Categorie
VISITE
Ti ringraziamo per essere passato sul nostro blog! Torna a trovarci presto!

E’ da anni che vo’ dicendo – testimoni i funzionari del mio comune – che vi è un progetto di sterminio dei nostri alberi autoctoni travestito da prudenzialità assicurativa e tecnicismo potatorio chemioterapico. Ho fatto varie foto degli alberi “potati” e sterminati di Diano Marina, e della Liguria di Ponente in genere, poi vado nel Chianti, e vedo gli stessi alberi potati allo stesso modo a Gaiole in Chianti (SI). E poi ricevo una mail del Comitato contro l’Aeroporto di Ampugnano (SI), l’aeroporto privatizzato in criminale maniera da MPS e CDP, su cui pende un’indagine della magistratura, e vedo le stesse identiche potature chemioterapiche e le stesse domande attonite degli ignari-ingenui cittadini.

La cosa più disperante è di vedere i funzionari comunali che fanno gli gnorri quando gli vai a spiegare che c’è un progetto occulto delle compagnie sementiere di appropriarsi di tutta la materia viva, per brevettarla e poi vendercela, che sia vegetale, animale o umana. No, scherzo, questo non glielo dico, ma gli dico che vi è un disegno di sostituire le nostre piante autoctone con piante provenienti da laboratori biotecnologici di altri paesi, preferibilmente Olanda, Israele e paesi Scandinavi. Non serve a niente, loro eseguono. Fanno gli gnorri, e se anche ti credono, si sentono impotenti. Come se non potessero dire alle ditte di potatura di tagliare più lievemente…Anche perché agronomi “indipendenti”, consultati amichevolmente, mi hanno garantito che questo tipo di potatura, contrariamente alla vulgata che vuole che gli alberi poi rifioriscono e si riprendono sempre, in realtà non fa che indebolirli, e sono già per la maggior parte malati, costringendo poi i comuni ad abbatterli con il pretesto della pericolosità pubblica…

E’ passato persino un ordine della Rete Statale Ferroviaria Italiana di imporre ai privati cittadini nel raggio di SEI METRI dai binari di MOZZARE tutti gli alberi di alto fusto. Per quale ragione? Nessuna. Se non quello che ho detto sopra.
SANYO DIGITAL CAMERA

Si noti bene, non scrivo questa nota per segnalare un caso specifico, ma per richiamare l’attenzione sull’ennesimo scempio di questo tipo sui nostri alberi pubblici, e sulla leggerezza con cui si accordano i permessi per tagliare quelli privati, nell’ambito di una scrupolosità burocratica in un accanimento antiterapeutico che non può che provenire da ordini tecnico occulti dall’alto. Ma gli operai che eseguono, e con cui tante volte mi sono trovata a discutere, sono schiavi, e non se ne rendono conto, anzi ringraziano di avere un lavoro poiché come dice una santificata Costituzione, che pure è calpestata da ogni parte, ha sancito il lavoro come base della stessa. Quasi una farsa, un gioco di parole, un segnale in codice massonico. Non si basa sul benessere del popolo, né sulla solidarietà, né sulla libertà, né tanto meno sulla felicità del suo popolo, no, sul lavoro, e ci stiamo arrivando.. all’arbeit macht frei…

Una Repubblica senza la sovranità di battere moneta è una repubblica dove il lavoro sparisce e si riduce a schiavitù. In schiavitù fai qualsiasi cosa per sopravvivere, ma in una Repubblica fondata sul lavoro lo fai pensando che il lavoro è comunque santo, mentre in realtà non tutti i lavori sono socialmente utili, o costruttivi. Tanti, tantissimi lavori e occupazioni sono dannosi per la collettività, perché utili unicamente alla ricerca dell’utile o di quella moneta di cui tutti hanno bisogno per vivere. Potessi, cancellerei l’articolo 1 della Costituzione. Ma scommettiamo che è l’ultimo tabù? Dico solo questo, che se non fosse santificato acriticamente il lavoro, non si troverebbero operai per fare lavori così osceni. Né assessori strozzati e minacciati dalle assicurazioni per ordinare di farli. Né tanto meno agronomi per redigere quelle oscene relazioni. E sarebbe un bene. E magari le persone lavorerebbero con coscienziosità e passione, perché lo farebbero per piacere, creatività, soddisfazione, amore della natura e INDOLE.

