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“Priorità lavoro, perché senza lavoro l’Italia muore”. Tuona così la Venditti, la biondona di telekabul filiale di saxa rubra, facendo da trombetta allo straordinario annuncio odierno a cura della ritrovata triplice cgilcisluil, ricompattatasi per l’occasione perché mancando il lavoro, hanno capito che crolla l’adesione, il consenso e le tessere. E questo s’ha da evitare.

Questa giornata è stata e continua ad essere, la celebrazione pagana di categorie pseudo divine ormai scomparse : i lavoratori, le classi sociali, il proletariato, i precari. Consumata celebrazione e inutile invettiva contro tutto il male e l’egoismo possibile, ubicati ovviamente da un’altra parte : imprenditori, finanza, speculazione, rischio imprenditoriale, libero mercato, capitalismo. Insomma il bene e il progresso sotto la falce e martello e la bandiera rossa. Il male tutto intorno.

Questo giorno è un rito pagano e statalista che non conosco, utile per poco ancora, alla progressione automatica di carriera di qualche boiardo della triplice sindacale, verso poltrone assai più comode di partito e di governo.

Questo giorno ha ormai le edizioni contate. Come contati sono giorni di qualunque cosa che esiste a questo mondo sottoposto alle leggi della natura e dell’evoluzione non solo fisica ma anche sociale.

Oggi infatti da piazza san Giovanni proclama Bonanni le esequie del primo maggio moribondo, e dice : oggi è il giorno dell’emergenza lavoro. Meno male !!

In questo primo maggio, è aumentato a dismisura tra i partecipanti alle esequie appunto, solo il numero di disoccupati, precari, cassintegrati, giovani che cercano il primo impiego e padri di famiglia che lo hanno appena perso, esodati devoti alla fornero. Sempre meno presenti invece i lavoratori attivi, specie come si sa, in via d’estinzione. Paradosso di un paese dove nessuna estinzione, neppure quella naturale è contemplata per la classe politica, capace solo di riesumare un dinosauro del mesozoico, incollandolo al colle e sfidando il buon Dio e la dannazione eterna ormai prossima.

I lavoratori attivi sono anch’essi devoti, ma non già alla fornero che piange ancora, temendo immagino, che persino durante una delle sue leggiadre passeggiate nel Monferrato, per distendersi delle pregresse fatiche di governo, qualche cacciatore di frodo di quaglie e beccacce, esodato dalla medesima, le possa piantare per errore una salva di pallettoni in fronte, scambiandola solo per un avvoltoio al di fuori della propria riserva. Lei piange intanto per scongiurare l’evento venatorio.

I lavoratori attivi si raccomandano in fretta e furia a tutti i santi del calendario di Santa Romana Chiesa, ma sanno già che ci vorrà pure il buon Dio per averla vinta.

In questo giorno in cui si celebra il lavoro che non c’è, mi chiedo :

perché non ho mai sentito e non sento ancora, anziché grida di dolore e proclami retorici e richiesta di diritti da garantire ad ogni costo, una !! dico una !! una sola analisi delle cause che ha determinato la mancanza di lavoro dei nostri giorni ?

perché nessuno dei farabutti del sindacato, delle classi imprenditoriali, per non parlare dei politici e dei boiardi di stato dell’istat, dell’agenzia del pizzo di stato con a capo uno squallido stregone, dell’autority per la privacy e quella per la protezione del camoscio della Maiella, dico nessuno abbozza una benché minima analisi :

cosa è il lavoro ?

cosa ne determina i volumi quantitativi (numero di occupati e ore lavorate) ?

cosa ne determina il livello qualitativo (salario, sicurezza sul lavoro, motivazione e coinvolgimento dei lavoratori) ?

chi sono i veri nemici del lavoro e della sua crescita ?

 

Nessuna analisi, of course, e tutti giù con la giaculatoria ormai collaudata per ogni microfono e per ogni stagione :

la globalizzazione, la delocalizzazione, l’euro forte, i prezzi del petrolio, la mancanza di fonti di energia, e qualcuno arriva persino ad evocare la mai abbastanza obsoleta “automazione” che all’uomo ha soppiantato il computer o un robot di saldatura. Nessuno dei farabutti si esime dal citare una o più delle finte cause sopra riportate. Che sia Montezemolo, che sia Bonanni o la Camusso, che sia qualche governatore di regione o semplice amministratore di circoscrizione  con la fascia tricolore. Non parliamo poi dei politici di professione alla Fini, alla Casini, che avendo mai lavorato in vita propria, non trovavano (d’obbligo l’imperfetto ormai) di meglio che presenziare a tutti i talk-show e manifestazioni, dove il tema appunto era il lavoro. Degli altri si intende. Mica il loro, che non ne hanno mai avuto uno in vita propria.

D’altra parte Noam Chomsky l’aveva prefigurato, a proposito dell’arte di sindacalisti, politici e uomini di potere in genere, di persuadere le masse, con i suoi famosi dieci punti.

