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Per fortuna esistono governanti di buon senso che fanno da argine all’opera di Ahrimane e scendono in campo a difesa della maternità naturale. Restiamo umani ;-)

Fonte: infooggi.it

Latte materno. Il Venezuela fa una questione di Stato della promozione e sostegno dell’allattamento.

latte_maternoFIRENZE, 17 GIUGNO 2013 – Nonostante l’ Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e le attività di associazioni tra cui lo “Sportello dei Diritti” impegnate da anni, nel veicolare tra le istituzioni e soprattutto tra le madri l’importanza dell’allattamento al seno e quindi del latte materno ad oggi dobbiamo prendere atto che nel Nostro Paese come nel resto d’Europa, poco fanno gli stati nazionali ma anche le istituzioni europee per invertire la pericolosa tendenza ad un utilizzo sempre crescente di latte artificiale ed integratori da parte delle madri nostrane.

E così, spiega Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, non possiamo che apprezzare la notizia che arriva dal Venezuela secondo cui la maggioranza al governo del Paese sudamericano fa una vera e propria ragion di Stato dell’”amore filiale”, se martedì prossimo il Parlamento riunito in seduta plenaria è pronto a discutere e far approvare delle modifiche alla legge sulla protezione, promozione e sostegno dell’allattamento al seno.
Si tratta, infatti, di una vera e propria campagna nazionale che è partita da un disegno di legge governativo che aveva proposto la redazione di uno strumento legislativo per garantire “che ogni bambino ha il diritto di essere allattato” fino all’estremo di vietare l’uso di “biberon e bottiglie”.

Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro

Il disegno di legge approvato in commissione famiglia modificherebbe ben 18 dei 33 articoli della legge in vigore dichiarando di fatto guerra al latte artificiale e in bottiglia. La proposta legislativa prevederebbe pene contro la promozione pubblicitaria degli integratori e la loro somministrazione ai bambini sotto i sei mesi da parte di centri sanitari pubblici e privati, fatta salva un’espressa indicazione medica. Inoltre, sarebbe vietata anche la prescrizione di glucosio ai neonati.

Secondo quanto affermato dalla Presidente della commissione Famiglia, Maria Leon, ex ministro del governo di Hugo Chavez, la legge in questione ha l’obiettivo di “educare il popolo, le madri venezuelane e del mondo, a conoscere l’importanza del latte materno nell’alimentazione dei bambini e ragazze, dalla nascita a due anni”.
Il testo che verrà sottoposto all’Assemblea nazionale prevede anche che le aziende e le istituzioni includano nei loro programmi di lavoro la possibilità per le madri lavoratrici di allattare al seno i loro bambini in appositi spazi arredati per questo scopo. Inoltre, forzerà la creazione di banche del latte materno.
Per gli ospedali e per i medici che non rispettano le disposizioni, la riforma imporrà multe fino a 50.000 dollari (al cambio ufficiale) e la sospensione della pratica per 120 giorni.

È ovvio che alla base di questo disegno di legge non vi è solo l’esigenza statale di proteggere il legame tra madri e figli, ma sarebbe sottesa anche una questione di “sovranità alimentare”, uno slogan della rivoluzione bolivariana, che in questi giorni è molto in voga, data la riduzione di derrate alimentari nelle forniture e nei supermercati e le importazioni enormi che il governo venezuelano è tenuto a fare per alleviare la situazione.
Ma è anche vero che il Venezuela è il primo stato nazionale che s’impegna formalmente per far proprie le dichiarazioni dell’OMS e al contempo a far guerra alle multinazionali del latte artificiale e degli integratori alimentari per bambini.
Ricordiamo, infatti, che l’istituzione internazionale della Salute raccomanda l’allattamento materno esclusivo per almeno i primi sei mesi di vita del bambino, mantenendo il latte materno come alimento principale fino al primo anno di vita pur introducendo gradualmente cibi complementari. Lo stesso organismo dell’ONU, suggerisce, inoltre, di proseguire l’allattamento fino ai due anni e oltre, se il bambino si dimostra interessato e la mamma lo desidera. L’Unicef, peraltro, da anni raccomanda ai governi nazionali il dovere di informare le donne sui benefici dell’allattamento al seno.
In Italia, è pur vero che si è raggiunto un adeguato livello d’informazione circa l’importanza del latte materno per le sue irriproducibili capacità nutritive, idratanti, antibatteriche, antivirali, antibiotiche che ha determinato un’accresciuta consapevolezza tra le puerpere e i loro familiari. È anche pur vero che le istituzioni sanitarie al di là di qualche campagna informativa, sono da tempo sostanzialmente silenti in materia come se fossero orientate a non sollevare troppo la questione.

