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Fonte: http://seigneuriage.blogspot.it/2013/11/un-po-di-verita-sui-crimini-bancari-e.html
Approccio al revisionismo banchista

di Marco Saba

Dopo aver studiato approfonditamente il meccanismo del credito bancario, ho scoperto sostanzialmente quanto segue: la principale attività del sistema bancario italiano consiste nel ricattare in tutti i modi le istituzioni per poter mantenere inalterata la facoltà di esercitare *privatamente* il privilegio sovrano di emettere e spendere denaro “legale” (a accettazione obbligata) al posto dello Stato.

Partendo da questa ipotesi, si spiegano molti misteri riguardanti efferati delitti e stragi rimasti avvolti – finora – nel segreto. Illuminanti, a riguardo, le recenti parole di Luigi Bisignani durante la trasmissione-intervista di Mentana [1]: “Il dottor Cuccia, di Mediobanca, sapeva in anticipo dell’attentato all’avvocato Ambrosoli, ma preferì non avvertirlo…”.
Ma occorre fare una premessa importante: le banche private creano denaro a costo zero e si appropriano, spendendolo o prestandolo, del valore nominale creato. Questo è il vero core business del sistema bancario italiano. La seconda premessa è che tutti gli organismi di controllo sono tutti in conflitto d’interesse essendo endogeni al sistema. Non diranno mai che si tratta della truffa più ignobile, assurda e crudele ai danni della collettività. E non è un caso che Elio Lannutti dell’ADUSBEF sia arrivato a scrivere un libro – Cleptocrazia – dove infierisce sul sistema criminale dei banchieri [2]. Ma non basta, arrivano a falsare anche la storia. Un caso clamoroso riguarda il cittadino italo-americano Carlo Ponzi negli Stati Uniti degli anni 1920.
Carlo Ponzi “truffatore italiano”, finalmente riabilitato
La versione genuina da me scoperta e rivelata di quello che è passato attraverso lo schiacciasassi del revisionismo banchista (ovvero la versione “medicata” dall’establishment bancario americano, ancora oggi insegnata ovunque come “Schema Ponzi” e che trovate ancora dappertutto [3]) la si può riassumere in poche parole:
Carlo Ponzi era amico di un dipendente della Hanover Trust Bank of Boston e aveva scoperto che il coefficente di riserva obbligatoria [4] che le banche dovevano detenere all’epoca, era il 10%. Il che vuol dire che il direttore della banca di Carlo Ponzi poteva decuplicare la raccolta creando depositi fittizi per dieci volte tanto (molto simile al meccanismo odierno). Un tasso di guadagno del mille percento (1000%). Era quindi ovvio che Ponzi poteva promettere ai suoi investitori il 400%, se avesse posseduto la banca, e guadagnare comunque il 600%. Quindi utilizzò la raccolta per acquistare la banca, ma al momento di chiudere l’operazione e restituire tutto agli investitori, il Commissario Bancario del Massachussets impose da un momento all’altro il blocco di tutti i conti della banca [5] provocando l’insolvenza del business. La colpa di Ponzi fu anche di rivelare che il suo piano successivo era di “creare un nuovo sistema bancario dove i correntisti e gli azionisti fossero trattati più onestamente, attraverso la spartizione degli utili REALI”. [6] L’abilità del sistema bancario criminale fu nascondere abilmente tutta la vicenda nella sua logica con una versione appunto “ad usum” di un pubblico mantenuto da sempre all’oscuro. Così i veri truffatori, la comunità dei banchieri falsari concorrenti, riuscì a mantenere il segreto sugli enormi profitti che si inventavano – come ora – a danno della collettività.

