Welfare, warfare, bankfare
Sicchè le formule variano da: 1) riduzione di tutte le spese pubbliche per favorire quella delle tasse e, quindi, la libertà dei privati di decidere i dosaggi del proprio welfare (si va dagli estremisti americani del “tea party” ai “moderati” montiani e filomontiani di casa nostra; 2) in condizioni di risorse “scarse” si studia cosa tagliare e cosa difendere (la scuola, oppure la ricerca, oppure i sussidi ai disoccupati); 3) grandi programmi (elettoralistici?) per la famiglia, la scuola, il Welfare, ricordandosi – al dunque – che “non ci sono i soldi”!
Il grande tema – di cui non s’è parlato né in Europa, né in USA, né in Italia adesso – è proprio questo: con risorse scarse i tagli alla spesa porteranno all’ingestibilità di tutti i comparti del Welfare e dintorni, mentre la pressione fiscale continuerà a mordere in modo insopportabile, soprattutto se il debito pubblico tenderà a crescere e l’opportunità di ridurre il peso degli interessi non verrà colta. Il debito pubblico aumenterà in rapporto al PIL per la semplicissima ragione che le politiche per lo sviluppo non si fanno (ad esempio, in Italia) o sono troppo timide (altri Paesi europei).
Gli interessi si possono ridurre unilateralmente (come fanno da sempre Giappone, USA, Francia e Germania) oppure si può portare tutto il debito – quindi anche gli interessi – fuori dal perimetro dello Stato con un fondo di garanzia tenuto da una Spa che gestisce tutto il patrimonio da reddito degli enti locali.
In Italia, un passaggio del genere libererebbe la spesa pubblica di oltre 80 miliardi l’anno da spendere – almeno in gran parte – per Welfare e dintorni.
Con la metà di quegli 80 miliardi cominceremmo a cambiare la situazione dell’economia: ma che dire del fatto che la BCE ha messo a disposizione delle banche non 40, non 400, ma quasi 4.000 miliardi (per i noti problemini di liquidità)?
Dunque: dov’è la scarsità delle risorse? Essa è un’arbitrarietà che vale solo per l’economia reale ed il finanziamento dello sviluppo non per intervenire a favore delle banche e degli Stati (mercato dei titoli pubblici).
Le risorse non sono scarse: questo è il punto, questa la certezza da cui la politica dovrebbe ripartire. E invece no: la politica – al pari della cosiddetta antipolitica – sa parlare solo di poltrone, di arrivare in Parlamento o, il che è lo stesso, di cacciare qualcuno (Renzi, Grillo).
Sia chiaro: la pretesa che le risorse siano scarse è il passaggio fondamentale per arrivare ad abolire la democrazia, la libertà, il welfare, gli ospedali pubblici, la scuola pubblica, il minimo di civiltà in cui tutti dovremmo credere (parafrasando Benedetto Croce, per dirci Cristiani).
La sinistra di Vendola, di Ingroia, di Fassina chiede giustizia sociale e, in nome di essa, che sia tolto di più ai ricchi per darlo ai poveri; in realtà – se non è chiaro che le risorse pubbliche potrebbero abbondare o, come si cercherà di chiarire tra un attimo, essere adeguate – tutto si trasformerà in guerra tra poveri che è già iniziata fra ospedali di eccellenza che non riescono a pagare gli stipendi, sussidi per certi lavoratori esuberati e non per altri, pretesa mancanza di fondi per mettere in sicurezza le scuole invece delle strade.
Sono più di 40 anni che la moneta ha perso qualsiasi legame con l’oro e, quindi, a cosa è legata? Qui ci sono due scuole (a parte coloro che, in buona fede perché non capiscono proprio l’argomento, o in mala fede perché temono le straordinarie conseguenze dello sviluppo democratico connesso alla crescita dei livelli di civilizzazione): 1) la moneta può (e deve) essere tanta quanta ne serve in rapporto a investimenti produttivi ovvero che apportano un guadagno (il che vuol dire che tutte le spese non produttive in senso stretto, ma necessarie o utili o belle devono trovare copertura attraverso le scelte della tassazione sul lavoro e le altre attività produttive); 2) lo Stato o la Banca Centrale possono stampare (o autorizzare) mezzi monetari senza veri limiti, ma, certamente, finalizzandoli a obiettivi ragionevoli (e la tassazione servirebbe solo a recuperare la moneta stampata e fatta circolare).
Le due concezioni non divergono così tanto se non agli estremi, ma al centro si possono toccare: vale a dire che esiste una politica monetaria per finanziare tutte le attività economiche e culturali regolata da un livello minimo dell’interesse e da una pressione tributaria capace di evitare nella società un accumulo ingestibile di moneta.
