 25 giorni... Ci si potrebbe sedere ad un tavolo e trovare varie soluzioni per far implodere il sistema. Ognuno di noi potrebbe studiare un pezzo della macchina e poi discutere le strategie migliori Saluti da Giovanni. P.S. riguardo l'I.M.U., hanno richiesto la nostra dichiarazione, perche' pur essendoci un Ufficio Catasto, non sono in grado di emettere le fatture, in quanto i l Catasto e' in ritardo di 10-15 anni negli aggiornamenti (almeno personalmente ne ho avuto la conferma, non so se anche per altre persone) Certo che se un ambulante non emette lo scontrino fiscale...DAGLI ALL'EVASORE, se il Comune non emette fattura.... Tuttavia e' risaputo che l'INDPAP non riceveva i contributi previdenziali per i dipendenti pubblici...ed allora MONTI lo ha FUSO con l'INPS creando un bel BUCO DI BILANCIO!!!! Eh si, se no che TECNICO sarebbe? Ma mi facciano il piacere...direbbe il buon TOTO^!!!

Scritto da Antonino Trunfio
15-12-2012 11:12

@ CHRISTIAN : Non posso invece esimermi di porle delle domande alle sue gradite risposte, che non esauriscono la mia curiosità. Quando le risposte di solito non chiariscono, a scuola ci dicevano che non avevamo studiato abbastanza, e nel cortile davamo del pirla al prof. Ma si sa la scuola è ormai un ricordo lontano per la più parte di noi qui su Stampa Libera. Mi segue attentamente : 1. 1) Una pietra ha valore intrinseco o no ? Le offro qualche spunto : a. se sono una pista da ballo con una splendida mora a ballare un tango, una pietra trai piedi ha un valore intrinseco o no ? b. se sto per costruire una casa, una pietra ha un valore intrinseco o no ? c. se un cane infuriato mi sta aggredendo, e a portata di mano ho una pietra, essa ha un valore intrinseco o no ? 2. Super partes : cosa sono le parti di una società ? anche per questa le voglio offrire 4 spunti : a. parti della società sono i partiti, i sindacati, le libere associazioni e gli organismi di categoria ecc.... ? b. parti della società sono gli aventi diritto che vanno a votare ? c. parti della società sono gli aventi diritto che si esprimono non votando ? d. parte della società è anche la minoranza, le minoranze di ogni genere, numero di aderenti, livello culturale e sociale, idee e convizioni filosofiche, economiche e politiche ? 3. "meglio uno stato corrotto che l'interesse individuale" : l'ultima volta che lei ha esercitato il suo interesse individuale, si sarebbe sostituito con un corrotto o un corruttore, o con qualcun'altro in generale, per fare il suo interesse ? Anche per questa ci sono degli spunti : 1. quando lei ha fame ed esercità il suo interesse individuale a mangiare, che per caso il salumiere o il macellaio ne sono usciti danneggiati dall'esercizio suo interesse individuale ? 2. quando lei chiede una promozione sul lavoro, lei che ha esercitato un suo interesse individuale crede che il suo datore di lavoro o i suoi colleghi ne venga danneggiato per questo ? 3. quando lei va in banca per farsi un fondo pensione o investire qualche risparmio, la ricerca del suo interesse individuale per caso fa arrabbiare l'impiegato della banca o reca danno ai suoi vicini di casa o familiari o a chicchesia ? 4. ORGANIZZAZIONE : mi può spiegare l'assioma linguistico : "....lo stato altro non è che l’organizzazione che i cittadini..." anche qui altri spunti : a. l'organizzazione la possono decidere i cittadini intesi come individui.... ? b. gli individui rimangono tali anche quando non fanno parte delle maggioranze ? c. gli individui rimangono tali anche quando non appartengono alle minoranze ? d. un individuo rimane tale anche quando si riconosco solo in se stesso e non chiede di farsi rappresentare da alcuno ? 5. Sulla MIOPIA : 1. i miopi hanno per forza sempre una visione materialistica ? 2. i materialisti non possono vederci perfettamente ? 3. lei ci vede bene ? Risponda provando fare uno sforzo di creatività, immaginando nuove possibilità per tutte noi, ancora non sperimentate e che aspettano solo che uomini e donne coraggiosi le ricerchino e per essi siano disposti a dare la vita. Le mio domande non hanno lo scopo di farle fare uno sforzo per difendere le sue posizioni o le mie. Cordialità A.T. p.s.: un saluto anche per l'amico Gastone, che di sicuro ci legge e qualche giorno fa, da un altra parte sul web. mi ha definito con grande mio compiacimento : "una bomba senza più la sicura ...."

