Fonte: http://libertadipensiero.netsons.org/?p=4787
Diciamolo francamente, il sospetto, anzi la certezza, è venuta ormai a tanti se non a tutti: quando si compra qualcosa imballato al supermercato, quello che si spende per l’imballaggio a volte sembra superiore addirittura al contenuto stesso.
Una certezza a cui ora arriva una conferma autorevole: quella della Coldiretti, che ha appuntato la propria attenzione soprattutto sui prodotti alimentari. Ecco, tra le altre cose, che cosa viene fuori: ad esempio nei fagioli in barattolo la confezione incide per il 26 per cento sul prezzo industriale di vendita, mentre per la passata in bottiglia da 700 grammi si arriva al 25 per cento, per il succo di frutta in brick al 20 per cento e per il latte in bottiglia di plastica sopra il 10 per cento. Questo, secondo la Coldiretti, è la conseguenza di due diversi fattori che insieme contribuiscono a far dilatare i costi degli imballaggi: da una parte le strategie di marketing, che puntano molto sulle confezioni, sulle loro forme, sui loro colori, per cercare di attrarre il consumatore, anche attraverso la riduzione dei formati che tendono a favorire i single e le piccole famiglie, che ormai diventano la maggioranza.
Dall’altra c’è il crollo dei prezzi dei prodotti agricoli, che rendono sempre più bassi i margini di profitto, spingendo quindi la grande distribuzione a far pagare di più confezioni e imballaggi. Per difenderci resta una sola alternativa; cercare di acquistare merce sfusa o servirsi di quei supermercati dove molti prodotti vengono venduti alla spina. In tempo di crisi per noi consumatori potrebbe essere uno sforzo minimo da fare, per spendere meno e per contribuire anche ad un maggiore benessere ambientale, visto che diminuiremmo i rifiuti.
MENO MALE CHE…
Inaugurato a Torino il primo “Negozio leggero”, vende solo prodotti sfusi e alla spina
Il problema dei rifiuti si risolve evitando di produrrerifiuti: e oggi sono andata all’inaugurazione delprimo “Negozio leggero”, che vende esclusivamente prodotti sfusi, alla spina e senza imballaggi.
E’ in via Napione 37 a Torino. Ci sono detergenti e detersivi, vino, alimentari non deperibili (dalla pasta ai legumi e alle caramelle), cosmetici, prodotti per la cura del corpo: tutto rigorosamente sfuso, qualcosa anche a chilometri zero.
Ci guadagna il portafoglio (dopo vi do qualche indicazione sui prezzi), ci guadagna l’ambiente: non viene sprecata energia per produrre imballaggi inutili; non c’è bisogno di raccogliere e smaltire immondizia. Venite, entriamo nel “Negozio leggero”.
Il “Negozio leggero” di via Napione 37 a Torino nascedal lavoro di Ecologos, un ente di ricerca sull’ambiente (ha seguito fra l’altro i progetti per idetersivi alla spina della Regione Piemonte e per ipannolini lavabili di Perugia) e della cooperativa Rinova.
“Dietro c’è tutto uno studio che ci ha impegnati per molto tempo – mi ha spiegato Cinzia Vaccaneo, presidente di Ecologos – Vendere prodotti sfusi non è semplice ed implica il rispetto di una serie di norme igieniche“. In effetti, confezioni ed imballaggi avrebbero proprio lo scopo di garantire i consumatori da questo punto di vista.
I mobili sono ideati e brevettati dalla cooperativa Rinova. Ci sono, in due locali distinti ma comunicanti, gli erogatori di vino e di detersivi alla spina: si arriva con la bottiglia (la prima volta si acquista, se non la si possiede già) e la si riempie.
L’altra merce è in contenitori trasparenti “a pozzetto” agganciati a scaffali o immersi in tavolini. Con una paletta i commessi prelevano ciò che il cliente chiede, nell’esatta quantità che gli serve, e lo infilano in un sacchettino di carta.
L’assortimento, oltre a vini e detersivi, comprendelegumi, cereali, spezie, prodotti per la prima colazione, pasta, riso. E poi saponi (in scaglie o venduti “a taglio”), lavanoci, sapone da barba sfuso,testine degli spazzolini da denti, ceretta per la depilazione, ombretti e cipriedisimballate.
C’è anche il detersivo in tavolette per lavastoviglie. “Alla lavastoviglie siamo contrari, ma tante persone la possiedono – mi ha spiegato Cinzia Vaccaneo – Le tavolette sono vendute sfuse, ciascuna avviluppata soltanto in una pellicola che è obbligatoria per legge”.
Una parte dei detersivi alla spina è anche “a chilometri zero”. Arriva da San Mauro, alle porte di Torino. E “a chilometri zero” si possono considerare anche i vini, ad esempio: tutti piemontesi.
Un’occhiata ai prezzi, come vi dicevo. I detersivi, innanzitutto. Ce ne sono di quattro tipi. Il “primo prezzo” (piatti 0,55 euro; bucato 0,80; ammorbidente 0,45; pavimenti 1). Gli “Ecogoccia” a basso impatto ambientale sono un po’ più cari (al massimo 1,30 il detersivo da bucato); con qualche centesimo in più c’è la versione a basso impatto ambientale e con olio di canapa, che funge da emolliente: arriva a un massimo di 1,45 al litro.
I prezzi dei detersivi “a chilometri zero”: piatti 1,10 euro; bucato 2,30; ammorbidente 1,10; multiuso (per pavimenti, ad esempio) 0,90.
Qualche esempio dei prezzi degli alimentari. Vastissimo l’assortimento di legumi secchi, tutti attorno ai 20 centesimi l’etto: fagioli, soia, lenticchie, ceci, piselli spezzati… Diverse varietà di caramelle morbide, da 0,92 a 1,85 l’etto; pasta e pastina in vari formati, 1,40 al chilo.
Ci sono vini Doc (ad esempio il Nebbiolo delle Langhe, 3,50 euro al litro) e non: con 1,90 si porta a casa un Barbera del Piemonte da tavola. Il prezzo più alto che ho visto è quello dell’Arneis-Favorita, 3,60.
Il “Negozio leggero”, nelle intenzioni, è il primo di una catena in franchising. Non solo annulla gli imballaggi dei prodotti venduti ai clienti, ma è congegnato in modo da ridurre al minimo gli involucri della merce in arrivo.
Almeno il Comune di Torino vi fa lo sconto sulla bolletta dell’immondizia?, ho chiesto a Cinzia Vaccaneo. “No – mi ha risposto – Ma la chiederemo”.
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scusate ma delle norme europee e regole dell’asl e nazionali che impongono di vendere merce imballata, che ne fate?