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Di Gianni Lannes, fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/01/mar-tirreno-trivellano-il-vulcano.html

MAR TIRRENO: TRIVELLANO IL VULCANO MARSILI (di Gianni Lannes - 1 Febbraio 2013) A nord delle isole Eolie, al largo delle coste di Calabria e Sicilia, si staglia sotto il fondo del mare, il più grande vulcano d’Europa, ma non si vede perché è completamente sommerso da 500 metri d’acqua. Si innalza per  3 mila metri: è largo 50 chilometri ed è lungo 30. Secondo l’intrattenitore televisivo Piero Angela «è un’ottima sorgente di energia geotermica». Tant’ è che il Ministero dello Sviluppo Economico ha conferito il 29 settembre 2009 alla Eurobuilding Spa un permesso di ricerca esclusivo per fluidi geotermici a mare sull’area del Marsili: il programma delle attività prevede in primo luogo la realizzazione di un monitoraggio completo di tale struttura, utilizzando le metodologie e le tecnologie più innovative. Su questo programma la società con sede legale a Servigliano in provincia di Ascoli Piceno, ha già ottenuto una valutazione positiva dalla Direzione Generale per la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale ) del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. In sostanza, lo Stato italiano ha escluso per decreto la valutazione di impatto ambientale. Insomma, una follia legalizzata che potrebbe causare disastri irreparabili. Eppure, per mera sete di profitto economico i padroni del vapore procedono alla perforazione. Pochi mesi dopo, il 28 aprile 2010, il governo Berlusconi getta fumo negli occhi nell’imbambolata opinione pubblica. “Vulcani: sono 12 i sommersi”. Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato oggi un’ordinanza di Protezione civile che darà il via a un piano di monitoraggio subacqueo di dodici vulcani sommersi, nel mar Tirreno e nel canale di Sicilia. Lo ha annunciato il Capo Dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, in una conferenza stampa nella sede dell’Associazione stampa estera a Roma. Si tratta di un’attività che non ha precedenti nel mondo. “Noi dobbiamo alzare il velo su questi vulcani sommersi che non vediamo – ha sottolineato Bertolaso – e cominciare a localizzarli esattamente. Dobbiamo vederli, toccarli, capirne i comportamenti”. Tra questi, ci sono il Vavilov e il Marsili: quest’ultimo è il vulcano con la superficie sommersa tra i più grandi al mondo. E’ necessario studiarli, per prevenire i rischi di possibili tsunami e poi porre in atto piani di prevenzione. Bertolaso, ha citato il caso Stromboli, un vulcano alto quanto l’Etna (per due terzi è sommerso) che oggi è “uno dei vulcani più sorvegliati al mondo”. Il 30 dicembre 2002, il distacco di una parte in mare, a una profondità di 2000 metri, provocò uno tsunami “che non fu di poco conto”. Ci furono onde alte quanto il maremoto del 28 dicembre 2004 nel Sud-Est asiatico. Non ci furono conseguenze sulle persone, a parte un ferito lieve, solo perchè era inverno “Se lo stesso evento si fosse verificato in piena estate – ha sottolineato Bertolaso – il bilancio sarebbe stato sicuramente ben più pesante”: una decina o anche forse un migliaio di vittime con l’isola e le spiagge della sosta siciliana affollate di bagnanti e raggiunte dall’onda anomala. “Per fortuna – ha detto Bertolaso – è avvenuto a dicembre”. Il progetto di monitoraggio si avvarrà anche della consulenza di esperti internazionali di vulcanologia e della comunità scientifica. La scoperta dell’acqua calda! Annuncio Eurobuilding – «Entro il 2012 potrà essere realizzato