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crisi-lavoro

A seguito del video pubblicato ieri ho ricevuto il seguente commento:

Vorrei aggiungere dato che in nessun video o scritto su questi argomenti se ne parla mai su internet e neanche si accenna,che oggi più che mai,con l’accentuarsi della crisi pilotata dalle mani forti ,e le famiglie sempre più indebitate e in estrema difficoltà,che esiste un numero di persone in continua crescita(decine,centinaia di migliaia o forse qualche milione) che per i più svariati motivi,sono iperindebitati(il sottoscritto è uno di questi e familiari idem) che nn possono più onorare i propri debiti con lo stato e in minimissima parte con una banca,per situazioni personali e familiari,che sono sfuggite di mano per inesperienza e mancanza di conoscenze,oltre a consulenti incapaci, accadute a tutti i componenti del nucleo familiare! Ora la cosa su cui vorrei far riflettere chi ancora sta relativamente bene ed è “pulito” da un punto di vista debitorio,che prima di tutto in queste situazioni ci si potrebbe ritrovare chiunque di voi,e seconda cosa nn meno importante,è il domandarsi “che fine faranno questa tipologia di persone come me e la mia famiglia se dovessero davvero arrivare a togliere il contante???? Ve lo dico io……o si torna la baratto,cosa assolutamente nn pratica nel mondo odierno,il nero nn esisterebbe più quindi niente,l’ultima chance sarebbe quella di andare a rubare per sopravvivere con tuti i rischi connessi ovviamente,altrimenti si muore senza nessuna possibilità! Possibile che nessuno si renda conto della gravità di questa cosa? Capisco focalizzarsi sul signoraggio,sulla sovranità monetaria ecc……problemi reali e attuali importantissimi,ma la realtà da me descritta vi garantisco che nn è da meno!!!! Riflettiamoci gente perchè chiunque, lo ripeto, può potenzialmente finire in questo abisso senza ritorno,almeno per la stragrande maggioranza delle persone comuni! Quello che mi meraviglio è che nessuno ne parli cercando di trovare soluzioni pratiche immediate …

 -oOo-

Penso sia opportuno mettere nero su bianco che la crisi (innegabile, sotto gli occhi di tutti, fuori discussione, ecc.) ha un impatto diverso sulle famiglie e sulle persone a seconda delle occupazioni che queste hanno.

La crisi ha di fatto diviso in due gli italiani: quelli che sono a reddito fisso, impegati presso la pubblica amministrazione o simili, e che quindi, checchè se ne possa dire, non corrono il rischio di perdere il posto di lavoro, e quelli che questa possibilità ce  l’hanno, molto concreta, o per i quali questa possibilità è già diventata tragica, amara realtà.

Inutile negarlo: la legislazione del lavoro vigente in Italia, nonostante il trattato di Lisbona, nonostante la cessione della sovranità all’Europa, è ancora tale per cui chi sta in una grande azienda che non chiude i battenti è garantito che il suo posto rimarrà. E con questo possiamo dire che la grossa (sempre maggiore ormai) fetta di dipendenti del settore pubblico (pubblica amministrazione locale e centrale; istruzione; sanità; esercito e difesa; polizia e carabinieri; para-statale come poste e ferrovie, Eni, ecc.) può, tutto sommato, dormire sonni tranquilli; per loro la crisi può addirittura portare benefici, se sanno spendere con oculatezza e approfittare delle offerte e degli sconti che si trovano sempre più spesso (ristoranti, viaggi, vacanze, elettronica di consumo, palestre, ecc.), attuati da produttori e commercianti che provano di tutto per non chiudere. Anche l’IMU, la tanto odiata IMU, ha dato tutto sommato un aiutino a questa categoria: con il numero di compravendite di abitazioni in calo, facile che di qui a breve (2-3 anni) il prezzo reale delle abitazioni, specialmente delle seconde case, cali ulteriormente.

Diverso il discorso per chi lavora in piccole aziende, nel privato, o peggio, lavora come professionista, o magari ha già perso il lavoro. Proprio la rigidità del sistema, quel sistema che garantisce il posto a chi ce l’ha, rende quasi impossibile trovare una nuova occupazione a chi l’ha persa, specialmente se non si più giovanissimi (sotto i 30 anni) e disponibili a tutto pur di avere una occupazione (anche a stipendi da 500 € al mese per unneolaureato in ingegneria, visto!). E chi il lavoro non l’ha ancora perso è costretto a sottostare a condizioni umilianti, spesso a fare straordinari non pagati o ad accettare ritardi anche di svariati mesi nell’accredito dello stipendio perchè, a volte in buona fede, a volte in malafede, il titolare non ha i soldi per pagare i dipendenti, magari perchè a sua volta non pagato dai clienti, magari non pagato dal cliente “Stato“, che se ne approfitta, della sua posizione di forza, dove da una parte non paga i fornitori, dall’altra esige con puntualità il pagamento di imposte e contributi che mandano sul lastrico le imprese e le costringono a chiudere.

