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Fonte: GENUINO CLANDESTINO: 

ESISTE un numero imprecisato di persone che praticano un’agricoltura di piccola scala, dimensionata sul lavoro contadino e sull’economia familiare, orientata all’autoconsumo e alla vendita diretta; un’agricoltura di basso o nessun impatto ambientale, fondata su una scelta di vita legata a valori di benessere o ecologia o giustizia o solidarietà più che a fini di arricchimento e profitto; un’agricoltura quasi invisibile per i grandi numeri dell’economia, ma irrinunciabile per mantenere fertile e curata la terra (soprattutto in montagna e nelle zone economicamente marginali), per mantenere ricca la diversità di paesaggi, piante e animali, per mantenere vivi i saperi, le tecniche e i prodotti locali, per mantenere popolate le campagne e la montagna.
Per quest’agricoltura che rischia di scomparire sotto il peso delle documentazioni imposte per lavorare e di regole tributarie, sanitarie e igieniche gravose, per ottenere un riconoscimento che la distingua dall’agricoltura imprenditoriale e industriale, per ottenere la rimozione degli ostacoli burocratici e dei pesi fiscali che ostacolano il lavoro dei contadini e la loro permanenza sulla terra,

CHIEDIAMO CHE

1. Chi coltiva un appezzamento di terra, qualunque sia la sua dimensione, per l’autoconsumo familiare e per la vendita diretta e senza intermediari, possa liberamente:
a. trasformare e confezionare i propri prodotti nell’abitazione o nei suoi annessi, attraverso le attrezzature e gli utensili usati nella consueta gestione domestica;
b. vendere i propri prodotti agricoli (comprese le sementi autoriprodotte), alimentari e di artigianato manuale ai consumatori finali, senza che ciò sia considerato atto di commercio.
2. I contadini che, come occupazione prevalente, praticano la coltivazione del fondo e del bosco o l’allevamento o la raccolta di erbe e frutti spontanei, esclusivamente per l’autoconsumo familiare e per la vendita diretta ai consumatori finali e agli esercenti locali di vendita al dettaglio e ristorazione, e che non siano anche lavoratori dipendenti o liberi professionisti né abbiano dipendenti, salvo eventuali avventizi impiegati in attività di raccolta

SIANO ESONERATI DA

a. il regime Iva, la tenuta di registri contabili, l’obbligo di iscrizione alla camera di commercio; ogni imposta o tassa relativa all’occupazione prevalente, alla propria abitazione e al fondo, comprese quelle di registrazione e proprietà relativa all’acquisto di terreni confinanti con i propri e confinanti tra loro;
b. l’applicazione del sistema HACCP e, più in generale, le norme vigenti in materia di igiene e sicurezza degli alimenti;
c. i vincoli progettuali e urbanistici per:
- la costruzione di stalle, serre e altri annessi sui propri terreni e per l’esclusiva occupazione prevalente, purché realizzati con una dimensione massima di 30 mq e a un piano fuori terra, secondo tipologie bene inserite nel contesto ambientale, con strutture solo rimovibili e senza possibilità di cambio della destinazione d’uso;
- la ricostruzione di manufatti preesistenti in terra, in legno o in pietra a secco;

