Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Vorrei farvi conoscere il progetto di edilizia sociale in autocostruzione che è stato avviato nel 2006 a Ravenna.
Cos’è l’autocostruzione?
L’autocostruzione assistita è una procedura edilizia con specifiche e consolidate modalità e tecnologie costruttive, diretta e coordinata da professionisti, attraverso la quale un gruppo associato e volontario di persone o di famiglie realizza, nel tempo libero dal lavoro o dall’occupazione principale, la propria abitazione. (tratto da Fondazione Michelucci)
Il cantiere dal 2009, dopo che le famiglie hanno lavorato per quasi 3 anni, è bloccato:
questa l’intervista di Liberaradio: http://matteo-equilibrio1.blogspot.com/2012/09/intervista-telefonica-di-liberaradio-8.html
questa l’inchiesta del Corsera: http://matteo-equilibrio1.blogspot.com/2012/10/autocostruzione-video-inchiesta-di.html
Il progetto di Ravenna non è un caso sporadico, Alisei ONG che da 10 anni si vanta di assistere le famiglie di autocostruttori, ha avviato più di 30 cantieri, realizzandone meno della metà, come si può leggere da questo link: http://matteo-equilibrio1.blogspot.com/2012/08/gli-affideresti-ancora-dei-soldi-lo_10.html
Vi chiedrete cosa ha fatto e cosa sta facendo il Comune per queste famiglie…? Questo:
Un saluto cordiale.
@autocostruttore – Matteo Mattioli
































Il migliore esempio di costruzione di case per edilizia popolare a misura d’uomo e di lavoratore rimane quello dell’ing. padre Ottorino Marcolini. Le centinaia di casette (più villette che appartamenti) costruite nell’arco di molti anni con il suo metodo permettono al lavoratore povero di entrare in possesso del bene economico più prezioso: la propria casa. Non c’è nulla da inventare di nuovo, basta seguirne l’esempio.
La ditta(autorizata) che fa supervisione dei lavori e compra pure i materiali.
Io questo non lo chiamerei autocostruzione.
Io la mia casa l’o fatta con le mie mani e con quelle di miei amici,senza nesun xxxx di supervisore che mi compra i materiali(con sovraprezzo),senza permessi e nessun altro tipo di rottura xxx xxx.
Mi direte,dove xxxx l’ai costruita in Africa?
No l’o fatta a Banja Luka-Republika Serba(400-500 km da Trieste) a 7km dal centro citta(400 000 abbitanti)
che ci vuoi fare, noi siamo barbari,incivili e cene sbatiamo xx xxxx dei permessi vari,una volta costruita la casa il permesso ariva da solo.
Mica tutti possono essere liberi come voi,e che xxxxx, viviamo in una dittatura, noi,e 20 ani fa era ancora piu dittatura di adesso,nel senso che non si pagavano manco le tasse(o il minimo indispensabile).
Tutto andava benissimo finche il vaticANO,ameriCANI e teteschi non ‘an deciso di esportarci la vostra democrazia e liberta.
E MO SON XXXX PURE PER NOI,un sentito ringraziamento agli esportatori di democrazia, l’Italia compresa.
@BORIS : apprezzo molto quello che hai scritto, e sebbene la carta di identità dichiara che sono italiano, io mi sento solo un uomo in mezzo a miliardi di altri, uguali a me e nella stessa condizione, quella umana.
Un tale di nome Samuel Johnson disse : “la patria è l’ultimo rifugio delle canaglie”. E’ anche il mio pensiero.
Quindi amico mio, anche se tu stai a Banja, e fai bene a disprezzare l’esportazione della democrazia, sappi che anche a 500 km da Trieste, nella direzione opposta alla tua, a Milano, ma anche a Palermo, Napoli, Bari, Aosta, Torino, Venezia, ci sono tanti italiani che la pensano come te. Sentiti unito a noi, e disprezza quanto noi il potere costituito e tieni alto il tuo dissenso in tutti i modi possibili.
A rileggerti.
Antonino T.
E’evidente che autocostruirsi la casa da’ fastidio ed è la conferma che le istituzioni attuali
raramente stanno dalla parte del cittadino.E poi,da quanto riportato,parrebbe una bufala
anche banca etica?
BORIS dici bene, ma ti riccordo che l’italia è il paese del gruppo dei colonizzatori più vicino ai paesi colonizzati,tanto che anche noi abbiamo i piedi in bilico poi nei ultimi 30 anni anche noi siamo colonizzati, e monopolizati da regole assurde siamo in riserva come i pellerossa. ciao, comunque è l’unico modo di sopravvivere autoprodursi il fabbisogno.
Condivido l’intervento di Gianni55, in economia l’Italia è diventata terra di conquista da parte degli stranieri, soprattutto i francesi. Comunque, l’edilizia popolare va rilanciata, ma bisogna dare priorità alle famiglie ITALIANE, non a zingari ed extracomunitari come fanno molti comuni, e soprattutto ci vuole un’edilizia popolare che assegni l’alloggio ad una famiglia facendogli pagare un canone mensile in base al reddito di cui dispone, così da una parte il Comune ha un introito sicuro e dall’altra una famiglia non sta in mezzo a una strada.
[...] che luccica… Così al contrario delle iniziative di autocostruzione condotte a Senigallia, a Ravenna non va proprio tutto bene…anzi per [...]