Scritto da gastone
15-12-2012 11:12

ci sono testi storici autorevoli sulla regressività della moneta da menger a mises e anche oltre la teoria austriaca altri studiosi partendo da teorie diverse sono giunti a condividere le stesse conclusioni. lo stato come pseudo istituzione ha avuto una gestazione ed una evoluzione che è possibile trovare in molti testi storici ( non statali) . l'intero impianto della tua risposta mi sembra basato da un mix di luoghi comuni e opinioni personali, dunque mi sembra difficile poter argomentare contro opinioni se non oltrepassando il confine che vuole il tempo perso contro tanta confusione come al biblico detto " perle ai porci". naturalmente sorvolo sulla tua inclinazione al giudizio già evidenziata nella prima risposta e reiterata nella seconda perche non mi interessa ne darne ne restituirne , il giudizio non è nelle mie pratiche lo lascio chi SOLO può esercitarlo. non dispero che magari con meno opinioni e un pò di informazione storica e scientifica in più possa essere meno distruttivo nelle tue repliche. quanto alla pace ne siamo tutti in cerca e personalmente trovo, da tempo, molto redditizio cercarla attraverso le conoscenze e l'approfondimento scientifico delle scienze sociali pittosto che nel quazzabuglio di opinioni senza radici. ciao

