di Gianni Tirelli
LE FABBRICHE: UNO STRUMENTO DI SCHIAVITU’ INDOTTA DAL BISOGNO PRIMARIO
Un uomo, costretto a lavorare otto ore ogni santo giorno (che piova o tiri vento), per quarant’anni della sua vita dentro una fabbrica malsana, caotica e assordante, per miserabili 1000 euro al mese, non solo è un irresponsabile ma (senza il dubbio di essere smentito), uno psicopatico. Questo, vale anche per le otto ore svendute di fronte ad un computer, o alla guida di un Tir, o alla cassa di un supermercato. Questa non è la vita o estrema condizione di sopravvivenza, ma stato vegetativo. E mai nella storia del mondo si era raggiunto un tale livello di SCHIAVITU’ e di FOLLIA!! L’uomo ragionevole, muore per un calcio sferrato dal suo cavallo, per essere caduto ubriaco dal fienile o colpito da un fulmine in una notte di tempesta, mentre cerca di radunare il suo gregge di pecore. L’uomo ragionevole, muore annegato, dopo essere caduto con la sua bicicletta in un fossato, di notte, tornando dall’osteria verso casa.
L’uomo ragionevole, muore soffocato dall’ultimo boccone della sua cena o avvelenato dalla puntura di una vipera – muore per un colpo di pugnale al cuore, sferratogli dal suo acerrimo nemico, per una parola di troppo – muore di fatica, dopo avere dissodato, con la sola forza delle sue braccia, un campo di patate. L’uomo ragionevole, muore da uomo, sereno, fra le quatro mura della sua casa di pietra, circondato dall’affetto dei suoi cari, perché la memoria delle sue azioni, sia da conforto per tutti quelli che lo hanno amato. L’uomo ragionevole cerca l’autonomia e la libertà, in una condizione d’autenticità, e di qualità della vita. Diversamente, meglio sarebbe per lui, vivere di espedienti e trovare ristoro, nel freddo di una baracca di lamiera e cartone, e che fosse la carità, a soddisfare i suoi bisogni, e le notti stellate, i suoi sogni.
Il mito dell’alfabetizzazione poi, e della scolarizzazione obbligatoria, sdoganato dal Sistema come riscatto ad una condizione di ignoranza, accesso alla società civile e come presupposto per un lavoro dignitoso (mortificando così, il lavoro della terra, vera conoscenza, tradizioni, principi e valori), è miseramente defunto.
La perdita di autonomia e autosufficienza (un tempo valore fondamentale dell’illuminata società contadina), ci ha relegato dentro una schiavitù senza catene, omologando gli individui e privandoli dei personalismi, immaginazione e slanci rivoluzionari. Per il Sistema una vera pacchia!!
Quella che oggi, impropriamente, viene definita “la cultura”, si è rivelato arido apprendimento, improduttivo e inconcludente.
Quanti giovani, oggi, hanno buttato il loro prezioso tempo, chini sui banchi di scuola, dentro atenei caotici, fra master e improbabili specializzazioni? Quanti hanno rinunciato a vivere, per rincorrere, il mito di una laurea, svuotata di ogni significato e intenzione, per coronare l’ambizione dei loro padri? Quante energie e sudati risparmi, è costato tutto questo?
Meglio sarebbe stato per loro zappare un campo, coltivare patate – raccogliere i frutti della fatica, dando alla propria esistenza, un senso, una dignità e una vera libertà.
Che futuro avranno mai questi ragazzi, quando oggi, il Sistema, li ha derubati dalla capacità di volare, da soli e liberi, incatenandoli all’illusione e alla paura?
Meglio sarebbe stato per loro impastare cemento, costruire una casa di pietra, sulla collina, fra i sugheri le querce – poi al tramonto, rincasare, e perdersi nella magia dei sorrisi e garriti di gioia, di marmocchi analfabeti, gonfi d’amore e di sincera meraviglia.
L’uomo di quest’epoca insensata si deve dunque ribellare, e riappropriare dell’unica cosa che è capace di produrre miracoli, e in grado di riesumare autentiche passioni e vere motivazioni: la Terra. La Terra, è il vero potere! Il solo potere al quale possiamo serenamente sottometterci sapendo che, domani, per noi sarà un altro giorno. Un giorno nuovo, pieno di aspettative e di speranze, di sana fatica, sereno riposo e di felicità.
La tanto rivoluzione industriale, ci ha regalato due guerre mondiali (70 milioni di morti) con annesso, bomba atomica, nazi-fascismo e liberismo relativista. Quest’ultimo (il peggiore di tutti i mali), decreterà la fine del mondo occidentale.
Oggi, la parola é diventata numero e quindi calcolo e bieco opportunismo, quando, fino a ieri (prima dell’infausta rivoluzione industriale), era sinonimo di evasione e di cultura.
La capacità di sapersi adattare alle circostanze, rende gli uomini autonomi e per questo liberi. Questa prerogativa, è resistita nel tempo per tutto il corso della storia umana, per poi impantanarsi e soccombere nelle società post-industriali consumiste e idolatre.





























so what?