I due punti di Chomsky maggiormente in voga in Italia, tutto l’anno e in particolar modo al primo maggio sono i seguenti :

1.    Creare problemi e proporre soluzioni

2.    Distrazione delle masse

Se vorremo ancora lavorare, avere speranza di vita e prosperità per noi e i nostri figli e nipoti, se vorremo ancora confidare che si debba vivere senza gravare sulle spalle di altri, se vorremo dare una qualche speranza a coloro che oggi il lavoro lo hanno perduto, sono precari, lo stanno perdendo, sono cassintegrati, dovremo rispondere alle domande che sopra ho posto.

E dovremo trovare risposte che pure esistono ma richiedono, per essere trovate, solo amore per la verità e la libertà delle persone. E disprezzo per le tessere di partito e del sindacato, odio delle poltrone e dei parassiti e dei boiardi stato e di governo.

Trovando quelle risposte sarà possibile non solo rilanciare il lavoro e la crescita, ma anche smascherare e coprire di vergogna, una volta per tutte, quanti oggi tuonano dai microfoni delle piazze, dei palazzi di stato e di governo, dagli studi televisivi e radiofonici e le redazioni dei giornalini sussidiati, parole apparentemente buone ma nell’intimo solo criminali perché figlie della menzogna.

 

20 Commenti a “Il mio primo maggio è anche il tuo ?”

  • Condivido il discorso ma vedo crescente da una parte la forza di chi ancora crede di poter cambiare qualcosa, da l’altra una demotivazione che non mi piace, bisogna noi dare una risposta non loro. Se aspettiamo che ci diano una risposta loro stiamo freschi, siamo illusi se aspettiamo che facciano qualcosa per il popolo sofferente

  • l'anomalia:

    hai ragione simona e qualcuno di noi ci sta già provando.
    posto questo quet’appello per tutti anche se in particolare è indirizzato a chi vive a roma e nel lazio, chiedendo alla redazione di poterlo postare successivamente anche su altri articoli, Vi ringrazio anticipatamente
    andrea

    Consapevoli del degrado morale e sociale in cui versa il Paese, grazie ad una classe ‘dirigente’ senza più Coscienza e grazie alla passiva complicità di buona parte della ‘massa’, abbiamo scelto di UNIRCI, oltre le ideologie e le religioni di qualunque tipo, per poter divenire insieme a tanti altri, portatori sani di pro positività, attraverso la condivisione di scelte e progetti sostenibili mirati a restituire all’uomo, e non al ‘Sistema’, la sua centralità nella Vita.
    Ciò che desideriamo ardentemente è tornare a VIVERE per onorare il giusto tempo da dedicare al lavoro, al riposo, alla famiglia, al prossimo, alla realizzazione personale e comunitaria e insieme provare a concretizzare, in uno spazio condiviso e mirato all’auto sostenibilità, quei Valori fondamentali che rendono un Essere realmente Umano: Rispetto reciproco, Solidarietà, Altruismo, Buona Volontà nel migliorarsi e così migliorare, in maniera durevole, la realtà che ci circonda.
    Abbiamo bisogno anche di te. E’ necessario comprendere che senza la TUA AZIONE nulla potrà mai concretizzarsi e nulla di nuovo potrà mai accadere nella tua vita se non desideri e di conseguenza muovi i primi passi verso il tuo Sogno. Noi lo abbiamo condiviso, perché UNITI SI PUO’. Se è anche il tuo Sogno, contattaci. Anche insieme a te riusciremo a percorrere, passo dopo passo, la Via che vi conduce.
    Per Roma e dintorni, organizziamo incontri settimanali per conoscerci e condividere idee e operatività.
    Info e Tel.
    Andrea 348 9335273
    Sergio 348 2775820
    Marina 338 6541718

    • Antonino Trunfio:

      @ANDREA – SERGIO – MARINA : intanto mi complimento con voi, per la forza di reagire allo stato delle cose. Sono l’autore del post. E complimenti perchè ci mettete nome e numero di cellulare, segno che non scherzate e che mettete anche in conto i rischi del caso.
      A risentirci. A.T.

      • l'anomalia:

        @ A.T. ti ringrazio dei complimenti ma credo che provare a vivere una vita degna di essere chiamata tale dovrebbe essere una cosa scontata e se per riuscirci più cittadini si devono aggregare e talmente naturale che anche la costituzione ribadisce la libertà di associarsi e in realtà direbbe anche di più se non le avessero mutilata dell’ex art 50 co.2.
        per quanto riguarda il rischio non posso darti torto, essere autosufficienti ti fa rischiare di diventare…..libero
        a presto

  • stefano:

    molto bene:noto con piacere che finalmente qualcuno comincia a capire che dobbiamo prenderci i cosidetti in mano e creare qualcosa che esula dall’essere ancora “dipendenti” da un sistema il cui fine è lo sfruttamento usa e getta….l’unico sistema che funziona (a mio parere) è creare isolamento e terra bruciata intorno al sistema ma senza violenza semplicemente con la cooperazione dal basso e non avendo più bisogno dei loro
    “servizi”attuati solo per creare dipendenza e paura

