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Dean Henderson

 

Bank-of-AmericaLa NSC inviava armi ai contras nicaraguensi prima che la rete di rifornimento di Oliver North fosse operativa. Gli aiuti degli Stati Uniti all’Arabia Saudita venivano inviati ai contras attraverso la Banca di Credito e Commercio Internazionale (BCCI) di Karachi in Pakistan. [1] Mentre il denaro della Casa dei Saud veniva deviato verso i contras, uno dei più grandi depositanti iniziali della BCCI era lo Scià di Persia, i cui conti svizzeri della BCCI erano enormi. Con le famiglie dominanti dei “due pilastri” di Nixon nel CdA, la BCCI sarebbe diventata il ricettacolo dei petrodollari del Golfo Persico, generosamente mescolati con narcodollari, usati per finanziare in tutto il mondo le operazioni segrete della CIA e dei suoi partner del Mossad israeliano e dell’MI6 inglese. La BCCI era la banca di riferimento dei dittatori più noti del mondo, tra cui la famiglia Somoza, Saddam Hussein, l’uomo forte filippino Ferdinand Marcos e quello di Haiti Jean-Claude “Papa Doc” Duvalier. Il regime dell’apartheid sudafricano usò la BCCI, come fece Manuel Noriega, che andava regolarmente nella filiale della BCCI di Panama per ritirare il suo stipendio annuale della CIA di  200000 dollari. La BCCI era la lavanderia favorita del Cartello di Medellin e dei nuovi boss dell’eroina mondiale, i leader delle fazioni dei mujahidin afgani controllati dalla CIA. La BCCI finanziò la vendita segreta di armi di Reagan all’Iran e collaborò con Roberto Calvi del Banco Amrosiano. Fu il tramite per il denaro sporco generato dal finanziere latitante del Mossad Marc Rich e del denaro proveniente dall’oggi in bancarotta Enron, reincarnatasi nel Bank Group Pinnacle di Chicago. [2] Frequentatore della sede di Karachi della BCCI, avendo titolarità di un conto, era Usama bin Ladin.