Già…allora perchè venga attuato o meglio si concretizzi la visione…per ordinanza ministeriale..radere al suolo nel più breve tempo possibile, scuole di ogni ordine e grado…materne e asili nido compresi…si proceda poi con l’abbattimento di qualsiasi manufatto industriale..atto al lavoro..ridotto come colui emana, in schiavitù….si proceda infine con la soppressione di massa di circa…come stimato dalla visione, di
almeno una quarantina di milioni di cittadini…fatto questo, alla restante popolazione, fortunata, venga affidato a titolo gratuito,
appezzamenti, prettamenti rurali per il loro sostentamento…
@ Gliese
Buttare anche gli elettrodomestici, computer, niente internet che fa male, buttare la doccia e ritonare ai pozzi d’acqua, buttare i forni e tornare ad utilizzare il forno di pietra. Ah dimenticavo anche il bagno, meglio quello esterno di paglia con le mosche che ti fanno compagnia ed i ragni, cosi mentre ti concentri a fare i bisogni c’e sempre qualcuno pronto ad acoglierti. Butterò anche il pianoforte, già, perché la musica non serve a niente, eppure tutti i libri, leggere non serve, confonde le idee.
Grazie al cielo non vivo come i miei nonni, poverini loro, che vita hanno avuto…
Torniamo a fare il mosto con i piedi così ci manteniamo in forma, utilizziamo la zappa per zappare, niente macchinario. Torniamo a riscaldarci col camino e buttiamo via i termosifoni.
Potrei continuare ma devo andare, a fare la doccia in una modernissima vasca da bagno
eheheh! Pienamentte d’accordo! Questi ragionamenti, quanti di noi, ormai da molti anni avremo fatto questo ragionamento anche parlando tra amici, credo un’infinità di volte, è una cosa vecchia ormai che abbiamo imparato a memoria!
Ai tempi dei nostri nonni, la vita era fatta solo di enormi fatiche e sacrifici, e di mezzo c’è stata anche la guerra, i nostri genitori stessa mentalità dei nostri nonni, >senza la fatica e i sacrifici, non viene niente> ma almeno molti dei nostri genitori, sono stati un pò rivoluzionari con le lotte operaie per riuscire almeno ad ottenere qualche diritto, senza continuare a tacere e a soccombere di fronto ai loro padroni dittatori e schiavisti. noi figli abbiamo alzato un pò + la testa + dei nostri genitori, già da qui poi la 3° media non bastava + per avere (non tanto un posto miglliore per voler lavorare in un ufficio perchè lavorare la terra era troppo scomoda, ma per avere delle possibilità in + di trovare UN lavoro, qualunque esso sia, perchè avendo solo la 3° media le possibilità cominciavano ad essere ristrette, e allora ti dicevano che e allora che fai riprendi i libri sulli mani e continui a stidiare, poi ad un certo punto e trascorsi ancora qualche anno, non bastava + nemmeno il diploma dei 5 anni di scuola superiore, ci devi avere almeno la LAUREA, e intanto continui a studiare, e ti accorgi all’improvviso che hai circa (+ o meno) 25 anni e ancora non si è riusciti a vedere come è fatto il 1° (misero) stipendio, e ti senti dire a volte e dentro di te pensi
Chi è riuscito a trovare un lavoro appena o poco dopo finita la 3° media (come me) lavori saltuari e sottopagati o per nulla retribuiti, come agli extracomunitari… come abbiamo cominciato ad alzare la cresta, a far sentire le nostre ragioni perchè vengano rispettati i nostri diritti….. li a poco a poco l’italia ha cominciato a riempirsi di extracomunitari, ex gli italiani la possibilità di trovare un lavoro, anche per zappare la terra era sempre + impossibile.
Quando i nostri + anziani ci dicevano ….. e allora? Ecco i risultati di oggi!, ora che bisogna fare per trovare un lavoro FISSO per prendere almeno quelle misere 100 euro al mese? Siamo stati tutti zitti e buoni, non fiatava + nessuno per paura di perdere il lavoro, però nel frattempo venivano assunti lo stesso sempre + immigratti al posto degli italiani. A me fa rabbia quando gli extracomunitari brontolano No no!…. Si sbagliano in pieno, non c’hanno proprio capito niente, QUESTO E’ SCHIAVISMO, NON RAZZISMO, E LO SCHIAVISMO NOI ITALIANI LO ABBIAMO CONOSCIUTO CHE COS’ERA E COSA SIGNIFICAVA….. DA MOLTO MOLTO TEMPO PRIMA DI LORO!
Fantastico articolo…
@bongo
se non mi accorgo di essere coricato come potrò mai alzarmi?
se non mi accorgo di essere schiavo come potrò liberarmi?
il vero stupido non ha il minimo sospetto di esserlo.
in italiano: consapevolezza.
