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In Italia e’ quasi tabu parlare di sismicita’ indotta, specie da attivita’ petrolifere.

Ci sono invece eventi sismici in tutto il mondo di entita’ piu’ o meno grave causati dall’attivita’ umana - dighe, estrazione di acqua e di idrocarburi, reiniezione di materiale ad alta pressione nel sottosuolo – che succedono in California, in Uzbekistan, in Oman, in Francia, in Colorado. E questo lo dicono vari articoli compilati, da scienziati di Harvard fino all’USGS, che si sono succeduti nel corso dei decenni.

E in Italia? Possibile che il nostro paese sia immune da qualsiasi problema, che da noi la prevenzione non debba esserci, che da noi e’ tutto sotto il tappeto, che le persone non debbano sapere che questo rischio esiste?

Caviaga, 15-16 Maggio 1951.

10 chilometri a sud est di Lodi.

Non so se queste date, questi luoghi possano dire qualcosa al cittadino medio, ma in quel posto, in quel tempo, ci fu un terremoto, di magintudine 5.5 Richter indotto dalle estrazioni di metano dell’AGIP.

E’ una notizia ben seppellita.
Ad esempio, sulla pagina di Wikipedia di Caviaga si parla dei giacimenti e delle estrazioni AGIP ma non si dice niente del terremoto associato. Idem per la citta’ di Cavenago d’Adda, comune di cui Caviaga e’ frazione, in provincia di Lodi.

E invece se un scova, nella letteratura e nelle memorie del tempo, trova un articolo scritto nel 1954 da Caloi, De Panfilis,  De Filippo, Marcelli, e Spadea, in modo semplice, dettagliato e preciso per conto dell’Istituto Nazionale di Geofisica e poi pubblicato nella rivista Annali Geofisica, volume 9, numero1 a pagine 63-105 nel 1956.

E’ un articolo di 58 anni fa e fa anche un po tenerezza, con le figure fatte a mano, la scala Mercalli invece che Richter, e in alcuni punti l’Italiano di altri tempi.

Quello che pero’ dice l’articolo e’ attualissimo, ed e’ anzi questo uno dei pochi testi da parte dell’Istituto Nazionale di Geofisica che parla di sismicita’ indotta da estrazioni metanifere in Italia.

Caloi e colleghi iniziano con il ricordare che tutta la zona del Lodigiano e’ a sismicita’ bassa, e a tuttoggi la provincia di Lodi, inclusa Cavenago d’Adda, viene classificata a rischio 4, la piu’ bassa. Secondo Wikipedia Lodi e’ a rischio sismico irrilevante e distribuito in modo uniforme sul territorio, come confermanto dalla Protezione Civile d’Italia.

E allora di chi e’ stata la colpa del terremoto di intensita’ 5.5 Richter?

Caloi e colleghi azzardano che la colpa sia proprio dell’estrazione di ingenti quantita’ di metano nella zona e della conseguente decompressione del territorio che porto’ a squilibri e alla ricerca di “nuove posizioni di equilibrio”.

Dicono:

Osserviamo che l’epicentro cade precisamente nei pressi di Caviaga. In questa località esistono pozzi metaniferi, da cui si estraggono giornalmente notevoli quantità di gas metano che vanno dai 10.000 metri cubi ai 300.000 metri cubi.

Tale estrazione dura da anni ormai : la decompressione in atto nella zona attiva è quindi notevole.

La singolarità del meccanismo secondo cui la scossa si è determinata, il fatto che la zona interessata è notoriamente asismica e che in essa, da parecchi anni, è in corso un’abbondante estrazione di gas metano, ha fatto ritenere non del tutto improbabile che le scosse in esame siano comunque collegate all’enorme decompressione in atto negli strati profondi, di dove il gas scaturisce con pressioni superiori ai 100 kg/cm2.

La conferma di questo fatto viene dal libro Economic Geology: Principles and Practise, di Walter L. Pohl, professore di geologia. Il libro e’ del 2011 e a pagina 577 si dice in modo semplice

The first and one one of the largest gas-production related earthquakes to date occurred in 1951 at the Caviaga field – Northern Italy, with a magnitude of 5.5.

La connessione trivelle-terremoto viene ripetuta da molti articoli, anche scritti per conto dell’industria del petrolio, come questo pubblicato dalla Society of Petroleum Engineers:

In Italy, the production of gas from the Caviaga field caused an earthquake of magnitude 5.5 in 1951.

Addirittura in un articolo del Geophysical Research del 1998 si include Caviaga in una lista di terremoti indotti dalle estrazioni di idrocarburi, proprio assieme a Coalinga, Kettleman, Montebello (California) e Gasli (Uzbekistan, ex URSS) di cui abbiamo parlato tante volte.
E’ tutto molto chiaro e non c’e’ proprio possibilita’ di mala comprensione o di ambiguita’.

Caloi e colleghi ricordavano anche gli scoppi di pozzi metaniferi a Basiasco, in provincia di Lodi, il 5 marzo del 1949 e all’eruzione incontrollata di gas che duro’ per vari giorni, e che causo’:oltre al crollo della torre di sondaggio, una serie di spaccature nel terreno circostante al soffione, lunghe molti metri, larghe una diecina di centimetri e con un sensibile dislivello fra gli orli di esso.
La popolazione di Basiasco fu costretta, per il pericolo di crolli, ad abbandonare temporaneamente le cose.

Guarda caso, anche in quell’occasione ci fu un terremoto, seguito da altre 30 scosse di assestamento

durante i mesi successivi.

