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Libertà e rispetto
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Giovanni Birindelli

Movimento Libertario

Alla base dello Stato moderno (o totalitario) stanno due frodi: quella della legge e quella del denaro. Il potere politico ha infatti sostituito la legge e il denaro con cose a cui dà lo stesso nome, rispettivamente, ma che non hanno niente a che vedere con essi. Grazie a queste due frodi è stato possibile spianare la strada al totalitarismo “vecchio” (nazismo, fascismo, comunismo) e a quello “nuovo” (la cosiddetta “socialdemocrazia” contemporanea); è stato possibile distruggere l’economia di mercato e creare il declino economico di lungo periodo. Il tutto a beneficio di chi detiene il potere politico (la cosiddetta “Casta”) e, nel breve periodo, di alcuni di coloro che da questa si sono fatti comprare (con i soldi espropriati ad altri) per ottenere determinati privilegi.

Se, a causa della loro enormità (oltre che della mancanza di strumenti), sono pochi coloro che riescono a vedere queste due frodi, sono ancora di meno coloro che riescono a vedere la relazione causale esistente fra di esse.

Non deve sorprendere che l’oggetto di queste due frodi siano stati la legge e il denaro. Essi infatti hanno una caratteristica comune che li rende insopportabili per il potere politico: come tutte le istituzioni sociali che non sono il risultato del disegno razionale dell’uomo, la legge e il denaro sono entrambi il risultato di un processo spontaneo e disperso di selezione culturale di usi e convenzioni di successo. In altri termini, la legge e il denaro sono due ordini spontanei e quindi vincoli: cose che il potere politico non può cambiare a proprio piacimento dall’oggi al domani.

La legge che vieta il furto, per esempio, è il risultato di un processo spontaneo di selezione culturale di usi e convenzioni che inizia con l’osservazione che la convenzione di distinguere ciò che è di Tizio da ciò che è di Caio riduceva la conflittualità all’interno della società, la quale quindi, introducendo questa convenzione, prosperava e diventava più forte rispetto ad altre che non la introducevano. Questo processo “finisce” con la lenta e graduale trasformazione di questa convenzione (inizialmente introdotta per motivi di interesse) in principio morale, e quindi generale e astratto (che, in quanto tale, deve essere rispettato di per sé, indipendentemente da questioni di interesse): questo principio è la legge.

Ciò che rende la legge un vincolo, anche e soprattutto per il potere politico, è proprio il modo in cui essa è nata: il fatto cioè che non sia stata decisa, che sia indipendente dalla volontà di chiunque, anche e soprattutto dell’autorità. Non sono difficili quindi da capire le ragioni per cui il potere politico sia stato ansioso di liberarsi della legge. Per poter “stampare” tutte le “leggi” che voleva, il potere politico ha sostituito la legge (il principio generale e astratto, il limite al potere) col suo inverso (il provvedimento particolare, lo strumento di potere). Naturalmente, nel fare questo il potere politico ha dato a quest’ultimo lo stesso nome (“legge”) così che le persone, credendo di rispettare la legge, seguissero come pecore i suoi comandi (il totalitarismo si regge sulle persone perbene).

Una volta sostituita la legge col suo inverso, il potere politico è diventato illimitato e non ha avuto più nessun ostacolo a distruggere e dissanguare le persone e l’economia per il proprio interesse particolare e/o per un arbitrariamente definito “interesse del paese” (Mario Monti, almeno in questo, gliene va dato atto, eccelle).

Anche il denaro è il risultato di un processo di selezione culturale di usi e convenzioni di successo. Nell’economia di baratto, per avere tot mele Tizio doveva dare in cambio a Caio, che aveva mele da vendere, tot uova. Il processo spontaneo di selezione culturale di usi e convenzioni che porta al denaro inizia con l’osservazione che, all’epoca, esisteva una merce (per esempio il bestiame) che non solo Tizio e Caio ma che tutti o quasi tutti volevano (nelle parole di Menger e di Mises, rispettivamente, la merce “più esitabile” o “più commerciabile”); e che, se utilizzava questa merce al posto delle uova delle sue galline, per Tizio era molto più facile entrare in possesso di tot mele (in quanto non doveva necessariamente trovare ogni volta la persona che in quel momento voleva tot uova). Questo processo finisce quando la merce più commerciabile è generalmente riconosciuta e utilizzata e corrisponde alle esigenze di una determinata epoca. Nella nostra epoca, la merce che avrebbe le caratteristiche della merce più commerciabile, cioè la capacità di essere denaro (se il suo uso come mezzo di scambio non fosse vietato dall’autorità), è probabilmente l’oro.

