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Fonte: http://italiaparla.wordpress.com/2013/06/24/perche-la-gente-non-reagisce-davanti-alle-ingiustizie/

Perchè la gente non reagisce davanti alle ingiustizie?

Vi è mai capitato di vedere un film come “Shindler’s list” dove i prigionieri venivano sterminati a sangue freddo? Perchè la gente non reagiva? Vi siete mai chiesti perchè non tentavano di strappare la pistola dalle mani del loro assassino? Perchè anche davanti alla morte, la rassegnazione era talmente alta da non tentare nemmeno un ultima e disperata fuga? Perchè a volte l’uomo davanti alle ingiustizie si sente totalmente impotente e si rassegna? Come siamo arrivati a questa rassegnazione generale e a questa apatia, che consente ai poteri corporativi di manovrare la politica e l’economia in maniera così disumana?
Il termine “impotenza appresa” venne usato per la prima volta dallo psicologo Martin Seligman, che negli anni 70 studiando i fenomeni che causano la depressione, fece un esperimento (alquanto crudele) con due cani. Con delle scariche elettriche induceva l’impotenza appresa su uno dei due cani, fino al punto che, nonostante il cane avesse il modo di fermare le scariche, non lo faceva e le sopportava passivamente.

L’esperimento è spiegato nel video sotto.

Un caso famoso di impotenza appresa è quello dell’esperimento carcerario di Stanford di Philip Zimbardo. In questo esperimento, un gruppo di volontari venne diviso in due gruppi ai quali venne chiesto di immedesimarsi nelle parti rispettive di guardie e di prigionieri. Questo esperimento è stato fermato al 6º giorno a causa dei cambi eccessivi che si registrarono nelle personalità dei volontari. Le guardie si erano trasformate in sadici aguzzini, mentre i prigionieri si erano rassegnati a sopportare qualsiasi sopruso. Uno stato di rassegnazione e di impotenza era stato indotto.

Descrizione del Video :

Un’altro interessante esperimento che aiuta a capire meglio come la rassegnazione può essere indotta, viene mostrato in questo video, nel quale si vede come una psicologa (Charisse Nixon) riesce a provocare nella sua classe, attraverso l’angoscia e la frustazione, uno stato di rassegnazione e di impotenza, in meno di 5 minuti. Da questi esperimenti ne risulta che in una condizione di frustrazione o di angoscia costante, l’essere umano tende a rassegnarsi e a vedere insormontabili anche le difficoltà più lievi.

Praticamente il ripetersi di un fallimento porta a pensare in maniera pessimistica di non essere in grado di risolvere il problema, quindi ci si arrende e si aprono le porte ad un fallimento certo.

Se pensiamo solo per un secondo al bombardamento mediatico al quale siamo sottoposti costantemente, non è così difficile comprendere in che maniera vengono utilizzati questi studi ed in che maniera chi li usa ne trae vantaggi… Sottoponendo una persona ad un senso di angoscia e frustazione costante, si può indurla a pensare che non può fare niente per cambiare la propria condizione e quindi la si conduce verso uno stato di apatia e di sopportazione di qualsiasi malefatta. Comprendere come funzionano questi meccanismi può aiutare a capire come reagire positivamente alle avversità. Una volta si diceva che leggere una rivista di moda per 15 minuti abbassava l’autostima del 30%, oggi, la guerra all’autostima è stata estesa su tutti i fronti: radio, tv, giornali, pubblicità per le strade, internet e social network, che ti seguono ovunque. Immagina quindi quello che può provocare una vita intera sentendosi ripetere costantemente che qualcosa non va bene nella tua vita. Che la tua macchina è vecchia, che il tuo guardaroba è fuori moda, che i tuoi denti non sono bianco scintillante, che hai la cellulite etc… In parole povere attraverso la frustrazione, l’autostima scende sotto terra e in questa maniera la strada è stata spianata per accettare con rassegnazione e apatia qualsiasi soluzione che generalmente viene offerta da chi ha causato il problema.

Ovviamente esiste la soluzione a questo pessimismo indotto ed è l’ottimismo indotto. Gli stessi studi di Martin Seligman lo portarono a formulare nuove teorie sulla psicologia positiva e su come vivere più felici. In effetti la psicologia, come dice Seligman, si è sempre occupata dell’aspetto patologico, tralasciando la prevenzione e la promozione. La psicologia positiva, invece, si occupa di studiare, con l’investigazione scientifica, quei processi che sono alla base delle emozioni e delle qualità positive dell’essere umano. Uno strumento in aiuto dei “pessimisti”, che se vengono aiutati a riprendere fiducia in se stessi, possono uscire dallo stato di rassegnazione e riappropriarsi della propria felicità. È un pò come quando nasce un bambino che, al momento della nascita è totalmente impotente ma, crescendo acquisisce sempre più fiducia in se stesso perdendo poco a poco l’impotenza.

