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FMI avvoltoi

di Luciano Lago

In questi giorni sono al lavoro negli uffici del Ministero dell’Economia (una volta ministero delle Finanze) una equipe di tecnici funzionari del FMI che girano per le stanze e gli uffici, esaminano faldoni, controllano i dati sui computer del ministero, trascrivono, analizzano e mettono tutti i conti dello Stato italiano sotto la loro lente di ingrandimento.

Si sono viste le luci accese fino a tardi negli uffici del ministero e l’accesso ai piani dove operano questi misteriosi funzionari è stato interdetto a tutti. Sono tutti vestiti di scuro, british style, parlano in inglese, qualcuno capisce l’Italiano ma lo parla strascicando le parole.                                                

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10 Commenti a “La “Repubblica delle banane””

  • barbara:

    eh niente da aggiungere…ottimo Lago come sempre….e purtroppo vista la tragicità della questione….
    consiglio anche questo articolo http://testelibere.it/blog/lequit%C3%A0-del-fmi

  • Lo Zingaro:

    E’ proprio perché strascicano le parole che ci hanno mandato Monti, fa da interprete. Tra quello che vogliono loro e quello che democraticamente dobbiamo accettare noi.

  • cirenaico:

    Nulla di tutto questo mi stupisce, benvenuti negli “Stati Uniti d’Europa”

  • gianni 55:

    e già da un pezzo che l’Italia non è più degli Italiani ,questi signori vestiti da becchini ci stanno facendo i conti in tasca per spennarci nudi, ciao

  • NEO:

    Questa sera ho visto migliaia di persone riunite che parlavano di cose molto importanti:
    Che c’è x primo? secondo : bistecca o pesce? no dai il dolce no, è pesante di sera…
    Ma dai davvero quella squadra ha comprato quel calciatore? miii però…
    Come diceva qualcuno, i ristoranti della riviera Ligure questa sera erano pieni.
    Tutti appunto impegnati in discussioni serissime…
    Ma annatevela a piar nder culo tutti quanti, spero che ci tolgano anche le mutande, e vedrà la gente la vera crisi.
    Apparte il fatto che la maggior parte di senza palle in giro, piuttosto che rinunciare al proprio tenore di “vita” si ammazza come sta facendo.
    Qualcuno mi sà spiegare come mai la situazione economica è molto più grave al Sud, e però la maggior parte dei suicidi avviene nel ricco Nord?

    • Paolo Lamperti:

      Chiedilo a qualche leghista vecchio stampo.
      Ciao.

    • Lo Zingaro:

      Si Neo.
      Prima lettura: è una questione di carattere; al nord sono più orgogliosi, più fieri di quello che sono riusciti a costruirre con il proprio lavoro e più restii a chiedere aiuto. Al sud, tra le famiglie più numerose, il miglior rapproto umano che lega le comunità e, diciamolo pure, il fatto che è da 150 anni che sono spremuti come limoni e che si devono arrangiare sopportano meglio l’impatto psicologico del fallimento.
      Seconda lettura: al sud si sono suicidati (o sono stati assassinati dalle mafie) nel corso del tempo. Se si va a prendere la media dei decessi per disperazione da fallimento tra gli imprenditori probabilmente ci sarà un certo equilibrio tra nord e sud. Al nord molti negli ultimi anni, al sud distribuiti nel tempo, fanno meno rumore.

  • Paolo Lamperti:

    Volevo esprimere la mia posizione riguardo la lingua inglese.
    E’ chiaro che sia la lingua del vincitore attuale sul pianeta, o perlomeno dalla parte del cosidetto mondo occidentale, a dominare, come parallelamente il suo modello culturale, vedi per esempio su tanti(o su tutti?) lo spopolare della musica angloamericana e la conseguente adozione dell’idioma anche in mercati non prettamente occidentali.
    Per tenerla breve, il mio punto di vista sull’adozione di una lingua parlata a livello mondiale che NON abbia PADRONI, deve tener conto di un unico importante principio, che è quello della NEUTRALITA’. Non ci deve essere nessun conflitto di interessi.
    L’esperanto è questa lingua, o cmq se non l’esperanto, una lingua elaborata a parte di qualsiasi sudditanza di qualsivoglia specie a interessi che non siano di tutti.
    Dev’essere una lingua di tutti, perciò di nessuno in particolare.
    Non sono un “radicale”(del partito intendo), giammai!
    Ma mi capitò di ascoltare su radio radicale, una trasmissione di nicchia, di questa rete in cui ebbi l’opportunità di riconoscere come alcuni scarsi appartenenti a quel partito ne avessero pensata una giusta analizzando quali fossero gli importanti ed effettivi benefici, un idioma internazionale scevro da qualsiasi interesse di dominio, potesse utopicamente realizzare.
    A me le “utopie” piacciono un sacco, infatti restano tali solo perchè invalidate da qualche status quo.

    • Paolo Lamperti:

      Per esempio a scuola, o anche nel mondo del lavoro deve essere insegnata una lingua senza padroni.
      Oggi invece qui in italia se non parli o capisci sufficientemente l’inglese sei considerato un potenziale disoccupato del futuro.
      A scuola l’inglese è imposizione.
      Una lingua neutra che faccia da ponte tra le diverse nazionalità sarebbe il segno di civiltà e rispetto a livello planetario.

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