Come la legge, e per le stesse ragioni, anche il denaro è un vincolo: l’oro, per esempio, non può essere stampato a piacimento. Estrarlo costa e comunque, tranne che in casi straordinari, la sua quantità non varia molto velocemente e comunque non arbitrariamente. Quindi dove il mezzo di scambio è solamente il denaro, per esempio l’oro (o, il che è lo stesso, banconote a cui corrisponde una quantità fissa di oro e che, presentandole in banca, possono essere convertite in oro in ogni momento senza rischi di non trovare immediatamente una quantità di oro corrispondente), il potere politico è limitato: se vuole finanziare una guerra, per esempio, oppure i giornali, le infrastrutture, il cinema, la ricerca, le mostre, i concerti, le olimpiadi, oppure gli stipendi e i vitalizi dei parlamentari o le centinaia di milioni di euro l’anno per il Quirinale, eccetera… se vuole finanziare tutto questo e altro, dicevo, e, poniamo, gli è impossibile alzare ulteriormente le tasse e il debito pubblico (per esempio perché è al limite in entrambi i casi – ogni riferimento alla situazione italiana è puramente intenzionale), non può farlo.

Non sono difficili da capire, quindi, le ragioni per cui lo Stato, in Europa guarda caso in corrispondenza dell’inizio della Prima Guerra Mondiale, sia stato ansioso di liberarsi del denaro, cioè di abbandonare la parità aurea: come nel caso della legge, ciò gli consentiva di stampare quante banconote voleva e quindi di aumentare ulteriormente, mediante l’inflazione, le tasse sui cittadini senza che loro se ne accorgessero. Come dice Gary North in Cosa è il Denaro, se non si fossero liberati del denaro, gli Stati europei non avrebbero potuto finanziare la Prima Guerra Mondiale e quindi questa non ci sarebbe stata (né la Seconda): “per finanziare le guerre i governi avevano necessità di inflazionare la massa monetaria. Lo standard aureo glielo impediva, così i politici e i banchieri centrali lo impedirono per decreto”.

L’effetto economicamente distruttivo dell’abbandono del denaro, tuttavia (cioè della sua sostituzione con un pezzo di carta e oggi nemmeno con questo, visto il divieto dell’uso del contante per consentire l’ulteriore espansione dello Stato totalitario), va ben oltre l’inflazione: esso consiste anche e soprattutto in una distorsione della struttura produttiva (misdirection of production), cioè dell’allocazione del capitale. Stampando moneta, il potere politico (o per esso il suo agente: le banche centrali cosiddette “indipendenti”, cioè nominate dal potere politico e titolari, grazie a questo, di un monopolio legale), ha prodotto informazioni sbagliate, in particolare sul tasso d’interesse (ogni volta che un prezzo -in questo caso il prezzo del capitale finanziario- viene fissato arbitrariamente, cioè fuori dal libero mercato, si producono informazioni sbagliate e si mette in moto un processo di distruzione economica). Sulla base di queste informazioni sbagliate sono stati fatti investimenti sbagliati. La recessione è il modo in cui l’ordine spontaneo dell’economia di mercato cerca di ripulire sé stesso da questi investimenti sbagliati. Tuttavia, se la stampa di denaro (ma più in generale l’interventismo economico da parte dello Stato) e quindi la produzione di informazioni sbagliate non smettono di essere possibili, il ciclo economico e quindi il declino non si fermeranno (con buona pace di coloro che vorrebbero “fermare il declino” senza aggredire le frodi che lo hanno prodotto). Come sinteticamente riassume Friedrich von Hayek in Monetary Theory and the Trade Cycle, “[cambiamenti nella quantità di moneta - per esempio la stampa di moneta legale da parte delle banche centrali oppure un'espansione del credito che, grazie al meccanismo della riserva frazionaria, non richiede un aumento del tasso d'interesse, n.d.r.] fanno sì che un determinato prezzo (il tasso di interesse) devii dalla posizione di equilibrio [in cui c'è uguaglianza fra risparmi e investimenti, n.d.r.], e … deviazioni di questo tipo necessariamente producono tali cambiamenti nella posizione relativa dei vari settori produttivi che dopo è inevitabile il precipizio verso la crisi”.