Scritto da Christian
15-12-2012 04:12

"vanno oltre il concetto scientifico e storico di “denaro”. La mia visione del mondo economico attuale è che si tratti infatti di una proiezione della deformazione patologica subita dall’uomo nella percezione dello strumento chiamato “denaro” "il resto viene con sè perche la natura privata del denaro è intrinseca al processo stesso." Sul processo di formazione del denaro mi è fin troppo facile risponderti: tu confondi il processo storico di formazione del denaro in una parte delle culture del mondo (in particolare quella greco-occidentale) con il “senso” da attribuire al denaro stesso. Il processo storico che tu chiami in causa è una sequenza di atti conseguenti all’affermarsi di un interesse privato a scapito di un interesse pubblico, è una storia ben nota, ed è infatti richiamata come esempio negativo di evoluzione di quel che tu chiami concetto di denaro, a partire dall’imposizione dell’”aggio del signore”, primo mattone nella costruzione del complesso edificio della moneta-debito. Per questa ragione è così difficile, oggi come oggi, rimuovere questo fardello storico. Voglio dire che è proprio l’analisi del processo storico di formazione del denaro che dovrebbe tenerci alla larga dal denaro inteso come bene a sé stante. Prendere per buono (un certo) processo storico come pietra filosofale per la gestione di tutta la vita a venire è mediocre quant’altro mai, in quanto implica l’impossibilità di cambiare le cose, il che è in primo luogo un controsenso storico e un’espressione di sfiducia totale nelle capacità di evoluzione dell’uomo. "...una merce in grado di essere accettata come mezzo di cambio per tutte le merci" Attento: fai una grandissima confusione semantica, confondi cioè il denaro con i beni originariamente e successivamente utilizzati per garantirne il valore, lungo la storia di una parte delle culture umane, e in questo senso non dimostri affatto di conoscere la storia del denaro, come dicevi prima tu a me. "...riserva di valore in quanto merce elettiva dunque la più pregiata" Appunto: tu confondi l’”oro” con la moneta, ma l’oro altro non è che uno dei materiali con cui sono state realizzate monete nel corso della storia. E’ uno dei tanti, anche se è stato quasi sempre considerato il materiale migliore con cui realizzare queste monete, appunto per le sue caratteristiche. Nella realtà dei fatti però, l’oro diviene merce solamente quando come tale viene utilizzato nella vita umana: ad esempio per otturare i denti, isolare dalla corrosione circuiti elettronici, ecc. ecc… Confondere l’oro con la moneta significa eleggerlo a bene supremo e quindi favorirne l’accumulazione e la venerazione, come è sempre avvenuto nella storia occidentale, ancorché l’oro in larga parte non serva assolutamente a nulla. "...un modo democratico a partecipazione inconsapevole con cui la natura opera è sbagliato è và corretto." Ti esprimi con proprietà e uno sarebbe portato a concordare con te semplicemente per questo, ma sempre col sorriso sulle labbra mi sento di discordare completamente da quel che dici: l’affermazione dell’uso dell’oro e la sua successiva sostituzione nel conio delle monete con materiali meno “pregiati” (a titolo di “aggio” privato del sovrano) non le definirei minimamente un processo “democratico”, in quanto questo è il risultato di una partecipazione del tutto consapevole e non certo inconsapevole… L’imposizione dell’aggio è proprio il contrario di un processo democratico, in quanto affermazione di una posizione di privilegio, come quella occupata dal sovrano. Inoltre l’uso delle monete d’oro non ha mai impedito ad alcuna istituzione di crollare nel tempo, se non era più supportata dalla fiducia dei cittadini… A partire dall’impero romano e fino ai giorni nostri, e anche questa è storia, così come l’uso di una moneta non ancorata all’oro non ha significato necessariamente un crollo nella fiducia riposta in quella moneta (dopo l’annuncio dato da nixon della rinuncia agli accordi di Bretton Woods è finita la convertibilità del dollaro in oro, ma il dollaro non è per niente scomparso…) In realtà la storia che tu porti ad esempio dimostra l’esatto contrario di quel che dici tu: e cioè che il concetto di denaro che si è affermato ad oggi è figlio di una logica di potere, elitaria ed autocratica, altro che democratica… "...attraverso gold standard più o meno farlocchi, ha coltivato la insana idea che l’unico sottostante del denaro sia la fiducia" Che lo stato sia emerso “successivamente” è un’affermazione insensata, e tradisce appunto la tua sfiducia nell’organizzazione democratica dei cittadini e una consequenziale preferenza per antichi regimi di privilegio come la monarchia, che è pur sempre una forma di organizzazione dello stato. Il fatto che il sovrano non avesse bisogno di imporre l’uso della sua moneta coercitivamente era proprio dovuto al fatto che la sua stessa posizione di autorità suprema ne garantiva la fiducia da parte dei cittadini che per parte loro lo legittimavano nella sua posizione di autorità. Dire che un processo di fiducia sia “insano” mi pare profondamente patologico, perché vorrebbe inoculare un germe di negatività in un atteggiamento umano che nella mia visione della vita è largamente da preferirsi all’imposizione di uno standard artificiale (come il gold standard) che altro non è che una fredda convenzione umana, e quindi priva di vita. Secondo il tuo rigido ragionamento, perché allora il gold standard non è a sua volta un’”imposizione” antidemocratica sull’individuo? E se qualcuno non lo vuole accettare? Diventa automaticamente un'imposizione? Confondi gli strumenti con le idee. "...il money vero gli facevano credere che esse stesse restavano a garanzia con la loro solidità(??)" Banalizzi la storia delle banche e continui a confermare che è vero quel che dico io: e cioè che a prescindere dalla “bontà” di un corso più o meno legale, questo verrà accettato dai cittadini se gode della loro fiducia, a prescindere da come è stata ottenuta od estorta. Per l’appunto è sperabile una grossa crisi di fiducia nel mondo bancario, per andare verso uno suo abbattimento. "...una organizzazzione così storicamente sanguinaria e distruttrice possa essere eletta quale mezzo di promozione e sviluppo economico" Potrei tornare al commento postato al Sig. Trunfio: parli dello “stato” come se fosse un’accozzaglia di alieni piovuti da Marte. Lo Stato è espressione della sua collettività, e di volta in volta nella storia si è espresso attraverso diverse forme, quasi sempre elitarie e antidemocratiche, nel mondo occidentale (e sottolineo “mondo occidentale” perché non è secondario…), e quanto più il controllo è stato demandato ad un gruppo ristretto di persone, quanto più esse hanno tentato di mantenere la loro posizione di privilegio a scapito degli altri. In conclusione, anche sul concetto di Stato continui a confondere l’idea con lo strumento: lo stato è uno strumento in mano a chi lo costituisce, e cioè i cittadini, non vive di vita propria. Tu hai una profonda sfiducia nell’uomo e nelle sue possibilità di sublimare il Male (inteso come tendenza a prevaricare gli altri, non c’è alcuna intonazione religiosa nel termine per come lo intendo in questo caso), evitando così di nuocere al prossimo. Ma in questo modo non troverai pace in nessun sistema, non c’è oro che tenga. Ciao e grazie

