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Articolo di Zret * Fonte: http://zret.blogspot.it

Si demonizzano la ricchezza ed i ricchi. E’ vero: “E’ più facile che una gomena entri in una cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli”. Tuttavia anche fra i poveri talora albergano la malizia e l’invidia. [1]

Il denaro di per sé non è esecrando, purché sia risultato del proprio ingegno e del proprio lavoro, purché non provenga dall’usura e dalla frode. Il problema si pone quando si è sopraffatti dalla cupidigia, dalla sfrenatezza, dalla spilorceria: il denaro possiede facilmente chi lo possiede. Ce lo insegna, ad esempio, il bellissimo racconto “La giacca stregata” di Dino Buzzati, il cui protagonista si arricchisce, dopo che un mefistofelico sarto gli ha cucito una giacca. Nella tasca dell’abito, l’uomo trova mazzi di banconote che si materializzano magicamente ogni qual volta sono perpetrati dei delitti. Sono banconote insanguinate.

Si obiurgano i detentori di capitali, le persone che vivono negli agi, ma se sono imprenditori onesti che creano occupazione, contribuendo al benessere del consorzio umano, perché deplorare che amino le comodità? Perché condannarli, se si tolgono qualche capriccio? Se gli indigenti avessero molta pecunia, deciderebbero di vivere in modo spartano? L’oppressione fiscale che toglie a tutti per rinsaldare un sistema iniquo non è forse più detestabile del desiderio di una vita confortevole? Immense risorse sono risucchiate da banditi che locupletano sé stessi ed i loro maggiordomi (i “politici”) in modo abietto. Questa ricchezza è vergognosa: è la conseguenza di un ladrocinio legalizzato, di un furto di stato.

Gli asceti ed i fautori del pauperismo hanno alcunché di fanatico. Tuonano contro lo sfarzo in cui forse vorrebbero nuotare. Lasciamo ai doviziosi le loro ville, le tenute, i panfili, i gioielli, i quadri… Se essi traggono felicità dalle cose, che se la godano. Se la felicità è altrove, non li invidieremo, sapendo che essi cercano quanto nessuno trova facilmente. Se sono tanto attaccati alla “roba”, il distacco da essa sarà per loro assai più doloroso che per chi ha imparato a dare il giusto valore ad ogni bene.

Sarebbe auspicabile che ognuno potesse vivere in modo decoroso, lontano sia dalle ristrettezze sia dalla magnificenza più pacchiana. Sfortunatamente le sperequazioni sono la norma: masse di diseredati in tutto il mondo languiscono, mentre pochi privilegiati oziano tra lussi sibaritici.

Non sarà, però, qualche nuovo, esorbitante balzello sui redditi più alti ad instaurare la giustizia sociale.

[1] La sentenza “E’ più facile che un cammello entri in una cruna di un ago che un ricco nel regno dei cieli” è l’effetto grottesco di un grossolano errore nella traduzione.

21 Commenti a “Un ricco nel regno dei cieli”

  • michy:

    bell’articolo saggio e senza moralismi da bar……………………………..

  • gastone:

    lasciamo a ciascuno la possibilità di procurarsi la propria felicità, custodire e difendere dall’incerto la propria famiglia e attendere ai propri cari con le proprie capacità.

    ciascuno con l’ausilio delle proprie capacità personali mescolando il proprio lavoro con le risorse naturali è in grado di liberare enormi ricchezze che inevitabilmente tornerebbero a vantaggio di tutti, essendo di gran lunga eccedenti quanto necessario per vivere forniti ben oltre di tutto quanto necessario.

    togliete allo stato tutto quanto serve a mantenerlo in nome della “giustizia sociale”
    che lui solo si dice in grado di assicurare e vedrete che d’incanto sparirà anche la
    “giustizia sociale” come fonte di eterne divisioni.

    queso concetto astratto, questa scatola vuota, questa bolla di aria,questo perfetto “nonsense” ( la giustizia è un concetto reale attaccarci l’aggettivo solciale e’ ridondante, perfettamente inutile, la giustizia è implicitamente espressa dalla società.)

