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di Fabrizio Tajè 02/07/2013

 
Lo Stato emetta dei buoni spesa per immettere liquidità nel sistema

Lo Stato emette buoni spesa al portatore e trasferibili, nominalmente in euro, ma non convertibili in moneta. Infatti, il fine del buono è la sua conversione in beni e servizi, e deve essere sanzionata ogni conversione in moneta.
I buoni sono spendibili presso tutti gli esercizi commerciali e/o professionali e presso la grande distribuzione che li accettano.
Il buono può essere compensato, tranne che dal primo prenditore del buono stesso, con il debito fiscale di qualsiasi natura. Può essere portato in compensazione solo dai venditori di beni e servizi che lo accettano e non dal primo prenditore del buono, per meglio dire colui che riceve il buono direttamente dallo Stato.
Il buon circola, in ultima analisi, poiché è compensabile con il debito fiscale, è questo che lo rende appetibile. Il fine del buono è tuttavia la sua circolazione ad oltranza, nella speranza che anche il venditore di beni e servizi non lo compensi ma lo spenda a sua volta.
La facoltà di compensare il buono e la sua validità non ha scadenza.
A fronte di cosa lo Stato emette i buoni ? Lo Stato emette i buoni quale compenso a lavoro straordinario, lavori socialmente utili retribuiti in buoni, incremento di pensioni minime e provvidenze varie per ceti disagiati. Lo Stato può retribuire in buoni anche l’attività libero professionale e/o imprenditoriale prestata a favore dello stesso, se il fornitore lo accetta.
In sintesi: il buono circola perché è compensabile con il debito fiscale di qualsiasi natura e contribuisce a sostenere e rilanciare i consumi poiché non è utilizzabile sotto forma di risparmio, pertanto il suo effetto di incremento consumi e redditi è garantito.

6 Commenti a “Lo Stato emetta dei buoni spesa per immettere liquidità nel sistema”

  • NEO:

    La U.E. cosa dice??
    Mai fare qualcosa che permetta alla gente di rendersi indipendente dalle banche, quindi NO,NIET,NEIN……

  • antioppressione88:

    il problema è principalmente uno solo :

    NON VOGLIONO RISOLVERE LA SITUAZIONE, per loro è un’occasione troppo ghiotta…

    nonostante non ci sia più sovranità a livello statale ci sarebbero ancora strumenti (buoni, crediti di lavoro, monete complementari locali ecc ecc) che ci permetterebbero di non fare perire la microeconomia e l’occupazione legata ad essa ma come scritto sopra non c’è alcuna volontà di far risollevare il paese, come diceva qualcuno di importante che non voglio nemmeno nominare, gli italiani vanno sostituiti con gli immigrati…

    e cosi faranno

    lelamedispadaccinonero.blogspot.it

  • onorevole brodo:

    Vogliamo parlare del “ventre molle dell’Europa” ?
    Churchill non poteva essere più eloquente quando, alla decisione dello sbarco sulle coste siciliane e tirreniche, definiva l’ Italia.
    Non c’è popolo sul pianeta che ha dimostrato di essere così servile come gli Italiani.
    Mi vergogno di questo.

  • woland:

    Vedo che l’autore ha letto le mie integrazioni al documento di Savino Frigiola.
    Nel modello a due valute parallele per ripristinare progressivamente la sovranità monetaria (modello di Savino) avevo fatto notare che per evitare sputtanamenti della valuta B (non-euro) essa andava sottratta a qualunque scambio di tipo finanziario e quindi doveva essere utilizzata solo per acquisto di beni e servizi.
    Dato che difficilmente sarebbe accettata all’estero (almeno per un iniziale congruo periodo di tempo) essa sosterrebbe l’economia reale interna, con un sostanzioso aumento della domanda.

    Ma del resto non è altro che un piccolo piano Schacht.

  • emanuele:

    …ve l’ho già detto….armiamoci!!!! Basta farci pisciare in faccia !!!

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