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Pubblicato in data 14/feb/2013

http://www.ilpuntotv.it – La Grecia, oggi. Poche scarne notizie sulla stampa estera, sfuggite dalle fitte maglie del controllo, ma i viaggi ad Atene, le testimonianze di scrittori, economisti, rappresentanti di movimenti di protesta, o di semplici cittadini, forniscono un quadro drammatico della Grecia, che non ha bisogno di forzature. Perché la realtà è già sin troppo tragica.

11 Commenti a “La tragedia greca parla da sola – Monia Benini”

  • WBM:

    In Grecia è in vigore una dittatura imposta dalla finanza internazionale, che censura qualsiasi forma di opposizione e qualsiasi verità scomoda che non deve essere conosciuta all’estero, soprattutto in paesi come il Portogallo, la Spagna e l’Italia, che rischiano di fare la stessa fine.

    Tale dittatura verrà instaurata pure in Italia, a prescindere dalla coalizione che vincerà le imminenti elezioni, anche se, a dire il vero, se Monti dovesse nuovamente essere il presidente del consiglio, sarà peggio di prima, perchè a differenza di prima, non sarà sostenuto da una maggioranza ibrida, ma dal suo partito e da un alleato importante.

    Tra l’altro, è ormai chiaro, che il prossimo governo sarà formato dai montiani e dal PD, anche perchè, quest’ultimo è l’ordine tassativo proveniente dalla Germania per impedire a Berlusconi di vincere. Ma attenzione, se Berlusconi dovesse vincere nuovamente, sarà ancora peggio del peggio, perchè lui continuerà a farsi le leggi per sè e per i suoi amici evasori fiscali, e contemporaneamente, il nostro paese subirà altri attacchi speculativi da parte della finanza internazionale.

    Non c’è via di scampo purtroppo, l’unica cosa in cui si può sperare è che chiunque vada al governo, non abbia i numeri per governare al Senato – perchè quest’ultimo è sempre quello più determinante, in quanto comprende la metà dei membri della Camera – e sperare che si cambi legge elettorale e si torni di nuovo alle elezioni.

    • William:

      Condivido la tua analisi , anche se non penso che ci farebbero votare di nuovo se non uscisse una maggioranza definita.
      Adesso litigano tutti ma ci scommetto che il 26 trovano il sistema per infilarci ancora la supposta con un altra bella ammucchiata … e oserei anche spingermi oltre , in un modo o nell’altro coinvolgeranno anche il M5S , checchè se ne pensi .
      L’unica vera svolta sarebbe uscire dall’euro , ma nessuno ci dice che non possiamo farlo tramite referendum perchè la nostra costituzione non lo contempla per i trattati internazionali , e comunque le uniche forze che lo propongono otterranno percentuali da prefisso telefonico ( purtroppo )

    • Astrubale:

      Parli di Berlusconi,come parla Bersani.Perchè i tedeschi temono tanto Berlusconi?
      A prescindere dale chiacchiere la situazione economica dell’Italia è gravissima.
      La popolazione dovrà stare attenta ai servizi deviati al servizio di potenze straniere.

  • kent12:

    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-02-18/leggenda-grecia-fiamme-clamorosa-195713.shtml?uuid=AbGrdfVH
    Questo è un chiaro esempio di come operano i squallidi infami giornalisti italiani e non solo asserviti al sistema mentecatto/killer. Vorrei sapere qual è il loro prezzo per rovinare e ammazzare la gente o forse lo fanno pure gratis da bravi lecca fondelli. Per avere un qualsiasi cambiamento occorre dare l’informazione. E’ fondamentale che a quella massa di lobotomizzati cittadini/consumatori rincoglioniti dalla televisione gli si dica la verità, di come stanno effettivamente le cose. Poi cosa se ne fanno dipenderà solo da loro ma intanto bisogna farlo ad ogni costo. E cosa fare con i disinformatori giornalisti mainstream/megafono del sistema bestia killer? Beh se non si voglia appenderli ai pali della luce allora spogliarli di tutti gli averi che hanno accumulato negli anni raccontando stronzate alla gente e l’ergastolo per ognuno perché hanno sulla coscienza tutti i morti innocenti nelle guerre e le sofferenze dei sopravvissuti e per tutti quelli che si sono suicidati o stanno disumanamente soffrendo per via della loro “crisi”.
    UNA PISTOLA PUO’ UCCIDERE UN UOMO…UNA TELECAMERA PUO’ UCCIDERE UNA NAZIONE…

