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di Paola Musuhttp://terrarealtime.blogspot.it

L’Italia sta morendo, l’urlo prima sordo, ora disperato e sempre più forte, percorre oramai tutta la penisola.

Il tradimento della consegna della sovranità del paese in mano di “ soggetti non democratici, non trasparenti, non responsabili, banche d’affari multinazionali, shadow banks, hedge funds, agenzie di rating, fondi sovrani, organismi internazionali di regolazione non governativi…”(Bassanini),continua a sommarsi all’inerzia della politica, unica responsabile di questa consegna e oramai ulteriormente responsabile di questa condotta inesorabilmente distruttiva.

Negli ultimi mesi, parecchi giovani, animati solo da un puro idealismo e molta buona volontà, in molte regioni d’Italia ed anche fuori da quella che un tempo era culla ideale e fucina di studio, ossia l’università, oramai tristemente svuotata anche di contenuti, hanno iniziato ad analizzare e diffondere i meccanismi di funzionamento della moneta, radunando gruppi di poche decine di persone, imprenditori, persone comuni, chiunque fosse interessato. Tutta questa gente, ora, è perfettamente consapevole delle cause del disastro economico cui si assiste impotenti. Queste persone sanno che la politica e i suoi protagonisti hanno permesso tutto questo con dei precisi atti di consegna del paese nelle mani della finanza privata, ma sono anche consapevoli dell’illegittimità di quegli atti. Sanno anche, che la soluzione a tutto ciò deve essere politica e ai politici chiedono disperatamente di intervenire, pretendono risposte, nella piena consapevolezza di averne il più ampio diritto. Chiedono alla politica di essere in grado di esprimere persone capaci di scelte coraggiose, ma giuste, benché fatte in aperto contrasto al delirio neoliberista dominante, seppur decadente.