il primo pozzo geotermico offshore della storia. I numerosi vulcani presenti nel Tirreno meridionale – al largo delle coste siciliane, calabresi e campane – sono enormi sorgenti di calore; l’acqua marina che s’infiltra al loro interno si surriscalda (può raggiungere temperature di 400° C e pressioni superiori a 200 bar) e acquista un potenziale calorifero che può essere trasformato in energia elettrica, paragonabile a quello generato dalle più grandi centrali geotermiche mondiali o ad impianti nucleari di media taglia. Il cammino del progetto “Marsili” si comprende di tre fasi:  Esplorazione, Perforazione, Produzione.  Il Mediterraneo, e più precisamente il Mar Tirreno sud-orientale, è sede di un importante distretto vulcanico, sottomarino, il Marsili, che può diventare la prima importante fonte di approvvigionamento di energia geotermica offshore della storia, aprendo la strada ad una nuova, pulita ed inesauribile fonte di energia. La società italiana Eurobuilding SpA e il gruppo di ricerca da essa costituito e finanziato, che comprende i più importanti Organismi di Ricerca del settore e precisamente: l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV; l’Istituto per la Geologia Marina del CNR-Ismar, l’Università di Chieti – Centro di Ricerche sperimentali per le geotecnologie ed il Politecnico di Bari, hanno affrontato dal 2005 ad oggi una sfida scientifica e tecnologica unica a livello mondiale, con l’obiettivo finale di produrre energia dal primo campo geotermico a mare, ubicato nell’area del Marsili. La perforazione dei pozzi esplorativi è la fase finale di ogni programma di esplorazione ed è il solo metodo che permette di definire con certezza le caratteristiche di un serbatoio geotermico e di valutarne il potenziale. L’attività di perforazione verrà sviluppata attraverso una struttura superficiale di supporto (piattaforma semisommergibile,drilling ship). Profondità di attacco tra 500 e 1000 m non costituiscono un problema per l’utilizzo di tubaggio di raccordo con la testa pozzo (riser). Tale obiettivo sarà perseguito attraverso la definizione di una campagna oceanografica, da realizzarsi entro il 2011, propedeutica alla realizzazione del primo pozzo geotermico offshore mari realizzato, previsto per il 2012. La produzione di energia elettrica, con il supporto di una piattaforma multifunzionale offshore, dotata di tutte le strutture necessarie alla perforazione e alle unità di produzione di energia elettrica, sarà possibile entro il 2015. In una struttura delle dimensioni del vulcano Marsili si attendono decine di milioni di m3 di fluidi geotermici da avviare a produzione elettrica, con una ricarica praticamente continua (questo elemento è molto importante perché permette di sfruttare tutte le potenzialità del campo geotermico senza problemi di abbassamento del livello dei fluidi che, invece, si incontrano nei campi onshore). In questo modo sarà possibile installare una capacità produttiva di almeno 800 MWe, tale da raddoppiare l’attuale potenza elettrica nazionale proveniente da fonte geotermica. L’investimento complessivo per opere e infrastrutture connesse a tale obiettivo è stimato in circa 2 miliardi di euro. Nell’area di mare oggetto del Permesso di Ricerca non risultano zone soggette a vincoli di tutela biologica, naturalistica e archeologica. L’area non esercita alcuna influenza sul regime dei litorali, né sulla fruizione turistica delle aree costiere, inclusi gli aspetti paesaggistici. Inoltre, le attività di esplorazione geofisica e geochimica del campo geotermico del vulcano sottomarino