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L’azione, prossimamente, ci sarà, ma non in parlamento

Articolo di Marco Della Luna
Portogallo_fuoriuscita_euroRingrazio i diversi amici che mi hanno invitato a candidarmi alle prossime elezioni politiche in diverse formazioni politiche. Non ho accolto l’invito di alcuno di loro, per diverse ragioni:
- per non scontentare gli altri amici;
- perché il fronte di chi porta avanti le mie idee si presenta molto frammentato e spesso confuso;
- perché mi è congeniale la posizione del teorico più di quella del pratico;
- perché credo che l’azione, prossimamente, ci sarà, ma non in parlamento.

Ma i tempi stanno maturando. Molti capiscono che la virtù risanatrice di Berlino e Francoforte a parole vorrebbe che l’Italia si liberasse dal sovraindebitamento, ma nei fatti  la priva della liquidità per lavorare, produrre, guadagnare e rimborsare il debito: è l’effetto automatico di avere un cambio fisso e un mercato aperto rispetto a paesi produttivamente più efficienti, come la Germania: fuga di capital e di aziende, crescente indebitamento, crescenti tassi, quindi ulteriore peggioramento della produttività e competitività rispetto alla Germania. E’ già avvenuto nel 1879 e nel 1992. Sono cose ovvie e arcinote.
Quindi l’Eurosistema e i suoi dogmi finanziari spingono l’Italia in una spirale recessiva, a lavorare per pagare interessi passivi senza poter ridurre il debito, a svendere le risorse pubbliche e private per tirare avanti tenendo buono lo spread nell’immediato, ma deindustrializzandosi strutturalmente a vantaggio di altri paesi. Siamo entrati nell’Eurosistema fingendo che fosse un luogo di solidarietà fraterne mentre è un luogo di egemonismo e interessi contrapposti.
Oramai è chiaro che, salvo un’improbabile rivolgimento del congegno monetario europeo, l’unica via per sottrarre l’Italia a un destino di recessione e di servaggio agli abili pirati della finanza che hanno portato il Paese in queste condizioni è il recupero almeno parziale della sovranità monetaria:
- il ritorno alla Lira,
- la ridenominazione in Lire del debito pubblico,
- la nazionalizzazione di Bankitalia, la sua garanzia di acquisto dei titoli invenduti,
-e una politica di taglio radicale delle tasse nonché di rilancio dell’economia attraverso piani di lungo periodo  di  investimenti infrastrutturali pubblici e misti e attraverso una banca pubblica di credito all’economia produttiva.
- Con separazione delle licenze bancarie per il credito e risparmio da quelle per l’azzardo finanziario.
- Con una disciplina delle monete integrative e complementari anche di enti locali.
- E una effettiva spending review, con drastici spending cuts sul parassitismo.
16.01.13 Marco Della Luna

11 Commenti a “Uscita dall’euro e sovranità monetaria: un’esigenza tecnica”

  • WBM:

    Condivido in pieno il contenuto dell’articolo: è davvero così l’unica strada che l’Italia ha per riprendersi economicamente è quella della definitiva uscita dall’euro.

    Dell’Unione Europea l’Italia nel 1957 è stato uno dei paesi fondatori, ma si fa trattare come se fosse un membro che vi ha aderito recentemente. Persino la Gran Bretagna che vi fa parte dal 1973 ha maggiori poteri decisionali in sede europea e maggiore sovranità (non solo monetaria).

    Il fatto che la Germania sia l’economia più forte (a spese dell’Italia) del continente, non gli dà alcun diritto di arrogarsi del dominio assoluto dell’UE. Dell’UE, questa entità sovrannazionale, inutile e dannosa, l’Italia è dunque uno dei maggiori paesi aderenti, e se se ne uscisse la indebolirebbe, e a ruota verrebbe seguita da Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda, causandone L’INEVITABILE DISSOLUZIONE!

    La dissoluzione dell’UE è necessaria, perchè assomiglia all’URSS, della quale il ruolo della “Russia” è svolto dalla Germania. Troppi “diktat” vengono fatti dall’UE, e finora sono stati più dannosi che altro, così come molti provvedimenti in campo economico. Ad esempio non è anomalo il fatto che la Turchia, paese extracomunitario e senza l’euro, faccia parte del MEC, il Mercato Unico Europeo, che gli consente di poter far circolare liberamente i suoi prodotti nei nostri territori senza l’imposizione di alcun dazio? E l’eccessiva apertura verso la Cina?

    Purtroppo se l’Italia volesse applicare dazi sulle importazioni di prodotti esteri, non lo può fare, altrimenti poi subisce le sanzioni da parte dell’UE…..prima viene dissolta e meglio è!