Tutte queste persone, oramai, sanno perfettamente che qualunque promessa in termini di sviluppo dell’occupazione e di crescita è impossibile e vuota alle condizioni attuali, senza il recupero della propria moneta.
La ratio più profonda dell’economia sta nel suo essere funzionale alla vita ed al benessere di una nazione. Le scelte che attengono la vita di uno Stato attengono per definizione la “politica” e la “politica” è affare di Stato, attiene la res publica, non la res privata. In questo contesto la creazione di moneta, dato il ruolo fondamentale che la stessa riveste nell’economia, non può né essere priva di controllo alcuno, né, tantomeno, può essere consegnata in mano di privati, come è attualmente, per di più con l’ulteriore aggravante di poter diventare la nuova arma di “aggressione” tra Stati, proprio all’interno di un’area nata, nella sua proclamazione ideale, proprio per ostracizzare ogni forma di aggressione.
Il recupero di una moneta nazionale  è un  “dovere”, che assume anche una connotazione di obbligo morale laddove si assiste allo sconcertante fallimento di questo “esperimento”, a dir poco disastroso, dell’euro.
L’esperienza della Grecia, e delle condizioni di vita in cui continua ad essere sprofondata la popolazione, così come il caso della Spagna e del Portogallo, di Cipro ed oramai anche dell’Italia, è inaccettabile per delle nazioni che pretendono di definirsi “civili”.
L’euro è un tragico miraggio, una sgangherata utopia. Essa reca in sè tutte le tragedie della fede neoliberista, elevata al livello di dottrina di portata universale, imposta al mondo intero, e considerata, all’alba del XIX secolo, il pilastro per una nuova epoca d’oro, in cui l’intervento dello Stato nell’economia diventa il “demone” da neutralizzare ed i mercati, totalmente liberi e fuori da ogni controllo, con l’eliminazione di qualsiasi ostacolo ai liberi movimenti di merci, servizi e capitali, il totem da divinizzare.
Questo folle progetto è stato spinto oltre misura, passando sopra anche alle più elementari considerazioni date dall’evidente impossibilità di poter gestire, senza provocare danni, l’imposizione di un’unica unità di conto (moneta), forzando un’unificazione tra dei paesi che sono e rimarranno sempre distinti. Ed a sancire questo è la storia, è il principio di autodeterminazione dei popoli, universalmente riconosciuto, sono gli inevitabili controbilanciamenti che si creano in un’area vasta, come quella creata in Europa, che la stessa storia, anche economica, ci insegna, per cui il vantaggio di alcune parti della stessa deriva e non può sussistere se non in forza dello svantaggio di altre. Per cui se la Grecia si trova nella ben nota situazione di disagio, non è, in realtà, a causa della mala gestio dei suoi governanti, ma dei crescenti ed inevitabili disavanzi delle partite correnti (eccesso di importazioni sulle esportazioni) che hanno interessato, oltre la Grecia, anche gli altri paesi periferici, come l’Italia.
La creazione di moneta deve essere di competenza dello Stato e dello Stato soltanto. Lasciando il dettaglio ad altra sede, “con questo sistema non sarebbe creata altra moneta eccettuata quella della Banca Centrale ed il reddito da signoraggio, proveniente dalla creazione di moneta da parte della Banca Centrale, sarebbe restituito allo Stato ed esso stesso permetterebbe nelle condizioni attuali di abolire la quasi totalità delle imposte progressive sul reddito” (M.Allais, Premio Nobel all’Economia).
Questa, unitamente alla riforma del sistema bancario, con la netta distinzione tra banche commerciali e banche di investimento, la rinazionalizzazione della Banca d’Italia ed il suo stretto collegamento con il Tesoro, è la chiave di volta ed il nuovo punto di partenza per il risanamento e la ricostruzione del nostro paese. Occorre riprendere il controllo delle funzioni essenziali dello Stato, ridefinendo, nel contempo, i rapporti economici con gli altri paesi europei, salvaguardando quegli aspetti positivi dell’esperienza europea legati al mercato unico (libera circolazione di merci, persone, capitali). Solo allora si potranno reimpostare serie politiche di crescita e benessere dei cittadini, incluso il rinnovato sviluppo della ricerca, dell’arte e della cultura.
Tutto ciò, ricordando, semplicemente, che la defezione anche di un solo paese, in Europa, costringerebbe tutti gli altri alla ridefinizione dei reciproci rapporti. E la certezza di ciò, non può essere inferiore all’arroganza di chi ha provocato lo scempio cui stiamo assistendo, anche in termini umani.
L’alternativa sarebbe una rapida ed imminente spirale del debito sempre più vorticosa, che rischierebbe, a breve, di gettare il Paese in una guerra civile.

C’è un intero popolo che grida aiuto! Non può più essere ignorato. La politica abbia il coraggio di riscattare se stessa davanti ai cittadini e davanti alla storia. Lo chiede l’Italia, lo chiede la sua storia, lo chiedono i suoi martiri.

Paola Musu

Tratto da:http://terrarealtime.blogspot.it

26 Commenti a “Appello di Paola Musu: sovranità monetaria o sarà guerra civile”

  • Nicola:

    In poche parole servirebbe un atto di onestà da parte dei leader della triade sortita “vincente” dalle elezioni , un atto patriottico che riscatterebbe anni di ruberie e soprusi ai danni del popolo italiano con la sporca scusa del dibattito democratico.
    Questi ,in una dichiarazione congiunta ,dichiarano al popolo italiano che la sovranità monetaria è un obbiettivo primario ed irrinunciabile per una sana gestione della economia della nazione.
    Fatta questa si rifanno le elezioni in base ai reali programmi politico economici interni e di politica estera. Che ci vuole.

  • ugo:

    La moneta deve essere del popolo ! La moneta non si crea dal nulla ! Bisogna tornare al gold standard !

  • Giovanni Allegra:

    La moneta secondo mè deve essere legata al numero di cittadini, più cittadini, più moneta, semplice.