Marsili non sono invasive e non comportano alcun impatto sull’atmosfera e sull’ambiente idrico. Relativamente alle attività di perforazione geotermica non si prevedono impatti tali da creare modificazioni permanenti all’ambiente, considerata anche la breve durata delle operazioni previste». Allarme inascoltato – “Pericolo tsunami nel Tirreno”: geologo lancia l’allarme, “il vulcano Marsili si è risvegliato”. A quanto rilevato la sua attività si è ridestata, ed ora la preoccupazione è per una catastrofe che potrebbe originarsi da una sua eruzione e conseguenti eventi franosi sui suoi versanti, onda anomala che colpirebbe le coste meridionali che si affacciano sul Tirreno, appunto. È stato il professor Franco Ortolani, direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio ed ordinario di Geologia presso l’università Federico II di Napoli, a notare questa attività e a lanciare l’allerta. Chiaramente è importante, pur dedicando molta attenzione a ciò che avverrà nel Marsili, evitare facili allarmismi: come ha dichiarato lo stesso Ortolani è fondamentale organizzare, nel più breve tempo possibile, dei ‘sistemi di difesa dei litorali‘. Ortolani dà un’idea di come si realizzano tali sistemi mediante uno studio approfondito pubblicato sul Portale Meteo del Mar Mediterraneo. Secondo l’idea del professore, si potrebbero sfruttare le isole dell’arcipelago delle Eolie come delle vere e proprie ‘sentinelle’, che possano preannunciare con un tempo sufficiente all’organizzazione l’arrivo dell’onda anomala. Questo studio è stato definito dal professor Ortolani in seguito al maremoto verificatosi il 30 dicembre del 2002, e che aveva colpito Stromboli, le isole nelle vicinanze e anche le coste della Sicilia vicino a Milazzo e quelle campane di Marina di Camerota. I dati raccolti in quell’occasione e pubblicati dal dipartimento di fisica dell’università di Bologna e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma hanno rivelato come, negli ultimi duemila anni, sono stati 72 i movimenti anomali del mare che si sono abbattuti lungo le coste del nostro Paese. Effetti collaterali? Mai stranamente considerati dal Governo tricolore. Secondo l’esperto Enzo Boschi, a capo per lungo tempo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, «La nostra ultima ricerca mostra che il vulcano non è strutturalmente solido, le sue pareti sono fragili, la camera magmatica è di dimensioni considerevoli. Tutto ciò ci dice che il vulcano è attivo e potrebbe entrare in eruzione in qualsiasi momento». Allora è pericoloso bucare i vulcani in attività? Sono per caso giganteschi ordigni ad orologeria? C’è qualche nesso tra i giochi di guerra della Nato, proprio in questa area del Mediterraneo, a ridosso dei vulcani Marsili, Magnaghi e Vavilov, nonché di faglie sismiche attive, ed i terremoti che stanno sconquassando come non mai lo Stivale? Riferimenti utili: http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm10/documenti_acquisiti/IC%20strategia%20energetica/2011_10_28-Eurobuilding.pdf http://www.youtube.com/watch?v=GGfDJvn8XJo http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/buig/50-6.pdf http://www.eurobuilding.it/index.php?option=com_content&view=article&id=61&Itemid=93 Tratto da: MAR TIRRENO: TRIVELLANO IL VULCANO MARSILI | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2013/02/01/mar-tirreno-trivellano-il-vulcano-marsili/#ixzz2JgTpc0dK  - Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!  Fonte: http://www.informarexresistere.fr/2013/02/01/mar-tirreno-trivellano-il-vulcano-marsili/#axzz2JgTceMdr -jasmine-