    • astrubale:

      L’Europa è già dissolta nel cuori della gente.Con una classe politica asservita agli interessi
      tedeschi,MONTI e i suoi amici del PD e in parte del PDL.Finchè la gente compra tedesco,
      la Germania spadroneggerà.Siamo di fronte ad un Reich dove il popolo tedesco non conta niente.In GERMANIA comandano USA ed ISRAELE.
      La storia si ripete,come nella seconda guerra mondiale la Germania è stata incoraggiata
      dagli angloamericani ad iniziare la guerra,la stessa cosa succede oggi.
      I governanti tedeschi seguono volontà esterne,ciò porterà la Germania alla rovina.

  • jo:

    Prima di parlare, bisogna trovare una maggioranza di governo, altrimenti nulla e’ possibile, se non con un colpo di stato. A maggioranza di governo, se reggesse al passaggio tecnico, dovra’ avere una pettinata finanziaria da poverta’ totale, in quanto, i proprietari della moneta non la emetterebbero, e lo sciopero o tilt bancario preordinato, farebbe chiudere tutte le banche e fermare un’ attivita’ nazionale, oltre che bloccare tutte le operazioni bancarie non cartacee. Nel mentre la diatriba di insolvenza contrattuale nei trattati europei, farebbe entrare nel paese la forza europea-usa e verrebbe a impossessarsi del parlamento e arresterebbe il governo di maggioranza intero. Poi andate avanti voi.

    Bisognerbbe che il tutto si svolgesse in una notte, con governo che gia’ distribuisse moneta euro-italiana non lira, e fosse gia’ in ciroclazione totale, e nella stessa notte si dichiarasse per legge la cancellazione del debito, e tutto l’ apparato sociale e di stato, lavorasse e concepisse la cosa in un solo momento trovando tutto pronto. bella storia.

    Entrare in lira con accordi e autorizzati o possibilitati, non porterebbe mai a dissolvere il debito, che con la lira svalutata nei confronti dell’ eruo, il debito raddoppia, i costi raddoppiano, e il tuo estero produzione ti fa perdere il doppio.

    Uscire dall’ euro, cancellare il debito e rapporti di ogni tipo, trattati compresi, chiudere le frontiere commerciali, riorganizzare il paese e vedere cio’ che siamo veramente, ricreando la costituzione concreta, e poi proporci o acettare quello che abbiamo. Surplus di prodottiitaliani da esportare, e turismo da gestire. ( uniche entrate sicure )
    Poi si vedra’.

    Se non cambia il mondo come progressivamete si e’ costruito, e’ come chudere una operazione chirurgica aperta, con una gettata di cemento.

    • jo:

      … l’ unica soluzione che ci rimane e’ di entrare nel sistema e cambiarlo chiamando le cose con il vero nome. Farlo a livello nazionale in parlamento lasciando cosi’ com’e’ il sistema europe e mondiale, e’ un passo da gigante. PUOI A LIVELLO NAZIONALE, DEI MEDIA, E MANDIALE, DIRE COME E’ IL SISTEMA, GIUDICARLO E CONDANNARLO, E SMUOVERLO, FRA POCHI CHE LO GESTISCONO E CI CORRONO DIETRO, E UN’ INTERO MONDO CHE SPINGE, E CHE E’ LA VERA ATOMICA CHE CONTA.
      O si ccambia o si scoppia e si cambia uguale, E SOPRATUTTO, COSA NON FACILE, TROVALE LE SOLUZIONI E ATTUARLE. Altrimenti ci rimettiamo tutti.

      • jo:

        ………. e come al solito, si arrivera’ al punto a capo. COMINCIATE DA VOI DENTRO AL VOSTRO PAESE.

        IES. SIAMO QUI PER QUESTO, IN QUESTO TURNO ELETTORALE CHE SEBBENE SIA SNOBBATO E SCONTATO, E CREDO ANCHE E NON POCO DISERTATO, DETERMINERA’ NON POCO LA DIREZIONE CHE SI PRENDERA’.

        O IN BOCCA AL LUPO, O IL LUPO AL GUINZAGLIO. Un paio di movimenti promettono bene. L’ aggregazione di altre forze o singoli, daranno una loro mano.
        IL PROCESSO DI REVISIONE VERO NEL PALCOSCENICO E TEATRO FINZIONE E REALTA’,
        STA’ SALTANDO. TUTTI COMINCIANO A PARLARE ITALIANO. VEDREMO I VERI IPOCRITI
        E I VERI DELINQUENTI. Ipocriti chi non vuol cambiare e falsifica la verita’, delinquenti, chi si rimette in marcia alle condizioni che abbiamo intrapreso.

    • francesco:

      prima bisogna armarsi bene perchè dopo l attacco economico i nostri fratelli europei, con un bel nobel della pace, passeranno alla guerra vera.