  • Girolamo:

    Anticamente la moneta conteneva metallo prezioso (aveva un valore intrinseco). Oppure era un certificato di deposito, era garantita da un bene reale. La moneta di oggi (prodotta a costo pressochè zero), ha valore di moneta solo quando funzione come scambio di beni reali. L’operaio riceve il salario: corrispettivo di un mese di lavoro: Questo è moneta autentica. l’uomo compra una cassa di frutta, o un paio di scarpe per la moglie: Questo è moneta autentica: certificata da un bene corrispettivo.
    Ma quando nella società di produttori di beni si inserisce un falsario, costui stampa moneta, per lui a costo zero e può comprare qualunque bene prodotto dalla comunità. Questa però non è moneta autentica non è autenticata (“inverata” dice Marra); È uno strumento falso col quale un soggetto che non produce ricchezza, dunque un parassita, può appropriarsi di tutto quanto é prodotto dalla comunità.
    Questo parassita e falsario è il sistema bancario: fabbrica a costo zero per lui uno strumento di pagamento che tutti devono accettare in cambio dei propri beni e servizi (corso forzoso). Non offre alcuna garanzia corrispettiva, crea dal nulla, a costo nullo e garantita da nulla questo moderno strumento di pagamento: banconote, assegni, scritture virtuali, fideiussioni, giroconti, ecc. Quando le banche ti fanno un “prestito” ti danno una moneta falsa. Quando tu vai a pagare le rate della macchina, dai alla banca monetra autentica, frutto del tuo lavoro: la banca non ti da nulla e tu le dai vera ricchezza. Questo viene occultato da contabilità falsa delle banche, le quali mettono al passivo ciò che in realtà è un attivo, o in altra forma, iscrivono come perdita ciò che in realtà è un profitto.
    Con questo trucco il sistema bancario sta distruggendo e incamerando la ricchezza di intere nazioni, e occultando il suo colossale incremento di patrimonio mediante le camere di compensazione internazionali.

  • antioppressione88:

    Paola…
    ti stimavo…poi ti sei unita a “fratelli d’Italia”…
    adesso sei credibile come la favola di babbo natale

    lelamedispadaccinonero.blogspot.it

    • Ezio:

      Lavar la testa all’asino si perde tempo e sapone, le tue affermazioni confermano il detto popolare anche se, personalmente e per conoscenza diretta, l’animale in questione molte volte è molto più intelligente degli umani e certamente tu non ti avvicini neanche come intelletto all’animale

    • leopardo:

      lascia perdere l´appartenenza politica di Paola. Avrá avuto le sue ragioni. Guarda alla sostanza del discorso. E´quella che importa. Impossibile non apprezzare enormemente questo articolo . Paola ha colto nel segno con grande chiarezza. Dobbiamo tutti noi voler percorrere il cammino da lei indicato. Ognuno di noi deve fare la sua parte . Adesso conosciamo tutti il nostro obiettivo. Ogni critica, ogni deviazione ogni incertezza, in questo momento é deleteria per noi e per il nostro futuro.

  • carmelo:

    sono pienamente d’accordo, il prossimo governo non riuscirà ad attuarlo in quanto il sistema di potere decisionale istituzionale allargato a tutti i suoi organismi diretti ed indiretti vive di questo stato assurdo e parassita; la rivoluzione totale che serve con riforme legislative forti ed innovative è ancora lontana. Bisogna cambiare tutto, semplificare, semplificare, semplificare …tagliare, tagliare, tagliare, questo c’è bisogno in questa società italiana per intravedere un pò di luce.

  • gianni55:

    si stanca prima il mercenario armato di fucile, o un gruppo di persone a mani alzate minacciate e costrette a fare cose inpossibili???
    questa è la mia inpressione che sto provando in questo momento.

    • leopardo:

      il mercenario potrá ammazzare una persona o due. Poi tutte le altre lo ridurranno in polpette. Il morto arriverá ed anche piú di uno e sará il momento in cui la furia del popolo si scatenerá e fará un macello delle istituzioni e di chi le ha gestite.

