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Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=21743
Appello ai Sindaci 

Monaco – Spezia – Fiorini – Pace

Avrete presente la peggior cinematografia “catastrofista” d’oltreoceano. Quella con alluvioni, terremoti, asteroidi, disastri nucleari. In ognuna di quelle pellicole i registi hanno voluto deliziarci con una scena onnipresente: il plotone d’esecuzione che passa per le armi gli sciacalli che, approfittando dell’anarchia sociale, saccheggiano case e negozi. Bene, per una volta non è fantascienza: i provvedimenti d’emergenza, le legislazioni d’emergenza esistono davvero.

La legge sull’ordinamento penitenziario n. 354 del 1975, all’articolo 41-bis applicato nel 1986 dalla cosiddetta “legge Gozzini”, gestiva una situazione d’emergenza: al fine di evitare i contatti – dentro e fuori dal carcere – con altri detenuti appartenenti alla medesima rete criminale, ai reclusi condannati per reati di mafia, terrorismo e altri reati estremamente gravi venivano in via eccezionale interdetti i colloqui, la permanenza all’aria aperta, la corrispondenza. Il regime carcerario era per costoro talmente severo al punto di spingere le istituzioni europee a contestare alle autorità italiane il ricorso alla tortura e a trattamenti inumani e degradanti.

La “legge Reale” (n. 152/1975) introduceva invece disposizioni speciali a tutela dell’ordine pubblico prevedendo la possibilità di custodia preventiva anche in assenza di flagranza di reato e permettendo da parte della forza pubblica l’utilizzo delle armi non solo in caso di resistenza ma anche al fine di prevenire determinati reati quali ad esempio quelli di terrorismo.

L’articolo 32 della Carta costituzionale sancisce il sacrosanto principio secondo cui nessuno possa essere obbligato a un determinato trattamento sanitario. Prevede però che a questa regola si possa per legge derogare. Anche qui si tratta di casi di emergenza: epidemie o casi di patologie mentali che possono mettere a repentaglio  la salute pubblica.

La stessa Organizzazione delle Nazioni Unite, che nel 1966 volle regolamentare attraverso una Convenzione i diritti civili e politici, stabilì che ai principi contenuti in quel solenne Atto si potesse derogare in virtù di uno “stato di emergenza”.
Gli esempi riportati dimostrano quindi quanto non solo sia possibile derogare dalla legislazione ordinaria in caso di necessità cogente, ma anche che tale deroga possa addirittura andare a operare nei settori più delicati e comunemente “intangibili” dell’organizzazione della vita civile: la privazione della libertà personale, la violenza legittima, il diritto alla salute, i diritti politici.

Ora il busillis sta tutto nell’individuare in quali casi si possa parlare di situazione d’emergenza. La attuale degenerazione sociale causata da quella che viene eufemisticamente definita “crisi” economica può essere considerata in tale fattispecie? Ragioniamo in prima istanza in termini di pubblica sicurezza: i reati violenti di natura patrimoniale, indotti dalla spasmodica ricerca di denaro di sempre più larghe fasce di popolazione che ne sono state private, stanno subendo un incremento esponenziale. Senza volerci addentrare in dati statistici, l’allarme è tangibile per chiunque viva in una qualunque città italiana; la stampa riporta tali eventi a tamburo battente, il senso di insicurezza sul territorio è sempre più tangibile. Tale situazione inoltre, in determinate zone del Paese, porta fiumi d’acqua al mulino delle organizzazioni criminali che spesso vengono definite il pericolo numero uno per le istituzioni e per la convivenza sociale.

Parliamo poi della questione dei suicidi. La morte auto-inflitta non è comunemente considerata (per via di una certa censura e per una diffusa ignoranza in materia) un fenomeno emergenziale. Nulla di più sbagliato. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2000 ha diffuso dei dati che parlano di una morte per suicidio ogni 40 secondi e di un tentativo di suicidio ogni 3 secondi; per rendere l’idea, ciò significa che muoiono suicidi più uomini di quelli che perdono la vita in tutti i conflitti armati della Terra e in tutti gli incidenti stradali. E si badi: sono dati del 2000, di molto precedenti all’attuale esasperazione della crisi economica che è stata tristemente caratterizzata da un incremento esponenziale del fenomeno. La stessa OMS ha ravvisato nel suicidio un’incidenza sociale tale da istituire un apposito Istituto di prevenzione, il Supre.
I suicidi e i reati violenti di natura patrimoniale debbono quindi essere iscritti, in virtù di incontrastabili dati statistici e di affermati studi sociali, nella categoria delle situazioni di emergenza.

