Cerca 

FreePC

 

Trovaci su Facebook

 

PAOLO MALEDDU

 

Enneagramma Biologico

 

SCIE CHIMICHE

 

Gianni Lannes

 

Maradona canta Maradò Maradò (dal "La mano di Dio" di Kusturica)
Lino Bottaro | 15-12-2012 Categoria: Mondialismo Stampa

Ripropongo questo spezzone del film (già postato su SL) su cui mi sono imbattuto e che mi ha portato alle considerazioni che seguono.

Incredibile come un  autentico idolo arrivato ad un successo enorme, planetario, sia tutt'un tratto potuto cadere   schiavo della cocaina. Ma nella disgrazia trova il grande sostegno di sua moglie rimasta una donna umile ma determinata. Lo tirerà fuori dal tunnel.

E' così che il divo decaduto Maradona scopre il suo tesoro più grande, ovvero l'amore della sua compagna e delle figlie. Come dire tutti i mali non vengono per nuocere.

Musica coinvolgente e riprese commuoventi del regista serbo bosniaco Emir Kusturica che dedica la sua fatica all'idolo decaduto, autenticano la genialità e autenticità dell'uomo  a futura memoria.

LB


Per inserire un commento è necessario creare un account Registrati


Commenti (5)

Scritto da Maundrillo
16-12-2012 15:12

Ho visto il film di Maradona, in cui c'è questo video... e mi è piaciuto molto... ho amato Maradona da sportivo, perchè era semplicemente il migliore e vederlo giocare era uno spettacolo per chi come me segue il calcio. Maradona penso sia stato l'idolo di chiunque ama il calcio, io per esempio sono tifoso della Fiorentina, ma ho sempre amato questo fenomenale giocatore; ha avuto un momento difficile nella sua vita, ma alla fine ne è uscito fuori... L'ho visto in tv piangere e pentirsi, dispiaciuto per aver perso tempo in cose che lo stavano distruggendo e al tempo stesso non godersi le figlie crescere e soddisfare pienamente e coscientemente le loro necessità... Senza dubbio sua moglie è stata di un importanza enorme nella sua vita, cosi come la fede in Dio e un animo di un uomo forte e allo stesso tempo debole, ma che non ha mai mollato... Ha sempre lottato contro i poteri forti, e ne è sempre venuto fuori vincitore, quando sul campo, quando nel cuore della gente e questo alla fine è quello che conta di più...

Scritto da LungaVitaAlPiccionePurché...
16-12-2012 14:12

Agli itagliani non toccategli il calcio se no s'incazzano.

Scritto da Claudio
16-12-2012 12:12

Sono nato a Napoli. Queste immagini mi hanni riportato alla mente tanti ricordi. Le imprse calcistiche di quest'uomo hanno rappresentato la rivincita di una Nazione, l'Argentina contro la perfida Albione, di una città, Napoli, tanto bella quanto una regina che ha perso la corona e rimarranno indelebili nella mente delle tante, ma tante persone che ancora gli vogliono bene. Gli auguro tante cose belle. Adios Diego.

Scritto da leopardo
16-12-2012 12:12

Lasciamo perdere gli idoli. Ne parlano giá abbastanza tutti gli altri rotocalchi, fino alla nausea. Mi sembra che ci siano oggi molti altri argomenti assai piú gravi ed urgenti di cui discutere. Per esempio come assicurare la sopravvivenza ai nostri familiari nei prossimi mesi. Ma se dovete propinarci suggerimenti sulla presunta ambiguitá del Movimento 5 Stelle, oppure sulla violenza di Forza Nuova e di chiunque si sforzi per farci capire che é arrivato il momento della rivolta popolare, allora lasciate perdere. La prossima volta parlateci del nuovo maschione negro di Madonna o del colore delle mutandine della Belem. Amen.

Scritto da giovanni
16-12-2012 01:12

io c'ero, l'ho incontrato di persona! Ho una dedica personale, su una sua foto, fattami quando era all'apice della carriera. Diego era un grande, per lui contava solo il calcio! Non si è mai interessato dei soldi e del successo, a lui interessava solo correre dietro ad un pallone. Purtroppo, a Napoli, ha avuto solo cattivi incontri e non è stato tutelato da tutte quelle persone che intorno a lui pensavano solo a come trarre profitto dalla sua amicizia. Diego era un uomo buono, ha sempre fatto del bene, in silenzio senza proclami ed esagerazioni mediatiche. Ma come tutti gli uomini buoni era facilmente influenzabile e debole di carattere e per questo è rimasto fregato dalla cocaina! Mio figlio ha 17 anni e ogni volta che vede i miei occhi che si inumidiscono quando parlo di Diego si convince sempre di più (non avendolo mai visto giocare) che diego era un grande, TUTTO IL RESTO NON CONTA.

Area Utente

 

COOKIE

 

ULTIMI COMMENTI

 

Brainup

 

ENZO RAFFAELE

 

Pubblicità

 

 

ARTICOLI NICOLETTA FORCHERI