Con filiali in 76 paesi, la BCCI trattava armi convenzionali e nucleari, oro, droga, mercenari, intelligence e contro-intelligence. Questi interessi erano spesso schermati da facciate legittime, quali il trasporto di caffè dall’Honduras o di fagioli vietnamiti. La banca aveva stretti rapporti con la CIA, l’ISI pakistano, il Mossad israeliano e le agenzie d’intelligence saudite. Fu il collante finanziario collegato a numerosi scandali pubblici apparentemente distinti. I principali azionisti della BCCI erano regnanti e ricchi petrosceicchi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) ideato da Reagan. Fu fondata nel 1972 in Pakistan da Agha Hasan Abedi, un amico intimo del dittatore militare pakistano Zia ul-Haq. Abedi inizialmente sollecitò depositi nella banca dagli espatriati pakistani che lavoravano negli Emirati Arabi Uniti. La BCCI decollò quando Bank of America piazzò 2,5 milioni di dollari per una quota del 30%. In quel momento Bank of America era la più grande banca del mondo ed era controllata da NM Rothschild & Sons. [3] La “N” stava per Nathan, che una volta prestò al tiranno francese Napoleone 5000000 di sterline, mentre al tempo stesso faceva prestiti al suo avversario inglese di Waterloo, il duca di Wellington, per equipaggiarne l’esercito. Nathan Rothschild poi commentò l’accaduto, “fu il miglior affare che abbia mai fatto.” La “M” stava per Mayer, studioso di esoterismo della Cabala ebraica che lanciò la dinastia dei banchieri Rothschild con denaro sottratto e acquisì titoli nobiliari per la famiglia agli inizi del 19.mo secolo. Nel 1885 la regina Vittoria nominò baronetto il nipote di Nathan, mentre i fratelli condussero operazioni globali presso i governi di Inghilterra, Francia, Prussia, Austria, Belgio, Spagna, Italia, Portogallo, germanici e Brasile. Erano i banchieri delle Corone d’Europa con partecipazioni in Paesi lontani come Stati Uniti, India, Cuba e Australia. [4] Nel 1996 il 41.enne Amschel Rothschild, che gestiva il colosso finanziario della famiglia, morì in un misterioso suicidio. La Rothschild Asset Management, che Amschel guidava, perse 9 milioni di dollari l’anno precedente la morte. Le perdite si verificarono mentre Evelyn Rothschild stava creando una joint venture con la seconda banca più grande della Cina. Amschel fu trovato morto impiccato a un portasciugamani posto a un metro e mezzo dal pavimento del bagno, nel suo hotel di Parigi. Un giornalista scherzò, “impiccarsi non deve essere stato facile per un uomo alto un 1,85m”. [5]
graphics3L’esecutivo della Bank of America Roy P.M. Carlson orchestrò l’affare BCCI. Carlson poi entrò nella Safeer, la società di consulenza di Teheran fondata dall’ex direttore della CIA e ambasciatore in Iran Richard Helms. Carlson divenne presidente della travagliata Banca Nazionale della Georgia  (NBG) di Bert Lance, segretamente acquisita dalla BCCI con l’aiuto del miliardario saudita Ghaith Pharaon. La NBG era una cliente di Kissinger Associates, che anche “consigliò” l’armamento di Saddam alla Banca Nazionale del Lavoro (BNL). Partner di Helm presso Safeer era il magnate iraniano Rahim Irvani che controllava il Gruppo Melli, dove Carlson era presidente. Irvani fondò una società off-shore per nascondere l’acquisizione della BCCI di First American Bank dell’ex-segretario alla Difesa statunitense Clark Clifford. Helms progettò l’acquisizione. I grandi investitori della BCCI erano gli sceicchi del petrolio del GCC. Il capo della famiglia regnante di Abu Dhabi, lo sceicco Zayad bin Sultan al-Nahiyan era il più grande azionista della BCCI, controllando il 77% delle azioni della BCCI. [6] Il defunto sceicco Qalid bin Mahfuz, il miliardario saudita che controllava la National Commercial Bank, la più grande banca del mondo arabo, partecipava col 20%. I monarchi al-Qalifa del Bahrain e i monarchi al-Qabu di Oman possedevano anche grandi azioni della BCCI. E la BCCI era proprietaria della Banca nazionale dell’Oman. Nel 1976 la BCCI istituì una filiale nelle Isole Cayman nota come International Credit & Investment Company (ICIC). Fu attraverso questo ramo della BCCI, così come dalla filiale di Karachi, gestita dal figlio del presidente Zia ul-Haq, che le operazioni finanziarie più avvedute ebbero luogo.