Ovviamente, una moneta siffatta ridurrebbe l’importanza del risparmio alla sola esigenza di scorte per le attività produttive e la vita di tutti i giorni: e saremmo in un mondo keynesiano “perfetto” che, come tutte le cose umane, così perfetto non sarebbe mai: ma questo è un approfondimento da sviluppare in un’altra occasione.
Quello che, invece, preme qui sottolineare è che il pianeta sta rischiando di perdere la grande opportunità di accoppiare la crescita delle coscienze e quella di un’economia a misura d’uomo non perché banalmente abbondante, ma perché adeguata e giusta (condivisa).
E’ vero che gli USA hanno disposto di sovranità monetaria – grazie al dollaro – ma l’hanno finalizzata ad aberranti dinamiche speculative o a guerre del tutto controproducenti: se avessero, invece, investito in grandi infrastrutture, nella esplorazione dello spazio, in un Welfare decente, sicuramente gli Americani ed anche noi staremmo molto meglio di come stiamo!
L’Europa è del tutto miope, per non dire cieca: si autorizzano migliaia di miliardi (trilioni) di euro per ovviare ai danni che le banche stesse si sono procurate senza imporre loro di scegliere tassativamente tra attività speculative e credito ordinario; poi si dice che mancano i soldi per il Welfare, gli ospedali, le scuole.
Basta. Basta!
Ecco, invece, che la Cina – al Congresso dello scorso novembre del Partito Comunista – ha ribadito che la sua sovranità monetaria dovrà enfatizzare maggiormente lo sviluppo interno e di meno le esportazioni (e, aggiungeremmo noi, il dumping sociale).
Ci sono Paesi che, grazie alla loro sovranità (che vuol dire fare il contrario di quello che chiedono le organizzazioni internazionali come la Banca Mondiale o il Fondo Monetario), stanno crescendo bene e vertiginosamente: Brasile, Russia, India, Argentina…
E, poi, ci sono quelli “poveri”, in genere perché la loro spoliazione è utile a chi deve fare man bassa delle loro risorse, ovvero perché non riescono ad organizzarsi per valorizzare quello che hanno.
Ma è veramente giunto il momento di capire quanto sia inutile parlare di Welfare, di sanità, di pubblica istruzione, di occupazione, di infrastrutture, di ricerca, di sviluppo economico senza partire dalla nuova situazione: oggi le risorse finanziarie sono una funzione lineare della loro stessa domanda.





























Assolutamente condivisibile tutto il ragionamento sulla falsa scarsità di risorse finanziarie. Ed è veramente incredibile che la gente non lo veda: la BCE da 1000 miliardi alle banche – private ! -
e a noi dicono che non ci sono soldi per lavoro e servizi sociali..
domando perché per il patrimonio si pensa ad una SPA – che è di diritto privato ed è sottratta al controllo della Corte dei Conti? Si dovrebbero estendere i controlli su ciò che è pubblico non ridurli, soprattutto nel tessuto “sub culturale” italiano..
perché auspicare grandi investimenti infrastrutturali? la grande dimensione in economia è diventata per definizione nemica della democrazia. Comporta una concentrazione di potere economico eccessiva. Non è un caso che multinazionali e investment bank oggi possano controllare la politica, l’informazione, gli organismi sopra nazionali.
O si spezza quel modello di potere, e si punta ad una economia basata sulla dimensione medio piccola e locale, o non se ne esce.
Il commercio fa crescere il PIL, ma se è basato sulla competizione a chi fa meglio le stesse cose.. non fa crescere il benessere delle collettività: lo riduce.
notizia triste dal Brasile: ● comune-info.net
non basta recuperare le leve di governo dell’economia, bisogna accordarci per quali fini usarle
far capire che l’europa e lo sterco siano uguali è atto assai difficile in italia, terra di inguaribili pseudo marxisti amanti dell’utopia dell’europa popolare…
poveri noi…
lelamedispadaccinonero.blogspot.it
Complimenti per il tuo blog!
Usiamo il termine di “Istituzioni dell’Unione Europea”, ed evitiamo di parlare di Europa (che non esiste), forse iniziamo a dare un contributo di chiarezza
Sospetto che l’entita’ apparentemente assurda del finanziamento al sistema bancario nasconda e procrastini il suo sostanziale default. Con la riserva frazionaria le banche hanno accumulato impegni finanziari cui non riescono piu’ a far fronte nel momento in cui il bacino dei risparmi si restringe, le sofferenze aumentano, il “bacino dei finanziamenti reali” diminuisce e le persone aggrediscono il patrimonio finanziario custodito in banca per arrivare a fine mese. Questi soldi non ci sono e le banche li devono chiedere alla banca centrale e lo stanno facendo offrendo garanzie risibili: provate a chiedere piena disponibilita’ dei vostri risparmi in banca e per cifre non destinate al semplice sostentamento e consumo e ne vedrete delle belle. Stanno soltanto tentando di nascondere il default e il furto di tutti i nostri risparmi e patrimoni. Non c’e’ da pensare al mantenimento del welfare in un sistema destinato a fare i conti con le procedure fallimentari: qui il problema e’ affrontare incognite dure (guerra?) e cercare ognuno il proprio piano di sopravvivenza in attesa di costruire un nuovo ciclo economico.