  • Antonino Trunfio:

    il coraggio di un solo uomo può disintegrare tutte le telecamere : con un click sul telecomando sul pulsante OFF. Le pistole non servono.

  • sergio:

    Brava Monia, ottimo servizio.

    Trovo lo spunto su Finmeccanica totalmente condivisibile.

    In pochi mesi il cuore produttivo della ricchezza italiana è stato messo in ginocchio:

    -Ilva
    -Eni
    -Finmeccanica
    -Mps

    Bisogna che l’attenzione rimanga alta su queste tematiche; sicuramente si tratta di colossi che realizzano profitti con metodi alquanto discutibili, ma proviamo a pensare a chi possa giovare effettivamente il decadimento e la perdita di importanti commesse in ogni angolo del mondo.

    Il rischio che correrà l’Italia durante le prossime settimane sarà altissimo. Da un lato la continua emoraggia di posti di lavoro e capitali, dall’altro, l’ascesa di nuove forze politiche che saranno apertamente osteggiate dalla comunità europea avranno come risultato il peggiore ricatto che l’Italia possa sopportare. I mercati saranno delegati dalla devastante politica euro-oligo-centrica ad indicarci ancora la strada del rigore e dell’austerità, con il risultato certo di farci ritrovare nuovamente con le spalle al muro, con lo spauracchio di non finire come i nostri cugini greci oltre Adriatico.

    Sta a noi resistere.

  • andrea:

    ma le armi … questi greci non le hanno? Non ci credo proprio. Questa è la classica situazione in cui la differenza con la Siria diventa sempre più esigua.

  • archimede:

    Già si stanno preparando per una eventuale sconfitta di Monti, a brussel avranno deciso di far intervenire gli eserciti di alcuni stati facenti parti alla UE per far dimettere chi ha vinto le elezioni e che sia contrario a Monti, hanno tutti paura che Berlusconi salga come Presidente del Consiglio , sarebbe la fine della Francia e GERMANIA, dato che ambedue stati si tengono a galla grazie alle tasse che noi paghiamo e questo grazie a quel fetente di Monti/Napolitano, -

  • Sergio:

    E’ passato il “two pack”; nessuno ne parla. Si tratta di un provvedimento che regala altra sovranità italiana alla comunità europea.

    L’Europa potrà intervenire nei testi delle nostre leggi finanziarie.

    Siamo finiti. Da un pezzo.

  • Cesare:

    Buonasera,
    stando anche a… tale articolo….. è tutto a posto !!!!
    Spero che sia… uno scherzo !!
    Fonte: il sole 24 ore, solo su news da … cellulare !!

    Otto buoni motivi per dire che la Grecia adesso pu rialzare la testa
    Wed, 20 Feb 2013 07:22:47 GMT+0100

