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grecia_bambini in stradadi Luciano Lago

Atene. Arrivato in Grecia per una ispezione il commissario ONU per i Diritti Umani, nella sua conferenza stampa, ha dichiarato che “ le condizioni d’austerità imposte al paese (dalla Troika di Bruxelles e dalle banche creditrici) stanno minando i diritti umani della popolazione”.

Questo quanto affermato da mr. Cephas Lumina, esperto inviato dalle Nazioni Unite, dopo aver girato per due settimane il paese in lungo ed in largo per accertarsi delle condizioni reali nelle quali vive la popolazione e per capire quale sia stato l’effetto della crisi e delle misure di austerità sull’esercizio delle garanzie fondamentali quali quelle economiche, sociali e culturali che sono proprie di una società civile.
Lumina ha dichiarato che oltre il 10% della popolazione vive in condizioni di povertà assoluta, che la disoccupazione fra i giovani è arrivata oltre al 59% della forza lavoro, che un terzo della popolazione manca di qualsiasi forma di assistenza medica, che nel paese non esiste una rete di assistenza sociale. Ha spiegato inoltre che il programma di austerità imposto dal governo è stato varato nel contesto di un sistema di protezione non adeguato per fronteggiare l’impatto delle misure di austerità che hanno avuto l’effetto di moltiplicare la disoccupazione, i tagli ai salari ed il forte aumento delle imposte.
Nel corso del 2010 la Grecia era stata costretta , per evitare la moratoria, dalla BCE e dal FMI e dalla Commissione Europea a varare un programma di tagli alla spesa pubblica per ottenere un possibile riscatto finanziario ed allo stesso tempo un piano di riforme strutturali per ridurre il deficit fiscale. Nonostante queste misure l’economia si è ulteriormente contratta per il 25 % circa e la recessione si è aggravata e si è verificata la fuga dei capitali dal paese.
La situazione dimostra chiaramente che le misure adottate, essendo troppo rigide, hanno provocato una contrazione dell’economia e pesanti costi sociali per la popolazione, oltre all’alta disoccupazione, un elevato numero di senzatetto (più di 25.000) povertà diffusa e forte diseguaglianza sociale. Su un totale di 1,3 milioni di disoccupati solo 160.000 persone ricevono i sussidi di disoccupazione, ha detto Lumina, mentre tutti gli altri non godono né di sussidi né di assicurazione sanitaria. Particolarmente grave la situazione delle tante famiglie con bambini, alcune di questi vivono sotto la soglia di povertà ed i bambini risultano denutriti.
Gli ospedali sono pochi e carenti, mancano le medicine e le attrezzature per le cure mediche indispensabili tanto che si è registrato un alto numero di decessi fra i malati e le persone anziane.
I diritti umani fondamentali rischiano di essere soppressi in conseguenza di queste politiche di austerità, delle avvenute liberalizzazione e delle privatizzazioni imposte al paese ed attuate dal maggio del 2010.
Tragica poi la situazione degli immigrati presenti nel paese (circa 470.000 senza permesso di soggiorno) in quanto soggetti a sfruttamento ed abusi , vivendo in condizioni precarie e soggetti ad attacchi razzistici.
Dopo aver fatto queste considerazioni il commissario ONU ha chiesto inutilmente alla Troika di Bruxelles di includere i diritti umani nel programma di austerità della Grecia ma, nonostante che il rapporto di Lumina sia scioccante e siano necessarie azioni immediate per porre fine alla distruzione del popolo greco, la sua relazione finale non verrà sottoposto al Consiglio sui Diritti Umani dell’ONU prima di marzo del 2015, senza che l’Europa e le autorità di Bruxelles e Francoforte provino la benchè minima vergogna!

Alla luce di quanto si sta verificando in Grecia, un vero è proprio annientamento della popolazione greca e della società civile, viene spontaneo farsi delle domande: questa è l’Europa che si voleva costruire, dove sarebbero i vincoli di solidarietà che dovrebbero unire i vari paesi, queste le politiche che dovrebbero produrre la crescita e preoccuparsi del benessere dei cittadini? Sembra piuttosto che l’unica preoccupazione dell’oligarchia europea in Grecia, come anche in altri paesi, sia solo quella di mettere a posto i bilanci delle banche e garantire la stabilità finanziaria a scapito non solo del sistema economico del paese ma anche dei diritti umani fondamentali . Al di sopra dei popoli si erge l’ombra della BCE, della Commissione Europea con i suoi funzionari dediti alla lettura dei bilanci e incapaci di accorgersi dei drammi che causano con le loro decisioni, calpestando i diritti dei popoli, la sovranità nazionale ed imponendo condizioni punitive e disumane .
La questione viene oggi sottaciuta dai media poiché non si vuole “disturbare” l’opinione pubblica e soprattutto gli interessi del partito unico trasversale, quello dell’euro che accomuna in Italia Centro Sinistra e Centro Destra, entrambi succubi dell’eurocrazia di Bruxelles.
La Grecia ha perso tutte le sue industrie, gli armatori che una volta erano la forza del paese, tutti trasmigrati all’estero, ha perso migliaia di giovani emigrati all’estero in cerca di lavoro, si appresta a vendere anche le isole per ripagare il debito accumulato con le banche, non gli rimane che uno scatto di dignità e richiedere una fuoriuscita dal sistema dell’euro ed un concordato sul debito ma fino a quando al governo del paese ci sarà Papademos (il Monti greco) associato con l’elite finanziaria europea e fiduciario di questa, sarà difficile che questo avvenga.
Possiamo apprendere la lezione che ci viene da quel paese e prepararci al destino che potrebbe attenderci.

http://www.elmercuriodigital.net/2013/05/cephas-lumina-las-condiciones-del.html

http://www.telesurtv.net/articulos/2013/04/26/enviado-de-la-onu-a-grecia-advierte-que-en-ese-pais-se-vulneran-los-derechos-humanos-1014.html

2 Commenti a “Commissione ONU: la politica UE viola i diritti umani in Grecia”

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