Scritto da giovanni
15-12-2012 00:12

Ottimo articolo. Sto pensando ad un modo per obbligare la banca centrale a stampare moneta gratuitamente. Forse sono ingenuo, ma la butto. Se tutti noi ritirassimo il denaro dalle banche e ce lo tenessimo sotto il materasso, la banca centrale sarebbe obbligata, essendo suo compito garantire il corretto flusso monetario per permettere le operazioni economiche, a SUPPORTARE le banche ordinarie mediante una creazione ECCEZIONALE di moneta. Risulta evidente che tale moneta andrebbe STAMPATA, in quanto tutta l'altra moneta si troverebbe sotto i nostri materassi. La banca centrale sarebbe costretta a stampare tanta moneta quanti sono l'ammontare dei prestiti che le banche ordinarie hanno fatto. In questo caso, la banca centrale potrebbe richiedere alle banche ordinarie anziche' interessi sul PRESTITO, un semplice rimborso spese per il costo delle banconote che verrebbero loro elargite loro a puro titolo gratuito, come nel gioco del MONOPOLI (ricordo che nel gioco del MONOPOLI, ogni volta che si passa dal VIA la banca regala ai giocatori Lire 20.000...ci sara' una logica?!?! riflessione obbligata sulla creazione di moneta) Oppure se qualcuno di noi potesse prendere il posto di Monti, dovrebbe varare una legge immediata che autorizza il pagamento degli INTERESSI SUL DEBITO "IN NATURA" Salami, Parmigiano reggiano, Mele, Patate. Nel caso poi che la PRODUZIONE di Beni Naturali, sia quantitativamente superiore all'importo degli interessi, la stessa sia accettabile per riduzione dell'importo del capitale. (in questo caso penso verrebbe ristabilito il rapporto fra costo del denaro-produzione-prestiti finalizzati alla produzione. Per cui si potrebbe optare per una Stampa di Moneta in rapporto al valore della Produzione. Questo sarebbe il compito principale della Banca d'Italia: Regolazione dei flussi monetari in rapporto alla produzione (chiamiamolo pure P.I.L.) operazione che richiederebbe dei VERI TECNICI che operano con il FINE IDEALE di una armonizzazione dei rapporti economici. Capisco anche che sono un povero illuso, in questo mondo di Pescicani, Fondi Avvoltoi ecc.ecc. Tuttavia se non vogliamo rivedere una Rivoluzione Francese Novella bisognera' che qualcuno prenda in mano la situazione. I tempi stanno maturando. Il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi, per cui tutta questa gente che sta distruggendo la nostra societa' finira' per SCIVOLARE sulla piu' classica delle BUCCE DI BANANA. La MALEDIZIONE di GHEDDAFI incombe su tutti loro. E' come la maledizione di De Molay, capo dei templari messo al rogo. Restiamo in attesa. Saluti Giovanni