I lavoratori non hanno tempo di osservare e di viaggiare per l’Italia per constatare che qualcosa non va nella potatura e nel massacro di TUTTI i nostri alberi. Non hanno neanche tempo di osservare le foto che metto su SL, o la casualità che le possano vedere si riducono, ma se cominciassero a vederle, inizierebbero almeno a porsi delle domande?

N. Forcheri 20 Aprile 2013

Segue la mail ricevuta oggi:
La Via Dritta che collega Stigliano con San Rocco attraverso il Padule ha un primo tratto che 30 anni fa era alberato da entrambi i lati con pioppi argentati: una strada bellissima, ombreggiata per il conforto dei braccianti e dei contadini nei loro spostamenti fra il podere e i campi. Poi l’agricoltore che ha comprato S. Vittorio ha segato tutti i pioppi sul lato suo.
Questo inverno, il Comune o l’Unione dei Comuni ha “potato” i pioppi sull’altro lato. Come mai? Per vendere la biomassa? Per aumentare la percentuale di rifiuti riciclati? Non sappiamo.

La Via Dritta verso Stigliano dopo la “potatura” dei pioppi.

Pioppi 'potati'

 Pioppi prima della potaturaLa Via Dritta prima della potatura.

DSCF1194

La Via Dritta in direzione S. Rocco, con i poveri pioppi trucidati.

L'Associazione Ampugnano per la Salvaguardia del Territorio augura il ripristino delle alberature del Padule.  Documenti storici esposti nella mostra Memorie dal Padule rilevava l'esistenza di coltivazioni alberate in particolare con gelsi.  I pannelli della Mostra possono essere scaricati dal sito dell'Accademia dei Fisiocritici di Siena.

10 Commenti a “Accanimento antiterapeutico”

  • Anais:

    Paesaggio reso spettrale, continuazione orribile della stessa pianificazione che ci sta forzando al malessere e all’esclusione di qualunque speranza di vita DEGNA di questo nome.
    Tutto, ambiente e persone, deve essere mutilato e reso orpello visibile del potere maligno che ha invaso come un cancro l’umanità.
    Non è difficile individuare la testa della Bestia, ma le continue operazioni di geoingegneria ambientale e i servi mediatici complici di questo e altri scempi annebbiano il senso critico e addormentano le capacità di sana reazione.
    Resta la consapevolezza per chi l’ha appena raggiunta o sta faticosamente elaborando il suo percorso di conoscenza reale di poter/saper gettare un seme ovunque, nonostante la ferocia del piano di sterminio generale da qualche parte può spuntare – improvviso e inatteso – un germoglio nuovo e forte. E’ il fattore dell’imprevedibilità umana, nessuno è onnipotente anche se certe organizzazioni militar-religiose si credono investite di tale enorme potere

  • Marte:

    Sono d’accordo sia sulla distruzione degli alberi aiutata anche dalle scie chimiche che rendono i nostri terreni sempre più acidi e sterili (abito sulle prealpi e mi piace passeggiare e negli ultimi 10 anni la situazione è peggiorata esponenzialmente alberi sempre più malati e aumento di piante parassitarie) e sono al 100% daccordo che bisogna superare questo tabù dell’ articolo 1 della costituzione che oggi come oggi è superato dato l’aumento della meccanizzazione e addirittura penalizzante per l’uomo dato che per far lavorare più gente possibile bisogna creare prodotti obsoleti e con scadenza a breve termine e poi mi fa troppo. incavolare chi dice che il lavoro nobilita l’uomo,certo con le dovute eccezioni (per fortuna)ma chi sta in catena o a fare lavori inutili per la comunità per non dire dannosi è denobilitato e solitamente col tempo si ammalo fisicamente o psicologicamente e crea danni anche nei rapporti con le altre persone.
    buona giornata a tutti e buon lavoro.