Quindi sia la “legge” fiat che il “denaro” fiat servono allo Stato per “governare l’economia”, cioè per distruggerla. Ora, tutti quei (pochi, purtroppo) economisti che oggi si riconoscono nella Scuola Austriaca conoscono molto bene gli effetti economici distruttivi della contraffazione del denaro e, più in generale, dell’interventismo economico da parte dello Stato. Ma non tutti tengono nella dovuta considerazione il fatto che la contraffazione del denaro, e più in generale l’interventismo economico, sono resi possibili dalla contraffazione della legge e che quindi, se si vuole impedire la prima contraffazione occorre anche, necessariamente, impedire la seconda.

Come dice Bruno Leoni in La libertà e la legge, “Anche quegli economisti che hanno difeso nel modo più brillante il libero mercato dall’interferenza delle autorità hanno, di solito, tralasciato la considerazione parallela che nessun libero mercato è veramente compatibile con un processo di legislazione centralizzato da parte delle autorità”. Facendo riferimento alla stampa di moneta legale, Gary North giustamente sostiene che “[P]oiché gli Stati sono essi stessi dei contraffattori, non vogliono nella maniera più assoluta che qualcuno invada il loro campo d’azione. Le leggi odierne contro la contraffazione sono semplicemente il risultato di una particolare forma di guerra fra bande criminali”. Ma se oggi la contraffazione (così come la violazione dell’uguaglianza davanti alla legge -vedi progressività fiscale-, il furto e qualunque altra violazione della legge intesa come principio) può essere resa legale in alcuni casi particolari decisi dall’autorità, ciò è dovuto solo e soltanto al fatto che oggi per legge si intende non il limite al potere arbitrario (il principio generale e astratto che esiste indipendentemente dal volere e dalle decisioni dell’autorità) ma lo strumento di potere arbitrario (il provvedimento particolare deciso dall’autorità). In altre parole, se oggi la contraffazione (per esempio) è permessa in alcuni casi particolari (guarda caso allo Stato che detiene il monopolio della violenza), ciò è dovuto in ultima istanza al fatto che il potere politico (quello di approvare provvedimenti particolari) non è separato e limitato da quello legislativo (quello di scoprire, custodire e difendere principi generali e astratti che valgono per tutti, Stato incluso, sempre, senza eccezioni, allo stesso modo).

Per sconfiggere lo Stato totalitario e produttore di miseria, cioè lo Stato moderno e la cosiddetta “socialdemocrazia”, occorre agire contemporaneamente su più fronti, non solo su quello economico. Le politiche keynesiane (ma anche quelle monetariste) non vanno combattute solo sul piano economico: ciò che le rende possibili è un’idea astratta di legge che chi le difende non è in grado di difendere. Ci vuole un approccio integrato.

19 Commenti a “Il denaro e la legge”

  • “Intervistato ieri sera da Giovanni Floris a Ballarò, il candidato premier di Rivoluzione Civile, Antonio Ingroia, ha spiegato il suo programma per recuperare risorse fiscali. E non ha smentito la propria visione del mondo ed il proprio personaggio.”

    L’intervista: phastidio.net

    Nota dell’autore alla fine dell’articolo:
    “Ora, non sappiamo a voi, ma a noi questo modo di ragionare mette i brividi. Attenuazione delle garanzie, sospetto, sequestro preventivo, massimo ribaltamento dell’onere della prova sul cittadino. Quanti tra voi pensano, al solito, per dirla beferianamente, che “chi è in regola non ha nulla da temere”, ci ripensino. Perché, quando avremo finito di spendere i soldi così ricavati, cercheremo e troveremo nuove e sempre più duttili e flessibili definizioni di “evasione fiscale”, tali da legittimare sequestri preventivi da rendere rapidamente definitivi. Ma voi non avete nulla da temere, giusto?”

    • Antonino Trunfio:

      @WLADY : Ingroia è solo un altro aspirante benefattore con il portafoglio di tutti, preferibilmente della parte politica avversa. Dobbiamo fermare tuttti costoro, che contraddicendo per ignoranza assoluta o malafede imperdonabile, negano la libertà degliindividui e la loro straordinaria capacità di poter vivere senza sussidi, senza provvidenze, senza cassa integrazione, senza promesse ma solo con libertà. Dimenticavo e senza INGROIE. La rima fatela voi, lettori di SL.