Per approfondire il tema: Società italiana di psicologia positiva.

Quindi, il primo passo da fare per avvicinarsi ad una vita positiva è allontanarsi dalla sorgente primaria di angoscia e frustrazione, eliminando fisicamente quelle fonti che minano l’autostima. Per essere informati non c’è bisogno di possedere una televisione! Riavvicinarsi alla natura è il secondo passo. Alla fine del 1800 ci fù l’esodo dalle campagne verso le fabbriche delle città. Adesso è arrivato il momento di invertire la rotta e di riokkupare le campagne. L’essere umano è fondamentalmente ottimista e se non viene influenzato dall’esterno è capace di creare pace e benessere attorno a se. È capace di vivere in simbiosi con gli altri esseri viventi di questo pianeta e di produrre cibo in abbondanza per il benessere di tutti. C’è bisogno di rompere quelle logiche e quegli schemi sociali che ci sono stati propinati per farci vivere in uno stato di frustrazione perenne. Il capitalismo e le sue logiche non funzionano e i suicidi in costante aumento nella società occidentale ne sono la prova! Questo modello di sviluppo non soddisfa le necessità ma solo crea desideri. La necessità è un qualcosa che si soddisfa mentre il desiderio si rinnova di continuo. Nella società del consumo a tutti i costi, vengono creati costantemente nuovi desideri e false necessità, che portano a vivere in una condizione di insoddisfazione perenne. Per molti la vita sembra essere diventata solo una lunga corsa verso l’accaparramento di quelle “necessità” che poi in realtà non sono altro che “desideri indotti” dai milioni di messaggi pubblicitari che assorbiamo inconsapevolmente tutti i giorni. Una corsa frivola, futile e demenziale, che ha come traguardo un pianeta invivibile ed una società lobotomizzata. Il terzo passo, è cambiare il chip. Passare dalla competizione per il profitto personale, alla cooperazione per il benessere della comunità. La cooperativa integrale catalana è un valido esempio da seguire…. Ritengo che è impossibile contrastare quei poteri organizzati che hanno inventato la crisi economica, se prima non smettiamo di combatterci tra noi. Mentre si fa sempre più acceso il dibattito tra destra contro sinistra, tra sud contro nord o tra punk contro radical chic, l’unica cosa evidente è che le logiche capitaliste e il profitto economico sono contro l’umanità intera e che la globalizzazione, distrugge la vita, in tutte le sue forme, su tutto il pianeta. Abbiamo imboccato un cammino sbagliato, bisogna tornare al bivio precedente e prendere una nuova direzione. Informati, organizzati e cambia il chip, perchè nonostante tutte le bugie che ti raccontano, solo tre passi ti separano dal benessere e da una vita felice.

FONTE : http://byologik.wordpress.com/2013/05/24/perche-la-gente-non-reagisce-davanti-alle-ingiustizie/

27 Commenti a “Perché la gente non reagisce davanti alle ingiustizie?”

  • mimmo:

    un esempio di pessimismo indotto sono i siti dove si puó leggere continuamente che tutto va in merda.In particolare i siti dove si riportano semplicemente articoli e notizie ripresi da altri siti.
    Un altro esempio sono i siti dove si sbandierano improbabili e sempre smentite notizie fantascientifiche di cambiamenti epocali che salvano l’umanitá.
    E per finire, ci sono anche i siti di falso ottimismo indotto che innescano l’esatto effetto opposto; quelli dove si offrono, a pagamento, sistemi, metodi, e corsi per diventare felici o qualcosa del genere.Va da sé che il fatto che sono a pagamento lasciano parecchio spazio alla probabilitá che siano espedienti che rendono felici chi li inventa e li propone.
    Difficile trovare qualcosa del tipo “gente ci stanno facendo il culo, ma da domani ci si ritrova al bar per cambiare il mondo” che sarebbe giá piú positivo, e onesto.

  • nAncora:

    È questo il problema: basare le proprie tesi usando un film come cartina tornasole.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Classificazione_delle_fallacie

  • STU-PEN-DO!!!!!
    Se dopo aver letto questo articolo uno insiste a tenere in casa la TV, mi viene da dire: allora ve lo siete meritati.
    E soprattutto: come fate a tenere in casa la TV, sapendo quello che farà ai vostri figli? Perchè voi, magari, siete adulti e carrozzati, ma i vostri figli? Li lascerete uccidere un po’ alla volta, fin da piccoli?

