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Di Gianluca Monaco – Fonte: http://www.losai.eu/petrolio-in-mare-il-m5s-scopre-i-meriti-di-berlusconi/

Questa è una di quelle vicende che si possono rappresentare metaforicamente come “effetto boomerang”.
Della questione trivellazioni petrolifere e degli interessi dei Rothschild ne abbiamo già scritto in questo articolo http://www.losai.eu/i-rothschild-alla-conquista-del-petrolio-abruzzese-con-chicco-testa-dariete/
e questa notizia ne è il prosieguo.
Alcuni deputati grillini abruzzesi si sono incontrati con il Ministro per l’Ambiente, Clini, per avere delucidazioni sulle documentazioni che il Ministero ha inviato alla Regione Abruzzo in merito alle trivellazioni petrolifere della MEDOIL. Tra i documenti del Ministero, i grillini scoprono la lettera di ringraziamento della società petrolifera al Ministro Climi per aver modificato con il D.L. 83 del 22-06-2012 il precedente D.Lgs 128 del 2010 (clicca e leggi) che limitava le perforazioni petrolifere in mare.

Ma chi governava nel 2010 ? Chi è stato a “bloccare” le trivellazioni per evitare inquinamento ? Chi aveva bloccato gli speculatori internazionali ? Ebbene, nel 2010 c’era proprio la “bestia nera” del M5S e dei partiti ambientalisti: Silvio Berlusconi.
Dagli articoli di giornale del 2010 si legge che la MEDOIL aveva dato mandato, per il finanziamento della piattaforma petrolifera, ai banchieri francesi della BNL-PARISBAS. Il partito dei VERDI chiese subito delucidazioni a Silvio Berlusconi sulle intenzioni del governo in merito alle trivellazioni petrolifere.
Era il 5 maggio 2010.

La pronta risposta del governo non fu a mezzo stampa ma con Decreto Legislativo n.128 del 29 giugno 2010. (http://aia.minambiente.it/UserFiles/File/DLgsn128-2010.pdf )
Senz’altro sarà stato un duro colpo da parte di ambientalisti e del M5S dover ammettere ed accettare che il loro “miglior nemico” aveva provveduto a FERMARE gli speculatori internazionali.
Ma, caduto il governo Berlusconi, il suo successore Monti non ha perso tempo a varare il D.L. 83-2012 con il quale creava le condizioni idonee e vantaggiose per la MEDOIL ad avviare le trivellazioni.
Ovviamente i comuni costieri abruzzesi non sono stati a guardare e fecero diversi ricorsi al T.A.R. di Roma che ha confermato ,con sentenza n 3045 depositata due giorni fa, dalla Seconda Sezione Bis, il diniego di effettuare perforazioni in un’area di 730 km quadri posta a 40 km a Nord-Ovest di Punta Penna e in aderenza ai territori dei comuni costieri abruzzesi di Torino di Sangro e Casalbordino e a 26 km dalle isole Tremiti.
(fonte http://www.primadanoi.it/news/cronaca/538757/Trivelle-Abruzzo–arriva-il-no.html#.UVM9BkAVZSE.facebook )
Per il momento la battaglia è vinta e diamo merito a chi ha combattuto per la salvaguardia dell’interesse paesaggistico nazionale. Anche se la ricerca della VERITA’ ha il suo effetto BOOMERANG

6 Commenti a “Petrolio in mare: il M5S “scopre” i meriti di Berlusconi”

  • giorgio:

    Se tanto mi dà tanto,i futuri terremoti saranno colpa di Monti e della sua cricca.
    Un motivo in più per aprire una commissione d’inchiesta e una condanna per alto tradimendo del popolo italiano.Questo incapace e vile tradire dei nostri marò.

    • Antonino Trunfio:

      @GIORGIO : una commissione d’inchiesta ? ma Giorgio se invochi una commissione d’inchesta, chiedi agli stessi responsabili di nominare qualche loro amico trombato alle ultime elezioni per cercare la verità e punire le colpe !! tutte le commissioni di inchiesta in italia, ottengono un solo risultato certo : distribuire cariche e prebende a nulla facenti.
      La verità rimane appunto sempre sepolta in fondo al mare, come è accaduto per il DC9 Itavia a largo di Ustica.

  • gianni 55:

    ognuno padrone a casa sua dico io, questi sono multinazionali straniere che non pagano un euro di tasse, spero che sia veramente più difficile per questi gruppi vampiri dissanguare i stati,
    W M.5.STELLE

  • Mauro Bena:

    Attendo commenti razionali a questa realtà, sperando non sia “irricevibile”, mutuando dal termine “impresentabile” di recente forgiatura Annunziatesca…
    Saluti.
    MB

  • Antonino Trunfio:

    Un governo annulla, quello subito dopo riammette, sono l’ennesima prova che qualunque governo non è affatto sottomesso alla legge, intesa come principio essenziale da tutti condiviso (es.: difesa della natura e degli interessi delle popolazioni locali, nella fattispecie dell’Abruzzo). Il potere legislativo e commisto al potere partitico. Altro che separazione dei poteri !! filastrocche per scimmiette e pappagalli di regime.
    Assistiamo ancora all’ennesima contraffazione della LEGGE, attraverso l’unica cosa che un politico può produrre : legislazioni e provvedimenti per mettere a posto il consenso di cui gode e vincere le elezioni successive.

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