L’autore insiste col ritorno alla terra,evidentemente non ha ancora provato come invece ho
fatto io.Con una piccola azienda non sopravvivi perchè i contributi vengono elargiti ai grossi
che naturalmente obbediscono al sistema in tutto.Dalla scelta dei semi,rigorosamente ibridi
e prossimamente ogm,all’utilizzo di veleni di ogni tipo ecc.ecc.I semi antichi sono addirittura
considerati fuorilegge.L’unica scelta è,come sempre boicottare,ma soprattutto mandare a
casa chiunque non sia per la biodiversita’. Quanti popoli oggi,nel qui e ora,vivono ancora
della terra e vengono definiti selvaggi,ma sono liberi e felici.Purtroppo,molti di loro sono
stati espropriati ed a volte deportati per biechi interessi della societa’cosidetta civile per
poi cercare di sopravvivere nelle varie bidonville.Per mia fortuna sono certo che il sistema
collassera’ molto presto,con mia grande gioia ed allora me ne tornero’ alla mia amata
Natura.
ma che cazzo dici che lavoro la terra da sempre e ci vivo!!! Cose da italiani amorfi e senza volontà!! certo non vado in giro in ferrari!!
@ gianni tirelli
Mi chiedo, se fosse stato un lettore qualsiasi di SL, i moderatori Le avrebbero permesso di usare questo linguaggio colorito?
Ho letto alcuni Suoi commenti e trovo il Suo modo di ineraggire con gli altri abbastanza agressivo.
Sembra che l’unico detentore della verità sia LEI.
Esprimo la mia umile opinione che il cambiamento del mondo non si ottiene dalla terra e cioè tornando a condurre un certo tipo di vita ma si comincia ad avere con il relazionarsi agli altri, in modo umile, semplice e con empatia, rispettando ciò che vogliono e pensano gli altri senza dire all’altro metaforicamente o meno che è un co…ne. Lei non è meno rispetto a tutti gli altri lettori e rispetto a tutti gli altri esseri umani.
Per favore moderate i toni, e rimanete in argomento
@ Redazione
Il mio commento non era off-topic ma abbastanza affine all’argomento.
Quali toni avrei utilizzato io che non siano stati apropriati?
Voi lotate contro le caste, ma ho come l’impressione che le caste siano anche qui. Pessimo esempio.
allora vuol dire che abbiamo sbagliato tutto, porci rimedio è impossibile, serve una nuova genesi, un azzeramento come è successo in passato, ma l’uomo continua con gli stessi errori, è destinato a ripetere le stesse tappe, gli stessi percorsi in questa matrix interminabile fatta di nascite e di morte perenni e di reincarnazioni (?) che non lasciano nessun ricordo del passato … siamo degli schiavi replicanti, soggiogati dal demiurgo arcontico millenario che ha chiuso le porte della vera luce, precipitando la creazione in un buco nero indistricabile.
Tutte le “leggi naturali” che governano il mondo fisico si basano su illusioni che sono state evocate dall’oscurità. Tutte le “leggi naturali” nella realtà virtuale sono volutamente imposte sugli abitanti del Dodecaedro – la Realtà Virtuale – a danno degli abitanti (che sono veramente prigionieri o schiavi delle tenebre), e di beneficiare delle Tenebre. Ogni illusione impiegata dalle Tenebre si fonda sulla Grand Illusion of Motion.
http://ningizhzidda.blogspot.it/2011/06/realta-virtuale.html
Fatemi capire….ma allora ieri, quel mio collega di lavoro che, camminando, “chattava” con un amico dell’Australia (chi? boh!) maneggiando una specie di saponetta elettronica…..non era un uomo felice? Non si stava autorealizzando?
Mi rispondo da solo, non è la prima volta. Al tizio ho spiegato,poco dopo, che a me la sua performance computerizzata sembrava più la tomba della comunicazione vera, che un prodigio favoloso della modernità. Non so se schiacciasse o meno dei tasti, ma quella che comunicazione è? Senza contare che se uno sta li a stuzzicare quell’affare, non può parlare con le persone vere….alienazione dunque. Devo dire che alla fine , come si fa con i matti, mi ha dato ragione….per quel poco che conta.
@ Roberto
Condivido il concetto.
Per questo motivo non ho Facebook e ho disinstallato vari programmi di chat. Amo scrivere le cartoline a mano e qualche altra lettera. Ben vengano invece Skype che mi consente comunicare con i miei cari, le email che ricevo durante le giornate, anche questo cellulare che mi consente di rispondetemi mentre mi congela la mano
Animo…tra un pò torna il sole…..e i fornelli prenderanno la ruggine.
Il nostro destino sembra essere- non tanto rifiutare la modernità- quanto non esserne schiavi. Infatti essere nati” qui-ora” credo abbia un significato ; il quale potrebbe essere : realizzarsi in condizioni difficili. Altrimenti saremmo nati in un’altra epoca.
Spero di non essere andato troppo fuori tema.
La revedere
I lavori manuali e i mestieri artigiani sono quelli che creano ricchezza, se tutti ci mettiamo a studiare cosa produciamo? Oggi ci sono troppi ragazzi che frequentano il corso di Scienze della comunicazione, cioè il corso dei somari, che non serve a nulla, e di fatti poi rimangono senza lavoro: ma la colpa è dei genitori che, convinti che i loro figli studiando diventeranno “qualcuno” (come minimo il presidente della repubblica), li hanno costretti ad andare a scuola anche se di studiare non ne mangiano neppure a brodo, pagandogli fior di euro per le scuole paritarie, veri e propri diplomifici, non scuole.