Scritto da Barbara
14-12-2012 19:12

articolo brillante e cristallino. Grazie all'autore per la chiarezza e semplicità usata per descrivere questo apparente complesso "fenomeno" (per non dire truffa) e a SL per la pubblicazione Barbara

Scritto da gastone
14-12-2012 19:12

tranquillo non devi scusarti, anzi sono contento di risponderti per quel che posso eccezzion fatta per le tue opinioni "L’economia non deve crescere all’infinito, perché è ora di finirla col gigantismo economico, quindi dobbiamo dimenticarci dell’idea che lo scopo deve essere sempre e comunque quello di “crescere”. che vanno oltre il concetto scientifico e storico di "denaro". leggendo il tuo concetto di denaro "la moneta in sè non significa e non vale nulla, la moneta è solamente uno strumento di misura delle VERE merci, non è assolutamente un bene in quanto tale." mi sembra di capire che al di là delle opinioni ascoltate in giro oltre qualche parere di economista neoclassico ( keynesiano), la tua conoscenza del denaro non vada oltre, perchè ignora completamente il processo di formazione del denaro nel corso della storia. stabilito questo punto, ilresto viene con sè perche la natura privata del denaro è intrinseca al processo stesso. questo processo di tipo evolutivo ha visto l'emergere del denaro attraverso una selezione continua, immediatamente dopo il baratto, tra una moltitudine di materiali scelti di volta in volta per tentare di trovare una merce in grado di essere accettata come mezzo di cambio per tutte le merci. questa merce è l'oro, moneta eletta spontaneamente in un processo millenario, da tutte le civiltà. proprio per le sue caratteristiche che gli conferiscono doti superiori di portabilità divisibilità durevolezza e riserva di valore in quanto merce elettiva dunque la più pregiata. non si può ignorare la storia e qello che l'uomo in un processo democratico ha stabilito, perchè significherebbe asserire che il risultato irriflesso di un lungo procedimento organico che è un modo democratico a partecipazione inconsapevole con cui la natura opera è sbagliato è và corretto. lo stato e il sistema bancario sono emersi successivamente, e hanno tentato di appropriarsene nei secoli seguenti fino a produrre l'aberrazione concettuale che la societa intesa come ordine spontaneo non possa prescindere dall'utilizzo di una moneta fiat imposta coercitivamente. nell'ultimo secolo poi, il paper money seviziando il concetto stesso di denaro con le ripetute violenze ai danni dell'oro, attraverso gold standard più o meno farlocchi, ha coltivato la insana idea che l'unico sottostante del denaro sia la fiducia. in realtà questa è quella che hanno saputo guadagnare le banche verso i propri clienti, ai quali mentre gli facevano sparire sotto il naso il money vero gli facevano credere che esse stesse restavano a garanzia con la loro solidità(??) sulla necessità di organizzare l'economia da parte dello stato, non commento, e lascio ai volenterosi una indagine più approfondita per stabilire se una organizzazzione così storicamente sanguinaria e distruttrice possa essere eletta quale mezzo di promozione e sviluppo economico.

