Ovvero quando la stupidità vince su raziocinio e istinto…
18:14 18 GEN 2013
(AGI) – Roma, 18 gen. – Troppi parti cesarei in Italia, molti ingiustificati. Lo ha detto il ministro della Salute, Renato Balduzzi, commentando l’esito dell’indagine sulle informazioni contenute nelle schede di dimissione ospedaliera con procedura di parto cesareo dalla quale risulta che, su un campione di 1.117 cartelle cliniche esaminate, nel 43% dei casi il parto cesareo non e’ giustificato. “Questa indagine – ha detto il ministro nel corso della presentazione dell’indagine al ministero – e’ una conferma positiva del buon funzionamento del sistema sanitario nazionale per quanto riguarda gli strumenti disponibili per intervenire, ma anche un campanello di allarme perche’ nonostante le linee guida esistenti per fare bene le cose abbiamo questi risultati.
L’inappropriatezza del parto cesareo – ha sottolineato Balduzzi – e’ qualcosa che va a incidere pesantemente sulla salute della donna quindi e’ evidente che bisogna intervenire”. Il ministro ha quindi evidenziato che, a fronte di una frequenza nazionale dei cesarei pari all’8% circa sul totale dei parti, vi sono alcune zone del territorio nazionale in cui tale sequenza raggiunge il 40/50% dei casi. Balduzzi ha infine spiegato che dall’indagine avviata dal ministero, su segnalazione della Agenas, e’ emerso che “dalle cartelle cliniche o veniva fuori qualcosa di diverso rispetto a quanto contenuto nelle schede di dimissioni ospedaliera o mancava qualunque tipo di documentazione che giustificasse il parto cesareo”. “Ci sono comportamenti opportunistici”, ha detto
il ministro Renato Balduzzi alla presentazione dell’indagine a Roma. Infatti, ha ricordato Carlo Perucci dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, le strutture ospedaliere percepiscono dalle Regioni un rimborso aggiuntivo di 1.139 euro per ciascun parto cesareo oltre a quello previsto per il parto naturale, che ammonta a 1.318,64 euro. L’abuso del ricorso al parto cesareo secondo l’indagine, e’ omogeneo da un punto di vista geografico: le cartelle cliniche non coerenti con le schede di dimissione ospedaliera o non valutabili per assenza di documentazione sono infatti il 44 per cento di quelle esaminate in Lombardia, il 74 per cento di quelle oggetto dell’indagine nelle Marche, il 44 nel Lazio, il 56 in Puglia e il 78 per cento in Sicilia.
“Queste cartelle saranno inviate all’autorita’ giudiziaria”, ha spiegato ai giornalisti il comandante dei Nas, generale Cosimo Piccinno. Presentando l’indagine, che ha preso in esame le cartelle cliniche del 2010, Perucci ha colto l’occasione per evidenziare l’anomalia riguardante il ricorso ai cesarei in Italia: “Nel 2012 – ha detto – la percentuale di parti cesarei sul totale dei parti e’ scesa al 28 per cento circa ma si tratta di una media che resta ampiamente al di sopra di quella europea”. E le statistiche, ha aggiunto Perucci, “mostrano anche differenze clamorose sul territorio nazionale: se a Treviso abbiamo un 7 per cento di parti che sono cesarei, tale media sale fino al 50 per cento a Reggio Calabria o a Messina”.
(AGI) .





























E’ una cosa scandalosa! L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un tetto massimo di parti cesarei non superiore al 10% ma si continua a considerare la donna incinta una malata e il parto una malattia. Per mia esperienza, posso dire che a questo contribuisce anche una grossa ignoranza tra le giovani donne dovuta al fatto che le mamme che non dialogano più con le figlie. Il clima di serenità che una volta accompagnava le future mamme e le esperienze di madri, sorelle e zie (che partorivano tranquillamente in casa senza dottori!), incoraggiava aiutando le donne ad affrontare serenamente il parto. Ho diverse amiche e conoscenti che hanno chiesto il parto cesareo PER PAURA di quello naturale… questo la dice lunga su quanto ho appena scritto. E – ahimé – il clima fortemente cattolico e censore di santa romana chiesa contribuisce non poco ad alimentare questo sistema. Sono mamma, ho scelto il parto naturale e non ho voluto fare l’anestesia epidurale perché è così che Madre Natura vuole che nascano i bimbi, e mi auguro che questo commento sia di aiuto per le future mamme: evitate il cesareo se non è indispensabile, non chiedetelo per paura (è pur sempre un intervento!)e se ve lo propongono ESIGETE SPIEGAZIONI, meglio se scritte. Il mio consiglio è quello di fare un piano del parto, dove scrivete di NON voler fare il cesareo se non se ne presenti assoluta necessità per gravi motivi.
Una volta si partoriva in casa. E non mi risulta che ci fossero morie piu’ di tanto.