Quale conseguenza deve derivare, in contesto istituzionale, da questa affermazione? Semplice: che in ragione della situazione emergenziale si possa e si debba derogare alla legge ordinaria e ai trattati al fine di porne rimedio, o comunque di arginarla. Un valido strumento d’azione potrebbe essere ad esempio quello dell’emissione, da parte dei Comuni, di uno strumento monetario alternativo e complementare all’Euro, per venire incontro alle esigenze vitali di sopravvivenza economica della popolazione. A questa ipotesi viene comunemente contrapposta la norma enunciata dal Trattato sull’Unione Europea per cui solo alla BCE è consentita l’emissione monetaria. Ma è proprio quanto inizialmente esposto che dovrebbe indurre la autorità a ritenere di dover derogare da questa disposizione internazionale in virtù di una situazione di necessità ed estrema urgenza, una situazione di emergenza sociale.

I Comuni hanno teoricamente il potere di imporre questa linea? Guardiamo nel dettaglio. “Al Comune spettano tutte le funzioni che riguardano la popolazione ed il territorio, in particolare è il Comune stesso che deve farsi carico delle esigenze nascenti in determinati settori specificamente delineati dal dettato normativo”.  A conferma di quanto sopra infatti, l’articolo 112 del TUEL enuncia che: “Gli enti locali, nell’ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle comunità locali”.

Queste ampie funzioni che come abbiamo visto vengono in diversi modi attribuite all’ente comunale, comportano uno serie di problematiche:

a) in primo luogo sono frequenti le controversie circa la definizione dei confini dei ruoli tra i livelli di governo in alcuni settori chiave quali, ad esempio, quello della tutela della salute, governo del territorio e dell’ambiente nonché in tema di servizi sociali. b) In secondo luogo risulta problematico delineare il rapporto tra le nuove competenze attribuite al Comune e le effettive risorse che al Comune stesso vengono messe a disposizione. Tutto questo in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione il quale prevede per i Comuni (e Province, Città Metropolitane e Regioni) autonomia finanziaria di entrata e di spesa, tributi ed entrate propri, compartecipazione al gettito di tributi erariali riferibili al loro territorio nonché un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante.
Prevede altresì il medesimo articolo che le risorse di cui sopra consentono al Comune di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite. Inoltre l’articolo 7 del Decreto Legislativo 112/1998 prevede la “devoluzione alle regioni e agli enti locali di una quota delle risorse erariali tale da garantire la congrua copertura (…) degli oneri derivanti dall’esercizio delle funzioni e dei compiti conferiti nel rispetto dell’autonomia politica e di programmazione degli enti; in caso di delega regionale agli enti locali, la legge regionale attribuisce ai medesimi risorse finanziarie tali da garantire la congrua copertura degli oneri derivanti dall’esercizio delle funzioni delegate, nell’ambito delle risorse a tale scopo effettivamente trasferite dallo Stato alle Regioni”. Dal dettato dell’articolo 54 TUEL emerge altresì che il Sindaco, sempre nella sua funzione di ufficiale di Governo: emana atti in materia di ordine e sicurezza pubblica, svolge funzioni in materia di polizia giudiziaria, vigila sulla sicurezza e l’ordine pubblico, adotta Ordinanze contingibili ed urgenti in caso di pericolo per l’incolumità dei cittadini.

E’ necessario ricordare inoltre che il Sindaco opera come Ufficiale di Governo anche relativamente ad altre funzioni sulla base di norme di settore (ad esempio in base alla Legge 833/78 in materia di sanità). Proprio in merito alle funzioni svolte quale Ufficiale di Governo è utile svolgere qualche breve considerazione. Prima di tutto occorre chiarire che il Sindaco che esercita le funzioni di Ufficiale di Governo o di autorità sanitaria non è un organo del Comune, ma dello Stato.