Scritto da gastone
14-12-2012 12:12

stampare moneta a valanga come hamnno fatto ultimamente la fed o la bce portando in poco più di due anni le loro riserve a oltre 2,3 trilioni di $ o euro, significa esattamente inflazzionare la sua offerta in maniera scellerata. facendo lievitare le componenti m1 ed m2 ad un tasso di oltre il 20% annuo significa infliggere una tassa occulta a tutti i partecipanti alla produzione di ricchezza, costretti a maneggiare una moneta che i primi percettori, banche e governi hanno speso consentendo via via di far lievitare tutti gli asset da loro trattati, fino a giungere perfettamente "esauste" al mercato reale, costretto a scontarne solo gli effetti negativi. l'inflazione è possibile soltanto in un mercato in cui la fornitura del "bene moneta" a differenza di tutti gli altri beni è assicurata tramite un monopolio, poco importa che venga esercitato da una banca o da uno "stato sovrano" ( riempie la bocca s t a t o s o v r a n o ) il monopolio resta intatto insieme alle sue nefaste conseguenze. fin quando non si capirà che la moneta non ha nulla di speciale che non abbiano le altre merci assogettate tutte senza distinzione al mercato della domanda e dell'offerta, ci saremo preclusi la possibilità di godere degli immensi benefici che il mercato è in grado di assicurare attraverso la fornitura di beni. provate ad immaginare per paradosso un mercato in cui tutti i beni el le merci circolanti fossero prodotte e distribuite in regime di monopolio.. ma bontà loro (banca e stato, stessa medaglia) lasciassero la produzione e la distribuzione del denaro in regime di libera concorrenza...

Scritto da jo
14-12-2012 10:12

Se pensate che su ogni moneta vera, e si intende lavorata, ce ne sono cento vuote, e le creano pure loro, e le fanno passare nella realta', e si pesano e si valutano sulla moneta vera, quella che riescono a prendere alla gente incrementando il buco delle false riempendolo di moneta estorta, che non e' altro che la via piu' semplice di appropiarsi della sostanza senza lavorarla e viverla, e di investirla con la medesima, per riavere ancora e sostenersi a iosa dilagando questo sistema a piu' non posso. E' questa la filosofia umana di questa razza. Avere con la frode e la violenza fatta sistema e motivazione legale. Nel mentre siamo seduti sopra una discarica del tutto cosi caotica e apparentemente stabile, e basta che un deficente scurengi per far cadere questo castello di carta. IL mondo e' il bagnino e loro sono gli annegati che si aggrappano per sopravivere e non solo annegano loro, ma fanno annegare anche il mondo.

Scritto da maya
14-12-2012 09:12

il trucco e' semplice ed una parte e' descritto bene. "Perciò, globalmente, il sistema funziona così: la banca emette tutto il denaro, lo chiamiamo 100. E vuole l’interesse (supponiamo) del 5%. Se tutto il denaro che esiste è 100, come fa la società a restituire 105? Semplicemente non può." c'e' un'altra cosa: SE RIDO' INDIETRO ANCHE SOLO I 100 IO POPOLO RIMANGO SENZA UN SOLDO!!!!! ed ecco che ho stabilito un ciclo di indebitamento a vita, dovro' ogni anno riprendere in prestito e pagari interessi, sono questi il vero guadagno della banca che stampa il denaro. questi guadagnano il 5% di tutto il valore che c'e' in giro facendo poco e niente, un 5% che va in mano a pochissime persone e che, per definizione, non si estingue mai. schiavi a vita.

Scritto da Mauro
14-12-2012 09:12

Quando la semplicità è così ovvia tutti la guardano con scetticismo per non sentirsi dei perfetti imbecilli.

Scritto da Luca
14-12-2012 09:12

Basterebbe riprendere l sovranita' monetaria,e con saggia amministrazione,un paese come l'italia non avrebbe nulla da temere!il problema reale e' trovare saggi amministratori e far capire alla gente che senza euro potremmo vivere molto meglio!

Scritto da Alberto Medici
14-12-2012 08:12

Che piacere, ho conosciuto Andrea di persona qualche giorno fa a Padova, e, come sempre mi accade, trovo persone interessantissime e simpaticissime dietro ad una firma che prima si conosceva solo "virtualmente". Solo una noticina: pezzi più breviiii!!!!! (scusami Andrea) ;-)

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