    Ebbene si , la Grecia non sta “bruciando” come raccontano falsi articoli che circolano in rete, ma anzi, grazie all’austerity, sta rialzando faticosamente la testa, mettendo i conti a posto e iniziando a recuperare la competitivit perduta. Eppure molti dei numerosi lettori che hanno letto il mio articolo sulla leggenda della Grecia in fiamme mi accusano di non essere obiettivo. Ecco perché ho deciso di tornare sulla scena del delitto mettendo in fila una serie di dati statistici incontrovertibili sull’andamento del Paese e della sua economia. Partiamo da una curiosità , che per può servire a far capire come lo stile di vita dei greci sia radicalmente cambiato a partire dall’inizio della grande crisi: nel 2012 stata venduta una sola Ferrari nuova, (!!!!! vorrei sfidare !!!) che si somma a una “rossa” del cavallino rampante venduta come usato. Un bilancio misero, decisamente in contrasto con le 21 Ferrari nuove e le 37 usate vendute nel 2007, anno che ha preceduto l’inizio della recessione greca. Detto questo, ecco la vera realt della Grecia in crisi, cos come fotografata dai dati pi recenti. ATENE IMPARA A VIVERE SECONDO I PROPRI MEZZI Il deficit delle partite correnti della Grecia si ridotto nel 2012 al suo livello pi basso da quando il paese mediterraneo entrato nell’euro, prova evidente che l’economia sta rispondendo alle severe misure di austerit varate dal Governo di George Papandreou, prima, del tecnico Lucas Papademos poi e dell’attuale coalizione guidata da Antonis Samaras. Il deficit calato del 73% nel 2012 a 5,58 miliardi di euro (il pi basso dal 1999), pari al 2,9% del Pil. Nel 2011 era il 9,9% del Pil, pari a 20,6 miliardi di euro. Un calo aiutato dalle importazioni in discesa (anche perch , certo, i consumi sono fortemente calati) e dalla riduzione dei tassi di interesse sul debito dopo il taglio di 100 miliardi di euro del debito sovrano, il maggiore mai fatto nei tempi moderni. Il saldo delle partite correnti una misura fondamentale per verificare la competitivit dell’economia di una nazione. In sintesi questo dato significa che la Grecia oggi sta imparando a vivere secondo i propri mezzi. Ecco perch questo un segnale positivo. BILANCIO VERSO IL PAREGGIO Quando il premier socialista George Papandreou and al potere sostituendo il governo conservatore di Costas Karamanlis a novembre del 2008, scopr che il disavanzo non era del 3,8% ma in realt una percentuale record del 14,7 del Pil. I conti palesemente truccati di Atene fecero esplodere i tassi di interesse e, conseguentemente, la crisi del debito sovrano di Eurolandia. Oggi la Troika (Ue, Bce e Fondo monetario internazionale) stima che il deficit pubblico possa essere pari a zero nel 2014, al netto del pagamento dei tassi di interesse. LA FRENATA DEI PREZZI Un ulteriore segno di adeguamento economico di Atene arrivato la scorsa settimana, quando i prezzi al consumo hanno smesso di aumentare (nel mese di gennaio) per la prima volta dal lontano 1996, riflettendo un calo di quasi un terzo del reddito disponibile reale delle famiglie. I prezzi restavano alti, con consumi in calo, anche a causa di oligopoli commerciali che sono stati oggi smantellati, seppur parzialmente. Quindi, vero che i greci faticano oggi pi che mai a fare la spesa, ma altrettanto vero che il costo della vita si sta lentamente adeguando alla nuova realt . LA RIDUZIONE DEGLI INTERESSI Il pagamento degli interessi sul debito sovrano della Grecia sceso nettamente dopo il taglio del 75 % sul capitale nominale imposto da Atene a marzo agli obbligazionisti del settore privato. Il saldo della bilancia dei pagamenti di questi interessi sceso parimenti del 75% raggiundendo una quota esigua, pari a 2,16 miliardi di euro. La mina del debito stata parzialmente disinnescata proprio grazie all’haircut e al buyback del debito da 30 miliardi. Insomma, oggi la Grecia paga interessi sul debito in misura fortemente ridotta. Una boccata d’ossigeno per le casse dello Stato, le banche e, quindi, l’economia reale. EXPORT IN CRESCITA MA ANCORA TROPPO DEBOLE Le esportazioni greche sono cresciute di appena il 3,8% e il paese ha bisogno di fare di pi per mantenere in equilibrio la bilancia dei pagamenti. La quota delle esportazioni – composta da prodotti agricoli, cantieristica navale e qualche settore di eccellenza – pari soltanto al 25% del Pil, livello pi basso tra i 17 paesi dell’Eurozona. Insomma, i progressi si vedono ma l’economia greca ha ancora molto da fare perch si possa parlare di rilancio. I SOLDI DAL MATERASSO AI CONTI CORRENTI La Grecia ha riserve in valuta estera pari a 5,5 miliardi di euro a fine dicembre. Un bel risultato rispetto alla fuga dei depositi dalle banche di appena un anno fa quando i greci correvano ai bancomat e portavano gli euro sotto il materasso perch temevano l’uscita del paese dall’eurozona. Anche se sullo sfondo resta il rischio di contagio del sistema finanziario di Cipro (ormai prossimo al salvataggio europeo), le cui banche detengono il 10% dei depositi greci. IL TURISMO NON E’ CROLLATO (da verificare in loco….) Il turismo, settore chiave del paese, ha visto un calo del 4,6% del fatturato a 10,02 miliardi di euro a causa del calo degli arrivi dalla Germania, paese che maggiormente sostiene il mercato locale delle vacanze. Ma sostanzialmente il settore ha mostrato vitalit nonostante gli scioperi, i tumulti di piazza e la cattiva pubblicit procurata l’anno scorso dalla stampa di mezzo mondo, con due tornate elettorali tenute nel giro di un mese. I PROBLEMI ANCORA APERTI Naturalmente ci sono ancora molti problemi aperti, come la disoccupazione al 27%, e quella giovanile al 57%. Il Pil in calo (recessione) per il sesto anno consecutivo e nel 2012 ha segnato un meno 6,4%. Ma ci che conta che il paese ha finalmente cambiato strategia: ha detto basta con le pratiche del passato, con i conti truccati, e ha inziato un percorso duro di recupero di credibilit e competitività . Non ci sono pasti gratis in economia o ricette miracolistiche e i greci hanno imparato a loro spese che non si pu vivere al di sopra dei propri mezzi. (il sole 24 ore…)