Uno degli aspetti che ci hanno convinto sulla serietà di quest’affermazione era stata la denuncia dello “Sportello dei Diritti”, che aveva segnalato, pur senza essere in possesso di dati ufficiali, un fenomeno assai preoccupante tra le mamme: quello della mancata o della scarsa produzione di latte materno ed il conseguente inevitabile utilizzo della cosiddetta “aggiunta” o della sostituzione completa con il latte artificiale.
Avevamo parlato di una crescente preoccupazione negli ospedali, tra i pediatri, e tra le neomamme, tante mamme, pur non conoscendone le cause che potrebbero essere attribuite a molteplici fattori sociali, ambientali o alimentari.
Ed, infine, lungi da noi voler destare alcun allarme in assenza di numeri e dati certi, ci eravamo rivolti al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità affinché avviassero comunque un’indagine epidemiologica per verificare se quanto lamentato potesse essere un fenomeno reale e su larga scala e per appurarne le cause.
Ebbene ad oggi al di là della solita campagna informativa per il 2013 dal titolo “Il latte della mamma non si scorda mai” con iniziative in soli tre regioni quali Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Marche come se nelle altre non ve ne fosse bisogno, nessuna notizia in merito è stata resa nota.
Il dubbio che la lobby delle multinazionali del latte artificiale e degli integratori alimentari per neonati e bambini tiri più di un filo nelle istituzioni nostrane rimane ed è cresciuto. Al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità l’opportunità di toglierlo a tanti professionisti del settore e a tante mamme.

NDR: Per approfondire i benefici del latte umano, vedi anche l’articolo Latte umano: il vero oro bianco

8 Commenti a “Venezuela: Maduro dichiara guerra al latte in polvere”

  • isotta:

    Lo so di creare scandalo tra i benpensanti, ma quando leggo queste notizie mi prende una rabbia profonda.
    La motivazione è presto detta: quando ho avuto mia figlia VOLEVO ALLATTARLA CON TUTTE LE MIE FORZE, ma essendo nata prematura è stata messa in terapia intensiva per 17 lunghi giorni. durante quei giorni NON SONO RIUSCITA AD ALLATTARLA, NON UNO STRACCIO DI MEDICO O INFERMIERA O OSTETRICA che si sia avvicinata per aiutarmi ed assistermi.
    E’ da dire che ho partorito in un ospedale pediatrico di eccellenza per quanto riguarda l’allattamento al seno, ma DI ME SI SONO DIMENTICATI!!! per cui , quando ci sono queste nobili campagne in Italia, mi chiedo VOI DOVE ERAVATE QUANDO AVEVO BISOGNO!! Ho pianto un anno per la disperazione di non essere stata capace di allattare mia figlia, mi sono sentita una madre incapace. le campange sono inutili, C’E’ BISOGNO DI ASSISTENZA ASSISTENZA ASSISTENZA CAPILLARE.

    una madre “degenerata” che non è riuscita ad allatatre sua figlia

    • gennaro:

      Ti capisco Isotta, mi dispiace che non sei riuscita ad allattare tua figlia.
      Anche perché se non si allatta subito dopo il parto, il latte si perde, o almeno cosi dicono, ma credo che sia vero.

      Qualche anno fa, alla nascita della mia prima bimba, a me e mia moglie un prete del Camerun ci fece vedere un consiglio pratico sensazionale su come far allattare al seno una bimba appena nata che non riesce ad attaccarsi.

      Il metodo è semplicissimo e spero scrivendolo qua di diffonderlo.