Un grafico trovato in una cassaforte della Casa Bianca relativo agli sforzi per rifornire i contras nicaraguensi di Oliver North, indicavano una “IC” nelle Isole Cayman quale epicentro della rete dell’Impresa di North. Donazioni private vennero incanalate dalla ICIC e finirono nei conti Lake Resources del Credit Suisse a Ginevra, controllati da Richard Secord. Secord era allora un alto “consulente” della Casa dei Saud. Il Washington Post riferì che “IC” aveva inviato 21182 dollari alla Gulf & Caribbean Foundation di William Blakemore III, vecchio compare di George Bush Sr. nel petrolio del Texas occidentale. [7] L’ICIC fece una quantità enorme di affari con il Banco de America Central (BAC). La traduzione inglese del nome della banca è Bank of Central America, un nome stranamente simile a quello della Bank of America, gestita dalla BCCI. In realtà, BAC fu  istituita da Wells Fargo Bank (l’altra metà sulla costa occidentale delle banche dei Quattro Cavalieri, che spesso lavora in tandem con Bank of America) e dall’elite zuccheriera pro-Somoza del Nicaragua. [8] BAC diventò la più grande lavanderia dei narcodollari del Cartello di Medellin, legando il dinero della cocaina al supermercato delle armi honduregno dei contras nicaraguensi, rifornito con le armi dell’Impresa.
Ogni volta che Aga Hasan Abedi scambiava denaro con le azioni emesse della BCCI, le vendeva allo sceicco Qamal Adham, capo della Direzione Generale dell’intelligence saudita, o a AR Qalil, altro funzionario dell’intelligence saudita e agente di collegamento della CIA. Adham Qalil  prendeva il denaro per acquistare azioni appaltando “prestiti” della ICIC nelle Isole Cayman, che non furono mai rimborsate. Quando Secord dirigeva l’Impresa da Riyadh, dov’era l’agente di  collegamento di Reagan con l’Arabia Saudita, l’intelligence saudita era occupata a riciclare narcodollari attraverso l’ICIC. Prestiti simili furono emessi dall’ICIC allo sceicco Muhammad bin Rashid al-Maqtum, rampollo della famiglia regnante degli Emirati Arabi Uniti, e a Faisal al-Saud Fulaij, presidente della Kuwait Airways nei primi anni ’70, che ricevette oltre 300 mila dollari in tangenti dalla Boeing. Al-Fulaij era anche legato alla Kuwait International Finance Company.  Questi prestiti dell’ICIC furono trasferiti dalla Banque de Commerce et de Placements, filiale svizzera della BCCI gestita dal luogotenente dei Rothschild Alfred Hartman, o dalla Banca nazionale dell’Oman, che la BCCI possedeva. [9] La ragione per cui Abedi continuava ad essere a corto di liquidi era che la filiale di Karachi della BCCI, gestito dal figlio di Zia ul-Haq, finanziava gli eserciti della CIA dei mujahidin in Afghanistan. Nel 1978 uno dei più grandi depositanti della BCCI, il tenente-generale pakistano Fazle Haq, fu nominato governatore della provincia nord-occidentale del Pakistan. Haq era il braccio destro del presidente Zia. Nella sua nuova posizione  prese il controllo del finanziamento della BCCI ai mujahidin. Si fece carico anche del traffico di eroina pakistano. La BCCI trasferì milioni agli ufficiali e ai funzionari dell’ISI pakistani dai conti della CIA presso la filiale di Karachi. La BCCI era così coinvolto nello sforzo della CIA che il proprio personale avrebbe spesso trasportato armi nelle basi dei mujahidin presso Peshawar, nella provincia del nord-ovest di Haq, appena entro il confine del Pakistan con l’Afghanistan. Questi stessi dipendenti della BCCI sarebbero quindi stati i corrieri dell’eroina nel viaggio di ritorno a Karachi. La banca fu così invischiata negli affari pakistani che si potrebbe quasi dire che non c’erano differenze tra i due. Oltre ai prestiti all’ICCI, la BCCI fu mantenuta a galla da Bank of America, che trasferiva un  miliardo di dollari al giorno fino al 1991. Bank of America era come un aspirapolvere globale che risucchiava i depositi della banca da tutto il mondo. La maggior parte di questi depositi furono dirottati vero la filiale di Karachi. Anche Bank of America ebbe una sua grande filiale a Karachi. Vi  erano almeno 10 linee di telex tra Bank of America-Karachi e l’ICIC nelle Isole Cayman.
Nel 1980 Bank of America vendette le sue azioni della BCCI, ma continuò a gestire la maggior parte della sua attività. Nel 1984 BCCI trasferì 37,5 miliardi dollari nelle banche statunitensi, oltre la metà gestita da cinque banche del pool Bank of America, Security Pacific (poi fusa con la Bank of America), American Express (dove i membri del consiglio includevano Henry Kissinger, Edmund Safra e Sulaiman Olayan), Bank of New York (che nel 2000 fu multata per riciclaggio di oltre 10 miliardi di narcodollari della mafia russa) e First Chicago (a lungo diretta dalla CIA e in parte di proprietà della famiglia regnante al-Sabah del Kuwait). [10]