In un’ottica di lungo periodo il sistema sarà costretto ad implodere: non si vive di sola burocrazia, che faremo, ci mangeremo i certificati anagrafici? Il sistema deve cambiare: le cose da fare sono tantissime, per rendere migliore questa società! Pensare che milioni di persone semplicemente non trovano un impiego adeguato, con tutto quello che ci sarebbe da fare, è la prova provata del fallimento del nostro modello:  un modello chiaramente da buttare.

mercato del lavoro

Ma è anche vero che se da una parte facciamo bene a denunciare e a suggerire soluzioni a livello politico, dobbiamo anche ricordare che c’è bisogno di mangiare tutti i giorni, e non possiamo disinteressarci di chi, amici, fratelli, vicini di casa o semplici conoscenti, sta peggio di noi. Dobbiamo attuare la condivisione, anche perchè non esiste il bene privato, esiste solo il bene pubblico, il bene comune.

Immaginate la vostra casa, cone le sue comodità, con il frigorifero pieno, la corrente elettrica, il riscaldamento, ecc., magicamente trasportata nel mezzo di una bidonville del terzo mondo. Tutto rimane uguale, ma fuori avete gente che non riesce a fare due pasti al giorno. Stareste altrettanto bene? No! Perchè noi possiamo godere solo del bene comune, non di quello individuale. Siamo fatti così. Dio ci ha fatto (per fortuna) così. E quindi dobbiamo sempre più mettere in pratica la condivisione, e farci carico anche dei problemi degli altri (noi che possiamo), perchè questa è l’unica srada per la felicità. E se vi sembra una motivazione egoistica, lo ripeto: non esiste il mio bene separato dal tuo. Il fallimento di un individuo, il suicidio di un disperato, è un fallimento di tutti. E solo se condivisa, la gioia fiorisce e cresce. Chiusa in casa avvizzisce e muore.

Conclusione: cominciamo a dare. Liberamente. Senza aspettarci nulla in cambio. Anzi, aspettandoci tutto in cambio: la felicità, altrimenti impossibile, in un mondo diviso in due, fra chi ha e chi non ha.

39 Commenti a “La crisi ci impone di cambiare (speriamo in meglio)”

  • “Condivido” al 100% queste riflessioni, Alberto.
    Condivisione, che vuol dire nell’essenza la riscoperta del “dono” come mezzo di relazione e di compensazione collettiva.
    Riprendendo il concetto della “guerra al contante”, appare chiaro che l’intento più profondamente insito in quest’iniziativa, il più subdolo, sia il voler isolare il singolo essere nell’economia della sua vita, il pretendere di mettere un rubinetto nel suo cash-flow, come già fatto per l’acqua, la luce, il gas, il telefono, ecc.
    E sarà, di conseguenza, il rubinetto generale, al quale sono collegati tutti gli altri.
    Come possiamo essere tanto ciechi?

  • Gianluca:

    Non è bello da dirsi ma io mi auguro che la situazione peggiori ancora di più, ma molto di più. La disoccupazione spero raddoppi, le bollette e i servizi mi auguro aumentino di almeno il 40-50%.
    Solo così si può sperare in un “risveglio” collettivo dal torpore indotto da tv, smartphone, facebook e compagnia bella.
    Si perchè per il momento quelli continuano ad essere i beni e necessità di cui pochi si separerebbero.
    Li vedi tutti a testa bassa che digitano nel loro iphone, si connettono, chattano, pubblicano una foto, uno stato d’animo, un “mi piace”.
    Spero che s’arrivi presto alla fame, solo allora ci accorgeremo di quanto tempo abbiamo passato in coma.
    Forse.

  • Grande Alberto Medici , io è tanto che dico a chi ho vicino queste cose ma tanti mi considerano pazza, c’è bisogno di condivisione sennò che vita è se uno ha in più darlo al vicino che ha meno o a chi incontri casualmente, che poi non è mai casualmente. Chi ci ha portato in questa vita lo ha fatto per amore e questo amore cresce con la persona, tanti lo nascondono ma prima o poi deve venire fuori. Questa crisi voluta per farci sprofondare deve essere capovolta come visione d’insieme e a me che ho più di un’altro mi deve far capire di non tenere il poco che ho per me ma portandolo in condivisione tutto prende un’altro significato e arricchisce spiritualmente anche chi dona . Come la parabola dei Talenti che non sto qui a dire ma andandola a rileggere sulla Bibbia uno si illumina del suo reale messaggio forte e attuale per questi giorni , un abbraccio

  • Jakob:

    Viaggiando nelle città americane capita talvolta di vedere qualcuno, in genere veterani di guerra homeless, inalberare un cartello con la scritta: WORK for FOOD

  • Pino:

    All’appello mancano i pensionati con superpensioni.Il PD riesce a vincere nei comuni con il 25 % voti su un totale del 50% di votanti effettivi.Per questi signori l’astensionismo dovrebbe elemento di paura.Per il momento se ne fregano.

    • L’astensionismo è la più inutile forma di protesta.

