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Colgo l’occasione del dibattito in corso sul web e sui media tradizionali circa la formazione di un governo, per proporvi un articolo dell’amico Giovanni Birindelli, di cui abbiamo già pubblicato “il denaro e la legge” il 31 gennaio scorso. Invito alla riflessione tutti i lettori, senza pregiudizio e senza le lenti dei luoghi comuni e dei miti metropolitani.

Dopo aver letto il post, invito a non commentare per dire se si è d’accordo o meno, o per catalogare le mie parole o quelle di Birindelli con etichette o schemi ideologici. Non serve a nessuno di noi, autori e lettori. Serve invece che poniamo domande che magari non ci siamo mai posti, e che troviamo risposte nuove, fossero anche in contrasto con quanto abbiamo creduto fino a un momento fa, per tutta una vita.

Per parte mia, considero il sistema in cui viviamo, quello comunemente denominato democrazia, basato sul consenso, la spesa pubblica e le tasse, la tirannia perfetta & invulnerabile.

Perfetta : perchè fondata sul consenso dei sudditi mediante l’esercizio del voto, pia illusione di massa che la libertà coincida con l’inserimento a comando e secondo frequenza prestabilita, di una cartuscella colorata dentro a una cassetta di compensato.

Invulnerabile : in quanto rappresentata da un battaglione di eletti da parte di un esercito di schiavi pressochè inconsapevoli o illusi.

Prepariamoci nei prossimi giorni a vedere sbandierati dalla casta dei neo eletti (grillini esclusi, voglio sperare) i soliti immaginifici nemici (gli investitori internazionali che temono l’ingovernabilità del paese !!), le solite velata minacce (spread che risale e interessi sul debito insostenibili !!!), i soliti immancabili mantra (l’immagine all’estero del sistema paese, la stabilità per il rilancio dell’economia che non può aspettare, le riforme che chiedono gli italiani!!!) . Ricordo che in Belgio, tra il 2010 e il 2011, non hanno avuto un governo per 535 giorni. L’unica traccia di questo “grave” vuoto di potere, nella storia di quel paese è che molti dati economici sono migliorati, primo tra tutti il numero di occupati. Ma si sa, il nostro politico medio è quello che Antonio Albanese ha caratterizzato nel mitico Cetto La Qualunque, quello di “Chiù pilu pe tutti”. In versione politichese : più spesa pubblica per tutti. Di Albanese si può ridere, ma della catastrofe che abbiamo intorno, possiamo solo piangere, fino a quando non tasseranno anche le lacrime.

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 Autore : Giovanni Birindelli, 3 marzo 2013 – Fonte: http://catallaxyinstitute.wordpress.com/2013/03/03/governabilita-democrazia-e-separazione-dei-poteri/

 

Con la scusa della governabilità faranno una legge elettorale che sarà ancora più discriminatoria per le minoranze, le quali saranno sempre meno rappresentate. Diranno che una minore rappresentatività è il prezzo da pagare per la necessaria governabilità. Non è vero: una minore rappresentatività è il prezzo da pagare per l’assenza di separazione dei poteri, che, se ci fosse, garantirebbe il massimo possibile di rappresentatività e il massimo possibile di governabilità.  Inoltre, e non sarebbe cosa di poco conto, la separazione dei poteri consentirebbe di dare una bella sfoltita ai parassiti tutti, e soprattutto di iniziare un processo che necessariamente, nel tempo, porterebbe a una loro drastica e sempre più veloce diminuzione (e quindi a una drastica e sempre più veloce diminuzione delle dimensioni dello Stato). Chiaramente, e per ovvi motivi, nelle ‘riforme’ che essi faranno, loro non penseranno nemmeno lontanamente di mettere in atto una separazione dei poteri. A mio parere, tuttavia, è importante che le persone sappiano che il trade off fra rappresentatività e governabilità è falso e che rappresentatività e governabilità possono esserci solo con la separazione dei poteri, cioè che sono prese in giro. Prima di capire perché, è necessario fare due premesse.

La prima (che purtroppo non si può mai evitare di ripetere, altrimenti il rischio è quello della confusione) riguarda il concetto stesso di separazione dei poteri. Oggi generalmente si ritiene che, essendoci separazione fra potere esecutivo, legislativo e giudiziario, ci sia separazione dei poteri. Niente di più falso: se non c’è separazione fra potere legislativo e potere politico (due poteri che oggi sono sommati e confusi l’uno con l’altro) non ci può essere separazione dei poteri. Il potere legislativo è il potere di scoprire, custodire e difendere la legge intesa come principio generale e astratto (e cioè come regola di comportamento individuale che è il risultato, come le regole della lingua, di un processo spontaneo e antico di selezione di usi e convenzioni di successo). Il potere politico, viceversa, è il potere di approvare misure particolari, le quali, pur essendo oggi chiamate ‘leggi’ perché a esse sia trasferita la stessa autorevolezza e lo stesso rispetto che le persone perbene hanno per la legge, al contrario della legge esistono solo come espressione della volontà di chi detiene questo potere. In altre parole, l’attuale non separazione fra potere legislativo e potere politico deriva dalla sostituzione della legge (il principio generale e astratto, il limite al potere) con la ‘legge’ (il provvedimento particolare, lo strumento di potere). La separazione del potere politico da quello legislativo implica la sottomissione del primo al secondo, e cioè che ogni provvedimento particolare debba rispettare la legge intesa come principio. In assenza di separazione del potere politico da quello legislativo (e quindi di sottomissione del primo al secondo) la ‘separazione’ fra potere esecutivo, legislativo e giudiziario è del tutto inutile se non inesistente (si veda per esempio la depenalizzazione parziale e ad hoc del reato di falso in bilancio da parte della maggioranza Berlusconi).

La seconda premessa riguarda l’importanza della rappresentatività, e quindi il concetto di democrazia. Ci sono, a grandi linee, due idee opposte di democrazia: come dice J. L. Talmon in The Origins of Totalitarian Democracy “Insieme alla democrazia liberale emerse dalle stesse premesse nel diciottesimo secolo un movimento verso quella che propongo di chiamare la democrazia totalitaria. Queste due correnti sono esistite fianco a fianco a partire dal diciottesimo secolo. La tensione fra di esse è stata un capitolo importante della storia moderna, ed è adesso diventata la questione più vitale del nostro tempo“.  La prima idea di democrazia corrisponde alla legge intesa come principio e alla separazione dei poteri (e quindi allo Stato minimo); la seconda (la dittatura della maggioranza), corrisponde alla ‘legge’ intesa come provvedimento particolare e alla non separazione dei poteri (e quindi al potere politico illimitato e allo Stato totalitario). Per la prima idea di democrazia, le decisioni prese a maggioranza sono un male in quanto implicano coercizione di alcuni da parte di altri, non un bene: quindi meno ce ne sono e meglio è. Secondo questa idea una decisione presa a maggioranza è democratica solo se è indispensabile per la difesa della sovranità della legge intesa come principio e se è da questa limitata: una decisione mediante la quale la maggioranza sceglie il colore dei miei abiti non sarebbe quindi democratica. Viceversa, per la seconda idea di ‘democrazia’ (quella che purtroppo viviamo oggi) le decisioni prese a maggioranza sono un bene in quanto la ‘democrazia’ (quella fra virgolette) si identifica proprio con la regola della maggioranza: quindi più ce ne sono e meglio è. In base a questa seconda idea di ‘democrazia’ una decisione è ‘democratica’ se è presa a maggioranza, quindi una decisione mediante la quale la maggioranza sceglie il colore dei miei abiti sarebbe ‘democratica’. La prima idea di democrazia non è un fine: è un mezzo (uno dei tanti possibili); il fine è quello della sovranità della legge intesa come principio. La seconda idea di ‘democrazia’ è un fine, non un mezzo: il mezzo è la ‘legge’ intesa come provvedimento particolare, come strumento di potere. Detta in altro modo (e parafrasando Bastiat) la seconda idea di ‘democrazia’ è il mezzo attraverso il quale tutti, e in particolare la casta politica e i parassiti, possono vivere alle spalle di tutti gli altri.

 

 

79 Commenti a “Governabilità, democrazia e separazione dei poteri”

  • Antonino Trunfio:

    @G.B. : grazie Giovanni della segnalazione. La redazione ha provveduto.

  • nAncora:

    Sono d’accordo con l’introduzione a cappello di Trunfio.
    Quanto sta succedendo dimostra soltanto che il sistema democratico è sorpassato. Abbiamo bisogno di soluzioni nuove. Non sono andato alle urne. Né vorrei più averne la possibilità di tornarci. Non se dovessi tornarci come si intende oggi, anzi, fino a l’altro ieri. La destra e la sinistra non esistono più, qualcosa che *dovrebbe* rappresentare un cambiamento ora ha voce in capitolo, tanto quanto gli altri. Non sanno neppure dove farli a sedere in parlamento: a destra? A sinistra? Al centro?. Questo dimostra ulteriormente l’obsolescenza delle ideologie. Dimostra che tutto ciò non significa più nulla. È tempo di andare oltre. Un tempo avere un re era l’unica soluzione. Poi si dimostrò insufficiente. Arrivammo dunque ad avere un duce. Che si dimostrò insufficiente. Arrivammo dunque ad una Repubblica democratica, che oggi si dimostra insufficiente. È tempo di cambiare sistema, non un partito.
    Credo che se i nostri vecchi morti in battaglia, che qualcuno ritiene siano stati offesi con l’astensione, fossero oggi qui, non approverebbero il voto, non approverebbero ciò che è diventato. Il cambiamento epocale è sempre stato determinato da una guerra. Non sarà diverso oggi. Niente paura. Forse è la volta buona.