    • boris:

      Questo tizio e da impallare insieme a TUTTI gli ex magistrati entrati in politica.
      Come cazzo si fa a credere che un INQUISITORE da un giorno al altro diventi un UOMO.

  • Fabio:

    Complimenti all autore dell articolo, se solo la gente fosse piu’ attiva ed interessata non si sarebbe giunti a questi punti.

    • Antonino Trunfio:

      @Fabio : continui a seguirci. Vedrà che presto, le “tastiere e le chiacchiere”, scenderanno in campo, e non per parlare di Galateo e Bon Ton.

  • Leandro:

    Non concordo, l’autore pensa nel passato, reintrodurre un sistema aureo per esempio non risolve nulla, ci porta solo in una situazione di scarsità monetaria meno artificiale, ma sempre di scarsità si tratta, i problemi si risolvono contrastando gli interessi speciali e del tutto criminali dei noti gruppi di potere.
    Se spostassimo i virtuali 1500 miliardi di dollari che corrispondono alla spesa militare annua mondiale negli armamenti nel risolvere la carstia mondiale, non esisterebbe più fame nel mondo, nonostante sono finti, se usassimo gli interessi sotratti dalla speculazione finanziaria mondiale nella ricerca e sviluppo di sistemi sostenibili, in 5 anni risolveremmo il problema energetico del mondo, nonostante i soldo sono finti, il problema è la coscienza infantile che caratterizza lìessere umano, non ci sono mai stati problemi nei mezzi, non abbiamo limiti nelle possibilità, l’unico limite è l’uomo stesso.

    • “La scienza economica, in quanto tale, appare fin troppo di rado nelle seducenti immagini dipinte dagli Utopisti. Essi immancabilmente spiegano che, nello stato idilliaco delle loro fantasie, piccioni arrosto in qualche modo voleranno nelle bocche dei compagni, ma omettono di mostrare come questo miracolo possa avvenire” Quando Mises scriveva queste parole si riferiva a ragionamenti identici al suo. Infatti in questo suo ragionamento lei, come tutti coloro che pensano che una stampante sia sufficiente a creare ricchezza e a risolvere tutti i problemi del mondo, non ragiona in termini economici né in termini etici ma puramente in termini di desideri (i suoi). Se ragionasse in termini economici lei si renderebbe conto che la stampa di moneta, anche se nell’immediato può creare l’impressione di crescita economica (per esempio attraverso la creazione di posti di lavoro), è un atto di distruzione economica che, nel lungo periodo, necessariamente produce il collasso economico (se bastasse stampare pezzi di carta per rendere tutti ricchi perché non farlo?). La stampa di moneta, infatti, da una parte produce inflazione (cioè una diminuzione del valore della moneta); dall’altra, dando luogo a un tasso d’interesse più basso rispetto al tasso d’interesse naturale (quello in cui i risparmi sono uguali agli investimenti; in altri termini, quello che mette in equilibrio domanda e offerta di capitale finanziario) produce delle informazioni sbagliate.
      Nello specifico, dà l’impressione che investimenti ad alto tasso di capitale, e quindi con processi produttivi più lunghi, siano economicamente giustificati. In base a queste informazioni gli imprenditori fanno questi investimenti (di qui l’impressione di creazione di ricchezza). Essendo le informazioni sbagliate, tuttavia, anche gli investimenti saranno sbagliati: questi investimenti, infatti, non sono giustificati in quanto il tasso d’interesse naturale (quello che giustifica gli investimenti) è al di sopra di quello che loro, grazia alla stampa di moneta, pagano. La stampa di moneta (anche a causa dell’inflazione che essa produce), non può andare avanti all’infinito. Quando si ferma (e prima o poi deve fermarsi) quegli investimenti si riveleranno sbagliati: le imprese chiuderanno e le persone verranno licenziate. Si scoprirà che si è perso un sacco di tempo e di soldi per sviluppare un sistema produttivo del tutto inutile. Si avrà la crisi, la quale sarà tanto più lunga e più dura quanto più a lungo si sarà stampato moneta. Ricorrendo a una metafora, può vedere la stampa di moneta come un magnete accanto a una bussola: la bussola non segnerà più il nord ma il sud-est e la barca necessariamente si perderà. Il tempo perso sarà tanto più lungo quanto più a lungo il magnete sarà stato tenuto accanto alla bussola prima di essere tolto (ammesso che venga tolto, ovviamente). La stessa cosa, mutatis mutandis, avviene con la spesa pubblica in deficit: i lavori vengono creati non nei settori produttivi in cui il lavoro è scarso ma dove decidono le menti direttrici del potere politico (si ha cioè “misdirection of labour”). Questi lavori dipendono dalla spesa pubblica e quindi dal debito pubblico o dalle tasse (o dalla stampa di moneta), ma né il debito pubblico, né le tasse né la stampa di moneta possono proseguire all’infinito. Quando smetteranno, di nuovo, ci sarà la crisi e si scoprirà che si sono spesi un sacco di soldi e di tempo per una struttura produttiva completamente inutile. Se si interferisce nei prezzi (incluso ovviamente quello del capitale finanziario, cioè il tasso d’interesse) si avrà necessariamente la catastrofe economica. I collettivisti possono riprodurre quante versioni vogliono del socialismo, ma il risultato (la catastrofe) sarà (anche se magari in modi e tempi diversi) sempre lo stesso. Chissà quante generazioni ci vorranno perché capiate.

