Dal sito Nuova Medicina http://www.nuovamedicina.com
IN BASE ALLE 5 LEGGI BIOLOGICHE:
IL MODO DI PORSI PER CHIEDERE E RICEVERE AIUTO CAMBIA!
La conoscenza delle 5 Leggi Biologiche scoperte dal dr. Hamer implica un modo completamente nuovo di comprendere la “ malattia “ e di conseguenza richiede una prassi di intervento medico clinico e terapeutico modulata in base a queste nuove conoscenze.
E’ importante notare che la situazione attuale è molto delicata nei casi di situazioni d’urgenza clinica per il fatto che, non essendo le 5 Leggi Biologiche ufficialmente riconosciute, non ci sono quindi cliniche, ospedali o luoghi di consenso ufficiali in cui il paziente, che decide di curarsi sulla base di queste conoscenze, possa tranquillamente ricevere le cure desiderate nel rispetto della sua libera scelta (art. 32 della costituzione Italiana).
Ecco perché, oggi come oggi, è solo la persona stessa, correttamente informata, che può mettersi in moto per scegliere consapevolmente il meglio per se stessa.
Per chi chiede aiuto, tutto ciò implica un nuovo modo di agire!
Ed è proprio nel rispetto, sia della persona che chiede aiuto, sia dell’operatore che lo offre, che si rende necessario osservare le seguenti premesse:
- Non è proprio più possibile, per chi sceglie di seguire questa strada, sperare ancora di poter affidare ciecamente la propria “pelle” al medico, alla clinica o al farmaco. Sappiamo, conoscendo le 5 Leggi Biologiche, che qualsiasi segnale nel nostro corpo è il risultato di un processo che si mette in atto e si mantiene in base alla nostra esperienza emotiva. Il medico, la clinica o il farmaco, potranno sostenerci per i sintomi troppo impegnativi, ma il processo di riparazione lo fa il corpo, nella misura in cui siamo disponibili a rivedere alcune attitudini di vita che ci portano continuamente a riattivare e a mantenere il problema.
- La premessa per poter fare un lavoro serio, è che la persona coinvolta sia convinta e che la terapia finora da lei seguita non presenti per lei una soluzione al suo problema. Questo per rispetto della persona stessa e di ciò che più profondamente crede; non può essere né spinta né convinta, altrimenti non avrebbe la forza per sostenere una scelta diversa. E in più, rimanendo a metà, sarebbe confusa e non avrebbe neppure la lucidità e la tranquillità per cogliere davvero le nuove informazioni che le permettono una scelta consapevole.
- Per le stesse ragioni è altrettanto importante che sia la persona stessa che ha il problema a mettersi in moto e non un amico o parente! (o, nel caso di un minore, entrambi i genitori in accordo). Nessun altro, con tutto l’amore del mondo, può farlo al posto suo, altrimenti non avrà il vigore necessario per scegliere né per seguire la nuova strada. Sarà la persona stessa quindi a doversi informare e prendere contatto.
COME PROCEDERE QUINDI PER RICEVERE LE INFORMAZIONI E L’AIUTO NECESSARI
PER SCEGLIERE RESPONSABILMENTE, CON COGNIZIONE DI CAUSA:
- in primo luogo abbia letto attentamente “La malattia è un’altra cosa!” (le altre pubblicazioni che sono certamente valide ma per lo più troppo complesse e dispersive). La lettura di queste poche pagine permettono infatti di avere, in modo semplice e fruibile, le informazioni di base necessarie per poter scegliere in prima persona di affrontare questo percorso (vedi “pubblicazioni”).
- Dopo aver letto il testo sopracitato, potrà contattare la nostra segreteria “Secondo Parere”, lunedì, martedì e mercoledì, dalle 9’30 alle 12’30 al 0187 42 17 95 o per mail a secondoparere@nuovamedicina.com in modo da concordare il percorso migliore per il proprio specifico caso.
NOTA: Ci rendiamo conto che non è facile comprendere l’utilità profonda di queste premesse. Vi possiamo però assicurare che sono essenziali: sono il frutto di 25 anni di paziente sostegno alle persone che ha mostrato che, attualmente, solo le persone che decidono di svegliarsi dall’ipnosi, informandosi e decidendo per loro stesse, possono essere realmente aiutate.





























…il problema grosso della Nuova Medicina Germanica, secondo me, è che molti medici (tutti quelli che ho conosciuto negli anni, italiani e stranieri) non hanno la capacità di spezzare l’incantesimo che tiene legati i pazienti alle pratiche della medicina ufficiale.
Per cui ci troviamo gente che fa un po’ di chemio, un po’ di Germanica, un po’ di meditazione, un po’ di costellazioni, etc.
Gente che però rimane spaventata dal sintomo.
E ad un certo punto, se sommiamo la paura della persona alla ovvia pressione di chi gli sta intorno e poi dei media, i pazienti tornano alla chemio e alle cure ufficiali, molto spesso lasciandoci le penne.
Finché non avremo medici rigorosamente preparati (ho sentito “medici” consigliare di bere litri e litri di acqua per eliminare il conflitto del profugo, “medici” che sbagliano ad usare i termini del Dr. Hamer, “medici” mischiare scienza a religione), coraggiosi (perchè è ovvio che il sistema voglia schiacciarli in ogni modo) e onesti, che sappiano meritarsi la fiducia dei pazienti tanto e quanto gli apprendisti stregoni della medicina ufficiale, non abbiamo nessuna speranza di vedere trionfare la libertà di cura.
Posso dire per esperienza personale che il Dr. Hamer può avere tutti i difetti del mondo, ma ha di certo conoscenze scientifiche superiori e l’umiltà/umanità necessarie ad entrare in empatia col proprio paziente, sganciandolo dal teatrino delirante di cui è ignaro spettatore (pagante con la propria vita).
Se i nostri “medici” di NMG avessero lo stesso atteggiamento umano, non ci sarebbe bisogno di nient’altro.
Concordo con la redazione e con Luca. Studio la materia da 10 anni, con rigore e meticolosità, ottenendo conferme a tutte le mie verifiche; da allora non so più cosa sia una “malattia” (se il termine può passare), nemmeno un raffreddore, né tanto meno l’uso di farmaci, perché non ne ho assolutamente alcun bisogno. Il mio medico curante non ci capisce nulla: il suo studio, per me, si trova solo sull’elenco telefonico. Grazie Hamer. “La scoperta consiste nel vedere quello che tutti vedono e nel pensare quello che nessuno ha pensato” (Albert Szent-Györgyi, ungherese, premio Nobel per aver scoperto la vitamina C).
Condivido in pieno ciò detto da Luca anche io per esperienza personale del Dott Hamer con mio padre, grande umiltà di questo uomo così grande e così buono