MAR TIRRENO: TRIVELLANO IL VULCANO MARSILI

(di Gianni Lannes – 1 Febbraio 2013)

A nord delle isole Eolie, al largo delle coste di Calabria e Sicilia, si staglia sotto il fondo del mare, il più grande vulcano d’Europa, ma non si vede perché è completamente sommerso da 500 metri d’acqua. Si innalza per 3 mila metri: è largo 50 chilometri ed è lungo 30. Secondo l’intrattenitore televisivo Piero Angela «è un’ottima sorgente di energia geotermica».

Tant’ è che il Ministero dello Sviluppo Economico ha conferito il 29 settembre 2009 alla Eurobuilding Spa un permesso di ricerca esclusivo per fluidi geotermici a mare sull’area del Marsili: il programma delle attività prevede in primo luogo la realizzazione di un monitoraggio completo di tale struttura, utilizzando le metodologie e le tecnologie più innovative. Su questo programma la società con sede legale a Servigliano in provincia di Ascoli Piceno, ha già ottenuto una valutazione positiva dalla Direzione Generale per la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale ) del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. In sostanza, lo Stato italiano ha escluso per decreto la valutazione di impatto ambientale.
Insomma, una follia legalizzata che potrebbe causare disastri irreparabili. Eppure, per mera sete di profitto economico i padroni del vapore procedono alla perforazione.
Pochi mesi dopo, il 28 aprile 2010, il governo Berlusconi getta fumo negli occhi nell’imbambolata opinione pubblica. “Vulcani: sono 12 i sommersi”. Il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato oggi un’ordinanza di Protezione civile che darà il via a un piano di monitoraggio subacqueo di dodici vulcani sommersi, nel mar Tirreno e nel canale di Sicilia. Lo ha annunciato il Capo Dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, in una conferenza stampa nella sede dell’Associazione stampa estera a Roma. Si tratta di un’attività che non ha precedenti nel mondo. “Noi dobbiamo alzare il velo su questi vulcani sommersi che non vediamo – ha sottolineato Bertolaso – e cominciare a localizzarli esattamente. Dobbiamo vederli, toccarli, capirne i comportamenti”. Tra questi, ci sono il Vavilov e il Marsili: quest’ultimo è il vulcano con la superficie sommersa tra i più grandi al mondo. E’ necessario studiarli, per prevenire i rischi di possibili tsunami e poi porre in atto piani di prevenzione.
Bertolaso, ha citato il caso Stromboli, un vulcano alto quanto l’Etna (per due terzi è sommerso) che oggi è “uno dei vulcani più sorvegliati al mondo”. Il 30 dicembre 2002, il distacco di una parte in mare, a una profondità di 2000 metri, provocò uno tsunami “che non fu di poco conto”. Ci furono onde alte quanto il maremoto del 28 dicembre 2004 nel Sud-Est asiatico. Non ci furono conseguenze sulle persone, a parte un ferito lieve, solo perchè era inverno “Se lo stesso evento si fosse verificato in piena estate – ha sottolineato Bertolaso – il bilancio sarebbe stato sicuramente ben più pesante”: una decina o anche forse un migliaio di vittime con l’isola e le spiagge della sosta siciliana affollate di bagnanti e raggiunte dall’onda anomala.
“Per fortuna – ha detto Bertolaso – è avvenuto a dicembre”. Il progetto di monitoraggio si avvarrà anche della consulenza di esperti internazionali di vulcanologia e della comunità scientifica.
La scoperta dell’acqua calda!