  • Antonino Trunfio:

    @Leandro : non sono il legale difensore di Birindelli, sebbene lo conosca personalmente. E di certo l’autore non tarderà nel risponderle dal blog.
    Qui non si tratta di dire sono o non d’accordo, come fa lei. Non è un referendum e non serve a nessuno salvo che a quelli, partiti e mesterianti della politica, che lasciano a lei il finto consenso di esprimersi su tutto e dividere noi tutti in asteroidi disperse nell’universo. E loro continuare a fare quello che lei permette loro di fare da sempre : i fatti loro con le tasche nostre. E non credo che questo lei lo gradisca, come neppure noi.
    Le chiedo Leandro, di provare solo a porsi lei stesso, dei quesiti dal post he ha letto. E trarre conclusioni innovative e non affrettate prima di tutto per se, senza attribuire a Birindelli cose che non ha detto (non leggo nel post, contrariamente a quanto lei scrive che lui intende o invoca la reintroduzione di un sistema aureo, che rimane la sua ipotesi o pregiudizio di lettore del post).
    Questo, mi creda Leandro, servirà, prima di tutto a Lei, e poi a tutti noi. Che come lei e come tanti chiediamo solo una cosa : la libertà di decidere della nostra vita, senza pretendere che gli altri si adeguino (per essere minoranza, o peggio per aver perso le elezioni) ai nostri canoni e soprattutto di doversi adeguare finanziandoci con il loro lavoro e i loro soldi, la nostra miserabile tiranni che spacciamo per libertà e democrazia. Cordialmente
    A.T.

    • Ciao Antonino, personalmente (sia per motivi etici che economici) io sono a favore della competizione monetaria: quindi per me è il processo del libero mercato che deve selezionare quale o quali monete sopravvivono e quali scompaiono. Ragionamenti di tipo economico mi portano a dire che la moneta più forte (quella che mantiene di più il suo valore nel tempo) è quella che non può essere stampata. La parità aurea produce una moneta con queste caratteristiche, ma anche altri sistemi possono essere possibili. Il punto è che deve essere il mercato a scegliere. E se le persone fossero libere di scegliere, solo i cretini si farebbero pagare in una moneta che il potere politico può stampare a piacimento perché lo Stato possa finanziare tutto ciò che essi decidono. Un saluto

  • AntiUsrael:

    ”Italiano dove eri mentre distruggevano il tuo futuro e devastavano il tuo paese?”
    video: youtube.com

  • WBM:

    Pagare le tasse non è sbagliato, sono sbagliati coloro che le riscuotono (Stato) che si mangiano i soldi delle tasse che paghiamo, oppure li spendono in cose inutili, mantenendo molti parassiti della nostra politica e della finanza. IN UN PAESE CIVILE, pagando le tasse potremmo godere di ottimi servizi pubblici (se amministrati a dovere), quali il servizio idrico, i trasporti, una sanità efficiente, etc., ma tutto questo rimarrà solo un miraggio finchè le cose non cambieranno.