E’ inutile girarci attorno, all’università ci può andare solo un numero ristretto di ragazzi, quelli particolarmente dotati, che con la loro sapienza ed il loro ingegno possono contribuire allo sviluppo di una nazione: invece all’università cio vanno cani e porci, gente che possibilmente si è diplomata col voto minimo di 60/100, con una cultura generale molto bassa, che pur di apparire “fighi” e attratti dalla prospettiva di conoscere qualche bella gnocca svedese col progetto Erasmus, si rifiutano di andare a lavorare e si fanno mantenere i cosiddetti “studi” dal papino e la mammina.
Tutti questi parassiti di cui ho fatto menzione, costituiscono tutte quelle “braccia” che servirebbero alla nostra economia, e per colpa di questi poi gli imprenditori assumono la manodopera straniera. Questa mentalità deve cambiare!
Sul fatto che l’agricoltura deve riemergere sono d’accordissimo, ma non sono d’accordo sull’industria: ormai siamo nel XXI secolo e bisogna cominciare a pensare ad un modello di produzione più automatizzato e che richiede meno attività umana, e che soprattutto non rechi danno all’ambiente. Se si vuole questa cosa si può attuare, ma il Sistema purtroppo con la globalizzazione non lo permette, e data la sua natura di tipo giudaico-massonica, non tiene conto del valore dell’essere umano, ma solo dei numeri, e fin quando esso detterà legge, lo sfruttamento nelle fabbriche non cesserà mai.
ottimo, condivido pienamente
Sono anni che sostengo queste teorie della schiavizzazione volontaria degli esseri umani 8 ore di lavoro sono insensate …per gli altri…se sei in proprio è già diverso…. Lo dico e canto da molto tempo prima di Grillo…..almeno riduciamo a 30 ore per week
http://www.youtube.com/watch?v=v7dRWqlOyIg
Una bellissima poesia, anchio sto cercando di abbandonare l’ufficio (banca) per tornare alla terra nella nostra piccola azienda di famiglia che sta rischiando di chiudere, perche mio fratello da solo non c’e’ la fa piu a lottare contro il mostro burocratico che gli hanno costruito attorno.
Lui dice sempre IO SONO UN PASTORE, LASCIATEMI FARE IL PASTORE, non sono un commercialista, non un avvocato, non un consulente, lasciatemi in pace, lasciatemi al bestiame, lasciatemi ALLA TERRA.
Il messaggio di Tirelli non viene dai piu’ compreso, lui non vuole il ritorno alla terra come prodotto di una attivita’ di commercio o simili, il concetto espresso rientra in termini totalmente auto sostenibili per nucleo familiare, per vivere autenticamente in simbiosi alle leggi universali, una visione forzatamente estrema ai giorni nostri per tutti i motivi intuibili, il problema primario che cozza inesorabile con uno stile di vita dignitoso e rispettoso rimane comunque l’energia unita alle lobby demoniache di controllo globale, la perfezione che metterebbe tutti d’accordo sarebbe un perfetto bilanciamento delle due realta’, una fonte di energia inesauribile ad impatto zero ambientale e costi che alimenti una casa, i mezzi di trasporto e quantaltro, un utilizzo della piena democrazia che non interferisce condizionando l’umanita’, la cessazione delle filosofie legate alle guerre e ai domini, l’abolizione di un mercato economico, il divieto di ogni forma di commercio, insomma te la devi sbrigare da solo per vivere, del resto avendo energia gratuita che consente di spostarsi e di gestire un habitat domestico il lavoro come lo intendiamo noi oggi non avrebbe ragione di esistere, considerando che il 70% degli sforzi lavorativi servono a pagare l’energia e tutti gli annessi satellitari che ne derivano! Imparare a farsi il pane o a mungere una mucca non necessita di nessuna laurea, ma nella realta’ chi sarebbe disposto oggi a fare tutto cio’? Forse nessuno veramente, togli il telefonino o il jeans di marca a questi ragazzini di oggi e dopo pochi giorni sono tutti dallo psicologo, togli il grammo di cocaina del fine settimana e non si diverte piu’ nessuno, proponi una serata a una tipa con trasferimento in autobus a trovare una zia che ha fatto una crostata di mele e questa ti manda a c…..re alla velocita’ della luce, insomma siamo al capolinea, ho gia espresso il mio pensiero, il vero cambiamento e’ possibile solo a seguito di una catastrofe planetaria che non lasci nulla di tutto questo fallimento in piedi, allora si che si potra’ ricominciare davvero.
grazie Oracolo – mi hai sollevato dall’impegno di rispondere ad alcuni commenti – e non per mera
pigrizia ma per mancanza di tempo!! CHIARISSIMO!!
Anche io ero e sono sicurissimo che Tirelli intendesse questo x ritorno alla terra.
E aggiungo che anche x me, purtroppo, tutto questo sarà solo possibile dopo una grave catastrofe che uccida milioni di persone.
Prima di ciò, non sarà possibile far cambiare idea alla gente…
Sarò cinico e duro, ma solo dopo un bel reset, si potrà ricominciare…
“Meglio sarebbe stato per loro zappare un campo, coltivare patate – raccogliere i frutti della fatica, dando alla propria esistenza, un senso, una dignità e una vera libertà.