    • Oana:

      E concretamente come attuerebbe il nuovo sistema?

      • Antonino Trunfio:

        @OANA : gentile OANA, Si guardi sempre con diffidenza da chi pianifica il futuro suo e degli altri, programmando promesse generiche con i soldi di tutti. Costoro sono tra i migliori illusionisti e tra i più spregevoli farabutti. Il buon senso prima ancora che la scienza economica, proclamano la democrazia rappresentativa come una vera e propria bestemmia sociale, fondata sulla paura degli individui e la loro riduzione ad una massa informe di parassiti, assistiti e irresponsabili. Il sistema che lei chiede, è quello che esiste da quando esiste il mondo, nella forma evoluta sino al termpo nostro col progresso delle conoscenze tecniche, economiche e filosofiche. Quel sistema è fatto di miliardi di individui la cui ricerca della felicità, della libertà, quotidiane sono il motore stesso della vita umana. Esiste un oltre, alla democrazia del consenso di oggi, e non un “al posto”. I politici di oggi, si affannano infatti a limitare la visione delle persone con “senza democrazia solo dittatura e anarchia” !!! lo fanno infatti anche con Grillo e con tutti coloro che “minacciano” cambiamenti. Così milioni di persone credono a questa manifesta idiozia, e impauriti si tengono le catene ai polsi e alle caviglie, illusi di votare e potersene liberare ogni tanto.
        Il futuro dipende da questo andare oltre la democrazia. Chi le dice “non si può fare”, è stato descritto con efficacia straordinaria da Francesco Alberoni, con un articolo del 2006 intitolato “Diffidate dei professionisti del «non si può” apparso sul Corriere della Sera, che le posto qui.
        http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/Alberoni/2006/09_Settembre/18/alb180906.shtml
        Lei Oana, come ciascuno di noi, consapevolmente o meno, ha già la risposta a quella fatidica domanda. Io non propongo sistemi per altri, sono al massimo capace di pensare a cosa potrei fare per me.
        Stato al minimo, individuo al massimo. Tirannia a zero e libertà per tutti.
        So che lei ora è assalita da mille paure, e come lei molti di quelli che ci leggono.
        Luigi Einaudi, democristiano del dopo guerra e secondo presidente della repubblika, ebbe a dire :
        quello che i cittadini sono in grado di fare per se stessi con il proprio lavoro e i propri soldi, è sempre molto meglio di quanto non riesca a fare lo stato per tutti.

        • Oana:

          Antonino carissimo, comprendo a fondo le tue ragioni ma rimango della mia umilissima opinione che non può esistere una collettività senza una rappresentanza di una maggioranza che fa rispettare certe regole condivisibili, appunto da una maggioranza.
          Le persone sono troppo diverse, per cui, a mio parere, una società basata sulla libertà assoluta senza regole anche imposte, è utopica, utopica se si intende una società pacifica e basata sul rispetto di tutti. Soltanto la parola “rispetto” varia da persona a persona. Conciliare rispetto e libertà nella nostra società su una base di libera scelta individuale? Impossibile.
          Prendo esempio anche la sola famiglia composta tra uomo e donna dove in qualche modo si cerca di raggiungere un compromesso sul decidersi di regole condivisibili da tutti e due senza minare troppo la libertà dell’essere di ciascuno dei due.
          E poi come gestiresti le risorse naturali per la sopravvivenza? Attendo proposte concrete, altrimenti inutile parlare di sogni.
          Non esiste la libertà assoluta in quanto essa limiterebbe la libertà altrui.
          Non voglio essere guidata ne delegare, voglio insieme agli altri discutere e decidere insieme per trovare un compromesso. L’autocrazia per tutti noi esiste solo nell’arte.
          Tornando alla realtà, sai cosa penso? Che in Italia non ci sono abbastanza regole ed è proprio per quello che ciascuno fa più o meno quello che vuole con le “dovute” conseguenze. Figuriamoci se non ci fossero regole… Se non ci fossero regole, se non ci fosse il timore di alcun tipo, la gente si sarebbe già ammazzata a vicenda. Siamo animali fino alla prova contraria del salto quantico tanto sognato.

        • Antonino Trunfio:

          @OANA : mi ha letto l’articolo di Alberoni ?

        • nAncora:

          Oana, non ci sono abbastanza regole? A me pare che siamo come una locomotiva che viaggia coi freni tirati. In secondo luogo, l’ammazzarsi a vicenda non dipende certo dall’esistenza della regola. L’educazione a questo sistema porta a pensarla in questo modo. Comunque sia, vedere come utopia ciò che di più naturale esiste, è conseguenza di generazioni vissute nella distopia più totale.
          Ribadisco che quando si parla di anarchia non si parla di disordine, non si parla di anomia, ma di fine del potere dell’uomo sull’uomo. Quindi non si parla della mancanza di regole, ma forse di certe istituzioni e/o di certe strutture, sia mentali che amministrative.
          A chi ribatte al fatto che non può esistere una società priva di istituzioni in quanto sopravviverebbe solo il più forte e ognuno farebbe ciò che vuole, rispondo sempre: “non è già così?”. E attualmente è sì così, e nella maniera più sporca e subdola, tanto che la Sindrome di Stoccolma è realtà quotidiana.

          Ps: alla tua domanda precedente, ha già risposto ampiamente Antonino.

    • renato:

      Capisco di dare un dispiacere alla redazione,però non capisco di quale paese democratico si stia parlando.L’Italia è un paese invaso da una potenza militare straniera.
      Ricordate i viaggi del Napulitano in Usa prima dell’avvento di Monti.Anche adesso l’amico ha fatto visita In USA e Germania aspettiamoci sorprese.Un paese che è divenuto un covo di salafisti al soldo degli emirati arabi,che usano le cure siriane per esportare la democrazia,a nome e per conto.
      Abbiamo visto la stessa cura per la Libia,Egitto,Libano,Iraq,Somalia.
      Suddivisione dei poteri?Roba da Montaigne,oggi si manipola l’informazione corrotta,e quando non basta per far capire ai popoli chi comanda,li si affama,Grecia per tutti.
      Usano il debito per mettere il cappio al collo di tutti i popoli.Il FMI distribuisce miliardi di dollari a tassi usurai.Tanto la carta straccia del dollaro si stampa a gogò.Loro possono!

      • Antonino Trunfio:

        @RENATO : nessun dispiacere. Anzi. Lei ha contribuito con il suo commento a chiarire a quanti la leggeranno, che la democrazia è solo una parola vuota e una tragica illusione.

      • nAncora:

        Già, il territorio italiano è di fatto una “succursale” degli States dall’Armistizio di Cassibile avvenuto nel 1943.

        • Antonino Trunfio:

          @NAncora : caro amico, si offende se rafforzo il suo concetto e lo anticipo di qualche millennio ? Spero di no, anzi spero che vorrà condividere.
          Siamo una succursale dell’inferno e del padre della menzogna che ne è il presidente onorario !! e questo non certo dal 1943 ma da Adamo ed Eva.

    • Oana:

      @nAncona
      Alla mia domanda non avete risposto!
      Io voglio risposte concrete! Non frasi da libri filosofici.
      Mi dici come gestiresti tu concretamente una famiglia composta da me e te?
      CONCRETAMENTE! :-)

  • Antonino Trunfio:

    @NANCORA : il suo pseudonimo evoca la navigazione e il mare, e per mare la paura la si vince o si va a fondo o contro le scogliere. Molta gente ha paura perchè è continuamente minacciata di perdere quel poco che gli resta. Il potere mediatico delle democrazie è satanico, si traveste da angelo della luce per attirare tutti a se mentre è soltanto il padre della menzogna.
    Non so se questa è la volta buona, so soltanto che come dice un antico proverbio cinese, un viaggio di mille miglia, comincia sempre con il primo passo. Cordialità a lei
    A.T.
    p.s.: faccia anche lei i passi insieme a noi e diffonda questi post e SL.