    Paghiamo un’enormità di tasse (metà dello stipendio lordo di un lavoratore dipendente se lo piglia lo Stato), e poi veniamo ricambiati con malapolitica, malasanità e disservizi vari, quindi paghiamo tasse a fondo perduto, sostanzialmente. I 2.000 miliardi di debito pubblico sono solo un pretesto per spremerci tutti come limoni, perchè pagando quel debito sommato ai circa 87 miliardi di interesse all’anno, altro non si fa che far arricchire ulteriormente le banche americane, inglesi, francesi, tedesche e belghe che lo possiedono.

    Insomma noi italiani pagando le tasse subiamo un furto da chi ci amministra e l’estorsione da parte dei gruppi finanziari che possiedono il debito, CHE NON DOVREMMO PAGARE PER QUESTA SEMPLICE RAGIONE!

  • illupodeicieli:

    @ Antonino Trunfio e wlady: a me non è piaciuto nemmeno Balocco quando si congratulava con se stesso perchè la sua azienda ha i conti in ordine e lui ha un ottimo rapporto con le banche. Le banche,a suo dire, prestano se ci sono garanzie. Ho sentito anche altri sostenere che prima era meglio: ricordo che negli anni 80 c’erano interessi bancari di scoperto di c/c del 25%: e le finanziarie, ricordo che arrivavano al 30%. Questo per dire che so bene che ci sono problemi o meglio teorie economiche sulla moneta, ma all’atto pratico i problemi sono di chi ,privato cittadino o azienda, non ha accesso al credito, chiude di sua iniziativa o fallisce, non può delocalizzare,come invece potrebbe fare che so proprio Balocco perchè lui ha un’attività che non glielo permette (magari ha un’edicola di giornali). Ecco che questi problemi pratici non sono affrontati: oggi a Cagliari si tenevano 40 aste immobiliari, così per sport nazionale.

    • … non è piaciuto nemmeno a me, quello che racconti Illupodeicieli è quello che succedeva negli anni 80, ma ora sono più sofisticati, usano gli interessi sugli interessi degli interessi, questa si chiama usura ma basta spostare la lancetta più in la ed ecco che il giochino è fatto l’usura diventa regola.

  • Antonino Trunfio:

    @ANTIUSRAEL : grazie del video. Ho visto i suoi 240 secondi. Se lo ha fatto lei le faccio anche i miei complimenti. Soprattutto per due cose :
    la prima immagina dell’uomo che chino su stesso risale le scale di un metrò.
    e gli occhi di quei due bambini.
    Lei si è arruolato da solo. Tranquillo niente divise e niente armi o esplosivi. Quelli li usano le vittime dei servizi segreti che prima creano il problema, poi lo fanno risolver a qualcuno e poi lo ficcano dentro ammansendo le masse : “coraggio, i pericolosi terroristi sono dietro le sbarre, anche stavolta lo stato c’è”. No caro amico nostro, moi abbiamo proiettili ed esplosivi ancora più temibili del piombo e del napalm e lo sanno bene quelli che viaggiano con le scorte e le auto blindate. Quei proiettili e quell’esplosivo, scoppierà loro a zero millimetri dalla fronte. E sa cos’è ? la cosa più temuta dai tiranni di ogni epoca : la nostra sete di libertà.
    Ora che le ho risposto ed ho guardato il video, faccia lei altrettanto leggendo queste breve articolo che ho postato ieri qui :
    rischiocalcolato.it
    a risentirla
    A.T.

  • bruno:

    Il pianeta ormai è imprigionato in una metastasi targata banche,chimica,multifarma,7 sorelle ecc. Anche decapitando il cancro ,il risultato potrebbe non essere sufficiente.Bisogna
    asportare,cauterizzare,e bonificare fino all’ultima ramificazione a cominciare dal Bilderberg
    passando per tutte le tavole rotonde ,cfr e club vari,per arrivare ai traditori nostrani
    DX,SX,CX

  • gastone:

    questa di birindelli è una vera perla, fatela circolare, selo merita.

    questo modo di pensare ancorchè molto vicino alla visione austriaca dell’ordine sociale
    è caratteristico di gente dotata di un robusto bagaglio di attrezzi logici e per dirla chiaramente è distintiva di gente di “buon senso” che riflette e lo fà a prescindere dagli schemi giuridici ed economici imposti.