    • NEO:

      I figli li si uccide anche mandandoli a scuola, e dicendogli x tutta la vita: studia che ti servirà, lavora che senza lavoro non si vive, fai il bravo, scegliti un lavoro serio, sposati e comprati una casa…………………………………………

  • Molto interessante questo articolo ed ecco perchè come sostengo ormai da diversi anni tutti noi dobbiamo fare un piccolo sforzo per imparare ad essere felici ed imparare a ridere in modo seri, consapevole e respons-abile= abile a superare le prove che la vita ti propone.
    Se in decine di anni di comunicazione che hanno provocato l’impotenza appresa, hanno paralizzato le nostre capacità di pensiero creativo o se preferite di “problem solving”, la strada più semplice, più rapida e più potente per uscire dalla palude nella quale siamo stati spinti è quella di rigenerare l’uso della nostra neocorteccia con lo Yoga della Risata.
    Liberatevi la testa dai pregidizi idioti che legano la risata alle barzellette, alla comicità, alle buffonate, all’ironia e alla satira: la risata se vista dal punto di vista fisiologico è una forma di super-respirazione che ha delle potenzialità straordinarie sotto il profilo fisico, neuro-biologico, endocrino, immunologico, logico-cognitivo e creativo.
    Giacomo Leopardi, che non era uno stupido e lo aveva capito disse “Chi ha il coraggio di ridere è pacrone del mondo”.
    Allora adesso potete continuare a lamentarvi e di tutti questi maledetti che vi prendono per il sedere e vi sfruttano e ad imprecare augurando loro le sofferenze più atroci e così facendo farete la loro felicità perchè la rabbia diminuisce ulteriormente le capacità creative ( mai sentito dire “Ha perso la testa per la rabbia?) oppure vi rassegnate ad imparare ad essere felici e cominciate a ridere seriamente in modo consapevole e responsabile.
    A tutti felice giornata con una sana risata

  • William:

    Certo , il cambiamento passa prima da una presa di coscienza individuale e non importa in quanti lo capiscono , l’importante è farlo , giusto per dare l’esempio positivo.
    Probabilmente c’è chi nasce più predisposto a cogliere sfaccettature , diversi angoli di veduta rispetto alla linea monotona tracciata dal martellamento mediatico – consumistico.
    Mi ritengo fortunato , quindi , di avere sempre avuto una prospettiva controcorrente , di ricordare come giorno più bello della mia vita quello in cui ho assistito alla nascita di mio figlio invece di un avanzamento di carriera ( cosa a cui non ho mai tenuto in quanto una parte di me ha sempre rifiutato il modo in cui la società moderna concepisce il lavoro ) …
    Credo quindi che noi siamo gli artefici della nostra vita , solo se dentro noi stessi ci sentiamo liberi , impermeabili a qualsiasi condizionamento , se riusciamo ad apprezzare le cose “vere” , che sono poi le più semplici e naturali , allora , a quel punto , lo spread può anche salire a 1000 , la borsa impazzire , ma chi se ne frega !! che si rodano il fegato quegli sfigati sempre attaccati all’ultima novità tecnologica per farsi condizionare dai numeri e dalle speculazioni e non sanno guardare al di là del proprio naso… io sono felice con quel poco ( tanto !!! ) che mi circonda .

  • Bell’articolo ma…
    quante *azzo di fonti ci sono?
    Scherzo.

    Jan

  • Reset:

    Articolo molto interessante che condivido. Il cambiamento deve inizziare x primo da noi stessi! Non si puo cambiare il sistema da soli, e non lo si puo fare nemmeno seguendo le regole del sistema!

  • Paolo Lamperti:

    Una parola: apatia.

  • elya:

    Questo e’ un bellissimo articolo , fa pensare che un keynesiano come stiglitz si rifugi nella svezia per indicare il socialismo riuscito da seguire , non tenendo conto del tasso dei suicidi che si registra li e del marcio che si nasconde (vedi libri di stieg larsson) ,che societa ribalteremmo se sostituissimo il fil la felicita prodotta al posto del pil? se la smettessimo di ragionare in termini economici molte volte falsi e indotti come lo spread ,termini che ignorano i sucidi , gli emarginati , gli sfrattati , i sottopagati , e li considerano come le normali vittime del suo giovo che promette, promette e fa pagare il conto sempte agli altri.In questo modo e’ l’uomo che si deve adeguare ai sodi e i soldi hanno smesso di essere uno strumento , e’ il capitalismo , la finanza ,il liberalismo democratico se vogliamo che ha fallito (come recita una canzone dei baustelle) , non bisogna piu credergli , richiede un prezzo troppo alto da pagare ( letta si lamenta per gli euroscettici e cosa vorrebbe gli euroentusiasti?).E’ la stessa cosa di una persona che ha lavorato,ha trascorso la giornata come voleva , a sera stanco ma motivato ha pranzato con gli.amici in una serata calda sotto la luna splendente , ha respirato la liberta della natura senza gli incitamenti ,le pressioni , i comandi , confrontatelo con un broker finanziario che sposta miliardi, che non potra mai godere di tutti i soldi fatti , che ricorre alla cocaina.