Questo figlio di… ad agosto ha preso berlusca 50 milirdi di tasse, monti altri 50 e a gennaio, ha dato 150 miliardi alla banca FMI.
La bce andrebbe tassata all’ origine con iva creazione soldi, e fattigli la dichiarazioe dei redditi, /// e se tassate su 1.000 euro in % all’ 1%, 2.00 al 2% … ai 10.000 al 10%
vedrai che ai 100.000 euro creati o detenuti al di la’ dei soldi avuti lavorando,
non si fara’ ricco e bce nessuno.
E i soldi vanno allo stato -distruggi carta d’ ufficio- quella che fa le striscette.
Proprio Monti che è servo della Goldman Sachs, non ha alcun interesse ad abbassare gli interessi sul debito, e neppure ne parla, anzi dice chiaramente che noi dobbiamo essere tassati e pagarlo tutto per intero sto debito pubblico, interessi compresi.
Col dovuto rispetto per le opinioni e punti di vista altrui, ma solo un beota può credere che aumentando la pressione fiscale si possa estinguere un debito di oltre 2.000 miliardi di euro e 80 miliardi di interessi l’anno: neppure fra un secolo ce lo scrolleremo di dosso!
Il nostro debito pubblico è in mano alla finanza internazionale, di cui Monti è un esponente, ma chiunque vince le prossime elezioni, NESSUNO intraprenderà la strada per chiedere la riduzione degli interessi da pagare, o che SI RIFIUTERA’ DI PAGARE IL DEBITO!
I partiti politici italiani sono tutti aderenti a questo Sistema, a cominciare dal PD, che ha nel finanziere e membro della Rotschild (Debenedetti), il suo principale finanziatore (occulto), per non parlare poi del PDL, e ancor di più i filomontiani UDC, FLI e Italia Futura.
questo fio de roja ha dato 3,5 miliardi alla banca di siena per fallimento magnamose l’ impossibile. ( sti araffoni hanno nome e cognome e monti e’ il padrino)
berlusca ha preso a settembre 50 miliardi alla gente, monti altri 50, e a gennaio ne ha dati 150 al FMI banca,
FINO A QUANDO SEI SOTTO BCE PRIVATA GER-USA E HAI UNO STATO IMPREPARATO E SOTTO PRIVAZIONE DI SOVRANITA’ MONETARIA E SOTTO DEBITO
N O N P A R L A R E DI N U L L A .
Meglio un’ italia a passo ridotto cosi ci riorganizziamo COSTITUZIONALMENTE
ma con moneta sovrana, O L’ EUROPA DE VUOLE ESISTERE DEVE CAMBIARE SUBITO ANCHE LEI COSTITUZIONALIZZANDOSI.
Ma non c’e’ da scendere a patti. Questi la tirano lunga altre 100 repubbliche europee,
e fanno ora a rinascere generazioni intere sotto al demoniaco dictat schiavismo da prese per il culo.
…………. tu non sei un azzo per dio se con la costituzione ti sei arricchito e ti sei preso il diritto di rubare e di farti ricco e potente con i soldi dati e presi dalla gente a cui la gente ha dato per altro sistema, e non per il tuo.
E tu sei uno, e io sono uno+ 40 milioni di maggiorenni popolo sovrano.
Ti riempio di sberle, io, se non ti togli SUBITO.
Ecco la sberla democratica per il momento: CAMBIARE SUBITO, SENZA MEZZE MISURE.
Niente piu’ discorsi, E’ E DEVE ESSERE COSI E BASTA. Non si spiega nemmeno piu.
Le due parti sanno benissimo la loro posizione. URKA SE NON LO SANNO.
E’ ora di parlarci chiaro. O cosi’ o cosi’. Stop.
C’e’ solo un problema: tutto e’ stato creato dalla sostanza della gente per farlo affluire alla sostanza del sistema. Debito controllo banche e istituzioni.
Ma sono pochi. Solo quelli. E sempre quelli. E’ quelli che bisogna fargli sentire il fiato sul collo. ORA C’E’ SOLO DA VOTARE. VOTARE. VOTARE. POI SI VEDRA’.
Se il serpente chiuso si morde la coda, ARRIVERA’ IL PRIMO COLPO CHE CONTA.
Sì è arrivato il momento di votare…..per l’astensione di massa!