    è l’ossessione dello stato e allo stesso tempo il grimaldello con cui questo scardina la convinzione che, l’individuo perfettamente dotato di tutte le capacità che madre natura ha posto in lui e sorretto da una impalcatura morale non dimunuita ne alterata da esso possa essere in grado di poter provvedere in maniera egregia e se stesso e a ai suoi simili.

    togliete allo stato la possibilità di nuocervi attraverso l’ossessione di poter comporre una presunta giustizia sociale e redistributiva, attraverso la sua opera pianificatrice, invadente, inevitabilmente insufficiente a comporre un ordine e una presunta giustizia sociale,
    e sicuramente avrete tolto la fonte principale e inesauribile di ingistizia, disparità, ineguaglianza davanti alla legge, che inevitabilmente esso promuove, nel tentativo di comporre un ordine che và ben oltre le sue possibilità, ed attiene solo al libero scambio e alla sua capacità di comporlo attraverso l’assenza di qualsivoglia volontà comune.

    …non ci sarebbero presumibilmente nemmeno quella minuscola elite parassitaria che di fatto incamera l’80% della ricchezza mondiale.

  • cristiano1970:

    Sulla questione dell’iniquità del fisco sono d’accordo. Sembra che essere benestanti sia un difetto da correggere a tutti i costi.
    In verità, i veri ricchi hanno anche il potere di decidere chi deve esserlo. Ecco quindi il balzello delle tasse che riduce drammaticamente le sostanze di coloro che perseguono una vita esemplare, offrendo possibilità di lavoro agli altri e sforzandosi di essere il linea con le norme civilistiche di uno Stato, di una comunità.
    Poi ci sono i malviventi, i furbi, sono tanti e vivono cercando di metterla nel didietro al prossimo. In Italia ne abbiamo tanti e sfruttano tutto quello che c’è da sfruttare sapendo che la faranno franca. Ma non sono loro che decidono !
    Chi decide si erge a ruolo di Sovrano e si pone al di sopra della legge sapendo che uno Stato deve assicurarsi la massimalizzazione delle entrate a danno delle classi sociali più basse. Loro non devono lavorare, loro sono l’unto del Signore ed hanno il diritto sacrosanto di farsi mantenere con il massimo dei benefici e privilegi.
    In mezzo, tra noi e loro, ci sono i politicanti.
    Indovinate di chi sto parlando ?

  • F.Daniele:

    Il denaro è un mezzo, non un fine. Sembra una cosa talmente scontata, eppure, tanta gente, considera il denaro il “fine supremo”. Farebbero, e fanno, di tutto per averne sempre di più. Non desiderano il denaro per poi fare qualcosa, amano proprio il denaro, e quando devono spendere, è bruttissimo. Pensare di rinunciare anche ad un solo foglio di denaro, per loro, è insopportabile, fosse anche per cose indispensabili. Sembra assurdo, ma io ne conosco personalmente, di “personaggi” del genere!!

    • Roberto Arvo:

      Poi questi personaggi, quando vedono il figlio di Agnelli lanciarsi dal ponte, esclamano: “ma come…questo aveva tutto….che cosa gli mancava?”

      • MalgradoTutto:

        Gli è mancata la forza di opporsi a coloro che prima lo hanno ammazzato altrove e poi lo hanno deposto sotto il ponte fingendo che vi fosse caduto dall’alto.

      • MalgradoTutto:

        In certi ambienti convertirsi all’islam non fa bene alla salute.

  • Luca:

    coloro il cui unico scopo è accumulare denaro e ricchezza fanno soltanto compassione giacche’ si comportano come se dovessero campare in eterno.

  • spartan3000_it:

    Io preferisco sobrieta’. Il vero problema, piu’ che la ricchezza, e’ la liberta’ d’impresa. Gli imprenditori di solito diventano ricchi se sono capaci e/o fortunati e usano la ricchezza come un idraulico userebbe i ferri del mestiere: per lavorare e servire la societa’ e prima ancora la propria famiglia. Le Istituzioni controllate dalle lobbies esercitano pero’ un arbitraggio favorevole alle “corporations” e alla loro degenerazione disumana. Non c’e’ piu’ modo di competere per le PMI.