      Quando il bimbo dorme, gli si deve grattare con un dito l’interno di una mano.
      Il prete ci ha spiegato che questo “grattare” arriva direttamente e velocemente come impulso al cervello che fa si che il bimbo si svegli subito arrabbiato come una scimmia, e l’unico modo per calmarlo è metterlo al seno. Dove si attacca subito con vemenza, difatti questa pratica non è dolorosa per il bimbo ma per la mamma poiché il bimbo gli si paventerà contro il capezzolo con la vemenza di una tigre famelica :-), e per la donna saranno dolori.

      Mia moglie ha patito tanto in quei primi minuti ,ma poi era felicissima che la nostra bimba si fosse attaccata.

      Da allora non ha più avuto problemi.

      Diffondente questa pratica utilissima e semplicissima, che nel mondo occidentalmente moderno sono scomparse.

      spero di essere d’aiuto

    • Jacopo Castellini:

      Isotta,
      le esprimo la mia solidarietà per quanto le è successo, per quel che può valere.
      Non credo che le campagne siano inutili, probabilmente in un ospedale venezuelano non sarebbe successo. Non è certo nostra intenzione (né credo di Maduro) prendersela con le madri, ma semmai con chi le disinforma e vorrebbe deviarci dalla nostra matrice (epi)genetica sin dalla nascita.
      Grazie per la sua testimonianza.

  • kikka70:

    Cara Isotta ti capisco, io ho scelto di partorire in un ospedale in cui hanno fanno del tutto per aiutare le mamme ad allattare, anche dopo le dimissioni e in cui non prescrivono latte in polvere perché sono contrari e perché in Italia è illegale (anche se il 95% degli ospedali lo fa). Purtroppo il tuo è un caso limite, ma la medicina ancora non capisce che il calore di un’incubatrice in caso di nascite premature non è mai come il calore delle braccia della mamma. E se fossero stati più coscienziosi ti avrebbero dato almeno un tiralatte, quindi la degenerata non sei tu. Sono sicura che con il tuo amore hai compensato alla grande quanto non sei riuscita a dare allattandola e per questo te ne sarà grata. Non darti più quell’appellativo, una madre che parla così non è affatto “degenerata” e ti mando un grosso abbraccio

  • isotta:

    ringrazio tutti voi per la solidarietà: ma il mio messaggio forte sta anche a significare che non si può “demonizzare” un allattamento artificiale anche perché se non ci fosse stato il latte in polvere mia figlia sarebbe morta di fame.
    io sono stata una madre che ha allattato artificialmente, ma non per scelta, anzi con molto dolore.

  • elya:

    Ma chi e’ questo Ahrimane? Non fa parte della trinita’ persiana? Secondo me Steiner fa una gran confusione.

  • Bellissimo articolo, con molte notizie corrette (cosa rara quando si parla di allattamento e dintorni) e cose… chiamate con il loro nome!
    Riguardo la notizia su quanto sta avvenendo in Venezuela, a mio parere queste forme di ostruzionismo possono andar bene solo se accompagnate da quel servizio di assistenza capillare e reale a cui Isotta fa appello.
    Isotta il latte artificiale è una risorsa importante, a cui ricorrere in caso di reale bisogno. Ma attualmente in Italia se ne abusa, come si abusa del concetto che la mamma Tal de Tali non aveva latte. L’avvio dell’allattamento può essere a volte complicato, ma con le giuste informazioni e il giusto sostegno tutte le mamme (o quasi tutte) possono allattare. Tu e la tua piccola purtroppo non avete avuto quel sostegno, anzi ancor peggio siete state ostacolate in un momento importante per creare il legame prezioso tra madre e figlio. Mi dispiace tanto. Ma tu liberati dai sensi di colpa. Sono certa che avrai trovato tanti altri modi per manifestare a tua figlia le tue capacità di madre e il tu grande amore.
    Per Gennaro: non è esatto che il latte si perde se non si allatta subito dopo il parto. Sicuramente aumenteranno le difficoltà, ma la produzione è legata alla suzione, ed esistono storie di allattamento iniziate anche con un po’ di distanza dal parto.

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