      • Improvvisato:

        L’astensionismo è il modo migliore (se resta un fattore provvisorio) per capire che il “malessere da ingiustizia da mal governo” è stato recepito da molti; e che i politici “seri” o cominciano a parlare e agire pensando al 50% dei “non votanti”, o vadano ad impiccarsi da qualche altra parte (basta che ciondolando, poi, non ci facciano ombra) come fece Giuda.
        Spero Alberto che tu condivida questa tesi, altrimenti, oltre a parlare di inganni, poi, pare non ti interessi cosa pensa e vuol dirci la platea di chi, confuso, ingannato, sfruttato, preso lungamente per il sedere, oggi è stufo anche dei mediatori alla Grillo, dell’ipocrisia istituzionale, delle falsità dei giornalisti compiacenti al potere e degli autori “più o meno liberi dalle proprie ambizioni” che pubblicano libri e fondano siti web e poi sotto sotto sono seduti sul sicuro!
        Evviva anche l’astensionismo, se serve!
        A presto

      • Roberto Arvo:

        Per una volta dissento. La più inutile forma di protesta è andare a votare.
        Farlo significa credere che la politica possa andare a cambiare le cose.
        Farlo significa legittimare il sistema, il quale non è più riformabile.
        Se si vota poi potranno dirti : ecco vedi, questa è la volontà popolare. Lo avete voluto voi.
        Senza contare che ,come ho già detto più volte, il voto è solo in apparenza libero. E’ fin troppo facile dimostrarlo.

      • Roberto Arvo:

        Mai quanto il voto, il quale tra l’altro non è neanche libero

      • Antonino Trunfio:

        L’astensionismo è reso inutile (non è inutile) perchè è l’unica forma di protesta che dopo la rivolta fiscale, ha la forza di sovvertire l’ordine costituito. Il quale ordine costituito è ovviamente del tutto interessato a rimanere tale, nei secoli dei secoli. AMEN.
        Astensionismo totale, e rifiuto fiscale totale sono le armi più temute dai parassiti, boiardi, dinosauri che infestano questo nostro fottuto paese.

      • Improvvisato:

        Un voto non dato è un urlo non liberato, un pugno rimasto nascosto da chi non sai e che i governanti o chicchessia potrebbero ricevere appena un prepotente e arrogante disinvoltamente criminale e avido svolta l’angolo” (uno qualunque). Loro sanno che “noi sappiamo” quello che fanno, perchè lo fanno e per chi lo fanno. Ecco perchè i politici “zerbinetti” lo temono più di un attentato e devonoa ssumere più agenti nei Servizi Segreti e perchè stanno realizzando l’Eurogendfor.
        Sta a noi saper combattere intelligentemente come i Curiazi contro gli Orazi: eliminandoli uno alla volta attraverso la politica dei fatti che passa anche per il “non voto”.
        Noi siamo un’altra cosa, perchè loro non cambiano. E se mandiamo gente nuova in Parlamento, poi o se li mangiano in un boccone o se li trascinano dentro i loro Partiti attraverso un opportuno e ben riuscito “scouting”, o li mandano su un binario morto separandolo dall’albero in cui sono cresciuti, o li minacciano o li uccidono.
        Prima di entrare in massa in Parlamento va creata una opinione pubblica che dura nel tempo e che prende lo stomaco della gente…
        La rete in questo non aiuta perchè alimenta il qualunquismo e poi ci si divide su tutto.
        Il fenomeno Grillo è la prova provata che se la strategia passa davanti ai fatti, alle idee, non si arriva a nessun risultato. Forza Nuova ed il suo cameratismo è più adatto ad una vera rivoluzione, ma siamo sicuri che sia più libero di Grillo dall’Mi6 e dall’Mi5?

  • oracolo:

    Come al solito l’unico ologramma e’ l’indignazione generale da internet, il signore dell’articolo chiede suggerimenti pratici non condivisione sugli ormai arcinoti cancri di questa fallimentare societa’ in estinzione forzata,l’augurio di GianLuca e’ l’unica speranza che puo’ smuovere il dormiente che e’ la massa ignorante costringendola all’anarchia totale e alla rivolta.

  • gabry:

    Con la speranza di non far la fine dei giovani turchi per ora, ma dico io perchè lottare tanto, chiodo scaccia chiodo, acquistare un fucile di allta precisione e quando passa l’erdogano lo si centra e lo si toglie di mezzo, e poi avanti il prossimo.