  • Simoau:

    Articolo completamente condivisibile in quanto ragionato, conseguente ad una situazione tragica, impostato sul recupero del benessere generale di una nazione e volto a tutelare i diritti dei cittadini di quella nazione. Quello che mi lascia allibito è che coloro che nel tempo hanno firmato (per nostro conto) tutti i trattati che ci stanno togliendo tutto erano ANCHE italiani e ben sapevano quello che stavano formando e firmando. Parlando dell’Italia, mi sembra che su di noi si sia scatenata una guerra perfino più feroce che nel resto dei paesi PIIGS…… Ma facciamo così paura? Per quale motivo tutto sto macello????????

  • Tantalo:

    E’ quello che dico da sempre… NESSUN CAMBIAMENTO è possibile se deve partire dal fulcro del sistema, il parlamento della democrazia (dittatura) rappresentativa.

    L’attuale sistema va sgretolato e poi sostituito, è un mare in cui non ci si può entrare con la speranza che gli squali ti consentano di rovinare il loro banchetto.

    Quindi queste elezioni sarebbero (se davvero la gente avesse capito) quelle giuste per un astensionismo di massa che delegittimi questo sistema una volta per tutte. Diciamo un 15/20 % degli aventi diritto che esprimono il voto e l’80/85 % di astenuti in palese disaccordo con la proposta politica.

    I CITTADINI SOVRANI, che per la quasi totalità sfanculano un sistema e PROPONGONO la soluzione fatta di buon senso e democrazia diretta.

    Che sogno eh ?
    E’davvero tutto inutile, questo scrivere, commentare, agitarsi… siamo parte di un popolo che TUTTORA sta seriamente pensando di accordare un 20% dei consensi a Berlusconi e un 30% a Bersani… gli autori conclamati di quello che stiamo vivendo.

    Quindi LE ELEZIONI sono la loro certezza che il sistema sopravviva, e d’altro canto la nostra certezza che nulla cambierà, perchè le elezioni, NOI, non abbiamo mai avuto nessuna possibilità di VINCERLE. MAI !

    Il cambiamento non può passare tramite elezioni, per giunta controllate IN TUTTO da “loro”. Finchè ne sentiremo parlare… testa bassa e pedalare.

  • Livio:

    Parole sante !

  • Anais:

    @Tantalo, concordo ma penso anche – visto che nel nostro Paese le elezioni sono sempre state manipolate – che anche se andasse a votare un 10% “loro” governerebbero lo stesso, perché il 90% si è solamente “astenuto” ma continua a vivere il quotidiano senza aver organizzato strategie o studiato “come” insidiare il sistema e disarticolarlo. Non è affatto una passeggiata, si rischia di brutto perché dal 1945 noi siamo sotto controllo anglo-americano, che nel 2099 – pare – dovrebbe riprendersi una sovranità strappata.
    Io non ci sarò, mi domando però lo stesso “come” potrà arrivare l’Italia al 2099!
    Tutto ciò perché ci nascondono le clausole siglate nei trattati, ci ingannano e ci intortano con chiacchiere e chiacchiere

  • Sono d’accordo con l’analisi impietosa che emerge sia dall’articolo sia dai commenti. Anche io, nell’ambito del Parlamento Due Sicilie – Parlamento Sud (movimento meridionalista che NON si presenta alle elezioni del 24-25 febbraio p.v.) ho messo insieme una mozione programmatica abbastanza articolata (da concordare e presentare, poi nel caso sia approvata, agli altri movimenti sul territorio).
    Credo, però, che difficilmente passerà perchè qualcuno del movimento ha detto “Ma tu con queste quattro pagine vuoi rivoltare l’Italia come un calzino!?”.
    Questo significa che le persone non sono ancora pronte alla rivoluzione culturale che deve dare la spinta a chi sarà eletto per metter mano ai bubboni che ci ha imposto la speculazione internazionale.
    Forse si dovrà aspettare che la situazione precipiti e che molti non riescano più a metter il piatto intavola… ed io ho azzardato che l’eventuale governo che si insedierà forse ai primi di marzo non durerà oltre la fine di dicembre 2013, al più gennaio 2014 perchè non sarà in grado di fermare il declino così ben impostato dal Rigor-Mario Mortis: sono scomparse circa 635’000 aziende piccole, medie e grandi nel primo anno di Monti (circa 2’000 al mese), se continua così alla fine dell’anno saranno 1’200’000 circa, con milioni (5, 6 forse 10) di disoccupati.
    Sarà una tragedia mai vista ed il popolo avrà il sangue agli occhi, voglia di sbranare i colpevoli del loro immiserimento: dove pensano di fuggire? Li prenderemo anche all’estero, uno per uno…

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