L’investigatrice privata Miriam Tomponzi

E’ chiaro quindi che le vicende italiane della storia degli – almeno – ultimi settant’anni (Sindona, Calvi, Marcinkus, etc. etc.) vanno rivisitate in questa chiave, la chiave suprema del potere delle banche.
E’ usando questa chiave di lettura che ho potuto individuare lo scopo principe della strage di Piazza Fontana del 1969 a Milano (i banchieri volevano obbligare il Tesoro ad indebitarsi imponendo di non poter più scambiare alla pari i BOT con la Banca d’Italia, all’epoca non ancora privatizzata), il movente reale dell’assassinio di Aldo Moro, sotto i cui governi vennero emessi a costo zero 450 miliardi di lire in “biglietti di stato a corso legale”, senza indebitarsi coi banchieri, ed infine la strana coincidenza del Trattato di Maastricht avvenuto a cavallo delle stragi Falcone e Borsellino.
Ma, tornando per l’appunto “a bomba”: chi sono le parti lese di questa attività contraffattoria e criminale (si pensi anche solo all’arbitrarietà nella concessione del credito..) portata avanti sinora impunemente ? I correntisti, gli azionisti, i dipendenti delle banche e la fiscalità dello Stato per i danni spaventosi che il sistema bancario sta arrecando continuamente in Italia (si pensi solo alle centinaia di suicidi ogni anno…).
I correntisti vedono il valore dei depositi intaccato dalla contraffazione continua di denaro (inflazione della massa emessa e perdita di potere d’acquisto); gli azionisti ricevono dividendi ridicoli perché le banche contabilmente segnano al passivo i profitti dell’attività di contraffazione o li omettono; i dipendenti delle banche vengono costretti ad esercitare un’attività criminale senza indennizzo, ed infine lo Stato cui le banche – appropriandosi della rendita monetaria sovrana – hanno sottratto potere d’acquisto per 100 trilioni di euro (cento milioni di milioni, 50 volte il debito pubblico…).
Ce ne sarebbe abbastanza per sciogliere le banche per associazione a delinquere, incriminare e condannare tutti i dirigenti ed i soci principali, sequestrare tutti i beni posseduti individualmente e creare una banca nazionale d’emergenza per impedire il blocco delle attività (basterebbe un semplice software online per sostituire facilmente tutte le attività vitali del credito che sono oggi in essere, trasformandole in attività LEGALI).
E per questa volta mi fermo qui. Buona continuazione.
Note:
1 – Luigi Bisignani racconta la sua verità sui misteri d’Italia http://www.oggi.it/video/notizie/2013/06/13/luigi-bisignani-racconta-la-sua-verita-sui-misteri-ditalia/
3 - Wikipedia Italia, notoriamente “bancofila” da sempre, si spinge addirittura fino a falsificare il titolo originale dell’autobiografia di Ponzi, testualmente: “Lascia un manoscritto incompiuto intitolato: The fall of mister Ponzi (La caduta del signor Ponzi).” Mentre l’originale è: THE RISE OF MISTER PONZI (L’ascesa del signor Ponzi). Vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Ponzi
4 – Le banche si fissano una minima percentuale di denaro (strumenti liquidi) da tenere a garanzia dei depositi per prevenire la clientela – in caso di corsa agli sportelli – dallo scoprire che i depositi sono tutti scoperti. Nell’area EURO, fino a Basilea 3, la riserva era al 2%. Il moltiplicatore era quindi di 50 volte la raccolta. Il massimo di credito creabile mensilmente da una singola banca viene stabilito dalla banca centrale in modo da mantenere pietrificata la piramide del potere (credit window). Da qui anche i limiti al prelievo del contante e gli sforzi per eliminarlo…
5 – Sia il COMMISSARIO ALLE BANCHE che il PROCURATORE GENERALE si chiamavano di cognome ALLEN, rispettivamente: Joseph Allen e John Weston Allen. E’ talmente segreta questa versione dei fatti che ancora nel 2000 Miriam Ponzi, la famosa investigatrice italiana, cambiò il cognome in Tomponzi per non essere accostata a quello che ancor oggi viene definito come “il padre dello Schema Ponzi”. Vedi NYT: THE SATURDAY PROFILE; One Eye in Italy’s Keyholes, the Other on the Future

6 – “…he would form a new banking system dividing profits equally between depositors and shareholders (…) Responding to skeptics, he claimed that profits such as his were routinely earned by banks, but they simply declined to share them with depositors. (…)” – The Remarkable Criminal Financial Career of Charles Ponzi, Mark C. Knutson, p.10 www.mark-knutson.com/ponzi/images/ponzi.pdf

Riferimenti per il giurista e il criminologo:

COPPA-ZUCCARI, P., Il deposito irregolare, Biblioteca dell’«Archivio Giuridico FilippoSerafini», vol. VI, Modena 1901.
COPPA-ZUCCARI, P., «La natura giuridica del deposito bancario», Archivio Giuridico «FilippoSerafini», vol. IX (nuova serie), Modena 1902, pp. 441-472. http://it.wikipedia.org/wiki/Pasquale_Coppa-Zuccari
HUERTA DE SOTO, J., Moneta, credito bancario e cicli economici http://fr.scribd.com/doc/179733719/Moneta-credito-bancario-e-cicli-economici
TARQUINI, B., La banca. la moneta, l’usura, Ed. Controcorrente, 2a ed. 2010

Un Commento a “Un po’ di verità sui crimini bancari e Carlo Ponzi”

  • Giorgio:

    Così si spiegano i lauti compensi degli amministratori di banche,ai quali vengono pagati milionidi euro per buone uscite e magari hanno condotto le banche al fallimento.
    Sicuramente con la collusione del potere politico,ai quali gli stessi sottobanco finanziano
    il partito politico che li sponsorizza.

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