ABBIANO DIRITTO DI

d. macellare direttamente nel proprio fondo il bestiame nato e allevato nel podere, limitatamente a un numero di capi proporzionati ai membri della famiglia e ai propri ospiti, e seppellirne i resti secondo le consuetudini locali, fatti salvi gravi motivi sanitari o la non idoneità dei terreni;
e. esercitare nella propria abitazione e sul proprio fondo attività di ospitalità rurale, fino a un massimo di dieci coperti e posti letto, senza necessità di autorizzazioni e senza essere soggetti a regole fiscali e sanitarie;
f. pagare i minimi contributi assistenziali e previdenziali;
g. ricevere, attraverso le regioni, servizi gratuiti a domicilio di:
- assistenza veterinaria e agronomica;
- assistenza burocratica e ricezione per qualunque domanda, dichiarazione, denuncia o modulistica di altro genere a qualunque titolo richiesta dall’amministrazione pubblica o comunque dovuta per legge.
3. I contadini definiti nel punto 2 siano registrati in uno specifico albo del comune di residenza e possano attestarsi con autocertificazione, vera fino a prova di falso.
4. Il lavoro prestato ai contadini definiti nel punto 2, nel loro fondo, gratuitamente o come apprendistato o come scambio di opere, sia assimilato al volontariato e – salvo l’uso di scale o di macchine e attrezzature elettriche o a motore- non sia assoggettato a obblighi contributivi e previdenziali.
5. Siano abolite le limitazioni sui contratti agrari in natura, purché favorevoli ai conduttori per una misura non inferiore al 70% del raccolto.

http://genuinoclandestino.noblogs.org/

10 Commenti a “SOS agricoltura”

  • enzo:

    Troppo bello e troppo giusto.Sono sicuro che la produzione farebbe un salto in avanti,sopratutto per carni,latte,formaggio.

  • Ezio:

    Da una celebre canzone anarchica : “La casa è di chi l’abita, la terra di chi la lavora” . Se nel passato questi concetti facevano sorridere i benpensanti adesso stiamo per giungere al punto cruciale, per abitare la casa comprata con tanti sacrifici dobbiamo pagare l’affitto allo “stato” , la terra deve essere abbandonata e per cibarci dobbiamo comprare le porcherie dei supermercati gestiti dalle varie multinazionali .

  • NEO:

    Ma tutto questo un tempo non era la normale vita quotidiana di milioni di famiglie???
    Queste cose non dovrebbero nemmeno essere chieste, poi a chi dobbiamo chiederle????
    BASTARDI INFAMI….

    • Improvvisato:

      Io infatti non chiedo niente. Faccio e basta!
      Il problema ce l’ho dentro casa, perchè questi fagocitatori di inganno, liberalizzando il voto ed il diritto di scelta, portano figli, coniugi e parenti a sentirsi degli dei attraverso il potere di mettersi contro il padre che el frattempo ha imparato o conservato tutte queste tradizioni.
      In linea di massima, se volessero, i Governi potrebbero ripristinare il De Capitulare de Villis scritto a due mani da San Carlo Magno e dal Beato Alcuino da York, il quale stampava moneta solo per la grande produzione industrial-artigianale con cui procurava tutto il necessario (in cambio della decima delle produzioni) per i feudatari e il contado mezzadro che abitava e viveva nelle sue terre. I Borgomastri, i Capomastri, i Giudici, i Curati, gli Insegnanti assicuravano il funzionamento e l’efficienza dell’Impero; finchè qualcuno ha dedotto che facendo circolare moneta a debito si poteva schiavizzare tutta la gente e ridurla a servi della gleba o prebaglia.

  • I governi che ci hanno preceduto,fino all’attuale,ci hanno venduto alla comunita’ europea,con leggi capestro che tolgono all’uomo normale la possibilita’ di esercitare la propria funzione,asseconda dei bisogni naturali di salvaguardia delle tradizioni.Sono mostri ,vestiti di legalita’.

  • vincenzo grippa:

    Non siamo nemmeno più liberi di respirare.
    e mentre tutto ci crolla intorno, dal mondo politico ( CHE NON COMANDA UN CAZZO! E SI SONO VENDUTI, ANZI CI HANNO VENDUTI ALLA), finanza, banche è multinazionali! i segnali che arrivano sono sempre più nefasti per noi popolo bue.