    per tutti quelli che credono che che un sistema aureo si improponibile ancorchè tolto di mezzo nella sua piena efficienza (federal reserv e a seguire) perchè intrinsecamente insufficiente, per via della scarsità dell’oro,
    tengano a mente che la presunta scarsità è un problema relativo, perchè questa porterebbe automaticamente ad adattare la crescita eventuale connaturata allo sviluppo tecnologico attraverso un continuo riposizionamento verso il basso dei prezzi espressi in oro, favorendo un normale adattamento di questi alla offerta monetaria.

    sostanzialmente una costante deflazione monetaria dovuta ad un sistema produttivo normalmente più vivace della “produzione” monetaria che favorirebbe costantemente tutti i consumatori restituendo loro un maggiore potere di acquisto che gli consentirebbe una maggiore capacità di risparmio, fondamentale per alimentare il ciclo produttivo.

    l’illusione diffusa poi che un tot di risorse economiche “sprecate” nella finanza di rapina piuttosto che “ingoiate” dal complesso militare, possano, se “spostate”, sanare la fame nel mondo o avviare progetti alternativi per la produzione dell’energia , è una trappola diffusa nei sistemi statalisti che hanno completamente indottrinato intere generazioni con la convinzione che lo stato si debba arrogare il diritto o più semplicemente possa “organizzare” attività economiche a suo piacimento.

    fintanto che “autorità” presunte o più semplicemente la convinzione che il “comune intento” possa produrre in maniera deliberata alcunchè di positivo,
    la lista dei disatri sociali diventerà sempre più lunga.

  • Lo Zingaro:

    Interessante meditazione per quanto riguarda la legge.
    Leggendo anche gli interventi dei lettori non condivido la parte finanziaria. Innanzitutto non sono i governi a produrre denaro ma le banche centrali (ed è proprio qui il problema) e qualora si stampasse denaro fiat, se è vero che diminuisce il valore del denaro, aumenta l’inflazione e quindi i prezzi, è anche vero che aumenta il valore del lavoro e di conseguenza stipendi e corrispettivi.
    Se poi i numeri diventano troppo grandi, troppo pieni di zeri per poter essere scritti su un foglio di carta, si fa come fecero i francesi (e stavamo per farlo anche noi negli anni 70′) negli anni 50′ che tolsero due zeri alla loro valuta (ancora oggi i più anziani parlano di vecchi Franchi).
    Ristabilire lo standard aureo non ha nessun senso, ha funzionato storicamente perché vi è stata un’evoluzione che era partita dall’oro, ma ora che come civiltà siamo (o dovremmo essere) più evoluti è necessario abbinare il denaro con un diverso parametro.
    Se ad una X quantità di oro facciamo corrispondere una Y quantità di denaro, la ricchezza pro capite sarà inversamente proporzionale alla quantità di persone che si dividono quella ricchezza. Il che spinge ad eliminare i propri simili per accapparrarsi ricchezza e non certo a figliare per distribuire povertà.
    Rivedere periodicamente la quantità di denaro per adeguarla al cresciuto numero di persone non fa alotro che far perdere valore al denaro stesso. In pratica è la stessa identica cosa che produrre denaro fiat con tutte le problematiche del caso (perdita di valore del denaro e quindi inflazione).
    Un buon modo per mantenere costante il valore del denaro è abbinarlo al numero di persone che lo utilizzano, in quanto sono proprio le persone che danno valore al denaro.
    Ad esempio: stabilito che il valore del lavoro dell’uomo, nello svolgimanto di una semplice funzione che non richieda esperienze pregresse o studi specifici, valga 10 unità/ora si moltiplica questo dato per il numero di ore lavorabili in un anno, lo si moltiplica per il numero di persone interessate e si ha la quantità totale massima di denaro circolante.
    Il denaro aumenta o diminuisce (con il prelievo fiscale) in base al numero di persone e non patisce scarsità o inflazione (se non proprio un minimo).