Che futuro avranno mai questi ragazzi, quando oggi, il Sistema, li ha derubati dalla capacità di volare, da soli e liberi, incatenandoli all’illusione e alla paura?
Meglio sarebbe stato per loro impastare cemento, costruire una casa di pietra, sulla collina, fra i sugheri le querce – poi al tramonto, rincasare, e perdersi nella magia dei sorrisi e garriti di gioia, di marmocchi analfabeti, gonfi d’amore…..”
Bellissimo articolo, però l’Elite dall’economia finanziaria si sta trasferendo nell’economia reale, la terra o il lavori connessi, sono sotto attacco burocratico, il Potere sta costruendo tante barriere all’entrata per distruggere i piccoli, se l’articolo si riferisce alla vita da vagabondo o alla vita di produzione familiare solo di vegetali mi trova d’accordo, ma se si riferisce alla possibilità di costruire un futuro investendo in agricoltura ed allevamenti familiari inizia a diventare impossibile, perchè il Potere fesso non è, loro hanno preso in considerazione che il popolo si getterà nei campi man mano che la crisi continua, ed il povero popolo sarà sempre un misero ed umile schiavo dei ricchi rinnegati da Dio.
articolo che mi riempie di tristezza e nostalgia mi ricorda i tempi quando passavano gli ambulanti con carretti trainati da cavalli, per vendere la loro merce, le terre arate con i buoi, c’era vita e movimento nelle campagne, sono spariti anche gli animali selvatici, quando gli uomini chiamavano per nome i loro animali da lavoro,che bastava poco per essere felici che i giorni erano divisi da santi e da fiere e mercati,
sogno di ritornarci al mio casolare di campagna, per coltivare i campi, unica cosa che mi fa sognare oggi!!
oggi faccio l’artigiano con i problemi di tutti i giorni nostri, dico sempre di avere conosciuto il medio evo, e l’era moderna,
grazzie per questi articoli fanno bene al cuore.
Rimanere in fabbrica o tornare alla terra?Negli anni ’70,il regime pagò i contributi ai latifondisti sardi,pur di non coltivare più il frumento.Molti di questi latifondisti,rinunciarono per sempre a lavorare nei campi,e accettarono le richieste dei sindacati o presidenti regionali di turno,a trovare un lavoro,presso le varie fabbriche(petrolchimiche) della morte:a Porto Torres,Porto Vesme,Sarroch ecc.Così,con i loro stipendi,le mogli o madri massaie,potevano comprare il pane e la pasta già pronti,senza fare nessuno sforzo.Pane prodotto con farina importata,ricchissima di glutine che sazia di più;non come qei grani antichi che i sardi usavano,tipo:Cappelli ecc.poveri di glutine e perciò,sani.L’importante era soppravvivere e non faticare.Già,da allora in Sardegna,sono aumentati i casi di diabete e celiachia,i sardi sono ai primi posti in Italia.E dire che la Sardegna,è l’ultima regione italiana,per consumo di pasta.Per non parlare dei tumori,la più alta incidenza in Italia,grazie alle indutrie petrolchimiche.
@LauradaNuoro
Anche qui in Trentino non si scherza. Il formaggio non si fa più in malga ma nelle piazze, per creare atmosfera…, i pascoli sono stati abbandonati perché le mucche da latte si sono drasticamente dovute ridurre. Ma i pascoli fanno molto cartolina, e se non si sfalcia il bosco se ne riappropria, quindi sono intervenuti i contributi dei fondi europei al fine di mantenere il paesaggio. per decenni sono state abbandonate le attività tradizionali, sostituite dal lavoro in fabbrica, dalle attività turistiche e “dal posto en provincia”. Ora ritornano le antiche attività, sostenute generosamente dalla munifica regalità della nostra provincia che ne ha fatto una occupazione quasi elitaria.
Anche per quanto riguarda la salute non siamo messi molto bene: l’agricoltura industrializzata ha chiesto in cambio molto. Ma appena se ne fa accenno insorgono orgogliose le alte cariche governative (locali) a difesa dell’oltraggiata terra trentina.
è stupefacente vedere il contadino al mercato settimanale della verdura…ma succede, e sai cosa si mangia? zucchine pomodori peperoni, notoriamente tipiche produzioni orticole trentine.
Ritornare a zappare la terra??? Nel 2013??? Ma che ca…..!!!???
@ Oana
Lei e molto educata e buona. E lei lunica donna che scrive su Sl? E leta media d chi scrive qui quant e? Credo d essere troppo giovane x sto sito…
Allora torna pure su FB… tanto prima o poi ( molto prima) o ti adatti, o crepi….
@ Reset
Che importanza potrebbe avere la Sua giovane età … ci sono qui persone “anziane” che danno buon esempio ai giovani… odio e violenza.
Nel giorno in cui non ci saranno le armi, la gente si ammazerà a suon di zappe in testa. La stessa sceneggiatura per un palcoscenico diverso.
Viva i cinici a questo mondo, stasera mi sono un pò ubriaccata per anestetizzare i miei sensi.