Giusto l’ assistenza medica, ma quando diventa bisnes o modo di fare per eludere il naturale andamento, o prevalicare con la forma da attuare considerata il non plus- ultra: la mano del chirurgo dell’ uomo capace , allora non ci siamo.
Non so’ come sia la dinamica. Credo, che qualcuno paghi l’ intervento (stato-debito-sovvenzione) e che l’ azienda sanitaria locale prenda soldi, e i chirurghi pure. + o -
Una di queste cause e’, se non tutte.
Oggi come oggi, non c’e’ ecellenza o aumento-fattore, che sia viziato da un voluto riscontro di entrate e di interesse privato.
… allo stesso modo, indico l’ uso della kemio sistemico, fonte di epurazione e di giro di danaro allo stesso modo. Occhi chiusi,rischio calcolato, fabbrica che funziona.
Poi, non credo che gli apparati ostetrici siano arrivati a tal punto di non saper piu’ far nascere un bambino, e vadino diritti alla chirurgia.
….. e’ vero kikka-mamete. Come la civitas e’ diventata molle nei confronti dei diritti, cosi anche le donne sono diventate molli e benestanti e viziate, in fatto di parto.
Sono poco mamme, e tanto occasionali.
Pero’, dall’ epidurale per partorire, al cesareo sistematico, ce ne passa di strada.
Sai cosa c’e’ anche di sconcertante? Quando sei in un posto ( posto) fai anche lo sborone. via via, fuori dai maroni, in sala operatoria.
E fosse non fosse che sia. che la poca assistenza ospedaliera o disponibilita’, in alcuni ospedali o reparti, porti a smaltire i parti con il cesareo. Ci sono donne a termini scaduti che stanno anche settimane in ospedale.
1) piu’ i letti sono occupati e meno si va’ in deficit, 2 piu’ il servizio defecita e piu’ si sveltisce 3 gia’ detto …..
Insomma, la somma e’ sempre in perdita, perche’ il difetto aumenta e contagia tutto.
In Italia ci sono troppi cesarei perchè le partorienti italiane sono le più vecchie d’Europa, infatti oggi giorno sono più frequenti le donne che hanno il primo figlio a 35 anni che a 20, ovvero in età sempre meno feconda.
E ancora una volta il povero stupido essere umano va contro natura, se la donna durante un parto soffre tanto ce un motivo e ce bisogno di quella sofferenza
Di norma quando si controbatte una opinione lo si fa rimettendo il sapere, per cui non abbia a risentirsi se le chiedo: visto che c’é un motivo se la donna durante un parto soffre tanto, é troppo chiederLe quale é questo motivo?
La prego di non rispondermi biblicamente – tu donna partorirai con gran dolore – quando sappiamo ambedue bene che, se la donna incorre al cesareo “non sempre” ciò é dovuto per evitare ad essa dolore o trauma. Mia madre c’é morta del mio parto per non averlo potuto fare, indi per cui, la invito a evitare di rispondere, piuttosto che dare una risposta buttata li tanto per riempire la discussione.
gentile domenico proietti , non la conosco ma davvero mi dispiace tantissimo per sua madre , nel mio commento mi riferivo solo al dolore non alla morte , ho scritto cosi’ perche’ ho sfiducia nell umanita’ , il 90% di tutte le cose scoperte , studiate , capite negli ultimi 4-5 secoli hanno peggiorato la vita dell uomo e di tutto il pianeta , il mio pensiero e’ che la natura non sbaglia mai , l uomo spesso
@WBM
io non la metterei proprio così, l’età della partoriente non c’entra nulla, si può avere una gravidanza a rischio e parto cesareo a 20 anni e una gravidanza bellissima con un parto naturale a 40 anni, come è stato per me. Il fatto è che negli ospedali provano a farti partorire spontaneamente, ma poi (se tardano le contrazioni, il travaglio è lungo, ecc.) la “buttano” sul rischio e fanno il cesareo perché viene rimborsato come intervento di emergenza. Bisogna cercare ospedali o cliniche, e fortunatamente ci sono, “AMICI DELLA MAMMA” (su internet ci sono molte info a chi interessa): ti lasciano amplia libertà su come partorire, e se ricorrono al cesareo è perché veramente non si poteva evitare. Ti assicuro che le future mamme fanno la fila per partorire in posti così…
La mia bimba è nata con cesareo programmato per presentazione podalica. Posso con certezza affermare di aver fatto la scelta giusta nel non volermi incaponire nel parto naturale podalico (cosa per altro molto rischiosa sia per la madre che per il bimbo). In questi casi i medici ti consigliano la manovra per il rivolgimento, che presenta diversi rischi per il feto. Le scelte vanno sempre fatte con il caro e vecchio buonsenso soprattutto quando la responsabilità’ è immensa. Aggiungo che , almeno per me, l’esperienza del parto cesareo è stata positiva sia per la bravura delle ginecologhe che delle ostetriche, e non meno importante per le sensazioni bellissime ed indimenticabili che ho provato.
il destino ha scelto così ed io mi sono affidata ad esso.