  • Al.b.:

    L’intero articolo è davvero interessante, ma un po’ difficile da seguire, per chi non mastica correntemente concetti “tecnici” come me. Ho letto il proseguimento dell’articolo e la proposta “breve”, ma confesso di non essere in grado di comprenderla bene e di apprezzarne i dettagli. Purtroppo viviamo in un sistema è talmente complesso che diventa difficile persino comprendere a fondo una proposta di cambiamento…

    La sostanza della distinzione dei poteri è per me nobile e condivisibile.
    Ma non mi è ben chiara la soluzione del problema – effettivamente rilevato – del “chi controlla i controllori”. Con due assemblee (una legislativa e una governativa) non si corre il rischio che entrambe perdano di efficacia? o che l’una abbia più efficacia dell’altra? o che rivolgano una doppia pressione/potere sui cittadini anzichè controllarsi reciprocamente per porsi al loro servizio?

    Non digerisco le demorazie totalitarie, ma noto che le varie libertà si schiacciano spesso i piedi a vicenda per mancanza di buon senso e mi trovo spesso in difficoltà a replicare a qualcuno che, durante una discussione, invoca regole di governabilità poco simpatiche pur di uscire dall’empasse in cui ci troviamo.
    Del resto questa confusione è creata ad arte per mettere sotto pressione i cittadini e impedirgli di prendere decisioni lucide e serene.

    Credo che, giunti a questo punto, la trasversalità delle idee e dei concetti sia la chiave di governabilità: basta schieramenti, numeri ed accordi per le poltrone. Fatta una nuova legge elettorale, fatto l’inganno.
    Credo che ogni soluzione proposta (separazione cariche, poteri, controlli ecc.) per quanto per quanto valida, non può più prescindere dalla maturità e dalla consapevolezza personale di tutti, governanti e cittadini. Ogni sistema può recare benessere e giustizia, se applicato con maganimità, equilibrio e lungimiranza. Per dirla con una battuta: se a governare fosse “Dio” e i cittadini fossero “santi”, andrebbe bene persino la tirannia assoluta!

    • Antonino Trunfio:

      @Al.B : grazie del suo commento, che mostra quanto anche lei si ponga domande e non si accontenta più di risposte scadute e convenzionali.
      Mi riprometto di risponderle, entro sera in modo approfondito alle questioni che lei pone. Nel frattempo, ha letto la risposta che ho dato alla nostra lettrice OANA ?

      • Oana:

        L’articolo di Alberoni letto.
        Nella musica, nell’amore, in alcuni aspetti della vita sono molto artista ma in alcuni so di essere con i piedi molto ancorati alla terra.
        Se io e te fossimo marito e moglie (ecco prendiamo DUE persone non milioni) come intenderesti gestire le nostre libertà, la nostra casa ed il nostro amore? Non accetto risposte metaforiche ;-)

        • Antonino Trunfio:

          @OANA : non sono tipo da risposte metaforiche. Il rapporto tra gli individui in una società, come quello tra due persone, marito e moglie, o padre e figlio, figlio e madre, e così via, possono essere basati sulle “forze” e le “capacità” dell’individuo stesso, quando egli si ritenga autore della vita e padrone del proprio destino. Oppure, per chi come me ha fatto esperienza di non essere autore della propria vita, e men che meno padrone del suo destino, fondarsi su Gesù Cristo che ama i miseri e i deboli, soccorre gli umili e rimanda indietro i potenti a mani vuote, quel Gesù la cui misericordia dura in eterno per generazioni e generazioni.
          Ciascuno è libero di seguire la prima via o la seconda, o una via ancora diversa che crede migliore o si è creata da solo. Come questo accada è un mistero insondabile.
          A ciascuno poi rimane di distinguere, come si farebbe per un albero buono da un albero cattivo solo guardando ai frutti che produce, quale via seguire o da quale via allontanarsi.
          Una cosa è sicura : noi sappiamo che compiere il male, o riceverlo, produce la morte, la solitudine e la desolazione nell’animo.
          E un’altra cosa è sicura quanto la prima : sappiamo quanto è dolce e soave amare ed essere amati gratuitamente così come siamo, senza pregiudizi e con tutti i nostri limiti e debolezze.
          Da queste due esperienze dipende la vita e la felicità di un marito e di una moglie, di un padre e di un figlio, di un figlio e di una mamma, di due amici, o colleghi, o concittadini o più in generale di milioni di persone tra loro.
          Fuori da ogni metafora, come promesso.

      • Oana:

        …si basa sulle forze della vita e capacità….
        Anche quando si prendono schiaffi si viene lasciati in mezzo ad una strada?
        Ma se solo due persone non vanno d’accordo di cosa stiamo parlando?
        Qualcuno qui si indignava che ho detto che non ci sono regole abbastanza. Si, non ci sono! Quando io vengo messa sotto una macchina sulle strisce pedonali, si confermo che non ci sono regole, è solo un miniminissimo esempio. Non esprimo certamente il fatto che viviamo in un paese o mondo democratico! Sostengo un modello di vita basato sulla VERA democrazia e su una maggioranza che va rispettata.

    • Antonino Trunfio:

      @Al.b.: l’autore del post le fornisce chiarimenti su quanto richiesto.

  • William:

    Molto semplicemente dico che più l’essere umano si evolve , o ha a disposizione elementi nuovi per evolversi e più si allontana dalla sua natura primaria , che è quella di vivere in armonia con ciò che lo circonda e seguirne i naturali ritmi. Noi abbiamo oltrepassato il punto di non ritorno , quel punto fin dove potevamo ” aggrapparci ” a certezze elementari come il sole , l’acqua , il vento , lo scandire delle stagioni , dei raccolti , della sofferenza e della gioia come due facce della stessa medaglia : la vita.
    Con ogni probabilità ci saranno ancora comunità o porzioni di società sparse per il pianeta che non si faranno tante domande complesse e condurranno una vita serena dove qualsiasi forma di ” governo ” sarà ininfluente proprio per il fatto che tutti condividono le essenze primarie del loro vivere.
    Noi , uomini occidentali, contaminati da secoli dove abbiamo sostituito gli elementi essenziali con falsi valori , quali il potere e la ricchezza , e per ottenerli abbiamo tenuto in schiavitù interi continenti , noi , siamo irrimediabilmente persi .

  • Tidivic:

    @Signor Trunfio
    una domanda. Cosa ne pensa del fatto che il movimento 5stelle venga considerato vicino ai gruppi anti stato?Io credo che si cerchi di infondere paura alla gente paventando lo spettro di un futuro dittatoriale e violento per tagliare le gambe al m5s. Poi però rifletto sui legami di questa organizzazione con la massoneria e non so cosa pensare

    • Antonino Trunfio:

      @TIDVIC : lei che riconosce a distanza un buon narratore comprenderà la mia risposta, spero.
      Un criminale è la persona più diffidente che esiste. Misura tutto con il metro dei suoi loschi affari e della miserabile considerazione che ha degli altri
      Lo stato non è da meno.Anzi.
      Chiunque quindi, minacci le basi vacillanti dei suoi apparati e le rendite dei suoi cortigiani, chiunque si configuri come potenziale minaccia, è un nemico giurato e come tale deve essere additato alle masse impaurite e beote, per il pubblico disprezzo e rifiuto.
      Sebbene quindi il M5S intenda rafforzare lo stato anzi renderlo predominante e pervasivo più di quanto oggi non sia, solo per il fatto che spodesterebbe i suoi attuali burocrati da destra a sinistra. senza tralasciare il colle del mesozoico di roma, viene additato come pericolo, minaccia della democrazia, bomba a orologeria per la governabilità. Secondo il consumato lessico del sempreverde vocabolario, che un caro amico chiama della Neo Lingua. Scriverò qualcosa prima o poi sull’argomento.
      Grillo ha un merito : che dimostra quanto un criminale incallito sia ostile a farsi imprigionare o almeno a mettersi da parte.
      A noi spetta il compito di ricordare, spiegare con tutte le nostre forze che la soluzione ai mali di oggi, non è uno stato più forte con giovani e incensurati al parlamento. Lo stato è il cancro, e per il cancro occorrono solo il bisturi e la radioterapia.
      Spero di non averla annoiata neppure questa volta.
      Cordialità
      A.T.

      p.s.: le consiglio la lettura, se le è sfuggita, del post intitolato “la legge e il denaro” pubblicato il 1.2.2013

  • Tidivic:

    Signor Trunfio
    era proprio come pensavo allora. Chi è contro l’idea di stato non può essere con Grillo che come dice lei lo vuole rafforzare. A questo punto mi chiedo a chi giovi associare Grillo a queste correnti. Potrebbero usarsi argomenti più logici e sensati ed ai quali la gente di sicuro potrebbe abboccare meglio. Quando questa presunta notizia( e cioè che il m5s è contro lo stato) mi è stata proposta sono sobbalzata dalla sedia perchè leggendola su SL e leggendo anche i commenti di tanti utenti che la pensano come lei non potevo accettare che si dicesse una cosa del genere. Non perchè io condivida in pieno quello che lei pensa ma perchè nelle sue idee ed in quelli di coloro che come lei la pensano ci sono dei validi contenuti che vanno rispettati e non manipolati

    • Antonino Trunfio:

      Il M5S è contro lo stato, si. Contro questo fatto di burocrati e dinosauri, inquisiti e pregiudicati, inetti e incapaci, pressochè professionisti della politica che di politica vivono e prosperano. Per quello che il M5S è dichiarato anti-stato. La definizione esatta sarebbe : contro QUESTO stato. Scopo : sostituire questo con uno anche più forte, severo, provvidente, onesto. Se non fosse che ritengo che prima ancora che la politica o Grillo, farà giustizia all’italia, il default economico prossimo venturo, temerei che con Grillo passeremmo un’altro ventennio come quelli che l’hanno preceduto : statalisti dichiarati come prodi e i seguaci di prima e di dopo, e i finti liberali alla berlusconi e alla giannino. Arriverà prima il mercato a sistemare le cose, e gli italiani piangeranno lacrime amare per le illusioni che avevano scambiato per parola di dio. Quanto a quello che lei pensa e che non coincide esattamente con quello che penso io, consideri questo il motore del progresso economico e umano. La base è rispettare le idee degli altri, ma veramente e non a parole. Per me questo coincide con una cosa molto semplice : ognuno sia libero di pagarsi il sistema che meglio gli aggrada, senza pretendere che a pagarlo siano gli altri. Solo perchè hanno perso le elezioni, o solo perchè sono una classe sociale debole, o fosse anche uno singolo individuo. La democrazia non è neppure la tirannia della maggioranza, come gli imbecilli ripetono. Ma un sistema assolutamente disumano prima, e beota dopo. Infatti occorre considerare che il 50 % dei voti delle scorse recenti elezioni, coincide con il 50 % del 75 % degli aventi diritto e con molto meno di tutti (giovani minori di 18 anni per il parlamento, e minori di 25 per il senato). Se ci riferiamo solo agli aventi diritto il 50% del 75% è solo il 37,5 % quindi DITTATURA DELLA MINORANZA. Se consideriamo invece il più vasto numero di italiani, comprendendo tutti fino ai bebè, visto che i loro papà e mamme votano anche per loro, in fondo, la % delle cosiddette maggioranze elettorali scende dal 37,5 % al 28 %. Quindi DITTATURA DELLA MINORANZA ASSOLUTA. Altro che democrazia rappresentativa !! alla gente basterebbe usare il pallottoliere.

  • WBM:

    Democrazia è una parola molto ricorrente ma vuota di contenuti, ed è utilizzata da questi nostri politicanti per autorizzarli a rendere lecito ciò che non lo è nella maniera più assoluta (come appropriarsi dei soldi pubblici per fini tutt’altro che pubblici!).

    Sulla legge elettorale abbiamo visto come i maggiori partiti hanno fatto finte trattative per cambiarla, e adesso in conseguenza di questa porcata di legge, abbiamo i due rami del parlamento con maggioranze diverse: lo sapevano e l’hanno mantenuta per questo motivo, così prendendo a pretesto l’ingovernabilità, faranno un Monti bis che prevede la grande coalizione tra PD, PdL e UDC, esattamente come quello in vigore dal 2011.

    • Antonino Trunfio:

      @WBM : egregio amico mio, la legge elettorale attuale e futura, sono porcate. Buone solo per i maiali e per chi si nutre di ghiande, come milioni di beoti connazionali. PD e PDL sono ormai accerchiati dallo tsunami Grillo, Bersani sa che i suoi hanno solo un desiderio : liquidarlo per Renzi, e Silvio sa che il suo tempo è definitivamente scaduto senza eredi. E adesso raccontano, bersacchio e silvio, che fanno la legge elettorale per mettere a posto l’italia !!
      Spero che Grillo non cada nel tranello. Mi hanno riferito, non guardando la televisione, che ieri sera bersacchio da fazio (ah ah ah ) ha denunciato Grillo come un antiparlamentarista e lo invita nella sua arena (il parlamento), quella congeniale ai farabutti come lui. Grillo deve solo chiamarli fuori dal palazzo per sbaragliarli. Senza regole e senza il lessico di boiardi come bersacchio pirl uigio. Lo lasci a loro l’armemantario della politica che ha ridotto l’italia a un colabrodo. Non voto come si è capito, non intendo farmi rappresentare da nessuno, ho la peggiore delle considerazioni dello stato, della democrazia e dei suoi boiardi e dinosauri, cancro e metastasti della libertà e delle speranza di centinaia di milioni di uomini e donne del nostro tempo. Ma spero che Grillo almeno sbaragli questo stato canaglia, come lo ha definito in un suo libro il giornalista del corriere della sera Piero Ostellino

    • Oana:

      @ WBM

      La democrazia per me significa DIALOGO nella trasparenza ed il miglior compromesso conseguente.

    • WBM:

      @Antonino Trunfio: il Suo ragionamento è condivisibile, d’altronde neppure io sono andato a votare. Se fossi in Lei però darei giudizi più prudenti su Grillo, soprattutto considerato che i ha alle sue spalle (Casaleggio e Sassoon).

      @Oana
      Il concetto da te espresso è genuino e lo condivido totalmente, peccato che la maggior parte delle persone lo disconosce.

      • Antonino Trunfio:

        @WBM : la prudenza che mi suggerisce, la devo intendere come rischio per il mio modo esplicito e diretto di scrivere, o come vantaggio (per loro) di essere arruolato nel M5S per guidarli verso la definitiva demolizione degli apparati, delle burocrazie popolate di cortigiani, boiardi, parassiti e dinosauri del mesozoico ? e non già verso la sostituzione di questo stato con un altro.

  • @ Al. b.

    Grazie del commento e di chiedere chiarimenti sulla soluzione del problema.

    In realtà le soluzioni che ho discusso sono due. La prima è quella “istituzionale” (quella di Hayek), la seconda è la mia (quella del link) che è “informale”. Il punto che esse hanno in comune è la separazione del potere legislativo da quello politico: entrambe infatti affidano il potere legislativo (cioè il potere di difendere la legge intesa come principio generale e astratto) a un’istituzione diversa da quella a cui viene affidato il potere politico (cioè quello di decidere provvedimenti particolari) e l’assemblea ‘politica’ è subordinata a quella ‘legislativa’ nel senso che i provvedimenti che decide non possono violare i principi scoperti e difesi dall’assemblea ‘legislativa’, principi che, in quanto regole di comportamento individuale, devono valere per tutti (STATO INCLUSO) sempre e comunque nello stesso modo.

    In concreto la cosa funzionerebbe più o meno così: l’assemblea politica approva un provvedimento che impone alle aziende il sostituto d’imposta; l’assemblea legislativa dice: “No. Esiste un principio generale in base al quale Tizio (e quindi anche lo Stato) non può imporre a Caio con la forza di svolgere gratuitamente una funzione per lui. Io, assemblea legislativa, vi dimostro che questo principio esiste indipendentemente da me e che è compatibile con tutti gli altri principi (cioè con tutte le altre leggi) ritenute valide. Se questo principio non esistesse allora chiunque potrebbe ridurre chiunque altro in schiavitù. Il provvedimento approvato dall’assemblea politica viola questo principio (la legge), quindi è nullo”. Oppure: l’assemblea legislativa abolisce di sua sponte il provvedimento particolare che impone il corso forzoso della moneta dicendo per esempio: “Esiste un principio generale in base al quale Tizio (e quindi anche lo Stato) non può obbligare Caio a usare una determinata cosa. Io vi dimostro che questo principio esiste indipendentemente da me e che è compatibile con tutti gli altri principi (cioè con tutte le altre leggi) ritenute valide. Se questo principio non esistesse allora Tizio, che vende pane, potrebbe obbligare con la forza Caio, che ha bisogno di pane, a usare il suo invece che quello della concorrenza. Il provvedimento in questione viola questo principio (la legge), quindi è nullo”.

    La cosa sarebbe molto, molto più complicata di così, ma non è possibile discutere qui di tutte le implicazioni.

    Il vantaggio della proposta di Hayek è che, essendo istituzionale, consente di privare del diritto di voto coloro che vivono di Stato (i parassiti), cioè coloro il cui reddito non deriva da scambi volontari e legittimi ma da risorse che sono state prese con la forza dallo Stato ai legittimi proprietari. Questo è un vantaggio importantissimo in quanto permetterebbe una graduale ma sempre più veloce riduzione delle dimensioni e delle funzioni dello Stato (e quindi, fra le altre cose, una grande prosperità economica). La proposta di Hayek però ha due svantaggi: il più importante è che è irrealizzabile. Essa infatti richiede che i partiti politici si mettano tutti d’accordo per una rivoluzione istituzionale tesa a dimezzare il loro potere: Sarebbe come chiedere alla forza di gravità di andare verso l’alto. Altro che abolizione del finanziamento pubblico dei partiti! Perfino i Grillini si opporrebbero in quanto non potrebbero realizzare molti punti del loro programma (a partire dal reddito di cittadinanza): per realizzare il loro programma essi (che si dichiarano antipartitici) hanno bisogno della stessa idea di legge e della stessa non separazione dei poteri che ha permesso alla partitocrazia di fare quello che ha fatto (in sostanza essi non sono il nuovo, sono il vecchio in abito nuovo)! Il secondo svantaggio è che, per quanto nel dettaglio della proposta Hayek abbia pensato a numerose precauzioni che vanno in quella direzione, egli non ha risposto in modo soddisfacente alla domanda “chi controlla i controllori?”.