Tale principio viene chiaramente sostenuto dalla giurisprudenza, ultimamente si è pronunciata in proposito la Corte di cassazione. In tema di poteri e funzioni del Sindaco la giurisprudenza ha avuto modo di pronunciarsi più volte; punto di notevole interesse è quello relativo al potere di ordinanza del Sindaco medesimo. Circa tale aspetto, il Consiglio di Stato ribadisce che: “… i presupposti che si richiedono per l’adozione dei provvedimenti contingibili ed urgenti, da parte della massima Autorità comunale, sono – ai sensi dell’art. 38 comma 2, l. 142/1990 – da un lato, l’impossibilità di differire l’intervento ad altra data in relazione alla ragionevole previsione di danno incombente (donde il carattere dell’urgenza); dall’altro, l’impossibilità di provvedere con gli ordinari mezzi offerti dalla legislazione (donde la contingibilità)”.

Alla luce di quanto sopra i Sindaci possono operare con provvedimenti (ordinanze) contingibili ed urgenti in materia di sanità e sicurezza dotandosi di strumenti straordinari rispetto a quelli previsti dalla legislazione. Lo strumento monetario previsto dalla legge (L’Euro) può essere affiancato da uno strumento monetario alternativo e “straordinario” emesso dai Comuni, al fine di prevenire problemi di salute pubblica “mentale” dovuti alla crisi monetaria ed alla angoscia sociale che sono le cause di problemi di sicurezza pubblica quali gesti estremi violenti che potrebbero coinvolgere la comunità (suicidi, esplosioni, messe a fuoco, stragi) ed evitare l’incremento del crimine dovuto alla affannosa ricerca di soldi.

Va infine evidenziato che questa “moneta convenzionale” è perfettamente compatibile col sistema monetario internazionale, perché  considera solo aspetti di diritto privato (cioè la proprietà della moneta e la posizione di creditore di debitore), come tali di stretto diritto interno e del tutto irrilevanti per il diritto internazionale. Il progetto è altresì perfettamente compatibile col trattato di Maastricht perché  rispetta l’autonomia della Banca centrale europea.

Il presente vuole quindi anche essere un appello ai Sindaci e ai Comuni italiani perché adempiano al proprio dovere di messa in atto di tutte le condizioni possibili che possano tutelare la salute dei cittadini e lo svolgimento ordinato della vita civile, attingendo all’ampia produzione legislativa e alla consolidata giurisprudenza che li autorizzano in questo senso. Chiaramente, occorrono Sindaci e Amministrazioni comunali con gli “attributi”, che non si tirino indietro dinanzi alle loro responsabilità.
Durante le campagne elettorali, ognuno di loro ha detto di avere a cuore il destino dei loro cittadini. Vediamo se, ora, è vero.

Gruppo per l’organizzazione del Convegno Auritiano
convegno28settembre@yahoo.it


29 Giugno 2013 12:00:00 – http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=21743

30 Commenti a “I Comuni gestiscano l’emergenza: emettano moneta.”

  • Ermengardo:

    cit.: “Alla luce di quanto sopra i Sindaci possono operare con provvedimenti (ordinanze) contingibili ed urgenti in materia di sanità e sicurezza dotandosi di strumenti straordinari rispetto a quelli previsti dalla legislazione. Lo strumento monetario previsto dalla legge (L’Euro) può essere affiancato da uno strumento monetario alternativo e “straordinario” emesso dai Comuni, al fine di prevenire problemi di salute pubblica “mentale” dovuti alla crisi monetaria ed alla angoscia sociale che sono le cause di problemi di sicurezza pubblica quali gesti estremi violenti che potrebbero coinvolgere la comunità (suicidi, esplosioni, messe a fuoco, stragi) ed evitare l’incremento del crimine dovuto alla affannosa ricerca di soldi.”

    Mi sbaglio o è stato tentato qualcosa del genere nel principato di Seborga? Piccolo comune dell’entroterra ligura che rivendica la propria indipendenza? (non sto scherzando).