 

[1] The Outlaw Bank: A Wild Ride into the Secret Heart of BCCI. Jonathan Beaty and S.C. Gwynne. Random House. New York. 1993.
[2] “The Enron Black Magic: Part III”.
[3] “A System Out of Control, Not Just One Bank”. George Winslow. In These Times. October 23-29, 1991. p.8
[4] Rule by Secrecy: The Hidden History that Connects the Trilateral Commission, the Freemasons and the Great Pyramids. Jim Marrs. HarperCollins Publishers. New York. 2000. p.80
[5] Ibid. p.81
[6] “Emirates Looked Other Way While al Qaeda Funds Flowed”. Judy Pasternak and Stephen Braun. Los Angeles Times. 1-20-02
[7] The Mafia, CIA and George Bush: The Untold Story of America’s Greatest Financial Debacle. Pete Brewton. SPI Books. New York. 1992
[8] Out of Control. Leslie Cockburn. Atlantic Monthly Press. New York. 1987. p.155
[9] Beaty and Gwynne
[10] Winslow. p.9

 

BCCIDean Henderson è autore dei seguenti libri: Big Oil & Their Bankers in the Persian Gulf: Four Horsemen, Eight Families & Their Global Intelligence, Narcotics & Terror Network, The Grateful Unrich: Revolution in 50 Countries, Das Kartell der Federal Reserve e Stickin’ it to the Matrix. Potete iscrivervi al suo sito Left Hook.

 

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

14 Commenti a “Bank Rothschild of America”

  • SILVIO:

    Dean Henderson è “un grande”.
    Conosco le sue opere e ricevo regolarmente le sue newsletters.

    Tuttavia, ha alcune manchevolezze. Le elenco:

    1) – Fa di tutto l’erba un fascio, non tenendo conto che i Rockefeller sono ebrei SEFARDITI mentre i Rothschild sono ebrei ASHKENAZITI. Il che non significa la medesima cosa.
    Infatti, la comunità ebraica in generale è tutt’altro che un monolite compatto, in armi contro i goyim. Meglio definirla come una galassia che registra al suo interno oppressori ed oppressi.
    E, guarda caso, gli ASHKENAZITI rivestono da tempo il ruolo di oppressori mentre i SEMITI (discendenti di Sem, figlio del patriarca Noè) languono nel ruolo di oppressi.

    Inoltre, dimentica la guerra intestina scoppiata tra i due clan sin dai primi decenni del XX° secolo accompagnata da una scia di oscure e misteriose morti in ambedue le dinastie.
    Come lo strano suicidio di Amschel Rothschild, avvenuto nel luglio 1996 in una camera dell’hotel Bristol a Parigi.

    2) – Non ha dato peso ai mirabili lavori di ricostruzione storica di Joël van der Reijden e di Nicholas Hagger (da cui si desume contrapposizione di strategie e di interessi tra i due clan globalisti) preferendo la versione di Gary Kah, che ha diffuso il mito del cartello finanziario internazionale come assoluto padrone del “Federal Reserve System”.

    Ma non sembra che sia esattamente così.
    L’illustre economista russo Valentin Katasonov – ad esempio – non concorda con Kah.
    Ed io mi fido di Katasonov.

    • Sara:

      Silvio, le ricerche di Joël van der Reijden vanno prese con molto, molto senso critico. Non hai notato che adora sparlare di “fascisti”, “reazionari”, aristocratici e cattolici? E si dichiara favorevolissimo a governo mondiale, moneta unica, lingua unica, ecc.
      Non credi che una ricerca di quelle proporzioni, condotta in soli due anni, non può essere del tutto attendibile? Quanto meno Joël van der Reijden non ha gli strumenti per parlare seriamente di storia e di politica.
      Quanto a ebrei sefarditi e ashkenazi, stando il fatto che i Rockefeller appartengono ai primi, è assurdo dire che i sefarditi sono oppressi. Sono generalizzazioni anche queste.

  • SILVIO:

    Ah…dimenticavo!