    La mia proposta, rispetto a quella di Hayek, ha lo svantaggio (grande) di non risolvere il conflitto d’interessi dei parassiti (ai quali non potrebbe essere tolto il diritto di voto per l’assemblea politica o ‘governativa’ come la chiama Hayek). Tuttavia, rispetto alla proposta di Hayek, ha il vantaggio a) di essere realizzabile a partire da subito, cioè a partire dall’attuale quadro istituzionale e normativo; b) di non richiedere un solo centesimo di denaro pubblico; c) di rispondere in modo più soddisfacente di Hayek alla domanda “chi controlla i controllori?”; d) di ‘preparare il terreno’ a una eventuale applicazione della proposta di Hayek (che comunque per quanto riguarda il punto b) e soprattutto c) rimane inferiore). Sia il funzionamento pratico della mia proposta, sia i punti a), b), c) e d) sono illustrati nella versione più estesa ( http://catallaxyinstitute.wordpress.com/2012/06/19/proposta-pratica-per-cambiare-modello-sociale/ ) della mia proposta, a cui la rimando.

    Un cordiale saluto,

    GB

    • psiché:

      Già, ma il punto debole del discorso rimane sempre quel concetto: legalità. Legittimo.
      Sono brutte parole.
      Tanto per iniziare, il concetto di Legalità in Hayek deriva dalla filosofia della legge espressa a cavallo tra ’800 e ’900 da individui quali Stahl e Kaufmann (i padri del diritto tedesco contemporaneo che ha a sua volta influito su quello italiano a partire proprio dagli anni ’20 e ’20). La loro specifica dottrina, sotto un profilo eminentemente filosofico, è: poichè la legge di uno Stato è espressione dell’autorità (cfr Platone, Repubblica) e l’autorità massima è Dio, la legge è volontà di Dio.
      Scusatemi, ma siete sicuri di poter accettare una simile affermazione e farvi dipendere la vostra vita?
      Non per altro, ma se poi il Dio degli islamici non concorda con quello cristiano? E capita…
      Il punto cardine di Hayek, traslato in ambito economico, deriva da una disciplina giuridica che è traslata da una teologica: nel passaggio dall’una all’altra, consapevolmente o inconsapevolmente, sono amputate le premesse in ciascun ambito e se ne ottiene un discorso, diciamo così, opaco…
      Non intendo addentrarmi nella dottrina della coerenza interna del corpus legislativo. Non è riuscito Goedel a dimostrarlo per la matematica, vogliamo credere a gente che scopre “un vuoto legislativo” a settimana??

      E questo per considerare la materia giuridica dal punto di vista teorico.
      Dal punto di vista pratico, la situazione è molto peggio: chi frequenta i tribuali lo sa molto bene.
      Dal punto di vista clinico la situazione è persino peggiore (possibile? Sì, possibile):
      la più grave malattia mentale attualmente nota, la psicopatia di primo grado, vede gli uomini di giustizia al secondo posto quanto a frequenza.
      la seconda più grave malattia mentale, i disturbi di condotta antisociale, vede gli uomini di giustizia al primo posto.
      Tradotto: la più alta concentrazione delle più gravi malattie mentali vede ai primi posti proprio coloro che si occupano di legge.

      Direte che sono esagerato.
      Ebbene, gli studi epidemiologici pubblicati a Cambridge nel gennaio 2013 sanciscono proprio questo.
      (siccome non voglio apparire eccessivo, per ridimensionare la questione, aggiungerò che psicopatici di primo grado si trovano alla dirigenza di multinazionali e di nazioni: cfr Robert D. Hare, 2006 e seg. Quindi tutti in buona compagnia).

      Strano? E come mai?
      Beh una risposta esiste, è persino condivisibile se ci pensate.
      La natura umana trova un suo equilibrio tra emozione e ragione.
      Quest’equilibrio complesso è l’empatia (cfr neuroni specchio, cfr Jeremy Rifkin e altri).
      La malattia mentale è una forma di disequilibrio; in particolare, per la psicopatia è la mancanza di emozioni, nei disturbi antisociali è l’erroneo ragionamento a fronte dell’emozione provata.
      La legge non è altro che razionalizzazione priva di fondamento emozionale (e ancor meno empatico).
      Ora gli uomini di legge non sono altro che individui avulsi dal contesto umano e pronti a qualsiasi strumentalizzazione della norma per fini – in ogni caso – non sociali.
      Non a caso si parla di “soccombenze”, …giusto?

      Ciò detto, che senso ha parlare di poteri? Legislativo? Politico? Esecutivo???
      L’esecutivo non è neppure un potere: se esiste un legislativo, l’esecutivo dovrebbe semplicemente eseguire (e far eseguire).

      Ora, la reale funzione della legge è meramente quella di rendere perseguibile l’aspetto materiale degli individui, così come gli aspetti deteriori della religione sono quelli di perseguirne la psicologia.
      Chi di voi è stato vittima di psicopatici (quelli veri) sa bene di cosa parlo.

      Ora, e per concludere, molte delle conoscenze psicologiche/neurologiche e psicosociali attualmente note, non erano ancora esistenti 200 anni fa, quando invece venivano forgiandosi problematiche quali l’organizzazione delle Nazioni e degli Stati come li abbiamo conosciuti.
      Quindi allora ci si organizzava con quei concetti. Oggi “i poteri” sono “quasi” desueti: servono però ancora per confondere, come destra e sinista.
      Tutto il lavoro di queto blog è svegliare i lettori? E’ renderli consapevoli?
      La consapevolezza parte dai processi interni dell’anima e della psiche?
      I cattivi manipolano con la psicologia sociale?
      E perchè i buoni no?

      Condivisibile o meno, a seconda dell’appartenenza politica, un rivoluzionario disse: “la giustizia rivoluzionara non si basa su precetti legali ma su convincimenti morali”
      [morale=la proiezione dell'etica in ambito sociale]

      • Antonino Trunfio:

        @PSICHE : l’ho letta con vivo interesse. La ringrazio del suo ricco e documentato contributo. L’amico Giovanni Birindelli, che mi ha autorizzato a pubblicare qui questo suo articolo e questi suoi pensieri, non tarderà di risponderle, come ha già fatto prima con due nostre lettrici, per poter insieme, tutti noi essere più consapevoli e quindi più liberi.
        Mi permetto di mandare a dire a quel rivoluzionario della citazione finale del suo commento, che la giustizia rivoluzionaria è ben per il fatto che si basa su convincimenti morali di qualcuno, che porta con se solo morte, sopraffazione, violenza e regresso umano e sociale. Proprio perchè la giustizia rivoluzionaria obbliga altri ai suoi principi morali, considerati evidentemente migliori o più giusti. A differenza di quanto possa apparire ai più e contrariamente a quanto il pensiero unico induce a credere, che cioè una giustizia rivoluzionaria fa evolvere la storia e promuove la libertà, credo che l’unico vero progresso si basi sulla giustizia del perdono, della fratellanza, dell’amore vicendevole tra gli uomini.
        La giusitiza, affidata soltanto agli uomini, o peggio solo a rivoluzionari ha conseguenze nefaste che tutti conosciamo.

        • psiche:

          Grazie a Lei. La ringrazio per la stima che mi ha riposto.
          Ho scritto di getto in nottata la lunga risposta: mi rendo conto di errori ed imprecisioni; quando sarò più tranquillo proverò a porvi rimedio. Particolarmente nell’ottica di poter contribuire alla crescita di consapevolezza e autentica responsabilità condivisa (seppur lievemente idealistica).
          La citazione finale è stata provocatoria ma anche funzionale.
          Provocatoria, in forza dell’ossimoro e il chiasma tra precetto giuridico e morale.
          Funzionale, perchè quella frase fu detta da un uomo particolare in una circostanza particolare; quella circostanza – che lascio al “curioso” esplorare – dice molto su quello che sta accadendo ora, sul piano politico ed economico (lungi dal voler incorrere in faziosità ma cogliendone l’universalità) e sul piano psicosociale.
          Grazie ancora per la condivisione.

  • @ Oana

    Evidentemente non mi sono spiegato. Non ho mai auspicato né difeso altro che il CONTRARIO di una società senza regole.

    Le regole possono essere di due tipi: arbitrarie oppure non arbitrarie. Le prime sono decise, le seconde scoperte e difese. Le prime sono particolari, le seconde sono generali.

    Per esempio, pensiamo alla regola secondo la quale ci deve essere un seggio ogni 1.000 abitanti. Questa regola è arbitraria nel senso che essa esiste solo DOPO che è stata DECISA da chi ha il potere di deciderla, supponiamo il parlamento attuale. Il prossimo parlamento, per esempio per ridurre i costi delle elezioni oppure per incoraggiare l’affluenza alle urne, potrebbe DECIDERE di innalzare il limite a 1.500 oppure di ridurlo a 500.