  • Andrea Zeitgeist:

    Chi vive sperando muore disperato !!
    La realtà è che questo sistema socio-economico è finito. È arrivato a l’apice della esistenza.
    Un esempio
    La nostra economia si fonda su tre settori fondamentali:
    Agricoltura
    Beni
    Servizi
    L’agricoltura iniziò il processo di meccanizzazione dopo la prima querra mondiale. Milioni di posti di lavoro sono andati persi e assorbiti dalle fabbriche ( i beni );
    Dopo la seconda guerra mondiale le industrie incominciarono il processo di meccanizzazione. Milioni di posti di lavoro sono andati persi e assorbiti dai servizi;
    Sono 20 o 30 anni che stiamo meccanizzando i servizi
    Quale sarà il prossimo settore economico che assorbirà milioni di lavoratori ?
    NON ESISTE !
    Cosa dobbiamo cercare, il lavoro ?
    Tutti parlano di crisi etc.
    Dobbiamo fare la CRESCITA ECONOMICA.
    Ma per fare la crescita economica tutto ciò che produciamo deve durare poco.
    Tutto deve avere una scadenza, una durata, tutto deve essere poco efficiente.
    Ma proprio tutto
    Sono più di 100 anni che potremmo avere l’energia elettrica illimitata pulita e gratuita;
    Sono 100 anni che potremmo avere auto elettriche o a idrogeno;
    Sono 80 anni che potremmo avere la cura del cancro;
    Sono quasi 30 anni che sappiamo come non farci venire le nostre più gravi malattie;
    Etc
    Il problema è che dobbiamo fare la CRESCITA EVONOMICA.
    Dobbiamo consumare.
    Siamo CONSUMATORI !
    Ma le risorse del pianeta non sono infinite.
    Il nostro bel pianeta ha una circonferenza di circa 40.000 km.
    Se ci si pensa non è enorme o infinito
    A un numero x di risorse
    Non possiamo esaurirle in none del denaro !
    Al nostro pianeta e alla nostra biosfera non gle ne frega niente delle nostre leggi e dei nostri denari.
    Le leggi che governano l’universo sono le stesse che governano il nostro pianeta
    Sono le nostre leggi, le nostre convinzioni e il nostro modo di organizzarci che và contro tutte le leggi naturali
    Ma c’è una alternativa
    Si chiama ECONOMIA BASATA SULLE RISORSE, presentata da Jacque Fresco negli anni ’70
    Oggi un “certo” Jeremi Rifkin la definisce LA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE.
    E le scienze lo stanno gridando al mondo da 30 anni.
    CI DOBBIAMO EVOLVERE !
    Perché non solo rischiamo di avere una disoccupazione mondiale senza precedenti, ma rischiamo di mettere in serio pericolo la sopravvivenza della SPECIE UMANA su questo pianeta.
    Il denaro andrebbe eliminato.
    Non dire ehhh
    Un’altra riflessione:
    Noi, specie vivente su questo pianeta definita Homo Sapiens Sapiens, siamo “nati” circa 250.000 anni fà ;
    solo 4 o 5.000 anni fà abbiamo inventato il baratto, che non ha funzionato perché era complicato e circa 3000 anni fà abbiamo inventato il denaro ( pessima pensata !! )
    Domanda :
    Come abbiamo fatto a vivere su questo pianeta per 245.000 anni senza soldi e senza baratto ??

  • @Felix, sai non è semplice di per se aver pazienza secondo il mio modesto parere bisognerebbe un po’ coltivarla, come l’amore, perché con tutto il bombardamento di cattiverie che ci vengono dette tutti i giorni di chi appunto ha perso la pazienza e ha commesso atti inimmaginabili ,terribili, e esasperati, visti alla luce dell’amore, queste cattiverie appunto tenderebbero ad appiattirci pian piano appiattire tutto di noi senza magari che ce ne rendiamo conto. Allora questa crisi appunto va vista come una domanda a se stessi, in umiltà quando uno tocca il fondo, loro ti direbbero che sei un fallito e che ti puoi anche ammazzare, NO, è lo che sbagliano dobbiamo fortificarci nel cuore ma veramente, perché quando sarà il momento possiamo realmente aiutarcisi a vicenda, non è semplice come concetto per me da esternare. Dico solo in parole povere di pregare ogniuno con cuore aperto , e credere perché si torna sempre li , secoli fa è venuto uno che era puro come una colomba ma si è immolato per i peccati del mondo solo perché ci ama tutti , belli brutti poveri e solo a questo pensiero si bisogna pur vivere ma tutto sotto un’altra visione più serena, nonostante il mondo mi crolli addosso io ho il mio Dio, che non mi abbandonerà mai, che bello solo con questa meditazione nel cuore uno potrebbe andare avanti per tanto tempo, non ci abbattiamo ma serriamo i ranghi e facciamo vedere a tutti quelli che son passati dalla parte del male, che cosa è veramente l’amore e la sua potenza in Dio, scusate può sembrare che mi sono allontanata anni luce dal bellissimo articolo di Alberto , ma mi sentivo di dire queste cose, mossa appunto dal suo scrivere, un abbraccione

  • Grazie Felix pazienza coraggio e mettersi umilmente in preghiera, è da li che escono le gioie e la forza

  • William:

    Cercare di ricomporre le uova dopo che la frittata è stata fatta è impossibile.
    Ed è amaro constatare che le coscienza si forma solo nei casi di grave necessità o davanti a cambiamenti che non si riescono a governare.
    L’uomo è stolto per natura , il più stolto degli animali , avido e senza lungimiranza … vorrei sapere dov’erano , cosa pensavano , come vivevano tutti coloro colpiti da questa crisi nei favolosi anni 80 della Milano da bere , quando ubriachi dalla moltiplicazione del dio denaro e delle sciocchezze consumistiche giravano come criceti nella ruota che i criminali che solo ora stanno venendo allo scoperto avevano costruito.
    Che reazione avevano davanti ad un “barbone” ? , sapevano che ogni litro di carburante che mettevano nei loro fuoristrada era frutto di guerre che mettevano in miseria interi continenti ? … se ne accorgono solo ora che sono toccati da vicino quanto siamo stati stolti a pensare di creare ricchezza perpetua devastando la natura , le tradizioni , la lentezza della vita a ritmi naturali … il tempo … quante volte ho sentito dire : non c’è tempo , vai più in fretta , dobbiamo battere gli altri sul tempo , corri , corri … ecco , adesso siamo arrivati … l’ultima battaglia sarà quella fratricida invidiando chi ha ancora uno stipendio fisso ( 20 anni fa era il contrario , chi aveva lo stipendio fisso guardava con l’acquolina in bocca le ville e i suv dei professionisti che dichiaravano meno dei loro dipendenti ), e intanto lor signori se la ridono mentre spostano il benessere in altre parti del mondo facendoci piombare noi nell’abisso … ma quello che è ancora più grave è che continuerà la violenza fatta al meraviglioso pianeta che ci ospita.

    ” La terra in cui viviamo non l’abbiamo ereditata dai nostri padri ma presa in prestito dai nostri figli ”
    Detto di un capo indiano.

  • Andrea Zeitgeist:

    Ma sta accadendo
    Lontano dai riflettori mediatici, si sta riscoprendo l’umiltà, l’unità, la cooperazione
    La fede in Dio è importante e ci unisce, ma dobbiamo rispettare il suo Creato
    Dobbiamo rispettare la cosa più meravigliosa che abbia mai prodotto: noi esseri umani
    È sopratutto ci dobbiamo ricordare che Dio non ha creato i soldi, quelli li abbiamo creati noi !!

  • Andrea Zeitgeist:

    Copio e incollo delle parole meravigliose

    “Caro Beppe,
    molti mi chiedono di scriverti e riferirti i loro pensieri e tutti con grande rispetto per te. Ho deciso di farlo quando ho avuto la certezza che i tanti messaggi erano molto simili tra di loro e colmi sempre di un grande affetto per te. La sensazione principale posso riassumerla con la frase che mi sono trovato a dire prima delle elezioni, a Roma in piazza del Popolo, proprio dal palco allestito per il movimento 5 Stelle. Rivolgendomi direttamente a te ho detto che sfidare e combattere l’avversario non solo è legittimo ma può’ anche essere eroico, mentre infierire incessantemente sul cadavere del vinto non solo rischia di appartenere al percorso infido della paura e della viltà, ma indebolisce la figura del vincitore. È indubbio che la fantastica avventura che hai iniziato e ti trova inesorabile protagonista ha raggiunto dimensioni sorprendenti e quindi richiede ormai da te la massima naturalezza nella descrizione dei programmi da realizzare in futuro.
    Si tratta, caro Beppe, di rimboccarsi ancor più le maniche e sospendere la tua accalorata quanto macabra descrizione di un regime in agonia e diffondere il più possibile l’immagine e le caratteristiche di un modo diverso e nuovo di concepire la vita, la produzione, la distribuzione dei beni.
    Molti quando parlo loro di lavorare tre ore al giorno mi dicono una frase davvero tragica “Ma uno che lavora tre ore al giorno il resto del tempo che fa?” nel lavoro obbligatorio di otto o nove ore al giorno hanno dimenticato come si fa a vivere. Altri non si accorgono che le tante iniziative messe in programma dai tuoi avversari e che con infinita lentezza cercano perfino di realizzare, sarebbero state impensabili senza lo smisurato prologo della tua fin qui urlata avventura politica, senza i tuoi spettacoli, i tuoi comizi. Mi riferisco alla sospensione del finanziamento dei partiti o anche alla finta o reale eliminazione dell’Imu o perfino i ministri che si azzardano a proporre una legge sul conflitto di interessi. Frutti dovuti alla veemenza del tuo dire, alle tue rivelazioni di ogni possibile indice di corruzione che caratterizza il substrato di questo sistema ormai al suo storico tramonto.
    A mio parere e anche nel rispetto di tutte le opinioni che ho raccolto sul movimento ora sarebbe tempo di chiedersi come mai nessuno parla della vera ragione dell’inesorabile crescita di mancanza del lavoro e della sparizione di decine di migliaia di piccole e medie industrie.
    Eppure è noto che negli uffici pubblici e privati l’apparizione di ogni computer ha reso inutile la presenza di almeno dieci impiegati, cento computer hanno spazzato via mille impiegati, centomila computer hanno fatto sparire un milione di impiegati e così via e il processo di automazione nella grande produzione industriale, oltre all’euforia di scoprire che le macchine non scioperano, non si ammalano, non hanno orari né salari o sindacati, si è celebrata una crescita gigantesca dei profitti, una piccola, quasi insignificante parte dei quali, è stata impiegata per alimentare la cassa integrazione e le elemosine di sussidi vari.
    Negli anni settanta e ottanta non si faceva altro che scrivere e parlare del sicuro trionfo dell’Automazione “che nel duemila, al massimo nel 2010 avrebbe liberato per sempre milioni di lavoratori dal lavoro obbligatorio e dalla fatica.”
    Tutto ciò, dietro lo scenario di menzogne offerto dal regime, è avvenuto e sta continuando ad avvenire, lo si desume dalla inesorabile crescita della “non occupazione” e alla sparizione di tutte o quasi le piccole e medie industrie e degli artigiani che formavano l’INDOTTO.
    “Si dice indotto industriale, di solito, l’insieme di sotto industrie o artigiani che producono parti elementari necessarie alle grandi industrie per realizzare i prodotti finiti.” Si tratta di abbandonare l’assurda, irrealizzabile ambizione di una diversa e impossibile distribuzione della ricchezza, a favore di una diversa e possibile distribuzione della Povertà, la sola capace di sconfiggere la miseria che ancora affligge due terzi del mondo. Si tratta quindi, oltre ai non pochi programmi concepiti per vincere le fitte emergenze di un presente incerto, di incominciare a intravvedere una organizzazione del sociale fino ad oggi impensabile e cioè una diminuzione drastica degli orari di lavoro ( due massimo tre ore di lavoro al giorno) per ritrovare una piena ma anche umana occupazione. Si tratta di offrire a ognuno dei sette miliardi che popolano il pianeta un’abitazione e due pasti giornalieri. Per far ciò basti dire che sarebbe sufficiente una minima percentuale delle risorse economiche che nel mondo si spendono per gli armamenti, dando ai genitori, ormai impegnati nel lavoro non più di tre ore al giorno, la possibilità di occuparsi a lasciar crescere i propri figli nella libertà di essere se stessi, avendo come aula scolastica i parchi e come banchi di scuola gli alberi e il gioco come modalità di apprendimento. Il gioco, la più antica, naturale e completa cultura di relazione con se stessi e con gli altri.
    Si tratta, caro Beppe, di osare immaginare e perché no? “descrivere” finalmente nei minimi particolari l’apparizione sul pianeta dell’Essere Umano, il massimo capolavoro che la Natura ha prodotto in alcuni miliardi di anni e che fino a oggi è visibile ed evidente solo in ogni bambino fino e non oltre i tre anni di età. Di conseguenza si tratta di veder sparire le miriadi di ruoli che imprigionano le maggioranze degli abitanti di questo meraviglioso Pianeta.
    Caro Beppe, non descrivere solo il presente e lascia che la tua bella mente si abbandoni a immagina-re la società che bussa alle porte della Storia, quella descritta con poche parole dal grande Charlie Chaplin nel finale del suo film “Il grande dittatore”:
    “…tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro, in questo mondo c’è posto per tutti, la natura è ricca è sufficiente per tutti, la vita può essere felice e magnifica ma noi lo abbiamo dimenticato, l’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio…abbiamo i mezzi per spaziare ma ci siamo chiusi in noi stessi, la macchina dell’abbondanza sta dando al mondo miseria e fame, la scienza ci ha trasformato in cinici, l’abilità ci ha resi duri e cattivi pensiamo troppo e sentiamo poco, più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza senza queste qualità la vita è violenza… la libertà non può essere soppressa, non cediamo a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano e vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare . Non vi consegnate a questa gente senza un’anima, combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano davvero il benessere a tutti gli uomini”
    Caro Beppe, riposati. La tua vera preziosità è inimmaginabile ed è la stessa che caratterizzerà ogni essere umano quando potrà crescere finalmente in pace “per naturale virtù e sapienza”.

    Un caro saluto
    Silvano Agosti.

  • Andrea Zeitgeist:

    Un piccolo “percorso” per capire cosa stiamo vivendo, come dovremmo vivere e organizzarci, e come arrivarci:

    Un video
    Moving Forward
    Thrivemoviment – Prospera
    Il Pianeta Verde
    What the bleep do we know

    Un libro:
    Jeremi Rifkin – La Terza Rivoluzione Industriale
    Bruce Lipton – Evoluzione Spontanea
    The China Study

    Non serve lottare, basterebbe desiderare e volere un nuovo sistema.
    Il cambiamento ha sempre messo paura.
    Ma se fa paura a noi che siamo “l’ultima ruota del carro”, pensate quanto possa terrorizzare chi in questo caos ci sguazza col conto bancario alle Cayman !!??
    Buona Vita

  • Andrea Zeitgeist:

    L’informazione, la cultura e la nostra Coscienza ci salveranno.
    Ma il cambiamento deve partire da Noi, da ognuno di noi, da dentro di noi !!