Vado a nanna…
Notte Reset chiunque tu sia
Già…si ritorna puntualmente..punto a capo..si scrivono articoli in antitesi, tralasciando volutamente l’epoca in cui vengono emanati..ora ritornare su argomenti di questo contenuto..viziati dalla presunzione di innocenza..irritano…la terra è il luogo dove il bastardo, l’uomo, svolge le attività di sostentamento..inutile ora aprire le porte del tribunale e puntare il dito contro l’umanità…anche perchè voi dispensatori di parabole a scopo didattico, ne fate parte…infine, come disse colui….il tempo e lo spazio sono in fase di convergenza e tutto il sistema collasserà…amen
GIANNI TIRELLI non ti incazzare hai fatto un articolo perfetto non so se tu hai lavorato in una fabbrica montaggio catena e io avevo 23 anni e fino 33 anni ci ho lavorato ogni anno che passava, i tempi di montaggio erano sempre più rapidi, tanto che mi trovavo a letto l’istinto di girare le braccia a mo di catena, era incredibile sono stati i miei peggiori anni della mia vita,ho lavorato anche la terra e per chi ha una sensibilità prende amore nel coltivare e come creare, zappa o no mangiare le cose che crei non c,è paragone con quelle che compri, la meccanica in agricoltura allontana l’uomo, la zappa avicina l’uomo alla natura, presto di zappe c,è ne saranno bisogno credetimi anche per i schizzinosi qua sopra o per fame o per diritto, non so se mi spiego, ma sarà cosi. CIAO
sarà così!! E presto!! un abbraccio
La meccanica non mi ha allontanata dalla terra. Io amo la terra, la accarezzo quando mi ci sdraio, parlo coni pomodori, con i frutteti ed amo la tecnologia che mi alleggerisce il lavoro risparmiandomi il tempo.
Mi spiace che Lei ha faticato nelle fabbriche, ho avuto anch’io modo di provare quel tipo di lavoro ed è molto pesante, annienta lo spirito del uomo, lo fa diventare un robot.
Penso che dovremmo utilizzare la tecnologia a fin di bene, alleggerire il lavoro di tutti e condividere le risorse naturali con tutti, come in una comunità e non individualmente.
Potremmo far svolgere ai macchinari il nostro lavoro manuale e tornare tutti noi ad avere più tempo per lo spirito, amarsi e creare, creare, creare.
Ma…la piaggeria è sport nazionale e riesce facile anche senza aver avuto nozioni didattiche specifiche…sono convinto altresi che molti lettori non hanno focalizzato il significato puro di cosa consiste lavorare la terra e annuiscono di riflesso….va di moda…
Per chi volesse assaggiare la vita rurale senza la contaminazione dei tempi moderni, lo porto alla casa dei miei nonni in Romania. Là è rimasto tutto come una volta e abbiamo anche un pò di ettari di terra da lavorare. Se qualcuno volesse provare a vivere un mesetto circa in quel modo glielo faccio provare volentieri
Quante parole inutili ormai si scrivono,e sempre poi con il nazi-fascismo…e che pall….
Comunque alcuni non hanno capito il concetto.Lavorare la terra o lavorare in proprio,significa essere più liberi.Senza orari fissi,nè padroni arroganti che comandano o colleghi antipatici che ci deridono ecc.Invece lavorare da soli,essere padroni di se stessi,ci si guadagna solo in serenità e salute,nel proprio lavoro.Alzandosi all’orario che si predilige o che gli è più comodo,facendo pausa quando si è stanchi o stufi,dicendo no quando si è esausti e così via.In fabbrica invece per esempio:si viene tartassati dal padrone,dai ritmi insostenibili,dai rumori assordanti o dai fumi tossici,o tediati da colleghi fastidiosi,ecc.ecc.Gianni55 ne descrive bene una parte di questa realtà allarmante.Lo so esistono altri lavori più tranquilli,ma bisogna sempre sperare di avere un datore di lavoro:rispettoso,umile e onesto nei confronti degli operai.Ma credo che siano in pochi ad avere un datore di lavoro così!
Secondo me egregio signor G. Tirelli, il lavoro è una cosa un poco relativa.
In una società di pochi individui e semplicità sociale, si può tornare diciamo al suo stile di vita.
Ma in una società complessa quale (ahimè) è quella odierna, purtroppo servon lavori “di fabbrica” o “da impiegati”, (spesso inutili e derivati da nefandezze burocratiche) od altri che fan rabbrividire il “vecchio concetto” di lavoro.
Nonostante ciò si tratta solo di “evoluzione del lavoro”. Mettiamo così: quanto tempo si impiegherebbe come persona individuale per costruire ed assemblare “dalla radice” un trattore? (Oggetto a caso).
La risposta è: forse non sarebbe neppure possibile. Dato ciò, esiste il sistema corrente di produzione a maglia interconnessa capillarmente.
Ora non voglio negare il suo punto solo estenderlo un poco. Sono d’accordo che 8 ore al giorno al corrente giorno siano troppe.
Ma precisiamo: credo che 8 ore, più 1-2 di pausa più mezz’ora-un’ora di tragitto tra Andata e Ritorno da casa al lavoro, per un totale di 10-12 ore di assenza da casa da mattina a sera, siano troppe.