    Pensiamo adesso alla regola in base alla quale non ci si può appropriare della proprietà altrui (appropriazione indebita). Questa regola non è arbitraria nel senso che essa esiste INDIPENDENTEMENTE dalla volontà del legislatore che la deve scoprire e difendere. Nessuna maggioranza può DECIDERE che l’appropriazione indebita sia giusta. La può imporre legalmente, magari in alcuni casi particolari, come sono state imposte legalmente le leggi razziali, ma questa è un’altra cosa.

    Quindi nel primo caso il compito di chi deve approvare quella regola è DECIDERLA, nel secondo caso è DIFENDERLA SEMPRE, senza eccezioni. Quelle due regole sono cose molto diverse fra loro: una (il provvedimento particolare) è uno strumento di potere. L’altra (il principio generale) è un limite al potere.

    Lei ha perfettamente ragione a dire che siamo tutti diversi. Ma siamo tutti diversi perché abbiamo interessi diversi. Dove la ‘legge’ è il provvedimento particolare mediante il quale possiamo far prevalere i nostri interessi sugli altri, non si ha democrazia, si ha la tirannia della maggioranza, il conflitto continuo, l’impoverimento, l’invidia. Soprattutto si ha divisione: i provvedimenti particolari, essendo legati a interessi, dividono. Ma dove la legge è il principio generale e astratto, lì si ha pace, prosperità, rispetto. Soprattutto unità: non unità territoriale o attorno a un arbitrariamente definito ‘interesse del paese’, ma attorno a dei principi generali che, ricchi o poveri, belli o brutti, artisti o managers, tutti riusciamo a riconoscere dentro di noi.

    Dove le regole sono la volontà della maggioranza, e cioè dove vige la regola del più forte, lì non ci sono regole. Lì c’è la barbarie. Oggi quindi abbiamo la barbarie. E’ una fatto scientifico, non un’opinione. Se lei è contraria all’olocausto allora è d’accordo con me, anche se non lo sa e pensa il contrario.

    • Domenico Proietti:

      Cortesemente, pur riconoscendo che per corposità questo é minore del precedente, la pregherei di essere più sintetico nel commentare. Grazie.

      - Moderatore -

    • Oana:

      Gentile Giovanni, io La seguo nel Suo commento però mi scusi nella mia ignoranza, non capisco molto.
      Lei parla di concetti troppo complessi per me ed io ragiono partendo dal mio piccolo e concretamente.
      Lasciando a parte il sistema mi direbbe cortesemente come farebbe a gestire le nostre diversità? Mia e Sua intendo! ;-)

    • Oana:

      La volontà della maggioranza non significa la volontà dei più forti, significa la volontà della maggioranza. Lei da per scontato che il benessere cancelli le differenze, io non mi trovo d’accordo su questo punto. Ribadisco che saremò in ogni modo più o meno diversi ed è difficile stabilire dove finisce la Sua libertà e dove comincia la mia.

      • Antonino Trunfio:

        @OANA : due persone sanno bene cosa è la libertà. E’ lo stato che pretende di sapere cosa è la libertà per tutti !!

        • Oana:

          No Antonino, lo stato tutela o dovrebbe tutelare.
          Se una donna viene picchiata dal marito cosa si fa?
          Se una donna viene violentata?
          Se una donna rimane incinta ed il marito scappa con un’altra?
          Se il marito a 60 anni si innamora di una ragazza di 20 anni lasciando una famiglia e la moglie casalinga senza sostegno?
          Guarda che non tutti vivono con la bibbia in mano.
          Sai come risolvono certi rom le questioni? Con i coltelli!
          Io farei a botte già con chi urla sul treno al mattino e non mi lascia studiare.

  • Oana:

    Io propongo, nell’attesa del mondo perfetto di unirci tutti noi per cercare di migliorare lo stato sociale in cui viviamo. È da tempo che propongo riunioni, club, “matrimoni”, picnic ma pochissimi hanno aderito. Il cambiamento si fa nel piccolo ma anche in mezzo alla gente diffondendo e lottando per certi valori.

  • Pier:

    fatemi romanzare un attimo”la riformattazione della società passa per l’educazione dei giovani! ad un breve periodo di interregno da capire come, si avviano imponenti programmi pedagogici, basati non più su nozionistica ed informazioni sballate. ma su un piano reale, dove si insegna, rispetto, libertà interiore, autonomia personale, responsabilità personale, inclinazione professionale, senso civico della comunità, avviamento alla gestione dei nuclei indipendenti orizzontali ma interconnessi, professioni manuali ed intellettuali, esperienze creative e psico-ricognitive, ecc. nel frattempo si riorganizza il lavoro. i dipendenti lavorano non più di tre ore al giorno, quindi chi vuole può lavorare, chi non lavora avrà un minimo di sostegno, si aboliscono le tasse si promuove un unica tassa a percentuale del reddito. i liberi professionisti devono rientare in un quadro di normative dove comunque l’ETICA diviene parametro inevitabile. sicuramente chi più guadagna più paga tasse ma sempre con un tetto massimo oltre il quale è inammissibile andare (Le classifiche dei paperoni di Forbes diventano uno scialbo ricordo). Si avviano nuove gestioni della cosa pubblica dove l’imperativo diventa: trasparenza, equilibrio, comunanza e condivisione. Si instaurano dei comitati a ricambio periodico atti ad impedire prima di tutto la riorganizzazione di poteri forti piramidali, conventicole nascosta, subdole macchinazioni utilitaristiche ecc, inoltre appunto i poteri vengono smembrati in tante agenzie comunitarie gestite dal basso e a ricambio periodico appunto, che diventano inattaccabili da cupole sotteranee..,in tutto ciò, riformattare il sistema monetario, utilizzare banche del tempo…vabbe qui mi fermo ma potrei continuare (altrimenti il moderatore si inc….:-) A tutti i paurosi del “non si può cambiare” dico è proprio il vostro blocco come altri milioni a non permettere che ciò avvenga, vi hanno bloccato nella paura, nella sfiducia, nell’impossibilità. Invece di dire gli esseri umani sono troppo diversi, guardate invece le necessità primarie, vitali di un essere umano che sono UGUALI AD OGNI LATITUDINE. Grande Trunfio continua così.

    • Antonino Trunfio:

      @PIER : non so se hai letto tutti i commenti. Ho consigliato di leggere quello splendido articolo di Alberoni del 2006 sul corriere della sera “diffidate da chi dici non si può”.
      Concordo caro amico, soprattutto con quanto dici alla fine e lo voglio rafforzare e semplificare : gli uomini, ad ogni latitudine, hanno bisogno di due cose sole AMORE E LIBERTA’.

      • Oana:

        @ Antonino

        La gente ha bisogno di cibo in primis.

        • Antonino Trunfio:

          @OANA : la gente ha bisogno di amore e di libertà prima del cibo. Senza amore e senza libertà, non c’è cibo ma solo elemosine e catene

        • Oana:

          Va bene Antonino, parliamo due linguaggi diversi.
          Ma tu hai mai avuto davvero fame?
          Io aggiungerei anche empatia, apertura, semplicità ed umiltà nel tuo elenco ;-)

    • Oana:

      Condivido ma da chi verrebbe gestita questa società?
      Ci sono rappresentanti eletti oppure no?
      Le regole etiche verranno fatte rispettare oppure no?
      Chi gestirà le tasse e stipendi?

      • Antonino Trunfio:

        @OANA : Oana !!! Oana !! le tasse ? non pronunciare quella parola. Alza la testa ragazza mia, e abbi fiducia. Le regole etiche sono scritte nell’animo umano e nelle usanze. Chi vuole essere rappresentato se li elegge e se li paga.

        • Oana:

          Vedi Antonino tu parti dal presupposto che hai ragione e detieni la verità. Io ammetto i miei limiti ma invito al dialogo concreto rimanendo aperta. Perché mai dovrei alzare io la testa e non tu?
          Sulle tasse mi hai fraintesa.
          Comunque getto la spugna, questo non è un dialogo.
          Ci sono persone che propinano un mondo perfetto ma se io proponessi un incontro tra di noi i lettori, qualcosa di umano percepibile non ci sarebbe risposta alcuna. Ciascuno pensi per se ma questo non è mio modo di vedere le cose. A me piace la comunità e ho valori e visione della vita diversi.

        • Pier:

          Oana io sono disposto già siamo due :-)

        • Antonino Trunfio:

          OANA !!! il triangolo no !!! ah ah ah ah :-)

      • Pier:

        1-da tutti
        2-risposto sotto
        3-4 ha già risposto Antonino Trunfio

    • Oana:

      Ah dimenticavo: chi decide i programmi informativi?

      • Antonino Trunfio:

        @OANA : i programma ognuno li decide per se e con quelli che ama e con cui sta bene insieme, nel rispetto di tutti gli altri

        • Oana:

          Ora ci siamo!
          Quindi si decide in base ad un dialogo e compromesso che vada bene per tutti, giusto?