    • Ulix:

      tutto si può fare basta volerlo, le forze dell’ordine costrette a pagarsi la benzina per girare, e indietro con gli stipendi, voglio vedere se un sindaco che ha le palle per emettere moneta, poi le forze dell’ordine vanno ad arrestarlo. ma per favore, o tutti marciano verso una stessa direzione, se no per favore, andare al convegno del pd

  • antioppressione88:

    adesso andiamo da b a rr o s o o da draghi e chiediamo loro di darci questa capacità…

    basta illudersi, prendiamo con filosofia questi venti o più anni di depressione

    lelamedispadaccinonero.blogspot.it

    • Ma siamo mica pazzi. Non dobbiamo proprio chiedere niente a costoro

    • archimede:

      Barroso -Draghi & Sorci a merenda devono essere presi a calci in culo, serve solo mettersi in contatto con le Autorità Russe e trattare per poter entrare a far parte della loro comunità, se la Francia -la Germania o altro paese vuole attaccarci ci difenderemo e naturalmente con l’aiuto della Russia, sarebbe opportuno far presente a tutti i Militari “Occupanti” di smammare al più presto possibile, ai nostri ci pensiamo noi, compresi quelli che sono passati alla Eurogendfor-

  • antioppressione88:

    @redazione

    in base alla sovranità rimasta all’Italia vi sembra possibile una tale operazione?

    io penso proprio di no…

    l’eu non concederà mai nulla all’italia e chi governa l’italia non ci farà MAI E POI MAI ALZARE LA TESTA dato che in molteplici occasioni si sono mostrati solo dei vili servi

    lelamedispadaccinonero.blogspot.it

    • renato:

      Illusioni,ieri la Croazia è stata costretta ad entrare nell’EU.Sicuramente i politici croati sono stati minacciati di boicottaggio,vedi la visita del “vecchio” in Craozia.
      Il prossimo anno vedremo il turismo croato ridotto a zero e così tutta la loro economia.
      E’ chiaro ormai che siamo in trappola,spiati dagli “alleati”,con politici venduti,e migliaia di terrostici in casa pronti a far scoppiare una guerra civile stile Siria.

  • onorevole brodo:

    I Comuni non hanno nessuna prerogativa in materia fiscale su scala nazionale, perciò, non possono riscuotere, per conto dello Stato, tasse pagate con una divisa monetaria diversa da quella fissata dal “Sovrano”, cioè dallo Stato.
    Il problema, quindi, non si pone ed è effimero pensare che i Comuni possano emettere moneta propria e sopperire alle carenze di liquidità semplicemente stampando moneta alla stregua di “buoni spesa” che non potrebbero essere cambiati in Euro.
    Voglio dire, finché non si potranno pagare le tasse con una moneta locale, coniata dai Comuni, l’argomento in questione è inutile.

    • tale moneta si affianca a quella ufficiale e non serve assolutamente a riscuotere le tasse semmai è vero il contrario. Persone come te sono inutili, o meglio, utili pedine di questo sistema criminale

      • onorevole brodo:

        Io non sono inutile. Io ho studiato e studio.
        Le fesserie le potete raccontare agli ignoranti, non a chi vi fa notare che certe vostre analisi sono prive di fondamento.
        Avete capito pseudogiornalisti ?

        • Paolo Lamperti:

          Hai “sbrodato” abbastanza, quella delle tasse poi… sei fuori contesto, cosa c’entra una moneta locale con l’euro?
          Chiaro, che l’euro rimane la moneta del feudatario, nessuno gli e la tocca, qua si parla di scambio a livello locale, una cosa assai preziosa, qualcosa che ti svincola in parte dalla moneta debito e rafforza coesione sociale, privilegia economia locale.
          I riscuotitori del feudo vogliono l’euro e avranno l’euro proprio perchè verrà impiegato in minor misura per fare la spesa, per es.
          Un pò di immaginazione tira su il morale, c’è anche una canzone di Lennon.

        • renato:

          Onorevole brodo,probalbilmente lei è troppo giovane per ricordare, negli anni 70,non si sa per quali motivi in Italia c’era stata una carenza di liquidità per le monete metalliche.
          Varie organizzazioni,forse anche i comuni misero in cirocolazione dei buoni che surrogavano le monete di piccolo taglio.Questa moneta ha circolato per tanto tempo ed era accettata dai commercianti.Quindi sig.Brodo non so dove lei abbiamo studiato,dovrebbe sapere che l’euro,o il dollaro sono carta straccia imposti da regimi dittatoriali senza nessun presupposto economico, se non quello della violenza.