    A proposito di ebrei SEMITI, eccovi l’immagine di una loro protesta contro gli ASHKENAZITI, fondatori di SION (= lo Stato di Israele):

    http://www.veteranstoday.com/wp-content/uploads/2013/11/ScreenHunter_2465-Nov.-28-08.48.jpg

    Visto il cartello mostrato da un manifestante semita ? ”Zionism is Nazism.
    E non si tratta di falsa dialettica hegeliana montata ad arte per turlupinare il goy credulone.

    Difatti, si dia uno sguardo all’occhiello che campeggia in cima alla seguente schermata:

    http://www.truetorahjews.org/

    Trattasi del sito ufficiale ”True Torah Jews”, il cui “occhiello” mostra la citazione : « The State of Israel does not represent Jews or Judaism » (= « Lo Stato di Israele non rappresenta né gli Ebrei né l’Ebraismo»).

    Il senso è inequivocabile, nevvero?

    Se poi un magistrato “politicamente corretto” andasse a leggere quel che c’è scritto nei vari articoli del sito, si vedrebbe costretto ad inquisire ”per antisemitismo” gli unici ebrei aventi pieno titolo di essere considerati tali.
    Cioè, i SEMITI.
    Diabolica macchinazione ashkenazita!

  • SILVIO:

    Infine, un’ultima notazione.

    È stata data notizia che la cometa ISON (che costituiva una possibile minaccia per la Terra) si è dissolta, annichilita e fagocitata dal Sole.

    L’acronimo ISON è l’anagramma di SION.

    Me l’ha fatto notare l’opinionista Yukon Jack (spirito anarchico dalle valutazioni tanto originali quanto impraticabili ed estreme) scrivendo (più o meno) quanto segue:

    « ISON E SION sono il reciproco anagramma dall’uguale destino. ISON è stata distrutta dal nostro Sole, SION verrà abbattuta dal resto dell’umanità ».

    Amen.

    • coldemano:

      Può anche darsi che sia l’ennesima bufala della NASA. Per me, era il classico ologramma creato ad arte dal loro perfido progetto blue beam. Eppoi finito il giochetto, hanno optato di “distruggerla” dentro il sole. Strano che quell’altra un paio d’anni fà, è entrata nel sole, ed è uscita indenne dall’altra parte.

    • opaledifuoco:

      salve silvio
      su ison aspetterei a darla x spacciata
      al ritorno la coda di asteroidi potrebbe dare qualche problema alla terra
      mi sembra ci sia un bell’insabbiamento di notizie
      tornando al topic mi sembra che non si parli mai dei pupari dietro i big players del male
      cioè dei gesuiti
      lei che ne pensa?
      al link c’è un dossier molto interessante http://www.fuoridimatrix.blogspot.it/2013/03/lordine-dei-gesuitidossier_2.html
      e dietro i gesuiti chi c’è? :-)
      los voladores?
      saluti e a rileggerla

  • vale:

    Mamma mia che intreccio malato di sigle ed interessi.
    Tragico notare come quella feccia umana di Kissinger sia sempre presente in questo tipo di “affari” , pare sia la costante K dell’asse del male , spero che prima o poi gli prenda un colpo e che nel momento soffra come un cane.

  • WBM:

    La finanza ebraica, in particolare i Rotschild, ha sempre finanziato le guerre, e di fatti le due catastrofiche guerre mondiali che hanno insanguinato soprattutto l’Europa, le hanno volute loro. La battaglia di Waterloo, non è l’unico esempio di doppiogiochismo ebraico, c’è un altro fatto storico che vorrei citare, ed è quello della Spagna, che nel 1492 con l’editto di Alhambra promulgato dal re Filippo I e la consorte regina Isabella, cacciò tutti gli ebrei dal territorio del Regno e convertito con forza al cattolicesimo quelli rimasti, per punirli: durante la lotta di liberazione dal dominio musulmano della penisola iberica, gli ebrei finanziarono sia gli spagnoli che gli arabi.

    Mai fidarsi degli ebrei, sono pericolosi e diabolici, anzi come li definiva San Giovanni Crisostomo, “demoni dalle fattezze umane”.