    • Oana:

      @ Pier

      Ha già risposto, io sono fusa stasera :-)
      Il Suo pensiero non è affatto lontano dal mio, perché anche il modello proposto si basa sulla maggioranza :-)

    • psiché:

      perfetto

  • Pier:

    scusate dimenticavo, spariscono ovviamente i partiti politici, il teatrino della delega e tutto l’ambaradam statuale. ogni persona viene direttamente coinvolta nella gestione pubblica. un sentito consiglio chi non lo conosce, provate a leggere Errico Malatesta. saluti

  • Signor Birindelli, personalmente ritengo che la Proprieta’ Privata sia una LEGGE ARBITRARIA, probabilmente INVENTATA ai tempi di Caino ed Abele.
    Inizialmente le popolazioni umane erano NOMADI, per cui quando arrivavano su un nuovo territorio lo occupavano, lo utilizzavano e poi se ne andavano lasciandolo libero ad altri.
    Quando la popolazione da nomade divenne STANZIALE, dedicandosi all’agricoltura sorse il bisogno di affermare il principio di proprieta’, con tutto quello che ne consegue, dalle recinzioni alla difesa adoltranza del territorio e dei prodotti….
    In tal modo si negava il principio di vita delle popolazioni NOMADI (forse l’omicidio di Abele e’ Simbolico a tal riguardo)
    Il piu’ ForteINVENTO’ la Legge “nell’interesse generale della pace e pacifica convivenza”
    La storia seguente e’ tutta tesa a dimostrare la GIUSTEZZA della imposizione delle Leggi da parte del piu’ forte o presunto tale.
    A noi tutti ci e’ toccato di nascere in un periodo storico in cui esistono Leggi preesistenti a noi, di cui non ci e’ mai stato chiesto il parere: Leggi GIUSTE A PRIORI, come direbbe un certo FILOSOFO.
    Leggi a cui siamo stati EDUCATI con forti imposizioni. (cito solo ad esempio il PRIMO GIORNO DI SCUOLA per un bambino di 6 anni. Tanti bambini PIANGONO perche’ non ci vogliono andare…Compito dei genitori Convincere, Persuadere, OBBLIGARE….direi meglio TRADIRE la fiducia dei nostri figli….
    Esistono comunque delle Leggi Naturali, del CUORE, della VITA che dobbiamo SCOPRIRE, perche’ ci vengono OCCULTATE da altre leggi, ma che SENTIAMO INTERNAMENTE VIVE, per cui siamo in perenne conflitto con noi stessi e la societa’ che ci circonda!!!
    Se io sono un muratore e mi sono costruito la casa con le mie mani e la mia fatica, perche’ devo pagare a TE STATO l’I.M.U. e quantaltro?
    L’unica ragione e’ perche’ TU SEI IL PIU’ FORTE e DEMOCRATICAMENTE me lo fai INGOIARE.
    Addirittura promuovono tutti a scuola, col solo scopo di dare una PATENTE, un DIPLOMA col quale si certifica che TU SAI LEGGERE e SCRIVERE e pertanto sei tenuto a CONOSCERE E RISPETTARE la LEGGE…
    Beati gli ANALFABETI..
    Chiedo scusa per lo sfogo, non e’ mia intenzione polemizzare.
    Purtroppo viviamo in una societa’ VIOLENTA. LEGALMENTE VIOLENTA !!
    Saluti Giovanni.

    • Antonino Trunfio:

      @GIOVANNI : bentornato tra noi, Giovanni. Non deve scusarsi per lo sfogo. Il suo commento è prezioso e contribuisce con i suoi contenuti e il modo garbato di porli a rendere tutti noi più consapevoli. Una nostra affezionata lettrice in un commento prima del suo, mi attribuisce la “detenzione” della verità e della ragione. Questa è di per se una contraddizione : nessuna verità può essere posseduta, tanto meno imprigionata. La ragione è solo la metà, a volte neanche, di quello che è un uomo. Egli ha infatti un cuore con i sentimenti, e un anima con lo spirito di vita. Spero che la lettura del post le serva da approfondimento e riflessione. E soprattutto per porsi domande nuove e trovare risposte “sconvolgenti”. L’autore del post, vedrà che le risponderà per darle la sua visione al commento che lei ha fatto. La ringrazio, e speriamo qui da SL di leggerla ancora. Antonino T.

  • Roberto Arvo:

    A ben pensarci la questione légge/democrazia è come quella dell’uovo e della gallina.
    Chi la fa la legge, concretamente? Voglio dire:nella presunta democrazia liberale (la quale non è mai esistita se non come idea) chi stabilisce quella legge che poi diviene il cardine della vita democratica? Magari una maggioranza? O una minoranza? Se siamo in quest’ultimo caso….come si legittima quest’ultima?
    Mettetela come volete , ma io ripeto che la democrazia non è mai esistita se non come idea inattuata e le varie forme di potere succedutesi nel tempo, ne hanno avuto solo un vago sentore. E non è mai esistita in quanto il popolo non è mai andato al potere, né potrà mai farlo, visto che il popolo- come entità unica e univocamente definita- non esiste. Esiste la gente eterogenea e suggestionabile- che magari ha interessi comuni- questo si. Esiste un interesse generale (che sacrifica quelli particolari), questo si.
    Ma ,per dirla alla buona, c’è sempre chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. Un popolo unico, unito, come una grande e compatta entità ,non potrà mai esserci.(Se non al prezzo di potenti e coercitive suggestioni che ad un certo punto cessano però di avere effetto….vedi le dittature socialiste)
    Domanda finale…che è quella che ho posto più volte a Barnard, senza ottenere risposta (perché non esiste)…dov’è che il popolo, nella storia dell’umanità è mai stato al potere? Dov’è che si è mai vista la democrazia VERA, applicata realmente, dove il popolo fosse realmente al potere? Così potrei dire agli amici :”ecco, vedi? Quella era la vera democrazia!”

    • Pier:

      In Islanda ci stanno provando e ci stanno riuscendo pure!
      il perchè credo che sia su un dato sul quale è fondamentale riflettere: la struttura societaria di questo popolo è rimasta orizzontale ed egualitaria da popolo dominato durante il 7-800, ha ottenuto l’indipendenza con l’intenzione di eliminare qualunque ingerenza esterna. Ma sopratutto le società segrete e varie massonerie moderne formatesi nel 700, in Islanda non hanno mai attecchito (ho fatto delle ricerche anche in Loco) questo paese data anche forse la lontananza geografica, è rimasta fuori dagli scenari di cooptazione massonica creatisi nella civile e nobile Europa, cosa che ha contribuito a determinare la stratificazione societaria e gli allucinanti privilegi di alcune fette di società, lasciando di fatto un popolo libero di crearsi il proprio destino. Ciò lo abbiamo visto con la rivoluzione islandese del 2010. Io ci sono stato in questo paese, e passare davanti al parlamento, vedere una porta laterale con su scritto primo ministro, con un campanello, e dei passanti sorridenti che mi dicevano “..se vuoi puoi suonare, il primo ministro ti accoglie e se hai domande da fargli lui ti risponde e vi prendete anche un caffe”(in questo caso lei perchè il primo ministro è donna) capito? e non venite a dirmi beh sono pochi, è un piccolo paese. Anche in Lussemburgo sono pochi, ma mi sembra che è uno dei centri di potere più potenti del mondo, you know?

      • Antonino Trunfio:

        @PIER : conosco l’Islanda per esserci stato anch’io per turismo. Aggiungo al suo commento che l’Islanda, su un territorio pari a un terzo di quello italiano, conta poco + di 300 mila abitanti, di cui poco + di 200 mila nella sola capitale, sede anche del governo. L’Islanda dovrebbe suggerire ai 60 milioni di italiani, che le piccole comunità se sono autonome da enti nazionali, o sovranazionali, possono tentare di creare la democrazia diretta, ridurre al minimo l’influenza pubblica sul mercato e sugli affari dei cittadini, e assicurare a tutti, non già l’assistenza e i sussidi per ogni bisogno, ma la libertà di poter fare da se e realizzare i propri sogni, compresi quelli primari di avere un lavoro e poter mangiare e curarsi.

      • psiche:

        sì e anche, ricollegandomi al mio commento precedente, per effetto del fatto che la distribuuzione statistica nella popolazione generale delle malattie mentali – specificatamente psicopatia di primo grado – risulta mediamente inferiore presso la popolazione islandese ma soprattutto in africa e sud america (almeno per quanto finora scientificamente noto).
        Ricordo che si stima che la psicopatia di primo grado risulterebbe detetminata da fattori genetici per circa il 40% e fattori ambientali (genitori fisicamente o psicologicamente violenti, per almeno una generazione) per il 60% e che l’insieme dei due fattori eleva drasticamente la possibilità di conclamare la psicopatia di primo e secondo grado.