  • Girolamo:

    Seconda parte
    Come abbiamo visto la moneta si può considerare valida, autentica convalidata o autenticata solo quando chi la possiede l’ha ottenuta per aver ceduto in cambio un bene o un servizio, cioè una porzione di ricchezza di valore corrispettivo. E dunque la moneta fabbricata dal nulla a costo nullo, non puó essere considerata moneta autentica a tutti gli effetti. Ecco perchè la moneta può essere prodotta solo dallo stato ovvero da rappresentante della comunità dei produttori. e non da un gruppo privato che pretende far pagare come autentica una moneta falsa, creata dal nulla e garantita da nulla.
    Un’altra ragione per cui la moneta può essere emessa solo dallo stato, è che la quantità di circolante deve essere dosato in relazione alle necessità dei produttori di ricchezza e non può essere un’altalena di eccessi e rarefazioni di moneta circolante, e cioè una fluttuazione di inflazione e deflazione dettata non da esigenze dei cittadini produttori di beni, ma da profitti puramente finanziari a scapito della prosperità delle nazioni, seguendo un piano criminale in corso di attuazione nel sud Europa.

  • Ezio:

    Avvocato Musu sentiti complimenti, le donne come Lei, non quelle che appaiono in TV seminude e prive di una testa pensante, valgono molto di più dei maschi cretini che abbiamo in parlamento onorati dal popolo bue e servo.

  • Roberto Arvo:

    La monete deve essere emessa dallo stato…sacrosanto. Però il suo discorso è totalmente sballato. Non può dire che se la banca ti fa un prestito, ti dà moneta falsa e tu gli restituisci moneta autentica. Assolutamente sbagliato!! Tu quell’assegno lo spendi e ci compri la macchina. Poi tu ripaghi la banca, che intasca solo temporaneamente. Infatti nel frattempo quell’assegno finisce nel conto del venditore d’auto, il quale magari lo incassa…e se lo va a spendere. A questo punto la banca del venditore d’auto si trova con uno scoperto corrispondente al valore dell’auto, per cui chiede indietro quel valore alla tua banca, cioè quella alla quale hai restituito il prestito. Alla fine tu ripaghi la macchina e le due banche tornano in pareggio….eccezion fatta per gli interessi, ovviamente, ma nulla d’altro. Basta ragionarci un attimo.
    In definitiva una banca commerciale crea denaro dal nulla, ma è costretta a riconoscerlo come vero ogni volta che si chiude il cerchio e un’altra banca glie ne chiede conto.

    • Roberto Arvo:

      Per Girolamo ovviamente

    • bruno:

      Carissimo, il fatto che eventualmente le banche facciano il gioco della sedia ,nulla toglie al dato di fatto che prestano bip fasulli in cambio di danaro “inverato”.Piu gli interessi , ovviamente.

    • F.Daniele:

      Cmq è un bel vantaggio: se sei in difficoltà e ti fai prestare del denaro, ipotecando la casa, se non paghi la banca diventa padrona della casa, prestandoti dei soldi che ha creato su un pc. Se paghi, la banca, incassa gli interessi.

    • ugo:

      Peccato che ci sia anche la riserva frazionaria….

  • Girolamo:

    Caro Roberto Arvo, con l’espressione moneta falsa si intende; moneta creata dal nulla, a costo nullo, garantita da nulla. in opposizione ad una moneta autentica che dev’essere garantita da un corrispondende bene o servizio reale o equivalente porzione di ricchezza, da parte di chi la mette in circolazione (quando é un privato): esempio: col mio stipendio, (il mio lavoro di un mese) mi compro una bicicletta.
    Le banche, poi tra di loro sono legate da un accordo interbancario, ed é come se fossero una banca sola. Tra di loro, a fine giornata, si annullano nel reciproco interesse i debiti reciproci, mediante la loro camera di compensazione, a fine giornata si restituiscono tra di loro i reciproci assegni, le loro “promesse di pagamento”. Quindi esse, tra di loro non devono nulla l’una all’altra. Chi deve qualcosa sei tu, Jaques bon homme che devi restituire col sudore della tua fronte il denaro che quelli hanno fatto finta di prestarti. Quanto al potere d’acquisto sappi che le banche non ti danno neppure quello. Il potere d’acquisto è dato da tutti i cittadini, i quali per convenzione accettano in pagamento il tuo assegno. Se tu chiedi un prestito le banche ti danno un titolo di credito (assegno circolare o libretto di assegni, un giroconto, cartone di debito, ecc.) Tutto ciò non è denaro vero sono promesse di pagamento giuridicamente, e quindi quelli non hanno neppure il diritto di chiederti gli interessi, dato che l’interesse é la retribuzione che compete a chi anticipa un capitale monetario, non una promessa.
    Cordiali saluti. Girolamo

    • Roberto Arvo:

      Altrettanto cordiali saluti….questo è ragionare, senza polemiche inutili. Io mi sono attenuto ESCLUSIVAMENTE all’argomento clearing interbancario, dunque niente riserva frazionaria né appropriazione della casa, che non ho neanche citato. Mi tocca riconfermare in pieno ciò che ho scritto, perché è la pura e semplice verità. Dire che non danno denaro vero è giusto, ma neanche tu dai loro denaro vero. Lo sgobbare per far soldi, nel nostro esempio, ti serve per pagare la macchina + gli interessi della banca, che li ha come guadagno. E infatti, la storia recente dimostra che i veri guadagni li hanno avuti con speculazioni finanziarie (immonde) ad alto rischio…e spesso le banche commerciali (solo di queste ho parlato!) sono andate anche in fallimento….o in abissale “rosso”….salvate poi dalle banche centrali o indirettamente da denaro pubblico (cioè nostro…..vedi MPS )

  • Paolo Lamperti:

    Brava la Musu, cmq il web e le librerie sono ricolmi di info su cosa sia il signoraggio primario, secondario,la riserva frazionaria, cosa sia veramente e semplicemente il denaro.
    Ormai la cosa per chi si è documentato è a grandi linee inquadrata. Si complica quando persone del settore finanziario entrano troppo nello specifico facendo notare tutte le implicazioni e problematiche insorgenti all’atto del cambiamento in direzione della sovranità monetaria, senza contare che poi ogni specialista quando propone “il come” tende a proteggere una parte del suo orto, magari sacrificando quello del vicino e viceversa.
    Quindi?

  • Girolamo:

    Vorrebbe forse far credere che il denaro prodotto dalle banche è dello stesso tipo di quello che paghiamo noi alle banche? Non mi faccia ridere! Il denaro, che noi diamo alle banche è la nostra ricchezza reale il ricavato di vendita di beni reali, la retribuzione per la nostra produzione reale di beni reali, il frutto del nostro lavoro e della nostra intelligenza e industriosità. La vera ricchezza! Si dovrebbe vergognare, Lei è in malafede e cerca di confondere le idee dei lettori semplici già abbastanza confuse. Il nostro Paese è sull’orlo di un collasso grazie all’attività criminale delle banche le quali, camuffate da istituzioni benemerite sono in realtà associazioni di volgari imbroglioni, prestigiatori che con trucchi da circo equestre sottraggono la ricchezza vera prodotta dalla gente seria e la convogliano, mediante scritture contabili false verso lidi sconosciuti, seguendo un piano criminale di distruzione delle nazioni. Le banche hanno poi i loro camerieri: la classe politica (ignoranti o in malafede), traditori del popolo italiano, la magistratura, pagata dalla tesoreria di una società privata con fini di lucro, BCE, e da tipi come lei, debunkers, professionisti nel preparare una polenta velenosa fatta di mezze verità e intere menzogne per ingannare i semplici lettori, già obnubilati e ipnotizzati dal reality show e dalle partite di calcio.
    Prego, sig. bancario, vada a studiare la sterminata letteratura di pubblicazioni italiane ed estere indicate nel site Centro studi monetari, indicata da autori autorevoli del calibro di Marco della Luna, Marco Saba, Giacinto Auriti, Federico Caffè e tanti altri. Se ha ancora tempo prima che un tipo come me la faccia allineare di fronte ad un plotone di esecuzione, sig imbroglione e traditore della nazione italiana!

