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Fonte: http://www.ilgiornale.it/news/interni/leditore-repubblica-condannato-appello-enorme-danno-fisco-ha-941507.html

L’editore di Repubblica condannato in appello per un enorme danno al fisco Ha detto: sentenza illegittima. Ma i giudici non l’hanno trattato come Berlusconi

 - Mar, 06/08/2013 – 15:07

«Questa sentenza è irricevibile, manifestamente infondata e palesemente illegittima». Parole di Silvio Berlusconi? No. Bondi, Santanchè, Brunetta? Macché.
L’ingegnere Carlo De Benedetti nella sede della Cir

Parole di Carlo De Benedetti, diffuse dal suo portavoce un annetto fa, il 25 maggio 2012.

Oddio, ma è lo stesso Carlo De Benedetti tessera numero uno del Pd ed editore di la Repubblica, il giornale che in queste ore sta facendo un mazzo così a Berlusconi sul fatto che in democrazia le sentenze si accettano e non si discutono e perché i magistrati vanno rispettati? Certo che è lui. Ed è stato condannato per una evasione fiscale da 225 milioni di euro. Impossibile. Vuoi vedere che lo stesso Carlo De Benedetti tessera numero uno del Pd ed editore di la Repubblica, il quotidiano che scrive che Berlusconi è ladro perché chi evade le tasse frega soldi pubblici, è un mega super ladrone e nessuno, dico nessuno, lo scrive e lo dice? Ebbene sì, almeno stando alla sentenza di appello emessa dal tribunale tributario del Lazio. Per bollarlo a vita bisognerà aspettare la sentenza della Cassazione, che a differenza di quanto avvenuto con Berlusconi, ci metterà non pochi mesi ma tanti anni, tre o quattro ancora, dicono. Non c’è fretta quando di mezzo c’è il Carlo De Benedetti tessera numero uno del Pd ed editore di la Repubblica perché lui si difende nei processi, non dai processi. Questo è iniziato nel ’95. Vent’anni sono passati e ancora non c’è fretta di concludere. Ci credo che Carlo De Benedetti, tessera numero uno del Pd ed editore di la Repubblica non scappa. È che nessuno lo insegue, nonostante la vicenda sia identica nella dinamica (infinitamente superiore nelle cifre) a quella che ha portato agli arresti di Berlusconi: plusvalenze su affari. Anzi no, una differenza c’è. Per gli inquirenti la tessera numero uno del Pd ed editore di la Repubblica poteva non sapere del pasticcio, quindi non c’è truffa ma solo danno erariale sanabile con soldoni (225 milioni). Tanto che non siamo in sede penale ma di giustizia tributaria. La stessa cosa che l’avvocato Coppi aveva chiesto, inascoltato, alla Cassazione per il suo imputato Silvio Berlusconi. Vuoi vedere che la giustizia in Italia non è uguale per tutti? No, impossibile, come dice tutti i giorni la Repubblica, quella del condannato (in silenzio) per 225 milioni di evasione.

8 Commenti a “225 milioni: De Benedetti diversamente evasore”

  • giorgio d.:

    Questo qui’ mi piacerebbe vederlo col cartello in galleria a chiedere l’elemosina! :D

  • Leandro:

    un altro articolo pro Berlusconi bene, dai che non ne avete fatti abbastanza ultimamente, logicamente firmato Redazione.
    Cosa? volete dirci che in italia la giustizia è una barzellettà? sarebbe una cosa nuova vero?

    • La firma è di Sallusti. La Redazione ne approva il contenuto

    • mimmo:

      un altro articolo pro berlusconi? dipende dal punto di vista…
      se un maiale é piú inzozzato di fango del suo compagno di melma non significa che non restino comunque entrambi maiali.
      Poi, se qualcuno ci vede il tentativo di trasformare il maiale meno sporco in un altra specie di animale,allora qualcuno si sta facendo sfuggire la visione del quadro nell’insieme per petulare sul particolare…distrazione…distrarre…farsi distrarre…incantare…rinc…

    • Fabrizio:

      Dicono che ovunque sia andato debenedetti abbia fatto terra bruciata, ne sanno qualcosa gli ex lavoratori della olivetti circa 50mila, azienda olivetti la prima al mondo dell’informatica asieme all’ibm, azienda che il personaggio ha sapientemente distrutto; perchè non provi a difenderlo tu uomo di sinistra, però davanti lavoratori trombati.. almeno berlusca ha portato lavoro a migliaia di italiani, mi sembra già una bella differenza.

  • giannetto:

    Ma è perfetto! L’ “Ingegnere” fu l’anfitrione della Truffa Ideologica che più incanta gli italiotelli: il Progressismo Ecolalico, che è la fede delle Chiese Riunite, che ha dato allo Stivaluccio la sua antropologia di lunga durata: il Catto-Comunismo, una sorta di Peppon-Camillismo trascendente sia Don Camillo che Peppone, perennemente aggiornato con gli opportuni updates. E ci hanno azzeccato, perché gli italiotelli han sempre preso sta roba per “essere di sinistra”, senza accorgersi che era cilappa.

  • Stefano:

    “…tessera numero uno del Pd ed editore di la Repubblica…”
    Ripetuto 5 volte… ma a che serve? A fare più lunga sta brodaglia puzzolente di articolo!!!

  • Paolo Savoia Umberto De Ruvo:

    Se il capo dello stato dopo la sentenza se non fosse stato un’ uomo di schieramento comunista avrebbe reso nulla tale sentenza perchè priva di prove, senza andare oltre

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