Tali scosse possono essere senz’altro collegate alla violenta eruzione di gas di cui è detto sopra.

Ovviamente non vi e’ traccia alcuna nemmeno del terremoto di Basiasco, provincia di Lodi, del 1949.

Ecco.Due sono le mie riflessioni.Un terremoto indotto da estrazioni di metano di intensita’ 5.5 a Caviaga, in un territorio non sismico. E se fosse stato un territorio sismico cosa sarebbe successo?
Ma soprattutto: non e’ detto che tutte le altre localita’ trivellate e trivellande d’Italia per forza andranno incontro agli stessi problemi e che ovunque uno trivelli ci debbano essere terremoti.La verita’ e’ che nessuno puo’ dire con assoluta certezza se un terremoto ci sara’ o non ci sara’, e puo’ darsi che non succedera’ niente.
Scatenare terremoti e’ pero’ una possibilita’, remota certo , ma e’ una possibilita’ dalle conseguenze gravi, e io credo che il cittadino medio queste cose debba saperle, in modo da poter valutare bene l’opportunita’ o meno di eseguire trivellamenti, stoccaggi ed altre opere invasive nei propri territori, ed in modo da poter incalzare con dati e fatti tutti gli eleganti signori del petrolio che continueranno a bussare alle nostre porte con promesse di gas facile, soldi, benessere e gioia per tutti.
Non e’ vero che “da noi non succede”.
Da noi e’ piu’ facile fare finta che non succede.


 

 

 

 

 

3 Commenti a “Caviaga – Lodi e la sismicita’ indotta”

  • gabry:

    Ed ecco che ha attecchito nelle teste indottrinate nel modo giusto la panzana delle placche tettoniche che si muovono ed esse muovendosi generano terremoti, la cruda verità quando in mezzo ci stà denaro e potere non si verrà mai a sapere pienamente ma solo da qualcuno intuita, e allora ci danno i giochini come tv,internet, calcio e belle auto,grattini, riviste porno, per far in modo che la materia grigia del popolo sia occupata a giocherellare e non possa essere liberamente usata per pensare in proprio, quanto siamo schiavizzati solo Dio lo sa.

  • WBM:

    E’ del tutto evidente che se si effettua un numero indiscriminato di trivellazioni nel territorio, il sottosuolo rischia di venir alterato e dare origine a dei “movimenti” pericolosi come i terremoti. Ma è allo stesso tempo evidente che noi cittadini non siamo messi al corrente di questa cosa, perchè ciò ostacolerebbe gli interessi dei ENI e di altre compagnie petrolifere straniere, come la Royal Dutch Shell.

    Ma in generale qualsiasi processo adottato dall’uomo nei confronti dell’ambiente è dannoso.

    Si pensi ai continui disboscamenti sulle colline, che sono la causa primaria delle frane quando si verificano forti piogge (si pensi al 1° gennaio 2009 a Giampilieri), assieme al continuo scavo delle montagne per costruire nuove infrastrutture (basti percorrere la parte campana della A3 Salerno-Reggio Calabria che è piena di montagne scavate!), oppure alle alluvioni come quelle avvenute in Liguria, a causa dell’eccessiva cementificazione delle coste.

    Il documento mostrato dall’articolo è stato chiaramente censurato, e poi ricordiamoci che nel periodo in cui fu pubblicato esistevano solo radio e giornali per informare, e che l’analfabetismo in Italia interessava oltre il 10% della popolazione: tutte cose grazie alle quali già allora i poteri forti che dominavano in Italia potevano tranquillamente nascondere, grazie al controllo dei quotidiani e alla bassa scolarizzazione della gente.

    Non è dato sapere se in Emilia vi siano state trivellazioni, ma considerato che non era una zona notoriamente sismica, non si potrebbe escludere, qualora fossero state effettuate, che la causa del terremoto avvenuto a dicembre possa condurre a quell’ipotesi, e che quindi non sia stato un fenomeno al 100% naturale.

  • William:

    Anche sul recente terremoto in Emilia ci sono sospetti che non ci sia stata detta tutta la verità , a partire dal grado stesso ( in particolare della scossa micidiale del 29 maggio ) che ci hanno “venduto” per 5.9 mentre a detta di molti era almeno un grado di più ( una recente norma della riforma della protezione civile prevede, in forma transitoria in attesa di assicurazione obbligatoria dei fabbricati , di non risarcire sotto il sesto grado ) .
    Minerbio , a pochi km dall’epicentro , è il centro nevralgico del sistema gas italiano , dove convergono la rete dei gasdotti e delle aree di stoccaggio , intorno ci sono altre aree e altre ancora sono state individuate come future aree di stoccaggio ( Alfonsine e Rivara ).
    Erano già state avviate le verifiche e gli accertamenti , cosa abbiano fatto là sotto nessuno lo sa … poi è arrivato il terremoto e tutto si è bloccato , ma sembra che stiano tornando alla carica .
    Comunque il problema è ampio e coinvolge tutto il complesso dell’energia , tutto il nostro sistema e modello di sviluppo : divoriamo energia , ce n’è e ce ne sarà sempre più bisogno se continuiamo così ; il petrolio inquina , l’atomo è un giocattolo dato in mano a dementi che non sanno come gestirlo e nel caso non faccia danni diretti ne fa con le scorie su cui viene nascosta la destinazione … insomma , si torna sempre al nodo cruciale , occorre impostare con altri criteri il modello di sviluppo , razionalizzando il sistema in modo da consumare il meno possibile e cominciando a far capire alla gente di vivere in modo più naturale , ne va della sopravvivenza nostra e dell’intero pianeta.

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