    • Antonino Trunfio:

      caro Spartan, non c’è modo di competere con nessuno e per nessuno, anche per gli individui, e non importa se vivi di partita iva o meno.
      Importa che quando sei debitore coatto verso un terzo, che ti chiede per legge il 68,9 % di quello che produci (il livello di pressioni fiscale in italia, tra tasse dirette e indirette) la parola mercato è pura astrazione, capitalismo solo un ritornello in bocca agli imbecilli, concorrenza un sogno irrealizzabile. L’unica parola ammessa e non dichiarata è : SCHIAVITU’ INCONSAPEVOLE.
      La migliore condizione per sudditi e servi, per qualsiasi tiranno di ogni epoca.

  • gabry:

    Mille individui luciferini cosa possono fare anche se detengono 3/4 della ricchezza mondiale !!!
    Se la strada che qualcuno già oggi percorre, anche gli altri iniziassero a percorrerla, intendo quella di staccarsi dai beni materiali a cui oggi tanto siamo attaccati, lasciando cadere tutti i vizi a cui ci siamo abituati nel tempo, iniziando da li a tagliare le prime catene di questo schiavismo moderno non tanto per farlo ma per migliorare la propria autostima e per un voler più bene al proprio corpo, pensate solo con questo che danno provocate a nazioni, ditte farmaceutiche e speculatori se di colpo non fumate più, rinunciate a giocare per sempre a qualsiasi gioco di stato, l’eliminazione dalla tavola di alcool e bevande addizionate ad anidride carbonica un vero veleno per lo stomaco, quindi usare l’ auto il meno possibile, è non è finita questo sarebbe solo l’inizio, tante altre ne possono seguire a ruota, se siamo noi a rinunciare a questo e a tanto altro non ne soffriremo molto, ma se le rinunce le dovremo fare obbligati perchè diventate troppo onerose la sofferenza sarà maggiore.
    Cercare dentro di noi il seme di Dio, tutti lo abbiamo si tratta solo di farlo germogliare a quel punto tutto è più chiaro, e si capisce che la casa di Dio è dentro ad ognuno di noi, Dio non ha bisogno di una casa in mattoni, come ci fanno credere da 2000 anni e passa, era il prete il cardinale il papa che aveva bisogno di una casa, ecco il vero inganno e anche il vero motivo per cui la Madonna non è mai apparsa in una chiesa, un altro motivo per cui i preti non possono sposarsi !!!! perché la prole erediterebbe tutto ciò in possesso del padre prete, e alla chiesa struttura gerarchica non toccherebbe proprio nulla, invece guarda un po con questo balzello è diventato lo stato più ricco del mondo, ma tutto all’opposto degli insegnamenti di Gesù Cristo.

    • Jacopo Castellini:

      Gabry,
      condivido i suoi suggerimenti. Forse dovremmo incentivare le reti di scambio non monetario, giacchè ognuno di noi è già ricco (di oggetti che non usa, conoscenze, talenti, disponibilità al lavoro, ecc.), indipendentemente dalla disponibilità monetaria. Ci aiuterebbe a capire che il denaro è solo un mezzo (e forse non il migliore).

  • emiliano:

    jacopo castellini.In merito alla sovranità individuale di cui abbiamo dibattuto tempo fà consiglio a te e tutti i fan di tempodicambiare di leggere questo interessante articolo di Paolo Franceschetti.Ciao Emiliano
    paolofranceschetti.blogspot.it

  • Walter:

    Il solito equivoco! La cruna del lago e non la cruna dell’ago, era un passaggio delle mura a Gersusalemme dove i cammelli erano costretti ad abbassarsi per transitare e ciò veniva veramente difficile… GLI AGHI PER CUCIRE NON C’ENTRANO UN CAZZO !!!

  • Barbara:

    ottimo articolo, riflessioni di buon senso e condivisibilisssimo

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