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Fonte: http://miaeconomia.leonardo.it/economia/lavoro_e_pensioni/speciale_salari_2009/una_assurdit_italiana_il_fiscal_drag_108650

Una assurdità italiana: il fiscal drag

Il fiscal drag tra il 2008 e il 2009

Il fiscal drag tra il 2008 e il 2009

Provate a immaginare: siete un dipendente assunto a tempo indeterminato (fortunati), riuscite dopo tante fatiche, scioperi e capacità personali, ad avere degli adeguamenti salariali che coprono giusto giusto l’inflazione reale. Pensate, tutto bene. Invece no. Perché quei soldi in più per lo Stato non fanno pari e patta con l’aumento del costo della vita ma sono aumenti del vostro reddito.

E quindi cresce la pressione fiscale e pagate più tasse, anche se di fatto non avete avuto un vero aumento di stipendio ma solo un adeguamento. Insomma, lo Stato vi considera più ricchi anche se non lo siete.

Benvenuti nel magico mondo del “fiscal drag”. Con questo giochino negli ultimi15 anni ogni lavoratore dipendente ha lasciato in media al fisco 6.738 euro cumulati (in termini di potere d’acquisto), perché le retribuzioni nette sono cresciute 3,5 punti in meno (4,2 punti in meno per un lavoratore senza carichi familiari) delle retribuzioni di fatto lorde.

Lo Stato ha dunque incassato la bellezza di circa 112 miliardi di euro, tra maggiore pressione fiscale e fiscal drag. Le retribuzioni contrattuali hanno sostanzialmente mantenuto il potere d’acquisto e le retribuzioni al lordo di fatto sono cresciute di 5,9 punti oltre l’inflazione.

Purtroppo però i salari al netto sono rimasti al palo a causa del giochino di cui sopra, portando a quindici anni di crescita zero dei salari netti mentre i prezzi aumentavano.

Dall’analisi dei dati Istat elaborati da un recente lavoro dell’Ires Cgil emerge come le retribuzioni di fatto dal 2002 al 2008 abbiano accumulato una perdita del potere d’acquisto pari a -2.467 euro. Di questi ci sono circa 1.182 euro di mancata restituzione del fiscal drag. La mancata restituzione del fiscal drag ha portato 3,6 miliardi in più nelle casse dello Stato solo nel 2008.

Tra il 1993 e il 2008 su una crescita complessiva di 14,3 punti percentuali della produttività dell’intera economia in termini reali da redistribuire, solamente 3,8 punti sono andati al lavoro e quindi solo il 27% della produttività reale è andata al lavoro.

Una assurdità italiana: il fiscal drag

Immagine a corredo dell'articolo - Una assurdità italiana: il fiscal drag - miaeconomia.leonardo.it (26/05/2009)

Provate a immaginare: siete un dipendente assunto a tempo indeterminato (fortunati), riuscite dopo tante fatiche, scioperi e capacità personali, ad avere degli adeguamenti salariali che coprono giusto giusto l’inflazione reale. Pensate, tutto bene. Invece no. Perché quei soldi in più per lo Stato non fanno pari e patta con l’aumento del costo della vita ma sono aumenti del vostro reddito.

E quindi cresce la pressione fiscale e pagate più tasse, anche se di fatto non avete avuto un vero aumento di stipendio ma solo un adeguamento. Insomma, lo Stato vi considera più ricchi anche se non lo siete.

Benvenuti nel magico mondo del “fiscal drag”. Con questo giochino negli ultimi15 anni ogni lavoratore dipendente ha lasciato in media al fisco 6.738 euro cumulati (in termini di potere d’acquisto), perché le retribuzioni nette sono cresciute 3,5 punti in meno (4,2 punti in meno per un lavoratore senza carichi familiari) delle retribuzioni di fatto lorde.

Lo Stato ha dunque incassato la bellezza di circa 112 miliardi di euro, tra maggiore pressione fiscale e fiscal drag. Le retribuzioni contrattuali hanno sostanzialmente mantenuto il potere d’acquisto e le retribuzioni al lordo di fatto sono cresciute di 5,9 punti oltre l’inflazione.

Purtroppo però i salari al netto sono rimasti al palo a causa del giochino di cui sopra, portando a quindici anni di crescita zero dei salari netti mentre i prezzi aumentavano.

Dall’analisi dei dati Istat elaborati da un recente lavoro dell’Ires Cgil emerge come le retribuzioni di fatto dal 2002 al 2008 abbiano accumulato una perdita del potere d’acquisto pari a -2.467 euro. Di questi ci sono circa 1.182 euro di mancata restituzione del fiscal drag. La mancata restituzione del fiscal drag ha portato 3,6 miliardi in più nelle casse dello Stato solo nel 2008.

Tra il 1993 e il 2008 su una crescita complessiva di 14,3 punti percentuali della produttività dell’intera economia in termini reali da redistribuire, solamente 3,8 punti sono andati al lavoro e quindi solo il 27% della produttività reale è andata al lavoro.

Il fiscal drag tra il 2002 e il 2008

Un Commento a “Come in poche mosse ti sfilo i soldi dalle tasche…. prestidigitazione italiana”

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