  • elya:

    aa Giusto Daniele, nella risata l’uomo sperimenta la sua divinita’, mai frase piu falsa fu quella del riso che abbonda sul riso degli stolti ,stolti secondo il loro interesse , il ststema lo sa benissimo petche’solo degli stolti possono continuare ad alimentarlo ,solo una societa infelice puo andate dietro alle menzogne d a un momento di sfogo nella quale irridiamo chi magari pensa male di questo sistema , un momento di finzione, ecco la satira , i buffoni , i comici.i questo sistema sadico e sanguinario, e vincola la risata a

  • elya:

    Giusto Daniele nella risata l’uomo sperimenta la sua divinita’.Mai frase fu piu falsa di quella cje il riso abbonda sulla bocca degli stolti, stolti secondo i loro interessi , solo una societa’ di infelici puo continuare ad alimentare la voracita’ di questo sistema dispotico e sadico ,per questo il sistema tenta di svilire il riso e isolarlo ad uun momento di satira, di bffoneria, di cialtroneria dove magari ridiamo di chi per finzione pensa realmente di fregare “il sistema” , il satiro appunto.

  • elya:

    La crisi e’ la apoteosi della paura , pauta nei mercatti , paura tra la gente , e’ con la paura che ci dominano , liberati dalla paura e sarai libero e ti libererai della loro matrix.

  • Maruko:

    Se la televisione è il Veleno moderno per antonomasia – “Cattiva maestra”, la definì Karl Popper -, il Web “sociale” è perfino più subdolo. Esso raccoglie i più diversi desideri di affermazione individuale e li usa distorcendoli a fini di profitto, di vendita di merci, di veicolazione di idee utili al Potere o semplicemente funzionali alla creazione del disordine, laddove il disordine diventi utile al Potere.
    In un mondo sempre più disumano, l’esigenza primaria di comunicazione viene a sua volta utilizzata strumentalmente dando a ciascuno l’impressione di poter non solo comunicare se stesso, ma di poterlo fare in piazza, ‘coram populo’.
    Parafrasando Andy Warhol, che anticipò di molto Facebook e Twitter, “ciascuno di noi può essere una star per quindici minuti”. Non importa che non ti veda nessuno o che ti vedano in centomila, il che è esattamente la stessa cosa. Con questo strumento magico, nel tuo computer a buon mercato, nuotando nella banda larga che per ora puoi comprare a buon prezzo, avrai l’illusione di essere una star tutte le sere, ogni ora del giorno, per tutto il tuo tempo. Un tempo che tu credi “libero”, ma che non è piu tale nel momento in cui lo affidi all’occupazione di un motore di ricerca.
    Quale sublime svolta viene consentita – apparentemente regalata – all’uomo e alla donna della strada, permettendo loro di parlare senza dover ascoltare, di farsi vedere senza vedere. Di vedere senza che nessuno – salvo il motore di ricerca – sappia cosa stai vedendo. Di scegliere i lati di sé che si ritengono migliori e di presentarli agli altri come se ne fossero l’essenza. Facendo entrare ciascuno in una specie di parentesi magica dove tutti sono uguali, dove non c’è più alcuna gerarchia, né di personalità né di sapere. Dove si può parlare di tutto, anche di ciò che non si conosce affatto, e si possono esprimere giudizi definitivi e inappellabili apostrofando anonimamente personaggi altrettanto anonimi con tutta la volgarità e la presunzione di cui si è capaci. Si potrebbe continuare all’infinito ed esplorare tutti i personaggi della commedia umana.
    Ci si può sbizzarrire nelle definizioni. “Il Web è un sistema apparentemente democratico che unisce la biblioteca al telefono, con intercettazione garantita e consultazione monitorata”. Il Web, insomma, come tante cose insieme, non importa se e quanto contraddittorie tra di loro. Come luogo in cui tutti i gatti sono ugualmente bigi; dove tutti i pareri sono uguali; dove la paranoia dell’anonimato e l’esaltazione dell’irresponsabilità. Il Web come il trionfo finale dell’individualismo piccolo, piccolissimo borghese, ma anche di quello proletario e sub-proletario, entrambi resi magicamente uguali.
    – Giulietto Chiesa, “Invece della catastrofe”

    • Paolo Lamperti:

      Moltissimisssimisssimisssimo, meno cmq il web della scatola(ora pannello) che subisci passimisssimissimisssimisssimamente, inchiodato al divano o altra superficie utile allo scopo.
      Devo spiegartelo?
      Noo dai .. !