  • Paolo Lamperti:

    Aò..! Ma con chi ce l’hai?
    Nomi e cognomi sig. boia dei miei stivali!

  • Roberto Arvo:

    Girolamo non svii e stia sul tema….l’ho beccata con le mani nella marmellata. E non citi Auriti, del quale non è degno neanche di allarciare le scarpe. Piuttosto studi prima di dare lezioni agli altri.
    Nel nostro esempio di acquisto di auto, lei alla fine ha in mano un bene concreto, l’auto. E il suo denaro “vero” lo ha in mano il venditore, che infatti lo va a spendere per avere altri beni concreti. Alle banche- solo ed esclusivamente nel nostro caso- restano gli interessi, cioè il loro guadagno.
    Se non lo capisce se lo faccia spiegare da qualcuno

    • Paolo Lamperti:

      @Arvo.
      Non avevo capito con chi si fosse scaldato Girolamo, ora si.
      Non ha torto Girolamo.
      Certo, attualmente un bancario sgobba e si guadagna lo stipendio.
      Sgobba talmente, che non ha nemmeno tempo di riflettere perchè lo fa.
      Ma al banchiere sta bene così.
      Di sicuro sia il produttore di auto mangia come il bancario, quest’ultimo è cmq un intermediario.
      L’intermediazione è una delega e la delega si paga, finchè fa più bene che male.
      Quando una delega comanda il mittente non è più delega, diventa dipendenza, e cessione di potere.
      Se alla gente sta bene così, poco ci fai.
      Uno deve stare male di suo, per “vedere” e finchè non gli ritorna sui denti uno dei boomerang
      che è solito lanciare non farà caso sulla testa di chi vanno a finire.
      Purtroppo siamo conciati così perchè alla grande maggioranza della gente non basta una vita sola per capirlo.. e qui ci sarebbe, e ne varrebbe la pena, di rendersi conto di cosa sia effettivamente il vero futuro di un essere.
      Lasciando stare i discorsi sulla natura umana, mi permetto di ri focalizzare il nocciolo della magagna sovranità, tutto il resto vien dopo(ci mancherebbe di continuare l’errrore di occuparsi degli effetti e non delle cause) ovvero il Signoraggio e la monete trattata come MERCE dalla “finanza”(ma quale..?…?) quando dal tempo della fine delle signorie ha smesso totalmente di esserlo.
      Son stufo di farmi prendere in giro dai dottori, figuriamoci dagli economisti(de che..?…?).

      • Roberto Arvo:

        Condivido la sostanza. Ma con Girolamo intendevo parlare esclusivamente del clearing bancario e non di altro. Questo perché come lo aveva esposto lui era sbagliato. La sovranità moneteria è di importanza cruciale. Accenno poi alla necessità di distinguere le bancucce commerciali dalle mega banche d’affari che infestano il mondo e la nostra epoca. Dicevo appunto che quando le banche del primo tipo hanno provato a buttarsi sui guadagni astronomici ,hanno preso i rischi tipici del sistema mafioso finanziario e qualche volta sono saltate facendo sparire il denaro dei piccoli risparmiatori e lasciando il bottino ai manager coinvolti.
        Infine, se vogliamo combattere questo sistema, non possiamo permetterci il lusso di non essere a conoscenza dei meccanismi reali che sono alla base del suo funzionamento. Se no ci ridono dietro

  • giovanni:

    paola sei molto brava e molto coerente sembri uscita dalla favola di pinocchio ti stimavo ma adesso o solo una parola poverina

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