    • Roberto Arvo:

      Non vanno confuse la democrazia con la buona gestione di uno stato. Nel momento in cui vige il sistema della rappresentanza (come in Islanda) hai : o una buona o una cattiva gestione….non una democrazia, cioè non un “potere del popolo”.
      La democrazia non può esistere perché, con linguaggio aristotelico, una cosa non può essere in potenza e in atto allo stesso rtempo. O si comanda o si è comandati….non entrambe le cose contemporaneamente. E se si è comandati, si può esserlo bene o male. Ma questo non cambia la sostanza del discorso. Infine il fatto che siano in pochi e siano fuori mano, è decisivo, così come lo è il fatto che ivi ci sia poco da rubare….inutile dire di no

      • Pier:

        allora converrai con me che l’unica vera democrazia è l’autogestione del popolo, il che tradotto significa Anarchia! per tornare all’ Islanda, il popolo ha riscritto la costituzione via internet, tutti, ripeto tutti! hanno potuto apportare modifiche e proposte, l’orizzontalità della società e palesemente visibile, tra qualunque islandese ed il più alto funzionario dello stato il rapporto è diretto senza mediazioni. dal 2010 i diritti di ognuno sono valore insostituibile per un corretto funzionamento di ogni aspetto della cosa pubblica, leggere notizie su questo paese è una cosa, andare vedere ed informarsi in loco è un altro, poichè lì puoi respirare la democrazia o autogestione come dici tu sia in potenza che in atto. poi se vogliamo per forza impuntarci come partito preso fate voi.

        • Antonino Trunfio:

          @PIER : cosa sia l’unica vera democrazia, se l’autogestione, l’anarchia o altro, importa a nessuno. Se disquisiamo di questo, facciamo sforzi inutili per inquadrare la realtà, cosa che a tutto corrisponde tranne che alla ricerca della verità. Ragioniamo piuttosto in termini di cosa possiamo fare (il post di Birindelli è un prezioso contributo in tal senso) perchè si affermi il primato della persona umana, e che qualsiasi organizzazione della comunità umana, che la si voglia chiamare stato, democrazia, anarchia, pizza al taglio o club del golf, sia al suo servizio e non il contrario come avviene nel sistema attuale in cui non già la persona (mai nominata come tale), ma il cittadino (ossequioso elettore e intruppato consumatore) è uno schiavo inconsapevole, paga in anticipo per illusori servizi pubblici di cui ignora la disponibilità e la qualità e che in larga misura non gli servono.
          Il nodo è questo, tutto il resto sono solo disquisizioni su cui i mestieranti della politica di ieri e di oggi, hanno costruito la loro fortuna e i loro privilegi.

        • Roberto Arvo:

          Mi dispiace Pier,ma siamo agli antipodi…capita. Nessuna polemica, ma potri usare mille argomenti…..che però farebbero deviare la discussione, anche tenendo conto dell’intento che ha affermato Antonino sin dall’inizio. Chiudo con una battuta che mostra bene dove voglio andare a parare : se 100 persone dicono che 1+1 fa 3, allora cento persone sbagliano. Se arrivi tu e dici che fa 2 allora tu hai ragione e cento hanno torto. Ecco uno dei tanti motivi per cui la democrazia è impossibile. Infine potrei aggiungere che in ogni questione dove occorre competenza la maggioranza è sempre priva di conoscenza adeguata, dunque la democrazia non può esistere. E in qualsiasi forma di democrazia “reale” non può che contare la maggioranza…alla quale qualcuno deve insegnare cosa è giusto…e infatti questo è capitato anche in Islanda

        • Antonino Trunfio:

          @ROBERTO : grazie del commento. Intanto quello che comunemente è chiamata democrazia, impone il principio della maggioranza. Questo basta già per capire la natura cancerogena e tirannica del sistema. Se poi si entra nel merito dei numeri e non si resta nel pascolo delle opinioni, si può constatare, solo per citare gli ultimi due esempi italiani che :
          1. In Sicilia hanno votato il 47 % dei siciliani aventi diritto (molti meno se consideriamo i minori di anni 18) e l’imbecille che ha preso il 30 % del 47 % cioè il 14 % degli aventi diritto, è andato a fare il governatore della regione !!! DITTATURA DELLA MINORANZA !! apoteosi del liberticidio.
          2. Bersani ha preso poco meno del 30 % del 75 % degli aventi diritto che hanno votato, cioè rappresenta il 22,5 % degli aventi diritto (anche qui molto meno se ci mettiamo i giovani al di sotto dei 18 anni) e viene incaricato di esplorare !!
          bersani dovrebbe esplorare il mappamondo nell’emisfero australe e togliersi dai marroni
          il governatore della sicilia al polo sud direttamente.
          Chiunque voglia ancora continuare a fare commenti, blaterando sproloqui e filastrocche, parta da questi numeri altrimenti vada al bar dello sport.

        • Pier:

          @Trunfio credo che invece è proprio il contrario, sul chiamare le cose come gli pare che la casta politica ha potuto edificare il dominio, le cose vanno chiamate inquadrate, studiate e capite per quello che sono, se io dico cane intendo quel dato animale cane non un animale che può anche essere zebra, cavallo o dinosauro. è proprio da qui che nasce la confusione e la mistificazione da parte di chi vuole, depistare e non far capire più nulla. Poichè se non abbiamo le idee chiare di cosa stiamo parlando ma dove vogliamo andare?
          @Roberto Arvo vedi come basta poco per sentirsi differenti e lontani dagli altri? io non mi sento agli antipodi sono solo chiarimenti spesso solo dialettici per incentrare la questione con precisione e perizia. se basta questo per sentirsi subito lontani dagli altri che stanno sulla stessa barca, perchè questo è, mi sembra che su questo sito SL condividiamo molte posizioni che ci fanno essere sullo stesso fronte. Questo è il guaio umano dal quale dovremmo uscire, ci si sente subito diversi, opposti, lontani. il dividi et impera e nella psiche. cerchiamo di comprenderci altrimenti è finita veramente.

        • Antonino Trunfio:

          @PIER : hai ragione. Ma le parole da usare non devono essere del politichese. Hai mai sentito pronunciare a un mestierante della politica di ieri o di oggi la parola LIBERTA’ ? Mai, te lo dico io.
          Hai mani sentito parlare di democrazia, diritti, stato, bene comune, rappresentanza, dai politici ? puoi risponderti da solo. Fiumi e fiumi di parole, interviste, dibattiti e talk show.
          Ci sarà pure un motivo ?

        • Pier:

          per quanto riguarda cosa fare, io proporrei dei nuclei o comitati orizzontali regionali o cittadini, dove confrontarsi ed elaborare proposte concrete. prima di tutto entrare in contatto sia telematicamente che fisicamente.

        • Antonino Trunfio:

          @PIER : sottoscrivo l’approccio pragmatico. Per entrare in contatto le scrivo in privato. Cordialità. A.T.

  • francesco:

    Mi scusi Sig. Antonino, il suo discorso pare interessante e giusto però un po complicato per chi mastica poco queste cose, mi potrebbe indicare un link dove poter capire bene cos’è questa separazione dei poteri? il perchè? come dovrebbe essere?
    grazie mille

    • Antonino Trunfio:

      @FRANCESCO : le riflessioni sull’argomento non sono mie ma di un caro amico, studioso e intellettuale che stimo, Giovanni Birindelli.
      Lei potrà leggere spesso post di GB in primis sul sito dell’Istituto di Studi che dirige :
      il Catallaxi Institute : http://catallaxyinstitute.wordpress.com/
      Poi può visitare il sito del Movimento Libertario : http://www.movimentolibertario.com/
      le suggerisco inoltre il sito dell’Istituto Von Mises Italia :
      http://vonmises.it/
      Concludo con incoraggiare la sua ricerca e i suoi approfondimenti. Lei per il solo fatto che chiede è uno che si fa domande scomode, e cerca risposte. Le troverà vedrà, come le ho trovate io alcune iniziali, quasi 15 anni fa e da quelle molte altre ancora.
      Si prepari a dover magari rivedere molte cose che ha sempre considerato inamovobili e sacrosante. Perchè cosi ci hanno indottrinato da piccoli, per divenire obbedienti cittadini, discplinati elettori, e perfetti consumatori. Praticamente degli imbecilli con l’attestato di benemerenza, insomma. Cordiali Saluti e continui a seguirci.
      P.S. se se l’è perso, cerchi qui il precedente post del 1.2.2013 su “il denaro e la legge”. Troverà interessanti spunti di riflessione.

  • Roberto Arvo:

    Non insisto e noto invece che con Pier ed Antonino…un paio di cose interessanti ( non politicamente corrette )le abbiamo dette……il che è molto ma molto più di ciò che si fa nella stampa main stream e nelle pubblicazioni addomesticate dal pensiero imperante (vedi gli insulsi, piatti e bidimensionali Giovanni Sartori, Gianni Vattimo, Luciano Canfora e Norberto Bobbio…quest’ultimo mi provoca conati di vomito….)

    • Antonino Trunfio:

      @ROBERTO : caro amico, ricordiamoci di questi punti in comune. Prestissimo ci servirà ricordarcene.

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