  • Roberto Arvo:

    Mentre mi scuso per i post doppi….il pc fa le bizze e rischia di finire dritto nel bidone della spazzatura……dico che il mondo non è brutto come lo si dipinge. Bisogna stare allegri ed essere positivi; come il sottoscritto che lavora alla Indesit Company e che sta piuttosto…..acc, suona il campanello…è arrivata la posta…..cosa diavolo vorranno? E’ proprio un comunicato della Indesit….strano….che coincidenza…..Vado ad aprire la busta…

    [è storia di questi giorni; stimano 1400 esuberi e trasferiscono le produzioni in Polonia]

    • William:

      Sinceri auguri per una soluzione positiva della vicenda , Roberto.

      William

      • Roberto Arvo:

        Grazie molte William, è un augurio che leggo con molto piacere. Avendo qualche problemuccio con questa specie di post televisore dal canone mensile, ho letto con un pò di ritardo. Intanto guardo avanti con discreta fiducia e attendo gli sviluppi della vicenda.
        Non guardo la tv per scelta, se non raramente; ma ieri sera l’ho fatto essendo, il nostro caso ,finito su Rai 1 da Bruno Vespolone.
        Grazie di nuovo.

    • Antonino Trunfio:

      Conosco quelle fabbriche e conosco l’area del Fabrianese per averci lavorato come consulente per una decina d’anni. Oggi emergono gli effetti di due malattie tutte italiane : 1. gli industriali grandi (come Merloni & C.) e piccoli (un gran numero anche nelle Marche) : hanno sempre considerato le aziende come oggetti personali anche quando quell’oggetto (l’azienda) era ormai in mano ai dodici pronipoti dell’antenato fondatore. E avendo sempre avuto di se stessi e delle loro imprese, la massima considerazione senza farsi mai sfiorare dal dubbio che si dovrebbe sempre migliorare e non considerare sempre clienti, concorrenti, fornitori, dipendenti una brigata di incapaci e rompiscatole.
      2. livello di tassazione da anni a livello confisca pervenuto adesso all’esproprio.
      Il dramma è che dal vespolone ho sentito i poveri dipendenti di Indesit, attorniati dai soliti sindacalisti e dai soliti politici locali con bandana tricolre, invocare l’intervento dello stato !!!

      MA COME è POSSIBILE INVOCARE L’INTERVENTO DELLO STATO, CHE APPUNTO INTERVIENE DA 60 ANNI RAPINANDO TUTTI E MANDANDO ALL’ARIA LAVORO, FABBRICHE, IMPRENDITORI E OPERAI ?

      L’UNICA COSA DA CHIEDERE E’ : TOGLIETEVI DAI PIEDI PER SEMRE, VOGLIAMO LA LIBERTA’.

      Ma so già che non sarà mai cosi, e vedrà caro Roberto che prometteranno anche a voi, un bel centro commerciale e un multisala modernissimo per la riqualificazione di una parte di voi. Gli altri ? a carico del contribuente che ancora lavora. AMEN.
      Contenti loro, contenti tutti. Tranne me. Ho finito da gennaio 2013 di contribuire con il mio lavoro a questo delirio. Ho portato anche io la mia attività fuori da questo paese di parassiti e paraculi

      • Roberto Arvo:

        Certamente la maggior parte se non la quasi totalità dei dipendenti non ha proprio capito la situazione. A fine anni ’80, Merloni e company hanno ricevuto soldi pubblici da stato, regione e persino dal comune. Oggi pochi colgono le differenze che si sono venute a creare; con i lacci ed i legami conseguenti all’abbraccio fetido dell’Europa, lo stato non può più, in ogni caso, intervenire e spendere a deficit ed è per questo che Indesit andrà in Polonia per reggere meglio la concorrenza e “stare sul mercato”. (Anche se non è corretto dire “non ci sono più i soldi”, in realtà è proprio come se non ci fossero più!) Invece la gente pensa o spera ancora che la storia di quegli anni si ripeta. E intanto l’azienda è passata di mano e la famiglia Merloni sarà sempre più solo un ricordo, così come la “difesa” o tutela del territorio nel quale ha costruito la propria fortuna.

  • @ Neo ciao va be la risposta alla domanda fuori contesto:), no non sono di Genova:) sono Toscana e allora mi ri fiondo nel discorso dell’articolo. Dare senza aspettarsi niente in cambio alza il battito del cuore, lo eleva a livelli superiori veramente e dirò di più da la stessa gioia a chi da e a chi riceve. Avere la forza di invitate a casa propria chi l’ha persa o vive al freddo, tanti che hanno ancora tanti averi vivono nell’illusione che gli duri in eterno, ma non pensano che come tutti dovranno prima o poi lasciare tutto, quasi nessuno vive nel mondo in quest’ottica. Sennò tutto diventerebbe naturalmente semplice e si appiattirebbe gli cattiveria a favore di un rispetto e aiuto reciproco, capito questo ci potrebbe essere il paradiso in terra, non più sfruttamento frustrazione desolazione solitudine ma un amore che unisce e ci sfama, di quel l’amore di cui avrebbe bisogno ogni persona, per essere sostenuta nel percorso in questa vita, che darebbe così frutti succosi e farebbe gioire e ricambiare anche la natura. Non invidiamo chi sta al potere e ci affama perché gli verrà chiesto un bel conto salato alla fine, da chi di dovere, chi ha orecchie intenda, ogniuno nel suo piccolo faccia qualcosa di buono che tanti piccoli tasselli uniti poi faranno vedere la differenza non ci abbattiamo per l’amore del cielo, continuiamo a sostenerci vicendevolmente con parole ed opere, un caro abbraccio e a disposizione nel mio piccolo, Simona

