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4 marzo 2013 Di Giuseppe Sandro Mela  - Fonte: http://www.rischiocalcolato.it/2013/03/bridgestone-non-chiude-gli-stabilimenti-in-spagna-francia-polonia-e-ungheria-ma-quello-di-modugno-bari.html#.UTUWy0o9yfg.facebook

 

Mela con il Coltello tra i Denti.9 Bridgestone non chiude gli stabilimenti in Spagna, Francia, Polonia e Ungheria ma quello di Modugno (Bari).

 

 «Bridgestone Europe, societa’ con sede a Zaventem (Belgio) ha annunciato oggi la decisione di avviare le procedure per la chiusura dello stabilimento di pneumatici per autovetture di Modugno (Bari)».

  «L’azienda si dice ”disponibile fin da subito a iniziare la discussione per individuare la migliore soluzione in grado di minimizzare il piu’ possibile l’impatto sociale della decisione sui circa 950 dipendenti coinvolti».

  Quindi, la Bridgestone Europe non chiude uno degli otto gli stabilimenti in Spagna, Francia, Polonia e Ungheria ma proprio quello di Modugno (Bari).

  Ma perché poi proprio lo stabilimento italiano e non uno di un altro paese? Perché é quello meno produttivo.

  Questo fatto dovrebbe dar da pensare a fondo sulla necessità di riformare la legislazione sulla produzione, sgravandola di tasse e burocrazia perfettamente inutile. Tanto, altri 950 addetti alla produzione si avviano alla perdita del posto di lavoro.

  Non si pensi che sia possibile rianimare i morti.

  Riportiamo per memento alcuni report di agenzia su fatturato (6.3%) ed ordinativi (-15.3%) industriali.

  Ma che cosa ci saremmo potuto aspettare: biscottini?

  Ci stupiamo che il periodo dei saldi si sia concluso con un -25%?

  Ci saremmo forse aspettati che i licenziati folleggiassero con i saldi?

  Non neghiamo che ci siano problemi nella formazione di un governo, ma la nazione ha eletto i suoi rappresentanti per governare.

  Riforme elettorali, matrimoni gay, e via quant’altro non ci interessano nulla. Adesso si deve cercare di salvare quel po’ che ancora ci rimane della produzione. E per far questo serve un governo.

  Ebbene: lo facciano. E veloci.

11 Commenti a “Bridgestone non chiude in Spagna, Francia, Polonia e Ungheria ma a Modugno (Bari) sì”

  • Antonino Trunfio:

    Come ho avuto modo di commentare all’amico Bepi Mela di Rischio Calcolato, direttamente sul blog del quale sono modesto autore, Rischio Calcolato e da cui proviene questo post sulla chiusura di uno stabilimento Bridgestone, copio qui quanto ho scritto dall’altra parte.
    1. per un rapporto meramente aritmetico, tra personale azienda cliente e personale aziende fornitrici, ai 950 posti che andranno presto persi, se ne devono mettere in conto almeno il doppio tra tutte quelle piccole (che chiuderanno) e medie (che dovranno ridimensionarsi) attività che uno stabilimento delle dimensioni Bridgestone Modugno, di solito crea : ristoratori e trattorie, stazioni di servizio, tabaccai ed esercizi commerciali, padroncini e imprese di trasporto, taxi e alberghi della zona, imprese di pulizia e di manutenzione, appaltatori vari, operai di imprese collegate in zona. Una mia stima fa ammontare questo piccolo esercito di cui non parlerà nessuno a circa 2.000 posti di lavoro, da aggiungersi ai 950 della fabbrica.
    2. Il governo meno nocivo è quello che non esiste. Il Belgio nel 2010 – 2011 senza governo per 535 giorni, ne è un esempio eclatante, leggasi i dati economici, tra tutti l’aumento del numero di occupati. Il prossimo governo, di qualunque colore sarà, farà quello che tutti i governi fanno : intervengono per giustificare la loro stessa esistenza e distribuiscono denaro altrui a un morto per dargli onorate esequie e corone di fiori variopinte, raccogliendo il possibile consenso residuo dei disperati. Il SUD docet.
    La salvezza dell’economia e delle imprese dipende solo dal grado di libertà del mercato, e fintanto che avremo lo stato come monopolista assoluto (che consuma e maneggia il 52 % della ricchezza prodotta, ed è indebitato per il 128 % dell stessa) sarà solo default per tutti.

    • Vasco:

      L’IRI oggi sarebbe il più grande conglomerato industriale del mondo in grado di mantenere le aziende in patria, l’occupazione di personale altamente qualificato e le entrate per l’erario. Sarebbe inoltre un fattore di stabilizzazione del commercio e dell’economia a beneficio della collettività.
      Ricordiamo le eccellenze di Telecom, FS, Enel. Nel pieno di una bufera con vento e pioggia l’Enel nel 1990 mi venne a riparare l’allacciamento elettrico alle ore 2.oo di notte, naturalmente con proprio personale superqualificato e motivato.