Questo in quanto nella società attuale si va a sottrarre il tempo alla PERSONA ed alla sua “spiritualità” (diciamo).
Più grezzamente io lo definisco “il tempo per cazzeggiare in maniera soddisfacente”.
Prenderò il mio caso per esempio: Lavoro 6 ore al giorno, ho per ora rifiutato la richiesta di Tempo Pieno di 8 ore. Motivo: chi fa le 8 ore in ufficio con me, arriva alle 08.30 e conclude alle 12.30. Pauseggia due ore, poi riprende dalle 14.30 concludendo alle 18.30.
Io invece pauseggio dalle 12.30 alle 13.00 (l’orario nel quale sto scrivendo questo post) riprendendo alle 13.00 e concludendo alle 15.00. In questo modo per le 15.30 massimo sono a casa, avendo il tempo di: andare a far compere eventuali, in posta, o dove necessario. Anche il tempo di arrivare a casa e fare lavori domestici eventuali (questa settimana ho passato due pomeriggi a scaricare ghiaia e rastrellare il giardino), così come il tempo di godermi un mezzo pomeriggio cazzeggiando o pennichellando.
Precedentemente ho lavorato come turnista in cantiere (8 ore continuate), tenendo sempre almeno 8 ore (sonno escluso) per i fatti miei.
Ora il problema per me è relativo: vivo in famiglia ed ho spese contenute. Ma il sistema sociale induce a spendere sempre di più, e per spendere di più uno deve sacrificare soldi, ed i soldi arrivano col lavoro.
Ma lavorare troppo riduce il viver bene. Quindi si cercano maggiori soddisfazioni nelle piccole pause dei fine settimana. E maggiori soddisfazioni richiedono denaro. Un circolo vizioso..
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Per concludere ritengo che non sia IL TIPO di lavoro a reclamare la colpa, ma LO STILE di lavoro e di vita che son colpevoli, così come il sistema sociale nel quale siamo immersi.
Io personalmente ritego che un lavoro bene o male valga come un altro: si lavora per il baratto economico non per principio. Altrimenti sarebbe un’arte.
Quindi che uno lavori in fabbrica oppure faccia l’agricoltore, ma in entrambi i casi sfinendosi come un mulo 10 ore al giorno, non cambia nulla. Altresì un operaio di fabbrica che martella le sue 4-6 ore per poi tornare a casa, prendersi i bambini e curar la propria famiglia nel pomeriggio sino a sera, è equiparabile all’allevatore che una volta munte e sfamate le vacche, se ne torna a cazzeggiare od a fare altro.
Caro Simone, io lavoro la terra da sempre e so cosa dico!! Ma di quale trattore parla!!!!!
Qui si tratta di zappare.. faticare.. raccogliere i frutti del proprio lavoro, .. parlo di passione, di solidarietà, di qualità della vita.. di trascendenza… Quale trattore!! presto non ci sarà più alcun trattore!!
saluti
@ Oana
La mia eta ha importanza xke voglio sapere se c sono altri miei coetanei che pensano fuori dalla scatola…
Sono daccordo con il tuo concetto. Zappa o no, ritornare al medioevo non e la soluzzione x un mondo migliore. Il sistema piramidale parassitario sara lo stesso.
Lol spero che tu non abbia bevuto troppo. Va bene x anestetizzare i sensi ma attenta. O cerchi d sballarti come molti miei coetanei? Lol scherzo.
Sei dalla Romania? Anch io sono piu o meno d quelle parti… A rileggerti
@ Reset
Attorno ai 30. Sono nata in Romania e vivo da tanti anni in Italia. Non amo sballarmi:-) Quando le persone mi urtano e mi viene da piangere, raramente cedo nella tentazione di bere due bicchieri di qualcosa che trovo in casa, conservato per gli ospiti, per fermare i pensieri e soffrire meno.
Sono una donna molto all’antica ma penso di essere “fuori scatola” come dici tu. Le pianiste (fallite) non sono ordinarie.
Tornando all’argomento dell’articolo, io amo la terra ma per coltivare 6 ettari di terra preferisco i moderni macchinari piuttosto che la zappa. La zappa la userei volentieri per superficie meno ampie, nel giardino di casa.
Ma ciascuno usi quel che vuole, sai le preferenze sono personali ed in questo bisogna sempre rispettare gli altri.
Voglio solo specificare che le mie opinioni sono sostenute anche dalle mie esperienze personali. Ho conosciuto la zappa all’età di 14 anni quando mia madre mi fece provare cosa significa dopo una stagione senza piogge, a provare togliere l’erba alta cresciuta accanto al grano. La terra era dura come la pietra! Il sole bruciava! I miei parenti stanchi e nervosi. Ho preso la zappa e sono fuggita a casa gridando a mia madre lontano tra le file di grano: “vado a prepararvi il pranzo”. A 14 preferivo essere esperta di fornelli che di zappa
Purtroppo a casa dei miei nonni non c’erano i fornelli ma il forno a pietra, neppure pentole decenti. La cucina si trovava all’esterno della casa, costruita di terra, pietra e paglia. Ho preparato una minestra vegetale che i miei hanno trovato pronta alla sera per cena perché avevano dovuto lavorare per tutta la giornata. Erano stanchi ed indisposti. Conoscevo mio nonno, morto pochi anni dopo con un ernia da sforzo. La mia nonna non ho conosciuto però mia madre mi ha raccontato tutta la sua vita, la loro. Anche mio padre era nato in campagna e tante belle cose non ho visto ne sentito. Solo condiZione di miseria, condiZioni igieniche al limite. Amore, affetto non erano concetti discussi. I mariti bevevano e picchiavano ogni tanto le mogli e le donne lavoravano dalle 5 del mattino come delle schiavi.