Annuncio Eurobuilding – «Entro il 2012 potrà essere realizzato il primo pozzo geotermico offshore della storia. I numerosi vulcani presenti nel Tirreno meridionale – al largo delle coste siciliane, calabresi e campane – sono enormi sorgenti di calore; l’acqua marina che s’infiltra al loro interno si surriscalda (può raggiungere temperature di 400° C e pressioni superiori a 200 bar) e acquista un potenziale calorifero che può essere trasformato in energia elettrica, paragonabile a quello generato dalle più grandi centrali geotermiche mondiali o ad impianti nucleari di media taglia. Il cammino del progetto “Marsili” si comprende di tre fasi: Esplorazione, Perforazione, Produzione. Il Mediterraneo, e più precisamente il Mar Tirreno sud-orientale, è sede di un importante distretto vulcanico, sottomarino, il Marsili, che può diventare la prima importante fonte di approvvigionamento di energia geotermica offshore della storia, aprendo la strada ad una nuova, pulita ed inesauribile fonte di energia. La società italiana Eurobuilding SpA e il gruppo di ricerca da essa costituito e finanziato, che comprende i più importanti Organismi di Ricerca del settore e precisamente: l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – INGV; l’Istituto per la Geologia Marina del CNR-Ismar, l’Università di Chieti – Centro di Ricerche sperimentali per le geotecnologie ed il Politecnico di Bari, hanno affrontato dal 2005 ad oggi una sfida scientifica e tecnologica unica a livello mondiale, con l’obiettivo finale di produrre energia dal primo campo geotermico a mare, ubicato nell’area del Marsili. La perforazione dei pozzi esplorativi è la fase finale di ogni programma di esplorazione ed è il solo metodo che permette di definire con certezza le caratteristiche di un serbatoio geotermico e di valutarne il potenziale. L’attività di perforazione verrà sviluppata attraverso una struttura superficiale di supporto (piattaforma semisommergibile,drilling ship). Profondità di attacco tra 500 e 1000 m non costituiscono un problema per l’utilizzo di tubaggio di raccordo con la testa pozzo (riser). Tale obiettivo sarà perseguito attraverso la definizione di una campagna oceanografica, da realizzarsi entro il 2011, propedeutica alla realizzazione del primo pozzo geotermico offshore mari realizzato, previsto per il 2012. La produzione di energia elettrica, con il supporto di una piattaforma multifunzionale offshore, dotata di tutte le strutture necessarie alla perforazione e alle unità di produzione di energia elettrica, sarà possibile entro il 2015. In una struttura delle dimensioni del vulcano Marsili si attendono decine di milioni di m3 di fluidi geotermici da avviare a produzione elettrica, con una ricarica praticamente continua (questo elemento è molto importante perché permette di sfruttare tutte le potenzialità del campo geotermico senza problemi di abbassamento del livello dei fluidi che, invece, si incontrano nei campi onshore). In questo modo sarà possibile installare una capacità produttiva di almeno 800 MWe, tale da raddoppiare l’attuale potenza elettrica nazionale proveniente da fonte geotermica. L’investimento complessivo per opere e infrastrutture connesse a tale obiettivo è stimato in circa 2 miliardi di euro. Nell’area di mare oggetto del Permesso di Ricerca non risultano zone soggette a vincoli di tutela biologica, naturalistica e archeologica. L’area non esercita alcuna influenza sul regime dei litorali, né sulla fruizione turistica delle aree costiere, inclusi gli aspetti paesaggistici. Inoltre, le attività di esplorazione geofisica e geochimica del campo geotermico del vulcano sottomarino Marsili non sono invasive e non comportano alcun impatto sull’atmosfera e sull’ambiente idrico. Relativamente alle attività di perforazione geotermica non si prevedono impatti tali da creare modificazioni permanenti all’ambiente, considerata anche la breve durata delle operazioni previste».
Allarme inascoltato – “Pericolo tsunami nel Tirreno”: geologo lancia l’allarme, “il vulcano Marsili si è risvegliato”. A quanto rilevato la sua attività si è ridestata, ed ora la preoccupazione è per una catastrofe che potrebbe originarsi da una sua eruzione e conseguenti eventi franosi sui suoi versanti, onda anomala che colpirebbe le coste meridionali che si affacciano sul Tirreno, appunto.
È stato il professor Franco Ortolani, direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio ed ordinario di Geologia presso l’università Federico II di Napoli, a notare questa attività e a lanciare l’allerta. Chiaramente è importante, pur dedicando molta attenzione a ciò che avverrà nel Marsili, evitare facili allarmismi: come ha dichiarato lo stesso Ortolani è fondamentale organizzare, nel più breve tempo possibile, dei ‘sistemi di difesa dei litorali‘. Ortolani dà un’idea di come si realizzano tali sistemi mediante uno studio approfondito pubblicato sul Portale Meteo del Mar Mediterraneo. Secondo l’idea del professore, si potrebbero sfruttare le isole dell’arcipelago delle Eolie come delle vere e proprie ‘sentinelle’, che possano preannunciare con un tempo sufficiente all’organizzazione l’arrivo dell’onda anomala. Questo studio è stato definito dal professor Ortolani in seguito al maremoto verificatosi il 30 dicembre del 2002, e che aveva colpito Stromboli, le isole nelle vicinanze e anche le coste della Sicilia vicino a Milazzo e quelle campane di Marina di Camerota. I dati raccolti in quell’occasione e pubblicati dal dipartimento di fisica dell’università di Bologna e dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma hanno rivelato come, negli ultimi duemila anni, sono stati 72 i movimenti anomali del mare che si sono abbattuti lungo le coste del nostro Paese.
Effetti collaterali? Mai stranamente considerati dal Governo tricolore. Secondo l’esperto Enzo Boschi, a capo per lungo tempo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, «La nostra ultima ricerca mostra che il vulcano non è strutturalmente solido, le sue pareti sono fragili, la camera magmatica è di dimensioni considerevoli. Tutto ciò ci dice che il vulcano è attivo e potrebbe entrare in eruzione in qualsiasi momento».
Allora è pericoloso bucare i vulcani in attività? Sono per caso giganteschi ordigni ad orologeria? C’è qualche nesso tra i giochi di guerra della Nato, proprio in questa area del Mediterraneo, a ridosso dei vulcani Marsili, Magnaghi e Vavilov, nonché di faglie sismiche attive, ed i terremoti che stanno sconquassando come non mai lo Stivale?