  • Tv e web sono come il coltello che può essere usato per scolpire una tavoletta di legno o per ferire una persona. E’ bene progettare una società umana che utilizzi quegli strumenti per scolpire la propria identità, senza più curarci delle negatività o della Matrix cattiva. Ed una nuova società umana non può che essere basata sullo sviluppo dei talenti che ogni essere umano possiede sin dalla nascita. Smettiamola di criticare, condannare e piagnucolare. Diamoci da fare per creare società basate sullo sviluppo dei talenti umani: quindi una nuova scuola, lavori fatti per passione e non per necessità, un fondo unico mondiale, un libretto individuale per ogni essere umano quale “sovrano e cittadino del mondo”. Un sogno? Utopia? No, è il vero istinto primordiale dell’essere umano, costruire con il senso positivo delle qualità e dei talenti infusi nel nostro spirito da un amorevole Creatore.

  • Woland:

    Come mai nel film schindler list i detenuti si lasciavano sterminare senza nessun accenno di reazione? Risposta: perché è un film e non ha niente a che vedere con la storia.
    Chiedere a storici seri come Carlo Mattogno.

    • Paolo Lamperti:

      E’ vero che è un film quindi potrebbe aver voluto, come è più che facile che sia, propagandare la rassegnazione totale dell’individuo, come qualcosa di ineludibile.
      Il meccanismo di ridurre un’essere umano, come anche un animale(cosa ancor più facile) all’APATIA esiste comunque, è chiaro però che ci sono una minoranza di individui che resistono fino alla fine.
      Quindi la cosa sbagliata e malvagia in questo film è non aver dato una qualche evidenza anche a loro, e questo e pure propaganda negativa, come dire… una specie di antipasto o assaggio di quello che i dementi del pianeta vogliono prospettare a TUTTI, non sapendo però fare i conti con l’esistenza degli “altri” e ciò è dovuto al TERRORE celato che sti pazzi hanno dell’essere umano indipendente e autodeterminato.

  • Ermengardo:

    Cito una frase molto significativa: “Chi ci comanda vuole renderci docili e magari omosessuali, visto che così non saremo mai una minaccia per il potere precostituito.
    Alla violenza si risponde con la violenza, c’è poco da fare…”.

    • Paolo Lamperti:

      Infatti, per rendere omosessuale qualcuno, lasciano a piede libero pedofili dandogli diritti che non hanno, per invertire bimbi malcapitati.
      Perchè funziona così, non è più complicato.
      Agli omosessuali la palla…

  • V:

    bell’articolo!!…

    ora…stampatene 50 milioni di copie..e fatelo piovere dal cielo!!!

  • Paolo Lamperti:

    Adesso che l’ho letto tutto bene, un consiglio, portate televisore in DISCARICA, ma prima rompetelo di modo che non venga riciclato da qualche addetto.
    Costa troppo ehh?
    Ok, continuate pure a tenervi semiacceso l’apparecchio nel salottino di casa.
    Meglio un bidone forato di scorie radioattive, ve l’assicuro.

  • Paolo Lamperti:

    Ah, portatelo oggi, domani potreste essere troppo indulgenti.

  • JK:

    Vivo da anni senza vedere la tv. Mi ero imposto di fare della “deprogrammazione”.
    I primi tempi, almeno un anno, è difficile, la crisi di astinenza è forte.
    Chiaramente avere internet aiuta a non sentirsi una mosca bianca.
    Poi ci si tranquillizza, prendendo coscienza che la tv racconta solo stronzate (pardon).
    Quando accidentalmente mi capita da parenti o in luoghi pubblici, dove il tv è inesorabilmente sempre acceso, sento un forte odore di stantío, di servizi sempre uguali a se stessi da 20 anni, facce di plastica da manichini di plastica di una boutique di moda.
    Non ho buttato la tv, perchè comunque sia l´ho pagata e potrebbe sempre servire per guardarci un film. Ho solo staccato la spina. Da anni.
    Non pensare. Distrarre. Riempire la testa della gente di qualunque cosa purchè non riescano a pensare. Neanche a livelli minimi ormai.
    Se c´è una cosa da sapere, la tv non te la dirà di certo. Garantito.

    JK

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