    • Antonino Trunfio:

      @STEFANO, sei dei nostri. Presto organizziamo qualcosa, senza clamore, e senza conferenze stampa. Quelle le organizzano gli illusionisti di professione, che stanno nei palazzi di governo e di partito.
      Le idee e la forza della verità ridurranno in briciole i tiranni di oggi e le loro corti

  • Marte:

    Per poter procedere verso qualcosa di nuovo bisogna soppiantare il vecchio, per soppiantare il vecchio bisogna fare in modo che non possa disturbare, quindi primo passo che ognuno di noi deve fare in piena consapevolezza è richiedere la sovranità personale, sembra assurdo ma parlare di nazione ormai è obsoleto, ripartiamo dalle persone rifondiamo il sistema incentrandolo sull’ uomo e sui nostri veri bisogni, con la sovranità individuale possiamo tornare ad essere noi a decidere, vi sentite pronti? pensate di poter prendere decisioni in autonomia o continuamo a delegare agli altri le decisioni? pensate di essere abbastanza maturi? C’è gia chi lo ha fatto seguiamo l’esempio uniamoci in armonia e facciamo vedere anche a chi ancora dorme come può. essere la nuova realtà. e smettiamo di lamentarci della vecchia corporazione italia. con affetto un buongiorno a tutti

    • Antonino Trunfio:

      @MARTE : finalmente uno che ha capito di quale sovranità è meglio parlare prima di tutto. Le altre sovranità seguono a ruota, ma vengono solo dopo. Grazie del suo commento

      • Marte:

        Ancora è un frutto che deve maturare ma sono sempre più convinto che più se ne parla meglio sarà per tutti, per Silvestra ti ho scritto una mail solo 10 minuti fà ma ti dico subito che non sono una cima e stò ancora studiando l’argomento, ma sono ben disponibile a parlarne anche per capire i vari punti di vista e trovare nuovi spunti.
        Auguro una buona giornata a tutti

    • Silvestra:

      Ciao Marte, sono Silvestra, intendi forse OPPT? e se sì, sai bene di cosa si tratta? puoi rispondermi privatamente se credi. la redazione ti darà il mio indirizzo email

  • William:

    Condivido l’impostazione dell’articolo che mette in evidenza l’ipocrisia di tutti i protagonisti della sceneggiata che puntualmente si replica da decenni. Se qualcuno si prendesse la briga di rispolverare vecchi filmati di un quarantina di anni fa scoprirebbe che le parole sono sempre le stesse, ve lo dice uno che ci ha lavorato e vissuto in quel mondo , che si è schifato in tempi meno sospetti delle inutili conferenze , congressi , attivi , incontri che avevano il solo scopo di perdere tempo e lasciare invariata la situazione.
    Credo che , perfino intellettualmente , i vertici di queste organizzazioni non avessero nemmeno la capacità di sviscerare l’argomento lavoro in tutte le sue sfumature per cercare di capire la vera funzione sociale e il significato dello stesso.
    Sono tutti figli del sistema e ognuno recita la parte assegnata , non vale nemmeno più la pena di prendersela , sono così , si deve prendere coscienza che esistono come esistono i parassiti che attaccano le piante sane … credo che l’unico modo per combatterli sia ormai rimasto quello dell’indifferenza e cercare ognuno dentro se stesso i motivi di un cambiamento radicale nel modo di vivere e confrontarsi col sistema vampiresco … dobbiamo uscirne con le nostre forze , decidendo di non partecipare più , di non essere più complici … combatterli con le armi che ci hanno messo a disposizione loro stessi ( proteste , scioperi , petizioni , voto ) non avrebbe senso.

  • LauraS:

    Il concerto del 1° maggio è vergognoso,con tutti quei soldi buttati,con quei soldi potevano pagare molti disoccupati o esodati.Poi aspettare che il lavoro te lo crei il governo è inamissibile.Bisogna inventarselo e lavorare in nero(perchè si vive di più)l’assicurazione non serve oppure uno la fa solo se svolge un lavoro rischioso.Per i lavori molto rischiosi mettano i robot o quelli di montecitorio,tanto non fanno un cavolo tutto il giorno.

    • Antonino Trunfio:

      @LAURA : una manifestazione è vergognosa quando a finanziarla, sono milioni di altri costretti con le tasse a contribuire forzosamente senza potersi astenere e decidere liberamente. Questa è la vera vergogna.

  • Barbara:

    grazie per aver dimenticato il mio contributo

    • Antonino Trunfio:

      Ci deve essere stato un disguido tecnico, le ho anche scritto sulla sua mail privata.
      Mi scuso personalmente, reinserisca il suo commento e verrà pubblicato.
      Cordiali Saluti
      A.T.

  • barbara:

    ovviamente sono d’accordo con l’autore che offre un’analisi lucida e veritiera.
    Anch’io ho scritto a riguardo questa festa celebrativa che stante la situazione suona davvero macabra
    http://dadietroilsipario.blogspot.it/2013/05/1-maggio-macabro-party.html

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