        • Ci furono anche le cinquecento lire mercurio alato, biglietti di stato, che al conio costavano molto di meno delle monetine e il cui reddito entrava direttamente nelle casse dello Stato (voluti da Moro…)

        • onorevole brodo:

          X Paolo Lamberti.
          Ti facevo una persona più ragionevole rispetto alle sciocchezze millantate fin ora.
          Questo scenario, così come lo descrivi, potrebbe essere fattivo ed operativo quando in un determinato ambiente esistono tutte le risorse necessarie al soddisfacimento dei bisogni umani. Oltre, quindi alle derrate alimentari, ai manufatti in legno e/o pietra (forse), servirebbe una enorme quantità di risorse da richiedere in ambienti esterni.
          Gli ambienti cd esterni, non accettano la tua moneta perché non è moneta di conto e non possono assolvere agli obblighi dettati dall’autorità costituita (perché se non riconosciamo questa è inutile parlarne), quindi, le medicine, i macchinari, i più disparati servizi ti direbbero “ciao ciao”, no euro?, t’attacchi !!!
          Esiste un Sistema Monetario Internazionale che è nato, cresciuto e regola la civiltà dell’uomo dagli albori e non scomparirà se non si estinguerà con l’uomo.
          I Comuni solo se ottenessero l’indipendenza potrebbero avere ragione di coniare una moneta. Se esiste un “Sovrano” al di sopra delle parti, i discorsi della Forcheri si traducono in discussioni da bar.

        • Questo sistema internazionale non dev’essere un sistema costrittivo vincolante e monopolizzato dai soliti noti invisibili, dev’essere istituito su base volontaria ogni singolo accordo tra paesi. Detto questo appoggiarsi così tanto al sistema internaizonale significa far prova di IGNORANZA del nostro valore, di INSICUREZZA e di SUBORDINAZIONE, significa essere provinciali e non essere consapevoli del valore Italy in giro per il mondo

  • Gianluca:

    Grazie redazione per l’aver dimostrato quanto democratici siete non avendo postato il mio commento.
    Solo risposte che concordano col vostro pensiero o si avvicinano. Se solo proviamo a esprimere opinione contraria, dura o meno che sia, non la pubblicate.
    Peggio di Grillo!!

  • Ermengardo:

    MA perchè tanto astio infgiustificato verso chi fà libera informazione?
    Non vi rendete forse conto di quanto sta succedendo? Non vi basta quello che è già successo? I vari Monti,Letta sciacalli amici del bilderberg eletti fottendosene dell’opinione popolare? Non vi rendete conto dell’eurogendfor, dell’unione bancaria?
    La creazione di monete locali è una forma di opposizione alla tirannide che incombe inesorabile sull’Europa, spero che qualche sindaco coraggioso adotti le adeguate contromisure, quello che è certo da par mio è che viviamo nel peggior regime orwelliano della storia e se continueremo a fregarcene tra non molto sarà il iv reich.

  • antioppressione88:

    @ermengardo
    @redazione

    non credo si contesti l’idea della moneta locale, credo si contesti la fattibilità dell’idea…

    dare ossigeno all’economia reale significa alleviare le pene della recessione (ops meglio dire depressione) e a quei vili al potere questa cosa non andrebbe giù assolutamente…

  • William:

    Pizzarotti ne aveva parlato di affiancare moneta locale ( il ducato ) a Parma a quella corrente ma la cosa è decaduta in fretta e non se ne è più sentito niente.

    • Paolo Lamperti:

      E beh, è normale. C’ è in atto quel meccanismo reazionario, che mi ricordo ancora bene mi insegnarono alle medie (anni 70).
      Bisogna insistere, tutto qui.

    • onorevole brodo:

      Perché è una fesseria ed il Prof. Auriti, che si adoperò molto su questo argomento, dovette arrendersi davanti ai limiti del SIMEC.
      Più facile, a questo punto, rivalorizzare il baratto.
      Non c’è altro da fare quando c’è un “Sovrano” che ti impone “quella” moneta.

      • Non si arrese, lo fecero arrendere. Funzionava infatti molto bene ma lo costrinsero a terminare l’esperimento

      • Paolo Lamperti:

        Mi spiace dovertelo dire, ma criticare la moneta locale e dire che è meglio il baratto.
        Certo moneta debito+baratto, sai che geniata!
        Non ho bisogno della tua approvazione, questo è il bello!