  • Jack:

    SPECIALE Qui Europa – SCIE CHIMICHE, GATEKEEPERS E VERITÀ ARTEFATTA – GUARDATEVI DAL SUICIDIO INTELLETTUALE: LO STRUMENTO PIÙ SUBDOLO E SOTTILE DEL SISTEMA IN QUESTO “NUOVO ORDINE” – LE STRATEGIE DI EROI DI CARTONE CHE PERDONO PUNTI DINANZI ALL’OPINIONE PUBBLICA. COME MAI? – LE SCOTTANTI RIVELAZIONI SU HAARP, TERREMOTI INDOTTI E SCIE CHIMICHE. PERCHÈ I GIORNALISTI PROGRESSISTI, “PALADINI” DEI POPOLI DORMONO E SOSTENGONO SOLO MEZZE VERITÀ? CHIEDIAMOCELO! SIAMO SERI! – http://www.quieuropa.it/suicidio-intellettuale-speciale-su-nwo-scie-chimiche-gatekeepers-e-verita-artefatta/ – Speciale Qui Europa – di Giacomo Davino e Sergio Basile

  • Antonio:

    E’ evidente che il progetto è quello di distruggere le piccole imprese agricole, sommergendole di adempimenti burocratici ed oneri aggiuntivi, per rendere tutti dipendenti e schiavi delle multinazionali che saranno quelle che in futuro potranno decidere della nostra esistenza, propinandoci come cibo le peggiori schifezze avvelenate al prezzo che vogliono loro.
    Dietro il paravento che “l’europa ce lo impone”non siamo più un popolo sovrano libero di decidere ciò che è buono per la comunità, ma semplici schiavi al servizio di entità a noi sconosciute. (ma nemmeno tanto…)

    Sono un piccolo imprenditore agricolo a cui un micro-Comune (Lombardo) di poco più di mille anime, approvando un assurdo e vergognoso piano di governo del territorio, a difesa di inesistenti “vedute e di altrettanto inesistenti corridoi ecologici” (“vedute” su zone industriali e “corridoi ecologici” che finiscono sulle rotaie di una linea ferroviaria) è arrivato a porre un incredibile DIVIETO di impiantare culture arboree e fare vivai – su quello che è classificato come terreno agricolo!
    Sono così costretto a lavorare in un’azienda priva di qualsiasi benchè minima struttura produttiva: fin’anche i servizi igienici !
    Non basta, per impedirmi di lavorare l’amministrazione è arrivata a spendere oltre 20 mila euro per ricorsi legali, che ha vinto ad onta di inequivocabili articoli della Legge Regionale che sanciscono tutt’altre cose. Evidentemente da noi le leggi sono aria fritta che va interpretata.
    La realtà è che il piccolo imprenditore ha ZERO diritti, ma DEVE assolvere obbligatoriamente tutti i doveri; iscrizione alla Camera di Commercio, Partita IVA, adempimenti fiscali e contributivi, INAIL, autorizzazioni alla vendita, registri contabili. etc etc.
    Poter tornare al Medio Evo sarebbe un gran bel risultato!
    Magari riprendendo in mano i vecchi forconi.

    • Fabrizio:

      Caro antonio è proprio come dici tu tra il dire ed il fare c’è di mezzo la solita burocrazia statale, che è fatta apposta per bloccare tutto, e guarda caso viene usata dagli statali per bloccare sul nascere qualsiasi iniziativa privata, e questo per controllare ogni cosa, a meno che non sia richiesta dal PD o dai suoi amici e allora vedrai che tutte le leggi verranno interpretate a loro uso e consumo. Per il momento l’articolo purtroppo è pura utopia che si disintegra nella realtà italiana, chissà forse in altri statali veramente più avanzati del nostro le cose potrebbero andare meglio incontrando i desideri scritti nell’articolo, ma bisognerebbe quindi espatriare.

  • Antonio:

    Concordo in pieno, con la tua ultima frase in particolare. E’ utopico pensare di “cambiare il paese”, è più fattibile “cambiare paese”.
    Ed è esattamente quello che farò io.

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Gianni Lannes
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