    Grazie per l’attenzione….. Cesare

  • Fabrizio:

    E’ vero la situazione in grecia è molto molto pesante, con picchi di vera tragedia per le fasce più deboli della popolazione; detto questo occorre stabilire cosa devono fare i greci per venirne fuori e secondo stabilire una volta per tutte le reali responsabilità per essersi cacciati in questa tragica situazione socio economica e politica. A mio avviso i greci potrebbero avere i primi dati di conforto nel momento in cui si rimpossessano della loro sovranità nazionale, tagliando tutti i lacci europei che li hanno indotti in schiavitù e soprattutto cominciare finalmente a tirarsi su le maniche per ripartire senza inutili lagnanze che non servono a nulla, i greci ce le hanno le capacità e i mezzi propri per tirarsi fuori, basti pensare che nel turismo le prenotazioni per il 2013 sono aumentate del 20/30 per cento con aspettative di superare il 50 poco prima dell’estate. Poi sulle cause che li hanno portati alla rovina basti ricordare una su tutte l’enorme inganno europeo con tanto di regalo delle olimpiadi 2004 come premio per essere entrati in europa e quindi sotto il gioco tedesco, sembra quasi la storia dei balocchi, centinaia di migliaia di nuove assunzioni statali ben retribuite favorite dai governi europeisti, senza che nessuno si chiedesse chi doveva pagare tutti questi stipendi improduttivi per la nazione; chissà come mi diceva una mia amica greca tutti volevano cominciare ad illudersi per fare la bella vita a spese di altri, peccato che l’europa ha presto chiarito che gli stipendi degli statali se li devono pagare i greci stessi; passate le olimpiadi che tutto hanno coperto: corruzione, sprechi immensi, evasione al top, disequilibri sociali e tanto altro, si sono ritrovati il conto salatissimo da pagare; ma non tutto il male viene per nuocere, chissà che il popolo greco risvegliato dai torpori delle illusioni europiste si alzino, si tirino su le maniche e comincino da soli a costruirsi un degno futuro che meritano davvero.

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