Riferimenti utili:
http://www.senato.it/documenti/repository/commissioni/comm10/documenti_acquisiti/IC%20strategia%20energetica/2011_10_28-Eurobuilding.pdf

http://www.youtube.com/watch?v=GGfDJvn8XJo

http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/buig/50-6.pdf

http://www.eurobuilding.it/index.php?option=com_content&view=article&id=61&Itemid=93

Tratto da: MAR TIRRENO: TRIVELLANO IL VULCANO MARSILI | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2013/02/01/mar-tirreno-trivellano-il-vulcano-marsili/#ixzz2JgTpc0dK
- Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario!

Fonte: http://www.informarexresistere.fr/2013/02/01/mar-tirreno-trivellano-il-vulcano-marsili/#axzz2JgTceMdr

18 Commenti a “Trivellano il vulcano Marsili, bomba a orologeria. G. Lannes”

  • Domenico Proietti:

    Cosa é ragazzi, l’articolo vi ha lasciato senza parole?

    • francesca:

      Ah! ma è un articolo vero?! ho pensato fosse una bozza persa da Wilbur Smith e aspettavo il seguito. A questa conclusione sono arrivata dopo averlo letto due volte.
      Effettivamente lascia senza parole, la demenzialità dei nostri governanti è infinita. Cosa si può dire di fronte al delirio di ricavare energia pulita da un vulcano sottomarino in attività?
      Mi fa pensare alla scena di Hitler che gioca con il mondo, nel film di Chaplin.
      Chi è che mandiamo a fare il primo buco?

    • archimede:

      ..no ..aspettavo mi nonno che finisce di fare la salsiccia per poi andarla ad arrostire dentro il Vulcano-

  • Paolo Lamperti:

    Può darsi che sia pericoloso?
    Cosa non lo è?
    Cmq, mi piacerebbe che invece di usare la parola “offshore”(in 2 occasioni) si usasse la sua corrispondente nella ns lingua.
    Ho cercato di tradurla ma con risultati scarsi.
    Siamo ancora italiani, almeno linguisticamente e il poliglottismo fuori luogo aggiunge solo complicanze.
    Io la vedo così.
    A me cmq dell’energia che ne ricaveranno non me ne importa, perchè pericola o no, pulita o no, pretestuosa o no, sarà cmq sempre e solo monopolio, pubblico o privato, estero o nostrano, ma sempre monopolio, cioè costrizione e ricatto.

  • WBM:

    20 anni di berlusconismo sono stati questi: anarchia più assoluta, e chiunque voleva fare i propri ca**i lo ha fatto tranquillamente col benestare del Berlusca, il quale a sua volta in questa maniera ha avuto la garanzia del potere assoluto di fare le sue leggi ad personam.

    Tutto questo ovviamente anche se si rischia di alterare gli equilibri geomorfologici del nostro territorio!

    • mentre tutto cio’ invece del BERLUSCA lo avrebbe fotto il sig.PRODI o il sig bersani oppure un esponente di centro sinistra sarebbe stato tutto ok

      • marco triglia:

        se fossero stati bersani o prodi sarebbe uguale , sono tutti dei politici ingordi , che pensano solo ai loro profitti , cosa che molto probabilmente sapranno gia’ visto che a noi gente comune fanno pensare che si odiano ma sotto banco si passano pizzi e pizzini

    • toto:

      ”…anarchia più assoluta, e chiunque voleva fare i propri ca**i lo ha fatto tranquillamente col benestare del Berlusca…”
      Quindi senza il benestare del Berlusca niente ca**i propri? Allora l’anarchia dove starebbe? Questa frase è priva di senso, anarchia e chiedere il permesso a chi comanda sono due cose esattamente opposte.

  • Daniele:

    Ma se la terra a causa di tutto cio’ tremasse e provocasse dei devastanti sismi come gli ultimi che hanno colpito lo stivale? indifferenti è difficile, a mio avviso, rimanere.

  • jo:

    L’ articolo e’ vecchio sembra, ma il fare da superman umano non ha confini nelle scurenge.