      • Antonino Trunfio:

        @VASCO : lei giustamente usa il condizionale. Provi a dare la sua versione sul perchè dell’IRI c’è quasi + traccia. Non tralasci di indicare la valanga immane di milardi di lire prima e di milioni di euro dopo che politici di ogni colore politico, partiti, dirigenti, presidenti, amministratori delegati hanno lucrato in quella terribile commistione passata alla storia come “affari e politica”.

  • Andrea'65:

    Siccome devono portare il Belpaese sull’orlo di una guerra civile tra indigenti, ecco un altro mattone per raggiungere lo sfascio istituzionale ed instaurare, col favore di disordini e qualche pirotecnico attentato ( Napoli Città della Scienza? ), un bel Governo ( Regime ) di Salute Pubblica.

  • gianni55:

    sono multinazionali che volano sopra ai stati,superando tutte le tassazione pagate dai cittadini e artigiani per loro, bilancio delle multinazionali a fine anno e di 0dico ZERO se non sotto 0 ,problema è quanto sicuro è produrre da noi,governi a parte, il costo di produzione? a conti fatti per le azziende è conveniente da noi? i salari sono alti, ma non penso che superi anche quelli della francia, poi il consumo interno del prodotto e normative con la legge 266 su sicurezza, e ultimo la spesa di energie tipo costo corrente eletrica, l’italia è inportatrice con costi elevati per la produzione finale del prodotto, quello che la francia non ha, riccordo che con i trattati della seconda guerra mondiale siamo schiavi e costretti di importare materie prime e energia eletrica, stiamo ogni giorno pagando debiti di guerra assurdo ma vero, poi hanno in progetto di anintare distrugere la nostra economia, se la fiat è fuggita ci sarà un motivo forragiata e aiutata da fondi bianchi e fondi neri tipo la MPS CON BERSANI loro lo sanno noi lo immaginiamo!CIAO

  • WBM:

    Purtroppo qui in Italia abbiamo un regime fiscale sulle imprese troppo vessatorio, ed è normale che colossi come la Bridgestone se ne vadano. A questo si aggiunge la burocrazia e il sistema di tangenti imposto dai nostri politici, per non parlare poi dell’IRAP, una delle imposte più scandalose in vigore in Italia, un vero e proprio freno alla produzione.

    Inoltre, per questo stabilimento di Modugno non esiste un industriale italiano disposto a rilevarlo, perchè non esiste, e con un’eventualità simile, sarebbero stati salvaguardati posti di lavoro e produzione industriale.

  • Roberto Santi:

    Sono perfettamente d’accordo con i commenti e palese la volontà di strozzare l’Italia con ogni mezzo possibile, con la complicità delle lobbi multi nazionali, dato che non hanno il loro governo fantoccio da controllare, ci fanno carachiri con i cecchini dell’ammazza economia, e per il resto basta usare la complicità dei giornali di regime per dare una versione post razziale per gettare fumo e fango sull’opinione pubblica che tanto si beve sempre tutto.

  • NEO:

    Questi quà forse non hanno capito bene la situazione, parlo da meridionale: il sud x colpa nostra e x colpa di tanti politici corrotti, sono decenni che soffre, ma ora siamo arrivati al punto di non ritorno.
    Forse non hanno capito che se saltano le ultime possibilità di poter lavorare onestamente, allora vedranno davvero la guerra, che non scherzino troppo col fuoco.
    E vi posso assicurare, che stavolta salteranno un pò di teste….

  • Andrea'65:

    NEO hanno capito benissimo che il Sud è un vulcano in eruzione, mentre al Nord ( sono lombardo ) stanno seguendo la profezia del Prof. Miglio.

  • Antonino Trunfio:

    @Andrea65 : lei crede davvero che Maroni abbia consapevolezza di quanto diceva con rigore e convinzione il grande prof. Miglio ? Trattasi di un’altra pia illusione per milioni di beoti elettori del nord e della lombardia in particolare, che un politico si faccia eleggere per demolire l’apparato e il sistema del quale è amministratore !!!
    In giro su FB c’è lo spot elettorale di Maroni, che recitava : il 75 % della tasse al Nord scritto in bianco. Io ci ho aggiunto solo “il 25 % che resta a me”. In rosso ovviamente.
    A Maroni in un incontro pubblico ho chiesto : non crede che piuttosto di fermare il 75 % da Roma a Milano, l’unica cosa legittima da proclamare è di lasciare il 100 % nelle tasche di chi lo ha prodotto ? Ovviamente nella sala è sceso il gelo e Maroni si è arrampicato sugli specchi con il solito armamentario lingustico della sussidiarietà, del bene comune, e alleluja !!

  • antioppressione88:

    @Antonino Trunfio

    sei un grande

    lelamedispadaccinonero.blogspot.it

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