Fortunatamente sono cresciuta in ambient urbano e di grande eleganza. Anni dopo ho partecipato a raccolti vari e sono felice ogni volta quando raccolgo un frutto.
Una.volta scrissi qui che dopo che è hanno ammazzato Ceausescu hanno distrutto pure i sistemi di irrigazione. Stupida mossa. La gente ora perde la terra proprio perché non tutti hanno i trattori per lavorarla né dispongono di mezzi per irigarla. Una volta si lavorava in associazioni e la terra in Romania abbondava di grano, frutteti, vignetti ecc. Ora tutto deserto e la gente vende la propria terra per la gioia degli “investitori”.
Scusate gli errori, scrivo camminando col.cell.
Dimenticavo la cosa fondamentale
Eh si perché non avevano il bagno in casa!
So che poi usciva cantando accompagnando il mio pianoforte con la voce.
L’acqua per la minestra ho dovuto tirarla su dal pozzo. Era freddissima. Ovviamente dopo cena tutti si sono lavati con acqua fredda fuori.. beh lavati per modo di dire perché se si toglievano le mutande secondo me arrivavano le mosche
I miei nonni, quando erano giovani non sapevano nemmeno cosa volesse dire immergersi nella”acqua calda lasciarsi accarezzare da un bagnoschiuma. Quando mi nonno ci faceva visita in città rimaneva per ore nella mia vasca in bagno. Chissà cosa pensava
Quando passavo davanti al nonno in vasca, esclamavo :”non vedevo così tanto fango da quando è straripato il fiume!”
Più seriamente, secondo me nel mondo rurale, il tempo trascorreva più lentamente ; nel senso che il tempo si mostrava meno spietato.
@ Roberto
Ahaha mi hai fatto troppo ridere con il fango!
Grazie!
Io invece facevo le smorfie perché mio nonno puzzava, poverino, che riposi in pace.
Quando sarò anziana e avrò soldi mi costruirò una bella casa accanto alla terra dei miei nonni od altrove. Una casetta semplice ma dotata di tutto il confort, con un bel orticello fuori e magari vicino il lago e la montagna oppure vicino il mare. Coltiverò la mia verdura e metterò qualche frutteto, vigna. Avrò un piccolo pratto all’inglese dove mettere il pianoforte, uno sdraio per servire la colazione al mio amore. In casa metterò una vasca grande da 2 persone con la finestra del bagno grande che ha la vista verso il bordo dell’orto pieno di fiorellini.
@ Oana
lol io la zappa non la conosco proprio, per ora, a quasi 25 anni.
Credo che chiunque e libero d zappare il proprio orto come vuole, ma la tech e indispensabile e la soluzzione non e andare a ritroso ma andare avanti. Questo e il mio pensiero.
Lei mi ha inquriosito Oana, lol se non ero qurioso d natura non ero neanche un complottista cmq non e quello il punto. Mi farebbe piacere se potessimo chat in privato e diventare amici. Se x lei va bene le lascio la mia email. A rileggerla
@ Reset
Diamoci del tu anche se so che nell’est Eu si dà del “lei” anche tra giovani
Ti ringrazio per i complimenti, mi sento lusingata ma non vorrei fraintendere…
Se abiti nei dintorni di Monza e vuoi partecipare anche tu all’incontro con alcuni lettori, il famoso picnic (non so se mi hai seguita fino adesso nei miei commenti), sei invitato a partecipare, ti aggiornerò qui.
Volevo rinunciare a scrivere su SL per causa di una persona della redazione che mi ha ferita ma per la prima volta mancherò la mia parola.
Ho incontrato persone splendide qui e continuerò a conoscere altre per dialogare, diffondere l’informazione, diffondere ancora e lotare per idee che riteniamo siano giuste. Oltre questo sarebbe carino creare una comunità reale che possiamo chiamare come vogliamo noi
@ Oana
A dir il vero sono un po lontano da monza, e non so niente d questi picnic lol. Ma tu suoni il pianoforte? Bello. Mi piace la musica. Tutti i generi.
Ti chiedo la mail xke non ho nessuno con qui parlare d tesi d complotto o cose del genere… Non mi espongo quasi mai in societa x cose cosi… Credo che tutti sanno come t guardano quando parli d argomenti “tabu“… Ma sarei contento d parlare anche con altri lettori d SL, solo che tu hai catturato la mia curiosita, forse xke veniamo dall est…
Hai yahoo o msn? XD
Chiedo scusa x l off topic!