    RIPETO: me ne scusino gli umani, ma vedo che in california, regno dei potenti e dei divi e dei ricchi, nessuno se ne va’, sebbene sia decretato il suo abbissamento, o un anticipo come mai finora se ne ricordi.

    E’ da 20 anni senza scaricamenti importanti nei punti chiave di scarico, ed e’ in simbiosi su un’ altra placca potente come la medesima, posta piu’ a nord. Non solo garantiscono un terremoto mai visto a conoscenza umana, ma scommettono con vincita che vada in oceano.

    Non parliamo del vesuvio e dei campi fleghei, che hanno ancora da erutare su centinaia di miliaia di costruzioni votate alla cremazione. E di decine di posti chiave in ritardo di catastrofi. Aspettiamoci eventi che faranno fermare il sistema mondiale nella sua follia da poveri miseri.
    E’ da qui che poi ci si rendera’ conto che tutto cio’ che abbiamo barattto e rovinato, non ci servira’ ne per riparare, ne per venire in aiuto, ne per ricostruire, perche’ siamo impreparati, e ci siamo preparati invece affinche’ cio’ avvenga, deturbando natura, risorse, umanita’, e prevaricandoil peggio umano.

    Stai basso uomo, che quando giunge il tuo tempo, non sei mai stato nulla, e se lo fossi stato, l’ hai negato. Accontentarci per chi puo’, di stare bene e di godere dei propri affetti, e’ bene, ma quando si sta’ bene in questa polveriera del nulla umano e del pianeta, allora non stai bene, bivacchi per comodita’.

    • jo:

      ….. VI RICORDO CHE LA CALIFORNIA SE ENTRASSE IN OCEANO SI TRASCINEREBBE IN OCEANO PER UNO TZUNAMI DA FILM HOLLIWOODIANI, PARECCHIE DECINE DI CENTRALI NUCLEARI DEL GIAPPONESI. altroche’ il marsili. In MAR_SI_LI ci sara’ la patata bollente per secoli.

  • maurizio:

    Complimenti Gianni Lanees ! Nonostante le intimidazioni e gli attentati alla vita prosegui la strada della verita’…Grazie delle informazioni che ci dai , così preziose per riuscire ad avere una piu’ lucida visione della realtà,così falsamente presentata dai mass-media tradizionali….Liberiamoci dagli stregoni manipolatori, NO al NWO!!!!!!!

  • sauro:

    L’Itlaian non e’ un PEASE SOVRANO, come testimonia la sua iscrizione per parte degli USA alla SEC di Washington(organo dove si refistrano le proprieta private!)
    -Non controlla ne i suoi celi (giornalmenti irrorati con chemtrailsda tanker militari)

    -Non controlla le sue terre (abbiamo detto no al nucleare ma siamo pieni di sottomarini, basi e missili nucleari capaci di fal saltarci in aria in un secondo, o ancora le numerose concessioni fatte dai politici alle societa multinazionali per trivellare in varie regioni italiane, nonostrante le conseguenze siano note a tutti : terremoti, inquinamento delle falde etc etc.

    - Nella stessa misura non siamo padroni del nostro mare, come testimonia questo articolo!

    Perche continuare ancora a parlare con le bambole di pezza?
    I pupazzi possono fare solo i pupazzi, non certo governare un paese!

  • Date uno sguardo a questo video e seguite i link nella descrizione del video….altro che la disinformazione RAI !

    youtu.be

  • Mario Calcagni:

    una fantastica idea di produrre energia a buon costo naturalmente con tutte le sicurezze obligatorie, poi dal vapore per produrre energia si potrebbe anche ricavare acqua potabile e Sale se viene usata l acqua del mare … 3 mosche con un colpo!! :)
    l italia diventera ricca o saltera in aria!!……….. ich drücke die Daumen für die Esperten und tekniker- in lingua Italiana, presso i pollici per augurare fortuna agli esperti e tecnici .

  • claudio:

    non ci posso credere … hanno perforato un vulcano sottomarino attivo … cosa dire ? niente non c’è niente da dire solo da piangere e battersi la testa nel muro … ma che roba io non ho parole

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