  • antioppressione88:

    @william
    la moneta complementare era il cavallo di battaglia del m5s a parma…

    PAROLE SEMPRE E SOLO PAROLE

    per questo sono fermamente convinto che questa sia un’idea impossibile da applicare…

    la moneta possono gestirla loro e solo loro, nessun altro può farlo altrimenti sarà immediatamente fermato dai “gestori”

    soprattutto quando determinate richieste vengono fatte da 4 club di internauti con 4 cartelloni che vengono presi a pesci in faccia dal resto della popolazione perchè incapace di capire determinati argomenti che noi conosciamo come l’Ave Maria…

    lelamedispadaccinonero.blogspot.it

  • onorevole brodo:

    Ascoltate un attimo.
    Il casinò perché non permette di utilizzare direttamente la moneta di conto (euro, dollari, sterline ecc.) ed invece obbliga a cambiare la divisa ufficiale in fiches ?
    Ovviamente per diverse ragioni legate ai problemi di sicurezza e quanto altro ma, il casinò, in quel frangente è un “Sovrano” che obbliga ad utilizzare dei gettoni privi di qualsiasi valore intrinseco per permettere alla gente di “sfogarsi” nella turbolenta attività ludopatica, quindi, di guadagnare enormemente (signoraggio) dal volume delle “scommesse” in un dato periodo. Se qualcuno facesse una grossa vincita, dovrebbe ricambiare il valore dei gettoni alla cassa previo pagamento di tasse e royalties del banco che ovviamente non conosce ma, inconsapevolmente le paga in moneta di conto, non potrebbe assolutamente pretendere di pagare con ulteriori fiches salvo una grande risata dell’Amministrazione del casinò.
    Così è lo Stato.

    • Paolo Lamperti:

      Non voglio avere una disputa gratuita, io sono per il recupero della sovranità monetaria, il sostenere l’utilizzo di moneta locale, è un passo, esattamente come sperimentò Auriti dimostrandone la differenza con quella a debito.
      I risultati sembrerebbe siano stati positivi poichè sembrerebbe abbiano migliorato gli scambi a livello locale.
      La sua scuola è una pietra miliare e costituisce un precedente.
      La strada se si rompe si aggiusta, cosa c’è di sbagliato?
      Il pessimismo non muove foglia.
      Appoggiamo qualsiasi proposta migliorativa che denoti la differenza sostanziale tra moneta debito e moneta di proprietà, non ho parlato di tornare sulle palafitte il tuo ragionamento è estremistico.

  • per Onorevolebrodo
    Dentro il casino’ le fiche hannoperfetto corso legale, si puo’ andare al bar del casino’ e mangiare e bere pagando con fiche!
    Inoltre posso anche saldare un debito,contratto all’esterno,con delle fiche.
    Posso anche andare a prostitute con delle fiche, i taxisti accettano fiche in pagamento delle corse, molto probabilmente per chi abita in zona casino’, puo’ essere interessante l’utilizzo all’esterno delle fiche!
    (esempio se vado in un ristorante appena fuori il casino’ e devo pagare un conto di 80 euro, molto probabilmente qualche cameriere “sveglio” acceterebbe una fiche da 100 euro senza dover dare il resto!!!…qui il discorso si amplia si potrebbe arrivare a parlare di *aggio*…)
    Quindi, teoricamente, il Comune di Sn Remo o Venezia potrebbero autorizzare l’utilizzo delle fiche del casino’ all’interno del comune come iniziativa turistica e per favorire i commerci!!!
    Saluti Giovanni

  • piero:

    A Brescia il PIN (Partito Italia nuova) si è presentato alle ultime elezioni amministrative con un programma che prevedeva al primo punto lo studio e l’adozione della moneta complementare in un circuito che comprendesse anche l’Amministrazione.
    A Brescia già esiste la moneta complementare , il BexB , che funziona bene da anni tra aziende. In Sardegna il Sardex sta prendendo piede, a Berceto ultimamente si è tenuto un convegno tra aziende, economisti e amministratori per approfondire lo sviluppo dell’adozione della moneta complementare, in Francia a Nantes l’amministrazione ha adottato il So-nant, moneta locale. Ormai è una realtà, una possibilità, ancora da migliorare, ma cui credere, che ci può alleggerire dai gravami imposti dal sistema economico finanziario. Nulla puo’ arrestare questa evoluzione. I tempi sono maturi.

  • Semmai, nulla puo’ arrestare questa involuzione… http://www.agenziaimpress.it/news/cronaca/cassa-integrazione-emergenza-fondi-in-toscana_12478.html E’ gia’ emergenza ora,nelle regioni, per i fondi della cassaintegrazione. E chissa a settembre, si mormora gia’…

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