  • lici:

    e che dire dell’ailanto, pianta infestante, che attecchisce dappertutto e distrugge le piante autoctone? di cui nessuno si occupa?

  • Jack:

    La mano dei delinquenti colpisce un po in tutta Italia anche nel mio paese per la sicurezza hanno tagliato alberi in centro che d’estate di davano un grande refrigerio e soprattutto rfendevano piu’ bello il tutto. Proporrei di fare un’azione comune contro i responsabili che hanno causato questo danno ambientale e sociale.
    Se ritenete interessante questa mia proposta contattatemi alla mia email.

  • Marte:

    Ok facciamo qualcosa di concreto, io sono appena andato a comprare 2 alberelli al posto di fare la spesa (sta sera digiuno che tanto mi hanno detto che fa bene)e sotto la pioggia li coltiverò se lo facciamo tutti magari non miglioriamo la situazione ma credetemi staremo meglio per il semplice fatto di aver fatto qualcosa (che con un pò di fortuna resterà anche ai nostri figli)
    Buona fortuna a tutti.

  • L’anno scorso, viaggiavo con mia moglie ed ero in prossimita’ di Sesto Calende (VA) proveniendo da Varese: abbiamo visto la medesima scena rappresentata nella foto dell’articolo.
    Chilometri di viale alberato potati in modo IDENTICO, tant’e’ che eravamorimasti esterefatti e molto tristi alla vista di tanta SOFFERENZA!
    Si sofferenza, perche’ era PERCEPIBILE emotivamente: Le piante soffrivano per le grandi amputazioni e per la BRUTTEZZA risultantene!
    Non credano quei signori di passarla liscia: quella TRISTEZZA li ASSALIRA’!
    E non riusciranno a capirne le CAUSE, nemmeno con l’ausilio dei migliori PSI-COLOGI
    PSI-CHIATRI
    Dovranno fare tanti e tali esami clinici TAC TAC TAC TAC TAC un suono che ricordera’ loro i colpi di accetta… forse poi capiranno…
    Saluti Giovanni

  • Paola:

    Anche nella mia città si sono permessi di tagliare alberi centenari, residuo dell’idea urbanistica asburgica che si compiaceva della solennità di lunghi viali ormbrosi.
    Di quei pochi immensi esemplari rimasti, alcuni sono stati tagliati alla base e poi sono stati estirpati completamente sebbene sanissimi; altri vengono potati in modo drastico e sono i meno spettacolari, quelli più giovani.
    Credo che l’idea sia di eliminare pure questi nel giro di pochi anni.
    Finora si è agito così : qualche esemplare alla volta partendo dai più grandi e vetusti.
    Per “grandi” intendo proprio che per abbracciare completamente il tronco alla base ci volevano tre uomini adulti.
    Un crimine, a mio modo di vedere.
    Credo che atti del genere portino con sè un karma così negativo che presto chi l’ha ordinato si chiederà da dove mai gli arrivi così tanta…. ehm… “sfiga”.

  • Che si tratti o no di una congiura, sicuramente è sotto gli occhi di tutti il nuovo sistema di potatura che in pratica si limita ad una stupida e selvaggia troncatura degli alberi. Questo succede ormai da qualche anno in quasi tutti i comuni dell Nord Italia. L’ho notato per la prima volta a Rho, in Viale De Amicis, un tempo d’estate diventava una bellissima e fresca galleria tra le fronde, e adesso il nuovo stile Chernobil ne ha fatto uno squallido e misero vialetto di periferia.

  • sergio:

    Quando avranno bisogno di un po di ombra e di fresco cercheranno un palo della luce.
    Poveri sciocchi

Lascia un Commento

Gianni Lannes
Corso Nuova Fotografia
Antonella Randazzo
FreePC
SCIE CHIMICHE