  • Paolo Lamperti:

    Sintetizzo molto:
    E’ indubbio che venga usata quotidianamente la tecnica PROBLEMA-REAZIONE-SOLUZIONE, da CHI ha interesse ad impossessarsi dell’altrui proprietà.
    La proprietà privata esiste ed è stata inserita in uno dei punti della CARTA DEI DIRITTI UMANI nell’ultimo dopoguerra.
    Se non possiedi niente, non potrai nemmeno donare niente.
    Il furto esiste e scoccia parecchio, quindi la proprietà privata ESISTE. Non diciamo “inesattezze” per favore.
    Ci sono vari modi di rubare, le multinazionali e i loro “alleati” usano il sistema più subdolo, che è quello della tecnica PRS che citavo.
    Oltre che impossessarsi dei valori materiali, si impossessano in seconda battuta delle persone lasciate senza lavoro dalla loro strategia di impossessamento.
    E’ ciò che stanno facendo in Italia, ma la crisi che è innegabile è MORALE in primo luogo.
    Le persone non ancora assorbite da qualche multinazionale o ente pubblico , che sono più o meno la stessa cosa, visto che entrambi costituiscono dei MONOPOLI, verranno comprate una a una e/o in blocchi quando le i suddetti enti occuperanno TUTTI i settori della produzione e dei servizi.
    Ciò è lapalissiano.
    Il piano in Italia nel settore artigiano consiste nel imporre una competitività di questo con la multinazionale corrispondente, laddove il primo verrà costretto sempre più al lavoro “nero” per poter essere individuato ed incriminato col plauso dei dipendenti dei MONOPOLI.
    Questo è ciò che avviene a livello di propaganda.
    Successivamente una volta addomesticato sarà gettato a fare il robottino da loro, se non finisce male prima in qualche modo.
    Insomma l’importante è ELIMINARE fisicamente l’esistenza della libera imprenditorialità e l’iniziativa individuale.
    Perchè ai grandi criminali internazionali l’individualità e la sua espressione fa PAURA.
    Questi sono terrorizzati, i loro atti lo denunciano, la gabbia immorale in cui si trovano non gli permette di valutare correttamente le vere motivazioni del loro agire.
    Come trattereste voi un pazzo che minaccia di uccidervi con una pistola dopo che vi ha fatto legare immobilizzandovi??

    • Paolo Lamperti:

      Rispondo io allora.
      Il “pazzo” da solo è impotente, perciò va isolato.
      Sono le persone di cui si serve la sua forza.
      Queste persone devono cambiare.
      Sono le sue braccia.
      Una mente criminale senza braccia crolla su se stessa.
      Perciò ognuno faccia la sua parte per dare ad ogni coppia di braccia il possesso della sua mente.

  • NEO:

    La gente è ricattabile solo perchè ha troppa paura di perdere ciò che di materiale crede di aver acquisito, ed anche perchè pochi hanno davvero le palle x imbracciare un fucile e sparare in faccia a questa merda di gente.
    “Siamo” troppo legati al mondo finto ed illusorio che ci hanno messo davanti.
    E’ inutile illudervi che da questa situazione ne potremo uscire senza spargimenti di sangue, anzi nemmeno col sangue ne usciremo mai, ma almeno non mi avranno piegato ed ubbidiente al loro schifo di sistema.
    Tanto trà morire fisicamente, o sopravvivere di merda, senza dubbi la prima.
    Mà, eh si c’è un mà, come ho già ribadito altre volte, da solo col cazzo che me ne vado….

  • @Neo ciao no non sono di Genova sono Toscana

  • @Roberto Arvo, ciao leggo di questa tua cosa e me ne rattristo, pilastri dell’economia come la Indesid dovrebbero tenere e invece, anche io lavoro in una ditta alimentare e siamo 40 persone ma ci hanno detto che a settembre quattro persone le mettono in mobilità non era mai successa una cosa del genere, ti sono vicina Roberto per quel poco che può aiutarti ma mi sa davvero che dovremmo reinventarci la vita e il lavoro cambiando totalmente i parametri e le nostre priorità , questo nei prossimi periodi un abbraccio e a disposizione nel mio piccolo Simona

    • Roberto Arvo:

      Grazie di cuore. Il titolo di quest’articolo di Alberto Medici è proprio “…cambiare, speriamo in meglio”. Auguri anche per la vostra situazione.

  • @Roberto Arvo grazie

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