  • SILVIO:

    Gentile Sara,
    ho incominciato ad osservare (divertito) da qualche giorno le tue repliche (non richieste).
    Starò a vedere dove vorrai arrivare.
    Per intanto, la regola aurea nel confutare la tesi di un interlocutore è quella di citare le fonti da cui si attingono i dati contrari, corredandole coi relativi links.
    Cosa che non hai fatto. Da ciò consegue che le tue sono obiezioni campate per aria. Sino a prova contraria.
    Vado a risponderti, precisando che non stimo Joël van der Reijden quale persona mentre invece apprezzo assai il suo accuratissimo lavoro di ricerca e di ricostruzione storica, peraltro mostrante al lettore l’imponente mole bibliografica e documentale di riferimento.
    È un’opera unica nel suo genere, non inferiore a quella di Nicholas Hagger ospitata quale testo modello dal prestigioso istituto storico-economico “Russian Economic Society – SF Sharapova”.

    Purtroppo, Joël van der Reijden non ebbe quella fortuna. Anzi, fu cacciato da internet e privato ingiustamente del suo dominio. Oggi è infatti ospitato da Wikispooks.

    Il motivo di cotanta sfiga ? L’avere portato a conoscenza della pubblica opinione l’affare Dutroux e quel lercio mondo di omosessuali-pedo-sado-maso altolocati, che giurarono di fargliela pagare. E così è avvenuto.

    Quanto a Joël van der Reijden/persona, non ho dati in merito. È vero. È favorevole al NWO. L’ha dichiarato egli stesso con estrema franchezza, a differenza di tanti serpenti pseudo-antagonisti (anche nostrani) che celano i loro veri obiettivi dietro la maschera di solidarietà farlocca verso i popoli oppressi.
    Quel che non ha detto è a quale NWO si riferisse. Perché ce ne sono almeno quattro. Cioè, tanti quanti sono gli “establishments” che li hanno pianificati.

    Ed ancora.
    È falso che il lavoro di ricerca di Joël van der Reijden (più gli altri ricercatori facenti parte di “Institute the Study of Globalization and Covert Politicis”) sia durato solo due anni.
    È vero invece che venne avviato nel 2004 e che è ancora in corso con continui aggiornamenti, dopo avere già sfornato 1.500.000 parole in 3.800 pagine di Standard Book .
    Prima di venire chiuso, il suo sito fu visitato da 600 mila utenti di fascia culturale medio-alta, i quali gli fecero pervenire recensioni entusiaste.
    Bisogna conoscere a fondo prima di azzardarsi ad esprimere valutazioni.

    Quanto a Rothschild & Rockefeller, ciascuno si tenga i “meme” che ritiene opportuno. La cosa non mi disturba affatto.
    Però quel qualcuno abbia almeno la decenza di indicare le fonti documentali. Altrimenti…
    Non ho scritto che i Sefarditi siano oppressi. Ho scritto invece che hanno finalità e strategie ben diverse da quelle degli Ashkenaziti.
    Quanto agli ebrei oppressi dagli Ashkenaziti, lo sanno anche i muri che ad esserlo sono i Semiti.

    • Sara:

      Silvio, non posso ricambiare il tuo “gentile”, perché gentile non lo sei stato affatto. Al contrario, hai impugnato subito le armi senza alcun motivo, dal momento che io non ti ho mai attaccato né uso attaccare, tantomento chi ha vedute simili alle mie. Evidentemente hai la sindrome, comprensibile ma non giustificabile, da esposizione a trolls, e sei sempre sul piede di guerra. Perciò, rilassati. Ti invito anche a leggere i miei commenti senza divertirti troppo, sempre, ben inteso, che riceva da te il permesso di replicare -non sapevo del resto che i commenti fossero bene accetti solo quando sollecitati. Ricambiando la tua sgradevole ironia: evviva il dialogo.
      Venendo a Joël van der Reijden, sappi che ho letto praticamente per intero le oltre 3.000 pagine della sua ricerca in formato pdf, macabri dettagli compresi, quindi ho l’impressione tu mi abbia un pelo sottovalutata. Ti invito perciò ad andare a rileggerti la sua sezione sulle FAQ, dove esplicitamente si proclama favorevolissimo a moneta unita, governo unico, lingua unica, e via dicendo. Egli stesso tra l’altro afferma che, al tempo della stesura, la ricerca era frutto di svariate migliaia di ore di lavoro, nell’arco di due anni. Ora saranno di più, ma questo non cambia la natura dell’opera.
      Joël van der Reijden e i suoi aiutanti non hanno, ed egli stesso lo ricorda spesso, lo spessore necessario per analizzare i dati trovati e ricavarne la big picture in modo lucido e sempre attendibile. Basta guardare al modo in cui cadono perfettamente nella propaganda mediatica secondo cui i fascisti, Franco, Hitler sono i cattivi, destra e sinistra sono contrapposte, Kennedy è stato ucciso perché aiutava i socialisti, la democrazia è buona, ecc. Lo scrittore ha fatto sue tutte le categorie impostegli dall’educazione massonica, le sue chiavi di lettura sono falsate. E’ un uomo comune che si stupisce delle sue stesse scoperte, e fatica a spiegarle. Il suo lavoro però resta utile, eccome, ma sempre complementare a quello di una sfilza di storici e politologi venuti prima di lui, dal momento che il governo nascosto non è stato scoperto ieri. Già al tempo della rivoluzione francese se ne conoscevano i veri responsabili, e ora si sta ingenuamente riscoprendo l’acqua calda.
      Ovviamente tu puoi credere diversamente, ma non puoi accusare chi interloquisce con te di parlare a vanvera. Citare fonti e dati di anni di studio e riflessione personale a sostegno di ogni pensiero ovviamente non è praticabile, tantomeno in un post, e non può da te essere usato a pretesto per invalidare le ragioni altrui. Se il tuo atteggiamento ironico e offensivo dovesse permanere, non stupirti se non darò più seguito alle tue risposte.
      PS: Riguardo agli ebrei, hai messo in relazione la contrapposizione sefarditi-aschkenaziti con quella ashkenaziti-semiti, o almeno così sembrava dalla tua esposizione, dal che si ricavava che i sefarditi fossero oppressi. Anche in seguito hai parlato di macchinazione ashkenazita, come se i sefarditi ne fossero estranei.

  • SILVIO:

    - Postilla per Sara -

    I dati sul lavoro di ricerca di Joël van der Reijden li ho tratti “dall’About” redatto da quell’autore.

    Link:
    https://wikispooks.com/ISGP/about.htm

  • SILVIO:

    @ Sara

    L’univoco ed unico fine del lavoro di ricerca di Joël van der Reijden è sempre stato – sin dalle origini – quello di fornire un database esaustivo sulle consorterie globaliste e sui loro componenti, onde scongiurare il black out informativo vigente in materia ad opera degli accademici prezzolati nonché dei media mainstream asserviti alle élites dominanti.

    E l’ha fornito. Missione compiuta!

    Stupisco al pensiero che non si capisca ciò.

    Rimango poi di sasso quando lo si accusa di non essere riuscito a fare quel che egli non ha mai inteso fare.
    Null’altro da aggiungere.

  • Sara:

    Silvio, non ti stupire, perché non ho mai detto che van der Reijden non è riuscito a fare un database, di fatto ho detto il contrario. D’altra parte non possono essermi sfuggite le numerose valutazioni di merito con cui egli affronta la materia -ad esempio, i frequenti commenti anticattolici. Se uno vuole compilare un database, ottimo, utilissimo; non fidiamoci dei sui giudizi di merito, questo era il mio messaggio.

  • SDEI:

    @SILVIO,

    sul POST neanche poi tanto “datato” o se preferisci definirlo “vecchio” di GALTUNG, c’è posta per Te !!!!

    NAMASTE’

    SDEI

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