  • tango:

    “Caina attende chi a vita ci spense”

    Sulla scia delle guerre mondiali, la prima e la seconda un nuovo sistema monetario europeo è stato formalmente istituito in occasione della conferenza di Bretton Woods tenutasi nel 1944. Fu raggiunto un accordo tra i governanti occidentali del mondo su un sistema monetario in cui solo una valuta, il dollaro USA, sarebbe stato convertibile in oro (al tasso di $ 35 per oncia di oro). Tutte le altre valute del mondo avrebbero avuto il loro valore determinato in relazione al dollaro statunitense. In secondo luogo, solo i governi, attraverso le loro banche centrali, avrebbero potuto riscattare dollari per l’oro. Alla gente comune fu imposto di utilizzare solo le valute cartacee e gli veniva tolta la liberta’ di riscattare qualsiasi valuta per l’oro. Un ente conosciuto come il Fondo monetario internazionale (FMI) fu istituito e ogni Stato membro del FMI sarebbe stato tenuto a depositare presso il Fondo monetario internazionale il 25% di tutte le riserve auree che lo Stato possedeva.
    L’inizio della fine per la gente comune.

  • gastone:

    se non vogliamo sottostare liberamente ad un ordine scaturito spontaneamente dalla azione congiunta di miliardi di individui, senza che alcuno di essi o gruppi organizzati al suo interno ne abbia prefigurato e deliberatamente ordinato il suo funzionamento ,
    allora non c’è alternativa che rimettersi alla “volonta” di una organizzazione presumibilmente (o presuntuosamente) omnisciente che diriga la nostra azione che in maniera ingenua e arrogante al contempo esprimerà quali sono i nostri desideri connotandoli con la volontà di perseguirli ne”interesse comune.

    nessuna istituzione umana è esente da critiche cionondimeno esse esprimono la migliore capacità di “ordinare” in maniera efficiente e del tutto involontaria la società aperte dalla quale abbiamo tratto immensi benefici.

    la moneta e il diritto sono tra queste, anzi, costituiscono la spina dorsale con la quale l’umanità s’è pazientemente dotata della capacita di autoregolarsi senza sottomettersi alla catastrofica ingerenza delle tirannie alle quali sembra oggi mostrare un interesse morboso l’intero occidente…l’italia e ben posizionata come avanguardia

    attenzione

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     MADRID - Il caso Noos, la frode fiscale che ha travolto il genero del re di Spagna, Inaki Urdangarin, si e' allargato alla moglie, l'infanta Cristina. La secondogenita di Juan Carlo e' sospettata di presunti reati fiscali. Il giudice, malgrado il parere contrario della procura, ha chiesto all'agenzia delle entrate iberica di indagare sui […]
  • L'Unione Africana amplificherà le sue attività
     MOSCA-L'Unione Africana amplifica la sua attività, ha dichiarato il rappresentante speciale del Presidente della Russia per l’Africa Mikhail Marghelov. Sotto l'egida dell'organizzazione saranno create le forze di intervento rapido che si occuperanno della risoluzione dei conflitti in diverse regioni.   Marghelov ha sottolineato che il rovesci […]
Antonella Randazzo
  • Amministrative: domani 564 comuni al voto, occhi puntati su Roma
    (AGI) - Roma, 25 mag. - Domani tornata di elezioni amministrative; poco piu' di 7 milioni di italiani saranno chiamati alle urne per il rinnovo di 564 consigli comunali e del consiglio regionale della Valle d'Aosta. Il risultato piu' atteso e' quello di Roma, dove lo scontro vero e' a quattro: il sindaco uscente Gianni Alemanno, Igna […]
  • Pd: Renzi, "idee non avvocati per battere Berlusconi e Grillo"
    (AGI) - Bologna, 25 mag. - "Per battere Berlusconi e Grillo e per mandarli a casa, il Pd deve tirare fuori le idee non gli avvocati", ne e' convinto il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, arrivato a Bologna per incontrare gli studenti della Johns Hopkins University in occasione della chiusura dell'anno accademico. "Pensare, come ha fat […]
  • Duello Berlusconi-Grillo "M5S burattini" "Attento nano"
    (AGI) - Roma, 25 mag. - Da San Giovanni al Colosseo. Si e' chiusa nelle piazze romane la campagna elettorale per la corsa al Campidoglio, con un botta e risposta finale tra Silvio Berlusconi e Beppe Grillo. Tutti i big sono in campo per sostenere il proprio candidato: il centrodestra, con il cavaliere, ha scelto l'Arco di Costantino per la chiusura […]
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